Al Ministro della Salute
On. Roberto Speranza
E p.c.
Al Vice Ministro della Salute
On. Pierpaolo Sileri
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Salute
Pres. Goffredo Zaccardi
Gentile Sig. Ministro,
le scriventi OO.SS., da tempo ribadiscono, che per quanto riguarda la dirigenza occorre una maggiore trasparenza nella procedura di assegnazione degli incarichi sia di I che di II fascia, oltre che per gli incarichi dei dirigenti sanitari, con una maggiore valorizzazione delle professionalità interne, da anni impegnate in amministrazione, anche perché abbiamo visto, purtroppo, i risultati prodotti dalle tante meteore di passaggio che si sono alternate nell’ultimo decennio.
Va utilizzato un criterio di maggiore equità nell’ assegnazione degli incarichi anche in base alle effettive capacità gestionali e manageriale dimostrate nelle attività svolte dalla dirigenza tutta, riconoscendo la vera professionalità e non l’appartenenza; e’ mortificante non riconoscere il giusto merito a che è impegnato giornalmente al Ministero .
Abbiamo letto la decisione della SV di riaprire la possibilità di presentare candidature all’interpello del 4 febbraio 2020 relativo alla posizione di direttore generale della prevenzione motivando tale scelta per “assicurare che l’incarico di che trattasi sia conferito al soggetto professionalmente più adeguato per i complessi compiti e le rilevanti responsabilità che derivano dalla straordinarietà della situazione.” Anche se le motivazioni ad una prima lettura possono sembrare condivisibili da un’attenta analisi del documento e dal fatto che l’interpello in questione contiene criteri normalmente non rintracciabili nelle attività previste nell’organizzazione del Ministero della Salute, sembrano emergere seri elementi di preoccupazione per tale scelta. Prima di tutto rileviamo che le competenze tecniche e amministrative che vengono acquisite durante il servizio all’interno del Ministero della Salute sono difficilmente rilevabili all’esterno.
Le segnaliamo che negli anni precedenti i Suoi predecessori hanno confuso le capacità tecnico/professionali di tipo sanitario con quelle di gestione -anche amministrativa- di una macchina complessa e articolata come una direzione generale dell’amministrazione pubblica centrale. Nel passato per la Direzione sono stati selezionati esperti esterni che, utilizzata la posizione ministeriale per raggiungere posizioni di rilievo, una volta lasciato il ministero hanno assunto posizioni critiche sull’operato governativo. Nel richiamare quindi che la normativa di attribuzione degli incarichi prevede che si afferisca a professionalità esterne solo dopo attenta e puntuale valutazione delle istanze dei dirigenti interni. Le ricordiamo che è indispensabile, ed eticamente necessario, che la valutazione sia fatta primariamente su requisiti acquisibili durante la vita professionale nel Ministero della Salute e secondariamente in caso di soddisfacimento di tali criteri su ulteriori criteri professionali. Vorremmo evitare che il momento particolare e la pressione mediatica portino ad una valutazione non coerente con le reali necessità del Ministero dando priorità al possesso di capacità non acquisibili durante il servizio presso il Ministero della Salute a discapito delle capacità di gestione di una struttura dell’amministrazione pubblica centrale. Chiediamo quindi l’apertura del confronto per definire le procedure e i criteri per l’attribuzione di tutti gli incarichi dirigenziali ai dirigenti e ai dirigenti delle professionalità sanitarie per garantire le progressioni di carriera in una logica di riconoscimento delle capacità possedute sulla base della formazione acquisita e di quelle sviluppate al Ministero, escludendo logiche di “congelamento” delle posizioni o nepotistiche. Riteniamo che tra i professionisti ad oggi in servizio presso il Ministero sanitari e non sanitari si possano reperire le figure in grado di ricoprire ruoli di tale responsabilità. Siamo sicuri che non è questo il Suo intendimento e che sarà in grado di fare una scelta equilibrata e soprattutto utile per le capacità di gestione a cui il Ministero della Salute è chiamato.
Cordiali saluti
FP Cgil Cisl Fp
Il Segretario nazionale Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio Angelo Marinelli
Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Vincenzo Starita
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Oggetto: “premio ai lavoratori dipendenti” – individuazione modalità di pagamento
L’art. 63 del DL 18/2020, al primo comma, riconosce a ciascuno lavoratore, entro un limite di reddito complessivo da lavoro di pendente di 40.000 euro, un premio di cento euro, non concorrente alla formazione del reddito, da rapportare ai giorni di presenza in ufficio nel mese di marzo: “ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese”.
Poiché dalle circolari emanate da codeste amministrazioni nulla è stato detto in merito al pagamento della predetta somma, tenuto conto delle sollecitazioni che arrivano dai lavoratori interessati e di quanto sta avvenendo nelle altre pubbliche amministrazioni, CGIL CISL e UIL chiedono che ciascuna amministrazione fornisca formali indicazioni agli uffici centrali e periferici sulle modalità di pagamento della predetta somma.
Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 27 aprile 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni\Prestini Marra Amoroso
COMUNICATO alle Lavoratrici e ai Lavoratori dell’ENAC
Come richiesto dalle Scriventi, si è svolto oggi l’incontro tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali rappresentate dalle Segreterie nazionali e dai Coordinatori ENAC.
Il Presidente Zaccheo in apertura della riunione, come nel corso della stessa, ha sottolineato la volontà e la necessità di condividere con le Organizzazioni Sindacali le informazioni, le modalità e le iniziative che caratterizzeranno la così detta fase 2 di ripresa delle attività lavorative in ENAC. A tale proposito l’Amministrazione ha predisposto, sulla base del testo sottoscritto tra le Confederazioni sindacali nazionali e la Ministra per la Pubblica Amministrazione, una bozza di un protocollo riguardante la prevenzione e la salute dei dipendenti pubblici una volta ripresa l’attività ordinaria negli uffici, che ci verrà inviato nel pomeriggio, congiuntamente ad un calendario di riunioni necessarie per le valutazioni delle Scriventi, ai fini della sottoscrizione. Le Scriventi OO.SS. hanno chiesto, in ottemperanza a quanto il Ministro ha concordato con le Confederazioni su scala nazionale, l’istituzione di un Comitato permanente formato da delegati dell’Amministrazione, dai rappresentanti sindacali, RLS e medico competente, per l’approvazione e il continuo adeguamento di tale protocollo alle disposizioni che saranno emanate dagli Organi preposti, nonché del monitoraggio sulla corretta applicazione dello stesso. Abbiamo sottolineato l’inadeguatezza delle dinamiche relative alle relazioni sindacali tenute da ENAC nel periodo dal 23 febbraio ad oggi, chiedendo che vengano ristabilite da subito nella maniera corretta, come regolati dai CCNL vigenti. Nonostante la modalità dell’incontro odierno presentasse da subito una prassi non corretta, ovvero discutere di un documento non trasmesso anticipatamente alla controparte sindacale, il nostro senso di responsabilità ci ha portato a glissare su tale aspetto per accogliere l’unico elemento positivo dell’incontro, la ripresa del confronto che si rivolgerà principalmente alla tutela della salute dei lavoratori senza però dimenticare le attività da portare avanti rispetto all’applicazione degli istituti contrattuali e degli accordi sottoscritti.
Vi terremo aggiornati sulla sperata continuazione del confronto.
AL MIBACT
Sig. Capo di Gabinetto
Prof. Lorenzo Casini
Segretario Generale MiBACT
Dott. Salvatore Nastasi
Direttore Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali
Prof. Alessandro Benzia
Al Direttore Generale ABAP
Arch. Federica Galloni
Al Direttore Generale Musei
Dott. Antonio Lampis
Al Direttore Generale Archivi
Dr.ssa Annamaria Buzzi
Al Direttore Generale Biblioteche
Dr.ssa Paola Passarelli
Oggetto: Emergenza Corona Virus. Comunicazioni in relazione alla cosiddetta ‘fase 2”.
In relazione all’oggetto risulta alle scriventi OO.SS. che è in atto, perlomeno da parte della D.G. Archivi e della D.G. Musei, una intensa attività istruttoria che sembrerebbe indirizzata a garantire la riapertura di una parte degli Uffici a partire dal 4 maggio prossimo venturo. Se tale notizia corrispondesse al vero, e le scriventi OO.SS. hanno verificato che purtroppo sembrerebbe proprio di sì, ci troveremmo nella singolare situazione che vede una clamorosa contraddizione rispetto alle rassicurazioni avute proprio ieri sul tavolo nazionale in riscontro alla richiesta, formalmente avanzata, in data 20 aprile u.s., di avvio del confronto per l’applicazione del Protocollo di Intesa sottoscritto il 3 aprile 2020 dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e le Segreterie Nazionali FP CGIL, CISL FP e UIL PA. Rassicurazioni sia in ordine alla tempestività di convocazione al momento dell’adozione delle misure che in relazione ai tempi ed alla gradualità di avvio delle fasi di ripresa delle attività negli Uffici, con particolare riferimento alle riaperture al pubblico dei servizi. Per quanto di conoscenza delle scriventi, appare del tutto improbabile, in relazione alle misure previste nel citato Protocollo di Intesa ed alla luce delle linee guida relative alla prevenzione da contagio nelle fasi di ripresa degli afflussi negli Uffici, licenziate dall’INAIL, che l’insieme degli Uffici interessati possa essere in condizione di garantire adeguate misure di sicurezza per i lavoratori e gli utenti il 4 maggio. E peraltro la parte sindacale è tuttora all’oscuro, sia a livello nazionale che periferico, delle misure specifiche che sono state programmate con particolare riferimento agli aggiornamenti dei DVR, alla dotazione dei dpi, alle procedure di sanificazione degli ambienti lavorativi, al necessario contingentamento degli spazi e dei flussi di visitatori, ai controlli preventivi attuabili agli ingressi dei luoghi della cultura. Ciò stante si ribadisce la necessità e l’urgenza della convocazione di un tavolo di confronto al fine di definire un protocollo specifico che recepisca, in relazione alle specificità presenti nell’ambito di codesta Amministrazione, quanto previsto nel sopra citato Protocollo di Intesa del 3 aprile u.s., anche al fine di salvaguardare le prerogative esercitabili dalla parte sindacale, della RSU e dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza nella delicata attuazione delle fasi progressive di rientro nella ordinarietà della condizione lavorativa. In assenza di riscontro, ed in presenza di atti unilaterali finalizzati alla riapertura senza la necessaria predisposizione e condivisione rispetto alle procedure adottate, si valuterà ogni opportuna iniziativa conseguente a tutela, nel rispetto delle norme vigenti, della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Si resta in attesa di formale e urgente riscontro.
Distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Claudio Meloni Giuseppe Nole’ Federico Trastulli
Valentina Di Stefano
pubblichiamo la ministeriale GDAP-0133775.U del 23.4.2020 relativa a quanto in oggetto indicato
TANTE DOMANDE SENZA RISPOSTE
Nei giorni scorsi avevamo chiesto all’Amministrazione di avere un incontro tecnico, che approfondisse alcuni elementi poco chiari riguardo agli importi del Fondo Risorse Decentrate contenuti nel CCNI 2019.
Partiamo da un dato oggettivo: gli importi stanziati per l’attuale FRD vedono un aumento di € 22.487.897,83 rispetto all’anno 2018.
Inspiegabilmente, però, ci sono dei costi che lievitano: ad esempio, le Posizioni Organizzative passano da un costo di € 8.477.713,22 del 2018 a € 9.884.940,00, senza che sia stato previsto e concordato un aumento del loro numero o del loro costo. Come mai?
Le indennità per particolari compiti passano da un costo di € 11.921.992,00 a € 14.515.189,20 senza che sia stato previsto e concordato un aumento del loro numero o del loro costo. Come mai?
Nella giornata di ieri, in sede di incontro tecnico, oltre alle suddette istanze abbiamo anche reiterato la richiesta, già presentata nella scorsa riunione, di avere un resoconto dettagliato, voce per voce, del costo specifico di tutte le singole previsioni del CCNI, per garantire chiarezza e trasparenza, nella considerazione che l’anno 2019 è già trascorso. Considerata la piena disponibilità dell’Amministrazione a fornire il prospetto dettagliato, restiamo in attesa di averlo.
Oltre a questo, abbiamo comunque ribadito le nostre richieste riguardo al CCNI:
– come prevedeva la dichiarazione congiunta n. 5 del CCNI 2018, i tempi di fruizione del TEP vanno ridotti da 24 a 12 mesi di anzianità di servizio. Per noi, le dichiarazioni congiunte non sono “carta straccia”, come vorrebbero alcuni, ma hanno un preciso valore, che impegna entrambe le parti che le sottoscrivono;
– proprio perché le dichiarazioni congiunte hanno, per noi, valore, abbiamo chiesto di modificare la dichiarazione congiunta relativa al 20% del FRD da destinare alla contrattazione di sede, mantenendola nel solco delle previsioni
del CCNL, senza eccessivi vincoli o ipoteche dal centro irrispettose dell’autonomia negoziale delle parti contraenti.
Su entrambe le questioni, abbiamo constatato una incomprensibile rigidità da parte dell’Amministrazione che, se dovesse permanere, ci impedirà di sottoscrivere il CCNI, come abbiamo già preannunciato.
E’ bene che i lavoratori sappiano cosa sta succedendo e di chi è la responsabilità di questo stallo.
Nel frattempo, aspettiamo anche di sapere:
– da quando partirà l’erogazione dei buoni pasto a tutto il personale che sta lavorando da remoto;
– come si intende ovviare al problema, da noi posto al tavolo negoziale sin dalla firma definitiva del CCNI 2018, della periodicità dei pagamenti dell’indennità introdotta con il CCNI 2018 per i funzionari amministrativi addetti al contenzioso dell’invalidità civile;
– come si intende procedere all’attribuzione dei 100 € previsti dall’art. 63 del D.L. n. 18/2020;
– come si intende attuare la cosiddetta “Fase 2”, sulla quale chiediamo sin d’ora la massima prudenza e di essere costantemente coinvolti.
A quest’ultimo proposito, chiediamo l’immediato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi di tutte le sedi dell’Istituto, introducendo anche il rischio biologico, derivante da possibile contagio da COVID-19, perché siano poi adottate tutte le conseguenti misure. Ricordiamo che sia il mancato aggiornamento del DVR sia la mancata adozione di idonee misure a tutela dei dipendenti possono determinare sanzioni anche penali in capo ai datori di lavoro: con la salute dei lavoratori non si scherza!
Roma, 22 aprile 2020
FP CGIL
Matteo ARIANO – Antonella TREVISANI
CISL FP
Paolo SCILINGUO
UIL PA
Sergio CERVO
CONFINTESA/FP
Francesco VIOLA
CONFSAL-UNSA
CIARALDI PEPPETTI
Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
e per conoscenza
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Lucio Bedetta
Direttore Generale del bilancio e della contabilità
Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Vincenzo Starita
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Nell’ambito delle relazioni sindacali, la contrattazione più complessa è quella che concerne i criteri di pagamento del Fondo Unico di Amministrazione (nel vigente CCNL Fondo Risorse Decentrate). Tale complessità discende innanzitutto dalla materia, essenzialmente tecnico-contabile, da disciplinare: la retribuzione accessoria delle migliaia di lavoratori della Giustizia e le loro progressioni economiche. La complessità deriva anche dalla circostanza che le trattative sono necessariamente interdipartimentali in quanto, coinvolgendo gli interessi di tutti i lavoratori della Giustizia, richiedono la partecipazione, nelle delegazioni di parte pubblica e di parte sindacale, dei vertici amministrativi e dei referenti sindacali di ciascuna delle amministrazioni della Giustizia: Amministrazione Giudiziaria;Amministrazione Penitenziaria;Amministrazione per la Giustizia Minorile e di Comunità, Archivi Notarili.
Come la consolidata prassi ultraventennale dimostra, la complessità sopra citata impone che la contrattazione de qua si articoli in più incontri ciascuno dei quali è preceduto dall’inoltro di una articolata proposta di accordo elaborata dalla Direzione Generale del Bilancio e della contabilità sulla base dei contributi offerti da ciascuna delle amministrazioni della Giustizia. Inoltre, da anni, l’apertura delle trattative è anticipata da riunioni presso alcuni dipartimenti (DAP, DGMC ed Archivi Notarili) nell’ambito dei quali le parti, pubblica e sindacale, operano un confronto preliminare sulla proposta di parte pubblica che consente di valutare al meglio le specificità di ciascuna amministrazione.
Bisogna poi considerare che la trattativa sul FUA si colloca, quest’anno, in un momento difficile e molto delicato per il Paese in cui occorre, nell’interesse della salute pubblica, che tutte le attività, anche quelle sindacali, siano svolte in sicurezza.
Orbene, con nota del 22 aprile scorso codesto superiore ufficio ha convocato per il 4 maggio pv le organizzazioni sindacali (ordine del giorno: “sottoscrizione del FUA 2019”) prevedendo la conference call solo per i vertici dei dipartimenti e la presenza fisica in via Arenula (sala Livatino) di un solo rappresentante per sigla.
Il contenuto della convocazione, alla luce delle considerazioni esposte in premessa, non consente alle scriventi organizzazioni sindacali di svolgere il proprio ruolo negoziale. Per tale motivo CGIL CISL e UIL chiedono che la riunione del 4 maggio si svolga, per ragioni di sicurezza, in modalità conference call per tutti i partecipanti e che le delegazioni di parte sindacale non subiscano limitazioni qualitative e quantitative in quanto non consentite da alcuna norma di legge o di contratto. Le stesse chiedono inoltre che la predetta riunione sia preceduta dall’invio alle organizzazioni sindacali, con congruo anticipo, di una articolata proposta di accordo da discutere nel corso dell’incontro e dalla convocazione di riunioni preliminari in conference call presso i dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria e per la Giustizia Minorile e di Comunità e presso gli Archivi Notarili, secondo la consolidata prassi.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo riscontro e porgono distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni\Prestini Marra Amoroso
COMUNICATO
Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa della collega Angela Croce, in servizio presso la sede del MiBACT del Collegio Romano e deceduta a causa del virus Covid-19. Questo dolore sta purtroppo straziando tante famiglie nel nostro paese; famiglie che perdono i loro cari e troppo spesso non riescono nemmeno a rivolgere loro l’ultimo saluto, come nel caso della nostra collega Angela. Ai familiari esprimiamo le più sentite condoglianze anche a nome dei colleghi del MiBACT che l’hanno conosciuta e che hanno condiviso con lei tanti ricordi. Dinanzi a quanto avvenuto è ancora più forte il richiamo alla responsabilità di tutti, in primis dell’Amministrazione, per l’avvicinarsi della delicata “fase due”: ribadiamo quanto sia indispensabile che, sin da ora, si lavori per un’attenta pianificazione di adeguati protocolli e di misure di prevenzione del contagio. È di fondamentale importanza garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini in quella che dovrà essere una graduale ripresa dell’attività lavorativa.
Roma, 22 aprile 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Claudio Meloni Giuseppe Nolè/ Valentina Di Stefano Federico Trastulli
AI LAVORATORI
Sapete tutti che in queste ore una serie di Ordinanze emesse dal Commissario Straordinario all’emergenza Dott. Arcuri, hanno creato reazioni negative per le possibili situazioni conflittuali che potrebbero determinarsi alle operazioni di controllo/sdoganamento degli uffici doganali, in particolare di materiale sanitario indispensabile alle strutture impegnate nel contrasto al Covid 19. Già nella giornata di ieri le Segreterie Nazionali FPCGIL – CISL FP- UIL PA avevano inviato una nota al Vertice Politico del MEF ed allo stesso Commissario, con la quale si chiedeva l’immediato ripristino delle normali prerogative di legge assegnate all’Agenzia negli spazi doganali. Tuttavia oggi, nel corso della Video Conferenza programmata con il Direttore Generale Dott. Minenna e con il Direttore Centrale Dott. Flore, abbiamo posto subito la questione sul tavolo. E abbiamo chiesto che l’Agenzia si adoperi per riportare, subito, al rispetto delle normative nazionali ed UE le decisioni, evidentemente sconclusionate, assunte con più ordinanze dal Commissario Straordinario. Il Direttore Generale, confermando che in tutte le Ordinanze vi sono evidentemente delle deprecabili imprecisioni che rischiano di essere peraltro controproducenti sul piano degli stessi obbiettivi che si debbono raggiungere, ha assicurato una immediata interlocuzione con il Comandante Generale delle Guardia di Finanza al fine di verificare la sua disponibilità ad una iniziativa tesa al recupero di rapporti istituzionali corretti tra le due amministrazioni. Di seguito il Direttore Generale ci ha fornito formali assicurazioni che il Comandante Generale ha provveduto in queste ore ad impartire ai Reparti istruzioni precise per mantenere negli spazi doganali la operatività secondo quanto stabilito dalle norme del TULD e dalle norme UE, secondo la prassi in essere.
Aggiungiamo che nel corso dell’incontro abbiamo peraltro convenuto di avviare, nei prossimi giorni, un approfondimento congiunto sulla prevista implementazione relativa alla acquisizione di nuove “divise di servizio” – decisione ora peraltro sospesa dalla Agenzia – con particolare riguardo agli aspetti legati alla
diversificazione per incarichi, alle decisioni operative per assicurare materiali in grado di garantire sicurezza, nonché per reperire locali-spogliatoio idonei per la tenuta del vestiario, modalità di conservazione ecc. Al riguardo il Direttore Generale Minenna si è anche reso disponibile ad un confronto più ampio che riguardi tutte le materie connesse al benessere del personale sul posto di lavoro.
Abbiamo infine rappresentato unitariamente, ancora una volta, la necessità ed urgenza di riprendere subito le trattative sul Contratto integrativo, di seguito alle interlocuzioni già avviate sugli istituti contrattuali e ai documenti di piattaforma già presi in esame fino ad ora. Anche su questo aspetto, secondo noi “centrale” per i lavoratori dell’Agenzia, abbiamo raccolto la disponibilità da parte del Direttore Generale di avviare quanto prima la discussione sul merito.
Roma 17 aprile 2020
FPCGIL CISLFP UILPA
Iervolino Fanfani Procopio
Al Segretario generale Cons. Franco MASSI SEDE
Oggetto: LETTERA APERTA AL SEGRETARIO GENERALE.
Gent.mo Cons. Franco Massi,
in riferimento alla circolare 18/2020 pubblicata nella giornata di ieri, ci corre l’obbligo di chiedere un chiarimento urgente. Sembrerebbe, e sottolineiamo il condizionale, che sia stato posticipato il pagamento dell’indennità incentivante, se tutto va bene, a ottobre 2020 per tutto il personale, anche per quegli uffici che sono riusciti, nonostante tutto, a completare i progetti relativi alla citata indennità, e sono pertanto pronti alle relative relazioni e rendicontazione. Oltre a ritenere molto ingiusta questa decisione, ci chiediamo se ciò non vanifichi gli sforzi che i Vertici hanno fatto per dimostrare la loro sensibilità nei confronti delle criticità che l’emergenza Coronavirus ha creato. La rapidità con cui sono stati arginati fin da subito i rischi di contagio, adottando le necessarie pratiche di distanziamento, le iniziative a sostegno di chi ha difficoltà alimentari, la costante comunicazione che proviene dal Segretario generale, hanno creato un clima di fiducia e rispetto che rischia di crollare sotto il peso di una decisione che a noi appare incomprensibile oltre che in controtendenza con le recenti iniziative a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie.
In un momento così critico come quello che stiamo vivendo, il personale del nostro Istituto ha risposto prontamente continuando a svolgere la propria attività lavorativa, anche con l’attivazione del lavoro agile (smart-working), sopportando una rilevante diminuzione delle entrate (buoni pasto e straordinari) che per molte famiglie della nostra “Comunità Corte dei conti” sono fondamentali, in particolare per i monoreddito. Ci saremmo aspettati anche, in coerenza con le politiche di sostegno promosse dall’Istituto e dal Paese tutto, che si sarebbe provveduto alla liquidazione dei progetti legati all’indennità incentivante (periodo gennaio-marzo) per tutti gli uffici che sono riusciti a completare le attività. La stessa Amministrazione ha potuto verificare che in questo mese di “reclusione forzata” la produttività non è diminuita, e in alcuni casi è addirittura aumentata, perfino con i pochi mezzi messi a disposizione, le difficoltà legate ai sistemi informatici e alle linee internet sovraccariche.
Noi (e per NOI intendiamo tutti i lavoratori della Corte dei conti) non siamo eroi. Gli eroi, in questo periodo così drammatico, sono altri, sono coloro che negli ospedali lottano quotidianamente contro il virus, salvando vite e mettendo a rischio le loro. Una cosa è certa però: tutti i lavoratori della Corte dei conti stanno facendo la loro parte, dando il massimo, in silenzio, e non abbiamo visto nessuno che abbia difeso noi lavoratori quando una stampa becera ci ha definito “ipergarantiti” solo per aver osato chiedere la tutela dei diritti disciplinati dai Contratti e il rispetto delle circolari emanate dalla stessa Amministrazione.
Ci aspettavamo fosse dato, immediatamente, il via libera alla chiusura della procedura, per avviare a conclusione la liquidazione del trimestre gennaio-marzo per tutti quegli uffici che sono riusciti a completare i progetti, dando l’opportunità, SOLO PER QUEI SETTORI che il lockdown aveva ostacolato nel completare le relative attività entro il mese di marzo, più tempo, magari la prima metà di aprile viste le oggettive difficoltà, per arrivare a completarli definitivamente.
Ad avviso di queste sigle si sarebbe potuta anche ipotizzare una liquidazione trimestrale per tutti, con l’impegno che nell’arco dei sei mesi (fino a giugno) si sarebbe potuta dare dimostrazione della conclusione di tutto il lavoro dei due trimestri. Il personale ha dato ampia dimostrazione di senso di responsabilità e ben meriterebbe, a nostro avviso, tale apertura di credito, con il vincolo che chi si fosse tirato indietro non avrebbe ricevuto la seconda tranche. Ripetiamo: la serietà e responsabilità dimostrata dal personale della Corte, riconosciuta anche dal Presidente Buscema, rappresentano a nostro avviso una garanzia più che sufficiente.
Ecco, questo è il momento di dimostrare la solidarietà concreta e vera, oltre che nei confronti di un prossimo lontano, anche nei confronti di chi fa parte di questa famiglia, di questa “Comunità Corte dei conti”, intervenendo a sostegno delle difficoltà ordinarie e quotidiane delle famiglie, accentuando gli sforzi per accelerare le liquidazioni e non adottando decisioni che invece ne posticipino le scadenze.
In attesa di un sollecito riscontro alla presente, con la richiesta che alla luce di quanto rappresentato si possa procedere ad una revisione della decisione adottata, emendando la circolare o pubblicandone una nuova in grado di tenere conto delle aspettative dei lavoratori dell’istituto, si saluta cordialmente.
Roma, 17 aprile 2020
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti