17 Marzo 2026
“Sono stati ufficialmente pubblicati i bandi per la stabilizzazione di 9.368 precari del PNRR al Ministero della Giustizia a fronte degli 11.211 censiti dall’amministrazione nel PIAO 2026-2028. Un risultato straordinario della nostra mobilitazione costante e instancabile insieme alle lavoratrici e ai lavoratori. Ora avanti fino alla stabilizzazione degli ultimi 1.800”.
Così la Funzione Pubblica Cgil.
“Le lavoratrici e i lavoratori non si sono mai arresi, anche quando non era prevista alcuna stabilizzazione. La loro e la nostra determinazione hanno portato il Governo a correggere il tiro, prima con 3.000 unità finanziate dalle legge di bilancio per il 2025, poi con l’impegno del Ministero per raggiungere le 6.000 unità, dopo ancora 8.000 e oggi le 9.368 indicate nei bandi”, ricorda il sindacato.
“Ma”, prosegue la nota, “ci sono diversi elementi di criticità, a partire dall’assenza di garanzie sulla messa a regime dell’ufficio per il processo con la definizione delle dotazioni organiche. Un aspetto determinante che per molti si tradurrà nell’impossibilità di proseguire l’attività lavorativa nelle proprie sedi di servizio, con la contestuale formazione di graduatorie distrettuali da cui l’amministrazione potrà attingere. Rimane, inoltre, il tema degli ultimi 1.800 precari che sono rimasti fuori e che dal 1° luglio 2026 andranno a casa. Il sistema Giustizia non può privarsi di personale altamente qualificato come loro che, in questi anni, hanno maturato una grande esperienza sul campo. Per questo abbiamo proposto degli emendamenti al DL PNRR, le cui formulazioni sono state depositate da diversi gruppi parlamentari e sono state segnalate per la prosecuzione della discussione nella V Commissione bilancio della Camera dei Deputati”.
“Il costo per coprire queste ultime stabilizzazioni rimaste è di 85 milioni di euro, un ultimo sforzo che il Governo deve assolutamente compiere. O vengono immediatamente stabilizzati con le coperture previste dalla scorsa legge di bilancio, oppure bisogna prorogare il loro contratto fino al 31 dicembre 2026 per trovare le risorse necessarie nella prossima legge di bilancio. Questa è la vera riforma della giustizia che serve: stabilizzazione di tutti i precari, assunzioni di nuovo personale, investimento nelle strutture e nella strumentazione digitale, strutturazione a regime dell’ufficio per il processo”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.