Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la richiesta di chiarimenti riguardo la fase finale del corso Capo Squadra decorrenza 2020 e la relativa mobilità del personale anziano.
Pubblichiamo la nota di conferma del Capo del Corpo, riguardo le ore straordinarie stanziate per il corso Capo Squadra decorrenza 2020 anche a seguito della variazione di durata del corso
In merito l’emergenza sanitaria in atto pubblichiamo la nota del Dipartimento riguardo l’ attenzioni da adottare per le celebrazioni della festa di Santa Barbara
Pubblichiamo l’informativa della Direzione Centrale per la Formazione in merito la variazione del decreto emanata 11.10.2021 del corso Capo Squadra decorrenza 2020
A seguito delle indicazioni in merito il cambiamento dello scenario di diffusione del contagio SARS-CoV-2 per una graduale ripresa delle attività, pubblichiamo la nota del Dipartimento
Pubblichiamo il resoconto dell’incontro del Tavolo Tecnico per la Formazione in merito la discussione sulla Circolare USAR-L
Pubblichiamo la nota di consultazione in merito il Decreto Ministeriale recante modifiche al decreto del Ministro dell’interno 2 dicembre 2019. Distaccamento di Giugliano.
ADESIONI AL FONDO CREDITO: NECESSARIO SCIOGLIERE I NODI!
Sul tema delle problematiche relative alle difficoltà riscontrate dai colleghi, transitati in Istituto per effetto di processi di mobilità, all’indomani della riapertura dei termini per l’adesione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (cosiddetto Fondo Credito), siamo già intervenuti nei mesi scorsi segnalando una serie di criticità legate a “conflitti” che si generano nel sistema informatico dell’INPS i cui archivi conservano traccia di preesistenti iscrizioni che non si conciliano con le nuove istanze di adesione. Infatti, il problema da noi evidenziato all’indomani del 20 agosto scorso (data di entrata in vigore del DM n.110/2021), problema che purtroppo persiste, considerate le segnalazioni dei colleghi, è riconducibile alla contemporanea presenza negli archivi informatici dell’Istituto di iscrizioni al Fondo Credito, iscrizioni effettuate d’ufficio a suo tempo dai datori di lavoro pubblici dei colleghi successivamente transitati in mobilità in INPS, che vanno in contrasto con le nuove istanze di adesione del personale alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il “conflitto” genera la reiezione/sospensione delle domande e crea non pochi problemi al personale coinvolto soprattutto in ragione della prossimità della scadenza di termini relativi a bandi attualmente aperti sul versante del welfare ed ai quali i colleghi potrebbero partecipare se le loro istanze non fossero in automatico “bloccate” dall’Istituto. La soluzione, come ben sa l’Amministrazione, ci sarebbe e potrebbe essere quella di procedere allo sblocco di tutte le domande respinte o sospese con contestuale accettazione delle istanze presentate dai colleghi, rinviando ad una fase successiva una verifica ex post delle cause che hanno generato il temporaneo blocco delle richieste di adesione. E’ una soluzione di buon senso rispetto alla quale crediamo non vi siano controindicazioni né di natura amministrativa né di carattere organizzativo.
Con l’occasione vogliamo ricordare, restando in tema di adesione al Fondo Credito, il problema dei colleghi andati in pensione dopo il 1° gennaio 2020 che per effetto della norma si vedono respingere dall’Istituto le richieste di iscrizione alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Infatti, il dispositivo normativo contenuto nella Legge di Stabilità 2020 prevede che i pensionati possano aderire, in deroga alle regole ordinarie, che, lo ricordiamo, contemplano la possibilità per il lavoratore pubblico di mantenere l’iscrizione al Fondo Credito dopo la cessazione dal servizio con la presentazione di una specifica istanza al momento del pensionamento, solo se erano in tale condizione giuridica alla data del 1° gennaio 2020. Il risultato della norma è quello di “tagliare fuori” dalla riapertura straordinaria dell’adesione al Fondo Credito tutti i pensionati post 1/1/2020! Sappiamo che l’Amministrazione ha predisposto una circolare, all’esame del Ministero del Lavoro per la relativa validazione, che realizza un’interpretazione estensiva, orientata a favore dei pensionati, dell’articolo 1, comma 483, della Legge n.160/2019 e del successivo Decreto Ministeriale, consentendo anche ai lavoratori andati in pensione dopo la fatidica data del 1° gennaio 2020 di aderire al Fondo Credito. Sul punto sollecitiamo il Presidente ed il Direttore generale a farsi parte attiva presso il Ministero del Lavoro perché la proposta di circolare, predisposta dalle competenti direzioni centrali, sia licenziata in tempo utile per effettuare l’adesione in deroga: ricordiamo che il termine ultimo per l’adesione straordinaria è fissato al 20 febbraio 2022, ossia sei mesi dall’entrata in vigore del DM n.110 del 12 maggio 2021 che ha dettato le norme applicative dell’articolo 1, comma 483, della Legge n.160 del 27 dicembre 2019 (Legge di Stabilità 2020).
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
Reddito di libertà: sembrerebbe essere realtà la nuova misura economica a favore delle donne vittime di violenza e in condizioni di povertà. L’istituzione di un fondo, presso l’Inps, che prevede l’erogazione di 400 euro al mese per un anno, per contribuire a provvedere a sé stesse e ai propri figli. Un Reddito che viene riconosciuto alle donne per le quali la condizione di bisogno viene dichiarata dal servizio sociale.
È un pezzo del percorso per il riconoscimento delle condizioni delle vittime di violenza; un passo fatto – anche se non determinante – verso la rinascita delle donne che provano a dare un futuro a sé stesse e ai propri figli, per la loro indipendenza e autonomia.
Sappiamo bene come la povertà e la dipendenza economica rendano ancora più difficile il quotidiano per le vittime di violenza. Le difficoltà a denunciare, a intraprendere un percorso per sfuggire da una vita pericolosa, aumentano con il diminuire delle possibilità economiche.
L’indipendenza economica e la violenza sulle donne sono spesso due facce della stessa medaglia. L’occupazione femminile, specie nel nostro paese, vede numeri molto bassi, e anche quando le donne lavorano spesso si trovano a svolgere mansioni poco pagate.
Un sondaggio condotto da ISPSOS nel gennaio 2021, per conto di WeWorld, ha analizzato gli effetti della pandemia, tra le altre cose, su eventuale cambiamento di reddito femminile (individuale) e familiare e mutamento del benessere proprio e dei figli/e. Dal sondaggio emerge un quadro preoccupante per la condizione economica delle donne italiane nell’era Covid19: 5 donne su 10 dichiarano una diminuzione delle proprie entrate economiche e si evidenzia come la pandemia ha inciso trasversalmente sia sulle donne occupate con figli che sulle donne non occupate con figli. Per entrambe le categorie, la quota di donne le cui entrate economiche si sono ridotte di più del 50% a causa della pandemia è del 60%, raggiungendo il 63% per le donne non occupate con figli piccoli (tra 0-13 anni). Naturale conseguenza di questa instabilità economica è la dipendenza delle donne dalla famiglia o dal partner, più di 4 donne su 10 dipendono economicamente in misura maggiore rispetto al passato.
Finalmente certificato il Fondo Risorse Decentrate 2021
Accordo sui passaggi orizzontali: fumata molto grigia
Oggi finalmente abbiamo chiuso l’accordo sul Fondo 2021. Come ogni anno c’è stata la solita rincorsa affannosa alle scadenze dell’esercizio finanziario a causa dei tempi immani che gli organi di controllo si prendono per la certificazione. Ricordiamo: noi abbiamo siglato l’accordo il giugno scorso, lo stesso ha avuto dei rilievi nel mese di agosto, l’Amministrazione ha risposto con estrema sollecitudine ma l’esito è faticosamente arrivato all’ultimo minuto utile ad evitare il rinvio dei pagamenti all’anno prossimo.
Un accordo importante perché rivaluta gli importi delle turnazioni in maniera significativa, raddoppia gli importi disponibili per i progetti locali, istituzionalizza l’indennità di direzione per i funzionari che dirigono Archivi e Biblioteche, mette a disposizione risorse aggiuntive funzionali ai progetti di riorganizzazione e salvaguarda le prerogative sindacali a livello nazionale e locale.
Adesso la palla passa al cedolino unico: la DG Bilancio ha fatto una Circolare di ricognizione preventiva ai fini della pubblicazione dei decreti di riparto, occorre verificare che tali adempimenti siano stati effettuati dagli uffici periferici al fine di consentire il pagamento delle somme dovute con i cedolini di novembre e dicembre ed invitiamo i nostri delegati a verificare il puntuale rispetto di queste scadenze. Sono immediatamente disponibili le risorse per i nuovi progetti locali (39 milioni di euro) che potranno essere contrattati a livello locale entro 45 giorni dall’emanazione del relativo decreto di riparto.
Non possiamo che esprimere soddisfazione per questi risultati, frutto di un lungo e articolato lavoro sul tavolo nazionale che certifica una attenta gestione dei fondi a disposizione dei lavoratori ed una tenuta del fondo che ha resistito in modo brillante a tutte gli interventi normativi che ne hanno limitato la tenuta tramite la previsione del tetto contabile non superabile.
Un accordo che ci consente di affrontare in modo sereno la nuova stagione contrattuale, dove potranno intervenire auspicabilmente le novità derivanti dal nuovo CCNL, in particolare lo sblocco delle progressioni economiche e l’eliminazione del tetto contabile al Fondo.
Passaggi orizzontali
Purtroppo non possiamo dire lo stesso per l’accordo sui passaggi orizzontali. Che a questo punto è ad un passo dal naufragio. L’amministrazione ci ha presentato una nuova proposta che, a nostro avviso, ha recepito tutte le richieste avanzate nella riunione precedente, in particolare lo scambio che è avvenuto tra l’eliminazione delle tabelle e la proposizione dell’attualità nello svolgimento delle mansioni, peraltro temperata, nell’ultima proposta, con un richiamo temporale ai sei mesi precedenti la stipula dell’accordo stesso. Questo non è stato sufficiente a superare le perplessità da parte di alcuni dei nostri colleghi. Posizioni più che legittime, che certamente non mettono in discussione lo spirito unitario che ha sempre ispirato la nostra azione, ma che noi non condividiamo, sulla base delle valutazioni che già abbiamo fatto e che riguardano in primis il carattere ultroneo dell’accordo rispetto all’esercizio di un diritto individuale, che è quello di ottenere, alle condizioni previste, il passaggio orizzontale. Per tale motivo noi abbiamo dichiarato la nostra adesione all’accordo ma lo stesso non riceve l’assenso della maggioranza del tavolo sindacale e quindi non riteniamo che sia nelle condizioni di entrare in vigore. In sostanza noi non vediamo spazi per ulteriori modifiche a meno che non si ritorni al testo dell’accordo dell’agosto scorso, con tutte le problematiche che abbiamo verificato, ovvero tabelle non corrispondenti alla realtà e posizioni di scostamento mansioni non rilevate, nonché una forte tendenza a comprimere i numeri. La proposta odierna non può avere l’ambizione di risolvere annosi problemi ma semplicemente di mettere un punto all’utilizzo disinvolto del personale e riconoscere a chi svolge mansioni differenti la possibilità di passaggio. Per cui francamente non comprendiamo: è del tutto evidente che nello schema proposto oggi alcuni criteri non si possono bypassare, ovvero l’attualità e la certificazione delle mansioni svolte da parte del dirigente sulla base di una ricognizione degli atti di ufficio.
Vogliamo infine sottolineare che questo irrigidimento su posizioni non conciliabili rischia seriamente di affossare tutto il percorso negoziale intrapreso e di relegare la materia al solo contenzioso individuale. Ci auguriamo pertanto che ci sia una riflessione adeguata, noi restiamo sempre disponibili anche ad ulteriori mediazioni, se si dovessero rendere necessarie e percorribili. Altrimenti prenderemo atto della volontà maggioritaria sul tavolo e, anche se tale criterio non viene applicato alla contrattazione integrativa, restiamo rispettosi dei principi di rappresentatività democratica seppur confermando la nostra convinta adesione all’accordo.
In allegato vi trasmettiamo i testi degli accordi. Per quanto riguarda le tariffe turnazioni, le stesse sono state riportate, per espressa richiesta degli organi di controllo, con una quantificazione oraria e suddivisa per le fasce economiche. L’importo orario va moltiplicato per le ore previste per i cicli di turnazione per ottenere l’importo complessivo.
Vi terremo naturalmente informati sugli eventuali ed auspicabili sviluppi.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC
Nella mattinata di oggi l’Aran ha presentato una nuova proposta sui differenziali stipendiali di importo più elevato rispetto a quella precedente e chiarendo meglio l’ipotesi di funzionamento del nuovo sistema.
Nelle prossime ore l’Agenzia provvederà ad inviarci alcuni dati relativi al potenziale di crescita retributivo del nuovo sistema per il personale già in servizio.
Resta per noi inteso che qualunque ipotesi di soluzione, oltre che individuare un importo dei differenziali adeguato, deve far riferimento al necessario rifinanziamento dei fondi per la contrattazione integrativa, al fine di rendere le opportunità che il nuovo sistema offre esigibili per tutti gli enti e le amministrazioni del comparto.
Il tavolo è stato aggiornato a giovedì 11 novembre.
Pubblichiamo il resoconto a seguito dell’incontro riguardo il lavoro agile, durante tale incontro sono state fatte richieste il merito la fase finale del corso Capo Squadra decorrenza 2020