Il DPCM firmato ieri sera le misure previste per la zona cosiddetta rossa dal precedente dell’ 8 marzo sono estese a tutto il territorio nazionale. Pertanto, da oggi la sospensione degli esami di idoneità per il rilascio della patente di guida, stabilita dalla lettera t) art.1 del DMPC 8 marzo, viene estesa a tutto il territorio nazionale. Una misura necessaria per garantire la salute dei lavoratori delle motorizzazioni civili e contemporaneamente degli utenti. Le normali attività di sportello continueranno con le limitazioni stabilite dalle varie misure di prevenzione regolando gli accessi al pubblico secondo quanto disposto dai responsabili delle sedi. Con ministeriale n.11394 del 6 marzo 2020 è stato attivato lo smart working straordinario al fine di consentire ai soggetti individuati dalla Direttiva Dadone n.1/2020 di permanere presso le proprie abitazioni limitando il rischio del contagio, ma ci risulta che non è stato autorizzato in tutte le sedi periferiche del Ministero. Vi chiediamo quindi di segnale eventuali criticità nell’attivazione di tale modalità lavorativa per poter intervenire e rimuovere eventuali ostacoli. Vi chiediamo, altresì, di accertarvi che tutte le misure igienico sanitarie previste dai DPCM siano assicurate rinnovando l’invito alle RSU di chiedere incontri (anche in videoconferenza), ai sensi dell’art.7 comma 7 punto k) del CCNL 16/18, per consentirci di monitorare la situazione. A tutela della salute dei lavoratori è indispensabile che sia prevista la sanificazione di tutti gli ambienti, in particolar modo quelli aperti al pubblico. Da ultimo, al fine di contemplare l’esigenza di tutelare la salute dei lavoratori e contemporaneamente garantire l’operatività degli uffici, chiediamo a tutte le RSU e a tutti i lavoratori di segnalarci situazioni di criticità presenti nelle sedi periferiche del Ministero.
la coordinatrice Fp Cgil Mit p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
COMUNICATO AI VERTICI DELL’ISTITUTO E AL PERSONALE EMERGENZA SANITARIA DA COVID-19 PRESSO LA CORTE DEI CONTI
In questo momento di emergenza epidemiologica da COVID-19 che sta interessando il nostro Istituto, le scriventi OO.SS. desiderano esprimere piena solidarietà al collega della Corte dei conti di Roma risultato positivo al coronavirus e formulano i migliori Auguri di una prontissima guarigione, nonché vicinanza a quel personale posto in quarantena per motivi precauzionali e alle loro famiglie. Nel contempo, con senso di responsabilità, dichiarano pieno apprezzamento per le misure di prevenzione poste in essere dai Vertici dell’Istituto con l’immediata disposizione di chiusura delle Sedi centrali dell’Istituto, al fine di consentire le operazioni di sanificazione degli ambienti di lavoro e gli ulteriori accertamenti del caso. A tal riguardo, queste OO.SS. chiedono che la chiusura delle Sedi centrali e di via del Maggiolino debba perdurare sino ad ultimazione delle suddette misure di bonifica, nonché di ogni ulteriore misura precauzionale finalizzata ad evitare il rischio contagio tra il personale. Ritengono, inoltre, che tali misure di sanificazione degli ambienti di lavoro, considerata l’emergenza epidemiologica estesa sull’intero territorio nazionale, debba riguardare tutte le Sedi centrali e regionali della Corte dei conti. Chiedono inoltre che, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché per salvaguardare la salute pubblica, alla riapertura delle sedi vengano attivati i sistemi di controllo previsti, quali installazione di termo scanner per tutti gli accessi agli stabili in questione, oltre che applicazione di tamponi su base volontaria, come già prospettato dal Segretario generale nella prima riunione sul tema. Per il personale che di recente si fosse recato nelle regioni limitrofe alla zona rossa e/o arancione (zone sciistiche o turistiche) venga richiesta la procedura prevista per legge. Considerato il procrastinarsi della chiusura delle scuole, chiedono con urgenza che si faccia ogni sforzo per garantire la massima diffusione dello Smart Working presso tutte le sedi centrali e territoriali dell’Istituto, come opportunità in grado di garantire la produttività dell’Istituto e la salute dei dipendenti. Queste OO.SS. nel garantire la massima vigilanza e controllo, unitamente all’Amministrazione, sulle iniziative da intraprendere a tutela della salute, trasmettono nuovamente le misure impartite dal Ministero della salute da seguire attentamente.
Roma, 9 Marzo 2020
S. Di Folco A. Guarente F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli F. Dell’Armi
Roma, 9 marzo 2020
Alla c.a.
Segretario Generale del MiBACT Dott. Salvatore Nastasi
Direttore Generale Organizzazione Dott.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali Prof. Alessandro Benzia
Oggetto: Emergenza Corona Virus. Smart working per il personale AFAV.
Le scriventi OO.SS., in riferimento all’emergenza in atto dovuta alla diffusione del Corona Virus e attese le disposizioni di chiusura e sospensione dell’apertura di musei e luoghi della cultura di cui al DPCM 8 marzo 2020, ritengono non più rimandabile la modifica della Circolare 10 del 2020 del Segretariato Generale con cui si escludevano gli AFAV da tale provvedimento regolatorio della fruizione dello Smart working. Ribadiamo con forza infatti che tale personale deve avere accesso al lavoro agile, eventualmente secondo il principio della rotazione al fine di garantire il presidio necessario per la sicurezza dei luoghi della cultura, alla stessa maniera del restante personale, tanto più se applicato da tempo ad altre mansioni. Si evidenzia altresì che molte delle attività previste dal profilo di cui alla Circolare 393 del 2011, possono essere oggetto di prestazione da svolgere in modalità di lavoro agile, in collaborazione con il personale della terza area. Solo a titolo esemplificativo: redazione di elenchi relativi ai beni presenti, trascrizione di inventari da cartaceo a digitale, redazione di progetti di didattica, guide didattiche per adulti e bambini, percorsi didattici, report servizi educativi, redazioni testi espositivi e traduzione pannelli didattici, progetti di comunicazione social, elaborazione e montaggio di filmati su musei e aree archeologiche da inserire sul sito istituzionale dell’istituto al fine di permettere la fruizione anche a porte chiuse, organizzazione servizio e piano ferie, raccolta e comunicazione presenze agli uffici amministrativi, punti informazione on line, digitalizzazione cataloghi, didattica on line con pubblicazione percorsi in italiano e inglese, revisione schede informatiche, statistiche varie e report attività svolte, attività ricognitive sulle criticità dei luoghi di lavoro. In questo momento il lavoro agile è una grande opportunità e per le zone soggette a misure restrittive è una necessità, motivo per cui chiediamo di monitorare e intervenire urgentemente sui numerosi istituti che ancora ad oggi non stanno attivando il lavoro agile o lo stanno facendo in modalità insufficienti a garantire la tutela della salute dei lavoratori. Certi che le S.L. possano convenire con quanto esposto si porgono distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA FLP UNSA
Meloni Nolè/ Di Stefano Trastulli Satolli Urbino
CORONAVIRUS: ITALIA ZONA ROSSA
Consapevoli che l’INPS, quale Ente Pubblico ed erogatore di servizi pubblici, deve adempiere le Ordinanze disposte dalle Autorità Competenti, l’emergenza non ci ha fatto scivolare in richieste all’Amministrazione fuori dall’alveo delle sue disponibilità. In questi giorni in molti hanno rincorso il consenso sulla paura e preoccupazione dei colleghi. Noi siamo stati impegnati, e lo siamo ancora, a tutelare i lavoratori chiedendo e pressando l’Amministrazione per l’attuazione degli adempimenti disposti dalle Ordinanze e nel fare richieste su ciò che l’Amministrazione era competente a decidere in autonomia. Oggi coerentemente, visto l’ultimo DPCM di ieri sera, anticipato dalla Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio, chiediamo all’Amministrazione alla luce delle nuove disposizione di adeguare subito la modalità di relazione con il pubblico previsto nel Hermes n. 1013 del 09/03/2020 per le zone rosse individuate nel DCPM del 08 marzo (Lombardia e altre province assimilate) a tutto il territorio nazionale.
Roma, 10 marzo 2020
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Circolare ministeriale GDAP-0065630.U del 25.2.2020 relativa a quanto in oggetto indicato.
Ultime disposizioni del dipartimento in materia di coronavirus.
Mestre, 16 dicembre 2019
Al Provveditore Regionale A.P. del Triveneto
Dott. Enrico Sbriglia
Al Direttore della Casa di Reclusione di Venezia
Dott. ssa Antonella Reale
Oggetto: visita sui luoghi di lavoro della casa di reclusione di Venezia.
In data odierna una delegazione del coordinamento donne della FP CGIL Polizia Penitenziaria ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro della Polizia Penitenziaria presso l’istituto in oggetto.
La casa di reclusione presenta le classiche criticità strutturali di un istituto con secoli di storia ed una serie di problematiche di carattere organizzativo, per la soluzione delle quali si chiede l’intervento delle autorità in indirizzo.
Partendo da quest’ultime, si chiede la convocazione di un urgente tavolo di confronto per rivedere l’organizzazione del lavoro attualmente in vigore. Non è accettabile verificare che il personale di Polizia Penitenziaria sia costretto a presentare eventuali richieste, inerenti il proprio servizio, con due mesi di anticipo rispetto alla programmazione dei servizi. Solo per fare comprendere le difficoltà emerse, in data odierna il personale ha già dovuto presentare le richieste relative al mese di febbraio.
Come non è accettabile verificare che nel mese di dicembre alcune unità devono effettuare 5 turni festivi, mentre altre delle cariche fisse non ne effettuano neanche uno.
Risulta inoltre che il personale maschile del ruolo dei sovrintendenti non venga utilizzato come sorveglianza generale dell’istituto, con un evidente disparità di genere rispetto alla norma, che prevede limitazioni solo per il personale che presta servizio nelle sezioni detentive. Con la conseguenza che il posto di servizio della sorveglianza generale è spesso previsto solo nei turni di mattina pochi serali e non in quelli notturni, lasciando la responsabilità dell’istituto in questi casi ad un appartenente al ruolo agenti/assistenti.
Tra l’altro i cambi turno tra il personale subiscono delle forti limitazioni anche nello stesso ruolo, per consuetudini obsolete e difficili da superare, e il passaggio di consegne tra il personale che inizia e quello che termina il servizio non è retribuito come previsto. Per quanto riguarda la struttura è evidente la carenza di servizi igienici in prossimità dei vari posti di servizio del personale, tra l’altro due di quelli precedentemente esistenti sono stati riservati uno ad uso esclusivo dei cuochi e l’altro a magazzino.
Gli spogliatoi a disposizione del personale sono assolutamente inadeguati, si tratta in realtà di un camerone, riempito di armadi, senza lo spazio fisico necessario per muoversi e cambiarsi.
Anche i posti disponibili nella caserma agenti sono insufficienti. Parte del personale è stata costretta in passato ad alloggiare presso la caserma della casa di reclusione di Padova, con evidenti problemi di collegamento, dovuti non solo alla distanza tra le due città, ma anche ai mezzi di trasporto previsti per l’isola. Al fine di evitare problemi futuri sarebbe auspicabile, prima dell’arrivo dei neo assunti, recuperare a tal fine gli alloggi della S.A.T., attualmente inutilizzati.
Tra l’altro l’ubicazione della struttura comporta gia’ di suo, difficolta’ per tutti i lavoratori alle quali un tempo l’amministrazione veniva incontro offrendo un servizio navetta e cinque posti auto per parcheggiare gratuitamente a Santa Marta , attualmente sospesi . Anche i mezzi tecnologici di supporto alla sorveglianza sono inadeguati. A tal proposito si chiede di effettuare un sopralluogo e reperire risorse per un’opera di adeguamento dei sistemi esistenti. Tale intervento potrebbe diminuire i carichi di lavoro attualmente assegnati al personale, che deve vigilare sui depositi delle armi che, tra l’altro, non sono assegnati al singolo dipendente.
Si tenga presente infine che il personale dell’istituto effettua ormai da anni le traduzioni delle detenute, precedentemente effettuate dal nucleo traduzioni della vicina casa circondariale, pur non avendo un nucleo locale.
Confidando in un celere intervento delle S.V., finalizzato al superamento delle criticità esposte, si coglie l’occasione per porre distinti saluti.
F.to La coordinatrice nazionale donne F.to Il coordinatore regionale
Fp Cgil Fp Cgil
Filomena Rota Gianpietro Pegoraro
Ieri si è svolta a Bruxelles una conferenza su “Pratiche sindacali in materia di non discriminazione e diversità”, organizzata dalla Commissione Europea, alla quale abbiamo partecipato come FP Nazionale.
Nel mondo del lavoro insistono ancora profonde discriminazioni: diversità di razza, di religione, di genere, in particolare relativamente alle disabilità ed agli orientamenti sessuali, o altro ancora anche in relazione al paese europeo nel quale viene argomentata la discussione.
Dalla riunione è emerso che il sindacato svolge un ruolo significativo nel sostenere e promuovere diversità e non discriminazione. La presenza capillare sui posti di lavoro, la forza contrattuale di primo e di secondo livello, le alleanze con altre associazioni, l’affidabilità e la responsabilità della funzione, consentono alle organizzazioni sindacali di svolgere un ruolo preminente nella sensibilizzazione e nella trasmissione culturale delle differenze.
Dialogo sociale e contrattazione collettiva vanno intensificate, vanno combattuti gli arretramenti culturali e le iniziative politiche restrittive dei diritti, di chiusura verso chi non è riconosciuto come omologato.
La promozione di valori sociali di rispetto per le diversità può e deve essere potenziata attraverso la formazione dei quadri e delle RSU, con la promozione di campagne che possono svilupparsi sia attraverso media e social media che con la promozione di azioni positive sui posti di lavoro, agendo in anticipo e non reagendo di fronte alle discriminazioni con azioni collettive e non dando unicamente risposte individuali.
La situazione politica attuale è in una fase particolare, le minoranze si trovano spesso sotto attacco, per questo c’è la necessità di garantire una rappresentanza strutturata e specifica per il ruolo, ed è necessario rinforzare la richiesta per l’approvazione da parte degli Stati membri dell’UE della Convenzione ILO su discriminazione, violenza e molestie. Ambienti di lavoro e sociali sani accrescono il benessere, hanno un impatto positivo sulla salute e sulla società.
Riteniamo che tali pratiche possono essere agite oltre che sui posti di lavoro anche nell’ambito della contrattazione territoriale.
Come FPCGIL, anche attraverso alcune campagne che ci hanno contraddistinto, vogliamo essere in prima linea ed implementare la nostra azione in questo ambito.
Lara Verbigrazia
Politiche di genere
Tra i molti argomenti all’ordine del giorno il progetto, congiunto con Eupae, “Migliorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata: opportunità e rischi derivanti dalla digitalizzazione”, per il quale verranno presto licenziate delle linee guida comuni e la ricerca.

Abbiamo partecipato ieri, come FPCGIL, al meeting organizzato dall’Epsu sull’impatto dell direttiva 24/14 sui servizi sociali in Europa. Di seguito i temi emersi dall discussione:
Le criticità della direttiva 24 sono essenzialmente quelle di aver incluso tali servizi sociali nei criteri standard degli appalti senza considerarne le specificità proprie.
Specificità che non rispondono a criteri meramente economici, in quanto nei settori sociali è prevalente l’appalto ad alta intensità di manodopera. La ratio alla base della direttiva è quella della trasparenza, del contenimento dei costi e della libera concorrenza. Considerando che siamo assolutamente a favore della trasparenza nelle procedure, va invece declinato diversamente nei servizi alla persona ad alta intensità di manodopera, il tema del ribasso e della clausola sociale, oltre a un riconoscimento nella procedura stessa di un maggiore coinvolgimento degli utenti.
Tale direttiva sta determinando anche un doppio binario, dovuto essenzialmente alle quantità di risorse investite che determinano nei fatti un doppio regime tra centro e periferie, tra zone metropolitane e rurali. Di fatto la direttiva si applica alle sole “grandi aree” che hanno il vincolo della gara per importi superiori ai 750 mila Euro, creando un evidente disparità di trattamento. Il meccanismo del ribasso avvantaggia le grandi imprese sociali che lavorando su economie di scala possono permettersi ribassi sostanziosi, escludendo le infinite imprese sociali di piccole dimensioni dalla competizione.
Dalla discussione è emersa l’esigenza di intervenire anche sulle clausole sociali al fine di salvaguardare la continuità socio assistenziale educativa e i livelli occupazionali in essere. Non è pensabile per tali servizi di valutare i meri criteri economici senza ragionare sull’interesse generale che tali servizi hanno per la cittadinanza.
Altro tema spinoso quello dell’utile di impresa in questa tipologia di servizi, la contraddizione evidente è che tale utile riduca la quantità e qualità dei servizi erogati.
Il rappresentante della Commissione Europe ha portato nella discussione il lavoro che la stessa sta facendo sulle linee guida della direttiva, lavoro nel quale abbiamo chiesto, come Esu, maggiore coinvolgimento, anche se l’idea di provare a modificare la direttiva resta all’ordine del giorno.
E’ NECESSARIO PROVVEDERE ALLA PROROGA DEI PART-TIME IN SCADENZA
Ammettiamo di essere rimasti senza parole per il rinvio a settembre dell’incontro sul part-time disposto dall’Agenzia e, dopo diverse riunioni, iniziamo a chiederci se dietro questa decisione non si nasconda una precisa strategia aziendale che nulla ha a che fare con la ricerca del benessere dei dipendenti.
Prima l’Agenzia comunica la decisione di congelare i rinnovi/proroghe in attesa che si arrivi ad un accordo sindacale poi, in seconda battuta, convoca e rinvia le riunioni trascinando la discussione fino a settembre.
Sia chiara a tutti la responsabilità: l’agenzia vuole evidentemente portare la discussione all’ultimo momento utile nel tentativo di costringere alla sottoscrizione chi, come la CGIL, ha espresso un parere negativo al testo aziendale. Come illustrato in precedenza, il nostro giudizio è articolato e non legato esclusivamente al fatto che in diverse realtà la sua applicazione trasformerà il
soddisfacimento della necessità di conciliazione in una “lotteria”.
I punti di opposizione, che la Fp Cgil ha più volte rappresentato durante la trattativa e che dovessero eventualmente permanere nella bozza di testo che sarà presentata durante il prossimo incontro, non cadranno per effetto di un ricatto aziendale bensì potranno essere sciolti esclusivamente attraverso un confronto basato sul merito delle posizioni espresse al Tavolo.
Abbiamo ricordato al rappresentante della parte datoriale che sono in scadenza a fine ottobre 2019 tutti i part-time concessi tra la fine del 2018 e i primi mesi di quest’anno e che, per non far pesare ai
colleghi le strategie negoziali aziendali, è necessario provvedere quanto prima alla proroga dei contratti in scadenza fino – almeno- all’ottobre 2020 per consentire ai fruitori di “organizzarsi” con gli impegni.
Su questo punto – oltreché sul rispetto degli accordi vigenti e sul ccnl- valuteremo la buona fede dell’agenzia nel farsi carico di questo nuovo rinvio.
Roma, 02 Agosto 2019
Il Coordinamento Nazionale
Fp CGIL Agenzia del demanio