Polizia Penitenziaria – Emergenza straordinari

02 Aprile 2026

Al netto dei dati ufficiali che, seppur per il 2025 non sono ancora noti, il ricorso al lavoro straordinario per il personale della polizia penitenziaria resta un segnale allarmante delle condizioni di lavoro negli istituti di pena, riproponendo quanto già registrato per il 2024: oltre 7,5 milioni di ore di straordinario!

Il dettato costituzionale che vieta per i detenuti “trattamenti contrari al senso di umanità” e l’obiettivo della “rieducazione del condannato” restano lettera morta a causa delle condizioni di lavoro e della carenza di organico. Le condizioni sono inumane sia per chi sconta la pena sia per chi in carcere ci lavora.

Il personale svolge turni da 8 ore per almeno 6 giorni a settimana. Tre agenti che lavorano 48 ore settimanali ciascuno, invece delle ordinarie 36, coprono 144 ore, pari al monte ore di 4 agenti a orario regolare. Tre agenti, dunque, coprono il fabbisogno di quattro con il ricorso sistematico allo straordinario sottopagato, che allo Stato costa molto meno di un’assunzione regolare. Un sistema destinato a implodere.

Anche il dato allarmante relativo alle aggressioni agli/lle agenti dovrebbe destare forti preoccupazioni al Governo: si continua a viaggiare ben oltre i 3.400 casi all’anno, cioè una impressionante media di quasi 10 al giorno, nel disinteresse e disimpegno più totale dei vertici del ministero.

Appare surreale a sganciato dalla realtà anche quanto indicato dalla recente circolare del 9 marzo scorso inerente Ulteriori linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario: “Non meno importante è l’apporto alla causa che può assicurare il personale di Polizia Penitenziaria che opera quotidianamente H24 nelle sezioni detentive e che pertanto, come terminale sensibile più prossimo ai ristretti, è in condizione di fornire un flusso costante di preziose informazioni su di essi”.

Come si pensa possibile adempiere concretamente e correttamente a questo prezioso compito e garantire tale determinante contributo contro una piaga devastante quanto quella dei suicidi negli istituti penitenziari senza un concreto, improcrastinabile, definitivo intervento a supporto del rafforzamento degli organici al fine di contenere il ricorso al lavoro straordinario?

Il fenomeno dei suicidi, inoltre, va ricordato, riguarda anche le persone che negli istituti di pena ci lavorano, oltre che i detenuti e questo è un ulteriore inaccettabile dramma.

L’ormai ex sottosegretario Delmastro esultava soddisfatto annunciando il pagamento degli straordinari al personale della polizia penitenziaria, e ci mancherebbe altro. Noi riteniamo che le soluzioni strutturali di cui il sistema penitenziario ha bisogno debbano risolvere le criticità che rendono così elevato il ricorso allo straordinario.

Chiediamo al sottosegretario Ostellari, nuovo titolare della delega, e ai vertici del DAP di assumere come prioritario il tema degli organici, dei carichi di lavoro e dell’eccessivo ricorso al lavoro straordinario, delle aggressioni e ci rendiamo disponibili al confronto per individuare soluzioni idonee.

Donato Nolè

Coordinatore Nazionale Polizia Penitenziaria

FP CGIL

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