Polizia Penitenziaria – Osservazioni su Circolare del 9 marzo del Dap “Ulteriori linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario”

13 Aprile 2026

La FP CGIL Polizia Penitenziaria, rispetto alla circolare del 9 marzo 2026 dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria “Ulteriori linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario”, pur apprezzandone lo spirito, la sensibilità e l’attenzione verso una tematica grave che investe l’intero sistema oramai da anni, ritiene che l’indirizzo operativo rischia di tradursi in un ulteriore gravare sulle spalle degli operatori Penitenziari.

Nello specifico, riteniamo che la materia non possa essere seriamente affrontata decontestualizzata dal complessivo stato del sistema Penitenziario. In particolare va tenuto in debita considerazione il grave sovraffollamento di detenuti negli istituti di pena, che in alcuni casi supera abbondantemente i limiti di capienza.

A questo si aggiunga l’endemica carenza di personale, in particolare di Poliziotti Penitenziari, che attualmente determina condizioni di lavoro insostenibili, con poliziotti costretti a turni di lavoro massacranti e nel contempo con il dovere di adempiere al proprio mandato in situazioni estreme. Ad esempio, un solo Agente si trova spesso nella condizione di dover sorvegliare più posti di servizio e con responsabilità anche del controllo di cento detenuti.

Da tutto ciò deriva che l’applicazione ed il rispetto delle norme vengono garantiti a costo di enormi sacrifici e solo grazie al senso del dovere degli/lle agenti. Cosa che a volte comporta rischi, anche per la propria incolumità psicofisica, come dimostra lelevatissimo numero di aggressioni in danno della Polizia Penitenziaria.

In ultimo, appare preoccupante lo stato in cui versa la Sanità Penitenziaria: nella circolare stessa si invita a ripensare il sistema di intervento sul disagio psichico, “evitando il ricorso al modello farmacocentrico puntando a rafforzare il contributo degli Psicologi”. Per operare in questa direzione, sarebbe opportuno procedere ad un potenziamento degli operatori ex art. 80 con relativa implementazione delle ore settimanali e l’attivazione di progetti trattamentali, lavorativi e culturali che contribuiscano al recupero ed al reinserimento sociale del condannato.

Per quanto concerne la questione più strettamente sanitaria, oltre ad un potenziamento dell‘ organico del personale medico e infiermeristico e ad una adeguata formazione, andrebbero potenziati quei settori all’interno degli istituti, come per esempio la diagnostica con strumentazioni sanitarie, che possono contribuire ad evitare il ricorso sempre più frequente a visite in luoghi esterni di cura.

Ci sono, infatti, istituti di media grandezza che effettuano più di mille visite in un anno in luoghi esterni di cura, sottoponendo tutto il sistema penitenziario ad eccessivi carichi di lavoro per i Poliziotti Penitenziari addetti alle scorte e a spese per la collettività che potrebbero essere notevolmente ridotte facendo ricorso, ad esempio, anche alla telemedicina.

Insomma, la risposta al fenomeno indicato nelle linee guida deve essere complessiva ed integrata, il sistema deve essere riportato a livelli di vivibilità e normalità in cui ogni operatore possa svolgere il proprio mandato istituzionale in condizioni sicure e dignitose e conseguire risultati tangibili per la collettività, cioè la rieducazione cui fa riferimento la nostra Costituzione e reintrodurre nella società i soggetti che hanno scontato la pena e garantire sicurezza all’interno degli istituti.

Pertanto, a parere di questa Organizzazione Sindacale, si rende necessario un intervento straordinario che contempli:

  1. Adeguamento degli organici di Polizia Penitenziaria;

  2. Provvedimento deflattivo della popolazione detenuta con potenziamento del sistema delle misure alternative;

  3. Potenziamento della Sanità Penitenziaria;

  4. Incremento degli organici;

  5. Corsi di formazione specifici;

  6. Potenziamento della diagnostica e cura in carcere anche con nuove modalità e tecnologie.

Coordinatore Nazionale Polizia Penitenziaria FP CGIL

Donato Nolè

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