A seguito delle convenzioni sull’aspetto psicologico con la CRI per le donne e degli uomini del Corpo, ancora una volta le strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF chiedono chiarezza sul percorso del “Supporto tra pari”, iniziato da anni ma mai decollato in maniera esaustiva
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la situazione del personale RTP e la richiesta di modifica del D.Lgs.127/18
Pubblichiamo di seguito la convocazione – modificata nell’ordine del giorno su espressa richiesta avanzata da FP CGIL CISL e UIL – fatta pervenire da AID per la riunione fissata al prossimo 15 novembre.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
ALLA MINISTRA DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Dott.ssa Marina Elvira Calderone
e p.c.
AL DIRETTORE DELL’ ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO
Dott. Bruno Giordano
OGGETTO: SOLLECITO RICHIESTA URGENTE INCONTRO
Gentilissima Ministra,
Lo scorso 27 ottobre le scriventi sigle Le rappresentarono la necessità di avere un incontro per poter discutere della questione relativa alla mancata perequazione dell’indennità di Amministrazione per il personale di INL e ANPAL, al fine di ottenere l’inserimento nella legge di stabilità 2023 di una norma che la preveda, come già concordato nel tavolo unitario avviato nei mesi scorsi presso il Ministero da Lei presieduto.
Pur rendendoci conto delle difficoltà del contesto, non possiamo non rimarcare, con la presente, l’urgenza di definire una questione che riguarda qualche migliaio di lavoratrici e lavoratori delle due agenzie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Considerata la necessità di chiudere la questione entro il termine ben preciso dell’approvazione della legge di bilancio e che nei mesi scorsi si è registrata “l’ampia disponibilità a procedere”, rinnoviamo la richiesta di un incontro urgente.
In mancanza di una risposta in tempi celeri, riattiveremo lo stato di agitazione, che avevamo solo sospeso nei mesi scorsi, e ci riterremo liberi di avviare ogni iniziativa – compreso lo sciopero – a tutela di lavoratrici e lavoratori per troppo tempo calpestati nella loro dignità professionale.
Roma, 10 novembre 2022
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FP CGIL
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CISL FP
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UILPA
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FLP
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CONFINTESA FP
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CONFSAL-UNSA
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USB P.I. |
| M.ARIANO |
M. CAVO
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I. CASALI
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A. PICCOLI |
N. MORGIA |
V. DI BIASI
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G. DELL’ERBA / V. SANTURELLI |
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo le prime indicazioni operative per l’estensione procedura web per la gestione delle richieste di “Assegnazione temporanea” ai sensi degli artt. 12 e 33 dei DD.PP.RR. 7 maggio 2008 come modificato dai DD.PP.RR. nn. 121 e 120 del 17 giugno 2022.
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF riguardo l’incontro della Banca ore dei fondi di produttività e amministrazione legata all’ attività di studio e ricerca e delle uniformi RTP
Pubblichiamo la nota di rettifica dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Sanitarie e di Medicina Legale dell’8 novembre 2022, riguardo la direttiva tecnico-sanitaria concernente la revisione delle disposizioni inerenti al rilascio/rinnovo delle patenti terrestri e nautiche VF di cui alle circolari n. 3 del 01/06/2010 e MI.SA. n. 8 del 23/03/2006, nota DCFORM prot. n. 16152 del 15/05/2012
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, in merito la richiesta d’ incontro in merito l’organizzazione e l’ individuazione delle sedi disagiate
ELEZIONI PER IL RINNOVO DEI RAPPRESENTANTI DEL PERSONALE
Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici
28, 29 30 novembre 2022
LA PRESENZA DEI RAPPRESENTANTI FP CGIL:
UNA GARANZIA PER I LAVORATORI
Il Consiglio Superiore, in questa passata gestione, si è distinto per la sua indipendenza di giudizio, la capacità approfondita di analisi, l’emissione di pareri in molti casi disallineati dalle scelte gestionali operate dal Ministero, una valutazione approfondita sulle criticità organizzative, a partire dalla drammatica carenza di personale e dal declino dei settori che si occupano della tutela del nostro patrimonio culturale. Questo grazie ad una autorevole gestione del Presidente prof. D’Alberti ed alla composizione qualificata del Consiglio, ma anche grazie all’apporto competente e costruttivo che è venuto dai Rappresentanti dei Lavoratori, ai quali è stato consentito, a differenza delle passate gestioni, di partecipare a tutte le sessioni del Consiglio e non solo a quelle che hanno riguardato le politiche del personale.
In tale contesto è stato fondamentale il ruolo del componente eletto per la FP CGIL che ha fornito un apporto specifico sulle politiche di riorganizzazione conseguenti agli ultimi provvedimenti in materia e sulle politiche del personale, coordinando un gruppo di lavoro costituito ad hoc che ha prodotto un puntuale documento sullo stato dell’organizzazione con particolare riferimento alle condizioni occupazionali, al rapporto con la società in house, la ALES s.p.a. e più in generale all’articolazione del mercato del lavoro connesso ai cicli dei beni culturali.
LA CRISI OCCUPAZIONALE: IL VERO DRAMMA DEL MINISTERO
Una diminuzione drammatica del personale interno, dovuta essenzialmente alla mancata programmazione del turnover, i ritardi ingiustificabili che ancora si registrano nell’attuazione del piano assunzionale, i numeri insufficienti verificabili nella programmazione stessa. Tutto questo si riverbera nella gestione dei servizi culturali, causandone una progressiva compressione, determina una crisi organizzativa profonda in tutti i settori dedicati alla tutela, mina alla base persino gli effetti stessi delle riorganizzazioni operate nel corso di questi anni, determina un ricorso indiscriminato a politiche di esternalizzazione senza tutele per i lavoratori coinvolti che ormai pervade tutta la struttura ministeriale, mette a serio rischio l’attuazione degli obiettivi previsti dal PNRR, tutti sulle spalle dei pochi lavoratori rimasti.
La pandemia ha prodotto una gravissima crisi di tutto il mercato del lavoro legato all’offerta dei servizi culturali, disintegrando livelli occupazionali pervasi da condizioni di sfruttamento e precarietà. La ripresa post pandemica sembra basarsi unicamente sulla scommessa sul turismo e non si intravvedono linee di discontinuità, almeno nelle dichiarazioni programmatiche, con il cambio di direzione politica. La scommessa sembra continuare ad essere tutta incentrata sulla valorizzazione estrema del patrimonio museale e non sul rafforzamento delle strutture interne dedicate alla tutela, alla ricerca ed alla conservazione del patrimonio.
IL MINISTERO POST RIFORME: ADDIO ALLA TUTELA?
Il quadro che presenta il Ministero a seguito dello “tsunami” Franceschini è sostanzialmente caratterizzato dalla disarticolazione organizzativa delle strutture che si occupano delle tutela del patrimonio culturale. La creazione del sistema Museale ha assorbito circa la metà del personale previsto nell’organico ed il maggior numero dei Dirigenti, sottratti ai cicli di tutela. La creazione della Soprintendenza Unica, presentata come una operazione di semplificazione burocratica, in realtà è il prodotto finale di un processo di marginalizzazione del sistema delle Soprintendenze, trasformati in Uffici indeboliti nelle funzioni di tutela sul territorio, senza poteri di spesa, con un organico fortemente ridimensionato e con i Funzionari cosiddetti Capi Area a sostituire i Dirigenti sottratti dai circuiti Museali. Analoga situazione di degrado la vivono Archivi e Biblioteche, che hanno perduto quasi interamente il loro corpus dirigenziale e buona parte del personale, diventando sostanzialmente i settori “cenerentola” del MIC. In tale contesto abbiamo assistito ad operazioni la cui funzionalità è assai dubbia: una proliferazione dei Musei autonomi che ha prodotto la frammentazione dei più importanti circuiti archeologici e museali, il tentativo di coinvolgere le Biblioteche nelle politiche di valorizzazione estrema tramite l’integrazione di alcune di esse nei circuiti museali, una politica dell’offerta culturale legata al principio della mercificazione e dell’utilizzo improprio dei luoghi della cultura, una condizione di insufficienza strutturale rispetto alle disponibilità relativa ai cicli manutentivi e di tutela del patrimonio culturale. La creazione della Soprintendenza Nazionale per il PNRR si è rivelata un utile espediente per operare la cosiddetta “semplificazione” tramite un accentramento delle competenze relative al rilascio dei pareri sui progetti che hanno impatto sul paesaggio. Una scatola vuota che ha solo comportato un aggravio esponenziale dei carichi di lavoro in capo alla DG ABAP ed alle Soprintendenze Territoriali.
IL MINISTERO CHE VOGLIAMO
La premessa indispensabile è che il nostro Paese torni ad investire sulla Cultura perlomeno ai livelli dei più avanzati Paesi Europei e comunque nel giusto rapporto alla quantità ed alla qualità dello straordinario patrimonio che l’Italia possiede.
Se si vuole davvero operare per il cambiamento allora bisogna partire dalla riqualificazione dei servizi pubblici e dal rafforzamento delle strutture che si occupano della tutela del patrimonio culturale. Le riorganizzazioni non sono un esercizio ideologico basato su visioni preordinate senza alcuna attenzione al concreto svolgersi del lavoro ed alle problematiche connesse.
Di conseguenza noi vogliamo confrontarci rispetto ad un progetto di riorganizzazione che comporti prioritariamente i seguenti investimenti organizzativi:
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UN PIANO SERIO DI REVISIONE DEI FABBISOGNI PROFESSIONALI:
occorre riconoscere e inserire all’interno dell’organizzazione generale tutti i processi di innovazione tecnologica legati all’evoluzione ed alla modernizzazione dei modelli organizzativi. Tramite:
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la revisione della distribuzione degli organici nelle aree. Questo comporta una revisione adeguata dei fabbisogni interni alle Aree funzionali, mirata al riconoscimento di ciò che effettivamente serve, nei termini dell’apporto professionale, al funzionamento dei servizi
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l’inglobamento nell’organico previsionale di figure professionali che emergono dai processi formativi e che non trovano allocazione nell’ordinamento interno. Questo comporta un processo di riordino generale dell’ordinamento professionale, da attuarsi tramite gli strumenti che il nuovo CCNL offre nella identificazione delle nuove famiglie professionali;
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una valutazione su un possibile ampliamento dell’organico teorico, recuperando il taglio ultimo prodotto dalla manovra spending review sia per gli organici delle aree che di quelle dirigenziali;
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un investimento straordinario sulla formazione riqualificazione del personale interno, tramite il reperimento e l’allocazione di risorse utili a rispettare la previsione contenuta nel CCNL di un investimento pari all’1% del monte salari. La crescita professionale continua dei lavoratori è condizione essenziale al miglioramento dei servizi ed al giusto riconoscimento dell’apporto dei lavoratori.
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UN PIANO STRAORDINARIO PER L’OCCUPAZIONE
Le misure predisposte appaiono del tutto insufficienti a garantire un corretto ricambio generazionale. La riduzione del 50% del personale, l’innalzamento dell’età media degli addetti sono i fattori che occorre affrontare tramite una corretta programmazione delle assunzioni.
A tal fine è necessario:
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reperire risorse straordinarie, procedere immediatamente alle assunzioni già autorizzate, avviare da subito la programmazione assunzionale e l’emanazione dei bandi di concorso con procedure semplificate e velocizzate al fine di evitare l’impasse degli Uffici che quasi certamente si determinerà in rapporto tra le tempistiche delle uscite per pensionamento e quelle necessarie all’espletamento dei nuovi concorsi;
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realizzare la riforma dell’ordinamento professionale prevista dal CCNL 2019/21, determinando le giuste opportunità di crescita professionale dei lavoratori, definire gli accordi per le progressioni economiche, attuare i passaggi d’area finanziati dal CCNL e tramite le riserve concorsuali per i lavoratori interni da inserire nella programmazione ordinaria;
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garantire le riserve concorsuali al personale interno.
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DIRITTI E DIGNITÀ PER TUTTI I LAVORATORI.
È assolutamente necessario introdurre regole che definiscano tutele e diritti per tutti i lavoratori che, a vario titolo, contribuiscono al funzionamento dei servizi. Una sorta di Codice Etico che uniformi il comportamento del Ministero nella definizione e regolazione del mercato delle esternalizzazioni. In particolare occorre:
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riconoscere finalmente le professioni dei Beni Culturali tramite l’adozione degli atti applicativi la legge n.110/2014;
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definire regole di comportamento che determinino le modalità del ricorso ai professionisti esterni, garantendo trattamenti minimi dal punto di vista delle condizioni normativo-contrattuali ai professionisti in regime di collaborazione;
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eliminare i massimi ribassi negli appalti e rafforzare le clausole sociali di garanzia dei livelli occupazionali, normativi e contrattuali al momento del rinnovo delle concessioni;
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determinare un trattamento contrattuale uniforme di tutti i lavoratori dipendenti presenti nei cicli esternalizzati, garantendo agli stessi l’applicazione di un CCNL coerente con le finalità delle attività svolte;
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prevedere una definizione analitica dei costi relativi al lavoro esternalizzato e pretendere la puntuale applicazione dell’anagrafe delle prestazioni, che deve essere riportata su un piano di trasparenza in modo coerente con le previsioni normative in materia;
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procedere alla progressiva reinternalizzazione delle attività cedute all’esterno e/o relative a fabbisogni professionali emergenti;
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garantire le riserve concorsuali ai contratti flessibili in applicazione della legge Madia.
La proliferazione di riforme dell’apparato ministeriale, che hanno trovato la loro conclamazione nello “tsunami“ Franceschini, è stata uno dei fattori determinanti della grave crisi organizzativa che affligge il Ministero A noi interessa invece un vero spirito riformista che si occupi concretamente dei problemi e trovi soluzioni condivise e fatte proprie dai lavoratori.
Nel MIC il vero spirito riformista non può che partire dall’esigenza di un profondo rafforzamento delle strutture che si occupano della tutela del patrimonio: Soprintendenze, Archivi, Biblioteche e Istituti Centrali e dalla ricomposizione della frattura determinata dalla separazione dei cicli di tutela da quelli della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il MIC deve riacquisire la dignità e la funzionalità del lavoro di tutela e di ricerca e ritrovare il senso vero delle dinamiche dell’offerta culturale nei modi previsti dal Codice dei Beni Culturali e non certo tramite la sua mercificazione che ha trasformato i luoghi della cultura in palcoscenici per eventi estranei alla loro funzione ed in molti casi mortificanti per quello che gli stessi rappresentano per le comunità ed i territori di appartenenza.
La fruizione della Cultura è un diritto costituzionale di tutti i cittadini, una finalità dichiarata dall’art. 9 della Costituzione e non una prerogativa cui possono accedere solo i cittadini più abbienti ed i turisti.
Il nostro impegno in seno al Consiglio Superiore, se avremo la fiducia dei lavoratori, continuerà ad essere costante nel sollecitare il mantenimento di uno spirito autonomo e, qualora necessario, critico verso le scelte operate dall’amministrazione, nella consapevolezza che solo il senso dell’autonomia istituzionale di questo importante organo possa garantire un utile e costruttivo apporto alla determinazione degli obiettivi che ci prefiggiamo.
Su queste proposte chiediamo il vostro voto per le elezioni del Consiglio Superiore
LA NOSTRA LISTA:
FLAVIA GIBERTI
MATTEO SCAGLIARINI
LILITH ZULLI
PER LA TUTELA DEL LAVORO E DEL PATRIMONIO CULTURALE,
PER CHI È DA SEMPRE DALLA PARTE DEI LAVORATORI DELLA CULTURA,
ALLE ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI DEL PERSONALE
AL CONSIGLIO SUPERIORE BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
28, 29 E 30 NOVEMBRE 2022
VOTA E FAI VOTARE LA LISTA FP CCGIL
Nel corso di questi mesi, più volte abbiamo constatato la totale assenza di gestione economica e contabile da parte dell’Ispettorato.
Andiamo con ordine, per rimettere in fila una serie (non esaustiva) di significativi episodi:
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Lo scorso 18 luglio è stata firmata l’ipotesi di accordo di FRD. Da allora, come di consueto, l’ipotesi doveva passare prima al vaglio degli organi interni di controllo e poi a quelli esterni. Veniamo informati che solo a metà settembre il collegio dei revisori ha avuto il tempo (bontà loro! Vuoi che qualcuno debba sprecare un giorno di ferie piuttosto che occuparsi di questa verifica?) di riunirsi per dare il via libera all’ipotesi e mandarla a MEF e Funzione Pubblica; quindi, solo da allora, sono decorsi i 60 giorni necessari per il rientro dell’ipotesi. Nel frattempo, nessuno si è degnato di dare notizie al tavolo sindacale e ai lavoratori per aggiornare sulla situazione, né sappiamo se gli organi di controllo – interni ed esterni – siano mai stati sollecitati. Vista la situazione, si può almeno ipotizzare che ai lavoratori sia dato un anticipo sulle spettanze del FRD, così da evitare che tutte le somme vengano erogate nel 2023 e possano far cumulo con i redditi, così provocando un ulteriore danno a lavoratrici e lavoratori? Dobbiamo chiedere un deferente e fantozziano permesso agli organi di controllo anche per questo o c’è qualcuno capace di farsi valere per tutelare i propri dipendenti?
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Abbiamo avviato la discussione sulle famiglie professionali e, alla richiesta del tavolo sindacale, di sapere se sia stata fatta una quantificazione del famoso 0.55% previsto per le progressioni verticali in deroga, abbiamo ricevuto risposta che si sta aspettando il MEF. Ora, vero che il MEF deve certificare queste somme, ma un’idea di quest’importo qualcuno l’avrà pure, magari semplicemente andando sul sito della Ragioneria Generale dello Stato e facendo le verifiche del caso? O è troppo complesso?
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Nelle scorse settimane pare sia stata emanata – dalla Direzione Centrale competente – una nota agli uffici del territorio in cui si invitava a limitare allo stretto indispensabile alcuni capitoli di spesa, come quelli relativi a: carta e cancelleria; spese postali; spese di condominio; carburanti; materiale informatico; manutenzione ordinaria e riparazione di impianti e macchinari o di beni immobili. In sostanza, se in un ufficio non ci sono più risme di carta per verbali, ordinanze, etc. problemi loro. Se in un ufficio non ci sono più soldi per riparare un bagno rotto, problemi loro. Complimenti. Davvero.
Tutto ciò è inaudito e inaccettabile. Chiediamo che di questa inefficienza di cui fanno le spese le lavoratrici e i lavoratori qualcuno sia chiamato a renderne conto, come dovrebbe accadere in un Paese normale.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
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Matteo Ariano
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Care colleghe e cari colleghi, forse non tutte/i siete a conoscenza che la Polizza Sanitaria prevede anche una copertura assicurativa in caso di premorienza. Il risarcimento spetta ai legittimi eredi del/la dipendente deceduto/a, ancora in servizio, e consiste in: 46.000,00€ per gli eventi fino al 30 giugno 2022; 35.050,00€ per gli eventi dal 1° luglio 2022. La richiesta può essere avanzata, dagli eredi legittimi, entro un anno dall’evento. Pertanto, in questo caso, invitiamo il Personale degli Uffici in cui il/la collega deceduto/a ha prestato servizio, a rivolgersi al proprio Preposto/Dirigente, affinché contatti i legittimi eredi, per comunicare loro la presente informazione e per far sì che gli stessi si rivolgano al Servizio per le Relazioni Sindacali ed il Benessere Organizzativo, per inoltrare la richiesta di risarcimento. Alleghiamo la “Guida in caso di premorienza” ed il modello di denuncia da inviare all’Asdep. Vi ricordiamo, infine, che negli Accordi per i Sussidi 2020 e 2021, appena sottoscritti, esiste la possibilità del Sussidio per spese funebri, sia per i propri familiari che per gli eredi del/la dipendente deceduto/a.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero C. Visca M. Centorbi
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