Per grazia ricevuta

In queste ultime settimane e sempre con maggiore chiarezza emerge l’assoluto disinteresse con il quale sia il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che quello della Giustizia Minorile e di Comunità hanno gestito e continuano a gestire il rapporto di lavoro con i loro dirigenti collocati ai vertici degli istituti penitenziari per adulti, per minori e presso gli Uffici dell’esecuzione penale esterna.

Le nuove assunzioni portate a compimento dopo 15 anni di “siccità” concorsuale, non sembrano sollecitare la decisione a riconoscere finalmente al ruolo della dirigenza il valore (giuridico, economico e pensionistico) che merita, essendo questa funzione il cardine della gestione dell’esecuzione penale sia interna che esterna, sia per gli adulti che per i minori.

Questa dirigenza pubblica viene definita come “non contrattualizzata” alla stessa stregua della dirigenza cui afferiscono la carriera diplomatica e quella prefettizia. “Non contrattualizzata” è termine fuorviante perché queste dirigenze hanno un loro contratto. Si tratta di quel procedimento negoziale che, per la dirigenza penitenziaria, fu correttamente normato dal D.L. n. 63 del 2006 e fino ad oggi disatteso. Si tratta di un manifesto caso di disapplicazione delle norme che si reitera dal 2006.

Da allora ad oggi, le Amministrazioni del DAP e del DGMC hanno preferito la strada dei cosiddetti “effetti indotti” ritenendo che questa Dirigenza potesse essere accontentata con quanto residuava agli esiti della contrattazione per i dirigenti della POLIZIA di Stato. Tutto questo nel silenzio assordante delle OOSS più rappresentative della categoria.

La Dirigenza penitenziaria, quindi, appare avere meno dignità di quella che invece viene riconosciuta alla dirigenza della polizia penitenziaria e delle altre Forze dell’Ordine, che oggettivamente sono nelle condizioni di poter determinare il proprio trattamento giuridico ed economico attraverso la contrattazione collettiva propedeutica all’adozione del DPR di recepimento dell’accordo tra le parti.

Questa O.S. non riesce a comprendere come sia possibile che le altre rappresentanze sindacali della categoria celebrino i risultati di una contrattazione che NON ha riguardato questa Dirigenza, tanto da non venire neanche menzionata tra le categorie professionali alle quali gli aumenti stipendiali vengono riconosciuti nell’ultimo decreto.

Questo stato di cose consente agevolmente di capire il perché dei continui tentativi di soverchiare la responsabilità di questa dirigenza da parte di altre dirigenze.

PER NOI FPCGIL la funzione ed il ruolo della dirigenza penitenziaria sono fondamentali per un sistema penitenziario e dell’esecuzione penale moderno ed innovativo, rispettoso dei diritti e delle prerogative di tutte le componenti professionali che devono sapere fare squadra e non essere perennemente in competizione tra loro.

PER QUESTO CONTINUEREMO A LOTTARE PER evitare che i dirigenti penitenziari debbano continuare ad attendere miglioramenti economici e giuridici con “il cappello in mano”.

L’adesione a questa OS da parte dei dirigenti penitenziari sta crescendo e questo ci consente di accrescere la rappresentatività e il peso ai tavoli negoziali.

GRAZIE per la fiducia e per chi non lo avesse ancora fatto: iscrivetevi alla FPCGIL.

La Coordinatrice Nazionale

FP CGIL

Carla Ciavarella

Pubblichiamo la nota con la quale il Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF ribadisce la necessità di un incontro in merito l’organizzazione del soccorso nelle emergenze e nelle calamità

Pubblichiamo la nota di rettifica così come evidenziato in precedenza in merito l’incentivazione del personale formatore impegnato nei percorsi “intensivi”  dei corsi 92° e  93° AAVVF

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo l’invio dell’ elenco del personale del ruolo Vigile del Fuoco non specialista avente titolo al trasferimento

Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per l’Emergenza, il Soccorso tecnico e l’Antincendio Boschivo in merito l’ emergenza causata dall’evento climatico nella regione Marche. Istituzione del comando regionale di area colpita e assetti sala crisi nazionale.

Al Capo DGMC
Dott.ssa G. Tuccillo

prot.dgmc@giustiziacert.it

Al Direttore Generale PRAM

Dott. G. Cacciapuoti

prot.dgmc@giustiziacert.it

ROMA

OGGETTO: SISM, SIEPE e lavoro agile

Questa O.S. intende portare all’attenzione, a seguito di ripetute segnalazioni da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di questa Amministrazione, come, ad oggi, tra i software fruibili in modalità ‘accesso remoto’ manchino proprio il “SISM” ed il “SIEPE”, applicativi specifici e centrali nella gestione dei casi da parte degli operatori.

Pur riconoscendo lo sforzo che il DGMC ed il DGSIA hanno effettuato in termini infrastrutturali a seguito dell’implementazione del modello smart working in maniera più diffusa, questa O.S. vuole sottolineare l’importanza strategica di tali ‘programmi’.

Non sfuggirà, infatti, all’attenzione delle SS.LL. che poter ‘aggiornare’ il fascicolo virtuale dell’Utente in maniera repentina attraverso la modalità ‘Smart’ produrrebbe in termini lavorativi una razionalizzazione ed una velocità d‘informazione che renderebbe la banca dati più aderente alla realtà e non sottoposta a ritardi fisiologici che, già ad oggi, in parte affliggono tali applicativi, soprattutto rendendo ‘smartabile’ attività che hanno tutti i presupposti per esserlo, adeguando parte della IT su cui essi poggiano.

La FP CGIL sicura di un accoglimento di quanto proposto perché perfettamente in linea con gli obiettivi di ‘vision’ del lavoro agile, non mancherà di seguire quanto evidenziato al fine di migliorare i risultati di performance che il lavoro in ‘Smart’ può produrre da remoto.

Si resta in attesa di riscontro e si porgono cordiali saluti.

Per la FP CGIL

Paola Fuselli

Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione

In data 15 luglio 2020, come è noto, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto un importante accordo che, dopo oltre dieci anni, ha ridefinito i criteri di mobilità del personale dell’organizzazione giudiziaria. Come già avvenuto in passato presso codesta amministrazione e presso tutte le altre amministrazioni della Giustizia, l’accordo all’art. 23, sotto la rubrica “interpello straordinario riservato a dipendenti in posizione di distacco”, prevede la stabilizzazione presso l’ufficio ove attualmente prestano servizio dei lavoratori distaccati. La norma de qua si apre indicando la data di pubblicazione dell’interpello (“entro il 1° giugno 2021 l’Amministrazione bandirà…”) ed esclude dalla stabilizzazione tutti i distaccati che, in quanto neoassunti, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda risultano sottoposti al vincolo quinquennale di permanenza nella sede di prima assegnazione ex art. 35, comma 5 bis, D.L.vo 165/2001.
Orbene, codesto Generale Ufficio, il 7 settembre scorso ha formalmente comunicato alle organizzazioni sindacali per il prossimo 29 settembre, quindi con circa sedici mesi di ritardo, la pubblicazione dell’interpello ex art. 23 cit.. Tale ritardo, del tutto immotivato, poiché ha ridotto il numero dei lavoratori potenzialmente beneficiari della procedura di stabilizzazione (saranno esclusi innanzitutto quei lavoratori che nelle more della pubblicazione risulteranno rientrati nelle sedi di appartenenza), ha vanificato la ratio stessa norma: liberare, a beneficio lavoratori dei neoassunti, i posti negli uffici di provenienza dei distaccati. È noto, infatti, che il distaccato occupa de facto due posti in organico, quello nell’ufficio di provenienza e quello dell’ufficio ove presta attualmente servizio.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL, facendo seguito alle reiterate richieste in tema di mobilità, allo stato rimaste senza alcun riscontro (allegati 1-3), chiedono, con riferimento alla procedura di stabilizzazione di prossima attivazione ed in ragione dei sedici mesi di ritardo accumulato nella pubblicazione dell’interpello: di modificare in melius il termine indicato nell’art. 23 n. 2 consentendo la partecipazione alla procedura a tutti i lavoratori che abbiano un anno di distacco alla data del 1.10.2021; di derogare al vincolo quinquennale in favore dei distaccati neoassunti in applicazione del parere della Funzione Pubblica n. 0103321/2022 del 24.3.2022, in quanto sopravvenuto all’accordo; di stabilizzare presso la sede ministeriale, con la medesima procedura, i lavoratori provenienti da diversi uffici giudiziari attualmente distaccati – non comandati – alla Scuola Superiore della Magistratura. Inoltre, CGIL CISL e UIL, previa riconvocazione con urgenza del tavolo negoziale, chiedono di definire una nuova procedura di stabilizzazione che, fermo restando il disposto dell’art. 23 comma 4 (divieto di posizioni soprannumerarie), consenta di ampliare ulteriormente il numero dei lavoratori da stabilizzare anche estendendo la procedura al personale applicato ex art. 20 del vigente accordo di mobilità.
CGIL CISL e UIL si riservano l’adozione di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro.

Distinti saluti

FP CGIL   CISL FP     UIL PA
Russo        Marra        Amoroso

A distanza di oltre un mese dalla conclusione del confronto sul lavoro agile e sul lavoro da remoto e dalla emanazione delle relative circolari, entrambe le forme di lavoro a distanza stentano a partire.

Le motivazioni sono di natura diversa.

Per il lavoro agile, i dirigenti continuano a chiedere al lavoratore progetti che migliorino il livello quali/ quantitativo del servizio non riferendosi alla norma che chiarisce, invece, che si tratta solo di una diversa tipologia di rapporto di lavoro basata sulla particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, introdotta per incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Detto per inciso, l’incremento della competitività, il miglioramento dei servizi e l’innovazione organizzativa da sempre rappresentano obiettivi dell’amministrazione: è chiaro quindi che sono la base sia del lavoro in presenza che del lavoro agile. Si tratta, quindi, di un obiettivo collettivo dell’intera organizzazione e non del singolo lavoratore.

Assurdo e incomprensibile, invece, è il motivo che impedisce l’avvio del lavoro da remoto con vincolo di orario: infatti, a tutt’oggi, non è ancora operativo il sistema che deve consentire la rilevazione a distanza dell’orario dei lavoratori. Appare paradossale, parlare di innovazione tecnologica e digitalizzazione della PA, quando la stessa non riesce a individuare un un sistema applicativo, anche di facile reperimento sul mercato, impedendo, per tal verso, la fruizione di una forma di espletamento dell’attività lavorativa, soprattutto se questa è stata già prevista da un CCNL e regolamentata dalla stessa amministrazione.

Come Fp Cgil, chiediamo che l’applicativo sia disponibile nel più breve tempo possibile e che, nelle more, l’amministrazione stipuli gli accordi individuali con i lavoratori che ne hanno fatto richiesta.

Sul lavoro da remoto, inoltre, viene segnalato che alcuni dirigenti chiedono di esibire certificati catastali, certificati di abitabilità e degli impianti dell’immobile in cui si svolgerebbe l’attività lavorativa. Sul punto basterebbe far riferimento alla normativa vigente (D.lvo 81/2008) e non a cervellotiche disposizioni che non hanno alcun supporto legislativo.

Al fine di superare le problematiche e le criticità segnalate, abbiamo già richiesto all’amministrazione, unitamente alle altre OO.SS., un incontro urgente.

la Coordinatrice nazionale MIMS       p. la Fp Cgil Nazionale

Carmen Sabbatella                            Paolo Camardella

Ancor auna volta il Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF  evidenziano la mancata organizzazione e pianificazione nei corsi in ingresso per AAVVF, questa volta è il 93° corso AA.VV.F con il modulo SAF Basico

Pubblichiamo la nota del Dipartimento in merito le aspirazioni di trasferimento per il personale del ruolo Vigile del Fuoco in servizio presso le sedi di Pantelleria e Lampedusa

A seguito dell’ ennesima  richiesta di chiarimento del Coordinamento Territoriale  Fp Cgil VVF sull’organizzazione e pianificazione didattica dei corsi in ingresso per AA.VVF in particolare per i corsi 92° e 93° pubblichiamo la risposta della Direzione Centrale per la Formazione nella quale ancora una volta si evince la completa mancanza di volontà nel rispettare le corrette relazioni sindacali e risolvere le ataviche condizioni lavorative del personale formatore e di quello discente

A seguito dello sciopero indetto unitariamente dalle Strutture Territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF, Confsal VVF Conapo e Usb VVF pubblichiamo il comunicato stampa con il quale oltre ad evidenziare la riuscita dello stesso, mette in evidenza le problematiche relative all’organizzazione del soccorso di tutto il personale del Corpo e quello relativo al soccorso alla cittadinanza

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