Appena pochi minuti fa abbiamo sottoscritto l’ipotesi di CIE 2019/2021, dopo oltre 13 anni dall’ultimo contratto sottoscritto riportando finalmente la situazione contrattuale ad un regime di normalità

La sottoscrizione consentirà già nelle prossime settimane:

  • l’avvio delle procedure di progressione verticali;
  • l’attribuzione dei differenziali tra il 2023 e il 2024 per tutto il personale rimasto escluso dagli ultimi sviluppi economici;
  • le basi per consentire tutti gli anni una procedura di attribuzione dei differenziali che consentirà a tutto il personale un passaggio economico ogni tre anni.

Un lavoro svolto con l’impegno preso con tutti i lavoratori e le lavoratrici che ci consente di guardare al futuro sicuramente con una certezza: la compattezza che ha caratterizzato questo 2023 è stato il motore trainante per arrivare ai risultati ottenuti.

Vi aggiorneremo dettagliatamente nei prossimi comunicati di sigla sindacale nella convinzione che oggi stiamo riscrivendo una nuova stagione che ci vedrà sempre in prima linea nella difesa delle lavoratrici e dei lavoratori.

FP CGIL   CISL FP   UILPA   USB PI

Mercanti   Molinari   Paglia   Briguori

Al Direttore Generale

Dott. Vincenzo Caridi

Al Direttore Centrale Risorse Umane

Dott. Giuseppe Conte

per il tramite del       Dirigente Area Relazioni Sindacali

Dott. Salvatore Ponticelli

OGGETTO: Richiesta correttivi SAP

Nella giornata di ieri, nel corso dell’incontro sul lavoro agile, abbiamo segnalato alcune anomalie informatiche che hanno ricadute sulla vita della comunità INPS.

Due esempi su tutti:

  • l’art. 39 c. 2 del CCNL riconosce la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge in regime di lavoro agile. Tali permessi non risultano ancora utilizzabili dai dipendenti dell’Istituto;

  • con il d.lgs. 105/2022 è stato disposto che ogni lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave possa suddividere i previsti tre giorni mensili con altri aventi diritto. Non è chiaro se dopo un anno questa opzione sia praticabile o meno in INPS.

Alla casistica sopra riportata aggiungiamo un altro elemento emerso in queste ore: diverse direzioni territoriali risultano orientate a considerare le giornate di assenza per assemblea fruite dal personale di ultima assunzione quali giornate da decurtare rispetto al periodo di prova. Un’indicazione che, ovviamente, non discenderebbe né dalla normativa, né dalle disposizioni contrattuali, ma che sarebbe frutto di un settaggio del SAP.

Inutile evidenziare come l’inquadramento informatico non possa stridere coi momenti di partecipazione sindacale vissuti in INPS, conculcando la possibilità di confronto.

Si richiede, in tal senso, un sollecito intervento risolutivo.

FP- CGIL

Antonella Trevisani

 

È proseguita in data 7 agosto u.s. la contrattazione con l’Amministrazione sul nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Corte dei conti 2022-2024. Ci saremmo aspettati dopo l’incontro approfondito del 1° agosto scorso, che l’Amministrazione esprimesse nei fatti una volontà di chiudere un Accordo così importante per disciplinare il nuovo Ordinamento Professionale della Corte dei conti, nonché i nuovi Istituti previsti dal CCNL Funzioni Centrali 2019-2021, quali ad esempio le nuove Progressioni Orizzontali basate sul Differenziale stipendiale.

MA COSÌ NON È STATO!

L’Amministrazione ha ripresentato la propria proposta con poche modifiche sostanziali, ancora distanti da quelle richieste dalle OO.SS. con la piattaforma del 9 giugno u.s., confermando l’esclusione dell’articolo delle Relazioni Sindacali, nonché prevedendo criteri per le Progressioni Orizzontali che, se attuati, darebbero scarse probabilità di riqualificazione al Personale rimasto escluso dalle PEO 2019, 2020 e 2021. Stesso discorso vale per il confronto sui criteri delle Progressioni tra le Aree in deroga al titolo di studio, ai sensi dell’art. 18, commi 6, 7 e 8 del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, in cui c’è stata persino presentata una proposta peggiorativa rispetto a quella del 1° agosto scorso, prevedendo la riduzione del punteggio dell’esperienza professionale, in luogo di un aumento sproporzionato del punteggio dell’esame finale, di cui non è chiara neppure la modalità operativa. Per non parlare dei criteri dei punteggi relativi ai titoli di studio, per i quali si continuano a distinguere titoli di studio attinenti o meno alle Famiglie Professionali e ad omettere l’attribuzione di punteggi ai titoli di cui il Personale dell’Istituto è attualmente in possesso (ad esempio, il diploma di scuola secondaria di primo grado per il Personale rientrante nell’area degli Operatori).

OCCORRE UN RAPIDO CAMBIO DI PASSO PER ARRIVARE IL PRIMA POSSIBILE AD UNA INTESA!

S. Di Folco   A. Guarente   F. Amidani   U. Cafiero   C. Visca   M. Centorbi

Si è svolta ieri pomeriggio la riunione tra le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione in merito all’informativa trasmessa lo scorso 20 luglio sulle modifiche ipotizzate alla disciplina del Lavoro Agile. In apertura dei lavori, l’Amministrazione ha confermato la volontà di valorizzare lo smart working quale elemento strutturale delle politiche organizzative nei prossimi anni. Lo scopo dell’informativa, in tal senso, era a carattere generale: l’apertura di un confronto più ampio sul lavoro a distanza (agile o da remoto che sia).

Come FP CGIL abbiamo apprezzato questa indicazione, ma abbiamo rilevato – al contempo – tutte le anomalie legate al documento trasmesso, anomalie che ci hanno spinto a chiedere l’incontro odierno.

Quanto al metodo, abbiamo evidenziato come:

  • Dal disposto si evince una netta riorganizzazione dei servizi offerti all’utenza, che impone una profonda riflessione in Istituto.

  • Si prefigura, inoltre, l’ipotesi di una sperimentazione del nuovo regime in alcune realtà territoriali.
    Avendo già vissuto la travagliata esperienza del
    reassessment, con l’annessa sperimentazione top secret di un modello poi calato dall’alto, non vorremmo che la direzione indicata fosse la premessa all’adozione di un modello già deliberato, costi quel che costi senza alcun accorgimento. I risultati delle sedi-pilota di norma vanno discussi e condivisi, pena l’inutilità delle sperimentazioni stesse. Ci chiediamo, in questo caso, se sia possibile adottare una sperimentazione in alcune sedi, considerando l’incidenza sul buono pasto che una scelta simile potrebbe avere.

Venendo al merito dell’informativa:

  • L’art. 37 del CCNL classifica l’adesione al lavoro agile come “consensuale e volontaria”. Qualsiasi disposizione diversa, che vincoli i lavoratori all’obbligo della prestazione in smart working, fosse anche per un solo giorno, corrisponde a un mancato rispetto del contratto.

  • Il lavoro agile dovrebbe essere un elemento di valorizzazione del benessere dei dipendenti, un istituto esercitabile per migliorare lo stile di vita in armonia con le esigenze delle sedi. Irrigidire la prestazione, predefinendo giorni di smart per tutte le lavoratrici e i lavoratori, non sembra rispondere al mandato di fondo del lavoro agile, diventando esclusivamente un metodo per fare economia.

  • Con riferimento ai risparmi, cui l’informativa dedica particolare attenzione, non è chiaro quale voce del bilancio INPS andrebbero a rafforzare. Le risorse confluirebbero nel fondo perché possano beneficiarne i dipendenti? Sarebbero destinate ai mobility manager per ridurre i costi del trasporto pubblico, ricercando soluzioni sui territori in virtù dei Piano di Spostamenti Casa-Lavoro che ogni sede sarà chiamata a realizzare? O finirebbero in un buco nero, come i promessi ristori Covid? Su questi ultimi, l’Amministrazione ha peraltro indicato che è in atto una valutazione per individuare i risparmi di gestione che possono confluire nel fondo, analizzando le spese dal 2018 in avanti.

  • Se il lavoro da remoto è una scelta dell’Amministrazione, quando saranno erogati i buoni pasto annessi alla prestazione? Facciamo affidamento sul fatto che l’INPS – ente a stretto contatto col disagio sociale, con l’inflazione e con l’erosione dei salari – non voglia utilizzare la leva del “lavoro da casa” per indebolire la posizione economica dei propri dipendenti, viepiù dopo aver magnificato, con l’ultimo concorso, le prospettive di crescita economica a tutti i nuovi assunti.

Tutte queste osservazioni le abbiamo poste al tavolo a buon diritto, avendo sempre avuto un approccio laico allo Smart Working. Quando l’Amministrazione introdusse il lavoro agile, in epoca pre-pandemica, contestammo l’assurdo limite di fruizione, l’accesso per una quota ridotta di dipendenti in servizio che confinava i lavoratori in Smart all’interno di una riserva indiana: non era un successo offrire questa possibilità a qualche centinaio di dipendenti in un Istituto di 24mila anime.

Mai ci saremmo aspettati, pochi anni dopo, un cambio così repentino e radicale, tale da ipotizzare una revisione dell’attività lavorativa tout court. Ci sorprende, allora, ancor di più la mancata adozione dell’art. 39 c. 2 del CCNL sulla fruizione di permessi orari previsti da contratti collettivi o dalle norme di legge in regime di lavoro agile. Abbiamo segnalato, sul punto, come ancora non sia possibile assentarsi durante le fasce di contattabilità, rendendo il confine tra smart working e telelavoro estremamente elastico per non dire impalpabile. Ci sorprende, parimenti, sia rimasta inevasa la nostra richiesta di un accesso immediato ad AULA per il personale neo-assunto e per il personale in mobilità: il campo note della procedura potrebbe consentire facilmente l’introduzione di formule di garanzia (es. “accordo valido a decorrere dalla data X”) che renderebbero più celere l’accesso allo smart. A tal riguardo l’Amministrazione ha specificato, in risposta, che il personale neo-assunto potrà presentare la propria richiesta di Smart in AULA solo alla fine del periodo di prova.

Alle osservazioni sopra riportate, abbiamo aggiunto una considerazione finale: l’eventuale riorganizzazione dei servizi di front-end, con un ampliamento degli sportelli per supportare l’utenza che il venerdì/lunedì potrebbe avere solo consulenza da remoto, si scontra con le esigenze di produzione che le sedi territoriali sono chiamate ad affrontare quotidianamente.

Per diminuire gli accessi agli sportelli bisogna liquidare le pratiche, ma se il personale deve presidiare maggiormente il contatto con l’utenza – avendo comunque ancora ranghi ridotti (26mila dipendenti) – è prevedibile l’innesco di un effetto a catena. Resta poi, sullo sfondo, il tema dell’indennità da front-end: coprirà lo sportello da remoto il venerdì? Riuscirà a coprire l’estensione compensativa dello sportello durante la settimana? Si stanzieranno fondi ad hoc per gli straordinari legati a un’eventuale attività di consulenza nel pomeriggio? Sono tutti temi non affrontati.

Quanto all’apporto dato dagli sportelli in web-meeting, abbiamo chiesto di sapere i numeri degli accessi prenotati tramite questo servizio in rapporto agli altri canali (presenza, contatto telefonico) a disposizione dell’utenza. L’obiettivo delle innovazioni è migliorare i processi: i web-meeting funzionano?

A margine dell’incontro abbiamo chiesto nuovamente l’attivazione del tavolo per la vigilanza ispettiva e abbiamo segnalato l’urgenza di fornire una data certa d’ingresso al personale che si accinge a entrare in INPS.

Su questo punto l’Amministrazione ha indicato come, per le nuove immissioni non siano state ancora individuate le sedi. Tra fine agosto e inizio settembre saranno definite le realtà di assegnazione, tenendo come criterio le carenze di servizio. Il 90% delle assegnazioni sarà al Nord, con qualche assegnazione non oltre Marche e Toscana. Prima della metà di settembre dovrebbero partire le PEC per la scelta delle sedi, ottobre dovrebbe essere il periodo di immissione.

Sulle assegnazioni temporanee l’Amministrazione ha ribadito che le domande, processate dopo la fine del periodo di prova, saranno valutate in considerazione di un monitoraggio complessivo sulle istanze pervenute.

 

FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

 

Ancora una volta il Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF,evidenzia le difficoltà nel garantire il soccorso alla cittadinanza e la tutela dei lavoratori del Corpo sull’isola di Pantelleria

Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per le Risorse Finanziarie in merito l’applicazione ed esonero dall’applicazione del massimale contributivo Inps per il personale del CNVVF

Pubblichiamo le note della Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale riguardo gli accertamenti dei parametri fisici per il concorso pubblico per 300 posti per il ruolo Vigile del Fuoco

Pubblichiamo la nota del Dipartimento con la quale da indicazioni riguardo le carenze del personale dei ruoli direttivi e non direttivi che espletano funzioni operative e funzioni tecnico professionali a servizio giornaliero per le risorse straordinarie per il secondo semestre 2023

Pubblichiamo la graduatoria di mobilità per la verifica dati riguardo il ruolo Vigile emanata dalla Direzione centrale per le Risorse Umane

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On. Matteo Salvini

Al Capo di Gabinetto
Dott. Alfredo Storto

Alla Dott.ssa Maria Teresa Di Matteo
Capo Dipartimento per la Mobilità Sostenibile

Al Dott. Calogero Mauceri
Capo Dipartimento per le Opere Pubbliche, le Politiche Abitative,
le Infrastrutture idriche e le risorse umane e strumentali

Al Dott. Enrico Maria Pujia
Capo Dipartimento per la Programmazione strategica, i sistemi infrastrutturali,
di trasporto a rete, informativi e statistici

Al Direttore Generale del Personale
Dott. Lorenzo Quinzi

Alla Div.I Relazioni Sindacali, Servizi Comuni
Dott.ssa Michela Cocurullo

Oggetto: Osservazioni informativa riorganizzazione MIT

Si fa seguito all’incontro del 14 luglio scorso e all’informativa trasmessa in data 20 luglio, relativa alla nuova riorganizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per rappresentare quanto segue.
In premessa va ribadita l’assoluta necessità dell’adozione di un piano straordinario di assunzioni, unico strumento che può permettere di assicurare i diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini e ascrivibili alle funzioni del Ministero. A tal proposito appare di tutta evidenza come, nell’informativa inviata, non sia presente la dotazione organica, strumento indispensabile per comprendere come l’amministrazione intende determinarsi in merito alla penuria di personale che, soprattutto negli uffici periferici, appare assolutamente rilevante. Pertanto la scrivente organizzazione chiede di integrare l’informativa con la tabella di cui sopra.
In seconda battuta, non appare condivisibile, a giudizio della scrivente organizzazione, la scomparsa, in termini di responsabilità dipartimentali, degli obiettivi strategici di “sostenibilità” e di “mobilità sostenibile”. E’ del tutto evidente come questi siano oggi temi strategici per il futuro del Paese, su cui si snoda il dibattito culturale volto a individuare le migliori soluzioni relative al cambiamento climatico del pianeta.
Da ultimo non si condividono le incursioni normative del legislatore che continua a ridurre competenze degli uffici MIT a favore di altri enti pubblici. A tal proposito si fa riferimento all’art.38 del nuovo Codice degli Appalti che, di fatto, trasferisce la competenza sulla localizzazione delle opere pubbliche dello Stato a ogni singola stazione appaltante il che comporta, nel concreto, l’arretramento delle funzioni dei Provveditorati.
Nello specifico della proposta si sottolinea come:
1. il quarto Dipartimento (di cui si condividono le finalità) al quale vengono assegnati compiti di natura trasversale, potrebbe prevedere, oltre alla gestione dei servizi comuni, del personale e dei beni strumentali, anche un ufficio gare unico;
2. dallo schema trasmesso, non appare molto chiara la competenza del contenzioso che, a nostro avviso, dovrebbe avere un’unica filiera di responsabilità;
3. ancora una volta le 15 Direzioni Marittime e le 55 Capitanerie di Porto non appaiono come uffici periferici del MIT, anche se sono sedi in cui operano circa cinquecento lavoratori civili che, ovviamente, dipendono funzionalmente dal nostro Ministero; pertanto, sul punto, si chiede evidenza nella stesura definitiva della riorganizzazione;
4. vi sia poca attenzione agli uffici periferici, sia sul fronte delle DGT-UMC che dei Provveditorati, che continuano ad essere strutture eccessivamente grandi, in termini di aree geografiche, per garantire i servizi di prossimità sul territorio;
5. gli uffici dighe, che dipendono dalla relativa Direzione Generale, restano ancora incardinati nei Provveditorati con le conseguenti criticità di gestione e di conduzione;
6. sarebbe opportuno che le 9 Sedi Coordinate dei Provveditorati in cui vi è un solo ufficio dirigenziale denominato tecnico amministrativo (Bolzano, Trieste, Ancona, Perugia, L’Aquila, Cagliari, Campobasso, Potenza e Catanzaro) possano disporre di due dirigenti, relativi alle due aree diverse di competenza, uno per il settore amministrativo e uno per il settore tecnico;
7. non appare innovativa l’introduzione della figura del vicario nei Provveditorati, posto che la stessa era nella disponibilità dell’amministrazione e che, alla luce dei fatti, risulta essere scarsamente agita.
Dalle considerazioni esposte emerge la necessità, non più rinviabile, di porre maggiore attenzione al territorio e alle sedi periferiche assegnando alle stesse personale (piano straordinario di assunzioni) che possa garantire una corretta e puntuale erogazione dei servizi all’utenza.

La coordinatrice Fp Cgil MIT p. FP CGIL Nazionale

Carmen Sabbatella               Paolo Camardella

ACCOLTE LE RICHIESTE DEL SINDACATO CONFEDERALE: FARE PRESTO MA FARE BENE!

ACCORDO STRALCIO PER LA PARTE ECONOMICA E LE PROGRESSIONI ORIZZONTALI

Sono state accolte, dopo una riunione fiume di 4 ore, le richieste del sindacato confederale. Per fare presto, ma anche per fare bene, vista la complessità di definire contemporaneamente il Contratto integrativo di parte normativa e quello di parte economica, avevamo proposto di stipulare un accordo stralcio della sola parte economica per consentire il pagamento del salario accessorio del 2023 e garantire subito gli sviluppi economici. In particolare:

– Nell’accordo, non ancora perfezionato, considerate le risorse a disposizione, abbiamo confermato gli istituti economici come già definiti nel 2022, respingendo le proposte della performance organizzativa basata sulla sola performance individuale;

– Abbiamo respinto le ipotesi di elevare, da un terzo alla metà, i turni festivi da fare in un anno (limite che in realtà si supera in ogni caso), in assenza di una riduzione dell’orario settimanale a 35 ore come previsto dal CCNL 2016/18 e persistendo la circolare sulle assenze del personale turnista da noi tanto contestata;

– Per gli Sviluppi economici, per i quali Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa hanno chiesto di inserire tutti i 1.120 operatori della prima area e non solo il 50%, come proposto dall’amministrazione, che ha richiamato interpretazioni arbitrarie degli organi di controllo che non lo renderebbero possibile.

– In materia di welfare, introdotto per la prima volta nel recente rinnovo contrattuale, abbiamo preteso che tutti i lavoratori siano destinatari delle risorse nella stessa misura e che, per la prima volta, sia resa pubblica la fonte e la quantificazione delle risorse oltre a rendere nota la differenza tra personale civile e militare, uno dei tanti misteri del Ministero della Difesa. Attendiamo presto la nuova convocazione, non solo per perfezionare l’accordo, così come illustrato, ma anche per definire le progressioni verticali per le quali abbiamo le risorse ma non i dati dei posti disponibili.

FP CGIL                     CISL FP            UIL PA

Marco Campochiaro  Massimo Ferri   Carmela Cilento

Roberto De Cesaris   Franco Volpi

“Nella mattinata di ieri, nel carcere di Monza, il personale di Polizia Penitenziaria ha sorpreso una donna in possesso 100 grammi di sostanza stupefacente introdotta nel penitenziario per poterla poi consegnare a suo figlio detenuto durante il colloquio tra ristretti e familiari”.

Lo comunica Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “L’operazione è stata condotta nell’ambito delle indagini per il contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti in carcere che permette di individuare in maniera preventiva i tentativi dei familiari. Il carcere di Monza è uno dei più sovraffollati d’Italia con 680 detenuti presenti su 400 previsti. Nonostante la carenza di Polizia Penitenziaria, soprattutto nel ruolo degli Ispettori e dei Sovrintendenti, il personale riesce a garantire la sicurezza anche nel contrasto all’introduzione di droghe nel carcere”.

“Il traffico di stupefacenti – prosegue il sindacalista – quando avviene in carcere assume aspetti ancora più gravi perché permette di mantenere e consolidare gerarchie che la detenzione stessa dovrebbe interrompere. Le indagini odierne confermano le nostre preoccupazioni su quanto avviene nelle carceri italiane, anche attraverso l’uso di telefonini e droni, ma confermano anche la fiducia e la stima nelle migliaia di Poliziotti penitenziari che lavorano ancora con determinazione al servizio del Paese. E’ urgente però il potenziamento del servizio cinofili della Polizia Penitenziaria, con unità da impiegare nelle carceri più esposte al traffico di droghe”.

Monza, 09 agosto 2023

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto