Pubblichiamo il Decreto in merito le modalità di separazione delle funzioni di formazione, svolte dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, da quelle di attestazione di idoneità norma dell’articolo 26 -bis , com-ma 5, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

Roma 15 ottobre 2021

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Capo Dipartimento DAG
D.ssa Valeria VACCARO
capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it

E, p.c.
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
DAG – Ufficio Relazioni Sindacali
Dott. Ernesto PERNA
relazionisindacali.dag@mef.gov.it

Oggetto: Prime indicazioni per lo svolgimento della prestazione lavorativa in presenza – Strutture
Centrali e Territoriali MEF – richiesta incontro

Abbiamo ricevuto la nota della Capo Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale
e dei Servizi, in fase di adozione e pubblicazione sulla Intranet MEF afferente le Prime indicazioni
per lo svolgimento della prestazione lavorativa in presenza – Strutture Centrali e Territoriali.
Nel prendere atto del contenuto della stessa e riconducendola ad una esigenza di evitare
atteggiamenti “più realisti del Re” nell’ambito delle diverse articolazioni del Ministero si chiede
l’avvio del percorso relazionale finalizzato a condividere alcuni argomenti atteso che la previsione
normativa non esclude di poter continuare a svolgere le attività lavorative anche in modalità
agile oltre, ed è elemento non scontato e da valorizzare, l’esigibilità dei protocolli di sicurezza condivisi.
Nel merito, inoltre, come primo spunto, già da ora, si rinnova quanto sostenuto da questa
organizzazione nel luglio scorso ovvero l’esigenza di riprendere una riflessione in merito al lavoro
da remoto nella sua concezione più estesa anche al personale che assiste un congiunto ammalato
e/o disabile, previa richiesta del lavoratore interessato.
Come già sottolineato da questa Organizzazione, Il lavoro agile al MEF è un esempio di
eccellenza per tutta la P.A. e in quanto tale deve essere preservato e migliorato attraverso la contrattazione collettiva. Inoltre, il lavoro agile è a tutt’oggi uno strumento cruciale per il contrasto
alla pandemia, specialmente per i lavoratori che non hanno ancora potuto accedere ad un percorso
vaccinale (circa il 10% su base nazionale) e per i c.d. lavoratori fragili e, come detto, per i
conviventi o facenti assistenza di soggetti fragili.
In attesa della convocazione chiesta, si porgono cordiali saluti.

FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini

Corona virus

Pubblichiamo il Decreto del Presidente del CdM 12 ottobre 2021 in riferimento alla Certificazione e l’adozione delle linee guida in materia di condotta delle pubbliche amministrazioni

Corona virus

Pubblichiamo il Decreto di delega ai Dirigenti degli Uffici di staff del Capo Dipartimento e del Capo del Corpo di effettuazione dell’attività di controllo del possesso e dell’esIbizione della certificazione verde COVID-19.

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse

Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile

Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili

e per conoscenza
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia

On.le Francesco Paolo Sisto
Sottosegretario alla Giustizia

Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto

Il Decreto 8 ottobre 2021 a firma Ministro per la Funzione Pubblica ha previsto per i lavoratori pubblici il rientro in presenza dal 15 ottobre 2021 ed ha disposto che gli uffici organizzino i servizi sì da consentire entro quindici giorni lo svolgimento nella sede della prestazione lavorativa “assicurando comunque, da subito, la presenza in servizio del personale preposto alle attività di sportello e di ricevimento degli utenti (front office) e dei settori preposti alla erogazione di servizi all’utenza (back office), anche attraverso la flessibilità degli orari di sportello e di ricevimento dell’utenza, anche mediante l’ausilio di piattaforme digitali già impiegate dalle pubbliche
amministrazioni”. Inoltre il decreto invita le amministrazioni ad individuare fasce temporali di flessibilità in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle già adottate, anche in deroga alle modalità previste dai contratti collettivi e nel rispetto del sistema di partecipazione sindacale, al fine di evitare assembramenti di personale nella medesima fascia oraria.
Ferme restando le perplessità che suscita un rientro massiccio in presenza dei lavoratori, anche alla luce dell’esonero dal possesso del passaporto verde riconosciuto alla sola utenza, considerata la rilevanza della materia, che incide sulla sicurezza dei lavoratori in una condizione di pandemia ancora in atto, l’esplicito richiamo al rispetto del sistema di partecipazione sindacale e le circolari già emanate sull’argomento, CGIL CISL e UIL chiedono l’apertura di un confronto presso ciascuna di codeste centrali amministrazioni. Nelle more della convocazione dell’incontro, ed in ogni caso fino a fine ottobre, CGIL CISL e UIL chiedono che i lavoratori in smart working continuino a prestare la propria attività secondo tale modalità.
Distinti saluti

Roma, 14 ottobre 2021

FP CGIL                           CISL FP               UIL PA
Russo / Prestini            Marra                       Amoroso

MI MUR – MODALITA’ RIENTRO IN PRESENZA E GREEN PASS

Nei giorni 13 e 14 ottobre 2021 abbiamo avuto due incontri, il primo con il Ministero Istruzione, il
secondo congiunto con Ministero Istruzione e Ministero Università e Ricerca, per un confronto
sulle emanande circolari relative alle modalità di rientro in presenza e di controllo del green
pass imposti dai recenti provvedimenti legislativi.

Con entrambe le amministrazioni si è sviluppato un dibattito serrato poiché le prime intenzioni
erano di prevedere un rientro contestuale a partire dalla giornata odierna di tutto il
personale, e di non prevedere per i prossimi mesi l’utilizzo dello Smart Working seppure
nelle modalità attualmente previste dai decreti ed in attesa dei PIAO e della regolamentazione
contrattuale.

Dopo lunga discussione entrambe le amministrazioni hanno convenuto sulla opportunità di
utilizzare il periodo di 15 giorni indicato dal decreto dell’8 ottobre scorso, per un rientro
graduale e per una valutazione sia delle condizioni di sicurezza che delle eventuali necessità
di prevedere forme di flessibilità per evitare assembramenti all’entrata al lavoro o negli
uffici.

Per quanto riguarda le modalità di controllo del green pass il Ministero dell’Istruzione ha demandato
ai dirigenti dei singoli uffici, in quanto datori di lavoro, l’organizzazione dei controlli sulla base delle
linee guida contenute nel DPCM del 12 ottobre scorso.

Le amministrazioni hanno infine concordato sul nostro richiamo alla validità dei protocolli
sulla sicurezza sottoscritti e sulla opportunità di utilizzare le prossime settimane per
programmare le esigenze organizzative anche prevedendo il ricorso allo smart working, nel
rispetto del criterio della prevalenza dello svolgimento in presenza della prestazione lavorativa,
auspicando che vengano tempestivamente emanate le previste linee guida previste dal decreto
ministeriale a seguito di un confronto sindacale.

Non è stato invece dato riscontro positivo alla richiesta posta dalle nostre organizzazioni affinché
l’amministrazione, in quanto datore di lavoro, si assumesse l’onere delle spese per i tamponi.
Invitiamo tutte le RSU a chiedere tempestivamente incontri per la definizione del rientro in
presenza con particolare riguardo ai temi della sicurezza, del lavoro agile e della flessibilità degli
orari segnalandoci eventuali situazioni di criticità. Quanto all’individuazione delle fasce di flessibilità
abbiamo già chiesto di consentire di anticipare l’entrata del personale alle ore 07.00.

Da ultimo tenuto conto anche della necessità di agevolare gli spostamenti casa-lavoro e di
uniformarsi alla normativa vigente, abbiamo reiterato la richiesta di individuazione della figura
del mobility manager.

Roma 15 ottobre 2021

FP CGIL                                                                                                CISL FP
Anna Andreoli/Carmen di Santo/Davide Perrelli                 Michele Cavo

Pubblichiamo il Decreto emanato dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo l’assegnazione degli AA.VV.F  90° corso

Nella giornata di ieri è stata diffusa la circolare “Nuove norme in materia di presenza in ufficio
e lavoro agile – accesso ai luoghi di lavoro con il green pass”.

Per quanto ci riguarda sottoliniamo che:
1) il protocollo del 30 ottobre, per la parte relativa alla sicurezza, resta applicabile in quanto
vigente; pertanto sarà necessario verificare, su ogni singolo posto di lavoro, che il rientro
del personale avvenga mantenendo i livelli di sicurezza e assicurando la salute dei lavoratori,
così come tutelati dal predetto protocollo;
2) al netto dei lavoratori fragili, così come identificati dalla normativa vigente, almeno il 15%
del personale può essere autorizzato al lavoro agile;
3) le attività smartabili sono quelle individuate con le note allegate emanate dagli allora dirigenti
apicali;
4) i cosiddetti lavoratori “fragili” svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile 5 giorni
su 5 fino al 31 dicembre 2021;
5) rimane la flessibilità in ingresso così come definita dal protocollo del 30 ottobre (dalle
7,00 alle 11,00).

Cogliamo l’occasione per ribadire quanto da tempo sostenuto come FP CGIL: lo smart working
va regolato dal contratto e non da disposizioni normative; milita, in tal senso, il Patto per
l’innovazione e la coesione sociale sottoscritto dal Governo con CGIL, CISL e UIL. E’ con il contratto
che si devono decidere i criteri per l’accesso al lavoro da remoto, i tempi di disconnessione,
la contattabilità.

Lo smart working è una modalità di lavoro, non un privilegio (o peggio, come definito dal
Ministro Brunetta, un lavoro a domicilio all’italiana) e pretendiamo che sia regolamentato, tutelato
e qualificato.

La Coordinatrice nazionale MIMS                  per la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                             Paolo Camardella

INCONTRO DELUDENTE

A seguito della nostra richiesta di incontro unitario è finalmente arrivata la convocazione per discutere dei rientri in sede.
L’Amministrazione ci ha presentato una bozza di protocollo di sicurezza insoddisfacente e lacunosa: nulla si dispone rispetto al lavoro agile, ad esempio, né rispetto al riconoscimento dei buoni pasto. Non abbiamo pertanto ritenuto ci fossero le condizioni per condividerne il contenuto e sottoscriverla.
Riguardo ai rientri, abbiamo fatto notare che non si può prevedere il rientro di tutto il personale – come disposto dalla nota inviata il 13 ottobre a firma del Segretario Generale – senza che vi siano le condizioni logistiche per farlo. A tal proposito, ci è stato risposto che in una riunione interna all’Amministrazione, successiva al tavolo sindacale, i singoli CdR avrebbero dovuto evidenziare quante persone sarebbero state in grado di far accedere alle sedi. Sul punto, torniamo a ribadire la necessità che vi sia una omogeneità di comportamento fra i singoli CdR.

Nella serata di ieri sarebbero dovute arrivare quindi delle disposizioni ufficiali e puntuali al personale – e non telefonate, come pare sia accaduto, per avvertire singoli lavoratori che domani avrebbero dovuto presentarsi in sede.
Intanto, al momento registriamo che non ci sono ancora piani di rientro, ma si ipotizzano applicazioni informatiche per la ricerca di scrivanie libere. Per carità, tutto è possibile, il problema è che ad oggi ci sono lavoratori del tutto privi di scrivanie!
Riguardo ai controlli, dovrebbero essere svolti giornalmente all’ingresso, a tappeto e in modo automatizzato. Ci saranno quindi dei sistemi informatici, collegati al tesserino, che incrociano i dati del certificato verde e del tesserino, permettendo l’accesso al personale. Abbiamo chiesto che i controlli si svolgano solo all’accesso e non anche in un momento successivo, per evitare possibili ripercussioni disciplinari sui lavoratori.

Sul tema lavoro agile, considerate anche le attuali disposizioni che prevedono la prevalenza del lavoro in presenza, l’Amministrazione ci ha comunicato che verrà garantito il lavoro agile per due giorni a settimana e che continueranno a permanere non solo le tutele per i fragili, ma anche per altri lavoratori come caregiver e lavoratrici madri.
Abbiamo anche evidenziato come dovrà essere considerato l’impatto della riorganizzazione, con la creazione di due nuove Direzioni Generali, e abbiamo ribadito la necessità di un incontro, per condividere criteri per lo spostamento del personale.
Riguardo al pagamento delle progressioni orizzontali, infine, ci è stato comunicato che tutti i dati sono stati trasmessi a “NOI PA” e che per novembre dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere messi in pagamento.

Roma, 15 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia

Orlando Grimaldi

CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO delle INFRASTRUTTURE E della MOBILITA’ SOSTENIBILI

Il 7 ottobre c.a. si è riunito il Consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza con la presenza del
Presidente Dr. Massimo Provinciali e della vice presidente Dott.ssa Gigliola Fiorani.
Si è proceduto all’approvazione del verbale del consiglio del 28 luglio 2021.
Dopo un articolato confronto sono state individuate le date delle elezioni dei nuovi rappresentanti
del personale e del collegio dei revisori della Cassa di Previdenza e Assistenza. Le votazioni si terranno
dal 14 al 16 dicembre 2021.
A termine della riunione l’Amministrazione ha comunicato che nella prossima riunione a fine ottobre
e che riguarderà principalmente l’approvazione del bilancio preventivo 2022, saranno messe
all’ordine del giorno le pratiche presentate nel primo semestre 2021.

I Consiglieri Fp Cgil della CPA
Deborah Pompili
Massimo Bassani

RIENTRI, GREEN-PASS E LAVORO AGILE

A seguito della nostra richiesta e del nostro sollecito, abbiamo avuto
incontro con l’Amministrazione anzitutto relativamente al tema dei rientri
in sede e del lavoro agile.
Non abbiamo ricevuto alcuna documentazione prima dell’incontro in quanto
la rete internet della sede centrale era saltata (strano, visto che
normalmente non ci sono problemi informatici…). Ci è stata data comunque
lettura di due documenti, emanati nel pomeriggio a tutti gli uffici e che
alleghiamo: il primo relativo alla verifica delle certificazioni verdi, il secondo
relativo ai rientri e al lavoro agile.
Riguardo al controllo del certificato verde, in Direzione Generale, nelle
sedi di Napoli, Roma e Milano, ci saranno (non si sa a partire da quando)
dei sistemi automatici all’ingresso, che provvederanno alla lettura
automatica delle certificazioni verdi di tutto il personale in ingresso. Nelle
altre sedi, invece, il controllo dovrebbe avvenire attraverso degli applicativi
installati sui cellulari di servizio (non si sa quali, perché a parte quelli dei
dirigenti, non ne risultano altri, al momento).
In proposito, abbiamo chiesto all’Amministrazione di non effettuare controlli
anche in via successiva, per tutelare i lavoratori da possibili conseguenze
disciplinari e considerato anche che si tratta di una facoltà.
Sul tema della delega del controllo, il regolamento non reca disposizioni
specifiche e questo, temiamo sarà foriero di problemi nelle sedi.
Abbiamo, inoltre, evidenziato che potrebbe esserci personale non vaccinato
che non riuscirà a effettuare i tamponi in giornata, in quanto già molte
farmacie hanno evidenziato di non averne un numero sufficiente.

Sempre sullo stesso tema, abbiamo rilevato che potrebbe accadere che un certificato verde o l’esito di un tampone perdano efficacia nel corso della giornata lavorativa. In tal caso, l’Amministrazione ha risposto che tale documentazione verrà considerata valida per l’intera giornata lavorativa.
Sul tema del lavoro agile, si prevede che esso si svolga per due giorni a settimana, ma che il dirigente possa ridurlo a un solo giorno a settimana. Si tratta di una possibilità che ci vede contrari, sia perché sembra disperdere l’esperienza positiva del lavoro agile di questi mesi, sia perché potrebbe mettere a rischio la salute dei lavoratori.
Considerando che il tema dei rientri in sede impatta direttamente sulla salute e sicurezza, che è oggetto di contrattazione territoriale, chiediamo ai nostri delegati di chiedere incontri immediati con i dirigenti territoriali, per evitare che vi siano fughe in avanti. È necessario verificare, ad esempio, che una sede abbia le idonee misure di sicurezza per contenere personale in presenza quattro giorni a settimana.
Dopo nostra esplicita richiesta, il documento prevede anche la possibilità di completare l’orario di lavoro in smart-working, inizialmente non prevista. Tuttavia, mentre noi avevamo chiesto che il completamento riguardasse tutto il personale – per garantire sul serio il contenimento dei contagi, unitamente alla flessibilità oraria – ci si è limitati solo al personale che svolge servizio esterno.
Restano ferme le disposizioni previste per i lavoratori fragili fino al 31 dicembre 2021 e resta altresì ferma la flessibilità in ingresso e in uscita. Si è anche chiesto di ampliare ulteriormente la flessibilità, almeno in quelle realtà urbane in cui gli spostamenti potrebbero risultare difficili.
Incomprensibile appare l’esclusione dal lavoro agile per chi abbia subito sanzioni disciplinari, il lavoro agile cui si fa riferimento non è quello ordinario ma quello in una situazione di emergenza valida fino al 31 dicembre, in cui limiti simili non devono valere.

Nel corso della riunione, abbiamo anche ricevuto informazioni di altro
genere: le prove del concorso per funzionario amministrativo che porterà l’ingresso di trecento nuovi dipendenti si sono concluse e quindi nelle prossime settimane questi lavoratori faranno ingresso nelle sedi. Sul punto, abbiamo chiesto di avere maggiori dettagli rispetto alla distribuzione territoriale dei futuri assunti anche per avviare la mobilità del personale in servizio.
Siamo stati poi informati che nei prossimi giorni dovrebbe essere emanato un decreto-legge in materia di sicurezza sul lavoro che, tra l’altro, dovrebbe prevedere un aumento dell’organico del personale dell’INL, portando all’ingresso di ulteriori ispettori oltre a quelli già previsti. Abbiamo evidenziato la necessità di considerare che l’ingresso di nuovi ispettori determinerà delle incombenze che poi dovranno essere svolte da altro personale, per cui si rende necessario prevedere anche l’ingresso di personale amministrativo.
Ci è stato altresì detto che il piano di realizzazione della scuola di formazione è quasi al termine e ribadito che i docenti saranno sia interni che esterni. Riguardo alla selezione dei docenti interni, abbiamo nuovamente chiesto che siano scelti con criteri trasparenti.
Nulla ci è stato detto rispetto alla possibilità che gli ispettori siano chiamati a controllare i certificati verdi; nell’eventualità che questa possibilità si realizzi, chiediamo un incontro prima dell’adozione dei relativi atti, rimarcando la delicatezza del tema.

Roma, 14 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

UIL PA
Bruno Di Cuia

Roma, giovedì 14 ottobre 2021
Al Capo del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Pres.te Bernardo PETRALIA
ROMA

E per conoscenza;

Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida Del Grosso
ROMA

Al Consiglio di Amministrazione
dell’Ente Assistenza
ROMA

OGGETTO: Green pass-personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Preg.mo Presidente,
come è noto, il decreto-legge n. 127 del 21 settembre 2021, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale, cambierà dalla giornata di domani 15 ottobre e fino al 31 dicembre
2021, la vita di tutti i lavoratori del settore pubblico e privato che dovranno dotarsi
del green pass, tra questi c’è anche il Corpo di Polizia Penitenziaria che, con
una alta percentuale di personale non ancora vaccinato a vario titolo, rischia di
mettere in serio pericolo la sicurezza degli Istituti penitenziari di tutta Italia.
Fermo restando il nostro invito a tutto il personale di sottoporsi alla vaccinazione
che, indubbiamente, sta consentendo al paese di uscire dal Loop pandemico,
siamo con la presente a chiederle di valutare, quantomeno, di fornire gratuitamente
in sede a tutto il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che ne
faccia richiesta il tampone antigenico garantendo una maggior presenza
nell’attività di servizio istituzionale, in subordine, di valutare la fattibilità che il
costo del tampone venga assorbito fino al 31 dicembre 2021 dai fondi dell’ente
assistenza, il tutto per poter garantire idonei livelli di sicurezza all’interno degli
istituti di pena, evitando eventuali disordini che potrebbero generarsi con la mancanza di molti operatori penitenziari che, inevitabilmente, andranno a generare percezione di perdita della sicurezza da parte dello Stato.
E’ lapalissiano che l’effetto di questo decreto per la vita dei lavoratori della
Polizia Penitenziaria, potrebbe essere piuttosto pesante, nel caso in cui il lavoratore
“comunichi di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o
qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo
di lavoro”, la sanzione è connessa all’istituto dell’assenza ingiustificata, dunque
“per i giorni di assenza ingiustificata, non sono dovuti la retribuzione né altro
compenso o emolumento”, tuttavia “senza conseguenze disciplinari e con diritto
alla conservazione del rapporto di lavoro” (art. 1, co. 6 e art. 3 co. 6 del decreto).
La ratio di queste norme è quella, come scritto ormai in tutti i decreti finora
emanati, di “prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2”, limitatamente
alla durata dello stato di emergenza che, al momento, termina il 31 dicembre
2021.
In attesa di un suo cortese quanto celere riscontro le ricordiamo che, ad oggi
il personale del Corpo non ancora vaccinato è di circa 12.500 agenti, da sottrarre
ad una pianta organica già gravemente depauperata dai tagli applicata dalla
legge Madia del 2017.
Distinti Saluti.

Il Coordinamento Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI – Mirko MANNA

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