Roma, 16 marzo 2020
Al Presidente ENAC
Al Direttore Generale ENAC
Malgrado quanto più volte rappresentato dalle scriventi OO.SS. continuiamo a registrare all’interno dell’ENAC, una grave inosservanza delle direttive governative emanate per affrontare l’emergenza sanitaria, con il risultato di rischiare di pregiudicare la salute del personale e di alimentare una colpevole diffusione del contagio per l’intera comunità.
In particolare:
– mancano adeguati livelli di protezione e di prevenzione, come previsti dalla direttiva della Funzione Pubblica n. 2/2020, in quanto non sono stati resi disponibili i DPI al personale che garantisce i livelli minimi essenziali ed in particolare nelle DO/DA;
– malgrado le nostre reiterate richieste a tutt’oggi non abbiamo avuto riscontro sulla individuazione delle attività indifferibili da rendere in presenza nei diversi uffici e se siano state date conseguentemente le necessarie disposizioni, affinché, con la massima tempestività, tutto il personale non impegnato nelle attività indifferibili possa rendere la propria prestazione lavorativa con la modalità dello smart working;
– non sono state date informazioni relativamente alla sanificazione di tutte le sedi di lavoro ENAC.
Inoltre è inaccettabile l’unilaterale interruzione delle relazioni sindacali operata da questa Amministrazione, in un momento in cui, in tutto il paese le organizzazioni sindacali di qualsiasi livello, vengono giustamente coinvolte nel prendere decisioni che riguardano la vita di tutti i lavoratori. Siamo costretti a rincorrere e divulgare quelle scarse informazioni date grazie alla collaborazione di qualche collega che dimostra molta più responsabilità di quella mostrata dai dirigenti Enac direttamente coinvolti nella gestione dell’emergenza.
L’atteggiamento responsabile delle scriventi OO.SS. e dei lavoratori dell’ENAC, necessario per gestire l’emergenza sanitaria in un momento drammatico della storia del nostro paese, non esimerà da ricercare le responsabilità dei Dirigenti inadempienti per le eventuali conseguenze sulla salute pubblica.
Si invita a dare urgente riscontro.
F.to FP-CGIL M. Barberis
F.to FITCISL S. Ingrassia
F.to UIL- PA C. Conti
F.to UILTrasporti R. Giametta
F.to FLP ST – CIDA FC P.Proietti – G. Parisini
IL TEATRO DELL’ASSURDO
In queste settimane stiamo vivendo una difficile fase di emergenza per il Paese. Una situazione che in diversi settori ci ha trovati impreparati, perché una tale repentina diffusione delle criticità e delle misure restrittive non era certo prevedibile. La buona volontà di tutti non è certo mancata e, ognuno nel proprio posto di lavoro, sta cercando di dare il proprio contributo, sebbene con compiti diversi, per superare al più presto questi momenti.
Dispiace quindi dover constatare come, in questo momento dove l’attenzione dovrebbe essere massima, ci sono alcuni direttori e dirigenti che, invece, hanno deciso di fare scelte in controtendenza rispetto alle indicazioni del Governo e della stessa Amministrazione: hanno pensato di obbligare il personale a mettersi in ferie, anche a coloro interessati dalla sanificazione della propria sede, anche se lo smart-working va inteso nella sua accezione più ampia (ad es. la formazione a distanza lo è, come anche rispondere a chiamate telefoniche ).
La FP CGIL si oppone fermamente a questo comportamento a dir poco sconcertante, che dimostra da parte di certa dirigenza, davvero scarsa sensibilità. Nel momento della fragilità di ognuno, agire d’imperio, anche andando contro Messaggi della propria Amministrazione (ci riferiamo al Messaggio Hermes 1142) è davvero fuori luogo. In questa fase, quel che conta è la tutela della salute
personale e pubblica; chi non considera questo aspetto, rischia di assumersi serie responsabilità.
Chiediamo pertanto a Presidente, Direttore Generale e Direttore Risorse Umane, di pretendere comportamenti uniformi dalla propria dirigenza – centrale e territoriale –, in rispetto di norme e disposizioni, affinché anche in questa fase così critica, il personale non si debba sentire ulteriormente messo in difficoltà da simili discutibili decisioni.
Infine, com’era prevedibile, la contemporanea connessione di più lavoratori sta fortemente rallentando le attività da remoto. Potrebbe essere utile, quindi, individuare un’organizzazione degli accessi al fine di consentire al personale l’attività lavorativa, per garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza ed evitare un effetto “imbuto” che blocchi, poi, tutti e tutto.
FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Al Direttore Generale del Personale Ministero Infrastrutture e Trasporti
Al Capo Dipartimento per i trasporti, navigazione, gli affari generali ed il personale Ministero Infrastrutture e Trasporti
Al Capo Dipartimento per le Infrastrutture, i Sistemi Informativi e Ministero Infrastrutture e Trasporti
E p.c. Capo di Capo di Gabinetto
Oggetto: Misure di prevenzione emergenza Covid 19
Le scriventi Organizzazioni Sindacali sono venute a conoscenza del caso di contagio da COVID 19 di un dipendente del Ministero in servizio presso la sede di Porta Pia. Pur prendendo atto della tempestiva disposizione di sanificazione degli ambienti dell’intera sede ministeriale che rimarrà chiusa nei giorni di oggi e domani, esprimono forte preoccupazione per le eventuali conseguenze per il personale che è stato, nei giorni precedenti, in contatto con il lavoratore contagiato e che mercoledì dovrà riprendere servizio. Considerato che il predetto lavoratore contagiato è stato in ufficio, ha interagito con i colleghi e ha soggiornato in spazi comuni, si chiede di conoscere quali ulteriori misure sanitarie sono state adottate per tutelare la salute dei lavoratori in servizio. Si coglie l’occasione per reiterare la richiesta di individuare, con urgenza, le attività indifferibili da rendere in presenza per poter garantire, presso ogni sede del Ministero, il massivo utilizzo dello smart working che rappresenta oggi la modalità ordinaria della prestazione lavorativa. La direttiva del Ministero della funzione Pubblica n.2/2020 ribadisce, infatti, che deve essere limitata la presenza fisica negli uffici garantendo solo “un contingente minimo di personale da porre a presidio”. Ci giungono dalle sedi periferiche, invece, ancora notizie di difformità nelle autorizzazioni allo svolgimento dell’attività in smart working e nell’individuazione delle attività indifferibili da rendere in presenza
FP CGIL CISL FP UIL PA
Camardella De Vivo Lichinchi
Sabbatella Casamassima Carino
Lettera aperta ai Lavoratori civili della Difesa
– Al Ministro della Difesa
On.le Lorenzo Guerini
– Al Sottosegretario delegato
On.le Angelo Tofalo
E,p.c.
– Stato Maggiore della Difesa
– Segretariato Generale della Difesa
– Direzione Generale del Personale Civile – Ai Capi di Stato Maggiore delle FF AA
Oggetto: Emergenza sanitaria e misure contenimento contagio . Inadempienze Enti del Ministero della Difesa.
Signor Ministro,
malgrado quanto più volte rappresentato dalle scriventi OO.SS., continuiamo a registrare all’interno del Dicastero, compresa l’Agenzia Industria Difesa, una grave inosservanza delle direttive governative emanate per affrontare l’emergenza sanitaria, con il risultato di rischiare di pregiudicare la salute del personale e di alimentare una colpevole diffusione del contagio per l’intera comunità.
In particolare
– Mancano adeguati livelli di protezione e di prevenzione, come previsti dal Testo unico 81/2008 e dalla direttiva della Funzione Pubblica 2/2020, così come non sono stati resi disponibili i DPI al personale che garantisce i livelli minimi essenziali e l’apertura degli enti e gli strumenti per l’igiene e la pulizia della cute; – Non sono state generalmente attivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, molti addirittura ancora privi della pulizia ordinaria, in particolare nell’area industriale e tecnico operativa; – In riferimento alle mense, pur consapevoli delle direttive contenute nel DPCM 11 marzo 2020, la maggior parte risulta priva dei requisiti minimi di salubrità e inapplicate risultano le misure per prevenire gli assembramenti; – Risultano inerzie, ritardi negligenti e deliberate violazioni della direttiva Funzione Pubblica n 2/2020 la quale, al fine di ridurre al minimo la presenza dei dipendenti sui luoghi di lavoro, prevede prioritariamente il “ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di
svolgimento della prestazione lavorativa, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro e con modalità semplificate”; – L’obiettivo della rarefazione delle presenze risulta disatteso in molti Enti fra i quali si segnalano, a titolo di esempio, il CISAM di Pisa (dove ai dipendenti è precluso il Lavoro agile nonostante l’assenza di attività indifferibili), la Scuola Sott.li della Maddalena, la Magistratura Militare, il Grafico di Gaeta, i Carabinieri di diverse Regioni che adducono di attendere “ordini superiori”, Maricenprog, taluni stabilimenti A.I.D., e molti altri; – Risulta disattesa la previsione dell’art.2 della direttiva n 2/2020 FP che dispone “per le attività che, per la loro natura, non possono essere oggetto di lavoro agile le amministrazioni… adottano strumenti alternativi quali, a titolo di esempio, la rotazione del personale, la fruizione degli istituti di congedo, della banca ore o istituti analoghi, nonché delle ferie pregresse nel rispetto della disciplina definita dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro”. Pare, infatti, che in molti Enti anziché ricorrere prioritariamente al Lavoro agile, alla rotazione del personale, ecc., i responsabili stiano collocando unilateralmente i dipendenti in ferie pregresse, violando la disciplina del CCNL FC o, addirittura, in ferie a carico dell’anno in corso. Nel sottolineare il comportamento censurabile di chi, in un momento così drammatico, ha lasciato l’iniziativa alle singole articolazioni dell’amministrazione che hanno emanato disposizioni tra loro non coordinate, determinando condizioni paradossali, in particolare nei sedimi dove convivono realtà di FF.AA diverse, vi invitiamo a disporre l’immediata l’osservanza delle direttive emanate per contenere la diffusione del contagio e la rimozione delle criticità così come innanzi illustrate.
Evidenziamo, infine, che l’atteggiamento responsabile delle scriventi OO.SS. e dei lavoratori civili del Ministero della Difesa, necessario per gestire l’emergenza sanitaria in un momento drammatico della storia del nostro paese, non esimerà da ricercare le responsabilità dei Dirigenti inadempienti per le eventuali conseguenze sulla salute pubblica.
Si invita a dare cortese e urgente riscontro.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
COMUNICATO AL PERSONALE
Queste OO.SS. comunicano che, nonostante le grandi difficoltà di questo periodo dovute al protrarsi dell’emergenza sanitaria da COVID-19 – si segnala, tra l’altro, che a seguito della temporanea chiusura della sede Centrale i contatti con i vertici di Istituto, in particolare con il Segretario generale della Corte dei conti, proseguono via mail – con nota unitaria del 13 marzo u.s. (che si allega) hanno sollecitato interventi diretti a migliorare la nuova polizza sanitaria ASDEP, operativa dal 1° marzo 2020. A tale nota, contenente le valutazioni delle scriventi sulla nuova formula assicurativa nonché le richieste/proposte di integrazioni delle prestazioni in essa contenute, ha fatto seguito l’impegno del Cons. Massi (cfr. allegata mail del Segretario generale del 13 marzo) di: – “sottoporre agli organi di governance di ASDEP le proposte (di queste sigle), affinché ne tengano conto, se non nell’immediato, quantomeno in sede di rinnovo; – valutare la possibilità di estendere al massimo possibile le coperture per tutto il personale amministrativo della Corte”. Si informa, inoltre, che con nota unitaria del 12 marzo, queste OO.SS. hanno dato definitivamente impulso alle procedure di liquidazione del Fondo 2018, esprimendo un parere diretto a chiarire in maniera univoca e condivisa con la parte pubblica il contenuto dell’accordo 2018, rimuovendo le attuali penalizzazioni a carico del personale in part-time in sede di attribuzione del premio individuale base e maggiorato. A questo punto, pur con la consapevolezza che l’esecuzione delle procedure possa richiedere, soprattutto in questo periodo di difficoltà, un aggravio di lavoro da parte del personale del Servizio trattamento economico, si ritiene che siano venuti meno tutti gli ostacoli al pagamento e si auspica pertanto che detto pagamento possa avvenire entro il mese di aprile p.v.. A seguito del mancato incontro di contrattazione, si continua a lavorare sui temi di maggiore interesse. In tale ambito, appena l’emergenza sanitaria lo potrà permettere, PRIORITA’ ASSOLUTA deve essere data alle PEO 2020. Il calendario degli incontri dovrà prevedere, con urgenza, anche un nuovo accordo sui criteri dei sussidi 2019 che tenga conto di opportune modifiche ed integrazioni rispetto a quello del 2018. Auspicando che le decisioni assunte per contenere il contagio nell’ambito dell’emergenza sanitaria in corso diano al più presto i risultati sperati, le scriventi OO.SS. richiamano tutto il personale ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni necessarie a garantire la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Sarà nostra cura tenervi informati sugli sviluppi degli incontri anche se “virtuali” con i vertici dell’Istituto.
Susanna Di Folco Fernanda Amidani Umberto Cafiero Arturo Benedetti
Roma, 15 marzo 2020
AL Segretario Generale del Mise Dott. Salvatore Barca
A tutti Direttori Generali del MISE
In relazione al DPCM 11 marzo 2020, e nello specifico alle disposizioni di cui all’art.1, comma 6, che si riporta di seguito fedelmente: “Fermo restando quanto disposto dall’art. 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8marzo 2020 e fatte salve le attivita’ strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attivita’ indifferibili da rendere in presenza.”, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono se siano state individuate da ogni direzione le attività indifferibili di cui sopra e se siano state individuate conseguentemente le figure professionali necessarie, per le quali è prevista la presenza in sede. Inoltre, stante la situazione relativa ai casi di positività registrati in ambito Direzione Generale Incentivi alle Imprese, nella sede ministeriale di Viale America, 201 e a seguito della sanificazione della sede, svolta in data odierna, chiedono quando il personale individuato per lo svolgimento delle stesse attività indifferibili di cui al dpcm 11 marzo 2020, possa tornare nella sede di lavoro di cui sopra in condizioni di sicurezza secondo le indicazioni dell’Autorità Sanitaria. Infine avendo appreso che saranno sanificate le altre sedi del Ministero sia di Via Molise che di Via Sallustiana chiediamo che lo stesso avvenga in maniera contestuale per la sede di V.le Boston, in stretto coordinamento con il Maeci, soprattutto in considerazione che appartenendo allo stesso Polo gli scambi tra il personale avvengono in maniera ordinaria quotidianamente.
Restiamo in attesa di un urgente riscontro alla presente.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Roberto Copioli Carlo Filacchioni Stefano Fricano
Roma, 15 marzo 2020
Direttore Generale del Personale e delle Risorse del D.A.P
Dott. Massimo PARISI
R O M A
E, p.c.:
Direttore Generale del Personale e delle Risorse
del D.G.M.C
Dott. Vincenzo STARITA
ROMA
Oggetto: piano di mobilità a domanda collegato con le assegnazioni degli allievi agenti polizia penitenziaria.
Egregio Direttore generale, in riferimento al piano di mobilità proposto, dopo una attenta analisi dei dati da lei forniti, questo Coordinamento nazionale ha rilevato degli errori riguardo il numero di personale amministrato nei vari istituti e quelli indicati come previsione del D.M. 2.10.2017, di fatto ciò che ci ha proposto non sembra rispecchiare la realtà. Inoltre, crediamo sia improprio considerare le carenze organiche del ruolo Agenti/Assistenti unite alle carenze per i Sovrintendenti per la determinazione della mobilità.
Appare evidente che le assegnazioni ipotizzate non solo siano prive di fondatezza, ma anche incomplete poiché nelle assegnazioni gli istituti del DGMC non sono stati presi in considerazione.
Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo una nuova ripartizione delle risorse o comunque porre rimedio con la mobilità prevista al termine del 177° corso di formazione Allievo Agenti.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.
Coordinatore Nazionale FP CGIL
Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Roma, 14 marzo 2020
Al Cons. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno
segreteriatecnica.ministro@interno.it
caposegreteria.ministro@interno.it
Gentile Ministro,
le modalità di contenimento dell’epidemia COVID-19 sono state oggetto di ripetuti interventi della Presidenza del consiglio dei ministri, da ultimo con il dPCM 11 marzo 2020 che, per le pubbliche amministrazioni, tra le altre cose, prescrive “Fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma1, lettera e) del dPCM 8 marzo 2020 e fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le PP.AA. assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017,n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza”.
Le modalità di prestazione lavorativa dei dipendenti delle pp.aa. sono state oggetto anche di due circolari del Ministro della pubblica amministrazione (nn. 1 e 2/2020).
Il ministero dell’Interno è intervenuto al riguardo, da ultimo, con le circolari del 12 marzo 2020 del dipartimento per le politiche del personale e del 13 marzo 2020 del dipartimento della pubblica sicurezza.
Nonostante ciò risulta alle scriventi che in molti uffici ancora si registrano intollerabili carenze nella predisposizione di adeguate misure di sicurezza, dei dispositivi di protezione individuale dei dipendenti, nonché nell’assunzione di determinazioni che effettivamente consentano di garantire un contingente minimo di personale negli uffici.
In particolare, abbiamo notizie di mancata puntuale individuazione dei servizi indifferibili, di attivazione di modalità di lavoro agile limitata a pochi giorni la settimana ovvero per un minimo numero di dipendenti e di turnazioni obbligatorie anche di 12 ore nelle medesima giornata.
Chiediamo, pertanto, un autorevole intervento della S.V. affinché le misure individuate dal governo e dal ministero vengano effettivamente e prontamente applicate nell’intero territorio nazionale, nella considerazione che non si tratta semplicemente di una nuova organizzazione del lavoro, come pare abbiano interpretato diversi dirigenti, ma di una emergenza nazionale a tutela della salute pubblica e dei lavoratori, come testimonia peraltro l’importante protocollo sottoscritto questa notte tra governo e parti sociali.
Qualora non dovesse essere dato seguito alle disposizioni sopra richiamate dovremo ritenere responsabili i dirigenti inadempienti per eventuali conseguenze sulla salute dei lavoratori.
Confidiamo in un immediato intervento in modo che già dalle prossime ore tutti gli uffici, nessuno escluso, diano applicazione alle disposizioni adottate, senza far ricorso a interpretazioni fantasiose o ancora peggio a negligenze che nella situazione data si commenterebbero da sole.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Anna Andreoli Paolo Bonomo Enzo Candalino
Adelaide Benvenuto
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Vincenzo Starita
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott.ssa Lucia Castellano
Direttore Generale dell’esecuzione penale esterna e di messa alla prova
Oggetto: prevenzione del contagio da coronavirus per il personale del Dgmc
Preso atto delle disposizioni impartite da codesto dipartimento con nota del 12 marzo 2020 sull’argomento in oggetto, le scriventi organizzazioni sindacali chiedono di impartire ulteriori disposizioni a tutela del personale che opera nella giustizia minorile e di comunità.
Innanzitutto si evidenzia che tra le attività indifferibili che richiedono la presenza dei dipendenti per assicurare il funzionamento degli Uffici e Servizi vi è l’accertamento di domicilio per l’accesso alla detenzione domiciliare ex lege 199/10. Se l’inserimento della predetta attività tra quelle indifferibili è giustificato, attese le finalità perseguite dalla stessa (decongestionamento delle carceri e tutela del diritto dei detenuti ad accedere alle misure alternative alla detenzione), tale attività tuttavia, nella contingente situazione emergenziale, appare oltremodo pericolosa per la salute dei lavoratori interessati e dei cittadini che entrano in contatto anche casuale con i lavoratori medesimi. Non è un segreto infatti che soprattutto nelle città metropolitane i funzionari della professionalità di servizio sociale raggiungono sovente il domicilio da visitare utilizzando il mezzo pubblico.
Per tale motivo CGIL CISL e UIL ritengono che nell’attuale fase di emergenza sanitaria codesta Amministrazione Centrale, di concerto con la Magistratura di Sorveglianza, individui modalità di accertamento idonee a garantire la sicurezza di tutti i lavoratori coinvolti. La tutela della salute di questi ultimi e degli stessi cittadini attraverso la prevenzione del contagio oggi devono essere la priorità. Tale discorso vale anche per agli esperti ex articolo 80 che sono chiamati a svolgere la stessa attività “domiciliare” dei funzionari della professionalità di servizio sociale. Analogamente l’attività di segretariato potrà essere svolta prevedendo l’accesso degli utenti in forma contingentata solo per la firma.
Non secondaria è la problematica concernente la carente distribuzione dei dispositivi di protezione individuale tra cui mascherine, guanti, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani, salviette asciugamano monouso. Tale carente distribuzione è pericolosa per la salute dei lavoratori se si considera che questi ultimi nelle strutture del DGMC operano di regola in ambienti angusti e poco areati.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo riscontro e porgono distinti saluti.
Roma, 13 marzo 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Macigno/ Prestini Marra Amoroso
Al Direttore INL
Dott. Leonardo Alestra
Al Direttore Centrale delle risorse umane,
Finanziarie e Logistica
Dott. Giuseppe Diana
Oggetto: assenze del personale dovute all’emergenza COVID-19
Con riferimento alle ultime disposizioni emanate, conseguenti alla condizione emergenziale in essere, si rammenta all’Amministrazione la necessità di computare quale attività di servizio prestata a tutti gli effetti, secondo quanto previsto dall’art. 19, comma 3, del DL n.9/2000, i periodi di assenza del personale per effetto di provvedimenti che mirano a contenere il fenomeno epidemiologico. La disposizione in parola dovrebbe quantomeno essere applicata nel caso di assenze forzate disposte dall’Amministrazione, per le necessarie procedure di sanificazione dei locali e per quei lavoratori che non hanno a disposizione ferie pregresse, ed anche per coloro che non siano chiamati ad assicurare la presenza fisica in ufficio per le attività ritenute indifferibili, e non possono avvalersi del lavoro agile. È di tutta evidenza che lo spirito della norma richiamata ha il primario obiettivo di rendere effettivo il distanziamento sociale, al fine di contenere la diffusione epidemiologica da COVID-19. La mancata applicazione o il ritardo rispetto a quanto disposto, rappresenterebbe un’intollerabile esposizione al rischio per i lavoratori e per i cittadini. Roma, 13 marzo 2020
FP CGIL Matteo Ariano
CISL FP Michele Cavo
UIL PA Bruno Di Cuia
Dott. Francesco Basentini
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
p.c.
Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
Le scriventi organizzazioni sindacali hanno appreso della prossima fornitura del kit anti Coronavirus al personale della polizia penitenziaria che ha contatti con soggetti a rischio o in accesso dall’esterno, con particolare riferimento ai “nuovi giunti”, agli arrestati ed ai detenuti provenienti da altri istituti. La dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) riguarda i dispostivi indicati dal Ministero della Salute per gli operatori sanitari: occhiali di protezione, maschera ffp2 (dotata di filtro), guanti e camice, tutti monouso.
L’adozione delle cautele anti-contagio mediante DPI (che sono obbligatorie in caso di contatti con detenuti che presentino sintomi riconducibili all’infezione da Covid-19 o che siano risultati positivi a tampone faringeo, e dunque posti in isolamento sanitario nel rispetto delle procedure concordate col servizio sanitario) in applicazione da ultimo della direttiva n. 2/2020, non può riguardare la sola polizia penitenziaria ma tutti coloro che, a vario titolo, hanno contatti con i detenuti a partire dai funzionari della professionalità giuridico-pedagogica.
Per tale motivo CGIL CISL e UIL formalmente chiedono che la predetta fornitura sia estesa anche al personale del comparto funzioni centrali. Le stesse chiedono inoltre che, in attuazione della predetta normativa, tutti gli uffici (centrali e periferici) siano dotati degli strumenti di facile utilizzo per l’igiene e la pulizia della cute quali soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani, salviette asciugamano monouso. Si rappresenta infine la condizione del personale tecnico chiamato a realizzare interventi urgenti di ripristino dell’agibilità degli ambienti e del funzionamento degli impianti danneggiati in occasione delle recenti proteste dei detenuti. Questi lavoratori hanno urgente necessita di essere dotati di specifiche attrezzature di protezione che consenta loro di operare in sicurezza. Una amministrazione accorta, in questa situazione di emergenza, non può non evadere con urgenza tale richiesta.
CGIL CISL e UIL si riservano l’adozione di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro.
Roma, 13 marzo 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Lamonica/Prestini Marra Amoroso
Al Direttore generale di Agenzia Industrie Difesa
Ing. Giancarlo Anselmino
e,p.c.
Al Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Angelo Tofalo
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Oggetto: AID – Emergenza sanitaria e misure contenimento contagio COVID – 19. CEDECU Gaeta, mancata tutela salute e sicurezza dei lavoratori civili.
Egregio Direttore,
con la nota unitaria trasmessa lo scorso 11 marzo si è già avuto modo di evidenziare quanto sta accadendo in taluni stabilimenti di A.I.D. per effetto dell’emergenza sanitaria in corso contestando, in particolare, il ritardo con il quale sono state diramate da codesta agenzia le necessarie direttive attuative dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Tra questi, ponemmo in specifico risalto la particolare condizione attualmente traversata dal CEDECU di Gaeta e dai suoi dipendenti, in ragione dell’assenza del direttore titolare e, soprattutto, degli indispensabili provvedimenti attuativi delle predette norme, la cui mancata assunzione sta rischiando tuttora di causare gravissime conseguenze alla salute e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti e, più in generale, all’intera collettività. Premesso quanto sopra, nell’allegare la diffida odierna fatta pervenire dalla Fp Cgil di Frosinone e Latina alla direzione del CEDECU di Gaeta, La invitiamo ad intervenire con la massima urgenza e rimuovere tutti gli ostacoli che allo stato si frappongono alla pratica corretta delle disposizioni contenute nel DPCM dell’11 marzo scorso e nella direttiva n.2/2020 del Ministro della Funzione Pubblica. Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
F.to Il Responsabile Nazionale FP CGIL Difesa
Francesco Quinti