Lo scorso 5 luglio si è tenuto incontro sulla produttività. In particolare, si è anzitutto discusso dei dati consolidati del 2021 e dei dati del primo trimestre 2022.

Abbiamo anzitutto contestato che una documentazione così corposa ci sia stata inviata con anticipo di neanche 24 ore e abbiamo, pertanto, ribadito la richiesta di ricevere la documentazione almeno con tre giorni lavorativi di anticipo. 

I dati produttivi del primo trimestre 2022 evidenziano: un generale calo di produttività, un indice di giacenza molto alto e il dato della produzione nazionale che segna un -13%. Tutto ciò, a nostro parere, dimostra la grave carenza di personale oramai generalizzata che i lavoratori dell’Istituto, nonostante tutti i loro sforzi, non riescono più a colmare.

Per questo, pur considerando che stiamo parlando di dati non ancora definitivi, abbiamo chiesto che non vi sia alcuna penalizzazione per il salario accessorio dei lavoratori, ribadendo la preoccupazione per aver fissato come obiettivo dei progetti speciali tutti su delle criticità croniche dell’Istituto e in un momento in cui si registra una contrazione della consistenza del personale mai avuta prima.

L’Amministrazione, nel concordare sulla grave carenza di personale, ha invece evidenziato che il calo generale dei dati del primo trimestre sarebbe dovuto a un “crollo” dei prodotti COVID, per cui si dovrà provvedere ad una riassegnazione del personale nelle strutture per adeguare gli organici in relazione agli obiettivi. Ad ogni modo, non ritiene che al momento la situazione sia preoccupante.

In merito ai dati del 2021 il confronto è stato sostanzialmente eluso dall’Amministrazione in quanto i dati consegnati risultano già validati dall’OIV. Le modalità con cui l’Amministrazione sta operando non sono assolutamente condivisibili: portare al tavolo del confronto dati sui cui non vi è alcun margine di discussione e non rispettare gli impegni assunti all’incontro di marzo, ci sconcerta.

A questo punto, chiediamo di capire le ragioni per cui otto strutture non raggiungono il parametro 100 dell’incentivo speciale, pur avendo superato abbondantemente il parametro 124 dell’incentivo speciale, a dimostrazione che i prodotti sono stati lavorati abbondantemente dai lavoratori, e forse c’è da fare una riflessione sulle scelte organizzative messe in atto in quelle strutture che i lavoratori non possono pagare, non potendovi incidere.

Si è poi tenuto un incontro dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione (OPI), per esaminare la bozza di nuova articolazione organizzativa dell’Area Professionale Tecnico-Edilizia. La proposta presentata dall’Amministrazione verte su un equilibrio che possa garantire maggiore funzionalità alla struttura. Al Coordinamento generale e ai 19 Uffici di Coordinamento Tecnico Regionale (operanti in ciascuna Direzione, ad eccezione della Valle D’Aosta), si affiancheranno 10 uffici di Coordinamento tecnico centrale, ciascuno depositario di specifiche competenze. 

Nessun cambiamento, invece, sul piano territoriale, dove i CTR manterranno l’attuale articolazione per garantire piena continuità operativa. 

Da parte nostra, abbiamo rilevato che lo scopo comune è quello di rafforzare l’area in chiave strategica. I problemi sullo sfondo restano legati alla dotazione organica delle strutture: la grave carenza di personale – la cui età media è la più alta dopo quella del personale medico – rappresenta un limite molto serio per l’efficacia operativa dell’Area Tecnico-Edilizia. L’Amministrazione ha segnalato che si sta valutando la possibilità di un apposito bando di concorso. Speriamo in tempi rapidi e possibilmente prima che il paziente sia morto.

Roma, 8 luglio 2022 

FP CGIL INPS

Antonella Trevisani

 

 

LAVORO AGILE
PARTITO IL CONFRONTO

Questa mattina, a seguito delle nostre reiterate richieste, si è aperto il confronto per la definizione dei criteri di accesso alla prestazione lavorativa in modalità agile presso il Ministero dell’Istruzione.
Relativamente al documento predisposto dall’amministrazione, abbiamo formulato alcune prime osservazioni in particolar modo chiedendo:

• che l’accesso al lavoro agile venga consentito a tutto il personale, anche a coloro che hanno contatto con l’utenza nelle giornate in cui non è previsto l’accesso al pubblico;

• di modificare, al fine di renderla conforme al CCNL quale “fonte primaria” da rispettare, la proposta formulata sulla durata dell’accordo individuale, riportando per intero la previsione contrattuale (art. 38, comma 1, lett. a CCNL) che consente la possibilità che lo stesso possa essere a termine o a tempo indeterminato;

• di ampliare quanto più possibile il numero di giornate in cui poter svolgere l’attività lavorativa in modalità agile e di ancorale ad un arco temporale mensile o plurimensile;

• che vengano attuate, deroghe ai predetti limiti temporali a beneficio di quei lavoratori che hanno particolari necessità dovute a situazioni di salute, di cura di familiari o figli minori in età scolare fino ai 13 anni, ovvero che necessitino di maggiore tempo di percorrenza per il raggiungimento della sede di lavoro;

• di circoscrivere a 3 ore la fascia di contattabilità;

• di avviare tutte le attività propedeutiche all’attivazione del lavoro a distanza, con particolare riferimento alle strumentazioni  informatiche necessarie per la tracciabilità della prestazione, nonché del coworking con l’apertura di interlocuzioni mirate con Enti locali, ANCI e altre amministrazioni pubbliche.

Nel corso dei prossimi giorni, anche alla luce delle segnalazioni che arriveranno dal personale, provvederemo ad inoltrare  all’amministrazione delle osservazioni più puntuali sul testo del documento che ci è stato proposto.

Roma, 08/07/2022

FP CGIL                                             CISL FP
Anna Andreoli/Davide Perrelli    Michele Cavo

A meno di ventiquattro ore dalla dichiarazione di stato di agitazione del personale, inviata ieri da FP CGIL, CISL FP, UIL PA, Confsal-Unsa e FLP, si è già avuto un primo riscontro positivo.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, infatti, ci ha convocato per martedì alle 10 e preannunciato che nella stessa mattinata saremo ricevuti dal Viceministro con la delega per l’Agenzia delle Entrate Laura Castelli.
Ovviamente, nel dichiararci soddisfatti di questo primo risultato, siamo ben consci che la strada è ancora lunga e che le nostre richieste non potranno essere annacquate da diverse e meno concrete istanze.
Lo stato di agitazione permane poiché stiamo riavviando l’interlocuzione con la politica, interrotta solo a causa della pandemia di Covid. A questo si aggiunga che tra le richieste di queste sigle sindacali vi sono nodi da sciogliere che dipendono solo dall’Agenzia e non dalla politica e che anche a quelle istanze attendiamo risposte precise.
Intanto ci presenteremo con una sola voce martedì dal viceministro, decisi a risolvere i due problemi più annosi: la carenza di personale e i fondi relativi alla produttività che non possono essere tagliati fino ad azzerare l’incentivo complessivo spettante ai lavoratori per gli obiettivi raggiunti.
Siamo comunque fiduciosi perché l’esordio del rilancio della “vertenza fisco” non poteva essere migliore. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi, pronti a chiamare alla mobilitazione tutti i lavoratori nel caso in cui le risposte della politica fossero insoddisfacenti.

Roma, 8 luglio 2022

FP CGIL        CISL FP    UIL PA     CONFSAL/UNSA     FLP
Gamberini    De Caro    Cavallaro  Sempreboni          Patricelli

Conciliazione sul MarTA: il MIC rinuncia ai vigilantes.

La vicenda del Museo Nazionale Archeologico di Taranto, che ha visto in questi giorni l’insorgenza di un grave conflitto dovuto, oltre che a motivi relativi alla gestione interna del Museo, al grave precedente relativo all’utilizzo dei vigilantes privati in sostituzione del personale interno in occasione della prima domenica di questo mese, si è fortunatamente conclusa con un esito positivo a seguito della riunione del tavolo nazionale, convocato di gran fretta dalla DG Musei per un tentativo di conciliazione e che ha visto, tra l’altro, l’interruzione ed il ritiro dell’affidamento ai vigilantes del servizio di vigilanza interno al Museo.

Non possiamo, quindi, che esprimere soddisfazione per avere contrastato con successo un tentativo di stravolgere il senso della funzione squisitamente pubblica della tutela e della custodia del patrimonio culturale, che il Codice dei Beni Culturali affida esclusivamente ai dipendenti pubblici, ed evitato un precedente che avrebbe potuto condizionare molte scelte dei cosiddetti direttori manager, avvinti dalla necessità di dimostrare a tutti i costi incrementi di visitatori tramite la massimizzazione degli orari di apertura in grave carenza di personale.

Ma allo stesso tempo non vengono meno i motivi della nostra forte preoccupazione sullo stato dei servizi che il Ministero dovrebbe offrire, che non riguardano solo i settori più esposti mediaticamente, ma l’insieme delle attività di tutela e conservazione del patrimonio culturale penalizzate pesantemente da una serie di riforme dal pesante taglio liberista delle riorganizzazioni in salsa franceschiniana e su cui i fattori strutturali di crisi organizzativa che denunciamo incidono in maniera persino più grave rispetto ai cicli museali.

In questo contesto il caso MarTA è emerso solo grazie all’improvvida decisione della sua Direzione di annunciare la chiusura del Museo nelle domeniche e quella scellerata del Ministro di utilizzare i vigilantes privati, forse con l’intento di replicare il caso Colosseo, quando la convocazione di una legittima assemblea scatenò una caccia mediatica ai lavoratori del Ministero e causò l’intervento liberticida sul diritto allo sciopero nei luoghi della cultura, ad opera dell’attuale ministro. Se questo effetto non si è evidenziato è solo perché emerge sempre più la consapevolezza, da parte delle comunità e dei media locali, degli effetti contraddittori tra la politica degli annunci di creazione di siti che dovrebbero dare lustro ai territori e la realtà del progressivo arretramento dei servizi pubblici dedicati e dei mancati investimenti sulle nuove strutture ministeriali. Almeno per quel che riguarda il famoso connubio cultura/turismo incentrato sulla scommessa del sistema museale. Solo per rimanere a Taranto fa specie invece che nessuno si interroghi sullo stato organizzativo della Soprintendenza Nazionale al patrimonio subacqueo, la cui dimensione organizzativa teorica dovrebbe essere percepita come uno straordinario volano per lo sviluppo di questa città e che invece fa i conti con le note carenze strutturali accompagnate da un certo disinteresse da parte dell’opinione pubblica. Ma lo stesso effetto sta avvenendo a seguito dello spacchettamento di alcune Soprintendenze territoriali, che vengono percepite come una medaglietta dalle comunità interessate, salvo poi disinteressarsi del tutto sulle loro reali capacità di funzionamento.

Per questo, in conclusione, è più che mai urgente e necessario proseguire nella mobilitazione unitaria che abbia al centro le rivendicazioni che hanno caratterizzato la riuscitissima giornata dei presidi del 4 luglio. Ovvero l’apertura di in confronto a tutto tondo su quello che occorre per rilanciare le attività del Ministero, a partire da un piano di occupazione straordinaria che qualifichi i fabbisogni funzionali alla ripresa dei servizi e corrisponda alle esigenze qualitative dettate dai processi di innovazione organizzativa posti al servizio delle comunità che devono potersi riconoscere nel patrimonio culturale posseduto. Un confronto che certo richiami la politica alle sue responsabilità ma che deve sollecitare una nuova consapevolezza sociale sul carattere strategico di questa scommessa. Noi ci siamo e ci saremo, insieme ai lavoratori che questa consapevolezza la vivono misurando gli effetti del degrado sulle loro condizioni di lavoro e, ci auguriamo, insieme ai cittadini.

Claudio Meloni

FPCGIL Nazionale Ministero della Cultura

Coordinamenti Nazionali Agenzia Entrate

Al direttore dell’Agenzia delle Entrate
Avvocato Ernesto Maria Ruffini

Oggetto: Dichiarazione stato di agitazione del personale dell’Agenzia delle Entrate.

Egregio direttore,

le scriventi Organizzazioni Sindacali nazionali nelle scorse settimane hanno più volte tentato di farsi ascoltare da Lei per stabilire, se non una comune strategia, almeno un metodo comune per portare all’attenzione dell’autorità politica la situazione non più tollerabile che lavoratrici e lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono costretti a vivere già da tempo. Purtroppo senza successo.
Infatti, è noto che i carichi di lavoro siano ormai insostenibili a causa della continua contrazione del personale, sceso sotto le 30.000 unità. Ormai non è quasi più possibile nemmeno assicurare l’ordinaria amministrazione e il disagio dei colleghi è sempre più palpabile.
A questo si aggiunga il continuo taglio delle risorse destinate alla produttività, a fronte di stipendi ormai ai limiti della sussistenza e non certo commisurati né alla professionalità né agli obiettivi richiesti. Dalle tabelle presentate a queste organizzazioni sindacali, dal fondo di produttività 2020 dovrebbero essere tagliati, per effetto dei tetti di legge, 127 milioni di euro. Trattasi di quasi 5.000 euro pro-capite, un controsenso se pensiamo che l’incentivo destinato al personale dell’Agenzia dalla Legge 157/2015 (l’ex-comma 165) non arriva a 120 milioni di euro. Come dire che stiamo lavorando per non prendere gli incentivi di produttività previsti dalle norme.
Le ricordiamo che il PNRR non prevede un solo euro di investimento per il fisco dal punto di vista delle assunzioni né per incentivare la produttività, nonostante una delle riforme più sbandierate dal Governo sia proprio quella fiscale che, inevitabilmente, costituirà un’ulteriore sfida per il personale prostrato dalle carenze e dai carichi di lavoro impossibili.
Eppure ciò che abbiamo chiesto già negli scorsi anni alla politica e a Lei, direttore, sono azioni mirate a rimpiazzare i tanti pensionamenti nonché di poter fruire, in tutto o in buona parte, non di soldi freschi ma di quelli a noi già assegnati per il lavoro svolto.
Sinora, tranne piccoli interventi, il Governo è stato latitante nonostante le ampie rassicurazioni fornite in sede di confronto annuale sulle Convenzioni.
Ciò che però ci amareggia è la totale sottovalutazione da parte Sua delle istanze provenienti dal personale. Le scriventi hanno chiesto verbalmente alla delegazione di parte pubblica un incontro con Lei già alla fine del mese di maggio; abbiamo dovuto scrivere una nota formale il 14 giugno per essere ricevuti solo due settimane più tardi. In quell’occasione abbiamo fornito a chi La sostituiva per la Sua improvvisa indisposizione tutti gli elementi necessari per ottenere una risposta in tempi brevi e ricevuto rassicurazioni sul fatto che non appena si fosse rimesso ci avrebbe chiamati per risponderci.

Abbiamo dovuto invece constatare che solo ieri e solo perché abbiamo sollecitato l’incontro, questo sia stato fissato a circa dieci giorni dopo, il 14 luglio. All’iniziale comunicazione della data per le vie brevi abbiamo riferito al dottor Dorrello l’estrema urgenza di incontrarci e che il 14 luglio era una data troppo lontana. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta se non la conferma formale dell’incontro giunta oggi, che è rimasto al 14 luglio. A questo punto ciò che pensiamo è che davvero il personale e i lavoratori dell’Agenzia nell’ordine di priorità vengano agli ultimi posti e non possiamo che dolercene perché sono loro che risolvono i problemi e che permettono ogni
giorno all’Agenzia delle Entrate di assolvere ai propri obblighi nei confronti dei terzi amministrati.
D’altra parte le iniziative unilaterali dell’Agenzia, non concordate con i rappresentanti dei lavoratori, risultano superflue se non controproducenti, come abbiamo già spiegato al dottor Savini in occasione dell’incontro del 27 giugno.
Chiedere una norma per anticipare di un paio di mesi il bando di un concorso per funzionario per i pochi posti già previsti dalle norme vigenti anziché chiedere con forza un investimento sotto forma di un concorso straordinario per almeno 5.000-6.000 posti, che comunque non coprirebbero il fabbisogno organico, non ci pare cambi le sorti della nostra Agenzia; allo stesso modo, chiedere 7
milioni di euro e tra l’altro nemmeno esenti dai tetti di legge, anziché promuovere insieme al sindacato un’azione per rivendicare l’uso di fondi assegnati e poi tagliati per effetto di odiose norme rischia solo di portare i tagli per il fondo 2020 da 127 a 134 milioni di euro, senza che vi sia un solo euro in più disponibile per i lavoratori.
Di questo avremmo voluto parlare con Lei due mesi fa e non abbiamo potuto; di questo abbiamo chiesto, inascoltati, il 27 giugno e questo ci troviamo ancora a chiedere senza che codesto vertice si sia degnato di darci una risposta.
Non meglio vanno le cose su questioni strategiche che dipendono esclusivamente dall’azione dell’Agenzia delle Entrate. Alle decine di problemi che pure il 27 giugno abbiamo nuovamente rappresentato e che vanno dal sistema di valutazione mal applicato in periferia, alla mobilità nazionale, alle misure di conciliazione vita-lavoro, ai carichi di lavoro, alla situazione drammatica dei locali nei quali i nostri colleghi si trovano ogni giorno a lavorare, l’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata prima la richiesta di un piano ferie dei sindacalisti al quale abbiamo tutti risposto di essere disponibili sempre tranne le due settimane centrali del mese di agosto, e poi un’unica data di possibile convocazione per il 20 o il 21 luglio. Praticamente una sorta di provocazione, vista l’estrema urgenza, che anche l’Agenzia dovrebbe avere, di risolvere i problemi che ci giungono dai lavoratori.
Per tutto quanto sin qui elencato, le scriventi dichiarano lo stato di agitazione di tutto il personale dell’Agenzia delle Entrate, auspicano che la riunione da Lei convocata per il 14 luglio possa essere anticipata, anche ad horas, e La informano che, rebus sic stantibus, saranno
costretti a fare da soli e quindi, nei prossimi giorni, chiederanno un incontro al vice ministro con delega all’Agenzia delle Entrate e non escludono di arrivare in tempi brevi a misure di mobilitazione incisive non escluso lo sciopero del personale.

Si resta in attesa di riscontro e si inviano cordiali saluti.

Roma, 7 luglio 2022

FP CGIL             CISL FP          UIL PA     CONFSAL/UNSA      FLP
Gamberini           De Caro       Cavallaro     Sempreboni          Patricelli

Nei giorni scorsi – al tavolo nazionale – ci siamo opposti alla proposta di aumento dell’indennità di reperibilità nell’ambito della discussione sul FRD 2021, evidenziando che l’argomento in esame merita una discussione a parte, non potendo essere derubricato a mera questione economica.

Nelle scorse settimane – per iniziativa di questa sigla – una parte dei coordinatori nazionali delle varie sigle ha partecipato alla discussione sul punto con la dirigenza dell’Ispettorato di Roma, considerando il tema non meramente locale.

Diverse sono le questioni che abbiamo posto in quella sede, riproposte poi al tavolo nazionale e che ripresentiamo qui, perché tutti i lavoratori possano averne contezza.

Come FP CGIL riteniamo fondamentale combattere il fenomeno degli infortuni e delle morti di lavoro. Per questo, si possono usare tutti gli strumenti che il CCNL pone a disposizione, ma occorre farlo nel modo giusto: anzitutto, il fatto che sia stato stipulato un protocollo d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma e che di questo non siano state informate le OO.SS. nazionali è per noi un vulnus che va sanato, almeno inviando una copia del protocollo siglato per conoscerne il contenuto.

In secondo luogo, occorre capire se la portata di quanto è stato previsto per l’ispettorato di Roma possa successivamente valere anche per il resto d’Italia e in che misura. Quello che ci risulta stia accadendo nell’unica sede dove la reperibilità è partita pone una serie di problemi tuttora irrisolti, che meritano tutta l’attenzione del tavolo nazionale:

– mancanza di strumentazione (la reperibilità viene effettuata usando i mezzi messi a disposizione dai lavoratori, come i loro telefoni cellulari e le loro auto);

– mancanza di un coordinamento con l’ASL, per capire “chi interviene, quando e per far cosa”;

– mancanza di chiarezza con la Procura, per specificare bene quali siano i casi rispetto ai quali si viene chiamati e continuare a garantire l’autonomia di INL rispetto ad altri Enti;

– mancanza di personale, considerata la necessaria presenza di un numero adeguato di ispettori tecnici (ad esempio, ora che si è in periodo festivo che si fa a Roma? Non vorremmo che a qualcuno venga la “felice” idea di revocare ferie già autorizzate …);

– mancanza di una formazione operativa adeguata (per intenderci, per casi simili occorrerebbe spiegare cosa fare in concreto, magari anche attraverso apposite simulazioni);

– mancanza di risorse adeguate, considerato che il CCNL prevede – non da oggi – che l’indennità di reperibilità sia finanziata con risorse stabili del FRD. Ora, se s’intende pagare in modo serio l’impegno del personale coinvolto, è evidente che occorre andare oltre la cifra base prevista dal CCNL, ma non si può – al tempo stesso – con questo depauperare il Fondo di tutti i lavoratori e, pertanto, occorre individuare ulteriori risorse per remunerare il lavoro svolto in quel frangente.

Proprio per questo, torniamo a proporre nuovamente la necessità e l’urgenza di affrontare la questione al tavolo nazionale, per definire le “regole d’ingaggio” e capire come superare i problemi sopra indicati. La mancanza di un confronto preventivo con le OO.SS. rischia, nel frattempo, di creare storture pericolose. Invitiamo, ad esempio, a vigilare sul rispetto dei riposi giornalieri dei lavoratori coinvolti, per evitare di arrivare un domani al paradosso di dover sanzionare sé stessi …

Roma, 7 luglio 2022

FP CGIL – INL

Matteo Ariano

Pubblichiamo l’informativa e i relativi allegati inviati dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo i criteri  per i Direttivi Logistico gestionali e Informatici

Pubblichiamo l’informativa e relativi Decreti in merito i corsi di formazione per Ispettori Informatici in prova con accesso da concorso interno e da concorso pubblico

Pubblichiamo l’avviso della Direzione centrale dell’Amministrazione Generale riguardo l’aggiornamento  della graduatoria in merito il concorso pubblico, per titoli ed esami, a 300 posti nella qualifica di vigile del fuoco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

🎯 Il progetto della Fp Cgil Nazionale 🟥DECON#i5, oltre alle combustioni e alla nostra “Particella Pazza”, sta evidenziando in Italia e in Europa un’ulteriore questione vitale per i Vigili del Fuoco 🚒: lo stress da lavoro correlato e la sindrome di burnout.
La “nostra” Daniela Nappa, in un incredibile e appassionante intervento al convegno DECON del 22 aprile a Napoli, spiega a tutti la problematica.

Pubblichiamo la proclamazione dello stato di agitazione unitario Fp Cgil VVF, Fns Cisl Uil Pa VVF,Confsal VVF,  Usb VVF e Conapo, troppe le difficoltà nel garantire tutele ai lavoratori e il soccorso alla cittadinanza

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Capo Dipartimento DAG

D.ssa Valeria VACCARO

capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

DAG – Direzione del personale

Dott. Alessandro Bacci

dcp.dag@pec.mef.gov.it

E, p.c.

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

DAG – Ufficio Relazioni Sindacali

Dott. Ernesto PERNA

relazionisindacali.dag@mef.gov.it

Oggetto: Progressioni economiche orizzontali – Passaggi di area – Relazioni sindacali.

In un contesto come quello attuale, appare evidente che il MEF confermi la scelta di agire attraverso il restringimento degli spazi dedicati alle relazionali sindacali.

Come detto in più occasioni tale atteggiamento datoriale è grave e necessita di una immediata inversione di rotta.

Riteniamo, infatti, che i lavoratori del MEF –a maggior ragione in considerazione della grave carenza di personale– meritino rispetto ed ascolto.

Sollecitiamo, quindi, il superamento dell’asimmetria informativa in merito alla mancata pubblicazione delle graduatorie per i passaggi di fascia economica attese ormai da mesi e, con altrettanta determinazione, l’avvio del percorso negoziale finalizzato a predisporre quanto necessario per i passaggi di area: quelli “ordinari” e quelli consentiti dalla norma di prima applicazione del CCNL attraverso la deroga al possesso del titolo di studio.

Restando in attesa della necessaria convocazione si porgono distinti saluti.

FP CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto