La pandemia COVID-19 pone nuove sfide ai servizi sanitari di tutto il mondo. Da un lato il proliferare di varianti, sempre più difficili da contrastare e gli effetti di lunga durata sulla salute dei pazienti una volta superata la fase acuta, dall’altro lato la sfida ai servizi sanitari per una riorganizzazione della prevenzione e della rete centrale e territoriale.
Ma la sfida riguarda anche gli squilibri, nell’accesso alle cure, tra paesi ricchi e paesi poveri, squilibri che si sono acuiti per i costi dei vaccini, ancora soggetti a brevetti che ne limitano la diffusione ai soli paesi in grado di sostenere ingenti spese. Anche sul piano etico e della riflessione filosofica, sociale e politica, gli strumenti adottati per combattere la pandemia (vaccinazioni, green-pass, lockdown) hanno suscitato e stanno suscitando un vivace dibattito non solo in Italia.
Su tutti questi temi il corso intende fornire al personale che opera nei servizi sanitari contributi per una riflessione critica, utile sia per il loro ruolo di operatori sia in quanto cittadini consapevoli. 28 crediti 20 ore formative per tutte le professioni, gratuito per gli iscritti alla Fp Cgil. Attivo dal 16 novembre 2021 al 31 gennaio 2022. Iscrizioni tramite la piattaforma: www.proteoformazione2.it/moodle.
Ing. Vincenzo De Lisi
Direttore Generale per i servizi informativi automatizzati
e per conoscenza
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Oggetto: informatizzazione UNEP
In questa complessa fase storica la Giustizia è chiamata a contribuire fattivamente al PNRR e al rilancio del sistema-paese. Per quanto riguarda lo specifico degli Uffici Notifiche Esecuzione e Protesti non occorre grande sforzo di fantasia progettuale: l’informatizzazione passa attraverso alcuni progetti da lungo tempo elaborati e in attesa di implementazione.
In primo luogo l’applicazione 492 bis (ricerca telematica dei beni da pignorare). Ci giungono voci di contatti in corso da parte di Codesto Ministero con il MEF per sbloccare una vicenda da troppo tempo ferma. Non possiamo che rallegrarcene: questa riforma genererebbe effetti grandemente positivi sull’efficacia e sull’efficienza del processo esecutivo e sul recupero del credito, un settore in cui l ’Italia è oggi purtroppo agli ultimi posti in Europa. Riteniamo che ora occorra avviare un ragionamento per evidenziare tutti gli ostacoli e le problematiche da superare. Tra le varie, la questione della sicurezza e della privacy non può essere risolta con la limitazione dell’accesso a pochi ufficiali giudiziari: vi sono aspetti retributivi connessi all’espletamento della funzione.
Altro aspetto fondamentale è il cosiddetto Progetto Tablet, con l’inserimento organico dell’attività degli
UNEP nell’ambito del Processo Civile Telematico, che significa interlocuzione telematica sia con le
cancellerie che con gli avvocati. L’UNEP di Milano era stata individuata come sede-pilota per la
sperimentazione. Nonostante l’acquisto di cento tablet (con una spesa di oltre centomila euro), dispositivi forniti al personale dopo un percorso formativo, l’assenza del software ha bloccato il progetto, impedendo, tra l’altro, di rispondere nella maniera più adeguata alle esigenze di remotizzazione dei servizi e dei processi lavorativi che la pandemia ha fatto emergere.
Segnaliamo infine la questione dell’attivazione della funzione contabilità nell’ambito del programma GSU, ovvero l’istituzionalizzazione di un programma ministeriale che superi il ginepraio delle convenzioni con aziende private e delle soluzioni patchwork sul territorio nazionale. Tutto Ciò consentirebbe una standardizzazione delle procedure e una maggiore trasparenza delle stesse, agevolando le attività di verifica e sorveglianza da parte del Ministero sulle attività delle sedi periferiche.
Su tutte queste tematiche CGIL CISL e UIL chiedono un incontro a breve anche per creare quel canale di
collaborazione, elemento essenziale per la buona riuscita di ogni progetto che a tutt’oggi manca
Nell’attesa di un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 4 novembre 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Diverse sono le questioni che questa Amministrazione ha lasciato in sospeso in questi anni. Accanto a queste, nuove se ne propongono, nel frattempo, e noi riteniamo utile che si inizi a dare delle risposte ai dipendenti.
L’ultima in ordine di tempo riguarda le norme introdotte dal DL 146/2021: pur nella consapevolezza che trattasi di norme ancora suscettibili di modifiche – essendo inserite in un decreto-legge in fase di conversione – chiediamo che nelle more siano date indicazioni univoche agli uffici, per garantire uniformità e omogeneità di condotte nei territori.
A questo tema se ne aggancia immediatamente un altro, quello dei profili professionali.
Più volte, nel corso di questi anni, quest’argomento è stato affrontato e poi chiuso dall’Amministrazione, senza mai approdare a nulla. Si era perfino vagheggiato di un ruolo unico dei funzionari, così da avere dei jolly pronti a qualunque esigenza: dalle ispezioni, al legale, alla contabilità, alla gestione del personale, ai rapporti col pubblico e molto altro ancora. “Fluidità” era la parola magica dei novelli seguaci di Baumann.
Ora, anche alla luce delle importantissime novità normative non ancora definitive e della volontà del vertice dell’Amministrazione di dare un fortissimo impulso alla formazione continua del personale, chiediamo di avviare un confronto per la definizione dei profili professionali, tenendo ferma la distinzione tra funzionari amministrativi,funzionari ispettivi ordinari e tecnici, sottoscrivendo anche un accordo per il cambio di profilo e individuando in modo chiaro ed estensivo i requisiti di accesso ai suddetti profili. Per intenderci: già in tempi non sospetti, come FP CGIL avevamo chiesto di ampliare i titoli di accesso al profilo di ispettore tecnico, ricevendo un secco “no” (ma il tempo ci ha dato ragione).
Avevamo anche proposto di ampliare i titoli di accesso al profilo di ispettore ordinario, ad esempio reintroducendo le lauree in materie economiche. Neanche quello si fece. Inoltre, similmente a quanto fanno da tempo altre Amministrazioni, perché individuare solo alcune lauree come titolo di accesso al profilo di funzionario amministrativo? Se/quando partirà una massiccia opera di formazione del personale sarà quello l’elemento centrale su cui puntare, proprio come accade in altri Enti.
Nelle prossime settimane, inoltre, diverse centinaia di lavoratori entreranno negli uffici dell’INL: questa sigla chiede nuovamente di conoscere per tempo la distribuzione territoriale di questi lavoratori, al fine di poter dare un proprio contributo per una loro ottimale dislocazione.
Al termine dell’iter delle progressioni orizzontali – rispetto alle quali chiediamo di sapere se ne è confermato il pagamento in busta paga novembre – diverse decine di posizioni messe a bando sono ritornate all’Amministrazione. Più precisamente, dai nostri conti – considerando i tanti colleghi pensionati presenti nelle graduatorie e che in diverse graduatorie i posti disponibili erano maggiori delle domande presentate – risulterebbero oltre 160 posizioni ritornate al Fondo.
Per questo, riproponiamo l’idea che si possa arrivare in tempi rapidi alla sottoscrizione di un nuovo accordo che garantisca ulteriori passaggi economici ad altro personale, senza che questo pesi in modo eccessivo sul Fondo Risorse Decentrate, visto che 160 posizioni sono già “pagate”.
Chiediamo, pertanto, la convocazione in tempi rapidi del tavolo sul FRD 2021, così da prevedere il relativo stanziamento e avviare subito altre progressioni economiche.
Relativamente al FRD 2021, avvertiamo sin d’ora l’Amministrazione che la questione delle assenze equiparate per noi è tutt’altro che chiusa, anche a seguito della discussione avvenuta all’interno del CUG in queste settimane. Ci aspettiamo, pertanto – anche alla luce del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance, secondo cui per accedere alla valutazione occorrono almeno trenta giornate di presenza effettiva – che nel concetto di “presenza effettiva” rientrino anche tutte le giornate di presenza equiparate che sono state sottratte ai lavoratori: assistenza a familiare disabile (anche figlio e coniuge), ex art. 33, comma 3, della legge 104/92; congedo per malattia del figlio fino a tre anni; congedo parentale.
Roma, 4 novembre 2021
Il coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
Al Segretario Generale
Dott. Andrea Bianchi
Alla Direttrice Generale PIOB- UPD
Dott.ssa Stefania Cresti
e p.c.
Alla Dirigente DG PIOB – UPD , Div. II
Dott.ssa Emanuela Cigala
OGGETTO: MANCATA EROGAZIONE BUONI PASTO ED ACCERTAMENTO FRAGILITA’
Le scriventi sigle intendono rappresentare la situazione del personale che, nelle giornate in cui effettua lavoro agile, non riceve più i buoni pasto.
Tale comportamento dell’Amministrazione è incomprensibile e inaccettabile, posto che fino a pochi giorni fa il buono pasto era erogato sia per le giornate di lavoro in presenza che da remoto, senza alcuna discriminazione per la seconda ipotesi, considerato anche che l’Amministrazione è da tempo dotata della strumentazione tecnologica che permette ai lavoratori di poter svolgere la propria attività lavorativa anche in modalità agile.
È opportuno sottolineare che la modalità di lavoro agile richiesta ai lavoratori, anche a seguito di sottoscrizione dell’accordo, prevede l’intero orario lavorativo configurando un home working come quello svolto fino al 15 ottobre sorso.
Inoltre, si sta compiendo una ulteriore discriminazione ai danni sia dei lavoratori fragili – che per motivi di salute sono esonerati dal rientro in presenza – sia verso i lavoratori che, non per loro volontà, non possono rientrare in presenza per mancanza di sede e quindi di postazioni idonee al rientro in sicurezza.
Si chiede, pertanto, di riprendere l’erogazione dei buoni pasto. Nel caso l’Amministrazione prosegua in questo suo atteggiamento a danno dei suoi dipendenti, che in tutti questi mesi hanno garantito il normale svolgimento delle attività e addirittura migliorato la produttività,
daremo indicazione al personale di rivedere gli accordi individuali riducendo la fascia di reperibilità nelle giornate di lavoro agile.
Relativamente ai lavoratori “fragili”, poi, stiamo registrando un repentino cambio di atteggiamento da parte dei medici competenti nella valutazione delle condizioni di salute dei colleghi. Chiediamo quantomeno che tali lavoratori vengano sottoposti ad ulteriore visita.
Sembrerebbe inoltre, ma chiediamo che ciò venga verificato rapidamente, che si stia pensando di disporre il rientro in presenza perfino di quelle categorie di lavoratori per i quali la legge 133/2021 ha previsto lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, almeno fino al 31 dicembre 2021. Situazione che sarebbe a dir poco inspiegabile tenuto conto anche della particolare situazione logistica in cui versa la nostra amministrazione.
In attesa di riscontro alla presente, si porgono cordiali saluti.
Roma, 3 novembre 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Francesca Valentini
CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi
UIL PA
Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi
A seguito della richiesta unitaria, pubblichiamo con compiacimento la nota Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la conversione in legge DL 8 settembre 2021 per le funzioni DOS al solo CNVVF
All’INAIL
All’INL
Al Ministero del Lavoro
Oggetto: utilizzo graduatorie
Si stanno tenendo in questi giorni le sessioni concorsuali previste dal bando unico RIPAM Lavoro
per l’assunzione a tempo indeterminato di 1.514 (elevato a 1541) unità di personale nei diversi profili
del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’INL e dell’INAIL.
Da anni, come Funzione Pubblica Cgil, sosteniamo la necessità di avviare con urgenza un piano
straordinario di nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione per interrompere il continuo restringersi
dello spazio pubblico e garantire i diritti dei cittadini e dei lavoratori.
Ed è in coerenza con ciò che riteniamo fondamentale, una volta completato l’iter assunzionale dei
vincitori, procedere ad un utilizzo delle graduatorie di merito fino ad esaurimento delle stesse, anche
attraverso lo strumento legislativo di condivisione previsto dall’art. 3 comma 61 della legge 24
dicembre 2003 n. 350.
A tal proposito, siamo ad invitare le Amministrazioni in indirizzo ad adottare tutte le iniziative idonee
affinché ciò possa avvenire in tempi certi con l’urgenza di andare a sanare parzialmente il grave
vuoto organico che ad oggi sta mettendo a serio rischio la tenuta dei servizi pubblici resi quotidianamente
ai cittadini/utenti.
Grazie per la collaborazione
Il Segretario Nazionale
Florindo Oliverio
In apertura dell’incontro odierno del tavolo di trattativa per il rinnovo contrattuale 2019/2021 del Comparto delle Funzioni Centrali, il presidente dell’Aran ha evidenziato le risorse che, nel disegno di legge di bilancio presentato nei giorni scorsi dal governo, sono ipotizzate a sostegno del buon esito del negoziato, in coerenza con gli impegni assunti dal presidente del consiglio e dal ministro della PA con i segretari generali di CGIL CISL UIL con il Patto per il lavoro pubblico e la coesione sociale del 10 marzo scorso.
In particolare, si tratta di 200 milioni di euro per il nuovo ordinamento professionale e 200 milioni finalizzati al superamento dei tetti imposti finora alla consistenza dei fondi per la contrattazione integrativa, che si sommano, a valere dal 2022, alle risorse già disponibili per incrementi contrattuali nell’ordine del 4,07 per cento e a quelle già stanziate nella legge di bilancio 2021 e in quella del 2020 per permettere un riallineamento dei valori delle indennità di amministrazione più basse.
L’Aran ha poi presentato una nuova proposta economica, rispondendo alle richieste sindacali fatte nel precedente incontro, per tenere conto delle differenze retributive oggi maturabili per effetto delle PEO, nei vecchi comparti dei ministeri e delle agenzie fiscali, nella definizione dei valori economici dei cosiddetti “differenziali stipendiali” acquisibili con le nuove procedure di progressioni economiche nelle aree.
La nuova proposta conferma la previsione di 6 differenziali acquisibili nelle nuove aree “Assistenti” e “Funzionari” (che sostituiscono le attuali seconde e terze, ovvero B e C) e 3 differenziali nella nuova area degli “Operatori” (che sostituisce la prima, ovvero l’area A). I rispettivi valori economici dei singoli differenziali stipendiali per Aran diventerebbero di circa 1.697, 952 e 481 euro rispettivamente nelle aree “Funzionari”, “Assistenti” e “Operatori”.
Allo stesso modo, anche il valore stipendiale tabellare di area si incrementerà di un valore minimo comune alle indennità di amministrazione oggi esistenti, corrispondente ad una misura percentuale dell’indennità di ente degli Enti pubblici non economici.
Per tutte le lavoratrici e i lavoratori già in servizio al momento di entrata in vigore del CCNL l’intero valore economico in godimento, comprensivo di attuale stipendio tabellare e indennità di amministrazione/ente, sarà mantenuto nella somma delle voci stipendiali di tabellare di nuova area; indennità di amministrazione rideterminata per area (dopo le rivalutazioni di legge e a seguito del parziale conglobamento nel tabellare di area); differenziale stipendiale individuale (pari alla differenza tra quanto oggi in godimento – stipendio tabellare + indennità di amministrazione/ente meno il nuovo valore tabellare e la nuova indennità di amministrazione/ente).
Abbiamo espresso apprezzamento sulla proposta di Aran perché produce alcuni effetti coerenti con gli obiettivi delle nostre richieste. In particolare: salvaguarda le retribuzioni complessive oggi esistenti permettendo al tempo stesso di ottenere migliori benefici (previdenziali ma non solo) per il passaggio di parte dell’indennità di amministrazione/ente (finora considerata salario accessorio) nella retribuzione fondamentale; riapre una prospettiva di progressioni economiche all’interno delle aree per tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche per gli “apicali”.
Abbiamo però evidenziato che occorre ancora lavorare per rendere effettivamente appetibile il nuovo sistema di classificazione a chi può aspirare a entrare nelle pubbliche amministrazioni e a quanti attendono da anni il giusto riconoscimento della propria professionalità maturata. Per questo abbiamo giudicato ancora insoddisfacente la proposta e abbiamo chiesto di continuare a lavorare sulle possibilità di incremento ulteriore dei valori dei differenziali al fine di permettere un maggiore apprezzamento economico delle progressioni, così come abbiamo chiesto di prevedere un numero maggiore di differenziali acquisibili durante la vita lavorativa di ciascun lavoratore, per dare concreta effettività di crescita economica a tutte e tutti, evitando che ci sia chi ottiene più differenziali e chi nemmeno uno.
Come abbiamo ribadito unitariamente con CISL e UIL (si veda il comunicato unitario), la trattativa sta progressivamente incamminandosi verso il percorso da noi auspicato, ma ancora non ci permette di esprimere un giudizio complessivamente positivo.
Dopo aver definito ulteriormente e meglio valori e meccanismi delle progressioni economiche, infatti, bisognerà entrare nel merito dell’utilizzo delle risorse che la prossima legge di bilancio stanzia, nella direzione di una rivalutazione delle retribuzioni tabellari oltre l’incremento del 4,07% e il conglobamento dell’elemento perequativo; realizzando gli effetti per i quali già nel 2018 indicammo quali obiettivi del nuovo ordinamento professionale lo “svuotamento” delle prime aree, il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità già esistenti nelle attuali seconde aree e che possono essere ricollocate utilmente nella nuova area dei “Funzionari”; la reale prospettiva di carriera per le lavoratrici e i lavoratori, oggi inquadrati nelle terze aree e che già ricoprono responsabilità professionali elevate della istituenda quarta area.
Relativamente a quest’ultima, in conclusione della riunione di oggi, l’Aran ha ulteriormente precisato che essa comincerà ad essere utilizzata a partire dalla definizione dei nuovi piani assunzionali, con i quali si renderanno disponibili le risorse necessarie per il reclutamento che, secondo le nuove regole, potrà vedere la partecipazione del personale già in servizio.
Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio
Pubblichiamo l’iniziativa del Dipartimento con l’ Associazione Italiana Lotta Neuroblastoma, in merito la campagna natalizia “dono ricerca”, ridono vita a sostegno dei bambini ammalati di neuroblastoma
Roma, 02 novembre 2021
Al Ministro dell’Economia e
delle Finanze
dott. Daniele Franco
Roma
Al Sottosegretario di Stato
con delega all’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli
dott. Federico Freni
Roma
e p.c.
al Direttore Generale
Agenzia Dogane e Monopoli
Dott. Marcello Minenna
Roma
Egregi Sigg. Ministro e Sottosegretario di Stato
le scriventi OO.SS. hanno rilevato che nella Nota di Aggiornamento al DEF 2021 deliberata dal Consiglio dei Ministri del 29.09.2021, nel “capitolo” riguardante “le strategie e i risultati di prevenzione e contrasto” operate dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli, dalle Regioni e dagli Enti Territoriali, viene illustrato un PIANO OPERATIVO FRODI DOGANALI per il quale la Guardia di Finanza figurerebbe quale “Autorità doganale”, svolgerebbe “in autonomia” il presidio di porti, aeroporti, rotabili, effettuerebbe controlli di “retrovalico”, farebbe “controlli a posteriori” per sottofatturazione, origine delle merci, ammissione temporanea, regime doganale 42, tax free, procederebbe a controlli su vendita e distribuzione TLE, controlli su DPI e prodotti sanitari per COVID 19.
Tali previsioni, qualora fossero formalmente attivate, assegnerebbero alla Guardia di Finanza l’esercizio di attività e funzioni tipiche dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM), creando situazioni di interferenze e contrasti istituzionali, sottraendo, peraltro, all’Agenzia le funzioni e le attività di “antifrode” volte alla prevenzione e contrasto degli illeciti per il cui esercizio, si rammenta, i funzionari dell’Agenzia sono investiti, per legge, dei poteri e delle prerogative di Polizia Giudiziaria e Tributaria.
Si sottolinea, poi, che la normativa unionale (ad es. art. 5 del Codice doganale UE/Reg. UE 952 del 2013) quando fa riferimento all’ “autorità doganale” rimanda alle amministrazioni doganali dei vari Stati Membri (per l’Italia pertanto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), nonché ad altre “autorità” chiamate ad applicare “alcune
norme doganali” (come in Italia La Guardia di Finanza) non ammettendo, dunque alcuna diarchia che, per contro, si verrebbe a creare applicando il documento che qui si commenta.
Inoltre, una eventuale “pluralità di gestori” si porrebbe in contrasto con quanto disposto della legge 300/1999 (riforma dello Stato), che attribuisce la “mission” doganale all’Agenzia delle Dogane e non alla Guardia di Finanza, nonché da quanto stabilito dal TULD/DPR n° 43/1972 e dalle varie leggi collegate.
Invero, detti nuovi compiti sarebbero anche forieri di sicure inefficienze, soprattutto a carico dell’utenza, ad esempio nei cosiddetti “controlli di retrovalico” per cui gli stessi soggetti potrebbero subire un controllo doganale per ben due volte: prima dall’Organo doganale anche con l’assistenza del Servizio Attivo della GDF e appena dopo da altri reparti della GDF.
Ulteriore duplicazione di controlli avverrebbe con i “controlli a posteriori” già largamente programmati ed effettuati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Si verrebbe a creare, pertanto, una duplicazione di controlli e funzioni per le quali è istituzionalmente incaricata una specifica Amministrazione: appunto l’ Agenzia delle Dogane e Monopoli
Da ultimo, ma non ultimo per importanza, si evidenzia che nello stesso documento e in merito all’attività della GDF figurano altri due Piani Operativi. Uno riguarda le “frodi nel settore delle Accise e delle altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi” e l’ altro “i giochi illegali e le scommesse illegali”.
Anche in questi settori si registrerebbe una duplicazione di compiti che all ’Agenzia sono attribuiti per legge, comprese le funzioni di prevenzione e contrasto necessarie in tali ambiti operativi, anch’esse inserite nei piani convenzionali annuali. Per tutto quanto sopra, le Scriventi OO.SS. chiedono a codeste Autorità un autorevole e risoluto intervento volto ad eliminare qualsiasi dubbio e perplessità, cassando tutti quei punti che possano creare, come effettivamente creano, duplicazioni in merito all’assetto delle funzioni e dei compiti delle due strategiche Istituzioni; tutto ciò nel rispetto della normativa vigente. I dipendenti in servizio nell’Agenzia delle Dogane e Monopoli vogliono, poi, essere messi nelle condizioni di effettuare le proprie funzioni previste per legge al meglio, con ciò intendendo anche l’implementazione delle risorse umane, portando rapidamente a termine i concorsi in itinere anche con l’allargamento dei posti agli idonei, nonché azionando tutti i più adeguati strumenti, materiali, immobiliari e tecnologici, in grado di elevare ancor di più la qualità e quantità dell’azione istituzionale, nell’ambito dell’Unione Europea ed in contrasto ai traffici illeciti di qualsiasi natura. Si specifica, infine, che i Dipendenti dell’Agenzia hanno appreso con grande stupore e perplessità quanto rilevabile nel documento in questione, così come è doveroso sottolineare che una eventuale applicazione di quanto in commento inciderebbe in maniera fortemente negativa nei rapporti in ambito locale tra Militari della GDF e Funzionari ADM a causa di sicuri e continui conflitti di competenza in ordine alle singole attività.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL-UNSA
Iervolino De Caro Procopio Veltri
Lunedì 8 novembre sarà sciopero generale dei servizi ambientali per l’intera giornata di lavoro: riguarderà tutti i turni di lavoro con inizio nella medesima giornata con presidi unitari in tutti i territori. Interessati oltre 100 mila addetti del settore, equamente divisi tra pubblico e privato, per rivendicare il rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. A darne notizia sono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, che puntano il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, “responsabili della rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore: dopo aver perso tempo lasciando che ben 27 mesi trascorressero dalla scadenza del contratto, hanno poi posto condizioni inaccettabili di fatto mettendoci nelle condizioni di non poter proseguire”.
Le richieste datoriali, rigettate dai sindacati, sono così riassumibili: “Flessibilità estrema sull’organizzazione del lavoro attraverso il sistema degli orari; ridimensionamento del sistema delle relazioni industriali per privare i lavoratori della rappresentanza e della partecipazione all’interno dell’azienda; precarizzazione dei rapporti di lavoro soprattutto per lavoratori part/time; eliminazione totale del limite massimo dei lavoratori part/time presenti in azienda; il legare la parte economica esclusivamente agli indici inflattivi e alle dinamiche del corrispettivo economico del committente all’azienda; mancato riconoscimento delle professionalità dei lavoratori addetti agli impianti”.
Contro questa impostazione, Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel rivendicano invece: “Contratto nazionale unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo; rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori; evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori; sviluppo delle norme sul mercato di lavoro e dei processi di formazione continua; miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale; perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti; esigibilità contrattuale della clausola sociale; accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità”.
“Riconoscere il diritto al rinnovo del contratto a questi lavoratori, soprattutto dopo il servizio svolto nel corso della pandemia, è doveroso. Ed è ancora più urgente perché riguarda gli addetti di un settore strategico, che sarà valorizzato dagli investimenti europei legati al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. È per queste ragioni, per riconoscere quanto spetta alle lavoratrici e ai lavoratori, che con lo sciopero dell’8 novembre si segnerà il passaggio di una vertenza che andrà avanti finché non raggiungeremo un esito positivo”, concludono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel.