11.09.2017 – La Fp Cgil VVF continua a sostenere che il metodo della ricognizione adottato dall’Amministrazione smonta il modello di mobilità nazionale sino ad oggi applicato nel Corpo, facendo venir meno i criteri di trasparenza e di democrazia legati a questo importante istituto contrattuale.
Questa volta a farne le spese sarà il personale appartenente al ruolo dei Vigili del Fuoco specialisti e piloti elicotteristi. Il diritto pubblico prende sempre più piede, lo avevamo detto e continueremo a sostenerlo; l’unico vero strumento democratico che tutela i diritti personali e sindacali resta il contratto di lavoro di diritto privato.


Unitario Volantino vertenza e mozione finale

MOBILITAZIONE DI TUTTO IL PERSONALE
DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Riprende la vertenza con iniziative articolate su tutto il territorio nazionale per superare le immotivate resistenze dell’Agenzia. Una vertenza che mette al centro delle sue rivendicazioni la valorizzazione del personale, non solo per ridare dignità al lavoro svolto, ma anche per contribuire ad una migliore qualità ed equità dell’azione dell’Agenzia.
Per un complessivo miglioramento ed efficientamento dei servizi fiscali, attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture;
Per ridare consistenza al Fondo di produttività per garantire il riconoscimento delle attività svolte e i risultati raggiunti in termini di contrasto all’evasione e di “tax compliance”;
Per una nuova stagione di progressioni economiche che valorizzi tutto il personale;
Per rilanciare la partecipazione ed il confronto sui processi di riforma che non possono essere assunti unilateralmente dai vertici e non debbono essere l’ennesima occasione per depotenziare e indebolire la macchina fiscale;
CHIEDIAMO INTERVENTI RISOLUTIVI !
Dall’11 al 19 settembre 2017 Assemblee del personale su tutto il territorio nazionale Il 14 settembre 2017 Presidio presso la Direzione Generale dell’Agenzia a Roma Il 19 settembre 2017 Manifestazione dinanzi al MEF
PARTECIPIAMO COMPATTI A TUTTE LE MANIFESTAZIONI, FACCIAMO SENTIRE CON FORZA LA NOSTRA VOCE

Roma, 8 settembre 2017

Le Segreterie Nazionali

Roma, 11 settembre 2017

Alla cortese attenzione del Prof. Giampaolo D’Andrea
Capo di Gabinetto del MiBACT
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Marina Giuseppone
DG Organizzazione
Alla cortese attenzione del Dott. Paolo d’Angeli
DG Bilancio

Oggetto: richiesta di informazione e di avvio del confronto su DM organici e posizioni organizzative – Richiesta informazione su FUA 2017 e Accordo sulle progressioni economiche

Con riferimento all’oggetto le scriventi OO.SS., alla luce della prossima emanazione del DM di modifica della pianta organica teorica, ritengono opportuno l’avvio di un confronto preventivo incentrato sull’analisi delle criticità che emergono nel rapporto tra la previsione dell’organico e l’attuale distribuzione del personale sul territorio, con particolare riferimento alle situazioni ove, già alla luce del DM precedente, si rilevavano situazioni soprannumerarie in alcuni profili professionali. Pertanto si rimane in attesa di formale convocazione sulla materia. Contestualmente si chiede formale informazione sullo stato dell’arte relativo alla disponibilità delle risorse stanziate dal FUA 2017, considerato che la sottoscrizione dell’accordo risale alla fine del mese di maggio 2017 e che occorre procedere alla retribuzione dei compensi maturati dal personale. A tal riguardo le scriventi OO.SS. fanno presente che non sarebbe considerato accettabile un rinvio o una ulteriore dilatazione dei tempi di pagamento di quanto dovuto ai lavoratori. Si chiede inoltre di conoscere la situazione relativa all’iter di certificazione dell’Accordo sulle progressioni economiche 2017 ed i tempi di adeguamento delle posizioni stipendiali del personale risultato vincitore delle progressioni 2016. Appare alle scriventi non più rinviabile, peraltro, il confronto volto alla rideterminazione dei criteri utili alla individuazione delle posizioni organizzative. Da ultimo, si fa altresì presente che si è ancora in attesa dell’esito della richiesta di proroga per il personale assunto a tempo determinato. Su quanto sopra esposto si richiede formale e urgente riscontro.

FP CGIL                     FP  CISL                  UIL PA
Claudio Meloni         Claudio Calcara      Enzo Feliciani

Contratto del comparto Sicurezza e Difesa 2016/2018

L’ultimo contratto del Comparto Sicurezza e Difesa risale al 2007, per effetto del blocco della contrattazione del 2010. Tale blocco non è stato rivisto dai governi succedutisi nel tempo ed è stato rimosso soltanto nel 2015 con la spinta sindacale, fino a giungere alla sentenza della Corte Costituzionale.
Oggi è necessario aprire un confronto serrato che porti, nel minor tempo possibile, al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa.
Riteniamo tuttavia che la divisione del Comparto tra Sicurezza e Difesa, oggi anacronisticamente in un unico Comparto, sia necessaria per meglio definire competenze e professionalità di lavoratrici e lavoratori.
Riteniamo indispensabile partire dall’accordo sottoscritto dal Governo e dalle parti sindacali lo scorso 30 novembre e dalle linee guida che caratterizzano quell’intesa.
In tal senso bisogna definire un percorso che tenda a valorizzare l’alta professionalità del personale che opera nel settore e a costruire un progetto innovativo finalizzato a migliorare la qualità del lavoro e garantire un sistema di sicurezza del Paese in grado di fronteggiare le grandi sfide del nostro tempo: sicurezza e legalità nella nostra società, minaccia terroristica, gestione dell’immigrazione, salvaguardia del territorio, giustizia sociale.
Per raggiungere tale obiettivo è necessario rinnovare il contratto di lavoro, rivedendo il sistema delle relazioni sindacali al fine di completare il percorso avviato con il decreto legislativo 195, attuare la piena sindacalizzazione del comparto, stanziare le risorse necessarie a garantire retribuzioni adeguate, ampliare il sistema delle tutele, dando la possibilità ai lavoratori del settore di accedere alla copertura assicurativa prevista dall’Inail,mantenendo l’attuale regime previsto per il  riconoscimento della causa di servizio, e avviare un percorso che consenta di accedere alla previdenza complementare anche in questo settore come nel resto del pubblico impiego.
Oggi la Parte Pubblica si trova dinanzi a rappresentanze dei lavoratori sbilanciate sul modello militare: una forma inaccettabile di compressione culminata con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, “civile per natura”, nell’Arma dei Carabinieri, Forza Armata. Queste dinamiche riflettono il percorso sbagliato già in atto, che vede l’impiego dei militari per le strade e una riforma del sistema sicurezza che rappresenta un’occasione mancata.
Non deve infine sfuggire come le lavoratrici e i lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa siano anagraficamente i più anziani d’Europa.

Democrazia in divisa! Nuove Relazioni sindacali.
Il sistema delle Relazioni Sindacali pensato in passato dev’essere rivisto, prevedendo una maggiore partecipazione dei sindacati al confronto sull’organizzazione del lavoro e sulla valorizzazione professionale, rafforzando il valore della contrattazione e superando la pratica degli atti unilaterali previsti al termine degli esami congiunti.
Occorre superare l’autoreferenzialità delle Amministrazioni inserendo forme certe di rispetto degli accordi e strumenti di controllo effettivi.
Si ritiene, inoltre, indispensabile realizzare un processo di rinnovamento del sistema che porti ad una piena democratizzazione delle Forze di Polizia, con la piena sindacalizzazione della Polizia di Stato e dei corpi militari, con l’istituzione delle RSU anche nel comparto sicurezza, con l’elezione dei RLS -mai attuata in alcune amministrazioni- e con un aggiornamento del sistema di rilevazione della rappresentatività.

Parte economica: chiarezza innanzitutto.
Il Governo deve preliminarmente chiarire quante e quali saranno le risorse che metterà sul tavolo. Deve impegnarsi a confermare le risorse già previste per il rinnovo contrattuale per il 2016 e il 2017 e a garantire che, con la prossima legge di bilancio, saranno stanziate ulteriori risorse finanziarie che consentano di definire incrementi contrattuali nel rispetto dell’accordo che prevede 85 euro mensili medi e garantiscano a tutto il personale la copertura di quanto percepito
precedentemente con il bonus di 80 euro, a prescindere dalla qualifica e dal ruolo.
È necessario però che il Governo riconosca il lavoro e l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa prevedendo risorse aggiuntive per la “specificità” e le attuali emergenze.
Tali risorse sono indispensabili per assicurare, dopo otto anni di blocco degli aumenti salariali, un congruo incremento degli stipendi e ad adeguare il salario accessorio.
Lo smisurato ricorso al lavoro straordinario, ormai da anni pari a circa il 7% della retribuzione complessiva, con una retribuzione effettiva inferiore a quella ordinaria, deve portare a un ripensamento dell’organizzazione del lavoro, con adeguati stanziamenti extracontrattuali. Per questo motivo servono risorse adeguate a garantire un aumento delle retribuzioni previste per il salario accessorio, partendo proprio dalla retribuzione oraria delle prestazioni di lavoro straordinario e passando poi a quanto previsto per l’indennità per servizi esterni, di presenza festiva, di presenza notturna e per il trattamento di missione.
Si ritiene necessario, inoltre, prevedere forme di valorizzazione, eventualmente anche con il sistema indennitario, degli operatori che svolgono servizio di prossimità alle diverse utenze ( prevenzione, sicurezza del territorio, sorveglianza dei detenuti ecc.).
Considerato che con l’avvento del sistema contributivo le pensioni del personale delle Forze di Polizia saranno sempre più basse nel tempo, il Governo deve impegnarsi ad avviare le procedure per l’istituzione della previdenza complementare per il personale che intenda accedervi su base volontaria, consentendo l’accesso ai fondi Perseo e Sirio, già previsti per il personale del resto del pubblico impiego.
Forme innovative riguardanti la previdenza sono oggi quanto mai necessarie, come l’eventuale passaggio volontario dal regime del TFS al TFR, facilità di accesso al pensionamento con 35 anni utili, sanare le disparità di trattamento con i corpi militari in materia di corsi di formazione, previsione del riscatti ai fini pensionistici dei periodi figurativi.
La specificità, tante volte enunciata, deve riempirsi di contenuti, per quanto riguardo l’applicabilità di norme generali che penalizzano eccessivamente le lavoratrici e i lavoratori in divisa.

Parte normativa: guardare al futuro.
Bisogna modificare l’impostazione della parte normativa del contratto, mettendo al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro del personale e la valorizzazione della sua professionalità. Per fare questo vanno introdotti nuovi strumenti per migliorare la formazione e le pari opportunità, come l’istituzione di comitato unico di garanzia dotato di un regolamento che ne disciplini il funzionamento, la mobilità, per superare eventuali carenze organiche e organizzative, di tutela legale e amministrativa, di conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi attraverso misure concrete per la salute e il benessere, con particolare attenzione allo stress lavoro correlato, per il sostegno alla famiglia, alla maternità e alla paternità.
Ogni intervento normativo dovrà costituire la base solida e lungimirante degli Accordi Quadro di Amministrazione che seguiranno al contratto.
Il Governo dovrà impegnarsi, inoltre, ad adeguare ai tempi i regolamenti di servizio, il sistema di valutazione del personale e quello delle sanzioni disciplinari vigente nei vari Corpi di Polizia, al fine di garantire maggiori tutele per la difesa.

Roma, 11 settembre 2017

FP CGIL                       SILP CGIL

Contratto del comparto Sicurezza e Difesa 2016/2018

L’ultimo contratto del Comparto Sicurezza e Difesa risale al 2007, per effetto del blocco della contrattazione del 2010. Tale blocco non è stato rivisto dai governi succedutisi nel tempo ed è stato rimosso soltanto nel 2015 con la spinta sindacale, fino a giungere alla sentenza della Corte Costituzionale.
Oggi è necessario aprire un confronto serrato che porti, nel minor tempo possibile, al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa.
Riteniamo tuttavia che la divisione del Comparto tra Sicurezza e Difesa, oggi anacronisticamente in un unico Comparto, sia necessaria per meglio definire competenze e professionalità di lavoratrici e lavoratori.
Riteniamo indispensabile partire dall’accordo sottoscritto dal Governo e dalle parti sindacali lo scorso 30 novembre e dalle linee guida che caratterizzano quell’intesa.
In tal senso bisogna definire un percorso che tenda a valorizzare l’alta professionalità del personale che opera nel settore e a costruire un progetto innovativo finalizzato a migliorare la qualità del lavoro e garantire un sistema di sicurezza del Paese in grado di fronteggiare le grandi sfide del nostro tempo: sicurezza e legalità nella nostra società, minaccia terroristica, gestione dell’immigrazione, salvaguardia del territorio, giustizia sociale.
Per raggiungere tale obiettivo è necessario rinnovare il contratto di lavoro, rivedendo il sistema delle relazioni sindacali al fine di completare il percorso avviato con il decreto legislativo 195, attuare la piena sindacalizzazione del comparto, stanziare le risorse necessarie a garantire retribuzioni adeguate, ampliare il sistema delle tutele, dando la possibilità ai lavoratori del settore di accedere alla copertura assicurativa prevista dall’Inail,mantenendo l’attuale regime previsto per il  riconoscimento della causa di servizio, e avviare un percorso che consenta di accedere alla previdenza complementare anche in questo settore come nel resto del pubblico impiego.
Oggi la Parte Pubblica si trova dinanzi a rappresentanze dei lavoratori sbilanciate sul modello militare: una forma inaccettabile di compressione culminata con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, “civile per natura”, nell’Arma dei Carabinieri, Forza Armata. Queste dinamiche riflettono il percorso sbagliato già in atto, che vede l’impiego dei militari per le strade e una riforma del sistema sicurezza che rappresenta un’occasione mancata.
Non deve infine sfuggire come le lavoratrici e i lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa siano anagraficamente i più anziani d’Europa.

Democrazia in divisa! Nuove Relazioni sindacali.
Il sistema delle Relazioni Sindacali pensato in passato dev’essere rivisto, prevedendo una maggiore partecipazione dei sindacati al confronto sull’organizzazione del lavoro e sulla valorizzazione professionale, rafforzando il valore della contrattazione e superando la pratica degli atti unilaterali previsti al termine degli esami congiunti.
Occorre superare l’autoreferenzialità delle Amministrazioni inserendo forme certe di rispetto degli accordi e strumenti di controllo effettivi.
Si ritiene, inoltre, indispensabile realizzare un processo di rinnovamento del sistema che porti ad una piena democratizzazione delle Forze di Polizia, con la piena sindacalizzazione della Polizia di Stato e dei corpi militari, con l’istituzione delle RSU anche nel comparto sicurezza, con l’elezione dei RLS -mai attuata in alcune amministrazioni- e con un aggiornamento del sistema di rilevazione della rappresentatività.

Parte economica: chiarezza innanzitutto.
Il Governo deve preliminarmente chiarire quante e quali saranno le risorse che metterà sul tavolo. Deve impegnarsi a confermare le risorse già previste per il rinnovo contrattuale per il 2016 e il 2017 e a garantire che, con la prossima legge di bilancio, saranno stanziate ulteriori risorse finanziarie che consentano di definire incrementi contrattuali nel rispetto dell’accordo che prevede 85 euro mensili medi e garantiscano a tutto il personale la copertura di quanto percepito
precedentemente con il bonus di 80 euro, a prescindere dalla qualifica e dal ruolo.
È necessario però che il Governo riconosca il lavoro e l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa prevedendo risorse aggiuntive per la “specificità” e le attuali emergenze.
Tali risorse sono indispensabili per assicurare, dopo otto anni di blocco degli aumenti salariali, un congruo incremento degli stipendi e ad adeguare il salario accessorio.
Lo smisurato ricorso al lavoro straordinario, ormai da anni pari a circa il 7% della retribuzione complessiva, con una retribuzione effettiva inferiore a quella ordinaria, deve portare a un ripensamento dell’organizzazione del lavoro, con adeguati stanziamenti extracontrattuali. Per questo motivo servono risorse adeguate a garantire un aumento delle retribuzioni previste per il salario accessorio, partendo proprio dalla retribuzione oraria delle prestazioni di lavoro straordinario e passando poi a quanto previsto per l’indennità per servizi esterni, di presenza festiva, di presenza notturna e per il trattamento di missione.
Si ritiene necessario, inoltre, prevedere forme di valorizzazione, eventualmente anche con il sistema indennitario, degli operatori che svolgono servizio di prossimità alle diverse utenze ( prevenzione, sicurezza del territorio, sorveglianza dei detenuti ecc.).
Considerato che con l’avvento del sistema contributivo le pensioni del personale delle Forze di Polizia saranno sempre più basse nel tempo, il Governo deve impegnarsi ad avviare le procedure per l’istituzione della previdenza complementare per il personale che intenda accedervi su base volontaria, consentendo l’accesso ai fondi Perseo e Sirio, già previsti per il personale del resto del pubblico impiego.
Forme innovative riguardanti la previdenza sono oggi quanto mai necessarie, come l’eventuale passaggio volontario dal regime del TFS al TFR, facilità di accesso al pensionamento con 35 anni utili, sanare le disparità di trattamento con i corpi militari in materia di corsi di formazione, previsione del riscatti ai fini pensionistici dei periodi figurativi.
La specificità, tante volte enunciata, deve riempirsi di contenuti, per quanto riguardo l’applicabilità di norme generali che penalizzano eccessivamente le lavoratrici e i lavoratori in divisa.

Parte normativa: guardare al futuro.
Bisogna modificare l’impostazione della parte normativa del contratto, mettendo al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro del personale e la valorizzazione della sua professionalità. Per fare questo vanno introdotti nuovi strumenti per migliorare la formazione e le pari opportunità, come l’istituzione di comitato unico di garanzia dotato di un regolamento che ne disciplini il funzionamento, la mobilità, per superare eventuali carenze organiche e organizzative, di tutela legale e amministrativa, di conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi attraverso misure concrete per la salute e il benessere, con particolare attenzione allo stress lavoro correlato, per il sostegno alla famiglia, alla maternità e alla paternità.
Ogni intervento normativo dovrà costituire la base solida e lungimirante degli Accordi Quadro di Amministrazione che seguiranno al contratto.
Il Governo dovrà impegnarsi, inoltre, ad adeguare ai tempi i regolamenti di servizio, il sistema di valutazione del personale e quello delle sanzioni disciplinari vigente nei vari Corpi di Polizia, al fine di garantire maggiori tutele per la difesa.

Roma, 11 settembre 2017

FP CGIL                       SILP CGIL

Arrivano le prime assunzioni volute ed ottenute dalla Fp Cgil per i profili tecnici civili della difesa, unitamente ad altre amministrative della terza area. Un primo grande risultato tangibile raggiunto, in attesa della pianificazione più generale concordata con il vertice politico del dicastero della difesa.

Insostenibile la situazione per lavoratrici e lavoratori al Comando di Sassari. E’ sciopero provinciale.
Le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco di Sassari FNS CISL,UIL PA VVF, CGIL FP VVF, CONAPO e CONFSALVVF unitariamente, hanno proclamato per il 15 Settembre 2017 una giornata di sciopero Provinciale, le cui principali motivazioni nel comunicato unitario allegato.


Palermo, 10 settembre – Quarto e ultimo giorno di ‘#EffePiù, il Lavoro in Piazza’, le Giornate nazionali dei Servizi Pubblici promosse dalla Funzione Pubblica Cgil a Palermo. Salute come bene pubblico è il tema di oggi che parte però guardando ai bambini. In piazza Verdi, introno al teatro Massimo, ci saranno attività, intrattenimento e giochi per i più piccoli con ‘La città ideale, beni pubblici a misura di bambino’ .
Pompieropoli, l’educazione stradale, uno spazio asilo e altro ancora sono le inziative promosse dalla Fp Cgil e rivolte alle bambine e ai bambini.

Nel pomeriggio, in piazza Verdi sul palco della kermesse promossa dalla categoria dei lavoratori pubblici della Cgil, alle 17.30 la presentazione del libro di Gaetano Savatteri dal titolo ‘Non c’è più la Sicilia di una volta’. A seguire, alle ore 18.30, sempre sul palco centrale, il dibattito ‘Salute, Bene Pubblico’ con Gaetano Agliozzo, segretario generale Fp Cgil Sicilia; Renzo Alessi, comitato di settore comparto Sanità; Giovanni Cammuca, segretario generale Fp Cgil Palermo; Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo; Baldo Gucciardi, assessore Sanità Regione Sicilia; Michele Pagliaro, segretario generale Cgil Sicilia; Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil Nazionale; coordinati da Antonio Fraschilla, giornalista de ‘La Repubblica’ di Palermo.
Chiudono la giornata, e le giornate nazionali #EffePiù 2017, i Modena City Ramblers con il concerto gratuito che si terrà sempre in piazza Verdi a partire dalle ore 21.30.

Fp Cgil: terza giornata di #EffePiù a Palermo, al centro tema accoglienza
Dibattito con Nicolini, Amendola e Sorrentino. In serata concerto degli Almamegretta


Palermo, 9 settembre – “Accoglienza e cittadinanza: i diritti non hanno confini”. Intorno a questo tema si sviluppa la terza giornata di ‘#EffePiù, il Lavoro in Piazza’, le Giornate nazionali dei Servizi Pubblici promosse dalla Funzione Pubblica Cgil Nazionale, partite giovedì scorso e che si chiuderanno domani a Palermo nella cornice di piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo.

Il programma della kermesse promossa dalla categoria dei lavoratori pubblici della Cgil prevede per oggi alle ore 10, al Teatro Massimo, una discussione sul ‘Come cambia la Pubblica Amministrazione’ con la ricercatrice in Economia alla Sciences Po di Parigi, Marta Fana; il segretario confederale della Cgil, Franco Martini; il direttore della Fondazione Adapt, Francesco Seghezzi; coordinati dal giornalista, Massimo Franchi.

Nel pomeriggio si apre il capitolo sul tema immigrazione. Prima un’assemblea dei lavoratori impegnati nel sistema accoglienza, a seguire alle 18.30 sul palco di piazza Verdi un dibattito dal titolo ‘Accoglienza e Cittadinanza: i diritti non hanno confini’ con il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola; il portavoce di Emergency, Andrea Bellardinelli; l’ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini; la segretaria generale del Psi, Rosa Pavanelli; la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino; coordinati da Massimo Franchi.

In serata, in chiusura, concerto gratuito in piazza Verdi alle ore 21.30 degli Almamegretta, lo storico gruppo campano punta della scena dub internazionale, tappa siciliana per l’ “Enne Enne Dub Tour”.

Domani quarta e ultima giornata di EffePiù dedicata al tema salute, si chiude con il concerto dei Modena City Ramblers.

Nota di sollecito del Comando Provinciale di Brindisi ai vertici su criterio di assegnazione 12 vetture fiat doblò,   già inviata in data 17/8/2017.


Al Presidente INPS
Prof. Tito Boeri
Al Direttore Generale INPS
Dott.ssa Gabriella Di Michele
Al Direttore Centrale DCRU
Dott. Giovanni Di Monde

Oggetto: Richiesta tavolo di confronto – incentivo 2016.

In relazione alle criticità riscontrate in merito alla mancata erogazione del saldo dei compensi incentivanti riferiti all’anno 2016, ed anche alla luce dell’incontro avvenuto con il Presidente del CIV in data 6 settembre u.s., le scriventi Organizzazioni Sindacali ritengono necessaria la convocazione di un tavolo di confronto che definisca,con la massima urgenza, la problematica in argomento.

FP CGIL/INPS                                       CISL FP/INPS
Matteo Ariano                                      Paolo Scilinguo

Seconda giornata delle Giornate dei Servizi Pubblici, oggi al centro ambiente e cultura con la leader della Cgil. In serata in piazza Verdi concerto della trombettista e cantante siciliano. Domani si discute di accoglienza e poi concerto degli Almamegretta.

Palermo, 8 settembreSusanna Camusso, Leoluca Orlando, Fabrizio Barca e in serata il concerto di Roy Paci & Aretuska. Sono alcuni dei protagonisti della seconda giornata di ‘#EffePiù, il Lavoro in Piazza’, le Giornate nazionali dei Servizi Pubblici promosse dalla Funzione Pubblica Cgil Nazionale, partite ieri a Palermo e fino a domenica nella cornice di piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo.

Giornata dedicata ai temi ambiente e cultura. In apertura, all’interno del Teatro Massimo, assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’igiene ambientale: in vista c’è il rinnovo delle rappresentanza sindacali in programma il 25 e il 26 ottobre. Nel pomeriggio invece assemblea sul tema cultura – nella città che sarà capitale della italiana della cultura il prossimo anno – e a seguire, sullo stesso tema, un dibattito in piazza (nel caso di pioggia all’interno del Teatro Massimo) in programma alle ore 17.30. ‘La Cultura Bene Pubblico’, questo il titolo della discussione che vedrà confrontarsi Fabrizio Barca, economista; Maria Pia Guermandi, coordinatrice di Emergenza Cultura; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo; Massimo Osanna, soprintendente area archeologica Pompei; e Susanna Camusso, segretaria generale Cgil. A coordinare la discussione Massimo Franchi, giornalista de ‘il manifesto’. Il dibattito sarà trasmesso in diretta audio e video su www.radioarticolo1.it.

In serata, alle ore 21.30, concerto gratuito sempre in piazza Verdi di Roy Paci & Aretuska. Il trombettista e la sua band presenteranno, oltre al suo classsico repertorio, in anteprima le canzoni di ‘Valelapena’, il nuovo album in uscita a fine mese, anticipato dai singoli ‘Tira’ e ‘Revolution’.

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