Alle scriventi OO.SS. viene rappresentato dai rispettivi responsabili Territoriali di Brindisi, con nota che si allega, un gravissimo episodio messo in atto dalla Dirigenza Amministrativa della Procura della Repubblica di Brindisi.
La predetta Dirigenza a seguito dell’emanazione di un ordine di servizio del 15.6.2017, che si allega, disponeva la riorganizzazione delle segreterie e dei servizi del proprio Ufficio con decorrenza dal 19 giugno u.s. Prontamente le OO.SS. territoriali e la RSU locale competente, su sollecitazione del personale tutto interessato dal provvedimento, contestavano nel merito e nel metodo lo stesso chiedendone tra l’altro la sospensione dell’efficacia.
Cosa gravissima è stato il rifiuto (…..preghiera a non effettuare riunioni ed assemblee) della Dirigenza nel concedere lo svolgimento di un’assemblea del Personale richiesta dalla RSU locale nei modi e nei termini contrattuali (si allega richiesta con contestuale provvedimento in calce) per cui si richiede un immediato e pronto intervento delle SS.LL.
Le scriventi OO.SS. rimarcano la necessità da parte delle SS.LL. di informare e formare la propria Dirigenza sul territorio su quali sono le basilari ed elementari regole delle relazioni sindacali al fine non solo di rendere efficace e produttivo il servizio Giustizia, ma anche e soprattutto per mantenere sereno l’ambiente di lavoro, già fortemente surriscaldato dalle tante problematiche che a livello nazionale, con il continuo, leale, corretto e trasparente confronto stiamo cercando di risolvere.
Non riscontrando alcun intervento da parte delle SS.LL. le scriventi, ritenendo l’accaduto un precedente gravissimo, intraprenderanno ogni azione a tutela della prerogativa sindacale.
FP CGIL CISL FP UILPA
Amina D’orazio Eugenio Marra Domenico Amoroso
Circolare del Ministero con Protocollo nr: 38975 – del 03/07/2017 – DCRISUM –
Roma, 30 giugno 2017
Prot.CM002/17
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse
Dott. P. Buffa
ROMA
E,p.c.
Al Provveditore A.P.
Regione Sardegna
C A G L I A R I
All’Ufficio per le Relazioni Sindacali DAP
Dssa P. Conte
Oggetto: Personale Comparto ministeri – articolazione orario di lavoro
Siamo venuti a conoscenza che il Provveditore regionale della Sardegna disconoscendo, evidentemente, le norme contrattuali che regolano l’articolazione dell’orario di lavoro per il personale del comparto ministeri con le sue diverse tipologie e, disconoscendo altresì gli accordi che nel merito sono stati siglati nelle sedi di lavoro di cui è territorialmente competente, ha diramato il 26 febbraio 2016 una specifica disposizione con la quale invita i Direttori degli istituti penitenziari della Sardegna ad uniformare l’articolazione dell’orario di lavoro indicandone nello specifico due tipologie : su sei giorni settimanali o su cinque giornate più due rientri settimanali .
Tale disposizione , di fatto, ha annullato altre tipologie di orario di lavoro concordate tra le parti a seguito di accordi sottoscritti nelle sedi di contrattazione, come prevede la norma pattizia di riferimento (CCNL e CCNI Giustizia art.14), e ha comportato gravi disagi a quei lavoratori che per documentati motivi svolgevano, come da accordo, una articolazione dell’orario di lavoro diversa da quelle indicate dal provveditore.
Avverso tale provvedimento non possiamo che esprimere forte contrarietà, nel merito e nel metodo: evidente é la violazione degli accordi in specie, siglati tra le parti; evidente è il comportamento lesivo non solo delle prerogative sindacali e quindi delle normali relazioni sindacali ma anche lesivo ai diritti dei lavoratori.
Pertanto al fine di dirimere la problematica evidenziata, chiediamo con urgenza un intervento di codesta Direzione generale riservandoci di adottare ulteriori iniziative di prerogativa sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori.
Distinti saluti
La coordinatrice nazionale
F/to Lina Lamonica
Segnalazione gravi inadempienze del Dirigente del Comando VVF BARI – nota unitaria e precedente nota del 19 giugno 2017
Coordinamenti e Segreterie Regionali Vigili del Fuoco Marche
Siamo venuti a conoscenza da indiscrezioni ricevute da alcuni rappresentanti politici regionali, che la Regione Marche, quest’anno non intende rinnovare appieno la convenzione boschiva così come fatto fino all’anno scorso.
Infatti, accampando scuse di bilancio, come se non sapessero che è competenza da sempre della Regione predisporre le azioni volte allo spegnimento degli incendi boschivi, ci ritroviamo a fine Giugno con la metà dei fondi necessari.
Addirittura sembra vogliano prospettarci una doppia convenzione, una da metà Luglio fino a fine Luglio, ed una da firmare non si sa quando, per Agosto.
Cgil – Cisl – Uil Vigili del Fuoco sono preoccupati da tanta impreparazione e leggerezza, leggerezza che rischia di mettere in pericolo vite umane.
Noi Organizzazioni sindacali affermiamo in maniera chiara che non è accettabile giocare sulla sicurezza dei cittadini e sul periodo di copertura della campagna incendi boschivi senza tenere in considerazione la situazione climatica attuale, e gli incendi avvenuti qualche giorno fa sia nella zona Anconetana, così come nella zona Maceratese, dove abbiamo scampato per pochissimo l’incendio di un bosco.
Questo atteggiamento dimostra che la Regione vuole giocare alla Roulette!
Cgil – Cisl – Uil Vigili del Fuoco affermano con forza che non è possibile firmare due convenzioni separatamente, senza avere certezza dell’impegno della Regione nella copertura di tutto il periodo estivo.
Noi Vigili del Fuoco siamo impegnati ancora nelle operazioni di soccorso relative ai danni prodotti dal sisma, e di conseguenza non possiamo pensare di gestire una campagna boschiva 2017 senza sicurezze su quello che la Regione vorrà fare.
Il presidente Cerescioli prenda coraggio, e dica seriamente cosa vuole dai Vigili del Fuoco, è vergognoso che ogni anno, mercanteggino al ribasso , un obbligo che è di loro competenza:
Presidente, ha il coraggio di dire che non vuole i Vigili del Fuoco? Si assuma le sue responsabilità, e non si nasconda dietro falsi problemi di bilancio, come fosse la prima volta ….
Non ci crediamo più, così perde completamente la nostra fiducia.
Faccia come crede, ma noi non ci lasciamo trattare così, e le diciamo subito, NON CI STIAMO:così non si può fare!
Ai cittadini diciamo, attenzione, se quest’estate ci saranno incendi boschivi, preparatevi al peggio, perché non solo non c’è più il Corpo Forestale dello Stato, ma anche perché noi VF saremo a presidio delle abitazioni nelle zone di interfaccia, e non potremo intervenire direttamente nello spegnimento degli incendi boschivi! Auguriamoci che non si verifichi quanto accaduto il 17 Giugno in Portogallo.
FP-Cgil VVF FNS Cisl Uil PA VVF
Renato Ripanti William Berrè Rocco Tirabasso
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23.06.2017
VVF: Marche – Comunicato stampa problematiche AIB e soccorso

Dichiarazione dello stato d’agitazione di categoria.
Richiesta attivazione procedura di raffreddamento ai sensi della Legge 146/90 e successive modifiche.

Lettera denuncia a tutti i vertici – 3 luglio 2017
L’episodio avvenuto presso la sede di Torino la scorsa settimana evidenzia in tutta la sua drammatica tragicità la situazione che l’Inps sta vivendo.
La signora che si è data fuoco era evidentemente esasperata dalla sua situazione personale, ma sia ben chiaro che i colleghi non possano essere ritenuti in alcun modo responsabili dell’avvenuto. Come al solito, giornalisti poco attenti hanno superficialmente scritto che la pratica era ferma da mesi per un “cavillo” burocratico, facendo finta di non sapere – o, peggio, non informandosi sul fatto – che una pratica amministrativa non può essere chiusa dal dipendente se questi non ha tutti gli elementi previsti dalla normativa, a meno di non assumersi responsabilità disciplinari e contabili.
Quanto ai tempi di attesa, evidenziamo ancora una volta che, vista l’emorragia di dipendenti e l’aumento di competenze, i carichi di lavoro sul personale in servizio sono oramai divenuti insostenibili.
Ci chiediamo cos’altro sia necessario perché si prendano i necessari provvedimenti a tutela dei dipendenti? E se quella signora, anziché buttare alcool addosso a sé, lo avesse gettato su qualche collega?
Ci risulta che il Presidente Boeri abbia personalmente telefonato ai colleghi coinvolti per esprimere loro la propria solidarietà. Bene ha fatto, ma farebbe ancora meglio a prendere posizione pubblicamente a tutela dei lavoratori dell’Istituto, evidenziandone le difficoltà e chiedendo al Governo di far assumere il personale necessario per garantire ai cittadini quanto loro dovuto.
Domani, quindi, tutti in piazza del Pantheon dalle ore 10, per rivendicare la dignità dei lavoratori dell’Inps.
Roma, 3 luglio 2017
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
COMUNICATO STAMPA FP CGIL – CISL FP – UIL PA
Pa: Cgil Cisl Uil, difendere Inps, domani presidio a Roma
In contemporanea con relazione Boeri, sit in in piazza del Pantheon
Roma, 3 luglio 2017
“A difesa dell’Inps: meno consulenti, più dipendenti“. Dietro queste parole Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa promuovono per domani (martedì 4 luglio) a Roma un presidio in piazza del Pantheon a partire dalle ore 10 in contemporanea con la relazione annuale del presidente dell’Inps, Tito Boeri, a Montecitorio.
Un’occasione, spiegano le categorie di Cgil, Cisl e Uil, “dove evidenzieremo numeri e fatti che non ci tornano: dal personale, che continua a ridursi drasticamente a fronte di un aumento dei carichi di lavoro, alla gestione patrimoniale; dalla riorganizzazione dell’Inps, di cui non abbiamo più notizie, allo stato della contrattazione, tuttora bloccata”. Al presidio, oltre ai lavoratori e alle lavoratrici, “prenderanno parte anche i componenti del Civ dell’Inps che hanno bocciato il bilancio dell’Istituto, cosa mai accaduta sinora”.
Un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, “per rivendicare la funzione sociale che ancora continuano a svolgere con abnegazione, nonostante tutto”. Per queste ragioni Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa saranno martedì 4 luglio in piazza del Pantheon a Roma, “per gridare con forza che vogliamo un’Inps in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e di tutelare i propri lavoratori”.
La prima notizia è il rinvio della data di scadenza del bando di mobilità al 24 luglio. La seconda è che sui punti controversi di applicazione dell’accordo c’è stato un primo chiarimento. Nel cui ambito abbiamo evidenziato le numerose criticità che ci sonostate segnalate in questi giorni e sulle quali abbiamo chiesto puntualmente riscontro. Le elenchiamo:
– il mancato spacchettamento delle Soprintendenze che, a differenza dei Poli Museali, non vedono identificato il fabbisogno per sede:
– i numeri bizzarri che abbiamo riscontrato in molte distribuzioni all’interno degli spacchettamenti operati nei Poli;
– la mancata chiarezza sul fatto che il 70% di mantenimento degli organici per profilo rispetto alla previsione teorica sia esclusivamente riferito all’organico di Ufficio e non all’organico per sede;
– la mancata previsione esplicita del diritto di rinuncia, appena accennata nel bando;
– il mancato inserimento della possibilità di fare domanda nei casi di unica previsione nell’organico teorico di determinati profili;
– l’inopinata stabilizzazione, ad insaputa dei lavoratori interessati, delle assegnazioni operate su base provvisoria;
– la difficoltà ad inserire nella domanda titoli autocertificati oltre al documento di identità, nonché l’impossibilità di inserire nel format l’istanza verso sedi già coperte.
Queste sono solo le principali, e al riguardo ci appaiono poco accettabilile solite criticità che riscontriamo nei rapporti interni alle varie istanze gerarchiche dell’amministrazione. Noi abbiamo semplicementefatto presente che l’accordo impegna l’amministrazione alla sua corretta applicazione, anche perché ci tocca assistere al solito scarica barile per cui sui tavoli locali viene addossata la responsabilità ai vertici nazionali e viceversa. Non è decoroso e soprattutto non è accettabile.
Nelle more di questi doverosi chiarimenti ci assumiamo il compito di segnalare le criticità che via via emergono, per aiutarvi vogliamo sottolineare alcuni principi contenuti nell’accordo:
– il riferimento è sempre l’organico teorico così come delineato dal DM 16 settembre 2016. Quindi ogni raffronto tra eccedenze e carenze deve essere fatto in rapporto a quel DM;
– il diritto di rinuncia è previsto dall’accordo e come tale può essere esercitato dal lavoratore
– la percentuale di riferimento per verificare le possibilità di uscita è sempre calcolata sull’organico di Istituto;
– la ripartizione per sedi di destinazione è una condizione ad esclusiva garanzia del lavoratore: in caso contrario l’assegnazione alla sede diventerebbe facoltà discrezionale dei dirigenti in riferimento agli ambiti territoriali di competenza;
– la scelta della destinazione è unica, ma all’esito della mobilità sarà possibile verificare, previa sussistenza della vacanza in organico negli Istituti di destinazione una ulteriore rimodulazione delle istanze di mobilità presentate;
– le assegnazioni provvisorie devono essere considerate tali ed il lavoratore partecipa alla istanza di mobilità partendo dal luogo di lavoro ove era assegnato precedentemente alle assegnazioni provvisorie
Pertanto occorre sempre fare riferimento all’Accordo sottoscritto a settembre scorso dove troverete il testo dell’accordo ed il nostro commento.
Restiamo pertanto in attesa di vostre segnalazioni, possibilmente ispirate a questi parametri.
La vicenda del Piemonte
All’ordine del giorno c’era anche l’informativa su la questione della cessione al Consorzio della Venaria Reale del Castello di Moncalierie del Complesso Monumentale di Agliè, attualmente assegnati al Polo Regionale del Piemonte. Su questo punto abbiamo ricevuto una informazione scarna, che in sostanza nega che sia in fase di attuazione questo passaggio, che invece sarebbe solo una ipotesi di studio da parte dell’Amministrazione.
A noi parrebbe invece una ipotesi in uno stadio molto avanzato di realizzazione, e invece non appaiono per nulla rassicuranti le informazioni ricevute.
In ognicaso abbiamo ribadito tutta la nostra ferma contrarietà a questa operazione ed abbiamo richiamato i contenuti del documento unitario elaborato a livello territoriale, che riassume benissimo i termini della vicenda: la cessione di questi siti al Consorzio rappresenta di fatto un colpo mortale al progetto culturale alla base dell’istituzione di quel Polo regionale, oltre che una inaccettabile cessione di sovranità pubblica di luoghi di primaria importanza della gestione statale del nostro patrimonio. Quindi noi manterremo ogni utile iniziativa di contrasto e sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro questo gravissimo precedente.
Istituite le Commissioni Tecniche paritetiche su progressioni economiche e passaggi di area.
Infine abbiamo concordato l’istituzione di queste due Commissioni Tecniche: la prima dovrà concludere i suoi lavori entro la fine del mese, in modo da consentire la realizzazione entro l’anno delle procedure connesse alle nuove progressioni economiche, la seconda avrà un po’ più di tempo e dovrà verificare i criteri rispetto all’emanazione dei bandi in attuazione della norma inserita nel nuovo Testo Unico. Sulla genesi di questa norma ci sono pervenute delle critiche da parte di uno studio legale impegnato in una delle numerose vertenze giudiziarie avanzate dai lavoratori interessati. Non è nostra abitudine polemizzare con legali: ciascuno fa il suo mestiere e quello dell’avvocato è una attività molto diversa dalla nostra. Solo su un punto replichiamo doverosamente: non è affatto vero che noi, ma anche le altre OO.SS., siamo mai stati coinvolti nella scrittura di questa norma preventivamente: la stessa discende unicamente dai pareri dati dalle Commissioni Permanenti allo schema di decreto legislativo, come abbiamo già avuto modo di comunicare. Quindi questa affermazione non corrisponde al vero e non ci pare corretto attribuirci azioni mai fatte.
Su tutto quanto sopra esposto vi terremo tempestivamente aggiornati.
Roma, 4 luglio 2017
FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni
Roma, 30 giugno 2017
Prot.CM002/17
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse
Dott. P. Buffa
ROMA
E,p.c.
Al Provveditore A.P.
Regione Sardegna
C A G L I A R I
All’Ufficio per le Relazioni Sindacali DAP
Dssa P. Conte
Oggetto: Personale Comparto ministeri – articolazione orario di lavoro
Siamo venuti a conoscenza che il Provveditore regionale della Sardegna disconoscendo, evidentemente, le norme contrattuali che regolano l’articolazione dell’orario di lavoro per il personale del comparto ministeri con le sue diverse tipologie e, disconoscendo altresì gli accordi che nel merito sono stati siglati nelle sedi di lavoro di cui è territorialmente competente, ha diramato il 26 febbraio 2016 una specifica disposizione con la quale invita i Direttori degli istituti penitenziari della Sardegna ad uniformare l’articolazione dell’orario di lavoro indicandone nello specifico due tipologie : su sei giorni settimanali o su cinque giornate più due rientri settimanali .
Tale disposizione , di fatto, ha annullato altre tipologie di orario di lavoro concordate tra le parti a seguito di accordi sottoscritti nelle sedi di contrattazione, come prevede la norma pattizia di riferimento (CCNL e CCNI Giustizia art.14), e ha comportato gravi disagi a quei lavoratori che per documentati motivi svolgevano, come da accordo, una articolazione dell’orario di lavoro diversa da quelle indicate dal provveditore.
Avverso tale provvedimento non possiamo che esprimere forte contrarietà, nel merito e nel metodo: evidente é la violazione degli accordi in specie, siglati tra le parti; evidente è il comportamento lesivo non solo delle prerogative sindacali e quindi delle normali relazioni sindacali ma anche lesivo ai diritti dei lavoratori.
Pertanto al fine di dirimere la problematica evidenziata, chiediamo con urgenza un intervento di codesta Direzione generale riservandoci di adottare ulteriori iniziative di prerogativa sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori.
La coordinatrice nazionale
F/to Lina Lamonica
Le scriventi OO.SS. intendono, con la presente, portare a Loro conoscenza una situazione che, se non adeguatamente contrastata, rischia di creare gravi danni all’economia del Paese e alla autonomia dell’Ente preposto al controllo della sicurezza aerea in Italia.
Infatti, nonostante il professor Vito Riggio, presidente dell’ENAC, abbia più volte ed in diverse sedi, espressa la sua ferma e motivata contrarietà ad uno strisciante processo volto a pervenire al cambio della natura giuridica dell’Ente, alcuni soggetti stanno profondendo immani sforzi per arrivare alla sua sostanziale privatizzazione.
Senza entrare, in questa sede, nel merito di eventuali profili di incompatibilità fra le diverse funzioni, istituzionali e non, svolte da alcuni dei richiamati soggetti, siamo profondamente convinti che il sottrarre al perimetro pubblico e quindi alla collettività l’ENAC, e le ingenti entrate, pari a svariate decine di milioni di Euro l’anno, che lo stesso incassa per conto dello Stato a titolo di tariffe per servizi di varia natura, significa, ad avviso delle scriventi, affidare progressivamente, ed in maniera irreversibile, a soggetti privati, sia al centro che sul territorio nazionale, competenze e funzioni di estrema rilevanza e delicatezza.
Competenze e funzioni che, in questo momento, secondo la normativa vigente, la regolazione, la vigilanza ed il controllo del trasporto aereo in Italia, sono in capo ad una pubblica amministrazione la quale, proprio per tale sua veste, risponde integralmente ed esclusivamente agli interessi della collettività nella più ampia accezione del termine.
Utilizzare le reali difficoltà connesse all’assunzione di nuovo personale, indispensabile per assolvere ai numerosi compiti di istituto, appare solo una rozza strumentalizzazione indirizzata a raggiungere finalità non dichiarate.
Anziché agire in modo trasparente, si preferisce intraprendere improbabili percorsi volti a sottrarre al legislatore una sua esclusiva competenza.
Per tutto quanto sopra, Signori Ministri, chiediamo il Loro immediato intervento per ripristinare il dovuto, corretto riguardo degli interessi esclusivi della collettività che passa, in primis, attraverso il rispetto dei ruoli propri delle istituzioni. Andranno, quindi, evitati colpi di mano estivi forieri solo di pesante contenzioso, inevitabile a fronte di scelte non caratterizzate dalla massima trasparenza, comprensibilità, condivisione e coinvolgimento di quanti hanno a cuore solo ed esclusivamente l’ottimale funzionamento dell’ENAC.
F.to F.to F.to F.to F.to
FP– CGIL FIT-CISL UIL–PA FLP-S.T. USB-PI S.
Chiaramonte S. Ingrassia E. M. Ponti M. Carlomagno D. Mencarelli
Roma, 3 luglio 2017