Pubblichiamo l’informativa in merito la legge 24 settembre 2021 n. 142 rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2020, legge 24 settembre 2021 n.143

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Conapo in merito al pagamento delle ore prestate in eccedenza dal personale nel 2019

Una raccolta della presenza della Fp Cgil in piazza a Roma sabato 16 ottobre per la manifestazione unitaria Cgil Cisl Uil ‘Mai più fascismi. Per il lavoro, la partecipazione, la democrazia’.

Una presenza ben visibile quella della Fp Cgil, Antifascista Militante, Funzione Partigiana:

Dalle ore 9 di sabato 16 ottobre in piazza dell’Esquilino una parte della Fp Cgil – l’altra presidia piazza San Giovanni – attende le compagne e i compagni provenienti da tutta Italia.

Ore 12.30, parte il corteo in direzione piazza San Giovanni, lo spezzone della Fp Cgil dietro lo striscione ‘Lavoriamo nei servizi pubblici. Siamo antifascisti’:

Dal corteo appena partito, in un video Serena Sorrentino elenca le ragioni della manifestazione e della presenza delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici dietro le parole ‘Funzione Partigiana’:

Lo spezzone della Fp Cgil in via Merulana:

Alle 13.45 parte la diretta della manifestazione ‘Mai più fascismi’:
 

Tra gli interventi dal palco, quello di Silvia, infermiera al Policlinico Umberto I di Roma con la toccante testimonianza dell’aggressione al Pronto Soccorso di sabato 9 ottobre:

Rivedi qui l’intervento integrale di Silvia:

E qui le conclusioni di Maurizio Landini:

Una piazza straordinaria, come mostrano alcune immagini della giornata:

Per chiudere una straordinaria giornata, la foto della Fp Cgil:


Per saperne di più www.collettiva.it

Leggi anche: Assalto alla Cgil, la solidarietà dei lavoratori dei servizi pubblici da tutta Europa

Assalto alla Cgil, la solidarietà dei lavoratori dei servizi pubblici da tutta Europa

 

La FP CGIL non firma!

Si è svolta nella giornata di giovedì 14 ottobre la prevista riunione per la sottoscrizione dei criteri per le progressioni economiche decorrenza 01.01.2021. La scrivente O.S., coerentemente a quanto precedentemente espresso nelle progressioni 2017 e 2018 e 2020, non ha firmato l’accordo.
Nel dettaglio la CGIL non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo in quanto la stessa ripropone gli stessi principi e lo stesso identico impianto penalizzante per quanto attiene i titoli di studio, culturali e professionali degli anni precedenti.

1) Appare, infatti, inaccettabile inserire tra i criteri valutabili, a fior di punti, gli incarichi di posizione organizzativa, già retribuiti e paradossalmente non previsti assolutamente dalle norme contrattuali in materia.

2) La stessa definizione di incarichi, estremamente generica – in quanto non esistono soltanto gli incarichi di posizione organizzativa, i quali sono ben chiari e riconoscibili – non consente di appurare se davvero esistano o siano individuabili disposizioni normative o contrattuali alle quali ricondurre la fattispecie di incarico, così da fornire almeno una garanzia di certezza e trasparenza. Al tavolo del 14 u.s. invece, l’Amministrazione, ancora una volta, non avendo voluto oggettivare/descrivere la natura e l’attribuzione di tali incarichi, ha lasciato aperta la strada alla SUA unilaterale, più ampia, incontrollata e soprattutto incontrollabile, discrezionalità nell’attribuire punteggi anche ad attività lavorative del tutto improbabili, ma poi utili ai fini delle progressioni. È invece saltato l’esclusione delle nomine degli incarichi di carattere sindacale…(?) Francamente a nostro modesto avviso tutto ciò è incomprensibile nonché estremamente imbarazzante……

3) Infine, per quanto attiene ai titoli di studio, è stato introdotto un meccanismo di valutazione discriminante per gli appartenenti all’area seconda e terza. Questi lavoratori, seppur in possesso di titoli di studio e culturali superiori, saranno di fatto valutati con un solo e soltanto singolo punto al contrario di quelli dell’area prima; facciamo un esempio: un lavoratore della terza area in possesso di laurea a ciclo unico e/o magistrale con abilitazione professionale e semmai con master universitario sarà sempre e comunque valutato con un singolo punto. Anche qui il criterio appare incomprensibile….

Rimangono, solo piccole briciole di soddisfazione: siamo finalmente riusciti – ci sono voluti ben tre progressioni per farlo capire!!! – a far valere quasi interamente l’anzianità di servizio nel calcolo totale dell’esperienza professionale inserendo anche una valutazione, seppur parziale, del servizio pre-ruolo. Ma rimane sempre ben poca cosa rispetto alle grandi discriminazioni sopra descritte.
Per tutti questi motivi non potevamo che ribadire un forte NO!

Per la Delegazione trattante CGIL FP
Il coordinatore nazionale Vincenzo Malatesta

Le scriventi organizzazioni sindacali hanno avuto modo già in diverse occasioni, sia verbalmente, al tavolo nazionale di confronto/contrattazione e nel corso delle partecipate assemblee delle ultime settimane (quella di venerdì scorso ha fatto registrare picchi di 3.500 adesioni tra piattaforma Cisco Webex, satura già alle 9.00 di mattina, e canali Facebook attivati all’ultimo minuto per dare modo a centinaia di colleghi di partecipare ad un confronto che ha smentito molti luoghi comuni sostenuti da un’amministrazione che ha cercato di ostacolare fino alla sera prima la partecipazione del personale accampando esigenze organizzative smentite poi dalle sedi vuote), sia attraverso una serie di comunicati pubblicati all’indomani della presentazione della bozza di messaggio Hermes relativo all’organizzazione dei servizi di front-end, di criticare non solo l’apertura senza prenotazione dell’ex sportello veloce, oggi definito servizio di prima accoglienza ed orientamento, ma anche l’approccio dei vertici Inps e della tecnostruttura in ordine ai contenuti della circolare n.134 sulla riorganizzazione delle sedi (parliamo della circolare il cui allegato “4”, quello sul taglio delle posizioni organizzative nelle sedi territoriali, è stato tenuto nascosto alle organizzazioni sindacali fino al momento della sua formale pubblicazione alla faccia di quella “sincerità” di cui si fa menzione, nel quadro dei valori di riferimento, nel cosiddetto Change Management).

I due temi, circolare n.134/2021 e riorganizzazione dei servizi di front-end, unitamente a quello della vigilanza ispettiva, sono stati all’ordine del giorno della mobilitazione messa in campo dal 27 settembre e saranno oggetto di uno specifico confronto con gli Organi dell’Istituto ai quali abbiamo già chiesto una convocazione a ciò dedicata (ad oggi solo il CIV ha riscontrato la nostra richiesta, mentre registriamo, di fatto, il silenzio del CdA e del Direttore generale) per rappresentare il forte disagio manifestato da tutto il personale.

Ritornando al tema della riorganizzazione del front-end, una delle tesi sostenute dall’amministrazione, da ultimo nel corso della famosa riunione “mordi e fuggi” dello scorso 12 ottobre, a sostegno della bontà del relativo messaggio Hermes n.3354/2021 sarebbe, se abbiamo ben compreso le affermazioni della tecnostruttura, l’incapacità del sistema attuale, centrato sulle prenotazioni degli slot, di dare risposta alla domanda di prestazioni dell’utenza con il risultato che la saturazione degli slot si tradurrebbe in una sorta di denegato servizio nel breve termine: da qui la decisione dell’amministrazione di abbassare a 10 minuti la tempistica degli slot.

Non fidandoci dell’amministrazione, non abbiamo “quella percezione di fiducia che il personale dipendente avverte nei confronti dell’Istituto” com’è scritto nella relazione “Programma sulla gestione del cambiamento nell’Istituto”, abbiamo provato, muniti di Spid e di buona volontà, nei giorni scorsi a prenotare su Roma, una realtà che per complessità non è da meno rispetto alle altre aree geografiche del Paese, uno slot con ricontatto telefonico ed abbiamo scoperto la disponibilità di slot a sette giorni su varie linee di prodotto servizio, dalle pensioni agli ammortizzatori sociali, smentendo con ciò quanto ci era stato detto circa la saturazione degli spazi temporali di interlocuzione sedi/utenza, tesi citata in più occasioni a sostegno della riorganizzazione del front-end.

Quanto abbiamo potuto verificare per esperienza diretta dimostra la cecità di un’amministrazione che, anziché valorizzare e massimizzare quanto di buono ha generato la gestione dell’emergenza pandemica, ossia la relazione in remoto con l’utenza e la gestione governata dei flussi di utenti nelle sedi dell’Istituto, vuole mostrarsi agli occhi del decisore politico del momento “più realista del re” con buona pace del decantato, a parole, benessere del suo personale!

Roma, 19 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

Al Segretario Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dott. Andrea Bianchi

Alla Direttrice Generale PIOB – UPD
Dott.ssa Stefania Cresti

E p.c.
Alla Dirigente PIOB UPD – Div. 2
Dott.ssa Emanuela Cigala

OGGETTO: RIENTRI E LAVORO AGILE

Il prossimo 22 ottobre le organizzazioni sindacali confederali si riuniranno con il Ministro per la Funzione Pubblica per l’adozione di linee guida sul lavoro agile. Proprio per questo, chiediamo che fino ad allora si sospendano tutti gli atti relativi al lavoro agile, che potrebbero essere rivisitati anche in modo profondo nei loro contenuti a seguito di quell’incontro.
Inoltre, ribadiamo la nostra richiesta di procedere all’emanazione di un piano omogeneo dei rientri. Ad oggi, ci risulta che ogni CDR si stia organizzando in autonomia e con varie modalità per richiamare i lavoratori in sede. Al fine di limitare al massimo la confusione tra i lavoratori, chiediamo che vi siano indirizzi univoci e ufficiali nella gestione dei rientri del personale.

Roma, 18 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi

UIL PA

Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi

Roma, 18 ottobre 2021

Nella giornata di oggi è stata trasmessa alle OO.SS. una nota della DCRU – inviata a tutti gli uffici del territorio e che alleghiamo – con cui si chiede di effettuare una ricognizione, tra il personale ispettivo attualmente adibito ad attività amministrative, per verificarne la disponibilità a svolgere nuovamente funzioni ispettive a tempo pieno.

Ci sembra un’iniziativa che va finalmente nella direzione della chiarezza, come da anni si chiedeva: ad oggi, tra ispettori “percentualizzati” e adibiti ad altre attività, l’INL non è probabilmente in grado di sapere quanti siano tutti gli ispettori adibiti all’attività ispettiva, con conseguenti ricadute negative sui fabbisogni di personale e la sua distribuzione sui territori, i carichi di lavoro, l’organizzazione degli uffici, la formazione, etc.

Bene, quindi, che si decida di lasciar scegliere, a chi è già dipendente, se continuare a svolgere attività amministrative o tornare a svolgere vigilanza al 100%. Naturalmente, visto che la nota non pone limiti in tal senso, riteniamo che questa richiesta debba riguardare anche gli ispettori adibiti parzialmente ad altre attività.

In vista dell’arrivo di nuovi funzionari amministrativi, ribadiamo la nostra richiesta – presentata anni fa e tuttora priva di riscontro – di procedere a un accordo generale sui cambi di profilo, nella convinzione che i profili e la correlativa professionalità siano da mantenere, a dispetto delle pregresse e tramontate (si spera!) ipotesi di fluidità e profilo unico di cui si era parlato qualche anno fa.

 

Il coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano

Roma, 18 ottobre 2021

Alla Dott.ssa G. Montemagno
Direttore Generale di Persociv

e, p.c.
Al Gabinetto del Ministro della Difesa

OGGETTO: Convocazione giorno 21 ottobre p.v.

Egregia,
si fa riferimento alla convocazione in oggetto, fatta peraltro pervenire con il consueto ritardo rispetto
al rischio che l’assenza di direttive tempestive, chiare ed univoche potesse, come in effetti è poi
accaduto, dar luogo a quella disomogeneità di comportamenti rilevata in pressoché tutti gli
Enti/Comandi dell’amministrazione della Difesa, per evidenziare quanto la recente emanazione della
circolare a Sua firma avente ad oggetto il decreto “rientro” rappresenti l’ennesimo atto di mancanza di
rispetto posto in essere nei confronti dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, considerato
che il tema è oggetto della predetta convocazione.
Senza dimenticare che, certo rammenterà, nei confronti delle scriventi OO.SS. Lei assunse un
impegno formale che prevedeva la revisione del “Protocollo di sicurezza“ tuttora vigente subito dopo
la pausa estiva.
Alla luce di quanto sopra espresso, e considerata che nel frattempo è intervenuta la convocazione fatta
pervenire a CGIL – CISL e UIL dal Ministro per la funzione pubblica per discutere delle linee guida
del lavoro agile, le scriventi reputano opportuno chiederle di posticipare la riunione convocata per il
prossimo 21 ottobre alla settimana successiva, in modo da avere un quadro più chiaro e delineato utile
alla nostra discussione.
Al contempo, però, le chiediamo fin d’ora di pianificare per la prossima riunione una tempistica
diversa, che ci consenta di affrontare i temi poc’anzi citati e magari introdurre la discussione anche sui
taluni di quelli che da tempo e con diverse note stiamo chiedendo di affrontare.
Restiamo in attesa di cortese riscontro.

Cordiali saluti

FP CGIL                    CISL FP                         UIL PA
Francesco Quinti    Massimo Ferri          Carmela Cilento
Roberto De Cesaris    Franco Volpi

Le strutture nazionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF  chiedono al Sottosegretario On. Sibilia  un urgente interessamento in merito al Decreto del Ministero della Pubblica Amministrazione sulle modalità organizzative per il rientro in presenza del personale del CNVVF,  auspicando una prossima convocazione di un tavolo specifico finalizzato a garantire pari opportunità e pari trattamento anche per il personale del Corpo.

Al Presidente dell’INPS
Prof. Pasquale Tridico

Al Direttore generale
Dott.ssa Gabriella Di Michele

Al Direttore centrale Risorse Umane
Dott.ssa Maria Grazia Sampietro

Al Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott. Aldo Falzone

Oggetto: agenda riunioni amministrazione/organizzazioni sindacali.

Le scriventi organizzazioni sindacali da tempo, con ripetute note indirizzate
all’amministrazione, chiedono di affrontare al tavolo nazionale di confronto e di
contrattazione con la delegazione di parta datoriale una serie di argomenti che,
puntualmente, sono ignorati nella scala delle priorità dei vertici dell’Istituto.
Considerata l’urgenza e l’indifferibilità di tali argomenti chiediamo che siano convocate
specifiche riunioni sui seguenti argomenti:
– sottoscrizione definitiva del CCNI 2020/2021 che ha avuto il via libera del DFP,
ma di cui abbiamo perso le tracce (la firma del CCNI è propedeutica
all’erogazione dei saldi incentivanti 2020, alla corresponsione del TEP per i
colleghi assunti nel 2019 e per l’attuazione delle progressioni orizzontali
contemplate nel contratto integrativo);
– assegnazioni provvisorie ex legge 104/1992 e 42 bis D.lgs. n.151/2001
(ricordiamo che sul punto lo stesso Presidente a suo tempo aveva assunto
impegni successivamente disattesi);
– avvio della discussione sulla mobilità territoriale tra regioni;
– approvazione del nuovo regolamento sui prestiti al personale il cui accordo fu
siglato il 5 luglio u.s. (ci risulta che il documento trasmesso dalla Direzione
centrale Risorse umane si sia perso nel “porto delle nebbie” della struttura della
Direzione generale per approdare, a questo punto non sappiamo quando, al
Consiglio di Amministrazione cui spetta il compito di deliberare);
– tassazione separata compensi incentivanti di competenza dell’anno 2018 ed
erogati nel corso del 2019: abbiamo perso le tracce di un’operazione restitutoria
che sembrava essere scontata e che qualcuno, rumors di corridoio, vorrebbe
rimettere in discussione dopo il famoso interpello dell’Agenzia delle Entrate di
giugno 2020;
– stato dell’arte dell’utilizzo delle graduatorie relative alle ultime progressioni
verticali alla luce dell’avvenuta approvazione del Piano Triennale dei Fabbisogni di
Personale 2021/2023 da parte del Ministero del Lavoro;
– problematica CRAL.
Quelli indicati sono solo alcuni degli argomenti sui quali gradiremmo essere convocati
dalla delegazione di parte datoriale: il tavolo di confronto/contrattazione è
paritario e l’agenda dei temi da discutere non viene decisa unilateralmente.

Roma, 18 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

Alla Cortese ed Urgente attenzione del:


Signor Presidente e ai Signori

Componenti della Commissione
ex art 14 d.leg 13 febbraio 2006 n. 63

Al Segretario della Commissione

Dottoressa Antonella Rasola

SEDE

All’ Ufficio delle Relazioni sindacali

Direzione generale del personale e delle risorse

DAP

Oggetto: Convocazione presso la Commissione di valutazione.

La scrivente O.S. è venuta a conoscenza di un nuovo ed originale provvedimento adottato da questa Amministrazione e, in particolare, dalla Commissione di valutazione per gli incarichi superiori ex art. 14 del D. Lgs. 63/2006 la quale, con esclusivo riferimento al conferimento di un posto di funzione specificatamente per la posizione di Direttore della Casa circondariale di Frosinone “G. Pagliei”, con esclusione degli altri incarichi oggetto della procedura indetta con nota del Capo Dipartimento del 4 febbraio 2021 n 0043770.U, ha immotivatamente deciso di <<procedere ad una nuova audizione>> dei Dirigenti che per quella posizione hanno presentato la loro dichiarazione di disponibilità, nonostante i colloqui siano stati già espletati ed ultimati.

Determinazione, quella che precede, la quale:

  1. È priva di alcuna motivazione, considerato che non risulta indicata la ragione per la quale, in difformità dell’art. 8 del D.M. 28.09.2016 che prevede un colloquio, l’Amministrazione si sia determinata ad espletare un secondo colloquio, costringendo i Dirigenti che hanno dichiarato di essere disponibili e che hanno già sostenuto il colloquio, a sostenerne un secondo non previsto dalla normativa e, inoltre, non stabilito fin dall’inizio nell’interpello, peraltro solo per uno dei posti di funzione oggetto della medesima procedura;

  2. Non è stata neanche chiarita la funzione e l’efficacia di tale secondo colloquio, posto che questa Amministrazione non ha inteso dichiarare preventivamente – in spregio oltre che alla norma ex art. 8 cit. anche delle regole della trasparenza – se ai fini della valutazione degli elementi di cui agli artt. 6 e 7 stesso D.M., a cui è finalizzato il colloquio, si terrà conto delle risultanze del primo colloquio, o di quelle del secondo, o di quelle di entrambi ed in tale ultimo caso in base a quali regole.

Forse l’Amministrazione non tiene in debito conto che, pur non essendo in presenza di una procedura concorsuale, il momento <<selettivo>> è di regola non reiterabile, con la conseguenza che la rinnovazione (con sostituzione o meno non è dato sapere) del colloquio, unico momento di diretto confronto con la persona del Dirigente, compromette la tendenziale infungibilità del momento <<selettivo>>.

Spiace constatare come l’Amministrazione, che pur si è autovincolata essendosi date precise regole a governo di così rilevante procedura comparativa, abbia ritenuto immotivatamente di sovvertirne le disposizioni, che prima ancora ha ritenuto comunque di applicare nonostante la intervenuta cessazione dell’efficacia del D.M. che, adottato il 28.09.2019, è stato previsto ad efficacia limitata per soli tre anni.

Si ribadisce che, in disparte la cessazione di efficacia del Decreto, che l’Amministrazione continua a considerare, all’evidenza, “ancora vigente ” così da utilizzarlo per il conferimento degli incarichi, detto DM prevede un solo colloquio di valutazione al quale il dirigente è convocato al fine di valutare l’attitudine professionale a ricoprire l’incarico per il quale si candida, anche con aggancio al proprio percorso formativo (art. 7).

Alla luce di quanto precede, non può non porsi il dubbio di utilizzazione impropria di tale secondo colloquio, per finalità diverse da quelle per le quali il colloquio è previsto, oltre che per introdurre abusivamente indici di valutazione non previsti normativamente.

Di tal che, non poche perplessità suscita la determinazione ultima dell’Amministrazione la quale, più che finalizzata alla corretta valutazione di dirigenti già valutati, sembra perfettamente rientrare nel solco di quella attività amministrativa, che da ultimo spesso si registra, la quale attraverso ispezioni e provvedimenti emanati “inaudita altera parte”, spesso oscuri nelle motivazioni e di dubbio contenuto, finisce per scaricare sui dirigenti direttori degli istituti penitenziari la responsabilità di tutte le inadempienze ed  assenze gestionali che l’amministrazione del DAP, in particolare, e della Giustizia in generale non è stata in grado di fronteggiare in questi ultimi 20 anni, omettendo l’adozione di tutte le necessarie iniziative di programmazione, dotazione di mezzi personale e risorse, volte a garantire l’efficacia della gestione operata dal Dirigente il quale, è bene ricordarlo, ancora oggi opera senza contratto, destinatario di incombenze e responsabilità che non trovano corrispondenza in alcun paradigma contrattuale frutto della interlocuzione con la categoria.

Non può consentirsi ulteriormente che i lavoratori della Giustizia, dirigenti compresi, continuino a pagare per colpe che non sono a loro attribuibili!

Alla luce di quanto precede,

Si invitano pertanto le SSLL a sospendere tale abnorme procedura, revocare la convocazione in oggetto procedendo all’ultimazione del procedimento con i dati già disponibili, così individuando il dirigente idoneo e più meritevole a ricoprire l’incarico di direttore della CC di Frosinone.

Anche al fine di prevenire la proposizione di ricorsi giurisdizionali potenzialmente abili a compromettere la procedura e altre azioni anche sindacali che saranno proposte da questa OS, anche mediante comunicazione alla Corte dei conti ed agli organismi di vigilanza preposti delle determinazioni assunte.

Con viva cordialità

La coordinatrice nazionale Fp Cgil

Dirigenza penitenziaria

Carla Ciavarella

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la comunicazione della data del trasferimento per il personale inquadrato nel ruolo Vigile del Fuoco non specialista

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