‘Servono certezze anche su stabilizzazione precari’

Roma, 12 aprile – “Un passaggio fumoso che non ci rassicura affatto. Se ieri, al nostro allarme sulle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, il ministro dell’Economia Padoan aveva fornito rassicurazioni sul rispetto degli impegni assunti, oggi non fa lo stesso il Def”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito al Def.

Nel documento infatti, prosegue, “ci sono scritte cose vaghe quando al contrario i contratti si fondano su certezze. Quelle stesse certezze messe nero su bianco con l’accordo del 30 novembre scorso, sottoscritto tra governo e sindacati per l’avvio delle trattative per il rinnovo dei contratti pubblici, e che il ministro dell’Economia non ha il potere unilaterale di mettere in discussione”.

Così come, continua Sorrentino, “per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari, questione affrontata sempre nell’accordo di novembre, bisogna rilevare che la vicenda non troverà soluzione soltanto con le norme sul Testo unico in discussione in Parlamento ma che ci sarà bisogno di un finanziamento specifico e aggiuntivo oltre quello relativo alle risorse per i contratti. Ed è per queste ragioni che va chiarito e tradotto cosa vuol dire in termini di impegni quanto scritto nel Documento di economia e finanza”, conclude.

Roma, 11 aprile – “Pronti allo sciopero generale senza le necessarie risorse per il rinnovo dei contratti pubblici. Dopo quasi otto anni di attesa e l’intesa del 30 novembre scorso sull’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti, se dovessero saltare gli stanziamenti sarebbe il segnale che il governo torna a non avere rispetto per i lavoratori pubblici”.
È quanto si legge in una nota della Fp e Flc Cgil in merito a indiscrezioni circa la mancanza di risorse nel Def ora al vaglio del Consiglio dei ministri.

Pubblichiamo il resoconto dell’incontro tenuto presso la DCF relativo al tavolo tecnico della formazione, relativo al settore DOS

Schema di D.M. relativo alla rideterminazione dei contingenti di Polizia Penitenziaria assegnati agli II.PP. ed alla istituzione organica per le sedi non penitenziarie.

Schema di D.M. relativo alla rideterminazione dei contingenti di Polizia Penitenziaria assegnati agli II.PP. ed alla istituzione organica per le sedi non penitenziarie.

Comunicato

Se la ricerca in Italia fosse quella che era emersa dagli Stati Generali organizzati a Roma il 27 e 28 aprile 2016, potremmo anche sembrare un paese normale in cui la salute dei propri cittadini è bene comune perseguito con grande impegno dalle istituzioni. E’ in quella parvenza di “normalità” che la Ministra Lorenzin lanciò la proposta di dare continuità e nuovo impulso ad un’attività sempre più in crisi, risolvendo il problema dei circa 3500 precari che si occupano di ricerca negli IRCCS e IZS, individuando in un percorso di contratti a “Piramide” (si parte in tanti ma si arriva in pochi) la soluzione del problema. Quel percorso, che di fatto rendeva ancora più precario il lavoro, non ci convinse, ed invitammo la Ministra ad aprire un confronto vero sulla possibilità di stabilizzare il personale precario degli IRSCCS e IZS. Come spesso accade, agli annunci non sono seguiti i fatti e anche in questo caso, ottenuta la proroga alle norme del Jobs act, che impedivano alla PA di conferire nuovi contratti co. co. co nel 2017, la Piramide è scomparsa, forse ricoperta dalla sabbia, portando con se, inevitabilmente prigionieri, i ricercatori degli IRCCS e IZS. Prigionieri perché, anche se scomparsa dall’agenda del governo, la proposta continua ad essere comunque l’unico tentativo di dare una risposta, che noi continuiamo a considerare sbagliata, a queste lavoratrici e lavoratori che tutti i giorni dedicano il massimo delle loro capacità per migliorare la ricerca sanitaria in Italia, collocandola ai primi posti delle classifiche mondiali, nonostante le quote di PIL investite in ricerca siano notevolmente inferiori alla media OCSE. Varrebbe la pena di ricordare al ministro che è anche, e a volte solo, grazie al lavoro dei nostri ricercatori che abbiamo aspettative di vita ancora invidiabili nel mondo Prigionieri di un’attività che li appassiona e li porta ad accettare una vita precaria che dura ormai da molti anni (la media di anzianità di questi lavoratori negli IRCCS e IZS é di quasi 10 anni, con punte di oltre 20 anni). Prigionieri di un Paese che non è in grado di dar loro certezze per il futuro (alcuni riescono per fortuna ad evadere e si rifugiano all’estero). Prigionieri di una politica miope e insensibile (lo sembra un po’ meno quando si tratta di fare annunci e nelle campagne elettorali) che non riesce e non vuole trovare soluzione ai loro problemi, prevedendo investimenti strutturali per determinare i fabbisogni di personale per la ricerca negli IRCCS e IZS. Prigionieri di una realtà, come quella Italiana, in cui si discute tanto di furbetti del cartellino ma a chi fa bene il proprio mestiere non viene riconosciuto nulla. Prigionieri di una comunicazione che, quando parla di Ricerca in Italia, dimentica quella sanitaria degli IRCCS e degli IZS, riferendosi solo agli Enti di Ricerca ed alle Università. Liberi però di protestare e dire Basta Basta Basta Basta, vogliamo che questa volta ci si prenda “cura” della ricerca sanitaria e si affronti seriamente un percorso di stabilizzazione del personale precario, e di riordino e rilancio degli IRCCS. Noi ci siamo, siamo pronti, abbiamo le proposte e le vogliamo condividere con quanti stanno dalla nostra parte. Lo faremo con una iniziativa nazionale nella seconda quindicina di maggio.
“La Ricerca Sanitaria Bene Comune”, difendiamolo dando stabilità e certezze lavorative a chi ogni giorno ne è l’interprete principale.
Roma 10 Aprile 2017

Segretaria Nazionale FP CGIL                    Segretaria Nazionale NIDIL
Cecilia Taranto                                         Silvia Simoncini

Criteri per conferimento, valutazione e revoca delle posizioni organizzative, diramati con circolare n. 45 del 14 luglio 2014.

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Si è tenuto oggi, con la partecipazione di tutta la delegazione  il previsto incontro con le cooperative sociali per il proseguimento della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro. Dopo lunga ed articolata discussione, centrata esclusivamente sul campo di applicazione, visto che le cooperative ne rivendicano di fatto l’ampliamento, sull’educativo  scolastico, sull’assistente familiare, e nell’igiene ambientale, mettendo in discussione anche accordi già sottoscritti, e adducendo  problemi di effettiva esigibilità, abbiamo confermato che per noi si tratta di ragionare secondo i contenuti esplicitati con la piattaforma, nell’ottica del contratto di settore e che confermiamo pertanto i contenuti dell’articolo 1. Abbiamo concordato le successive date per proseguire il confronto : il 3 e il 18 maggio prossimo.

Denise Amerini                                         Francesca De Rugeriis
Responsabile FP CGIL SSAEP              Capo Area FPCGIL Sanità e SSAEP

Nota n.17340 del 04.04.2017 relativa a quanto in oggetto indicato.

Accordo integrativo del personale dirigente di II fascia del Consiglio di Stato e dei TAR relativo al Fondo 2016 per le retribuzioni di posizione e di risultato

Le risorse economiche del Fondo attualmente sono affidate alla Società Unipol Sgr (Gestione Finanziaria) a seguito di gara pubblica; l’ammontare delle risorse gestite è di  48.512.079 € ed i titoli in portafoglio sono così suddivisi: 35.516.309 titoli emessi da Stati o Organismi Internazionali; 10.017.754 titoli di debito quotati; 1.364.479 quote di OICR (Organismi di Investimento Collettivo di Risparmio).   I depositi bancari che si trovano presso la banca depositaria ammontano ad € 1.271.963 Il rendimento della gestione finanziaria nel 2016 è stato dell’1.98% battendo il TFR che si è rivalutato a norma di legge solo dell’1.5%  poiché l’inflazione nel 2016 è stata pari allo 0 (zero) Le adesioni ad oggi sono circa 40.000. Le regioni con più iscritti sono: Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte. Con meno iscritti: Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata. La distribuzione di iscritti per sesso vede le donne al 62%, gli uomini al 38%, mentre l’età media degli iscritti al Fondo è di 50 anni. Il trend degli iscritti attualmente mantiene un ritmo positivo.

 

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