Una amara novella di Giovanni Verga, ‘La libertà‘, diceva di come durante una rivolta contadina fossero stati aggrediti e massacrati tutti i signori col ‘cappello’, come identificativo di un livello sociale superiore.
Ieri, in esito allo sciopero della CGIL a Roma, si è verificato un episodio che a quella novella mi ha fatto pensare, anche se a parti invertite.
Un compagno, uno di quelli bravi e convinti, percorreva Via del Corso dopo la bella manifestazione che ha riempito le piazze di Roma e di tutta Italia di rosso; aveva in testa il cappelletto rosso della FPCGIL ed una camicia rossa, in tono con i colori della protesta.
All’improvviso è stato fermato da un poliziotto di pattuglia mentre si avvicinava ‘pericolosamente’ a Palazzo Chigi: il poliziotto gli ha detto bruscamente che se voleva proseguire doveva togliersi il cappello. Il compagno allora ha detto, con tono pacato, che non era al corrente di disposizioni che vietavano di portare il cappello rosso e che semmai, memore dell’educazione che aveva avuto, era abituato a togliersi il cappello quando entrava in una chiesa.
Alle insistenze minacciose del poliziotto il compagno ha continuato a resistere argomentando se per caso non fosse egli allergico al rosso, e se dovesse dunque, per fargli piacere, togliersi anche la camicia che portava. Il poliziotto ha continuato irremovibile intimandogli di non proseguire e, quando il compagno con il sorriso sulle labbra ha tirato dritto per la sua strada, ha cercato di fermarlo fisicamente; è stato tempestivamente bloccato da i suoi colleghi che, meno inclini alla sindrome del toro nella corrida, hanno ritenuto opportuno placcare il loro animoso collega.
Dobbiamo ringraziare questo compagno che, difendendo il suo cappello rosso e ciò che rappresentava, ha dimostrato con orgoglio il senso di appartenenza alla CGIL e con il suo comportamento ha confermato ciò che ieri un milione di persone ha rivendicato a gran voce nelle piazze di Italia.
W lo sciopero generale, W la CGIL.
Roma, 7 settembre 2011
Fp Cgil Naz.le Funzioni Centrali
Nicoletta Grieco