Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Al Direttore Centrale Risorse Umane e Organizzazione
All’ Ufficio Relazioni Sindacali e normativa del lavoro
Oggetto: Sanificazione degli uffici e imputazione delle relative assenze.
Le scriventi OO.SS. dopo aver letto con attenzione la comunicazione, giunta via mail, sull’imputazione delle assenze dovuta alla sanificazione degli uffici, condividono il presupposto che considera la necessità della chiusura dell’ufficio a seguito dei provvedimenti emergenziali ma non la differenziazione che codesta Agenzia fa nel giustificare le assenze a secondo se i lavoratori dovevano prestare servizio “in presenza” negli uffici o, diversamente, in modalità di lavoro agile poi anche introdotto come modalità ordinaria di lavoro ma “non esclusiva”. Il presupposto condiviso, quindi, è che tale tipologia di chiusura degli Uffici ricade pienamente nella previsione di cui all’art. 19, comma 3, del D.L. n. 9/2020 che considera che le assenze derivanti dalle chiusure degli uffici imposti da provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19 costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge con esclusione della sola corresponsione dell’indennità sostitutiva di mensa (Buono pasto). Va da sé, con tutta evidenza, che se l’ufficio è chiuso (a prescindere da quale siano le motivazioni) non può essere valutata l’esistenza che una parte di lavoratori, minima o elevata che sia, possa comunque essere considerata in attività lavorativa né tanto meno effettuare una discriminazione di trattamento tra tipologie di prestazione lavorativa se essa fosse prestata “in presenza” in ufficio, così come diffusamente (ma non esclusivamente) effettuata nella prima fase emergenziale, oppure in modalità agile ( smart
work ing , telelavoro, ecc.) svolto più diffusamente nella seconda fase emergenziale. Ad ulteriore riprova, risulta altrettanto non coerente l’ipotesi proposta da codesta Agenzia nella citata mail informativa in quanto, con riferimento alle chiusure degli uffici deve definirne, con specifico provvedimento, anche il loro “mancato funzionamento” nei confronti dell’utenza. Ne consegue che non può essere discriminata neanche la stessa utenza tra chi si recherebbe in ufficio trovandolo chiuso e chi troverebbe il riscontro attraverso lavorazione in remoto da parte dei colleghi che presterebbero servizi. In poche parole, se l’ufficio è chiuso lo è a tutti gli effetti!… nella specifica casistica la norma già richiamata di cui all’art. 19, c. 3 del D.L. n.9/2020 non fa certamente alcuna distinzione tra modalità diversificate di come può essere prestata l’attività lavorativa e certamente, quindi, non possono essere introdotti discriminazioni di sorta.
Del resto, richiamandosi ai principi generali espressi anche in seno alle interpretazioni ARAN, in particolare nella risposta fornita alla Corte dei Conti in data 26 aprile 2018, le Scriventi evidenziano che, in ogni caso, la citata tipologia rientra nella casistica in cui l’Ufficio resta chiuso per ordinanza prefettizia, sindacale o di altra autorità in grado di prescrivere la chiusura di un ufficio pubblico o che comunque l’assenza del personale non può che essere riferibile ad “ eventi riconducibili al rischio di impresa ” e, quindi, in entrambi i casi le assenze sono giustificate. Pertanto, con la presente, le scriventi OO.SS. invitano codesta Agenzia a non discriminare, per i giorni di sanificazione, istituti diversi della modalità di prestazione dell’attività lavorativa e a considerare per tutti i lavoratori l’assenza giustificata con riconoscimento della retribuzione a tutti gli effetti di legge. Si resta in attesa di cortese quanto celere riscontro.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Patricelli
Roma, 08 aprile 2020
Al Capo D.A.P.
pres. Francesco BASENTINI
Roma
E, p.c.
Al Capo Gabinetto del Ministro della Giustizia
pres. Fulvio BALDI
Roma
Al D.G.P.R. – D.A.P.
cons. Massimo PARISI
Roma
Oggetto: personale di Polizia Penitenziaria impiegato nei pregressi disordini presso alcuni Istituti Penitenziari del Paese. Richiesta intervento.
Presidente,
questa Organizzazione Sindacale non può esimersi dal chiederLe una giusta valutazione, rispetto ad un riconoscimento (nella forma più idonea che riterrà opportuna) verso tutte le lavoratrici ed i lavoratori che, con profondo zelo ed abnegazione, ha contribuito al mantenimento dell’ordine e della sicurezza durante gli episodi in discussione, affermando – ancora una volta – la loro professionalità e senso del dovere, nonostante attimi di elevata paura che hanno caratterizzato quei particolari momenti.
La genesi di tale richiesta è altresì riconducibile ad analoghi interventi, già attivati a favore del personale in forza nei vari settori e comparti del pubblico impiego. Fiducioso di un Suo interessamento che vorrà accordare a quanto sopra esposto, si inviano distinti saluti
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Al Direttore Generale del Personale e
delle Risorse Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Dott. Massimo PARISI Roma
E, p.c.
All’Ufficio relazioni sindacali – D.A.P.
dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: corso sovrintendenti.
Egregio,
siamo a conoscenza del fatto che a breve verrà pubblicata la nuova graduatoria per l’immissione al ruolo sovrintendenti. Ciò che non ci è ancora noto sono le modalità con le quali verrà predisposto il corso.
In considerazione dell’emergenza sanitaria che l’intero paese sta attraversando, questo Coordinamento chiede che venga presa in considerazione la possibilità di fare un corso on line al fine di salvaguardare la salute del personale e dargli, allo stesso tempo, la possibilità di crescere professionalmente.
Nell’attesa di una cortese risposta, porgiamo cordiali saluti.
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Al Direttore Generale del Personale e
delle Risorse Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
Dott. Massimo PARISI Roma
E, p.c.
All’Ufficio relazioni sindacali – D.A.P.
dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: assegnazioni 177° corso allievo agenti Polizia penitenziaria.
Egregio,
nel ricordare l’interruzione delle relazioni sindacali dovute alla mancanza di politiche in merito alla sicurezza sul lavoro del personale, riteniamo opportuno nella fattispecie inviare le nostre considerazioni sulle assegnazioni del 177° corso per la tutela di tutto il personale di Polizia penitenziaria. Dopo un’attenta analisi dell’informazione preventiva del 3 aprile u.s. riguardante il piano di mobilità a domanda collegato alle prime assegnazioni dei neo-agenti del 177° corso questo Coordinamento ha concordato le seguenti osservazioni in merito: – primo fra tutti c’è doveroso far presente, dato il momento così particolare che stanno attraversando sia il paese che le carceri italiane, di non condividere l’assegnazione di personale di Polizia penitenziaria presso gli UEPE direttamente dal corso di formazione. Riteniamo invece opportuno assegnare gli stessi presso le strutture penitenziarie in difficoltà; – in considerazione dell’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia intera e che ha coinvolto con maggiore intensità alcune regioni del centro e nord, preso atto delle rivolte e dei tumulti che lo scorso 9 marzo hanno interessato diversi istituti penitenziari mettendo a nudo la fragilità del sistema carcerario aggravato dalla carenza d’organico, chiediamo che gli agenti del 177° corso vengano assegnati temporaneamente laddove ce n’è più bisogno al fine di supportare gli operatori penitenziari ormai estenuati da turni di lavoro che raggiungono le 12 ore continuative poiché
sempre più spesso chiamati a sostituire colleghi contagiati dal COVID-19 a causa della mancanza di DPI. Al termine di questo periodo emergenziale con una visione d’insieme della situazione penitenziaria non più volta a porre fine ad una situazione di pericolo, si potranno assegnare definitivamente i neo-agenti. In questo modo si avrà anche la possibilità di ultimare la graduatoria della mobilità 2019, così scorrere quest’ultima e non quella relativa al 2018 già utilizzata per le assegnazioni del 176° corso; – in ultima analisi, al fine di ristabilire la sicurezza sul lavoro del personale di Polizia penitenziaria, il quale oggi ricopre nell’arco del proprio orario lavorativo più posti di servizio contemporaneamente trascurando anche l’incolumità del paese, chiediamo alla S.V. di interloquire, visto il grave momento, con gli organi deputati al fine di prevedere un’assunzione straordinaria di Polizia penitenziaria.
Nell’attesa di una cortese risposta, porgiamo cordiali saluti.
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Al Ministro della Difesa
On. Lorenzo Guerini
Al Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Angelo Tofalo
Al Capo di Gabinetto
Gen. Di Corpo d’Armata Pietro Serino
Al Capo di Stato Maggiore Difesa
Gen. Enzo Vecciarelli
Al Segretariato generale
della Difesa Direzione nazionale Armamenti
Gen. di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna
Al Direttore Generale del Personale civile Difesa
Dott.ssa Gabriella Montemagno
Oggetto: emergenza coronavirus. Protocollo Ministro p.a. e Cgil, Cisl e Uil del 3 aprile 2020.
In relazione al “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid 19”, sottoscritto lo scorso 3 Aprile dal Ministro per la pubblica amministrazione e Cgil, Cisl e Uil, e con riferimento ai contenuti delle diverse circolari e disposizioni emesse durante la fase emergenziale, che invero, a tuttoggi, non hanno ancora trovato applicazione omogenea sull’intero territorio nazionale (basti solo pensare alla tuttora irrisolta condizione imposta ai lavoratori del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e del 3° Centro Rifornimenti e Mantenimento di Milano), FP CGIL, CISL FP e UIL PA, con particolare riguardo ai punti 1 e seguenti del citato protocollo, invitano codeste amministrazioni a diramare immediate direttive agli uffici centrali e periferici affinché siano promosse riunioni di comunicazione e di confronto in video conferenza in ciascun Ente e/o articolazione sede di R.s.u. con le rappresentanze territoriali delle scriventi organizzazioni sindacali “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”. Considerato che è obiettivo comune contenere la diffusione del virus, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e continuare ad assicurare l’erogazione dei servizi indifferibili alla collettività, le scriventi OO.SS. confidano nella tempestiva attuazione dell’intesa raggiunta tra le parti, così come espressamente indicato nel penultimo capoverso dell’accordo in argomento: “Le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, ferme restando le specifiche disposizioni adottate nel rispetto della propria autonomia e degli ambiti di competenza, promuovono l’adozione del presente protocollo”. Si resta in attesa di cortese cenno di riscontro.
Cordialmente
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Al Direttore Generale della Direzione Generale
PIOB – UPD del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Dr.ssa Stefania Cresti
e p.c.
Al Dirigente della Div. II della Direzione Generale
PIOB – UPD del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Dott.ssa Emanuela Cigala
Oggetto: Emergenza Epidemiologica da Covid-19 -Lavoro Ordinario in Smart Working – Richiesta incontro.
Al fine di limitare la presenza in ufficio e i conseguenti spostamenti sul territorio dei lavoratori a rischio contagio da COVID-19, le norme di legge recentemente emanate e le successive direttive divulgate dal Ministro della Funzione Pubblica hanno individuato nel lavoro agile o smart-working la modalità ordinaria di erogazione della prestazione lavorativa, indicando le attività indifferibili come le uniche da assicurare, se necessario, attraverso la presenza fisica dei lavoratori negli Enti e/o negli uffici da cui dipendono.
In tema di lavoro agile, la normativa di riferimento – legge 22 maggio 2017 n. 81 – al comma 1 dell’art. 20 afferma il principio secondo il quale il lavoratore che svolge la propria attività in modalità agile non deve essere discriminato rispetto al lavoratore che svolge la propria attività in ufficio, chiarendo inoltre che “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”.
Tale principio, insieme ad altri, è richiamato dalla circolare esplicativa 2/2020 del Ministero della Funzione Pubblica, che assegna espressamente alle relazioni sindacali presso ciascuna PA il compito di ”definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro …previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni sindacali”.
Nel dare atto all’amministrazione di quanto è stato finora fatto nella fase di emergenza epidemiologica riteniamo che il suddetto principio di carattere generale, in quanto riconosciuto dalla legge, deve poter trovare, a giudizio delle scriventi OO.SS., concreta attuazione anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Per quanto sopra richiamato, in considerazione anche del protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sottoscritto da CGIL CISL e UIL con il Ministro Dadone lo scorso 3 aprile, FP CGIL, CISL FP e UIL PA chiedono un incontro, da tenersi mediante videoconferenza, per confrontarci sull’applicazione di quanto sopra segnalato e verificare la necessità di adeguare ed integrare le attuali modalità applicative, in stato di smart-working, di alcuni istituti contrattuali alle mutate condizioni lavorative dettate dalle norme in vigore.
Sarà anche l’occasione per fare il punto su alcune delle attività oggetto delle ultime trattive sindacali e per riprendere il confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro. Cordialmente.
FP CGIL
Giuseppe Palumbo Francesca Valentini
CISL FP
Michele Cavo Marco Sozzi
UIL PA
Bruno Di Cuia Orlando Grimaldi
Roma, 8 aprile 2020
Al Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Pres. Roberto Chieppa – Palazzo Chigi –
Al Capo Dipartimento per il Personale
– Dott.ssa Francesca Gagliarducci –
Al Capo Dipartimento della Protezione Civile
– Dottor Angelo Borrelli –
Oggetto: Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inadempienze Misure contenimento contagio Covid19. Inadempienze e attivazioni difformi tra diversi Dipartimenti. Segnalazione e diffida.
Malgrado quanto più volte rappresentato dalla scrivente segreteria nazionale della Funzione Pubblica CGIL continuiamo a ricevere segnalazioni dall’interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e segnatamente al Dipartimento della Protezione Civile, di gravi inosservanze delle norme emanate per affrontare l’emergenza sanitaria, comprese quelle adottate da codesto Segretariato Generale, con il risultato di pregiudicare la salute del personale e di alimentare una colpevole diffusione del contagio per l’intera comunità.
Nonostante i casi acclarati di contagio da Covid-19, infatti, mancano informazioni puntuali sulle misure adottate per ridurre il rischio di contagio per il personale e per quanti sono chiamati per incarichi istituzionali e attività lavorative a frequentare le sedi del Dipartimento di Protezione Civile, relativamente ai casi effettivamente già verificati di contagio, alla cronologia con cui gli stessi si sono verificati, quali potenziali coinvolgimenti di altro personale, quali interventi di sanificazione degli ambienti. Così come ancora permane la resistenza dei vertici del Dipartimento all’utilizzo del lavoro agile quale ordinaria modalità lavorativa, atteso peraltro che non tutte le attività del Dipartimento sono riferibili all’emergenza in atto.
Nel richiamare, infine, il Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” sottoscritto il 3 aprile scorso da CGIL CISL UIL con la Ministra per la Pubblica Amministrazione laddove “Le parti, al fine di assicurare l’adeguamento dell’organizzazione dei servizi e del lavoro al rispetto delle norme emanate nel corso dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19, e di promuovere il confronto a tale livello con riguardo agli aspetti del presente protocollo, monitorano periodicamente l’applicazione della presente intesa ai fini della applicazione della stessa, anche attraverso segnalazioni all’Ispettorato per la Funzione pubblica, che provvederà ad aggiornare le parti in maniera costante e continuativa sugli esiti delle segnalazioni ricevute.”, la scrivente segreteria nazionale DIFFIDA codesto Segretariato Generale, il Dipartimento per il personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento della Protezione Civile, affinché siano immediatamente rimosse le cause di tali inadempienze e, conseguentemente, attivate tutte le misure previste dalle disposizioni normative intervenute; di attivare il confronto finalizzato all’adozione del richiamato protocollo del 3 aprile.
Nel richiamare i profili di responsabilità personale rinvenienti dall’inosservanza delle direttive emanate per contenere la diffusione del contagio, si comunica che in assenza di riscontri immediati ci si riserva di adire ad ulteriori iniziative
La Segretaria Generale
Serena Sorrentino
Il Segretario Nazionale
Florindo Oliverio
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Lucio Bedetta
Direttore generale del bilancio e della contabilità
Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Vincenzo Starita
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano Direttore Generale degli Archivi Notarili
p.c. Dott. Fulvio Baldi Capo di Gabinetto
La disciplina volta a difendere il paese dal contagio da COVID-19 individua nello Smart Working la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. Tale circostanza ha indotto anche codeste amministrazioni a sviluppare la modalità di lavoro agile e ad applicarla nelle articolazioni centrali e periferiche insieme alle altre misure individuate dalla normativa emergenziale. L’applicazione delle predette misure purtroppo non è stata uniforme nelle diverse amministrazioni della Giustizia tant’è che CGIL e CISL
sono più volte intervenute, e lo faranno anche in seguito, con documentate note di denuncia indirizzate al Ministero.
In tale contesto CGIL e CISL hanno apprezzato molto l’iniziativa del Direttore Generale del personale dell’Organizzazione Giudiziaria di portare a termine la procedura di mobilità relativa all’interpello straordinario per 198 posti di assistente giudiziario, pubblicato circa un anno fa. Tale scelta dimostra che, nonostante la fase emergenziale, l’attività ordinaria anche dell’Amministrazione Centrale può andare avanti utilizzando la modalità del lavoro agile prescritta dalla normativa emergenziale.
Al fine di non vanificare il tempo presente, CGIL e CISL ritengono opportuno riprendere il più possibile le ordinarie relazioni sindacali e pertanto chiedono che a cura di codeste amministrazioni, nell’ambito delle rispettive competenze:
– Siano date formali indicazioni agli uffici periferici affinchè siano convocati, in modalità call conference ovvero secondo altra modalità compatibile con la sicurezza dei soggetti interessati, i tavoli negoziali per la definizione degli accordi relativi al pagamento del cd Fondo di Sede FUA 2018, in analogia con quanto già disposto dalla procura Generale di Roma.
– Si avviino, in modalità call conference, le trattative per la definizione dei criteri di pagamento del FUA 2019 attraverso l’inoltro alle organizzazioni sindacali di una bozza di ipotesi di accordo da parte dell’amministrazione anche con riferimento ai numeri della prossima procedura di progressione economica da rivedere al rialzo rispetto a quanto definito nell’impegno di spesa sottoscritto il 5 dicembre 2019.
– Sia attivata la procedura per lo scorrimento ulteriore delle graduatorie ex art. 21 quater L. 132/2015 relative al passaggio di cancellieri esperti ed ufficiali giudiziari rispettivamente nelle figure del funzionario giudiziario ed in quella del funzionario NEP. L’urgenza di tale scorrimento è determinata anche dal giudiziale blocco del concorso per funzionari giudiziari che ha determinato l’assoluta incertezza sui tempi del reclutamento di nuovi funzionari giudiziari nonché dalle gravissime scoperture nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario NEP che affliggono gli uffici periferici dell’amministrazione giudiziaria.
– Sia operato un ulteriore scorrimento della graduatoria degli idonei all’ultimo concorso per assistenti giudiziari.
-Sia convocato un incontro in call conference sullo stato di applicazione dell’art. 492 bis cpc (ricerca telematica dei beni da pignorare).
– Sia convocato in call conference un incontro in tema di definizione dei nuovi criteri di mobilità dei lavoratori dell’organizzazione giudiziaria al fine di discutere la bozza di accordo trasmessa dal Direttore Generale il 28 febbraio scorso.
-Con la stessa modalità sia convocato il tavolo negoziale finalizzato alla revisione, ridefinizione e sottoscrizione dei nuovi criteri di mobilità del personale delle funzioni centrali del D.A.P.
– Al fine di valorizzare le professionalità interne delle amministrazioni DAP e DGMC siano attivate le procedure selettive, ai sensi dell’art.22 c.15 D.Lvo75/2017, per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo afferenti le diverse professionalità.
-Sia completata la procedura di mobilità di cui all’interpello straordinario per funzionario della
professionalità giuridico-pedagogica.
– Sia effettuato il pagamento delle differenze retributive in favore dei lavoratori che sono risultati utilmente collocati nelle graduatorie relative alle progressioni economiche anno 2018 (decorrenza 1.1.2019).
CGIL e CISL ritengono che in momento così difficile come l’attuale i lavoratori, ma prima ancora il paese, abbia bisogno di un segnale di continuità delle relazioni sindacali. La tutela dei lavoratori può e deve essere esercitata anche nella fase emergenziale, in vista del rientro alla normalità che tutti auspicano sia il più rapido e sicuro possibile, per rendere la Giustizia un’amministrazione efficiente al servizio dei cittadini.
Roma, 7 aprile 2020
FP CGIL CISL FP
Russo\Lamonica\Macigno Marra
Al Segretario Generale
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Pres. Roberto Chieppa
Palazzo Chigi usg@mailbox.governo.it
Al Capo Dipartimento per il Personale
Dott.ssa Francesca Gagliarducci
f.gagliarducci@palazzochigi.it
Oggetto: Riunione 4 marzo 2020 – Tavolo tecnico concernente gli approfondimenti relativi al sistema di misurazione e valutazione della performance del personale dirigenziale della PCM.
Nel corso della riunione del tavolo tecnico del 4 marzo u.s., il Dip. per il personale (DIP) e l’Ufficio controllo interno (UCI) hanno manifestato l’intenzione del Segretario Generale della PCM di apportare interventi correttivi al DPCM n. 131 del 2011 e, conseguentemente, al nuovo SMVP nonché al DPCM 23 dicembre 2019 di approvazione del nuovo SMVP al fine di adeguarli alla normativa primaria sopravvenuta. La FP CGIL ritiene quanto mai opportuno che l’Amministrazione valuti un rinvio della sperimentazione all’anno 2021 del sistema di misurazione e valutazione della performance (sia per il personale del comparto sia per il personale dirigenziale). I due sistemi, infatti, sono speculari e presentano le medesime e più volte rappresentate criticità, tali da renderli illegittimi, oltre che inapplicabili. Detto rinvio al 2021 è ancor più necessario visto lo stato emergenziale nel frattempo intervenuto e legato al diffondersi della pandemia di covid-19 per cui si invita la PCM ad utilizzare questo periodo per apportare le necessarie correzioni ai citati DPCM nonché il nuovo SMVP al fine di renderli legittimamente applicabili attraverso il loro adeguamento alla normativa primaria sopravvenuta. In particolare, come già rappresentato da FP CGIL nel corso della riunione del 4 marzo, il collegamento diretto tra fasce di merito derivanti dal SMVP e trattamento accessorio collegato alla performance di cui alle pag. 15-17 del SMVP già approvato con il dpcm 23 dicembre 2020 è in palese violazione della norma primaria che assegna alla contrattazione integrativa la determinazione della retribuzione accessoria collegata alla performance (combinato disposto degli artt. 24 e 40 del d.lgs 165/2001 come modificato dal d.lgs 75/2017). Pertanto, risulta necessario eliminare dal nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance (SMVP) ogni riferimento diretto a definire, anche solo in misura relativa (quota %), l’entità della retribuzione di risultato collegata alla performance in quanto sottrae alle OO.SS. una delle prerogative sindacali riconquistate con le recenti modifiche alla norma primaria.
Segretario Nazionale
Florindo Oliverio
Coordinatore Nazionale Dirigenti
Amministrazioni Centrali
Domenico Mancusi
Alla Federazione Italiana Tennis
Il Presidente
Ing. Angelo Binaghi
e p.c.
Alla Società Sport e Salute S.p.A.
Presidente e Amministratore delegato
Avv. Vito Cozzoli
Al Capo di Gabinetto del Ministro
per le Politiche giovanili e Sport
Prof. Giovanni Panebianco
Al Ministero dell’economia
e delle finanze Al capo di Gabinetto
Avv. Luigi Carbone
Alla Società Sport e Salute S.p.A.
Al Direttore Risorse Umane
Dott. Riccardo Meloni
Oggetto: attivazione procedura per richiesta assegno ordinario ex art.30 comma 1 del D.lgs. 148 del 2015 – causale “emergenza Covid – 19“ – avvio esame congiunto.
In relazione alla Vs comunicazione datata 6 aprile 2020, avente ad oggetto ”attivazione procedura per richiesta assegno ordinario ex art.30 comma 1 del D.lgs. 148 del 2015 causale “emergenza Covid – 19” – Informativa per eventuale esame congiunto” le scriventi OO.SS. con la presente richiedono l’avvio dell’esame congiunto. Al fine di consentire un proficuo e celere svolgimento dei lavori, visti i tempi ristretti previsti dall’art.19 D.L. 18/2020, si espongono fin da subito le seguenti considerazioni, con riserva di integrarle nel proseguito dell’esame. Codesta Federazione Sportiva Nazionale è un’associazione senza fini di lucro, con personalità giuridica di diritto privato, che non opera in un mercato concorrenziale ed è destinataria di contributi pubblici, erogati oggi per il tramite della Società Sport e Salute S.p.A. e precedentemente dal CONI.
A tal riguardo, dall’esame degli ultimi dati contabili consolidati disponibili (bilancio consuntivo 2018), si evince come la Federazione ricevesse dal CONI Contributi per il personale già con contratto federale pari a € 1.995.511,00 e Contributi costo lavoro personale ex CONI Servizi S.p.A. pari a € 591.356,00, a fronte di costi del personale pari ad € 2.658.157,68, comprensivi degli oneri previdenziali, assicurativi, TFR, buoni pasto e premi di produzione e al netto dei costi per lavoro straordinario.
L’incidenza dei contributi risultava pari al 97,31 % della spesa per il personale. Secondo le previsioni contenute nel bilancio preventivo del 2019 l’incidenza sarebbe dovuta scendere, in tale esercizio, a circa l’84%.
Come si desume dai dati sopra richiamati il costo ordinario del personale risultava e reputiamo risulti tuttora – sostanzialmente a carico delle finanze pubbliche, ciò solleva seri dubbi sulla liceità del ricorso a forme di integrazione salariale. Ed infatti tale ulteriore sovvenzione andrebbe a sovrapporsi a quella già ottenuta attraverso i citati contributi, cioè che, peraltro, potrebbe ingenerare la distrazione di tali risorse dalle finalità a cui sono destinate.
In tal senso ed anche al fine di scongiurare possibili azioni future tese ad accertare eventuali responsabilità, le scriventi OO.SS. chiedono a Sport e Salute S.p.A., quale soggetto incaricato all’erogazione dei finanziamenti alle Federazioni Sportive Nazionali, al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport e al Ministero dell’economia e delle finanze, destinatari per conoscenza della presente comunicazione, di valutare i profili di legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione Italiana Tennis al Fondo di integrazione salariale.
Va infine sottolineato come in data 6 marzo 2020 le scriventi OO.SS. abbiano sottoscritto con Sport e Salute S.p.A. e Federazioni Sportive Nazionali, un accordo finalizzato a definire modalità e istituti atti a fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid 19. Tenuto conto che tale accordo non prevede il ricorso a forme di integrazione salariale, che ai sensi dell’art. 7 comma 5 del medesimo “lo stesso avrà durata fino al 6 aprile 2020 e si intenderà tacitamente prorogato per ulteriori 15 giorni, salvo disdetta di una delle parti”, rilevato che non è pervenuta disdetta da parte di codesta Federazione, si ritiene che le previsioni ivi contenute siano ad oggi pienamente efficaci e vincolanti e conseguentemente sia da escludersi, anche sotto tale profilo, la legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione Italiana Tennis al Fondo di integrazione salariale.
Si resta in attesa di riscontro.
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIALP
Francesco Quinti Alessandro Bruni Paolo Liberati Dino Carola
– Direzione Generale del Personale Civile
– E,p.c.
Ufficio Gabinetto Difesa
– Al Sottosegretario delegato
On.le Angelo Tofalo
– Stato Maggiore della Difesa
– Segretariato Generale della Difesa
– Ai Capi di Stato Maggiore delle FF AA
Oggetto: Circolare Funzione Pubblica n. 2 /2020. Assetti organizzativi e profili del lavoro agile. Ferie residue 2019.Richiesta di confronto.
Ai sensi di quanto disposto dalla circolare Funzione Pubblica n. 2/2020 in tema di lavoro agile le scriventi richiedono confronto, in videoconferenza, per definire gli aspetti organizzativi e i profili normativi e giuridici attinenti il rapporto di lavoro.
Nella medesima circostanza si chiede di esaminare, con urgenza, l’utilizzo delle ferie residue 2019 entro il mese di giugno, unico limite contrattuale richiamato dalla circolare in argomento, tenuto conto che il termine del 30 aprile non soddisfa la conciliazione tra le esigenze della vita e quelle del lavoro in questa drammatica emergenza sanitaria.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
INCONTRO … INTERROTTO
Diversi gli argomenti sul tappeto. Spiace non essere arrivati a conclusione sulle questioni pendenti, nonostante la ferma volontà delle scriventi.
Andiamo con ordine: al fine di gestire l’emergenza in corso e di garantire che i lavoratori dell’Istituto siano messi in condizione di erogare tutti i servizi richiesti, l’Amministrazione ha ipotizzato diverse fasce orarie di accesso per il personale, così da superare l’attuale decongestionamento delle linee. Nel dare la disponibilità ad arrivare a un accordo complessivo sul tema in tempi rapidi – vista la necessità dettata dalla contingenza – abbiamo altresì chiesto che esso preveda l’erogazione del buono pasto e la corresponsione di una indennità al personale, in quanto chiamato a lavorare su fasce orarie differenziate.
Siamo stati poi informati della costituzione di un gruppo di lavoro nazionale, costituito da personale della Direzione Generale e delle Direzioni Regionali, che si occuperanno rispettivamente del bonus ai lavoratori autonomi e delle CIG.
Riguardo al Piano Triennale del Fabbisogno di Personale, ci è stato comunicato che è pronto il bando per 165 funzionari informatici, cui si intende dare priorità massima, così come si pensa di bandire il concorso per medici entro l’anno, anch’esso urgente. Relativamente alle previste assunzioni di 63 infermieri, l’intenzione dell’Istituto è di procedere prima con mobilità volontaria dall’esterno e quindi bandire un concorso.
Ci spiace dover dire che, proprio mentre si doveva aprire la discussione sulle progressioni verticali, sia il Presidente che la Direttrice Generale hanno lasciato la videoconferenza. Questo ha impedito alla discussione di arrivare a una conclusione e riteniamo un brutto segnale quanto accaduto.
Questi i numeri presentati: gli aventi diritto al passaggio – in quanto muniti del titolo di studio – sono 306 in area A e 1.167 in area B. A fronte di questi numeri, i passaggi in area C sarebbero così divisi: 947 nel 2020, 268 nel 2021, 183 nel 2022 per un totale di 1.398 passaggi, mentre i passaggi in area B sarebbero solamente 14. Diciamo subito che riteniamo a dir poco offensivo aver previsto solo 14 posti in area B, lasciando fuori, quindi, altri 292 colleghi che pur avrebbero perfettamente titolo a passare. Respingiamo con sdegno questa proposta al mittente e chiediamo a gran voce che i posti da mettere a bando in area B siano pari ai colleghi aventi titolo.
Siamo consapevoli che questi numeri – in quanto vincolati alla normativa vigente – non potranno dare una risposta definitiva al superamento del mansionismo; proprio per questo chiediamo all’Amministrazione e al Presidente, in particolare, di attuare le promesse tante volte sbandierate al personale.
Riguardo alle modalità di selezione, nonostante la Determina 184/2019 dovrà essere modificata per allinearla con il dato normativo del DL n.162/2019, l’Amministrazione sostiene che la nostra proposta, derivante dalle disposizioni dell’art.1 del DPCM 09.03.2020, applicabile al DLGS 75/2017, di effettuare una selezione basata su titoli e anzianità, pur condivisibile, non sia consentita dalla normativa vigente, ma si è detta disponibile a semplificare al massimo le procedure, con banche dati preventivamente disponibili e consentendo lo scorrimento di graduatoria fino al 2022. Naturalmente, l’assenza dei vertici ha impedito alla discussione di poter arrivare a conclusione anche su questo aspetto.
Nel corso del confronto con l’Amministrazione, tra le varie ed eventuali, siamo stati informati che la scorsa settimana è stata approvata la determina
presidenziale su mutui e prestiti, esaminata nei giorni scorsi dal collegio dei sindaci. Si attende, ora, il messaggio Hermes con le indicazioni operative. Abbiamo inoltre sollevato l’annosa problematica dell’assegno di garanzia (le trattenute operate dall’Inps ai colleghi inseriti nei ruoli dell’Istituto per processi di mobilità prima del 2006 e destinatari, per effetto della percezione di un trattamento economico più alto presso le Amministrazioni di provenienza, di un assegno ad personam soggetto a riassorbimento con gli incrementi retributivi stabiliti dai successivi CCNL). Sul punto, l’Amministrazione, nonostante i nostri ripetuti inviti, ha avviato un’azione di recupero da marzo 2019 relativamente agli importi non riassorbiti. Considerando che l’Istituto risulta finora soccombente in tutte le cause attivate, abbiamo chiesto di sospendere l’azione intrapresa e di riconsiderare la posizione assunta.
Considerando l’importanza di questioni come la gestione dell’emergenza, le progressioni verticali e il CCNI, ci aspettiamo una nuova convocazione in tempi rapidi, per dare risposte concrete al personale e alla cittadinanza.
FP CGIL
ARIANO TREVISANI
CISL FP
Paolo SCILINGUO
UIL PA
Sergio CERVO
CONFINTESA FP
Francesco VIOLA
CONFSALUNSA
CIARALDI PEPPETTI