In data 22 Giugno 2017 presso la sede del Comando di Perugia è avvenuta la prevista conciliazione per lo stato di agitazione dichiarato unitariamente dalle OO.SS. Regionali FP.CGIL, UIL. VVF., CONFSAL VVF., CONAPO, CISAL, USB. VVF..
(documentazione del 20 giugno – comunicati e altro)

Coordinatore Nazionale FP CGIL VVF
Mauro GIULIANELLA


Comunicato unitario del 27/06/2017 – Vertenza fisco – Richiesta urgente incontro

Roma, 28 giugno 2017

All’Avv. Ernesto Maria Ruffini

Oggetto:Vertenza fisco – Richiesta urgente incontro

Le scriventi OO.SS. esprimono le più sentite felicitazioni per il prestigioso e strategico incarico di Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Il ruolo che la S.V. si accinge a ricoprire, è tanto più significativo, alla luce delle complesse problematiche che investono i circa 40.000 lavoratori dell’Agenzia, che hanno costretto le OO.SS. nazionali ad aprire una vera e propria “Vertenza Fisco”.
La gravità della situazione è tale che, in assenza di positive soluzioni, le Scriventi hanno già formalmente preannunciato all’Autorità politica un inasprimento delle iniziative di lotta, non escludendo una prima giornata di sciopero.
Cio nonostante,le Scriventi, per estremo senso di responsabilità , non avevano comunque interrotto l’interlocuzione con il Capo del personale dell’Agenzia delle Entrate, che, invece, proprio in data odierna e per l’ennesima volta, ha mostrato un atteggiamento di chiusura e di scarsa considerazione nei confronti del personale e delle OO.SS. che lo rappresentano.
Tale situazione ha costretto le Scriventi ad interrompere ogni confronto con l’Agenzia, anche sul tema strategico del Piano aziendale 2017, propedeutico, come certamente noto, alla stipula della Convenzione con il MEF.
Per quanto sopra, si richiede un urgente incontro, finalizzato alla risoluzione di tutte le problematiche di cui sia l’Autorità politica, sia l’Agenzia, sono a conoscenza.
Cordiali saluti.

FP CGIL
Boldorini
CISL FP
Silveri
UIL PA
Cavallaro
CONFSAL/SALFI
Callipo
Sempreboni
Sparacino
FLP
Cefalo
Patricelli

Sulla G.U del 24 giugno 2017 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n.98 “Razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprieta’ di autoveicoli,motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico, ai sensi dell’articolo 8 comma 1, lettera d), della legge 7 agosto 2015, n. 124”. (17G00105)

Il provvedimento entra in vigore il 24/07/2017 secondo quanto previsto dall’art. 7

Le scriventi OO.SS confermano una valutazione complessivamente negativa nei confronti dell’impianto del decreto che il Governo ha ritenuto di consolidare, ignorando anche i rilievi mossi da alcune Commissioni parlamentari competenti.

E’ stato, infatti, ribadito il sostanziale accentramento in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della gestione della procedura di rilascio del documento unico (la carta di circolazione) e il conseguente potere di certificazione dal 1 luglio 2018.

E’ stato chiarito meglio il ruolo giuridico degli Uffici ACI PRA, ancorandolo esplicitamente alla disciplina contenuta nel Codice Civile e nelle leggi speciali d’Istituto, ma si è intervenuti sulle procedure di presentazione delle istanze (anche di ipoteche e privilegi) sempre nello stesso senso, prevedendone la presentazione anche per il tramite degli UMC e degli STA.

Inoltre viene definito un nuovo assetto dei poteri di vigilanza sull’Ente che consiste,limitatamente alle attività del PRA, in un controllo da parte del MIT che si aggiunge a quello già previsto dalla normativa da parte del Ministero della Giustizia, mentre per tutte le altre attività la vigilanza è attribuita alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al di là di questi pochissimi punti chiari, per il resto, il decreto, che non offre nessuna semplificazione all’utenza, ha natura programmatica, rimandando a futuri decreti attuativi aspetti di rilievo che potrebbero incidere fortemente sia sulla qualità sia sull’efficienza del servizio pubblico erogato dagli uffici ACI, oltre che sul bilancio dell’Ente e, di conseguenza, sui lavoratori e le lavoratrici.Il più importante decreto attuativo (quello sulla tariffa) è rimandato ad Aprile 2018,termine peraltro non perentorio, essendo espressamente previsto che, comunque, il documento unico sarà emanato da luglio 2018, eventualmente a tariffe vigenti.

Non sfugge a nessuno come ogni determinazione futura – da quella sulla tariffa fino alle modalità di riversamento della stessa, come anche molti aspetti delle procedure – sia tutt’altroche indifferente per il mantenimento di un servizio considerato di eccellenza nel panorama delle PP.AA.

Da sottolineare anche che stranamente, al tavolo in cui si decideranno i contenuti del decreto sulla tariffa saranno presenti le Associazioni di Categoria delle Agenzie di consulenza private. Si ricorda che esse rappresentano interessi di parte e che da sempre hanno mostrato ostilità verso uno sportello pubblico, che opera di fatto come calmiere nel mercato e che, anche per questo, ha riscosso un crescente gradimento presso i cittadini .

Per queste ragioni come OO. SS. dobbiamo esercitare il nostro ruolo precipuo di difesa del lavoro, del servizio pubblico, dei numerosi progetti attivati a vantaggio della collettività e, in particolare, dell’utenza disagiata, delle professionalità qualificate con crescenti investimenti formativi che sono la garanzia di un servizio pubblico eccellente, caratterizzato da un alto livello di informatizzazione e di digitalizzazione dei processi amministrativi.

Intendiamo svolgere il nostro ruolo vigilando su tutte le fasi di attuazione del decreto,chiedendo a tal fine l’apertura di un tavolo di monitoraggio costante al quale partecipare per evi -tare che i contenuti dei decreti attuativi possano incidere negativamente sulla qualità del servizio e sul futuro dei lavoratori dell’Aci e per cercare di apportare modifiche che il governo potrebbe introdurre in base al comma 6 dell’art.8 della legge delega.

In assenza di risposte,o qualora non ci fossero adeguate garanzie per i lavoratori, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme legittime di mobilitazione sindacale, compreso lo sciopero se necessario, e qualsiasi iniziativa utile a raggiungere lo scopo suddetto.

Per ora abbiamo avuto solo una timida apertura da parte del Ministero ad un coinvolgimento generico delle OO. SS. in termini di semplice informazione, certamente un passo avanti rispetto al passato, ma non sufficiente a rassicurare i lavoratori.

Siamo consapevoli che la fase politica che sta attraversando il Paese è tra le più difficili rispetto al conseguimento di questo obiettivo, non essendoci alcuna certezza circa gli interlocutori istituzionali che avranno il potere effettivo di decidere in materia.

Detto ciò, e al di là delle condizioni politiche in cui ci troveremo ad agire, dopo aver premesso che il decreto, seppur insoddisfacente dal nostro punto di vista, è comunque ormai legge e che potrebbe, per il suo carattere programmatico, condurre a conseguenze minime oppure rilevanti a seconda di come vengono costruiti i decreti attuativi, siamo fermamente convinti che il nostro obiettivo ed impegno deve essere quello di incidere sostanzialmente in ogni passaggio nel quale sia ravvisabile un pericolo per le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e rispetto ai livelli quali- quantitativi di erogazione del servizio pubblico.

Roma, 26 giugno 2017

FP CGIL ACI
Derna Figliuolo
FP CISL ACI
Marco Semprini
UILPA ACI ACP
Paola Piccirilli

Di seguito, per opportuna conoscenza e diffusione, copia della nota inviata all’Amministrazione e relativa al diritto di riconoscimento delle tutele sociali previste dalla legge per il personale neo assunto.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIBACT

Nota su riconoscimento tutele sociali ai nuovi assunti

Roma, 28 giugno 2017

Al MIBACT

Sig.Capo di Gabinetto
prof.Giampaolo D’Andrea

Al Segretariato Generale
Sig. Segretario Generale
Arch. Pasqua Antonia Recchia

Direzione Generale Organizzazione
Sig. Direttore Generale
dr.ssa Marina Giuseppone

e,p.c.,: al CUG del MIBACT
LOROSEDI

Oggetto:Riconoscimento tutele sociali personale in via di assunzione.

Conriferimento all’oggetto la scrivente O.S. ritiene necessario un chiarimento circa le modalità con le quali codesta Amministrazione intende trattare le condizioni di tutela sociale riconosciuta dalle norme per il personale in via di assunzione a seguito del Concorso pubblico per 500 funzionari, e delle ulteriori assunzioni autorizzate nel piano relativo al 2017.
Tale richiesta rinnova peraltro altra analoga, rappresentata nel 2012 ,sulla quale abbiamo dovuto purtroppo registrare un orientamento non compatibile con le norme da parte di codesta Amministrazione.
Un orientamento che prevedeva in ogni caso la supremazia della norma che vincola il neo assunto alla permanenza per tre anni nella prima sede di assegnazione.
Tale posizione è stata clamorosamente sconfessata da un orientamento giurisprudenziale ormai del tutto consolidato che prevede la riconoscibilità del diritto alle tutele sociali come principio derogatorio all’obbligo di permanenza nella prima sede di assegnazione.
Nel sottolineare che le fattispecie in esame sono sostanzialmente 2, ovvero l’applicazione della legge 104/92 in riconosciute condizionidi gravità, e l’art.42 bis del D.Lgs 151/2001, che prevede la possibilità di ricongiungimento familiare in caso di figli minori di 3 anni, si chiede un chiarimento formale rispetto l’orientamento che l’Amministrazione rispetto alla problematica evidenziata.
Al riguardo la scrivente O.S. non può che ribadire quanto già rappresentato nel 2012:
– il diritto al trasferimento per condizioni di riconosciuta tutela sociale è un diritto soggettivo del lavoratore che lo esercita in via temporanea, fino al permanere delle condizioni che lo hanno generato;
– il vincolo di permanenza nella prima sede di assegnazione non viene a decadere in quanto il carattere transitorio dell’assegnazione non inficia la norma che dispone il vincolo;
– il riconoscimento delle tutele sociali si configura come norma speciale e pertanto deve essere intesa, nei limiti della provvisorietà temporale dell’assegnazione stessa, come derogatoria al principio generale contenuto nell’art.35 del D. Lgs. 165/01;
– relativamente all’esercizio del diritto di cui all’art.42 bis del D. Lgs. 151/01 si rappresenta che anche in questo caso è giurisprudenza consolidata il suo riconoscimento ed al riguardo si allega l’Ordinanza del Tribunale di Firenze, che peraltro riguarda esattamente un caso conseguente al divieto posto nel 2012 nel MIBACT, esemplare nella sua configurazione interpretativa della norma, e rintracciabile al seguente link: http://www.ipp-avvocati.it/images/novita-ed-eventi/Ordinanza_Collettini.pdf.

Pertanto, al fine di evitare un contenzioso spiacevole e controproducente, anche in termini di immagine, per codesta Amministrazione, si resta in attesa di un urgente e formale riscontro, all’esito del quale la scrivente O.S., nel caso il MIBACT volesse riconfermare l’orientamento precedente, si riserva di valutare ulteriori iniziative a tutela del personale coinvolto.
Distinti saluti

FP CGIL MIBACT
Claudio Meloni

Nuova delegazione trattante INL e altro …

Nei giorni scorsi è stata costituita la delegazione nazionale trattante dell’INL – che vi alleghiamo -e nelle prossime settimane provvederemo a istituire il coordinamento nazionale, attraverso l’individuazione dei coordinatori regionali.

Possiamo dire, con un pizzico di orgoglio, di essere stato il primo sindacato a comporre una delegazione in cui sono presenti sia lavoratori e lavoratrici dell’INL – ispettori e amministrativi -che ispettori dell’INPS e dell’INAIL, così da favorire l’integrazione e lo scambio di tutte le competenze, non alimentando divisioni fra lavoratori.

La firma della sperimentazione sull’orario di lavoro, alla cui redazione altre OO.SS. hanno fattivamente partecipato, salvo poi sfilarsi furbescamente al momento della firma, va incontro alle pluriennali richieste di tutti i lavoratori di avere più flessibilità e alle più specifiche richieste del personale ispettivo di poter lavorare alle stesse condizioni dei colleghi INPS/INAIL. Sul suo rispetto vigileremo e chiederemo conto all’Amministrazione, senza dubbio.

Ovviamente, resta un mucchio di problemi sul tappeto. Sull’organizzazione degli uffici, come FPCGIL chiediamo all’Amministrazione di dare delle precise indicazioni scritte, condivise con le OO.SS., anzitutto in merito agli Uffici accorpati, per evitare pericolose autogestioni.

E’ urgente istituire – sempre assieme alle OO.SS. – un regolamento nazionale sull’assegnazione degli incarichi di responsabilità, perché questa avvenga in piena trasparenza e nel rispetto di criteri oggettivi (principio di rotazione in primis).

E’ importante regolamentare il servizio di turno, escludendone gli ispettori tecnici – per i quali torniamo a proporre uno “sportello sicurezza” – e avviando la formazione del personale amministrativo – negli Uffici in cui sia possibile – così da poterlo affiancare agli ispettori.

Sulla formazione ci aspettiamo delle novità serie dall’incontro di stamattina con l’Amministrazione,posto che non si può lasciare un aspetto così delicato ed essenziale alla buona volontà di singoli dirigenti illuminati. Così, si rende necessaria una formazione seria e qualificata per il personale degli uffici legali, rispetto alle innovazioni normative in materia di diritto del lavoro e processuale;per il personale ispettivo, ci aspettiamo che da settembre parta il calendario della più volte annunciata formazione in materia di vigilanza previdenziale e assicurativa, visto il ruolo sociale che l’attività ispettiva svolge in quei settori.

Riguardo all’aspetto economico, lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo: come CGILeravamo e restiamo contrari alle riforme “a costo zero”. La situazione si fa, poi, più grave se altri soggetti coinvolti – in contrasto col dettato normativo – non danno all’INL le risorse umane ed economiche necessarie al suo funzionamento, ovvero al miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori coinvolti – come nel caso delle progressioni economiche.

Ogni limite ha una pazienza, diceva ironicamente qualcuno, e noi a quel limite siamo oramai giunti.

Per questo, attiveremo fino in fondo tutte le iniziative che riterremo utili per tutelare i lavoratori,non accontentandoci di parole vuote.

E’ giusto e opportuno che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Roma, 28 giugno 2017

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano

Il 20 giugno scorso non abbiamo sottoscritto l’accordo F.U.A 2016 perché, a causa dell’esiguità dei fondi disponibili, i lavoratori di questo Ministero non potranno vedersi riconosciuto un salario accessorio dignitoso, remunerare le posizioni organizzative, le turnazioni e la reperibilità e beneficiare di progressioni economiche all’interno delle Aree, al contrario dei colleghi di altre Amministrazioni.

In altre Amministrazioni, infatti, i confronti con le rappresentanze dei lavoratori hanno prodotto risultati positivi anche grazie all’attenzione riservata da alcuni Suoi colleghi di Governo, che hanno presieduto personalmente i tavoli di trattativa favorendo l’esito positivo e consensuale dei negoziati aiutando a risolvere problemi che apparivano prima insormontabili; dai passaggi di area, al rifinanziamento dei fondi contrattuali fino alla previsione di nuove progressioni economiche.

Questa possibilità è ancora una volta preclusa ai lavoratori del MIT. Se dovesse passare la proposta dell’Amministrazione sul FUA infatti i lavoratori del Ministero Infrastrutture e Trasporti sarebbero ancora una volta penalizzati.

E siamo al paradosso che lavoratori con 25 anni di servizio non hanno mai usufruito di una progressione di carriera ed in pochi ne hanno fatta una soltanto.

Questa disparità di trattamento con la maggior parte dei dipendenti pubblici non può continuare. Per questo, nel ribadire la nostra indisponibilità a condividere responsabilità con l’Amministrazione per la pesante mortificazione del lavoro all’interno del MIT, stigmatizziamo il totale disinteresse fin qui mostrato dal vertice politico di questo Ministero.

Le rappresentiamo che i lavoratori del Suo Ministero, che stanno partecipando alle assemblee, aderendo allo stato di agitazione da noi proclamato, ci segnalano il profondo livello di degrado in cui versa l’amministrazione, con il personale in prima persona impegnato a garantire i livelli di qualità nei servizi erogati, a fronte dell’assenza di criteri di trasparenza e pubblicità nell’attribuzione degli incarichi attribuiti dai dirigenti.

Roma, 23 giugno 2017

FPCGIL               CISLFP                UILPA
(Chiaramonte)      (Petriccioli)           (Colombi)

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
CGIL NAZIONALE, FP CGIL, FLC CGIL


Servono garanzie, a partire da risorse a condizioni
politiche per trattativa

Roma, 27 giugno – “Non ci si può permettere di perdere altro tempo. Dopo più di otto lunghi anni di attesa è ora di rinnovare subito il contratto degli oltre tre milioni di lavoratori pubblici. Un diritto non solo dei lavoratori ma anche, e soprattutto, dei cittadini a garanzia di migliori servizi pubblici e della conoscenza. Ed è per questo che dall’incontro in Aran usciamo con la convinzione che servano contratti innovativi capaci di dare risposte all’esigenza di valorizzazione professionale dei lavoratori che riconquisti un ruolo sull’organizzazione del lavoro e su tutte le materie espropriate dalla legge in questi anni, che rafforzi quindi la contrattazione ad ogni livello”. È quanto si legge in una nota CgilFp Cgil e Flc Cgil in merito all’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti pubblici.

“Serve un quadro di diritti – prosegue la Cgil – che si ampli per le lavoratrici e i lavoratori e che risponda alle esigenze di questi ultimi in ragione dei cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, partendo dalla riconquista di un ruolo forte della contrattazione su temi centrali quali revisione degli inquadramenti, crescita professionale, formazione dei lavoratori, salario accessorio, relazioni sindacali. Per questo servono due garanzie: che si mettano in sicurezza le risorse per il rinnovo del contratto, confermando l’accordo del 30 novembre e quanto previsto dal Def, nella consapevolezza che gli 85 euro andranno sui trattamenti fondamentali, e che le nostre controparti condividano un sistema di relazioni sindacali che ridia piena titolarità alla contrattazione, che riconosca il ruolo delle RSU e che favorisca la partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.

“Dalle parole del presidente dell’Aran Gasparrini, che ha illustrato l’atto di indirizzo che per noi è la piattaforma delle controparti e non il testo del contratto, abbiamo registrato una qualche incertezza su come procedere: vero è che è stato un primo incontro, ma il ministro Madia deve dare garanzie politiche che ci sono le condizioni per andare avanti con la trattativa da subito, senza perdere tempo. In ogni caso da oggi si cambia pagina anche e soprattutto grazie alle mobilitazioni di questi anni e all’accordo del 30 novembre”, conclude la Cgil.

PUBBLICATO IL BANDO DI MOBILITA’ VOLONTARIATERMINATO L’ITER DELLE PROGRESSIONI ECONOMICHE 2016

Con la Circolare n.135/2017 è stato pubblicato il bando di mobilità nazionale volontaria. Nel bando, che ha come scadenza il 10 luglio 2017 sono indicate le vacanze per sede e vengono riportati i criteri a suo tempo con cordati con l’amministrazione. Con riferimento alle vacanze individuate nella tabella B) allegata al bando stesso vi invitiamo a segnalarci eventuali criticità e/o necessità di correzioni del dato.
Restiamo a disposizione per ogni opportuno chiarimento.

Sempre nella stessa data è stata pubblicata la Circolare 136/2017 che certifica il termine dei lavori della Commissione esaminatrice le procedure delle progressioni economiche 2016. Questo atto conclude le procedure e pertanto è propedeutico alla attribuzione della posizione economica al personale risultato vincitore.
Entrambe le Circolari sono reperibili in RPV di Ministero nel link appositamente dedicato.

Claudio Meloni FP CGIL NAZIONALE MIBACT 

Roma, 27 giugno 2017

COMUNICATO

Si è svolto in data odierna l’ennesimo incontro al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità sull’argomento in oggetto.
Ne lsuo intervento la FP CGIL ha ribadito la necessità di apportare ulteriori modifiche alla bozza presentata, volte a definire una netta separazione dei compiti tra il personale di polizia penitenziaria e quello di servizio sociale. Dopo aver elencato le questioni ancora in sospeso, la nostra delegazione ha rinviato ulteriori approfondimenti ad un documento che verrà inviato nei prossimi giorni. In riferimento allo stato di agitazione del personale dei due comparti, abbiamo ribadito la necessità che la politica disponga investimenti nel settore per colmare le gravi carenze di organico e rilanciare la progettualità del nuovo dipartimento.
La parte pubblica ha aperto alla possibilità di fare ulteriori modifiche al testo e ad accogliere molte delle nostre osservazioni, anche sui contestati articoli 2,3 e 6, chiedendo di inviare gli emendamenti entro dieci giorni.
Come da noi fortemente richiesto l’interlocuzione continua. Viterremo informati sui futuri sviluppi.
Roma, 26 giugno 2017

Il Segretario Nazionale FP CGIL
Chiaramonte Salvatore

Roma, 26 giugno 2017

La riorganizzazione del Ministero della Giustizia disposta dal DPCM 84/2015 istituisce il Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità accorpando alla Giustizia Minorile il settore della esecuzione penale esterna adulti. La predetta riorganizzazione ha determinato la presa in carico da parte del DGMC del personale in servizio presso gli UEPE e presso la ex Direzione generale EPE del DAP.

Le scriventi organizzazioni sindacali, al fine attivare con criteri e modalità trasparenti le procedure di transito del personale dal DAP al DGMC, in aggiunta al personale già in servizio negli UEPE, hanno sottoscritto il 2 febbraio 2016 con le amministrazioni interessate un accordo di mobilità e una intesa aggiuntiva sottoscritta il successivo 17 febbraio (all 1-2), con le quali si definiscono i criteri di transito, su base volontaria, del personale con esclusione della professionalità del funzionario di servizio sociale la cui peculiarità professionale ed il compito istituzionale afferiscono specificamente al DGMC.

L’accordo citato ha successivamente condotto alla pubblicazione di un interpello straordinario ed alla formazione delle relative graduatorie pubblicate il 17 giugno 2016 (all 3), per tutte le qualifiche professionali ad eccezione, come detto, della sola figura del funzionario della professionalità di servizio sociale.

L’accordo del 2 febbraio 2016, inoltre, prevede per il personale, non di servizio sociale, assegnato alla ex Direzione Generale dell’esecuzione penale esterna ed agli uffici EPE dei PRAP la possibilità di optare per la permanenza nei ruoli del DAP (“…ritenuto opportuno prevedere che il personale di profilo diverso da quello di funzionario di servizio sociale, assegnato alla Direzione generale per l’esecuzione penale esterna e agli uffici epe dei prap, possa optare per la permanenza nei ruoli del DAP, previa sostituzione con unità di analogo profilo professionale…”). Tale intesa ha comportato che alcune unità di personale in servizio presso la ex Direzione generale EPE sono rimaste per scelta, come da accordo, nei ruoli funzionali del DAP.

Orbene, dopo un anno riscontriamo, con informativa inviata dall’Ufficio Relazioni sindacali il 13 giugno u.s., che il Direttore generale del personale e delle risorse del DAP, con nota del 9 giugno scorso, ha disposto, inaudita altera parte, il transito d’ufficio nel DGMC del personale (precisamente undici unità) già in servizio presso la Direzione Generale dell’Esecuzione Penale Esterna (all 4) , da un anno assegnato presso altri uffici del DAP.

Avverso tale provvedimento non possiamo che esprimere forte contrarietà, nel merito e nel metodo: evidente é la violazione degli accordi in specie, siglati tra le parti; evidente è il comportamento lesivo non solo delle prerogative sindacali e quindi delle normali relazioni sindacali ma anche lesivo alle aspettative e ai diritti dei lavoratori.

Per soddisfare l’esigenza di altro personale da parte della Giustizia Minorile e di Comunità, esigenza che queste organizzazioni sindacali non mettono in discussione, il Direttore Generale ben avrebbe potuto utilizzare le graduatorie elaborate a seguito dell’interpello straordinario già pubblicato, disponendo lo scorrimento delle medesime.

Al fine di evitare l’ulteriore deterioramento delle relazioni sindacali, CGIL CISL e UIL chiedono l’intervento di codesto superiore ufficio affinché il provvedimento del 9 giugno scorso sia revocato e si proceda al transito di ulteriore personale al Dipartimento della Giustizia Minorile di Comunità nei tempi e nei modi a suo tempo concordati.

CGIL CISL e UIL si riservano di adottare ulteriori iniziative di tutela delle prerogative sindacali e dei diritti dei lavoratori in caso di negativo riscontro.

FP CGIL Lina Lamonica
CISL FP Eugenio Marra
UIL PA Domenico Amoroso

COMUNICATO

Si è svolto in data odierna l’ennesimo incontro al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità sull’argomento in oggetto.
Ne lsuo intervento la FP CGIL ha ribadito la necessità di apportare ulteriori modifiche alla bozza presentata, volte a definire una netta separazione dei compiti tra il personale di polizia penitenziaria e quello di servizio sociale. Dopo aver elencato le questioni ancora in sospeso, la nostra delegazione ha rinviato ulteriori approfondimenti ad un documento che verrà inviato nei prossimi giorni. In riferimento allo stato di agitazione del personale dei due comparti, abbiamo ribadito la necessità che la politica disponga investimenti nel settore per colmare le gravi carenze di organico e rilanciare la progettualità del nuovo dipartimento.
La parte pubblica ha aperto alla possibilità di fare ulteriori modifiche al testo e ad accogliere molte delle nostre osservazioni, anche sui contestati articoli 2,3 e 6, chiedendo di inviare gli emendamenti entro dieci giorni.
Come da noi fortemente richiesto l’interlocuzione continua. Viterremo informati sui futuri sviluppi.
Roma, 26 giugno 2017

Il Segretario Nazionale FP CGIL
Chiaramonte Salvatore

Roma, 26 giugno 2017

Di seguito la nota unitaria appena trasmessa alla direzione di Persociv con la quale chiediamo la sollecita apertura del confronto sui benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, e imbarchi ai sensi degli articoli 19 e 25 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092
Sarà nostra cura tenervi tempestivamente informati circa l’evolversi della questione testé sollevata.

FP CGIL NAZIONALE
Francesco Quinti

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