Com’è noto, si usa l’espressione “fare le nozze coi fichi secchi” quando si fa riferimento a chi vuol far qualcosa cercando di risparmiare o comunque spendere il meno possibile.
E’ questa una costante che spesso abbiamo ritrovato nella storia di questo Ente ed è esattamente questo a cui abbiamo pensato quando abbiamo saputo che in alcuni uffici è stato chiesto ai responsabili di processo di assumere l’incarico di preposto alla sicurezza.
Considerato che nei giorni scorsi l’Amministrazione ci ha comunicato di voler riaprire la discussione sugli incarichi di posizione organizzativa, torniamo a chiedere che sia preliminarmente fatta chiarezza su cosa competa a un Responsabile di processo e quale sia, di conseguenza, la sua responsabilità.
Non possiamo accettare che questi lavoratori diventino, in alcuni casi, il terminale su cui scaricare automaticamente ogni responsabilità.
Proprio per questa ragione, ricordiamo alle lavoratrici e ai lavoratori che dovessero ricevere tale richiesta da parte del proprio dirigente che è in loro piena facoltà rifiutare un’offerta simile, senza poter subire alcuna conseguenza.
Chiediamo, pertanto, all’Amministrazione di chiarire i dettagli di tutto questo al tavolo nazionale, perché non accettiamo di essere messi di fronte ad eventuali iniziative unilaterali.
Roma, 17 ottobre 2022
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
In data 12 ottobre 2022, si è tenuto un incontro tra OO.SS e Amministrazione del MUR.
Come preannunciato nel precedente comunicato siamo stati convocati per la contrattazione di sede per il FRD 2020.
Il testo proposto dall’amministrazione prevedeva che la differenziazione del premio individuale prevista dall’art. 78 del CCNL 2016/2018, pari al 30% del valore medio pro capite dei premi attribuiti al personale, venisse attribuito al 20% del personale.
Poiché le risorse destinate alla differenziazione del premio individuale riduce le risorse destinate al restante personale, come FP CGIL e CISL FP abbiamo chiesto di ridurre tale percentuale fino a raggiungere una mediazione all’8%. Riteniamo infatti che, date le condizioni in cui è costretto ad operare TUTTO il personale dell’Amministrazione sia opportuno non ampliare la forbice delle diverse quote di salario accessorio oltre a quanto già previsto in esito al sistema di valutazione della performance. Quindi solo 8 lavoratori saranno destinatari di tale maggiorazione (corrispondente a circa 300 euro lordi) mentre la media per il restante personale si aggirerà, tra performance organizzativa e individuale attorno ai 2.000 euro lordi.
Abbiamo inoltre sottoscritto definitivamente l’accordo sulla flessibilità dell’orario di lavoro che, come da resoconto della scorsa riunione, ha recepita l’estensione della flessibilità dell’orario in entrata che sarà quindi dalle 7.30 alle 10.30, con la ulteriore possibilità di essere autorizzati dai propri dirigenti ad anticipare di mezz’ora l’orario di entrata, quindi dalle ore 7.00, oppure a posticiparlo alle ore 11.00. È prevista inoltre un’ora di flessibilità in uscita. Inutile aggiungere che il dipendente entro la fascia oraria di flessibilità non è obbligato a fornire alcuna comunicazione, né richiedere alcuna autorizzazione da parte del dirigente.
L’amministrazione ci ha inoltre sottoposto il testo che intende adottare per la regolamentazione del lavoro agile, sul quale abbiamo avanzato alcune ulteriori osservazioni che l’amministrazione ha accolto o si è riservata di valutare, tra cui il periodo di contattabilità di massimo 4 ore, ed una eventuale deroga per i lavoratori fragili al principio generale delle 2 giornate settimanali di smart working.
A margine della riunione sono state chieste informazioni sull’iter per la certificazione dell’accordo sulle progressioni economiche 2022 rispetto al quale l’amministrazione ha assicurato che a breve dovrebbe essere concluso e che comunque sta già procedendo alla predisposizione del bando in modo da poter tempestivamente dar luogo alla procedura una volta ottenuta la validazione dagli Enti di controllo.
Abbiamo inoltre ribadito la richiesta di fissare un calendario di incontri per tutte le materie che il CCNL demanda alla contrattazione integrativa a partire dalla definizione delle famiglie professionali ribadendo quanto già riportato nel comunicato dello scorso 5 ottobre.
Roma 17/10/2022
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FP CGIL |
CISL FP |
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Anna Andreoli |
Michele Cavo |
Pubblichiamo la nota di richiesta di incontro a seguito l’organizzazione dell’evento alluvionale che ha colpito la Regione delle Strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl Uil PA VVF e Confsal VVF
Pubblichiamo l’informativa del Dipartimento per i Primi Dirigenti e per Direttivi che espletano funzioni operative e medici
A seguito della nostra richiesta di chiarimenti in merito la scelta sede per il personale partecipante al corso Capo Squadra decorrenza 2021 pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane
le Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisle Confsal VVF con a lanota unitaria evidenzia ancora una volta la necessità di valorizzare il Comando viste le proprie peculiarità
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale definisce le decorrenza di trasferimento per il personale specialista Nautico di Macchina
Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo riguardo la definizione della fase operativa e indicazione inizio emergenza maltempo Regione Marche.
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, uil PA VVF e Conapo in merito l’organizzazione dei richiami per il personale nautico
Pubblichiamo la nota e i relativi allegati emanati dalla Direzione Centrale per la Formazione riguardo i corsi di formazione per l’Anno Accademico 2022-2023 dell’Istituto Superiore Antincendi
Si è aperto venerdì scorso ufficialmente il tavolo di contrattazione nazionale relativo al CCNI 2022 che dovrà affrontare una serie di nodi ad iniziare dalle riqualificazioni professionali del personale, progressioni orizzontali e verticali, a legislazione vigente ed in prospettiva con l’applicazione delle nuove ed innovative norme sull’ordinamento professionale che il CCNL del comparto Funzioni Centrali 2019/2021 detta per il futuro, come ad esempio la destinazione di una quota del fondo, da destinare alla contrattazione integrativa, ipotesi su cui dovremo ragionare e che ci vede favorevoli.
La discussione si è subito incentrata sulle progressioni orizzontali a legislazione vigente, per le quali l’Amministrazione ha preannunciato una proposta di riqualificazione professionale che coinvolgerebbe solo il 30% del personale potenzialmente interessato ai passaggi all’interno delle aree professionali (circa 4.200 colleghi su 13.944) con l’esclusione di una vasta platea di colleghi, il 70%, ai quali sarebbe preclusa tale prospettiva nell’ambito dell’attuale ordinamento professionale.
Rispetto a tale proposta abbiamo chiarito che le progressioni orizzontali a legislazione vigente devono abbracciare tutto il personale all’interno delle aree A, B e C, senza alcuna esclusione, al netto del personale apicale per il quale, in attesa dell’applicazione delle nuove regole sui differenziali stipendiali ex CCNL 2019/2021, vanno individuate soluzioni economiche, già sperimentate con successo in passato, tali da compensare la riduzione del salario incentivante derivante dal finanziamento dei passaggi il cui onere finanziario, lo ricordiamo, è a carico del Fondo di Ente. L’idea, proposta da altri, di diluire nel tempo le progressioni, spalmandole su più annualità con un CCNI 2022/2023, come ha precisato l’Amministrazione nel corso del “confronto”, non è tecnicamente applicabile in ragione del passaggio, dal prossimo 1° novembre, dall’attuale ordinamento professionale ad un nuovo assetto che cambia radicalmente il quadro normativo di riferimento. Del resto siglare un CCNI biennale oggi, alla luce dei recenti orientamenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di tassazione del salario accessorio, orientamenti esplicitati nel corso del 2022, significherebbe falcidiare con la tassazione corrente, rispetto alla più conveniente tassazione separata, i saldi incentivanti 2022 e 2023 relativi ad un salario accessorio negoziato lo stesso anno di imputazione o addirittura l’anno precedente!
Esprimiamo qualche perplessità rispetto all’ipotesi di cumulare i fabbisogni assunzionali previsti nel P.T.F.P. 2022/2024 sulle progressioni verticali che, lo ricordiamo, prevede già per le progressioni verso l’area C in conto 2022 904 progressioni verticali, 751 sul 2023 e 499 sul 2024 (numeri ai quali aggiungere i residui delle progressioni verticali in corso ex art.22, comma 15, del D.lgs. n.75/2017), mentre per le progressioni verso l’area B 585 passaggi in conto 2022 e 64 in conto 2023. Su tale versante occorrerebbe, forse procedere progressivamente con i numeri contemplati nel P.T.F.P. 2022/2024 man mano che arriveranno le autorizzazioni ministeriali e cogliere le opportunità offerte dal nuovo CCNL che prevede la possibilità entro il 31 dicembre 2024 di attivare i passaggi di area in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso all’area superiore sulla base di procedure valutative semplificate che valorizzano l’esperienza maturata, i titoli di studio e le competenze professionali.
Altri temi solo accennati e non oggetto di approfondimento sono stati quello delle famiglie professionali trasversali alle aree che il CCNL affida non più al confronto, bensì alla contrattazione integrativa e quello della quarta area o area delle elevate professionalità il cui finanziamento va contestualizzato nel quadro di un fabbisogno di personale i cui numeri rischierebbero una contrazione, per cui si rende necessario trovare un giusto equilibrio: su tali argomenti l’Amministrazione non ha ancora formulato alcuna proposta, limitandosi a un’illustrazione di carattere generale e rinviando ad una fase successiva la formalizzazione di eventuali proposte sulle quale potersi confrontare e discutere.
Il “confronto” proseguirà in settimana per verificare la disponibilità dell’Amministrazione a rivedere le proposte minimali fatte al tavolo di contrattazione.
Roma, 17 ottobre 2022
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FP CGIL Antonella Trevisani |
CISL FP Paolo Scilinguo |
UIL PA Sergio Cervo |
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Gen. A. Conserva
Al Vice Capo di Gabinetto personale civile Difesa
Dr. Francesco Rammairone
e,p.c.
Al Presidente e ai componenti
della delegazione trattante del Ministero della Difesa
Le scriventi organizzazioni sindacali confederali sono state informate dell’avvenuta pubblicazione sul sito di Persociv del comunicato che segue.
< In data 13 ottobre la delegazione di parte pubblica, presieduta dal Dott. Lorenzo Marchesi, ha avviato la contrattazione integrativa per la definizione delle “Famiglie Professionali” del nuovo ordinamento professionale, incontrando – nella prima sessione dei lavori – le sigle sindacali CONFINTESA, CONFSAL, USB. Nel corso degli incontri, tenutisi a “Tavoli separati” e in modalità blended (in presenza/da remoto) è stata illustrata – come Razionale in allegato.
– la piattaforma negoziale proposta dall’amministrazione, inviata preventivamente alle sigle il 07 ottobre u.s.. La delegazione incontrerà martedì 18 ottobre p.v. le altre sigle, per chiudere la prima tornata contrattuale il cui obiettivo è pervenire ad un documento condiviso>.
Orbene, il cosiddetto “razionale” allegato al predetto comunicato altro non è che una dichiarazione di intenti fatta incautamente pubblicare – a giudizio delle scriventi – dal Presidente della delegazione trattante sul sito di Persociv ancor prima di aver avviato la contrattazione collettiva integrativa prevista dagli artt. 7 e 18 del vigente CCNL F.C.
2019/2021 con le organizzazioni sindacali confederali FP CGIL – CISL FP e UIL PA, ovvero con le organizzazioni sindacali che insieme rappresentano circa il 75% del personale civile dell’A.D.. Un atto di una gravità inammissibile, mai verificatosi prima alla difesa.
Per giunta, non solo si spacchettano i momenti di negoziazione tra le parti convocando motu proprio le riunioni senza averne concordato preliminarmente le date – come invece è sempre avvenuto nel passato alla difesa, e come abitualmente si fa in tutte le PP.AA. nel rispetto dei reciproci obblighi e impegni –, costringendo così le organizzazioni sindacali a comunicare la propria impossibilità a presenziare per la sovrapposizione di impegni indifferibili, ma ora addirittura si diffonde in maniera impropria e unilaterale un documento che non è ancora stato discusso al tavolo di contrattazione con tutte le OO.SS. e che rischia di creare solo tanta ingiustificabile confusione tra le lavoratrici e i lavoratori interessati.
E allora chiediamo: è forse questa la maniera corretta di agire il sistema di relazioni sindacali innovato dal Contratto collettivo nazionale di lavoro 2019/2021 sottoscritto tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, le Confederazioni sindacali e i Sindacati Nazionali confederali di Categoria il 9 maggio u.s.? E allo stesso modo: si può ritenere corretta una pratica delle relazioni sindacali che non risponde alle istanze e alle comunicazioni inviate dalle maggiori organizzazioni sindacali del personale della difesa e, più in generale, del paese? E ancora: fino a quando sarà consentito all’attuale presidente e ai componenti della delegazione trattante nazionale del ministero della difesa di continuare a provocare impunemente – a giudizio delle scriventi – le rappresentanze sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, rischiando peraltro di causare danni irreparabili agli interessi e alle legittime ambizioni di questi ultimi?
Domande legittime, che meritano risposta e un intervento risolutivo del vertice politico di codesto dicastero. Nell’ambito del quale sarebbe anche opportuno chiedere al presidente della predetta delegazione se, come abbiamo già chiesto noi senza ricevere alcuna risposta, dal 1° novembre p.v. la direzione generale del personale sarà in grado di recepire e attuare quanto stabilito dall’art. 18 del menzionato CCNL in tema di trasposizione automatica dei profili dal vecchio sistema ordinamentale al nuovo ordinamento professionale, visto e considerato che hanno avuto ben 5 mesi di tempo per definire gli adempimenti necessari.
Per quanto ci riguarda, egregi, non abbiamo alcuna difficoltà a dichiarare che la misura è colma, come esaurita è la pazienza che FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno fin qui responsabilmente esercitato, da ultimo in occasione della definizione dell’FRD e delle progressioni orizzontali da noi fortemente volute, ad esclusivo beneficio della tutela degli interessi del personale rappresentato.
In ragione di quanto appena espresso, e nelle more delle valutazioni che unitariamente si stanno compiendo anche con i rispettivi uffici legali, le scriventi OO.SS. oltre a continuare a sostenere le ragioni e le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa già pianificate per le prossime settimane, ritengono – a maggior ragione oggi – di non poter escludere ulteriori manifestazioni di protesta organizzate con forme molto più incisive di quelle svolte nel recente passato.
Oggettivamente, non la migliore espressione di benvenuto al nuovo Ministro della Difesa.
Restiamo in attesa di cortese urgente riscontro.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi