Carceri: Fp Cgil, “sconcertanti affermazioni Nordio su minori”

23 Ottobre 2026

Ministro dimentica princìpi cardine giustizia minorile
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“Siamo sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Nordio sulla necessità di ‘spedire dietro le sbarre’ minori, auspicandone la detenzione anche in istituti per adulti. Il Ministro evidentemente dimentica sia la funzione costituzionale delle pene e dei princìpi cardine della giustizia minorile che la condizione in cui versano oggi le carceri che, come Fp Cgil, denunciamo da tempo”.

Lo afferma in una nota la segretaria nazionale della Funzione pubblica della Cgil, Giordana Pallone.

“Carenze strutturali con mancanza di spazi e strumenti idonei a svolgere ogni attività, criticità igieniche, problemi di sicurezza e organizzativi, insufficienza di personale, sia educativo che amministrativo che di Polizia Penitenziaria. Condizioni lavorative – osserva – nelle quali si opera quotidianamente che fanno sì che in molti istituti, come quello di Casal del Marmo a Roma dove oggi svolgeremo un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori proprio per denunciare il perdurare delle condizioni drammatiche in cui versa l’istituto, sia impossibile svolgere le attività trattamentali per i minori. Agli Istituti Penali per i Minorenni e alla giustizia minorile tutta, invece, deve essere restituita la vocazione originaria, quella di un contesto costruito a misura di minore incentrato sulla residualità della detenzione, sulla sua rieducazione e responsabilizzazione, su percorsi individualizzati e sull’analisi dei bisogni di ciascuno. Ciò può avvenire solo superando logiche emergenziali orientate esclusivamente a politiche securitarie e coercitive”.

Secondo Pallone, “il Ministro Nordio non dovrebbe invocare le ‘sbarre’: piuttosto si dovrebbe preoccupare di assicurare che il sistema possa offrire ai giovani ristretti (557 al 30 settembre 2026) e a tutti quelli in area penale esterna (18235) standard trattamentali e percorsi rieducativi in linea con l’ordinamento penale minorile e tali da porsi quale veicolo di concrete opportunità di risocializzazione, oggi fortemente messa in discussione per le politiche miopi di questo Governo che si preoccupa di aumentare le fattispecie di reato e non di prevenire il reiterarsi di quei reati attraverso l’aumento e la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel sistema penale”.

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