Lo scorso 5 giugno è stata pubblicata la direttiva n°3 del Dipartimento della Funzione Pubblica in attuazione dei commi 1 e 2 dell’art. 14 della legge 124/2015.
La direttiva, inviata a tutte le pubbliche amministrazioni, fornisce linee guida in merito all’organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti.
In particolare l’art. 14 della legge 124 prevede che le amministrazioni pubbliche adottino misure organizzative volte a:
– fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro
– sperimentare il lavoro agile/ smart working.
Obiettivo della direttiva è permettere, entro tre anni, ad almeno il 10% dei dipendenti, ove lo richiedano, di avvalersi delle nuove modalità spazio-temporali della prestazione lavorativa, garantendo che i dipendenti che se ne avvalgono non subiscano penalizzazioni ai fini del
riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera.
Non sfugge certo l’importanza di tali cambiamenti, che potranno risultare utili alle lavoratrici e ai lavoratori attraverso una migliore conciliazione dei tempi vita/lavoro aumentando nel contempo la produttività individuale, ottimizzando gli investimenti; tuttavia, l’introduzione dei nuovi istituti, che andranno recepiti e regolamentati nei CCNL dei comparti, ci impongono una particolare attenzione.
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Roma, 7 giugno 2017

Al Presidente della Commissione Sussidi
Dott.ssa Matilde Farina

A tutti i componenti della Commissione Sussidi

e, per conoscenza
A tutto il personale della Corte dei conti

Oggetto:Regolamento Sussidi – Proposte

Con la presente, questa Organizzazione Sindacale, avendo preso visione del nuovo Regolamento per le Provvidenze a favore del personale, propone alle SS. VV. di integrare l’art 5 del regolamento – RIMBORSI SPESE PER ISTRUZIONE FIGLI – prevedendo tra le spese per l’istruzione anche quelle effettuate per i libri di testo universitari.
Inoltre troviamo i requisiti reddituali previsti (1) altamente limitanti; ciò comporterebbe una potenziale riduzione dei colleghi che potranno accedere alle provvidenze e – conseguentemente – della distribuzione delle somme accantonate.
Si ricorda, che nel precedente Regolamento era prevista un’unica fascia reddituale, cioè fino a 40.000€ per il reddito individuale e fino a 80.000€ per il reddito familiare.
Segnaliamo, poi, che la nuova normativa fiscale ESCLUDE i redditi di terreni e fabbricati dall’essere assoggettati all’Irpef se gravati da IMU, abbassando così il reddito complessivo del rigo N11 del modello 730 (vedere allegato istruzioni Agenzia delle Entrate).
Ciò comporta – ad esempio – che se un contribuente possiede molteplici immobili su cui grava l’imposta IMU, avrà un reddito inferiore rispetto a chi possiede solo l’abitazione principale, il cui reddito, invece, va ad aggiungersi al reddito Irpef complessivo nel rigo N11.
Pertanto, si richiede:
a) di integrare le SPESE DI ISTRUZIONE FIGLI fino a livello universitario (Articolo5);
b) rivedere i requisiti reddituali (Articolo 3);
c) valutare il reddito individuale o familiare sommando i righi del Quadro A, del Quadro B e il rigo N11 del modello 730- Redditi 2016.

Si allegano, infine, i Regolamenti per i sussidi del Ministero della Giustizia e della Giustizia Amministrativa, dove si evincono requisiti reddituali molto più favorevoli.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
della Corte dei conti
Susanna Di Folco

(1) Articolo3
REQUISITIREDDITUALI
Salvocasi di particolare ed eccezionale gravità, verificati dallacompetente Commissione, le provvidenze saranno concesse ai soggettidi cui all’articolo 1 solo se rientranti nei livelli di redditoappresso indicati:
c) Reddito individuale imponibile fino a 30.000,00 Euro e familiare imponibile fino a 42.000,00 Euro senza familiari a carico,
d) Reddito individuale imponibile fino a 33.000,00 Euro e familiare imponibile fino a 46.000,00 Euro con un familiare a carico,
e) Reddito individuale imponibile fino a 39.000,00 Euro e familiare imponibile fino a 56.000,00 Euro con due familiari a carico,
f) Reddito individuale imponibile fino a 45.000,00 Euro e familiare imponibile fino a 66.000,00 Euro con tre o più familiari a carico.

Alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’Esacri

Da colloqui informali con il Dipartimento della Funzione Pubblica vi comunichiamo che la prossima settimana aprirà, in attuazione della terza fase della mobilità, il portale della mobilità p.a.
Inoltre vi comunichiamo che abbiamo provveduto a sollecitare nuovamente la circolare relativa alla corresponsione dell’assegno ad personam, come stabilito da una recente norma.
Sarà cura delle scriventi monitorare la procedura attentamente e di tenervi informati,
Roma, 8 giugno 2017

FP CGIL      CISL FP        UIL PA
Grieco         Ravaioli        Romano

Si è tenuto ieri, 7 giugno, il previsto incontro con Anpas, per proseguire la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro.
Dobbiamo però registrare che non si è prodotto nessun avanzamento nel confronto, in quanto Anpas ha esordito ponendo al tavolo il tema della legge di riforma del terzo settore, soprattutto per quanto riguarda gli artt. 56 e 57, e il giudizio espresso al riguardo unitariamente da CGIL CISL e UIL.
Le osservazioni prodotte delle Organizzazioni Sindacali rilevano,infatti, due problemi: all’art. 56 non vi è richiamo alcuno allanecessità che negli affidamenti sia previsto il rispetto deicontratti di lavoro, e all’art. 57 che non si può prevedere, cosìcome ad oggi scritto nel disegno di legge, che l’affidamento direttoavvenga in via prioritaria alle organizzazioni di volontariato.
Dopouna lunga discussione, nella quale abbiamo anche evidenziato come dovrebbe essere interesse reciproco la tutela delle condizioni di lavoro, anche al fine di evitare dinamiche di concorrenza sleale, e la necessità che le procedure di affidamento siano improntate a criteri oggettivi e trasparenti, e che l’affidamento in via prioritaria avrebbe ripercussioni notevoli sul lavoro dipendente, abbiamo confermato il prossimo incontro, già calendarizzato per il 22 giugno prossimo.
Anpas si è comunque riservata un ulteriore approfondimento in merito,anche, eventualmente, con il coinvolgimento delle confederazioni.
Vi terremo informati, anche riguardo il proseguimento del confronto inmerito alla legge delega ed ai relativi decreti attuativi.

p.FP CGIL
Denise Amerini
Resp.Naz.le SSAEP

08.06.2017 – in allegato, la comunicazione ricevuta da ANFFAS, con la qualerinvia l’incontro già calendarizzato per il 19 giugno prossimo a data da
destinarsi.Vi comunicheremo la nuova data appena disponibile.

p. FP CGIL  Denise Amerini
Resp. Naz.le SSAEP

Roma,7 giugno 2017

Al Direttore del Personale
Dott.ssa Margherita Maria CALABRO’

Oggetto:Richiesta di verifica e revisione dell’assegnazione dei progetti di Telelavoro ed attivazione di confronto sindacale.

Egregio Direttore,
le scriventi OO.SS. denunciano che in moltissime realtà regionali, pur in presenza di una palese volontà dei lavoratori di aderire ai progetti di telelavoro in coerenza con i criteri previsti dall’accordo nazionale del 1 febbraio u.s. nonché sulla base del conseguente bando emanato da codesta Direzione, di fatto, ne è stata impedita la partecipazione da parte della dirigenza responsabile.
Molti sono stati gli impedimenti frapposti: errata interpretazione dei criteri, difforme individuazione delle attività telelavorabili, dissuasione all’adesione, disposizioni di assegnazione degli interessati ad altre attività non telelavorabili, disconoscimento dei titoli posseduti, dinieghi senza alcuna motivazione portata a conoscenza degli interessati, ecc..
La conseguenza di quanto rappresentato è che in molti casi si è pervenuti a disconoscere la possibilità di adesione ai progetti a chi, in realtà, aveva i requisiti e le esigenze coerenti alle finalità tipiche che persegue l’istituto.
In considerazione di quanto rappresentato si chiede una verifica urgente e la eventuale revisione con analisi dettagliata non solo dei progetti accettati ma soprattutto di quelli esclusi o non fatti presentare perché ritenuti inidonei tanto più che risulterebbe, circostanza poco credibile visto il diffuso interesse dei lavoratori, che in diverse realtà regionali sono stati accettati un numero di progetti inferiori agli stessi posti messi a bando.
Per l’analisi di quanto avvenuto e per chiarire, eventualmente, finalità e criteri dell’accordo, le scriventi OO.SS. chiedono anche un tempestivo incontro.

FP CGIL
Boldorini

CISL FP
Silveri

UIL PA
Cavallaro

CONFSAL/SALFI
Callipo
Sempreboni
Sparacino

FLP
Cefalo
Patricelli

Sono passati alcuni mesi dall’insediamento dei nuovi vertici dell’Istituto ma, nonostante i buoni propositi annunciati a più riprese, l’INPS continua a rimanere in una fase di stallo. Anzi, se consideriamo la Determinazione n. 55/2017, con cui si fissano i criteri per l’attribuzione delle Posizioni Organizzative, si assiste addirittura a un passo indietro rispetto alla riapertura della contrattazione, in atto a livello di pubblico impiego.
Per questo chiediamo un confronto vero,così da dare realmente un segno di cambiamento nell’Istituto e”disincagliare la nave”,tuttora immobile a partire da una serie di argomenti rispetto ai quali restiamo ancora in attesa di una convocazione urgente,magari recuperando il calendario settimanale di incontri che ci era stato promesso.
I temi si possono riassumere nei seguenti argomenti:
Piano assunzionale, compresi gli scorrimenti degli idonei delle graduatorie dei concorsi pubblici banditi dall’Istituto nel lontano 2007 in modo da frenare parzialmente l’emorragia di personale in atto da troppo tempo;
Stabilizzazione di tutti i comandi in essere;
Problematica dei colleghi ammessi con riserva nell’ambito delle graduatorie delle selezioni interne alle aree;
Regolamento sulle incompatibilità, per evitare che i lavoratori paghino per la poca chiarezza delle norme interne, subendo discutibili provvedimenti disciplinari;
Regolamento sui cambi di profilo;
Tavolo tecnico sui CRAL, per definire la situazione pregressa;
Tavolo tecnico su geometri e funzionari addetti al contenzioso dell’invalidità civile così come previsto nelle dichiarazioni congiunte inserite nell’ipotesi di CCNI 2017;
Riorganizzazione dell’area legale, in attuazione delle sentenze del Consiglio di Stato e avvio dei tavoli tecnici promessi;
Riorganizzazione dell’area medico-legale, anche in relazione al nuovo polo della medicina fiscale;
Rapporto fra Istituto e territorio, sia con riferimento alla paventata chiusura di agenzie, sia rispetto al rapporto – mai definito con chiarezza – fra Direzioni Regionali e Direzioni di Coordinamento Metropolitano, che causa situazioni di incertezza;
Questione incentivi e produttività, per evitare che gli sforzi dei lavoratori siano nuovamente penalizzati con la decurtazione del salario accessorio;
Contratto integrativo dirigenti, professionisti e medici 2016(nell’attesa, deve essere erogato un ulteriore acconto);
Avvio della contrattazione integrativa 2018 per le aree professionali.
Nelle scorse settimane, inoltre, la c.d. “Manovrina” ha previsto per l’INPS l’obbligo di provvedere “allacompleta dismissionedel proprio patrimonio immobiliare da reddito“,anche mediante conferimento ad apposite società. Anche su questo,sarebbe utile avere maggiori dettagli, considerato il peso del patrimonio immobiliare dell’Istituto e vista la precedente esperienza della cosiddetta “cartolarizzazione” degli immobili,devastante e beffarda.
Gli argomenti sul tappeto sono tanti e meritano una discussione approfondita e seria con un’immediata ripresa del confronto senzail quale siamo pronti alla mobilitazionecon la programmazione di assemblee sul territorio.

FP CGIL/INPS                CISL FP/INPS          UIL PA/INPS
Matteo ArianoPaolo             SCILINGUO         Sergio CERVO

PUBBLICATO IL NUOVO TESTO UNICO DEL PUBBLICO IMPIEGO: IL NOSTRO COMMENTO ALLA NORMA SUI PASSAGGI DI AREA

Roma,8 giugno 2017

Come preannunciato vi offriamo oggi il nostro commento alla controversa norma contenuta nel testo unico, uscito in Gazzetta Ufficiale e quindi legge a tutti gli effetti.
Vi riportiamo preliminarmente il testo della norma approvata:
“15.  Per il triennio 2018-2020, le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare le professionalità interne, possono attivare, nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno. Il numero di posti per tali procedure selettive riservate non può superare il 20 per cento di quelli previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria. In ogni caso, l’attivazione di dette procedure selettive riservate determina, in relazione al numero di posti individuati, la corrispondente riduzione della percentuale di riserva di posti destinata al personale interno, utilizzabile da ogni amministrazione ai fini delle progressioni tra le aree di cui all’articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Tali procedure selettive prevedono prove volte ad accertare la capacità dei candidati di utilizzare e applicare nozioni teoriche per la soluzione di problemi specifici e casi concreti. La valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni, l’attività svolta e i risultati conseguiti, nonché l’eventuale superamento di precedenti procedure selettive, costituiscono titoli rilevanti ai fini dell’attribuzione dei posti riservati per l’accesso all’area superiore”.

Come si può leggere una norma complessa la cui scrittura finale, se possibile, accentua le difficoltà applicative e determina un vero e proprio vulnus, rispetto alla concreta situazione del MIBACT.
Pur dando atto alla Direzione politica dello sforzo attuato al fine di dare una risposta alla annosa questione degli scorrimenti, la norma è l’evidente frutto di un compromesso al ribasso e d’altronde lo strumento normativo usato, ovvero il suo inserimento nel Testo Unico presentava già a monte questi rischi derivanti dalla necessità di dare coerenza agli indirizzi normativi già contenuti all’interno della legge (ricordiamo al riguardo le nostre perplessità su questa scelta espresse in precedenti comunicati) nonché a giustificare la solita resistenza da parte degli Uffici di coordinamento e di controllo a voler riconoscere adeguatamente le idoneità conseguitenei corsi concorsi effettuati a partire dal 2007. Ancora preliminarmente va osservato che questa disposizione si aggiunge a quella già prevista dall’art.24 del D. Lgs 150/09, quasi sovrapponendosi. L’art. 24 già prevedeva la possibilità di destinare una quota sino al 50% al personale interno nell’ambito della ordinaria programmazione assunzionale, questa norma sottrae una quota del 20% e ne specifica le procedure, che hanno il loro snodo nella pubblicazione di un nuovo bando. In tale contesto l’idoneità conseguita in precedenti selezioni assume la connotazione di titolo rilevante, unitamente ad altri criteri, ai fini dell’attribuzione di posti riservati per l’accesso all’area superiore. A questo si aggiunge la condizione del possesso dei titoli validi per l’accesso dall’esterno.
Ricapitolando ed esemplificando: il legislatore è parso soprattutto mosso dalla preoccupazione che la norma potesse avere effetti sul riconoscimento della validità dei precedenti percorsi selettivi ed ha agito su due fronti: la riattualizzazione di una procedura, che viene riproposta ex novo con la previsione di un nuovo bando nel cui ambito l’idoneità conseguita precedentemente diviene titolo preferenziale per l’accesso e di conseguenza la previsione tassativa del possesso dei titoli di studio per l’accesso dall’esterno. Il combinato disposto di questi due elementi determina di fatto l’esclusione del personale che, seppure idoneo alle precedenti selezioni, non è in possesso dei titoli richiesti per l’accesso dall’esterno e costringe ilavoratori in possesso dei titoli di studio a sottoporsi ad un’altra selezione i cui criteri devono essere in qualche modo tarati e blindati rispetto agli esiti del bando precedente. Determinando in tal modo un vulnus evidente rispetto a lavoratori che si erano sottoposti ad una procedura concorsuale alle condizioni vigenti al momento della sua emanazione.
Questa evidente contraddizione di per sé è foriera di un gigantesco contenzioso che certamente ha degli elementi di legittimità: proporre una procedura diversa da quella prevista dall’art.24 del D. Lgs. 150/09 non è altro che il riconoscimento implicito della validità di precedenti percorsi selettivi e dare una valenza così rilevante all’idoneità conseguita comporta una evidente discriminazione verso coloro che comunque quella idoneità l’hanno conseguita e che adesso si vedono tagliati fuori da un processo nel quale questo titolo ha valore discriminante.
Queste considerazioni non possono che caratterizzare la nostra insoddisfazione verso questo risultato. E valutare, per i lavoratori interessati da questa esclusione a monte le opportune iniziative di tutela giudiziale che, ricordiamo, possono essere attivate solo in presenza di un bando e non certo verso la legge.
Abbiamo ricevuto in questi giorni molte richieste di chiarimento e anche critiche, che spesso abbiamo ritenuto ingenerose, da parte di molti lavoratori, quasi come se questa norma fosse il frutto di un accordo o che addirittura fosse stata scritta a quattro mani. Non è così, le nostre posizioni al riguardo sono sempre state chiare e hanno mirato a riaprire la partita per tutti gli interessati. Non intendiamo in questa sede certo ripercorrere tutti i passaggi, ma noi ci siamo sforzati di offrire soluzioni che ritenevamo percorribili, soluzioni che non sono state prese in considerazione, come una norma specifica al pari di quella utilizzata per l’Agenzia delle Dogane o senza norma tramite l’utilizzo, appunto dell’art.24 del 150 che non è stata considerata dagli organi di controllo che si sono sempre rifiutati di riconoscere la validità ai fini assunzionali del corso concorso 2007.
La scelta che adesso siamo chiamati a fare è valutare se utilizzare o meno lo strumento unico che oggi la legge dispone, con l’avviso chequesta è, a nostro parere, l’ultima opportunità, con i limiti descritti, per gli scorrimenti di quel corso concorso. Ma è una scelta che dobbiamo fare insieme ai lavoratori e non per diventare il parafulmine su cui scaricare scelte che non convincono per primi noi.

Colosseo: TAR batte Ministro 2 a 0
Leggeremo con attenzione le due sentenze che hanno inferto un altro colpo significativo al progetto riformatore del Ministro Franceschini, al momento ci limitiamo a rilevare che la situazione giurisdizionale ha colpito e anche affondato due capisaldi del progetto di riorganizzazione.
Sulla questione delle nomine abbiamo addirittura l’inserimento di un emendamento ad hoc nella manovrina di bilancio che nei fatti riconosce l’illegittimità delle nomine fatte dei direttori stranieri e che quindi certamente comporterà il dover rifare tutti i bandi. Sempre a proposito di queste nomine rileviamo un certo movimento lobbystico di sostegno ad alcuni dei direttori sospesi: a questi interessati sostenitori possiamo solo ricordare che le nomine non si fanno tramite gli appelli sui giornali o i gruppi su Facebook, main base alle regole di trasparenza ed alle norme generali concorsuali e costituzionali, che in questo caso, a giudizio del Tribunale amministrativo, sono state violate in maniera grave al punto da inficiare l’intero processo. E che la trasparenza e la neutralità delle procedure di nomina dei dirigenti pubblici dovrebbero essere ilvero motivo di preoccupazione e di denuncia di chi ha a cuore le regole della nostra democrazia e non solo il marketing museale. Quanto al Colosseo vogliamo ricordare al Ministro che non è solo il 32° sito autonomo creato dalla sua fantastica riforma: è il cuore del progetto, la summa teologica del mantra della valorizzazione. Subire una sconfitta così cocente dovrebbe essere motivo di riflessione e non di giudizi superficiali sparati ad uso dei media compiacenti.

FP CGIL NAZIONALE MIBACT
Claudio Meloni

Roma,08 giugno 2017

AllaDirezione Risorse Umane e Organizzazione
Agenzia del Demanio

Oggetto:Richiestaconvocazione incontro finalizzato all’interpretazione autentica delCCNLArt.36 e 41 CCNL Agenzia del demanio – Rif. Nota 2017/1358/DRUO datata08 giugno 2017

Conriferimento al contenuto della nota di codesta Struttura centraleevidenziata in oggetto si chiede, non condividendone l’indicazionein essa contenuta, l’attivazione -ex art. 11 del CCNL– delpercorso congiunto finalizzato all’interpretazione autentica delleclausole contrattuali oggetto della recente e unilaterale modificainterpretativa dell’Agenzia.

IlCoordinatore nazionale
Ag.Fiscali
LucianoBoldorini

08.06.2017 – in allegato, la comunicazione ricevuta da ANFFAS, con la quale rinvia l’incontro già calendarizzato per il 19 giugno prossimo a data da
destinarsi.Vi comunicheremo la nuova data appena disponibile.

p. FP CGIL  Denise Amerini
Resp. Naz.le SSAEP

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