Pubblichiamo la circolare afferente alle modalità organizzative per la regolamentazione del lavoro agile dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni, ai sensi degli artt.36 e ss. del CCNL funzioni Centrali 2019-2021.

Per la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti

 Al Ministro della Difesa
On.le Lorenzo Guerini

A Sottosegretario di Stato alla Difesa
On.le Giorgio Mulè

A Persociv

Oggetto: Applicazione art 5 e art 7 nuovo CCNL 2019 /2021 Funzioni centrali. Richiesta attivazione tavoli di confronto e di contrattazione. Individuazione componenti delegazione di parte datoriale art 7 comma 5.

Come è noto l’entrata in vigore del CCNL FC 2019/21 è caratterizzato da significativi mutamenti del rapporto di lavoro, compresa la definizione di un nuovo ordinamento professionale, che richiedono l’attivazione degli istituti previsti dagli artt. 7 e 5.
Tanto premesso, tenuto conto della tempistica stringente di cui all’art 18- Norme di prima applicazione, le scriventi OO.SS. chiedono:

– L’immediata convocazione ai sensi degli art. 7 e 5 del CCNL FC 2019/21;

– La definizione di un cronoprogramma per la definizione, nel CCNI del Ministero Difesa, di tutte le materie ed istituti del nuovo CCNL FC, compresa la ripartizione delle risorse del FRD, la programmazione degli sviluppi economici orizzontali, delle progressioni verticali e del nuovo Ordinamento Professionale;

Appare, infine, pleonastico, sollecitare prioritariamente l’individuazione dei componenti la delegazione di parte datoriale di cui all’art 7 comma 5 del CCNL FC 2019/21.

Rimaniamo in attesa di cortese ed urgente riscontro.

FP CGIL                          CISL FP                             UIL PA
Francesco Quinti           Massimo Ferri               Carmela Cilento
Roberto De Cesaris       Franco Volpi

Al Capo di Stato Maggiore Aeronautica
Generale S.A. Luca Goretti

e,p.c.

Al Capo di Stato Maggiore Difesa
Amm. Giuseppe Cavo Dragone

Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Generale S.A. Antonio Conserva

Oggetto: Criticità relazioni sindacali SMA

Continuano a pervenire alle scriventi OO.SS. segnalazioni e richieste di intervento che evidenziano una diffusa criticità nella corretta gestione delle relazioni sindacali e nell’applicazione insufficiente del lavoro agile aspetto, quest’ultimo, con il pretesto di un numero insufficiente di licenze VDI.
E’ il caso, solo per stare alle ultime, della situazione venutasi a creare presso l’Istituto di Medicina Aerospaziale di Milano o la vicenda che vede coinvolta l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli dove persiste, ormai da troppo tempo, una grave e tuttora irrisolta criticità che
condiziona pesantemente il clima lavorativo, generando conflittualità e forte malumore tra le lavoratrici e i lavoratori.
In quest’ultimo caso, peraltro, tale sconveniente policy datoriale, che ha evidenziato comportamenti inadeguati, sia sotto l’aspetto relazionale che contrattuale, non ha trovato alcun riscontro nemmeno dopo la formalizzazione dello stato di agitazione proclamato dalle
organizzazioni sindacali territoriali FP CGIL CISL FP e UIL PA e comunicato allo Stato Maggiore della F.A.
L’attività elusiva ed evasiva, condita da una malcelata indisponibilità alle relazioni sindacali prodotta da quel datore di lavoro contrasta non solo con le norme e le regole contrattuali vigenti, ma anche con la politica che il Ministero della Difesa attraverso il suo vertice politico ha assunto e condiviso con le scriventi.
Tale diffusa criticità delinea un allarmante quadro di condotta antisindacale che preoccupa Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa, tanto quanto dovrebbe interrogare codesto vertice di F.A., perché rischia di degenerare e costringere le rappresentanze dei lavoratori ad assumere ulteriori iniziative sia in sede sindacale che stragiudiziale.
Premesso quanto sopra, e con l’auspicio che le segnalazioni dei casi menzionati trovino presto soluzione, nel rispetto della tradizione che ha sempre contraddistinto positivamente le relazioni con codesta F.A. riteniamo necessario invitarla a far tenere la convocazione delle parti ad un incontro dedicato sul tema sollevato presso codesto SMA.

Restiamo in attesa di cortese riscontro.

Cordialmente

FP CGIL                         CISL FP                         UIL PA
Francesco Quinti          Massimo Ferri            Carmela Cilento

Roberto De Cesaris      Franco Volpi

Pubblichiamo il testo e l’integrazione concernente il 1° Accordo sull’attuazione del modello organizzativo e di servizio di cui alla delibera n. 96/2022, sull’applicazione degli istituti contrattuali di valorizzazione del personale appartenente al contingente speciale ad esaurimento e sul lavoro a distanza.

p. FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti

 

Alla c.a.

Ministro della Cultura
On. Dario Franceschini

E, p.c.

Capo di Gabinetto del MiC
Avv. Annalisa Cipollone

Segretario Generale del MiC
Dott. Salvatore Nastasi

Consigliere del Ministro
Prof. Giampaolo D’Andrea

Direttore Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone

Dirigente Servizio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Sara Conversano

Ai Direttori Generali del MiC

Ai lavoratori del MiC

Oggetto: Stato di agitazione e mobilitazione dei lavoratori del Ministero della Cultura

Egregio sig. Ministro,

in data 8 giugno 2022 queste OO.SS. hanno portato alla Sua attenzione quanto stava avvenendo con la pubblicazione della Circolare 25 del Segretario Generale con cui, a decorrere dal 1° luglio 2022, il personale veniva autorizzato ad effettuare solo 4 giorni di lavoro agile al mese. In data 15 giugno è stato avviato sull’argomento il confronto di cui all’art. 5 del CCNL Funzioni centrali 2019-2021 solo grazie alle nostre ripetute richieste.
L’Amministrazione però continua a porsi in contrasto con il dettato contrattuale nello specifico contravvenendo alle previsioni di cui all’art. 9, comma 3, del CCNL, che prescrive che durante il periodo di confronto le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie oggetto dello stesso.
In particolare si ricorda che le scriventi OO.SS. hanno richiesto al Segretario Generale con nota del 1 giugno u.s. il ritiro della Circolare 25 ed il contestuale avvio del confronto sulla regolazione del lavoro a distanza. Anche a fronte di tale richiesta, reiterata dalla nota del 8 giugno 2022, indirizzata anche a lei, abbiamo dovuto registrare il netto rifiuto del Segretario Generale, che ci è stato comunicato nella riunione del 20 giugno u.s., a provvedere al ritiro di detta disposizione. Il non voler sospendere gli effetti della Circolare in questione rappresenta un atto grave, perché mina il corretto sistema di relazioni sindacali fin qui intrattenute con il vertice politico, improntate alla partecipazione ed al dialogo costruttivo. Al riguardo si evidenzia che, in vigenza del nuovo CCNL del personale del comparto delle funzioni centrali 2019-2021, il confronto sindacale deve svolgersi su tutti gli aspetti relativi all’individuazione delle attività lavorabili a distanza, sulle fasce di contattabilità, sui criteri di priorità nell’accesso, sulla forma individuata del lavoro a distanza, sulla disciplina applicativa. Senza il confronto preventivo che non si traduca in una mera informazione ed in presenza di atti unilaterali, si prefigura pertanto il palese inadempimento del dettato contrattuale.
Questo quadro di mancato rispetto del CCNL si va a sommare alla situazione molto difficile che vivono i lavoratori del MiC, costretti ad operare con una carenza di personale spaventosa (10.567 lavoratori in servizio al 31.12.2021 a fronte di una dotazione teorica di circa 19.000 unità) mentre l’indizione di nuovi concorsi è praticamente ferma al 2019/2021, con numeri che già allora erano insufficienti. Di vitale importanza anche la questione della mole dei carichi di lavoro dovuti all’attuazione del PNRR che sino ad ora non sono stati
affrontati con la dovuta attenzione, ovvero assolutamente ignorate dal Soprintendente speciale e non corroborate da adeguati interventi occupazionali.
La drammatica carenza di personale, l’azzeramento del lavoro agile ed il disinteresse con cui vengono affrontati i temi legati al PNRR costringono le Scriventi Organizzazioni a proclamare lo stato di agitazione e la mobilitazione dei lavoratori del Ministero della Cultura, preannunciando per il giorno 4 luglio 2022 un presidio dei lavoratori davanti alla sede del Ministero, in Via del Collegio Romano,
ovvero presidi unitari davanti alle Prefetture ed una assemblea nazionale di tutti i lavoratori del Ministero della Cultura per il giorno 13 luglio 2022.

Distinti saluti.

FP CGIL                    CISL FP                                 UIL PA
Florindo Oliverio Angelo Marinelli           Gerardo Romano
Claudio Meloni      Giuseppe Nolè              Federico Trastulli
Valentina Di Stefano

Lo scorso 14 e 15 giugno, a Bruxelles, una delegazione della Fp Cgil VVF composta da Mauro Giulianella, Coordinatore Nazionale, Andrea Nevi e Raffaele Cozzolino rispettivamente componente del Centro nazionale e responsabile per la salute e la sicurezza del personale, ha incontrato alcuni rappresentati del Parlamento Europeo e ha successivamente partecipato al “Firefighters’ Network Meeting” organizzato da Epsu, la Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici.

Insieme a loro, tante altre delegazioni di Vigili del fuoco Europei con le quali è stato affrontato il tema del diritto alla tutela per la vita, delle malattie professionali e della decontaminazione post intervento.

Nel pomeriggio del 14, presso il Parlamento Europeo, le diverse delegazioni si sono suddivisi gli impegni incontrando alcune personalità politiche.

Il commissario europeo del lavoro e politiche sociali Nicolas Schmit, il quale si è complimentato per il grande supporto che i Vigili del Fuoco danno alla cittadinanza, le eurodeputate Sara Matthieu, Leila Chaibi, Agnes Jongerius e Rosa D’Amato. Gli eurodeputati Nikolaj Villumsen, Gaby Bischoff e Pierfrancesco Majorino.

La D’Amato e Majorino, incontrati dalla delegazione italiana, hanno entrambe valutato positivamente le campagne di rivendicazione promosse dalla Fp Cgil VVF dichiarandosi pronti a farsi promotori delle istanze nel Parlamento Europeo nelle modalità più opportune e proficue.

La tutela alla salute delle donne e degli uomini che lavorano nei Vigili del Fuoco al centro delle nostre rivendicazioni. Cambiamenti climatici, amianto, nano particelle tossiche, decontaminazione post intervento; per garantire il diritto alla tutela servono i dati epidemiologici e le statistiche cosa che in Italia mancano.

Di cosa si ammalano i Vigili del Fuoco, di quali malattie muoiono e come possono i lavoratori dimostrare l’esposizione alle particelle di amianto e ai fumi, agli agenti inquinanti in genere. Purtroppo è il tumore il nostro male, è necessario pertanto individuare sistemi di sanificazione e di decontaminazione sia per coloro i quali operano nel corso degli interventi ma anche per i mezzi e i DPI, allo steso modo è fondamentale avere il riconoscimento delle malattie professionali tramite l’INAIL l’ente in grado di certificare le malattie professionali.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL VV.F.

Mauro Giulianella

Chi delega la propria rappresentanza è un socio, fa parte di uno status datoriale, associativo. Il sindacato non ha soci, ha iscritti che rappresentano, partecipando, i bisogni e le difficoltà del lavoro.

Sostieni il Sindacato Confederale, sostieni la Fp Cgil 

Pubblichiamo il resoconto unitaria dell’incontro tenutosi riguardo la bozza di  decreto ministeriale recante modifiche al decreto del Ministro dell’interno 21 febbraio 2019 concernente la graduazione degli incarichi di funzione ai dirigenti. Nella discussione richieste notizie sul fondo di amministrazione 2019, mobilità e leggi speciali.

Pubblichiamo il Decreto del Dipartimento riguardo lo schema di decreto ai sensi degli articoli 125 e 128 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217 riguardo il personale non più idoneo a svolgere l’attività della Banca Musicale

Pubblichiamo un breve resoconto dell’incontro avvenuto il 22 giugno in contrattazione con l’amministrazione.
Sull’impianto presentato dalla amministrazione abbiamo chiesto alcune modifiche in modo da individuare indennità adeguate al periodo pandemico che nello stesso tempo diano risposta a tutto il personale.
In premessa abbiamo ribadito, unitariamente con CISL e UIL, anche alla luce del pericolo dell’aumento di casi, di concludere celermente il Confronto sulle nuove forme di lavoro flessibili legate alla sottoscrizione del nuovo contratto di lavoro affinché divengano usufruibili per tutti prima possibile.
Su questo tema il Direttore alla fine dell’incontro ci ha dato indicazioni di una proroga di un mese sulla base dello status attuale dello smartworking con in più la possibilità di poter aprire al più presto tutti i nuovi accordi di telelavoro con una scadenza il 31/12. Questi accordi poi confluiranno nelle nuove forme di lavoro previste dal contratto e quindi nel nuovo regolamento, in particolare il telelavoro domiciliare. Infine è già stata fatta la proroga per effetto legge (come già indicatovi) per le persone in situazioni di maggiore rischio fisico (che non dovranno effettuare nessuna altra richiesta). Ci è stato garantito che a breve riceveremo una risposta alle nostre richieste e cambiamenti sulla bozza inizialmente presentataci.
Passando al tema fondi RSU, la prerogativa in questo caso per noi era, oltre a dare il giusto compenso a chi era stato in presenza, quella di pensare che in futuro non sarà più giusto non prendere in considerazione chi lavora da casa.
Ovviamente un accordo sul 2020 non prevedeva dal punto di vista legale il riconoscimento e l’equiparazione delle due situazioni lavorative, anche contrattualmente, riconoscendo le indennità come esclusiva della timbratura al tornello.
La nostra proposta migliora dal punto di vista alcuni punti alzando il compenso ad alcune indennità e portandone alcune a forfait come quella dei responsabili di servizio di prevenzione e protezione e passandone alcune al riconoscimento in presenza giornaliera. Abbiamo anche notato l’aumento sul fondo per chi effettuava lavori che avevano diritto a indennità di disagio lavorativo come sportelli e segreterie.
Successivamente abbiamo anche pensato che fosse giusto rimodulare la nuova proposta sul periodo lock-down in modo da dare giuste indennità durante il periodo di chiusure per chi realmente è stato presente e perché preposto ad attività indifferibili alla presenza in ufficio.
Tutto questo ci ha portato ad un successivo ragionamento che era quello sulle non cumulabilità di alcune indennità che andrebbero prese in considerazione garantendo ad ogni lavoratore quella più vantaggiosa.
Ovviamente questo ci permetterà a questo punto di poter utilizzare ulteriori fondi da mettere nella produttività e permettere anche a chi non è stato presente perchè ha lavorato da casa, attivando l’esperienza inedita di lavoro che tutti sappiamo, di avere un giusta forma di riconoscimento (anche se piuttosto bassa rispetto alle risorse e capacità proprie improvvisate), senza scordarci che lo stesso tornerebbe comunque anche a chi era stato in presenza non sottraendo nulla a nessuno.
Altri delegati RSU si sono aggregati alla nostra proposta fatta con i delegati di CISL e UIL portando il numero degli aderenti all’accordo da noi proposto molto sopra la maggioranza. Purtroppo riscontriamo l’assenza intera di 3 RSU neoeletti di altra sigla, la stessa che per voce di un proprio delegato territoriale si è mossa in maniera contraria alle nostre proposte di modifica dell’accordo.
Ricordiamo che non è ancora stato sottoscritto nulla e attenderemo una controproposta della amministrazione.

 

Per la FPCGIL Roma e Lazio                I delegati RSU CGIL

Manuela Benevento                             Roberto Copioli
Luca Giovinazzo
Alessandra Loriedo

In data odierna il Ministero della Giustizia ha convocato le organizzazioni sindacali per illustrare il Piano Organizzativo del Lavoro Agile 2022, predisposto per i quattro dipartimenti in cui è articolato.

In sostanza il documento recepisce i P.D.G. precedentemente disposti dalle direzioni generali dei vari dipartimenti e cerca di attualizzare il piano, integrando le novità sulla materia introdotte dall’entrata in vigore del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali.

Proseguendo il confronto sul tema già effettuato precedentemente con i singoli dipartimenti, la FP CGIL ha apprezzato le parti del documento che hanno recepito le nostre proposte e ha chiesto nuovamente ulteriori modifiche su temi già evidenziati, come ad esempio su alcuni punti dell’accordo individuale, dell’elenco delle attività smartabili, della fascia di contattabilità e ha ribadito, inoltre, la necessità di prevedere anche la possibilità di effettuare il lavoro da remoto.

Malgrado abbia ribadito dall’inizio che il confronto sul tema era stato già effettuato con i singoli dipartimenti, la parte pubblica ha espresso la volontà di fare un’ulteriore riflessione sulle richieste di modifica da noi avanzate e ha aperto alla possibilità di rivedere il testo.

Ovviamente, come sempre, aspettiamo la parte pubblica alla prova dei fatti e rinviamo la valutazione complessiva sul piano alla lettura del testo finale.

Per la FP CGIL Nazionale

Russo/Prestini

Si è avviato oggi il confronto sulla bozza di regolamento che disciplina il lavoro a distanza, sia nella forma del lavoro agile che come lavoro da remoto, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo CCNL.

Abbiamo apprezzato, nell’introduzione dell’Amministrazione, il riconoscimento del lavoro svolto dal personale dell’INL durante il periodo di pandemia. L’Amministrazione, infatti, ha espressamente dichiarato che in questi due anni il personale dell’INL ha lavorato di più e bene, con il lavoro agile emergenziale. E’ anche questo un modo per far giustizia di affermazioni – anche di Ministri dell’attuale Governo – che hanno denigrato i lavoratori pubblici i quali, anche in modalità agile, hanno continuato a garantire servizi alla cittadinanza. Senza fare nomi!

Venendo al merito della bozza, abbiamo chiesto che l’accesso al lavoro agile sia riconosciuto a tutto il personale, almeno una volta terminato il terminato il periodo di prova e che possa essere riconosciuto anche al personale in comando, altrimenti tale personale sarebbe penalizzato e discriminato. Riteniamo che anche questo possa rendere più attrattiva quest’Amministrazione.

Abbiamo inoltre chiesto di eliminare la previsione per cui l’accesso al lavoro agile sia inibito ai destinatari di provvedimenti disciplinari, essendo questa una disposizione che configura il lavoro agile come premio, mentre non è così: il lavoro agile è solo una diversa modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, una modalità organizzativa del lavoro stesso. Su tutto questo, l’Amministrazione si è detta disponibile a rivedere le previsioni della bozza.

E’ necessario, inoltre, prevedere espressamente l’invio della comunicazione all’INAIL dei lavoratori agili, così come dispone la normativa.

Riguardo all’accordo individuale, abbiamo chiesto che sia prevista la possibilità di farsi assistere da un rappresentante sindacale e che siano meglio precisati i contorni del potere direttivo e di controllo del dirigente, per evitare interpretazioni fantasiose o arbitrarie che potrebbero solo creare inutili problemi. A tal proposito, abbiamo chiesto l’inserimento di termini precisi per l’effettuazione del monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi e che non sia considerata, a tal fine, la valutazione intermedia.

La bozza di accordo prevede che l’Amministrazione doti il personale in lavoro agile di strumentazione informatica: rispetto a questo abbiamo ribadito la necessità di dotare il personale di telefoni e cellulari di servizio, come già accade in altre Amministrazioni.

Riguardo al numero di giorni di lavoro agile abbiamo chiesto di prevederne la cumulabilità e la fruibilità su base plurimensile (es. trimestrale), oltre alla necessità di prevedere la possibilità di svolgere anche solo una parte della giornata in lavoro agile, proprio perché questo può riguardare anche “fasi” di attività.

Sul punto, l’Amministrazione ha precisato che al momento intende partire con una previsione di otto giorni al mese, come già accade ora, non escludendo però la possibilità di ampliarlo nei prossimi mesi, a seguito del monitoraggio sull’andamento delle attività. Noi riteniamo che uno sforzo maggiore sia possibile, proprio partendo dalle parole iniziali dell’Amministrazione, che ha riconosciuto come il lavoro agile emergenziale non abbia determinato un calo di produttività.

Non siamo stati affatto d’accordo nel prevedere che solo per il personale ispettivo siano stati proposti addirittura tre soli giorni al mese di lavoro agile (!!!). A parte la distinzione tra profili professionali (ispettori e amministrativi) che non ci trova d’accordo e creerebbe inutili malumori, discriminazioni e disparità di trattamento tra lavoratori, non si capisce come questa proposta possa conciliarsi con la percentualizzazione del personale ispettivo, che ormai dilaga negli uffici periferici. La nostra proposta è stata di inserire un adeguato numero di giorni minimo e un numero di giorni massimo uguali per tutti i profili professionali, con ampliamento per alcune categorie (es. lavoratrici con figli di età fino a tre anni e lavoratori con figli in condizioni di grave disabilità o per lavoratori che assistono familiari portatori di handicap grave, cd caregivers), così da ridurre la discrezionalità dei territori ed evitare sperequazioni che i lavoratori non comprenderebbero.

Naturalmente va chiarito una volta per tutte che ferie, malattie e permessi non rientrano nel computo massimo delle giornate di lavoro agile che verranno previste.

Sulle fasce di contattabilità non abbiamo condiviso che sia indicato un periodo pari all’orario di lavoro medio giornaliero e abbiamo proposto una fascia più ristretta, eventualmente anche frazionabile. Riguardo al riconoscimento del buono pasto in lavoro agile, alla luce del nuovo CCNL, abbiamo chiesto un approfondimento all’Amministrazione, per evitare di avere problemi con gli organi di controllo. L’Amministrazione, legando i due temi ci ha comunicato di aver effettuato dei primi approfondimenti, da cui sembrerebbe che la possibilità di erogare il buono pasto in lavoro agile non sia esclusa laddove vi sia una fascia di contattabilità coincidente con l’orario di lavoro giornaliero – comprensiva della pausa pranzo – e una tracciabilità della prestazione. Naturalmente, il tema andrà approfondito bene, per garantire adeguate tutele e ristori al personale.

Quanto al monitoraggio dell’attività svolta dell’attività svolta a distanza si è suggerito di uniformare e limitare al minimo la reportistica necessaria, immaginando una attività che veda impegnato il personale con cadenza almeno mensile.

Sul lavoro da remoto, abbiamo chiesto di prevederlo anche in centri satellite non solo per gli uffici del Centrale ma anche per quelli del territorio – laddove ve ne siano le condizioni logistiche –, in quanto questo consentirebbe anche di risolvere problemi relativi alla mobilità del personale e su questo l’Amministrazione si è detta disponibile.

Quanto alla proposta di contingentare pesantemente il ricorso al lavoro da remoto domiciliare da remoto non siamo assolutamente d’accordo, sul punto bisogna intervenire ampliando la sfera dei potenziali partecipanti a tutto il personale, prevedendo chiaramente una priorità per i colleghi che versano in particolari condizioni (invalidità civile, caregiver, fragili ecc.).

Abbiamo inoltre chiesto di inserire una specifica disposizione sul coworking, che consentirebbe al personale dell’INL di svolgere la propria attività anche presso gli uffici di altre Amministrazioni, aumentando l’efficienza dei servizi e con benefici anche per i lavoratori coinvolti. Ad esempio, perché non partire con progetti pilota nelle grandi aree metropolitane del Paese, in cui INL può erogare alcuni servizi alla cittadinanza presso i Comuni o loro dislocazioni periferiche?

Se quello che stiamo affrontando è, per ammissione stessa dell’Amministrazione, un forte cambio culturale del paradigma organizzativo del lavoro, si abbia il coraggio e la forza di mettere in campo progetti ambiziosi e sfidanti.

Infine, considerando che l’intero regolamento introdurrà nuove regole, abbiamo chiesto che sia previsto un monitoraggio periodico di quanto accadrà nei territori, così da poter “tarare” al meglio le esigenze che via via verranno in rilievo e correggere le storture. Sul punto, abbiamo concordato che il luogo naturale in cui discutere di questo sia l’organismo paritetico per l’innovazione.

Naturalmente considerati i tempi assai ristretti che ci separano dal 30 di giugno, abbiamo chiesto di valutare la possibilità di emanare disposizioni agli uffici per prorogare le attuali previsioni sul lavoro agile nelle more della definizione del regolamento.

Roma, 23 giugno 2022

FP CGIL

Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

 

UILPA
Ilaria Casali

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