Le scriventi Organizzazioni Sindacali, si ricorda, sono state convocate per il prossimo 15 novembre
al fine di definire i criteri di pagamento del Fondo Risorse Decentrate relativo agli anni 2020 e 2021.
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto
e per conoscenza
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Lucio Bedetta
Direttore Generale del bilancio e della contabilità
Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Considerata la rilevanza e la complessità della materia, CGIL CISL e UIL, al fine di consentire alle
delegazioni trattanti di affrontare con profitto il confronto, chiedono, ai sensi della disciplina di legge
e di contratto vigente, che sia trasmessa con congruo anticipo alle Organizzazioni Sindacali stesse,
legittimate alla trattativa, la documentazione contabile relativa alla composizione del Fondo (parte
fissa e parte variabile) nonché una prima proposta di accordo predisposta dalla parte pubblica.
Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 9 novembre 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo/Prestini Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota di convocazione inviata alle OO.SS. per l’incontro in presenza con il ministro Lamorgese
Pubblichiamo il decreto e l’avviso emanato dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali in merito l’esame finale del concorso Capo Squadra decorrenza 2020
Straordinaria riuscita dello sciopero dei lavoratori dei Servizi Ambientali, con un’adesione media che si attesta al 90% ma con punte del 100% in tantissime aziende di tutto il Paese. I circa 100 mila addetti del settore hanno, infatti, incrociato le braccia oggi e partecipato in tanti ai 100 presidi territoriali per rivendicare il diritto al rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. A darne notizia sono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel che fanno sapere come, la giornata di oggi, “segna solo una tappa di un percorso che andrà avanti, intensificandosi, nelle prossime ore, a partire dalla giornata di mercoledì 10 novembre quando con l’Attivo nazionale unitario in programma decideremo insieme lo sviluppo di questa mobilitazione”.
Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel puntano il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, “responsabili della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore”. Per i sindacati, inoltre, “bisogna rinnovare rapidamente il contratto scaduto a questi lavoratori, soprattutto dopo il servizio svolto nel corso della pandemia”.
Nel merito, respingendo le provocazioni delle parti datoriali, Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel rivendicano: “Il contratto nazionale unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo; rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori; evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori; sviluppo delle norme sul mercato di lavoro e dei processi di formazione continua; miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale; perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti; esigibilità contrattuale della clausola sociale; accordo economico che tenga conto delle percentuali inflattive degli effetti sul costo della vita degli aumenti delle materie prime, che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità legate alle effettive prestazioni”. Con queste rivendicazioni, concludono, “la giornata di oggi è la tappa di un percorso, il nostro impegno proseguirà, intensificandosi, già a partire dalle prossime ore. Abbiamo un solo obiettivo: il rispetto per i lavoratori del diritto al rinnovo del contratto”.
L’ENNESIMA FIGURACCIA
Nei giorni scorsi il Tribunale di Firenze si è nuovamente pronunciato, stavolta con sentenza di primo grado, su quanto accaduto qualche anno fa presso l’ispettorato del lavoro di Firenze. Ricordiamo che nell’Ottobre del 2019 il Tribunale di Firenze emanava un decreto, con cui imponeva all’Ispettorato la disapplicazione parziale degli ordini di servizio locali relativi all’orario di lavoro, attraverso i quali si era operata una discriminazione collettiva ed indiretta ai danni dei dipendenti genitori di figli in tenera età e condannava il medesimo Ispettorato anche a un risarcimento economico in favore della Consigliera Regionale di Parità Toscana, che aveva promosso il ricorso nell’ambito delle prerogative riconosciutele per legge.
Non contenta della figuraccia rimediata – il decreto ebbe risalto nazionale, non solo per la singolarità della questione dedotta, ma soprattutto perché il ruolo di convenuto/condannato era toccato proprio a INL, l’Ente chiamato a vigilare anche sulle discriminazioni di genere – l’Amministrazione pensò di presentare opposizione al decreto.
Risultato? L’ennesima figuraccia: il Tribunale di Firenze ha emesso sentenza confermativa della discriminazione collettiva operata con quegli ordini di servizio e confermativa anche del risarcimento del danno in favore della Consigliera. Ha poi ribadito espressamente l’inadempienza dell’Ispettorato del Lavoro in relazione alla mancata applicazione delle flessibilità ulteriori sancite dall’art. 26, co. 4 del CCNL delle Funzioni Centrali.
Ci chiediamo, a questo punto retoricamente: tutto questo era inevitabile?
Era inevitabile ostinarsi a mantenere indenni i procedimenti disciplinari che avevano avuto origine proprio da quegli ordini di servizio discriminatori e passare così dalla discriminazione indiretta a quella diretta?
Era inevitabile emanare atti comportanti una discriminazione collettiva?
Era inevitabile arrivare al decreto giudiziale con cui si ingiungeva di rimuovere quegli atti?
Era inevitabile, dopo il decreto, fare opposizione per ricevere quest’ulteriore schiaffo, che lede l’immagine di un Ente che dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori e invece ha violato anzitutto quelli dei propri dipendenti, particolarmente quelli dei dipendenti genitori di figli piccoli?
Era inevitabile l’esborso di soldi pubblici per risarcire danni non patrimoniali?
Visto che all’Amministrazione piace così tanto parlare e scrivere di valutazione, ci chiediamo un po’ meno retoricamente: qualcuno ha valutato i comportamenti di chi ha posto in essere quei comportamenti discriminatori? E i comportamenti di chi dalla DC Risorse Umane invitava a violare apertamente il CCNL delle Funzioni Centrali, emanando pareri per fare in modo che non fosse applicato sui territori l’art. 26., co. 4, immaginando una riserva di contrattazione integrativa nazionale inesistente?
Quis custodiet ipsos custodies? È una regola democratica che nessuno possa essere al di sopra delle regole e che anche i sorveglianti vadano sorvegliati.
Di tutto questo chiediamo, ora, conto.
Roma, 5 novembre 2021
Il coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota unitaria dei Coordinamenti regionali Fp Cgil VVF e Uil Pa VVF, in merito la gestione della didattica e dell’organizzazione del polo didattico Sicilia, a seguito dei casi di positività al COVID 19
Pubblichiamo la nota del Coordinamento regionale Fp Cgil VVF con la quale chiede chiarezza e partecipazione riguardo il rientro in presenza del personale e l’organizzazione strutturale per il lavoro agile
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF con la quale viene richiesta un’organizzazione del presidio presso a Torre dei Mori, in una modalità che non vada ad inficiare l’operatività e la sicurezza del personale
Lunedì 8 novembre è sciopero dei Servizi Ambientali. A incrociare le braccia oltre 100 mila addetti del settore, equamente divisi tra pubblico e privato, per rivendicare il rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. Un’astensione dal lavoro che riguarderà tutti i turni di lavoro, con inizio nella stessa giornata, con circa 100 presidi unitari in tutti i territori. Una protesta promossa da Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, che puntano il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, “responsabili della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore: dopo aver perso tempo lasciando che ben 27 mesi trascorressero dalla scadenza del contratto, hanno poi posto condizioni inaccettabili di fatto mettendoci nelle condizioni di non poter proseguire”.
I sindacati, rigettando le richieste datoriali, rivendicano: “Contratto nazionale unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo; rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori; evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori; sviluppo delle norme sul mercato di lavoro e dei processi di formazione continua; miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale; perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti; esigibilità contrattuale della clausola sociale; accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità”.
Per Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, “riconoscere il diritto al rinnovo del contratto a questi lavoratori, soprattutto dopo il servizio svolto nel corso della pandemia, è doveroso. Ed è ancora più urgente perché riguarda gli addetti di un settore strategico, che sarà valorizzato dagli investimenti europei legati al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre, ribadiamo che nei servizi ambientali deve essere applicato solo ed esclusivamente il Ccnl previsto, includendo quindi appalti, subappalti e tutta la filiera. È per queste ragioni, per riconoscere quanto spetta alle lavoratrici e ai lavoratori, che con lo sciopero dell’8 novembre si segnerà il passaggio di una vertenza che andrà avanti finché non raggiungeremo un esito positivo”, concludono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel.
Pubblichiamo la nota delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF di richiesta chiarimenti in merito al Polo didattico Sicilia (Catania) sulla rilevazione unità positive al Covid-19 partecipanti al Corso di formazione Capo Squadra decorrenza 2020