A seguito della firma dell’ accordo integrativo nazionale relativo alla distribuzione del Fondo di Amministrazione anno 2019, pubblichiamo quanto inviato dal Dipartimento alla Direzione Centrale per le Risorse Finanziarie, per il seguito di competenza

Pubblichiamo la circolare 4/A i n merito la stagione estiva anno 2022

Pubblichiamo la convocazione per la discussione al tavolo tecnico per la formazione della circolare e i relativi allegati riguardo la formazione  patenti nautiche

La direzione Centrale per l’Amministrazione Generale ha diramato gli esiti della prova scritta e il calendario per la prova orale riguardo il concorso interno per Ispettore Logistico Gestionale

Pubblichiamo la nota della struttura territoriale  Fp cgil VVF, riguardo la sede ” Fiera “

Non esiste un problema legato al “mancato riconoscimento indennità di amministrazione” ai dirigenti (la cd perequazione), separato da quella del personale delle Aree funzionali.

Pertanto, il riconoscimento dell’armonizzazione dei trattamenti economici accessori o verrà ottenuto da tutto il personale INL (aree funzionali e dirigenti) o non sarà raggiunto da alcuno.

Questa, in sintesi, la risposta fornita dall’ Amministrazione (D.C I.P.P.O., dr.ssa Ilaria Feola) alla precisa domanda della delegazione Area dirigenza FP CGIL, nel corso della riunione convocata lo scorso 9 maggio.

Una ragione in più per riaffermare l’opportunità di unire le forze fra tutte le lavoratrici e lavoratori INL, senza alcuna distinzione.

Vengono così a cadere interpretazioni bizzarre, che hanno trovato spazio anche in alcune OO.SS, che avrebbero voluto la dirigenza INL esclusa dai trattamenti accessori eventualmente da riconoscere al restante personale non dirigenziale.

Ma di fronte a problemi che interessano dirigenti ed aree funzionali senza distinzioni, ha senso trovare motivi per dividersi, per poi non mettere in campo alcuna azione concreta a sostegno delle proprie rivendicazioni?

Certamente restano sul tavolo questioni aperte relative alla sola Area della dirigenza, ma questo è altro.

Ad esempio, è di fondamentale importanza che l’Amministrazione convochi al più presto le OO.SS della dirigenza, per ri-discutere delle cc.dd. pesature degli incarichi. Occorre infatti adottare un provvedimento di carattere generale e non soltanto limitato agli uffici del centro. Tale modus operandi non può trovare alcuna giustificazione, a meno che non si vogliano creare due realtà distinte: quella dell’ Amministrazione Centrale e quella dei “suburbi”, cioè dei territori.

Non si tratta di questioni secondarie ma di temi che incidono sulla massa salariale riconosciuta alla Dirigenza e sulla stessa dignità del lavoro.

Nell’incontro dello scorso 9 maggio l’Amministrazione ha illustrato lo schema di regolamento che disciplina le modalità di lavoro a distanza, agile e remoto.

La delegazione CGIL ha chiesto di stralciare l’articolo 4 comma 2, che vorrebbe precludere l’applicazione di forme di lavoro a distanza al personale destinatario di provvedimenti disciplinari negli ultimi due anni, con la sola esclusione del rimprovero verbale.

La ragione è semplice: non si tratta di premiare o punire qualcuno, ma di organizzare modalità di espletamento della prestazione lavorativa innovative.

Si concorda invece con l’Amministrazione nel volere disciplinare anche per i dirigenti il lavoro agile a distanza. Come più volte riconosciuto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, nonché confermato dalla giurisprudenza contabile, ogni P.A. è libera di introdurre forme di controllo sulla presenza in ufficio del personale dirigenziale.

Dal momento che non risulta superata la disposizione istitutiva dell’obbligo di “timbratura” in ingresso alla giornata lavorativa per tutto il personale dirigenziale INL (circolari direttoriali del e 9/10/2019 e del 19/11/2019), il regolamento ha il pregio di offrire un quadro certo di comportamenti cui adeguarsi.

In assenza di essi, ogni determinazione dei singoli dirigenti potrebbe rischiare di essere oggetto di contestazioni, disciplinari e contabili; pertanto, meglio regole chiare e certe alle quali riferirsi, senza possibilità di errore, che nessuna regola e tanti rischi.

Tra le ulteriori questioni da affrontare:

– le situazioni di disagio in cui si trovano ad operare direttori/trici di uffici particolarmente distanti dai loro domicili abituali o residenze, con un conseguente aggravio di spese di viaggio se non di locazione;

– un adeguato riconoscimento per la titolarità delle sedi doppie, la cui istituzione ha comportato per l’Amministrazione un notevole contenimento di spese;

– la semplificazione o abrogazione di procedure contorte, penalizzanti i servizi all’utenza e mortificanti per tutto il personale;

– il riallineamento delle scadenze degli incarichi dirigenziali.

Su quest’ultimo punto occorre concentrare l’attenzione, dato che una conclusione scaglionata dei “mandati” rischia di obbligare il personale dell’Area ad optare sulle pochi sedi disponibili, spesso molto distanti dai luoghi di residenza, se non, in casi estremi a dovere proprio per questo rinunciare ad avere un incarico.

Le criticità che affliggono il rapporto di lavoro dei dirigenti meritano pertanto un’agenda fitta di appuntamenti e, di riflesso, di soluzioni.

Solo affrontando i problemi con sistematicità e programmazione si può puntare ad avere un INL pronto ad accogliere le sfide che lo attendono.

Il Coordinatore Nazionale dirigenti
FP CGIL INL
Alberto Gardina

 

All’incontro di venerdì 20 maggio sulla mobilità abbiamo ricordato all’amministrazione che ci aspettavamo la riformulazione degli articoli esaminati all’incontro scorso per verificare quanto recepito delle richieste sindacali e come articolate.

Alla luce di tale mancanza la discussione è proseguita sui criteri di punteggio.

In merito abbiamo chiesto di valorizzare il nucleo familiare che rischia di essere penalizzato con l’introduzione dell’ultimo capoverso del punto A, cioè sulla previsione che il nucleo familiare deve risultare residente in regione diversa in quanto pregiudica chi si è trasferito presso la sede di servizio con i figli in età scolare, di tutelare le famiglie monogenitoriali e di inserire anche la casistica dello stato di gravidanza, punteggio poi da perfezionare con la nascita del bimbo.

Altra preoccupazione riguarda la novità del punto B che prevede la cumulabilità dei punteggi per L. 104 sia per il comma 1 che per il comma 3, in quanto rischia di produrre delle distorsioni da evitare, così come formulata dall’amministrazione.

Terminato l’esame del documento ora aspettiamo la nuova bozza dell’amministrazione alla luce delle osservazioni sindacali.

FP CGIL INPS

Antonella Trevisani

 

 

Questo è il primo comunicato post elezioni RSU 2022. Con l’occasione voglio ringraziarvi del massimo impegno che avete profuso e che ha portato ad un eccellente risultato per le nostre liste: la FP CGIL ha incrementato del circa 8% i propri voti rispetto alle elezioni del 2018, l’organizzazione sindacale che è cresciuta di più rispetto a tutte le altre in Avvocatura dello Stato.
In particolare, sento il dovere di rivolgere un particolare ringraziamento a tutti gli iscritti e delegati delle sedi di Firenze e Milano dove nonostante un ottimo risultato per la nostra lista (50% degli aventi diritto ha scelto la FP CGIL a Firenze ed a Milano il 32%) non si è raggiunto il quorum per la validità delle elezioni in quanto unica lista presentata.

Ed ora veniamo alle ultime notizie sindacali: mercoledì 18 si è firmato definitivamente il Fondo Risorse Decentrate 2021, in quella occasione abbiamo chiesto di calendarizzare nei prossimi mesi tre importanti questioni.
La prima riguardante la definizione delle famiglie professionali che sostituiranno i vecchi profili ma soprattutto atto propedeutico per i nuovi inquadramenti a seguito dell’introduzione del nuovo modello ordinamentale previsto dal nuovo contratto.

La seconda definire e portare a conoscenza delle OO.SS. l’ammontare dello 0.55% sul monte salari del 2018 affinché si possa procedere dopo i nuovi inquadramenti a finanziare le procedure per i passaggi fra le aeree in prima applicazione così come
previsto dal CCNL 2019-2021.

Infine, la terza questione riguardante il lavoro da remoto, disciplinato dal nuovo contratto nazionale delle funzioni centrali, per permettere al tavolo negoziale di arrivare ad un nuovo accordo prima della scadenza (30 settembre) dei contratti
individuali di lavoro agile stipulati.

Naturalmente vi terremo aggiornati sugli sviluppi, un caro saluto a tutti.

Il coordinatore nazionale CGIL FP Avvocatura Stato
Vincenzo Malatesta

Dopo un lungo confronto dovrebbe essersi finalmente conclusa il 20 maggio la discussione sui criteri da applicare alle procedure per le progressioni economiche 2022 per il Ministero dell’Istruzione.

L’impianto consentirà, nelle more dell’attuazione delle nuove disposizioni contenute nel CCNL funzioni centrali 2019/2021, il passaggio economico a n. 282 colleghi distribuiti in ugual misura su tutte le aree e fasce retributive.

Obiettivi dichiarati fin dall’inizio per quanto ci riguarda erano di cercare di favorire quei lavoratori che non hanno ancora ricevuto alcuna progressione nella nuova fase iniziata nel 2016 e individuare criteri equi e trasparenti per i passaggi di tutti i lavoratori.

E’ stata accolta la nostra proposta di definire un limite temporale per il calcolo dell’anzianità, in modo da evitare che il punteggio per la permanenza nella stessa fascia venisse di fatto annullato dal cumulo delle diverse anzianità di servizio.

Abbiamo ottenuto una modulazione più equa dei punteggi relativi ai titoli di studio sebbene non sia stata accolta la richiesta di apprezzare anche le abilitazioni professionali.

Per quanto riguarda i punteggi relativi alla valutazione abbiamo ottenuto una migliore distribuzione degli scaglioni proposti dall’amministrazione. Per la prima volta anche i lavoratori degli uffici di diretta collaborazione avranno una tabella di corrispondenza che consentirà di inserire un punteggio relativo alla performance. Su questo punto, abbiamo insistito affinché venisse utilizzata la tabella di corrispondenza contenuta nel documento del SMVP 2022. Tuttavia la proposta, a nostra avviso più che sensata, non ha trovato ancora accoglimento da parte dell’amministrazione né sostegno da parte delle altre OO.SS. presenti al tavolo.

Va detto che alcune organizzazioni sindacali erano assenti dal tavolo nonostante l’importanza che evidentemente questa riunione rivestiva visto che era più che probabile trovarsi di fronte ad una proposta definitiva.

Viste le modifiche che sono state accolte e consapevoli che ogni accordo è frutto di mediazione tra le parti abbiamo dato la nostra disponibilità alla sottoscrizione, ferma restando la necessità di vedere il testo finale che a breve ci dovrà essere inviato, e che verificheremo fino all’ultimo la possibilità di inserire la tabella del SMVP già citata anche per evitare eventuali contenziosi che porterebbero con sé il rischio di ulteriori dilazioni.

I lavoratori del Ministero dell’Istruzione hanno aspettato fin troppo per avere la possibilità di accedere ad una progressione economica e sarebbe assai irresponsabile porre ulteriori ostacoli sul cammino di questo accordo.

Inoltre è necessario aprire gli altri capitoli che già da tempo abbiamo chiesto di affrontare: regolamentazione dello Smart Working per via contrattuale, FRD 2020 e 2021 e mobilità, piano dei fabbisogni del personale per definire quanto prima le progressioni verticali e la stabilizzazione anche del personale della scuola. Tutto questo anche in vista degli impegni che ci consegna l’entrata in vigore del nuovo CCNL che comporterà nuove opportunità anche sulle ulteriori progressioni economiche.

La riunione si è chiusa con l’impegno dell’amministrazione ad inviare il testo definitivo e con la fissazione di un prossimo incontro per il FRD 2020 per il prossimo 30 maggio.

FP CGIL                                                      FP CISL

 Anna Andreoli/Davide Perrelli                    Michele Cavo

Ancora una volta le strutture territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF, Confsal VVF, Conapo e USb VVF sono costrette a denunciare la mancata organizzazione del soccorso a causa della mancanza di personale

Pubblichiamo il decreto  della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo l’immissione al ruolo per il personale provenienti dal 90° coso

Respect, contro ogni forma di discriminazione. È il titolo dell’iniziativa promossa dalla Fp Cgil nazionale, insieme alla Fp Cgil di Caserta, che si è svolta questa mattina a Mondragone, al Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”.

Una giornata ricca di spunti, che ha visto la testimonianza di lavoratrici e lavoratori oltre che di associazioni territoriali impegnate sul tema della violenza di genere. Tra i tanti contributi della mattinata anche gli interventi di Luigi Capaccio, segretario generale Fp Cgil Caserta; Luisa Corazza, avvocata; Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil Nazionale; Valeria Valente, presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul Femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

Primo tra gli interventi quello del segretario generale della Fp Cgil Caserta, Luigi Capaccio secondo cui “l’evento di oggi a Mondragone nasce da recenti episodi non lusinghieri che hanno messo in evidenza difficoltà esistenti nei luoghi di lavoro (…) e hanno mostrato un immobilismo che preoccupa la sfera sindacale”. Da qui il suo appello: “È necessario intervenire”.

A seguire è stata la volta dell’Avvocata Luisa Corazza che ha fatto una panoramica su come sia regolamentato da un punto di vista legale il contrasto alle discriminazioni di genere e in particolare alla violenza e alle molestie sui luoghi di lavoro. Corazza non poteva non ricordare la Convenzione Ilo 190, recentemente ratificata dall’Italia, che per la prima volta regola il tema a livello internazionale. La forza della Convenzione, spiega l’Avvocata, è nella definizione che dà, chiara ed estesa, di molestia sul lavoro. Nonostante l’ottimo traguardo, Corazza ha precisato che si rende però necessario un impegno normativo di carattere nazionale per renderne i principi applicabili sui posti di lavoro. Per questo il suo appello è stato quello di scrivere al più presto un Testo Unico che regoli le molestie senza incorrere in rischi di interpretazione.

Prezioso anche l’intervento della Senatrice Valeria Valente secondo cui “sul tema della violenza il nostro ordinamento ha poco da invidiare alle legislazioni degli altri Paesi, ha molta robustezza”. La Senatrice si è dichiarata contraria ad un inasprimento delle pene, che in politica porta consenso e costa poco ma che non risolve il problema, e sottolinea l’importanza di intervenire culturalmente. Valente ha tenuto a precisare, inoltre, che c’è assoluto bisogno di una norma che istituisca il reato di molestia nei luoghi di lavoro perché quando un reato non è concreto, non si tocca, si fa fatica ad inquadrarlo e diventa oggetto di cattive interpretazioni.

A conclusione dell’iniziativa “Respect” le parole di Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil. Qui un estratto del suo intervento:

“Quello che è successo a Mondragone merita un focus nazionale. Violenze, molestie e discriminazioni sono molto più diffuse di quanto noi riusciamo a monitorare.

L’autrice della lettera denuncia una lesione della libertà personale, che mette in luce atti di illegittimità che compromettono il buon funzionamento dell’amministrazione. Chi non rispetta i propri doveri e effettua abusi sui luoghi di lavoro, in primis lede proprio l’attività della pubblica amministrazione stessa.

Come sindacato abbiamo l’obbligo di far sapere a tutte le lavoratrici e i lavoratori che queste tutele esistono e possono essere applicate. Non c’è impunibilità, chi sbaglia paga: questo è il messaggio che deve passare. Si deve denunciare la lesione della libertà personale. Ma questo interviene a fine processo. Se il tema è innanzitutto culturale bisogna agire prima che insorga la violenza, nei comportamenti.

C’è un problema di formazione, di organizzare il lavoro: la formazione deve riguardare chi ha il compito di gestire il personale, di organizzare il lavoro, chi sovraintende la catena del lavoro. bisogna farlo in modo non discriminatorio, tenendo conto delle caratteristiche dei due generi. Come sindacato abbiamo sempre difeso l’idea che non bisogna negare le differenze di genere, bisogna assumerle ma creando situazioni differenziate, bisogna esercitare gli stessi diritti nello stesso modo.

In queste ore stiamo rinnovando i contratti collettivi nazionali, grande strumento di difesa dei diritti, per fare in modo che i datori di lavoro non abbiano armi per esercitare azioni vessatorie e quindi ledere la professionalità e la dignità dei lavoratori.

Essere un sindacato grande come la Cgil, avere una rete di protezione, ha permesso spesso di denunciare. C’è bisogno di avere la forza di andare a testa alta, quotidianamente, e confrontarsi con un clima intimidatorio continuativo. Siamo una rete e non lasciamo nessuno solo, le lavoratrici e i lavoratori non si sentono soli, sanno che è una battaglia collettiva. Se uniti, le battaglie si rafforzano”.

Il video integrale dell’intervento

Rivedi la diretta dell’iniziativa

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