INPS – ASDEP: Evitare arretramenti sulla tutela sanitaria del personale

20 Maggio 2026

Nel pomeriggio di oggi si è tenuto un incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto il futuro di ASDEP e, in particolare, la continuità delle coperture assicurative oggi garantite alle lavoratrici e ai lavoratori. Era presente il Direttore generale Valeria Vittimberga.

Come si ricorderà, già qualche mese fa la controparte aveva rappresentato una situazione estremamente delicata: fatta eccezione per il lotto relativo alla premorienza, le compagnie assicurative non avevano accolto favorevolmente l’offerta economica dell’Istituto, scegliendo di non presentare alcuna proposta.

Siamo quindi dinanzi a un rischio concreto e non sottovalutabile, quello di non riuscire a garantire copertura assicurativa al personale attualmente tutelato dalla polizza.

Uno strumento che, lo ribadiamo, presenta certamente limiti, criticità e aspetti da migliorare, che continuiamo ad attenzionare con puntualità. Tuttavia, il fulcro della sua funzione resta la copertura dei grandi eventi, inattesi o traumatici, rispetto ai quali la tutela assicurativa rappresenta ancora oggi un presidio importante per le colleghe, i colleghi e le loro famiglie.

L’Amministrazione, in apertura, ha rappresentato che l’attuale fase è fortemente condizionata dall’aumento esponenziale dei costi sanitari registrato dopo il periodo Covid, nonché dal maggiore ricorso alle visite mediche: elementi, questi, che hanno inciso sulla profittabilità delle compagnie assicurative e sull’equilibrio economico della polizza.

Secondo quanto espresso al tavolo, è stata già ottenuta una proroga semestrale della copertura, con l’obiettivo di portarla almeno fino alla fine dell’anno. Nel mentre sarà promossa una nuova gara d’appalto.

Qui arriviamo al nocciolo del problema finanziario. L’Amministrazione intende riaprire i termini dell’offerta, incrementando il capitolato di circa 50 euro pro-capite. È evidente che tali risorse verrebbero reperite dalla liquidità assegnata ai benefici assistenziali. Ciò non dovrebbe incidere sul fondo 2026, mentre potrebbe determinare effetti dal 2027. L’impatto reale sul welfare, quindi, dovrebbe manifestarsi solo nel 2028.

L’Amministrazione ha precisato che nel nuovo bando saranno previsti dodici mesi facoltativi per il rinnovo automatico. Tale tempistica servirà a valutare prospettive diverse e scenari alternativi.

Tra le ipotesi per rimpinguare le risorse disponibili, c’è quella di attingere – previa modifica del regolamento INPS – al fondo orfani dell’Istituto, la cui consistenza è legata anche alla percentuale degli onorari degli avvocati e che avrebbe in cassa un plus di circa 60 milioni di euro, idoneo a essere impiegato.

Come FP CGIL, comprendiamo la soluzione tecnica proposta: una misura tampone, concretamente percorribile, per evitare un indebolimento dell’assistenza garantita al personale. È una soluzione emergenziale che può servire a scongiurare il peggio, ma che non può essere considerata esaustiva né risolutiva. Resta infatti sullo sfondo un tema inevaso: la ridotta disponibilità economica destinata alle misure di welfare in senso lato.

Su questo terreno, così come sul Fondo Risorse Decentrate, denunciamo da tempo la totale assenza dei vertici dell’Istituto: distanti dal personale, silenti rispetto alle necessità dei lavoratori e incapaci di misurarsi con il progressivo deterioramento delle condizioni operative e delle tutele un tempo garantite ai dipendenti INPS.

Abbiamo fatto presente che se diminuiscono gli incentivi e parallelamente si riducono i benefici assistenziali, il rischio evidente è un impoverimento di chi opera in INPS. Serve una risposta politica a questo problema, una risposta che da tre anni a questa parte tarda ad arrivare.

Poi non condividiamo, e non possiamo che stigmatizzare, la posizione di chi pensa di “buttare via il bambino con l’acqua sporca”, immaginando di liquidare una polizza che, pur con tutti i suoi difetti, rappresenta ancora oggi un elemento concreto di copertura, tutela e protezione.

Disperdere questo patrimonio significherebbe lasciare le lavoratrici e i lavoratori più soli davanti a eventi gravi, improvvisi e spesso economicamente insostenibili.

Per questo riteniamo necessario agire con responsabilità: da un lato evitando soluzioni demolitorie o propagandistiche; dall’altro pretendendo dall’Amministrazione e dai vertici dell’Istituto un impegno reale, risorse adeguate e una strategia di medio periodo capace di rafforzare, non indebolire, il sistema di welfare del personale.

La tutela sanitaria non può essere trattata come una voce residuale di bilancio. È parte integrante della dignità del lavoro e della qualità delle condizioni di vita del personale.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

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