Il 31 maggio si è tenuto un nuovo incontro con l’Amministrazione, che si è concentrato unicamente sulla nuova bozza di Decreto Incentivi inviataci a seguito dello scorso incontro e di una serie di richieste di parte sindacale.

Tuttavia, con la speranza che finalmente qualcosa si sblocchi, sono stati già calendarizzati altri due incontri (il 9 e il 14 giugno) per discutere di mobilità territoriale, cambi di profilo, FRD 2021 e nuovo regolamento sul lavoro a distanza.

Relativamente all’impiego delle somme destinate all’acquisto di beni strumentali, ci è stato comunicato che nel 2021 queste non sono state usate e che è stata erogata agli uffici solo la somma relativa alla quota fissa – pari a 1 milione e mezzo di euro – su un totale di circa 5 milioni e mezzo. Rispetto a questo, abbiamo anzitutto chiesto di accelerare la distribuzione degli incentivi ancora mancanti del 2021; riguardo all’acquisto di beni strumentali, abbiamo evidenziato che finora gli uffici non ci sembra si siano mossi in modo coordinato, per cui abbiamo chiesto che d’ora in poi gli acquisti di beni strumentali per l’attività ispettiva siano effettuati dal centro, a seguito di una interlocuzione con i territori anche se comunque abbiamo chiesto di valutare la possibilità di destinare l’intero ammontare alla incentivazione delle attività, e la acquisizione della strumentazione informatica dai normali capitoli di bilancio dell’INL. Così, ad esempio, di certo sarà fondamentale procedere rapidamente all’acquisto di cellulari di servizio ed anche considerato che i laptop in dotazione sono equipaggiati con tecnologia LTE si preveda di dotare ogni ispettore di una di SIM dati, questo consentirebbe la possibilità di connessione per ogni necessità di consultazione di banche dati. Naturalmente anche se con risorse diverse si dovrebbe iniziare a provvedere a dotazioni analoghe da destinare anche al resto del personale. Su questo, nel concordare con la nostra richiesta, ci è stato risposto che si valuterà la possibilità del noleggio piuttosto che dell’acquisto, così da avere strumenti costantemente adeguati. Riteniamo sia altresì essenziale fornire il personale di un programma di elaborazione delle buste paga, necessario, ad es., per l’emanazione di diffide accertative e non solo. Sembra incredibile ma delle risorse spese a tal fine negli anni precedenti non siamo ancora riusciti a sapere quante, in che modo e chi le avrebbe utilizzate.

Quanto al merito del documento presentato,  riteniamo si stia andando nella direzione giusta anche se ci sono ancora modifiche da fare. Gli obiettivi che vogliamo raggiungere sono sostanzialmente la valorizzazione della funzione ispettiva e la semplificazione degli adempimenti burocratici.

A seguito delle nostre richieste scompare la quota variabile, e resta una quota – pari al 50% – legata al mero esercizio dell’attività ispettiva. C’è poi un’altra quota – sempre pari al 50% – legata al numero di lavoratori tutelati complessivamente dall’INL nel 2022, suddivisa in tre fasce progressive: fino a 35.000 lavoratori tutelati verrebbe attribuito il 40% della quota, a 55.000 il 70%, a 75.000 il 100%.

Abbiamo apprezzato che, come avevamo richiesto, finalmente siano scomparsi i riferimenti alle voci variabili presenti in precedenza (es.: orari disagiati, uso del mezzo proprio, disponibilità al trasporto, etc.) così come – sempre su richiesta di parte sindacale – è scomparso il nesso con le presenze in servizio quale elemento di calcolo e viene anche meno il riferimento alla necessità di utilizzo del mezzo proprio, al fine di tutelare i lavoratori che non lo abbiano messo a disposizione nell’ambito della mobilitazione.

Ci sembra che finalmente si stia andando nella direzione di una somma legata all’esercizio della funzione; proprio per questo abbiamo chiesto di aumentare tale quota al 60-70% e di chiarire che tali importi spettino a tutto il personale che effettivamente svolge attività ispettiva. L’Amministrazione, peraltro, si è dimostrata scettica sulla modifica delle percentuali delle quote, evidenziando la natura sperimentale di questo provvedimento. Proprio partendo dalla natura sperimentale abbiamo ribattuto che sarà necessario rivedersi tra pochi mesi, per verificare quali saranno le ricadute concrete sui lavoratori: su tale aspetto l’Amministrazione ha concordato.  

Riguardo alla platea dei lavoratori tutelati, ci è stato chiarito che si tratta di obiettivo su base nazionale, che non considera lo “storico” dei lavoratori tutelati che, ad esempio, nel 2021 si era attestato su 151.000 lavoratori. L’obiettivo che ci si prefigge, infatti, è quello di inserire una logica di gruppo, superando quella individualistica. Su nostra richiesta è stato anche precisato che per “lavoratori tutelati” s’intende coloro cui si riferiscono le irregolarità più gravi, risultanti da ASIL, cui si aggiungono quelli oggetto di diffida accertativa, disposizione o rispetto ai quali siano stati adottati provvedimenti in materia di autotrasporto. Similmente, si è chiarito che i tre lavoratori tutelati per ogni vigilanza tecnica irregolare che rientrano tra quelli tutelati, vanno considerati per singola azienda, così come risulta da ASIL.

Il riferimento agli applicativi servirebbe a ridurre gli adempimenti a carico degli uffici, visto che questi ultimi già li comunicano periodicamente. A questo proposito, abbiamo nuovamente rimarcato l’urgenza di avere finalmente applicativi degni di questo nome, che sgravino di lavoro i territori in tutti i processi e possano consentire anche una valutazione qualitativa dell’attività ispettiva. Al momento sul punto, ci sembra si continui a navigare a vista e riteniamo sia un lusso che non ci si può permettere.

L’attribuzione di queste quote avverrebbe in modo pieno per il personale adibito all’attività ispettiva dal 75% in poi, mentre sarebbe riproporzionato per coloro adibiti all’attività ispettiva dal 74% in giù. Si è posto, quindi, il tema dell’incompatibilità di tali quote con altre forme di incentivazione, per evitare eccessive differenziazioni economiche tra lavoratori che potrebbero scatenare inutili conflitti interni agli uffici.

La bozza, inoltre, prevede che l’erogazione delle risorse relative al numero di lavoratori tutelati avvenga proporzionalmente ai risultati conseguiti in ambito interregionale. Questo significa che ogni ambito interregionale riceverà la seconda quota in proporzione a quanto ha contribuito al raggiungimento del numero globale di lavoratori tutelati. Tale aspetto non ci trova d’accordo, in quanto ci sembra in controtendenza con l’elemento indennitario e su questo chiediamo un ripensamento all’Amministrazione, così da garantire un’omogenea distribuzione delle quote su tutto il territorio.

Allo stesso modo, siamo perplessi dall’inclusione sic et simpliciter del personale che svolge attività di coordinamento della vigilanza. Intendiamoci: siamo d’accordo sulla necessità di garantire un riconoscimento non puramente simbolico a chi svolge quest’attività, in particolare per chi la svolge sul territorio rinunciando ovvero limitando fortemente l’attività ispettiva. Tuttavia, dobbiamo tener presente che questa discussione non può prescindere dall’altra – che dobbiamo riprendere al più presto e che chiediamo di calendarizzare a breve – relativa alla selezione e al pagamento dei titolari di Posizioni Organizzative. Solo trattando in modo organico quest’aspetto, potremo garantire che ci sia un adeguato riconoscimento a chi svolge quest’attività, evitando contrapposizioni.

 

FP CGIL

Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

 

UIL PA
Bruno Di Cuia

 

Il Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF ha proclamato lo stato di agitazione, mancate relazioni sindacali e  gestione organizzativa posticcia  nella nota che pubblichiamo

Il 9 maggio scorso, presso l’ARAN, abbiamo sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale del comparto Funzioni Centrali. Tra le principali novità del menzionato CCNL vi è la previsione di un innovativo sistema di classificazione del personale definito dalle parti con una triplice finalità:
fornire alle amministrazioni del comparto uno strumento più efficace di gestione del personale; offrire ai lavoratori un percorso agevole ed incentivante di sviluppo professionale; “rendere omogenei i diversi modelli presenti nei CCNL dei precedenti comparti confluiti nel comparto Funzioni Centrali anche al fine di facilitare il riconoscimento delle competenze delle risorse umane nei diversi settori della Pubblica Amministrazione” (art. 12 n. 2).

Secondo l’art. 18 del CCNL, che contiene la disciplina di prima applicazione, il predetto sistema di classificazione del personale entra in vigore nel termine dilatorio di cinque mesi previsto al fine di consentire alle amministrazioni di definire al tavolo negoziale le famiglie professionali del nuovo ordinamento all’interno delle quali confluiscono i profili professionali definiti sulla base del precedente sistema ordinamentale. Entro tale termine la medesima norma prevede che siano “portate a termine e concluse” le procedure di progressione economica e di progressione giuridica disciplinate sulla base del previgente ordinamento professionale. Con rifermento a tale ultimo aspetto nel Ministero della Giustizia risultano inevase la procedura di progressione economica con somme a carico del Fondo Risorse Decentrate relativo all’anno 2021 (questa trattativa è aperta da mesi ed è auspicabile una sua positiva definizione nel breve termine) nonché, per l’Organizzazione Giudiziaria, la procedura di progressione giuridica tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda,
passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici in area terza, scorrimento integrale delle graduatorie formate ex art. 21 quater L. 132/15 per funzionari giudiziari e per funzionari NEP e ricomposizione in area terza del profilo professionale dell’ufficiale giudiziario ex art. 21 quater cit.) e la procedura di progressione giuridica nelle aree attraverso l’istituto della flessibilità (cambio di profilo: da conducente di automezzi ad operatore giudiziario; da operatore giudiziario ad assistente giudiziario; da assistente giudiziario a cancelliere esperto; da funzionario giudiziario a direttore), entrambe previste dall’accordo del 26 aprile 2017; per l’Amministrazione Penitenziaria e per l’Amministrazione per la Giustizia Minorile e di Comunità la procedura di progressione tra le aree ex art. 22 comma 15 decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75 ed eventuale scorrimento delle relative graduatorie.

Considerata la esiguità del termine concesso per definire al tavolo negoziale il nuovo ordinamento professione del personale del Ministero della Giustizia e per portare a termine e concludere le procedure di progressione economica e giuridica pendenti, CGIL CISL e UIL chiedono l’apertura in tempi rapidi del tavolo negoziale al fine di procedere agli adempimenti previsti, in sede di prima applicazione, dal CCNL 2019/2021 del comparto Funzioni Centrali. CGIL CISL e UIL chiedono altresì la costituzione dell’Organismo paritetico per l’innovazione, previsto dall’art. 6 del menzionato CCNL, nell’ambito del quale si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo, anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e si formulano proposte all’amministrazione o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo riscontro e porgono distinti saluti.

FP CGIL               CISL FP                   UIL PA

Russo / Prestini      Marra                  Amoroso

Pubblichiamo le circolari fatte avere in data odierna dalla direzione generale del personale civile della difesa relative ai lavoratori cd. fragili, con le prime indicazioni di natura disciplinare sull’applicazione degli istituti del lavoro agile e a distanza.

p. la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti

Pubblichiamo la circolare a firma del Direttore Generale del Personale del Ministero Università e Ricerca in merito all’applicazione di quanto previsto dalla conversione in legge del Decreto Legge 24 marzo 2022 relativamente ai dipendenti affetti da condizione di fragilità, che possono che possono continuare a svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile fino al 30 giugno 2022.

p. la FP CGIL Nazionale
Anna Andreoli

Pubblichiamo il Decreto della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito l’assegnazione del personale ruolo Vigile del Fuoco settore radioriparatore

Si è tenuto in data odierna il confronto sulla bozza di provvedimento del Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del Giudice Minorile predisposta dal D.G.M.C. sulla materia in oggetto.

La parte pubblica, dopo aver ribadito che la materia è oggetto di confronto e non di accordo tra le parti, ha dichiarato la disponibilità ad ascoltare le osservazioni delle organizzazioni sindacali e a tenerle nella dovuta considerazione nella stesura del provvedimento finale.

Nel suo intervento la FP CGIL ha ricordato che il C.C,N.L del personale delle funzioni centrali per il triennio 2019-2021 è in vigore e che in tale ottica vanno colte tutte le opportunità che tale strumento prevede sul lavoro a distanza, superando le direttive precedentemente impartite dal Ministro della Pubblica Amministrazione, che avevano la finalità di indirizzare l’utilizzo di questo tipo di organizzazione del lavoro fino all’entrata in vigore del contratto.

In tale ottica vanno rimossi dalla bozza di provvedimento tutti i riferimenti alle precedenti direttive e va rivista l’organizzazione del lavoro a distanza come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, con la finalità di migliorare i servizi pubblici e l’innovazione organizzativa, garantendo anche l’equilibrio tra tempi di vita e di lavoro. In coerenza con questi principi, le condizioni poste per l’applicazione del lavoro agile nella bozza rischiano di limitare l’utilizzo dello strumento e soprattutto le finalità di miglioramento del servizio offerto. Abbiamo evidenziato che tale rischio si corre soprattutto se non si toglie dalla bozza l’indicazione che l’attività in presenza è sempre prevalente e che l’attività in lavoro agile può essere svolta al massimo per un giorno a settimana. Limitazioni non previste dal contratto e che rischiano di impedire la possibilità di organizzare il lavoro sul territorio, utilizzando maggiormente lo strumento, con benefici sia per il datore di lavoro, che per il lavoratore. Stesso discorso vale per la fornitura di apparati digitali e tecnologici al dipendente, che non può diventare ostativa alla concessione del lavoro agile, come non può esserlo la necessità che l’ufficio abbia definito un piano di smaltimento del lavoro arretrato, ove sia stato accumulato. Stesso discorso vale per la previsione che il lavoratore sia tenuto ad elaborare un report delle attività svolte da remoto, a cadenza giornaliera, settimanale o mensile, secondo le disposizioni del direttore dell’ufficio. Non è prevista dal contratto di lavoro e comporta un ulteriore carico di lavoro per il personale, soprattutto se prevista dal direttore in forma giornaliera. Abbiamo inoltre evidenziato che la bozza dovrà prevedere che, in caso di diniego o revoca del provvedimento da parte del direttore, sia prevista la motivazione e, sopratutto, in caso di modifica delle date concordate per esigenze di servizio, vi sia la presenza di un giustificato motivo. Nella sottoscrizione dell’accordo individuale abbiamo chiesto che possa essere prevista l’assistenza al lavoratore di un rappresentante sindacale e che siano stabilite nello stesso accordo la fascia di contattabilità e di inoperabilità, come previsto dall’articolo 39 del C.C.N.L.. In conclusione abbiamo evidenziato come manchi nella bozza di provvedimento ogni riferimento al lavoro da remoto, come previsto dall’articolo 41 del contratto di lavoro.

Malgrado si trattasse solo di un confronto, ci sembra che la parte pubblica abbia compreso la pertinenza delle nostre osservazioni, dichiarando nelle conclusioni la volontà di apportare delle modifiche alla bozza, recependo alcune osservazioni sui temi da noi proposti.

Come sempre valuteremo sul merito le modifiche che saranno effettivamente introdotte per esprimere un giudizio definitivo, ribadendo comunque la necessità che entrambi gli strumenti messi a disposizione dal C.C.N.L., lavoro agile e lavoro da remoto, devono trovare effettiva applicazione anche per il personale del D.G.M.C..

Roma, 31 maggio 2022

Per la FP CGIL Nazionale
Massimiliano Prestini

Pubblichiamo le ulteriori informazione diramate dal Dipartimento riguardo il bando INPSieme

La Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale informa con l’informativa, che il diario delle prove pre selettive previste per il concorso pubblico 300 posti per il ruolo Vigile del Fuoco è stato confermato

Pubblichiamo l’informativa del Dipartimento riguardo la circolare del Ministero della Salute inerente i casi di vaiolo delle scimmie,  aggiornamento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi.

Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale Fp Cgil VVF con la quale chiede chiarimenti sulle scelte in merito l’organizzazione delle squadre di soccorso a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori

Il giorno 30/05/2022 sono proseguiti i lavori del tavolo nazionale presso il Ministero dell’Istruzione con all’ordine del giorno la contrattazione sull’ipotesi di accordo sul FRD 2020 relativo al personale non dirigente dell’ex MIUR, vale a dire il personale sia
dell’attuale Ministero Istruzione che del Ministero Università e Ricerca visto che si fa riferimento ad un periodo in cui era ancora in corso l’avvalimento.
L’amministrazione ci ha presentato un impianto che al netto di piccolissime modifiche ricalca sostanzialmente l’accordo faticosamente raggiunto per il 2019.
Nel corso dei nostri interventi, abbiamo concordato sul testo, al netto di qualche piccolo refuso, e apprezzato che l’Amministrazione abbia finalmente convenuto sulla necessità, da noi più volte manifestata di chiudere il prima possibile sia la contrattazione 2020 che
quella 2021, rimandando la discussione su interventi più strutturali al FRD 2022 in modo di riuscire a recuperare i non più tollerabili ritardi nell’erogazione degli incentivi al personale.
Alla delegazione di parte pubblica del Ministero dell’Istruzione abbiamo quindi chiesto di essere convocati al più presto per il FRD 2021.
Abbiamo inoltre chiesto di calendarizzare un incontro per avviare un ragionamento sulle nuove disposizioni contrattuali con particolare riguardo al tema del lavoro agile e alla classificazione del personale e alle progressioni di carriera.
Contestualmente abbiamo chiesto di dare rapidamente agli uffici indicazioni in merito alla proroga delle disposizioni previste per i lavoratori fragili in attuazione delle disposizioni contenute nella legge 19 maggio 2022, n.52.
Su tale ultimo punto ci è stata comunicata l’emanazione di una apposita circolare.
La delegazione di parte pubblica ha quindi convocato il giorno 8 giugno p.v. le OO.SS. per la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo 2020 e sull’ipotesi di accordo 2021.
Analogo percorso è stato richiesto per le vie brevi alla amministrazione del Ministero dell’Università e Ricerca dal quale siamo in attesa di una convocazione in tempi altrettanto brevi.

FP CGIL                     FP CISL
Anna Andreoli           Michele Cavo

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