Alla Direttrice Generale
Direzione Generale del Personale e della Formazione
Dott.ssa Mariaisabella Gandini
Oggetto: Richiesta previsione e pubblicazione banca dati quesiti – Procedura di progressione tra le aree per n. 1500 unità dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari – Decreto 26 giugno 2026.
Alla scrivente Organizzazione Sindacale, in riferimento alla procedura di progressione tra le aree per il passaggio di complessive n. 1500 unità di personale dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari del ruolo dell’Organizzazione Giudiziaria, indetta con Decreto del 26 giugno 2026, sono pervenute, da parte delle lavoratrici e lavoratori, numerosi segnalazioni di dissenso e critiche per i seguenti motivi.
All’articolo 6 del citato Decreto si prevede l’espletamento di una prova selettiva consistente in 30 quesiti a risposta multipla, finalizzata all’accertamento delle competenze professionali dei candidati. La Fp Cgil a fine di garantire il corretto, trasparente e sereno svolgimento di tale procedura, chiede, che venga disposta la costituzione e la tempestiva pubblicazione di una banca dati ufficiale dei quesiti d’esame.
Tale richiesta é supportata dalle seguenti motivazioni giuridiche, sindacali e di buon andamento amministrativo:
Rispetto del principio di uguaglianza e parità di trattamento (Precedenti storici) Il Ministero della Giustizia ha già adottato in passato lo strumento della banca dati per analoghe procedure di riqualificazione interna. Si cita, a titolo esemplificativo, la procedura prevista dall’articolo 21-quater del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.
Non vi è alcuna ragione procedurale e o giuridica per differenziare il trattamento dei dipendenti odierni rispetto a quelli del passato. Una simile disparità violerebbe il principio di uguaglianza formale e sostanziale sancito dall’Articolo 3 della Costituzione Italiana, creando ingiustificate discriminazioni tra lavoratori del medesimo Ministero.
Conformità con i principi normativi nazionali ed europei
La trasparenza e la parità di accesso nelle procedure selettive della Pubblica Amministrazione sono pilastri cardine del nostro ordinamento.
A livello nazionale: L’articolo 97 della Costituzione impone i principi di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa. La pubblicazione di una banca dati garantisce l’omogeneità della preparazione e neutralizza l’arbitrarietà della prova.
A livello europeo: Il principio di non discriminazione e di parità di trattamento, solennemente proclamato dall’Articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (CDFUE) e recepito costantemente dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, impone che situazioni analoghe non siano trattate in modo differente, a meno che tale differenziazione non sia obiettivamente giustificata. Nel caso di specie, l’assenza di una banca dati si tradurrebbe in una palese e ingiustificata disparità di trattamento normativo e procedurale.
Prevenzione del contenzioso e tutela dell’interesse pubblico
La mancata previsione di una banca dati per una procedura che coinvolge una platea così vasta di lavoratori (1500 i posti messi a concorso) solleverà inevitabilmente gravissimi dubbi sulla trasparenza dei criteri di valutazione. Ciò esporrà l’Amministrazione al rischio concreto e immediato di una massiccia ondata di ricorsi giurisdizionali davanti alla competente Autorità Giudiziaria da parte dei candidati esclusi o danneggiati.
È primario interesse della stessa Pubblica Amministrazione evitare di doversi costituire in giudizio per difendere una procedura viziata da disparità di trattamento. Un contenzioso diffuso comporterebbe un inutile spreco di risorse pubbliche, il rischio di sospensive giudiziarie e il conseguente blocco delle immissioni in ruolo dei nuovi Funzionari, con gravissimi riflessi sulla funzionalità degli uffici giudiziari già cronicamente in affanno.
Si chiede, inoltre, di riconoscere la possibilità, per i pochi lavoratori coinvolti, di rimanere nella propria sede anche in posizione soprannumeraria. Infine si chiede la pubblicazione del bando per i passaggi di area per gli Informatici, Bibliotecari, Contabili, in attesa dal 2019, ai sensi dell’art 21-quater del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.
Si fa presente che molte di queste lavoratrici e lavoratori hanno maturato la pensione senza aver conseguito un legittimo riconoscimento di un avanzamento di carriera ed economico, a differenza di quanto sarebbe accaduto se il passaggio fosse avvenuto entro il 2019.
Tanti dipendenti si sono dimessi, in particolare Informatici, per mancanza di prospettive o sono passati ad altre amministrazioni o aziende private che, con lungimiranza organizzativa, riconoscono al personale la loro professionalità e lo valorizzano, in primis nell’interesse dell’ente, nonché del lavoratore.
Onde evitare ulteriori fughe e aggravare ancor di più la situazione degli uffici, si sollecita l’immediata pubblicazione del Bando ex art. 21-quater.
Per le ragioni esposte, la FP CGIL sollecita l’Amministrazione a integrare le disposizioni attuative del Decreto 26 giugno 2026, garantendo la pubblicazione della banca dati dei quesiti con congruo anticipo rispetto alla data di svolgimento della prova.
In attesa di un cortese e tempestivo riscontro, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti
Cordiali saluti.
Coordinatrice Giustizia FP CGIL
Felicia Russo