La scrivente Organizzazione Sindacale, a seguito dell’evolversi della vicenda riguardante la stabilizzazione del personale PNRR, sente il dovere di intervenire con chiarezza su vari aspetti.
Come FP CGIL, abbiamo investito ogni risorsa possibile per garantire che nessuno dei 159 colleghi venisse lasciato indietro. Abbiamo elaborato note e richiesto incontri, indetto assemblee territoriali, partecipato a ogni tavolo di confronto e proposto emendamenti volti a una stabilizzazione totale.
Noi abbiamo costruito il percorso: spetta alle istituzioni percorrerlo. La sicurezza di un posto di lavoro, la certezza di un reddito per le proprie famiglie e il futuro dei propri figli dipendono dalla volontà dell’Amministrazione. È l’Amministrazione che deve presentare, o far presentare dai propri rappresentanti, gli atti necessari a superare i limiti attuali.
È incomprensibile che, in un’Amministrazione che si fregia di essere un polo d’innovazione, che sperimenta l’Intelligenza Artificiale e progetta per conto di terzi, si decida di stabilizzare solo 10 informatici su 37, senza prevedere ampliamenti.
Rinunciare a queste competenze non è solo un atto di mancata lungimiranza, ma rappresenta un vero e proprio spreco di investimento pubblico. Avete investito tempo e risorse per formare questi professionisti: lasciarli andare oggi significa impoverire tecnicamente l’ente proprio nel momento di massima spinta digitale.
C’è un obiettivo minimo che non può essere mancato: il riconoscimento dell’idoneità per tutti i partecipanti al bando. Precludere questa possibilità equivarrebbe ad ammettere che l’Amministrazione, nel suo ruolo di “istruttore” svolto in questi quattro anni, non è stata in grado di formare i propri collaboratori. Poiché sappiamo che non è così — e che il valore di questi lavoratori è tangibile nei risultati raggiunti — negare l’idoneità sarebbe una sconfitta per l’istituzione stessa, prima ancora che per i lavoratori.
Nonostante non abbiamo trovato sempre l’unità dei lavoratori che avevamo auspicato e nonostante la stessa Amministrazione si sia dimostrata sorda alle nostre richieste, noi non smetteremo di lottare, ma sia chiaro: la palla è nel campo dell’Amministrazione e del Governo. Noi continueremo a pretendere che chi ha riposto in questo lavoro speranze e aspettative riceva la tutela che merita. Non si tratta di fare “pubblicità” al nostro impegno, ma di riconoscere la realtà dei fatti: noi abbiamo costruito il ponte, ora l’Amministrazione deve decidere di percorrerlo.
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Coordinatrice nazionale FP CGIL Giustizia Amministrativa |
FP CGIL Nazionale |
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Maria Paola Lo Monaco |
Matteo Ariano |