Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF riguardo la cronica carenza di organici
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF riguardo le difficoltà nell’assuxurare il soccorso aeroportuale
Pubjoichiamo la nota uittaria Fp Cgil Vvf,Fns Cisl, Uil Pa Vvf, Confsal Vvf, Conapo e Usb riguardo la richiesto incontro per le attività formative, i re training, le attività incentivanti, mobilita, mensa e buoni pasto
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF in merito il parco automezzi
In data 20 settembre, si è tenuto un incontro c/o la sede ARAN per il rinnovo del CCNL della dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria – triennio 2019/2021, finalizzato al raggiungimento di un accordo su temi delicati del contratto ancora rimasti aperti per la sospensiva voluta a Luglio da alcune organizzazioni sindacali. Del testo proposto sono stati affrontati i temi riguardanti l’orario di lavoro ed il patrocinio legale.
La delegazione FPCGIL Medici e Dirigenti SSN ha rinnovato la richiesta di discutere di altri temi non ancora trattati compiutamente finora come: l’indennità di esclusività per i dirigenti delle professioni sanitarie, la revisione delle decurtazione di voci retributive per il lavoro a tempo ridotto, gli adeguamenti delle clausole di garanzia ed il corretto utilizzo del fondo delle condizioni di lavoro, che sono rimandati alla prossima riunione programmata per il 28 pv..
Qui il resoconto integrale dell’incontro.
Pubblichiamo la nota della Segreteria Fp Cgil VVF e del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF riguardo la richiesta di incontro con il Prefetto per la sede di Menaggio
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo il re training del TPSS
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale in merito la richiesta di chiarimenti sulle ore guida previste dal CCNL
Alla c.a. Dott.ssa Marina Elvira Calderone
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Oggetto: Sollecito incontro – diffida
Con la presente, le O.O.S.S. sottoscriventi chiedono alla S.V. un incontro urgente, per la risoluzione della ormai annosa problematica degli arretrati della perequazione che, grazie anche al Suo intervento, i dipendenti di INL si sono visti riconoscere solo a far data dal 1 gennaio 2023 e non dal 1 gennaio 2020, come i colleghi del Ministero del Lavoro, dei quali condividiamo lo stesso percorso lavorativo e lo stesso Contratto Collettivo Nazionale.
Allo stesso modo ci aspettiamo risposte concrete rispetto alla necessità di trovare risorse adeguate per aumentare i trattamenti accessori del personale divenuti sempre più mortificanti anche a seguito delle nuove assunzioni.
Ci preme inoltre conoscere, al fine di chiarirlo definitivamente, quali siano le sorti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’uopo analizzando ed evidenziando le finalità, ancora non chiare, di una riorganizzazione in atto che ha visto svanire l’ipotesi di un “rientro” al Ministero del Lavoro senza però risolvere le storture derivate da una mancata e reale trasformazione in Agenzia.
Ad oggi l’Ispettorato del lavoro, infatti, nonostante la sua preminente, sociale e reale funzione, non gode di nessun grado di autonomia e continua a soffrire di inefficienze strutturali, organizzative e professionali.
I lavoratori dell’Ispettorato, stanchi oramai di assistere soltanto a manovre di potere che mirano esclusivamente a gestire “poltrone”, chiedono a gran voce di essere messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e i riconoscimenti economici che gli spettano.
A titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, Le elenchiamo alcune delle tematiche che riteniamo indispensabili per la funzionalità dell’INL:
– eccessiva burocratizzazione della fase di certificazione, gestione e controllo degli accordi sindacali, che comporta ritardi inaccettabili nella distribuzione dei riconoscimenti economici ai dipendenti;
– Mancanza di una reale autonomia – ad es. organizzativa e finanziaria – dell’INL;
– Riconoscimento arretrati indennità di perequazione, utilizzo avanzo di bilancio in favore del personale e aumento del FRD, divenuto oramai insoddisfacente;
– Impiego delle risorse derivanti dalle sanzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro anche in favore del personale; – Assenza di una pianificazione strategica che coinvolga tutti i lavoratori, per una riorganizzazione complessiva delle competenze e delle funzioni;
– Inefficienze informatiche legate ai nuovi applicativi ed insufficienza di gestionali informatici, nonostante l’ingente impiego di fondi;
– Incapacità di delineare un quadro definito delle nuove famiglie professionali e delle progressioni verticali ed orizzontali;
– Incapacità gestionale nelle procedure assunzionali e di formazione del personale neoassunto;
– Stallo nelle relazioni sindacali e mancanza di benessere organizzativo.
Per la definitiva risoluzione di queste e altre problematiche, con la presente, si richiede un incontro urgente, precisando che sono già state messe in campo azioni di protesta che culmineranno, in caso di mancata convocazione e di soluzioni soddisfacenti, da parte della S.V., in uno sciopero nazionale, la cui data andremo a comunicare breve.
Distinti saluti.
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FP CGIL |
CISL FP |
UILPA |
FLP |
CONFINTESA FP |
CONFSAL-UNSA |
USB P.I. |
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M.ARIANO |
M. CAVO |
I. CASALI |
A. PICCOLI |
N. MORGIA |
V. DI BIASI |
G. DELL’ERBA / V. SANTURELLI |
Aumentano stress, stanchezza, aggressioni. Investire su prevenzione, organizzazione e personale
Roma, 20 set – “Secondo i dati Inps in Italia ci sono 1 milione e 700 mila aziende, a fronte di circa 3.000 unità di personale addetto alla sicurezza dei posti di lavoro tra Ispettorato nazionale del lavoro e ASL. Ció significa che ogni addetto alla sicurezza dovrebbe prendere in carico, ottimisticamente, circa 566 aziende. Ipotizzando che ogni operatore riesca, in un anno, ad effettuare i controlli in 35 aziende, questo significa che ci vorrebbero 14 anni per visitarle tutte. Un’azienda, dunque, verrebbe controllata una volta ogni 14 anni”.
E’ quanto si legge in una nota di Funzione pubblica Cgil che oggi ha promosso a Roma, presso il Parlamentino di Inail, un convegno dal titolo “Lavorare in salute e sicurezza, si puó”.
“Il settore con la crescita più allarmante è quello della sanità e dell’assistenza sociale. Nel 2022, infatti – scrive ancora Fp Cgil – sono cresciute le denunce di infortuni nel settore sanitario e dell’assistenza sociale (+113,1%) rispetto al 2021. Alla base, nella maggior parte dei casi, un deficit organizzativo che riguarda anche il ‘burnout’, l’accumulo di stress e stanchezza, e le aggressioni”.
“Nella maggior parte dei casi, infortuni, malattie professionali e anche aggressioni sono conseguenza di un problema organizzativo, oltre che dell’assenza di una complessiva cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Manca un adeguamento della normativa – osserva ancora Fp Cgil – che tenga conto della rapida evoluzione tecnologica che ha cambiato il modo di lavorare. Manca la percezione dell’utilità del ruolo degli RLS ed RLST (rappresentanti della sicurezza) che spesso sono visti come adempimenti burocratici invece che come figure essenziali nella filiera della prevenzione. Ma soprattutto manca personale. Pensiamo che ancora molto si possa fare e che molto riguardi la capacità delle aziende di creare una rete di confronto e scambio, anche con le organizzazioni sindacali”, conclude Funzione pubblica Cgil.
“Il 7 in piazza per difendere Costituzione e contratto”
Roma, 20 set – “Trenta denari evocano nella storia dell’umanità un compromesso fatale. Se dovesse essere questa la scelta del governo ci aspetta un autunno di passione. Infatti, leggiamo sulla stampa, perché confronti con il ministro Zangrillo ad oggi non ne abbiamo avuti, che il ministero dell’Economia starebbe valutando il rifinanziamento dell’una tantum come emolumento accessorio previsto già nel 2023 per i dipendenti pubblici anche per il 2024 e pari a circa 30 euro medi lordi, in sostituzione dei rinnovi contrattuali. Se fosse vera questa indiscrezione di stampa, che auspichiamo venga smentita direttamente dal ministro della Pubblica amministrazione e dal ministro dell’Economia, vorrebbe dire non rinnovare i CCNL 22/24 e scegliere di svalutare ancora una volta il lavoro pubblico non garantendo il recupero del potere d’acquisto dei salari compromessi da un’inflazione che corre come mai negli ultimi anni”. Lo dichiara la Segretaria generale di Funzione pubblica Cgil, Serena Sorrentino.
“In attesa di capire cosa veramente è disponibile a fare il Governo, come Funzione pubblica della Cgil in queste ore stiamo consultando le lavoratrici e i lavoratori su questioni che riguardano il lavoro pubblico e i salari che per noi devono crescere in modo adeguato a rispondere all’inflazione e saremo in piazza il prossimo 7 ottobre per difendere la Costituzione e anche il diritto al rinnovo dei contratti”, conclude Sorrentino.