Abbiamo sottoscritto l’accordo integrativo nazionale sul fondo risorse decentrate 2025, aumentano le risorse pro-capite per lavoratore, ma restano tutti i limiti di una norma, quella del decreto legislativo n. 75 del 2017, che blocca e ingessa la contrattazione integrativa non permettendo la piena valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Abbiamo colto l’occasione di questa discussione per lanciare la nostra proposta: aprire subito un tavolo per discutere di un nuovo contratto integrativo per il personale del MEF, che faccia ordine delle molteplici indennità e dei tanti accordi stralcio che si sono susseguiti negli anni e soprattutto che recepisca le tante novità introdotte con il contratto collettivo nazionale 2025-2027, a partire dalla regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale o ancora dell’accessibilità e della certificazione delle competenze relativa alla formazione.
Su questo ci aspettiamo una risposta da parte dell’amministrazione, che, in chiusura della riunione, ha confermato che il prossimo 13 ottobre si dovrebbero concludere le procedure relative ai differenziali stipendiali 2025 con la successiva pubblicazione delle graduatorie definitive. A seguire, l’impegno della delegazione di parte pubblica è di una convocazione per la discussione dei criteri relativi ai differenziali stipendiali 2026, in modo da poter siglare l’accordo definitivo entro l’anno e pubblicare poi il relativo bando.
Anche alla luce di ciò riteniamo che sia quanto mai opportuno che si chiarisca una volta per tutte il destino del personale che è stato inquadrato erroneamente proveniente da mobilità o stabilizzazione di comandi da altre amministrazioni. Su questo chiediamo che l’amministrazione si esprima chiaramente in merito e affronti la questione perché tale
ingiustizia non venga confermata, precludendo in maniera immotivata le opportunità di centinaia di lavoratrici e lavoratori del MEF.
Su tutte le procedure rimaste ferme e per cui abbiamo già scritto al Capo Dipartimento, la delegazione di parte pubblica ha recepito nuovamente le nostre istanze e, a titolo di esempio, ha confermato, almeno a parole, l’intenzione di voler dare seguito alle progressioni verticali (tra le aree quindi). A questo proposito vorremmo capire però se c’è la disponibilità o meno a fornire e, soprattutto, a rispettare poi un calendario con cui si intende concludere queste procedure. Chiederemo nuovamente nei prossimi giorni aggiornamenti in merito, perché è assurdo che alcune procedure siano ferme da quasi un anno e altre non abbiano nemmeno gli accordi o gli atti propedeutici per poterle concludere (solo a titolo di esempio, il reclutamento o le “progressioni” interne per l’area delle elevate professionalità).
Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo