Lo scorso 25 ottobre si è riunito il Consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Nel corso dei lavori il Presidente, il Dott. Massimo Provinciali, ha comunicato ai consiglieri la rivisitazione del sito della CPA diventato ormai obsoleto e non più conforme a tutte le esigenze di tutti gli utenti del web, ivi compresi i lavoratori con disabilità.
Il lavoro di aggiornamento usufruisce anche delle nuove tecnologie assistive come il display braille, screen reader, ingranditori di schermo e vari dispositivi di input.
Il Presidente ha, altresì, comunicato che dopo il recupero di errati pagamenti – ancora da verificare -, sono stati chiusi i conti presso Banco Poste e presso Intesa S. Paolo.
La riunione è proseguita con la presentazione del bilancio di previsione 2022.
Dopo l’esposizione della relativa relazione – risultata esaustiva -, il Consiglio della CPA ha approvato il bilancio di previsione 2022.
È stata determinata la quota annua maturata per l’anno 2021 per tutti i dipendenti in servizio o cessati, a decorrere dal 2 luglio 2021. La quota determinata è pari ad euro 980,96 lordi su 6.128 dipendenti presenti.
Nel corso della riunione il consiglio ha provveduto a deliberare il pagamento delle liquidazioni “indennità una tantum” (fino al 1 luglio 2021), le pratiche di assistenza dei sussidi funerari ed i casi particolari e superiori a 3.000 euro (relativi al primo semestre 2021).
Per quanto riguarda eventuali richieste presentate dal personale e che riguarderanno il rimborso per spese tamponi ai fini del rilascio del green pass, il Consiglio si è trovato in difficoltà a causa:
della mancanza di una prescrizione medica, quale documento giustificativo;
della non conoscenza dell’entità complessiva della spesa.
Di conseguenza il Consiglio ha ritenuto opportuno rimandare la decisione in argomento ad un futuro prossimo, quando sarà in possesso di maggiori elementi di valutazione.
Visto il protrarsi dell’annoso e diffuso problema della mancanza di personale nell’ Amministrazione ed in particolare presso l’Ufficio della CPA, della quale come consiglieri, anche nelle precedenti riunione, ne è stata più evidenziata la grave criticità , è stato inserito all’interno della previsione di bilancio 2022 e nelle spese di funzionamento alla voce personale, un importo pari a 12.000,00 euro da destinare – in questo momento emergenziale di mancanza del personale – quale incentivo del personale attualmente in servizio. Nelle successive riunioni, il consiglio comunque provvederà, prima dell’eventuale ed effettivo utilizzo della somma individuata, ad effettuare una attenta verifica di monitoraggio sul modo di utilizzo della somma rispetto alle previsioni normative dello statuto ed al contempo il Consiglio ha deciso di presentare, altresì, una formale richiesta al collegio dei revisori.
Il Consigliere supplente Fp Cgil della CPA
Massimo Bassani
Nella riunione programmata questa mattina con il Direttore Flore abbiamo rappresentato in via
preliminare, rispetto all’ordine del giorno, la necessità di fissare, a stretto giro, un incontro per
definire con maggior dettaglio le modalità dello smart working. La necessità manifestata nasce dalle
segnalazioni pervenute dagli uffici circa un’applicazione non omogenea della circolare nelle diverse
strutture territoriali dell’Agenzia.
Abbiamo sottoscritto in via definitiva gli accordi sul Fondo per le risorse decentrate e la ripartizione
del budget di sede per il 2018 e 2019, sottoscrizione necessaria in considerazione dei rilievi fatti
dagli organi di controllo. Nel mese di novembre verranno, pertanto, pagati il premio per la
performance individuale 2018 (circa 170 euro medi pro capite) e il premio di performance
organizzativa per il 2019 (circa 180 euro medi pro capite).
Sono state inoltre oggetto di confronto le linee della Circolare sulla mobilità volontaria come
convenute nel luglio scorso, alla quale sono allegati gli elenchi dei posti disponibili in entrata ed in
uscita. Entro l’anno dovranno essere presentate le istanze di partecipazione alla procedura che si
concluderà a maggio 2022. Nel mese di febbraio/marzo del 2022, ed in ogni caso prima della
conclusione del concorsi in essere, l’Agenzia si è impegnata a stabilizzare il personale attualmente
distaccato che continua a prestare servizio nelle sedi attuali.
Le notizie positive si fermano qui. In effetti dobbiamo aggiungere che ci è stata presentata un’intesa
programmatica per gli sviluppi economici all’interno delle aree. Sulla base delle risorse attualmente
disponibili e di quelle che si renderanno disponibili nei prossimi anni per effetto dei pensionamenti,
l’Agenzia ha ipotizzato di utilizzare € 5.000.000 con decorrenza 1 gennaio 2022, € 5.000.000 con
decorrenza 1 gennaio 2024 e € 4.500.000 con decorrenza 1° gennaio 2026. Risorse
complessivamente sufficienti a coprire solo il 75% del personale, in quanto gli oltre 2.000 colleghi
apicali risulterebbero ovviamente esclusi, in previsione di una rivisitazione dell’ordinamento
professionale. Le risorse dovrebbero essere detratte dalla “produttività” che passerebbe da 24
milioni di euro attuali a un importo a regime di soli 9 milioni. E’ stato per noi chiaro fin dall’inizio che
su una tale proposta si sarebbero prodotte posizioni inconciliabili. A noi è invece sembrato doveroso
verso i lavoratori e le lavoratrici che rappresentiamo arrivare ad una intesa che impegni l’Agenzia
a definire un VERO programma di progressioni che riguardi TUTTO il personale e non solo una
parte, che non ESCLUDA NESSUNO e che non produca una RIDUZIONE al lumicino le risorse per
la produttività. Per questo abbiamo proposto di sottoscrivere un accordo programmatico che
preveda non solo l’individuazione delle risorse in grado di non annullare la produttività collettiva,
ma anche la garanzia di criteri uguali per tutti i lavoratori. Alla fine l’Agenzia si è riservata di presentarci nuove valutazioni sul punto.
Sorprendente è stata la posizione di alcune SIGLE SINDACALI AUTONOME che a dispetto di quanto asserito negli ultimi mesi per raccogliere la simpatia di qualche lavoratore, non volendo sottoscrivere un Accordo di programma sulle progressioni economiche, hanno fatto proposte demagogiche e di fatto irrealizzabili, i cui benefici sarebbero stati indirizzati ad una sola parte di lavoratori, al solo scopo di far saltare qualunque ragionamento costruttivo su un percorso PER TUTTI e strumentalizzando qualunque ragionamento per non addivenire ad una intesa positiva per il personale.
Anche sul CCNI c’è ancora chi vorrebbe riaprire la discussione su tutto l’impianto, mentre l’Agenzia in realtà ha provveduto a modificare solo alcune previsioni del sistema indennitario, ritenendo il testo oramai sufficientemente definito. Alla fine l’Agenzia ha chiesto, per evitare ulteriori perdite di tempo e poter riconvocare un incontro, la presentazione di osservazioni scritte.
Roma 27 ottobre 2021
FPCGIL CISLFP UILPA
Iervolino De Caro Procopio
Pubblichiamo la nota ottenuta dal capo di gabinetto del Ministro sulle nostre note, presenti sul sito, afferenti la richiesta di estensione dell’assicurazione sanitaria gratuita ai lavoratori civili della Difesa.
Al Segretario Generale Cons. Franco Massi
SEDE
All’Ufficio Relazioni Sindacali
SEDE
Oggetto: Rientri in presenza e rimodulazione dello Smart Working (applicazione circolare del Segretario generale n. 35/2021).
Stanno pervenendo a queste sigle sindacali segnalazioni di disposizioni organizzative che prevedono, a partire dall’inizio della prossima settimana, il rientro “massivo” in presenza del personale degli uffici, e in alcuni casi di intere sedi territoriali dell’Istituto, nelle more della definizione degli accordi individuali per l’accesso al lavoro agile. Tali disposizioni, facendo riferimento in maniera erronea ad alcuni passaggi del Decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione dell’8 ottobre u.s. (Modalità organizzative per il rientro in presenza dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni), individuerebbero nel 1° novembre p.v. la data a partire dalla quale verrebbe meno la connotazione emergenziale del periodo pandemico e, con essa, il lavoro agile, vale a dire l’istituto che fino ad oggi ha garantito la continuità dell’azione amministrativa attenuando il rischio di contagio negli uffici della Corte dei conti.
A tale proposito, vale la pena precisare che il citato decreto ministeriale all’art. 1, comma 2, prevede che “…le amministrazioni…entro i quindici giorni successivi alla data di cui al comma 1 (15 ottobre 2021) adottano le misure organizzative necessarie per la piena attuazione del presente decreto…” non prevedendo assolutamente il rientro in presenza di tutto il personale degli uffici finché non si arrivi alla stipula degli accordi individuali di smart working per i quali, piuttosto, si stabilisce il termine del 15 novembre p.v. quale data limite per le relative sottoscrizioni.
Queste OO.SS. manifestano, pertanto, massima preoccupazione per un’interpretazione della normativa che sembra anche essere in contrasto con la flessibilità applicativa, ispirata all’art. 87, comma 4, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, in L. 24 aprile 2020, n. 27, secondo il quale gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale “ciascuno nell’ambito della
propria autonomia, adeguano il proprio ordinamento ai princìpi di cui al presente articolo”, che caratterizza il testo della circolare del Segretario generale n. 35/2021 e per la quale queste sigle mostrano massimo apprezzamento.
Le preoccupazioni di queste OO.SS. derivano da quanto si apprende proprio in questi giorni dai media circa una costante crescita dei contagi, aumentati nel corso dell’ultima settimana del 33 per cento, nonché dalle criticità che contraddistinguono la mobilità nelle grandi città, con particolare riferimento ai colleghi che sono costretti a spostarsi con i mezzi pubblici per raggiungere le proprie sedi di lavoro.
Alla luce di quanto rappresentato, a salvaguardia della salute di tutto il personale dell’Istituto, si chiede un urgente intervento che garantisca omogeneità nell’applicazione delle norme e della citata circolare, evitando l’adozione di decisioni che potrebbero contribuire ad accrescere i rischi in una fase che, purtroppo, si presenta ancora molto delicata e pericolosa.
Cordiali saluti
Roma, 27 ottobre 2021
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti M. Centorbi
Roma, 27 ottobre 2021
IL RIENTRO IN PRESENZA DEI LAVORATORI DELLA DIFESA:
Ampliate le tutele sino al 31 dicembre ma permane il nodo delle misure non sufficienti in materia di igiene e sicurezza.
Si è appena concluso l’incontro richiesto a Persociv da Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa sui dettagli applicativi del c.d. Decreto “rientro”.
Come è noto sull’argomento è aperto il confronto fra OO.SS. e il Ministro della P.A. sulle linee guida per l’applicazione dello SW ma nell’attesa, è necessario ampliare le tutele per i lavoratori evitando che il rientro si trasformi in un veicolo di diffusione del contagio.
Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa hanno nuovamente evidenziato che:
– il presupposto di applicabilità del decreto è la sussistenza delle condizioni igienico sanitarie, purtroppo inosservate nella maggioranza di luoghi di lavoro della Difesa per indisponibilità delle risorse, circostanza che giustificherebbe la prosecuzione dello SW semplificato (senza cioè l’accordo individuale) finché dura l’emergenza sanitaria;
– È necessario ampliare le fasce di lavoratori che hanno priorità nel lavoro agile (104, genitori con figli in quarantena, ecc.) e che per tutti si devono creare le condizioni per rendere più semplice il ricorso allo SW;
– E’ indispensabile che il Ministero della Difesa si inserisca nel programma di digitalizzazione del PNRR con una dotazione straordinaria di strumenti tecnologici da affidare al maggior numero di dipendenti senza i quali, a regime, non potrà avere concreta applicazione lo SW;
– È opportuno che si provveda a fornire tamponi gratuiti, attraverso le strutture sanitarie interne del Ministero della Difesa per coloro che sono costretti ad acquistarli per lavorare;
L’amministrazione ha precisato che, pur prendendo atto di quanto denunciato dalle OO.SS. in tema di misure di prevenzione, l’attuale quadro normativo non consente deroghe, impedendo di recepire l’applicazione dello SW semplificato ma consentono, invece, di accogliere le proposte di ampliamento delle tutele.
In tema di tamponi l’amministrazione si è riservata di rispondere per armonizzare la sostenibilità economica con i principi dettati dal Governo sulla materia.
FP CGIL CISL FP e UIL Pa nella consapevolezza che le integrazioni al decreto “rientro” hanno carattere temporaneo, in attesa del rinnovo del CCNL e comunque sino al 31 dicembre, ritengono di aver fornito agli enti e ai lavoratori un quadro operativo prima inesistente, che supera le incertezze interpretative e consente l’applicazione dello SW non solo come modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, ma come misura di prevenzione.
Infine l’amministrazione ha dato riscontro che è in arrivo l’accordo sulla distribuzione del FRD e dei relativi sviluppi economici, il cui bando è pronto per essere emanato.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF e il relativo comunicato stampa con i quali si evidenzia come la mancanza di personale e delle opportune sedi di servizio non garantiscono la sicurezza dei lavoratori e della cittadinanza
…qualcosa si sta muovendo… la richiesta dell’Amministrazione
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la nota riguardo le aspirazioni al trasferimento personale RTP e la verifica carenze nei Comandi
provinciali
Pubblichiamo il comunicato delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF
Pubblichiamo la nota del Dipartimento Decreto interministeriale 12 agosto 2021, n. 148: “Regolamento recante modalità di digitalizzazione delle procedure dei contratti pubblici, da adottare ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50”
Roma, 26 ottobre 2021
Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA
Al Dipartimento Amm.ne Penitenziaria
Ufficio IV Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
ROMA
OGGETTO:individuazione del personale in servizio presso gli istituti d’Istruzione di Sulmona.
Gentilissimo, la presente per chiedere chiarimenti in merito alle modalità adottate per l’individuazione del personale assegnato presso gli Istituti di Istruzione per implementare l’organico del Corpo di polizia penitenziaria al momento dell’inizio del nuovo corso di formazione per Allievi agenti. Nello specifico, sembrerebbe che siano stati inviati presso l’istituto di Istruzione di Sulmona, personale con la qualifica di agente, con poca anzianità di servizio e soprattutto senza che siano ben chiare le procedure e i requisiti per l’assegnazione. Pur comprendendo l’urgenza dei provvedimenti, comunque crediamo che nel rispetto del principio di trasparenza ed equità si debba disporre il rientro delle unità distaccate su menzionate e di procedere, in breve tempo, anche attraverso un interpello straordinario all’assegnazione di nuove unità attraverso i criteri di selezione già concordati o data l’urgenza che si avvalga almeno dell’anzianità di servizio.
Restando in attesa di cortese quanto celere riscontro, si porgono distinti saluti.
Per il Coordinamento Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
BRANCHI / MANNA
Il motivo per cui il nostro progetto non si fermerà mai è che siamo sicuri di servire una causa giusta, vera, importante per la vita e la salute dei lavoratori. Non aggiungeremo altro a questa rubrica numero 25. La più bella di tutte. La più passionale e significativa. Grazie Marco
CCNI 2020/2021 P.T.F.P 2021/2013 LAVORO AGILE
Esito della procedura di certificazione del CCNI 2020/2021 per il personale delle Aree A, B e C, nulla-osta del Ministero del Lavoro al Piano Triennale dei Fabbisogni del Personale 2020/2021 e Linee guida sul lavoro agile sono stati gli argomenti discussi nel corso della giornata di ieri al Tavolo nazionale di contrattazione/confronto tra organizzazioni sindacali e Amministrazione.
Sul primo tema abbiamo ribadito il nostro assenso alla sottoscrizione definitiva del contratto integrativo (vedi nostro comunicato dettagliato sui contenuti del CCNI 2020/2021 del 23 ottobre u.s.) ed abbiamo invitato l’Amministrazione a stringere i tempi legati all’applicazione di tutti gli istituti normo-economici disciplinati (saldo incentivi ordinario e speciale 2020, TEP per gli assunti del 2019, aggiornamento del sistema indennitario dei profili specialistici, avvio delle progressioni economiche orizzontali a decorrere dalle aree A e B solo per ricordare alcuni degli adempimenti legati alla piena esigibilità del contratto).
Sul Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale 2021/2023, approvato dal Ministero del Lavoro, pur riconoscendo la rilevanza dei numeri in termini di reclutamento (5.214 assunzioni nel 2021, 2.374 nel 2022 e 1.486 nel 2023) non abbiamo potuto fare a meno di ribadire le critiche già formulate a suo tempo, aprile 2021, alla presenza del Presidente Tridico, sulla scelta di non prevedere l’assunzione di personale in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado da collocare in area B.
Infatti, mentre altri (nel caso specifico USB) oggi si cospargono la testa di cenere riconoscendo nei loro comunicati l’improvvido avallo dato alla scelta dell’Amministrazione di non assumere diplomati dall’esterno (un messaggio a nostro avviso pericoloso che l’INPS lancia all’opinione pubblica in quanto di fatto chiude le porte dell’Istituto a ragazzi privi del titolo di studio della laurea mentre altre pubbliche amministrazioni assumono anche diplomati), 267 nostri colleghi, presenti nella graduatoria delle progressioni verticali da A a B, possono mettersi l’anima in pace in quanto, grazie a quella scelta e grazie a chi l’ha sostenuta, non potranno (salvo riscrittura dell’ordinamento professionale ad opera del CCNL) accedere all’area superiore per difetto di assunzioni nella seconda area. Un vero capolavoro di cui il Presidente ed USB, che ironizza sulla irrilevanza altrui ammettendo, implicitamente, quella corrispondenza di amorosi sensi, da veri antagonisti in cachemire, con i vertici INPS, portano la piena responsabilità.
Per fortuna analogo discorso non è trasferibile, grazie alle assunzioni dall’esterno in area C, alla graduatoria delle progressioni verticali da B a C in quanto i numeri, 413 progressioni nel 2021 e 532 nel 2022, sono tali da coprire ampiamente non solo gli “idonei” del 2021 ma anche quei colleghi che avessero medio tempore conseguito il titolo di studio della laurea: l’operazione “scorrimento” (usiamo impropriamente il termine scorrimento) si realizzerà, previo D.P.C.M. autorizzatorio, essendo una progressione verticale, attraverso uno specifico bando che non prevederà l’espletamento di prove, ma una procedura comparativa basata sulla valutazione di una serie di parametri così come è scritto nel nuovo articolo 52, comma 1-bis, del Testo Unico del Pubblico Impiego (comma integralmente riscritto dal DL n.80/2021 convertito in legge con la L. n.113 del 6 agosto 2021).
Nel corso della discussione l’Amministrazione ha preannunciato la prossima pubblicazione del bando per il reclutamento in comando di 63 infermieri (figli di un Dio minore ai quali l’Amministrazione, non si sa per quale recondita ragione, non applica lo smart working!) e 78 geometri per i quali è prevedibile una successiva immissione in ruolo entro il 2023 mediante procedura di mobilità considerata la cronica carenza in quei profili e la previsione nel P.T.F.P. 2021/2023 di una spesa relativa al personale in comando che crolla da € 3.613.214,53 del 2022 a € 820.550,50 del 2023!
Sul terzo argomento, il lavoro agile, tema di cui una certa stampa, puntualmente smentita dai fatti, aveva preannunciato la rimozione nel panorama pubblico impiego a decorrere dal 15 ottobre, abbiamo invitato l’Amministrazione a non essere “precipitosa” nella regolazione della materia in ragione del confronto avviato lo scorso 22 ottobre dal Governo con le Organizzazioni sindacali confederali e di categoria sulle Linee guida in materia che rappresentano un importante atto di indirizzo, in attesa di quella che sarà la vera disciplina dettata con il CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021 in discussione presso l’ARAN.
Con l’occasione abbiamo sollecitato la controparte, anche in considerazione delle affermazioni di parte datoriale secondo cui i limiti dei 2 giorni a settimana e di 8 giorni al mese di smart working “non sono limiti invalicabili”, a derogare a questi vincoli visto che il criterio guida nell’accesso al lavoro agile è la garanzia dell’operatività e funzionalità degli uffici: ci riferiamo ai colleghi che assistono soggetti fragili ed al personale interessato dall’applicazione dell’art.42bis del d.lgs.n.151/2001 o della Legge n.104/1992 che da tempo chiede l’assegnazione temporanea presso altra sede, scontrandosi con il muro di gomma di direttori regionali poco sensibili su tali tematiche (è il colmo per un istituto come l’INPS) e con un’Amministrazione che mesi fa, nella persona del suo Presidente, aveva assunto impegni puntualmente disattesi.
Roma, 27 ottobre 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo