INCONTRO DELUDENTE

A seguito della nostra richiesta di incontro unitario è finalmente arrivata la convocazione per discutere dei rientri in sede.
L’Amministrazione ci ha presentato una bozza di protocollo di sicurezza insoddisfacente e lacunosa: nulla si dispone rispetto al lavoro agile, ad esempio, né rispetto al riconoscimento dei buoni pasto. Non abbiamo pertanto ritenuto ci fossero le condizioni per condividerne il contenuto e sottoscriverla.
Riguardo ai rientri, abbiamo fatto notare che non si può prevedere il rientro di tutto il personale – come disposto dalla nota inviata il 13 ottobre a firma del Segretario Generale – senza che vi siano le condizioni logistiche per farlo. A tal proposito, ci è stato risposto che in una riunione interna all’Amministrazione, successiva al tavolo sindacale, i singoli CdR avrebbero dovuto evidenziare quante persone sarebbero state in grado di far accedere alle sedi. Sul punto, torniamo a ribadire la necessità che vi sia una omogeneità di comportamento fra i singoli CdR.

Nella serata di ieri sarebbero dovute arrivare quindi delle disposizioni ufficiali e puntuali al personale – e non telefonate, come pare sia accaduto, per avvertire singoli lavoratori che domani avrebbero dovuto presentarsi in sede.
Intanto, al momento registriamo che non ci sono ancora piani di rientro, ma si ipotizzano applicazioni informatiche per la ricerca di scrivanie libere. Per carità, tutto è possibile, il problema è che ad oggi ci sono lavoratori del tutto privi di scrivanie!
Riguardo ai controlli, dovrebbero essere svolti giornalmente all’ingresso, a tappeto e in modo automatizzato. Ci saranno quindi dei sistemi informatici, collegati al tesserino, che incrociano i dati del certificato verde e del tesserino, permettendo l’accesso al personale. Abbiamo chiesto che i controlli si svolgano solo all’accesso e non anche in un momento successivo, per evitare possibili ripercussioni disciplinari sui lavoratori.

Sul tema lavoro agile, considerate anche le attuali disposizioni che prevedono la prevalenza del lavoro in presenza, l’Amministrazione ci ha comunicato che verrà garantito il lavoro agile per due giorni a settimana e che continueranno a permanere non solo le tutele per i fragili, ma anche per altri lavoratori come caregiver e lavoratrici madri.
Abbiamo anche evidenziato come dovrà essere considerato l’impatto della riorganizzazione, con la creazione di due nuove Direzioni Generali, e abbiamo ribadito la necessità di un incontro, per condividere criteri per lo spostamento del personale.
Riguardo al pagamento delle progressioni orizzontali, infine, ci è stato comunicato che tutti i dati sono stati trasmessi a “NOI PA” e che per novembre dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere messi in pagamento.

Roma, 15 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia

Orlando Grimaldi

CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO delle INFRASTRUTTURE E della MOBILITA’ SOSTENIBILI

Il 7 ottobre c.a. si è riunito il Consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza con la presenza del
Presidente Dr. Massimo Provinciali e della vice presidente Dott.ssa Gigliola Fiorani.
Si è proceduto all’approvazione del verbale del consiglio del 28 luglio 2021.
Dopo un articolato confronto sono state individuate le date delle elezioni dei nuovi rappresentanti
del personale e del collegio dei revisori della Cassa di Previdenza e Assistenza. Le votazioni si terranno
dal 14 al 16 dicembre 2021.
A termine della riunione l’Amministrazione ha comunicato che nella prossima riunione a fine ottobre
e che riguarderà principalmente l’approvazione del bilancio preventivo 2022, saranno messe
all’ordine del giorno le pratiche presentate nel primo semestre 2021.

I Consiglieri Fp Cgil della CPA
Deborah Pompili
Massimo Bassani

RIENTRI, GREEN-PASS E LAVORO AGILE

A seguito della nostra richiesta e del nostro sollecito, abbiamo avuto
incontro con l’Amministrazione anzitutto relativamente al tema dei rientri
in sede e del lavoro agile.
Non abbiamo ricevuto alcuna documentazione prima dell’incontro in quanto
la rete internet della sede centrale era saltata (strano, visto che
normalmente non ci sono problemi informatici…). Ci è stata data comunque
lettura di due documenti, emanati nel pomeriggio a tutti gli uffici e che
alleghiamo: il primo relativo alla verifica delle certificazioni verdi, il secondo
relativo ai rientri e al lavoro agile.
Riguardo al controllo del certificato verde, in Direzione Generale, nelle
sedi di Napoli, Roma e Milano, ci saranno (non si sa a partire da quando)
dei sistemi automatici all’ingresso, che provvederanno alla lettura
automatica delle certificazioni verdi di tutto il personale in ingresso. Nelle
altre sedi, invece, il controllo dovrebbe avvenire attraverso degli applicativi
installati sui cellulari di servizio (non si sa quali, perché a parte quelli dei
dirigenti, non ne risultano altri, al momento).
In proposito, abbiamo chiesto all’Amministrazione di non effettuare controlli
anche in via successiva, per tutelare i lavoratori da possibili conseguenze
disciplinari e considerato anche che si tratta di una facoltà.
Sul tema della delega del controllo, il regolamento non reca disposizioni
specifiche e questo, temiamo sarà foriero di problemi nelle sedi.
Abbiamo, inoltre, evidenziato che potrebbe esserci personale non vaccinato
che non riuscirà a effettuare i tamponi in giornata, in quanto già molte
farmacie hanno evidenziato di non averne un numero sufficiente.

Sempre sullo stesso tema, abbiamo rilevato che potrebbe accadere che un certificato verde o l’esito di un tampone perdano efficacia nel corso della giornata lavorativa. In tal caso, l’Amministrazione ha risposto che tale documentazione verrà considerata valida per l’intera giornata lavorativa.
Sul tema del lavoro agile, si prevede che esso si svolga per due giorni a settimana, ma che il dirigente possa ridurlo a un solo giorno a settimana. Si tratta di una possibilità che ci vede contrari, sia perché sembra disperdere l’esperienza positiva del lavoro agile di questi mesi, sia perché potrebbe mettere a rischio la salute dei lavoratori.
Considerando che il tema dei rientri in sede impatta direttamente sulla salute e sicurezza, che è oggetto di contrattazione territoriale, chiediamo ai nostri delegati di chiedere incontri immediati con i dirigenti territoriali, per evitare che vi siano fughe in avanti. È necessario verificare, ad esempio, che una sede abbia le idonee misure di sicurezza per contenere personale in presenza quattro giorni a settimana.
Dopo nostra esplicita richiesta, il documento prevede anche la possibilità di completare l’orario di lavoro in smart-working, inizialmente non prevista. Tuttavia, mentre noi avevamo chiesto che il completamento riguardasse tutto il personale – per garantire sul serio il contenimento dei contagi, unitamente alla flessibilità oraria – ci si è limitati solo al personale che svolge servizio esterno.
Restano ferme le disposizioni previste per i lavoratori fragili fino al 31 dicembre 2021 e resta altresì ferma la flessibilità in ingresso e in uscita. Si è anche chiesto di ampliare ulteriormente la flessibilità, almeno in quelle realtà urbane in cui gli spostamenti potrebbero risultare difficili.
Incomprensibile appare l’esclusione dal lavoro agile per chi abbia subito sanzioni disciplinari, il lavoro agile cui si fa riferimento non è quello ordinario ma quello in una situazione di emergenza valida fino al 31 dicembre, in cui limiti simili non devono valere.

Nel corso della riunione, abbiamo anche ricevuto informazioni di altro
genere: le prove del concorso per funzionario amministrativo che porterà l’ingresso di trecento nuovi dipendenti si sono concluse e quindi nelle prossime settimane questi lavoratori faranno ingresso nelle sedi. Sul punto, abbiamo chiesto di avere maggiori dettagli rispetto alla distribuzione territoriale dei futuri assunti anche per avviare la mobilità del personale in servizio.
Siamo stati poi informati che nei prossimi giorni dovrebbe essere emanato un decreto-legge in materia di sicurezza sul lavoro che, tra l’altro, dovrebbe prevedere un aumento dell’organico del personale dell’INL, portando all’ingresso di ulteriori ispettori oltre a quelli già previsti. Abbiamo evidenziato la necessità di considerare che l’ingresso di nuovi ispettori determinerà delle incombenze che poi dovranno essere svolte da altro personale, per cui si rende necessario prevedere anche l’ingresso di personale amministrativo.
Ci è stato altresì detto che il piano di realizzazione della scuola di formazione è quasi al termine e ribadito che i docenti saranno sia interni che esterni. Riguardo alla selezione dei docenti interni, abbiamo nuovamente chiesto che siano scelti con criteri trasparenti.
Nulla ci è stato detto rispetto alla possibilità che gli ispettori siano chiamati a controllare i certificati verdi; nell’eventualità che questa possibilità si realizzi, chiediamo un incontro prima dell’adozione dei relativi atti, rimarcando la delicatezza del tema.

Roma, 14 ottobre 2021

FP CGIL
Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

UIL PA
Bruno Di Cuia

Roma, giovedì 14 ottobre 2021
Al Capo del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Pres.te Bernardo PETRALIA
ROMA

E per conoscenza;

Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida Del Grosso
ROMA

Al Consiglio di Amministrazione
dell’Ente Assistenza
ROMA

OGGETTO: Green pass-personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Preg.mo Presidente,
come è noto, il decreto-legge n. 127 del 21 settembre 2021, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale, cambierà dalla giornata di domani 15 ottobre e fino al 31 dicembre
2021, la vita di tutti i lavoratori del settore pubblico e privato che dovranno dotarsi
del green pass, tra questi c’è anche il Corpo di Polizia Penitenziaria che, con
una alta percentuale di personale non ancora vaccinato a vario titolo, rischia di
mettere in serio pericolo la sicurezza degli Istituti penitenziari di tutta Italia.
Fermo restando il nostro invito a tutto il personale di sottoporsi alla vaccinazione
che, indubbiamente, sta consentendo al paese di uscire dal Loop pandemico,
siamo con la presente a chiederle di valutare, quantomeno, di fornire gratuitamente
in sede a tutto il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che ne
faccia richiesta il tampone antigenico garantendo una maggior presenza
nell’attività di servizio istituzionale, in subordine, di valutare la fattibilità che il
costo del tampone venga assorbito fino al 31 dicembre 2021 dai fondi dell’ente
assistenza, il tutto per poter garantire idonei livelli di sicurezza all’interno degli
istituti di pena, evitando eventuali disordini che potrebbero generarsi con la mancanza di molti operatori penitenziari che, inevitabilmente, andranno a generare percezione di perdita della sicurezza da parte dello Stato.
E’ lapalissiano che l’effetto di questo decreto per la vita dei lavoratori della
Polizia Penitenziaria, potrebbe essere piuttosto pesante, nel caso in cui il lavoratore
“comunichi di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o
qualora risulti privo della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo
di lavoro”, la sanzione è connessa all’istituto dell’assenza ingiustificata, dunque
“per i giorni di assenza ingiustificata, non sono dovuti la retribuzione né altro
compenso o emolumento”, tuttavia “senza conseguenze disciplinari e con diritto
alla conservazione del rapporto di lavoro” (art. 1, co. 6 e art. 3 co. 6 del decreto).
La ratio di queste norme è quella, come scritto ormai in tutti i decreti finora
emanati, di “prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2”, limitatamente
alla durata dello stato di emergenza che, al momento, termina il 31 dicembre
2021.
In attesa di un suo cortese quanto celere riscontro le ricordiamo che, ad oggi
il personale del Corpo non ancora vaccinato è di circa 12.500 agenti, da sottrarre
ad una pianta organica già gravemente depauperata dai tagli applicata dalla
legge Madia del 2017.
Distinti Saluti.

Il Coordinamento Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI – Mirko MANNA

LA CULTURA È ANTIFASCISTA

In questi giorni abbiamo assistito agli assalti da parte di coloro che hanno intenzione di mettere in discussione le fondamenta della Democrazia e della Libertà nel nostro paese. Attacchi che segnano un evidente innalzamento del livello di scontro e che hanno individuato nella CGIL un obiettivo simbolico per tutto quello che il nostro Sindacato ha rappresentato e rappresenta nella storia democratica del nostro Paese. Il triste episodio vissuto sabato scorso rappresenta in tal senso un’offesa ed una lesione della dignità di tutti i cittadini che si riconoscono nella Costituzione antifascista.

Noi, come lavoratori della Cultura, siamo in prima linea nell’affermazione di questi principi, sia per l’incardinamento della Cultura nei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale che per la concreta attività che si svolge nei luoghi di lavoro. Veicolare la conoscenza, tutelare la memoria storica del nostro paese conservandone il patrimonio culturale, offrire servizi culturali ai cittadini, rappresentano una occasione di crescita democratica che solo il servizio pubblico può offrire, diventando un potente antidoto contro tutti gli oscurantismi e le aggressioni violente dei neofascisti.

Per questi motivi la nostra presenza, forte, visibile ed organizzata nella giornata di mobilitazione democratica e antifascista del 16 ottobre è importante per dare un chiaro segnale ai cittadini: la Cultura è antifascista e i lavoratori della Cultura che operano nei cicli pubblici sono testimoni, unitamente ai lavoratori di tutti i servizi pubblici essenziali, dello spirito fondante che ha animato i Padri della Costituzione, figlia della lotta antifascista per la Liberazione.

Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare tutti i colleghi delle altre sigle sindacali che ci hanno espresso solidarietà e vicinanza antifascista , a dimostrazione che le differenze si annullano a fronte di un attacco che vorrebbe mettere in discussione il ruolo democratico delle organizzazioni sociali.

La manifestazione nazionale unitaria di sabato 16 ottobre può essere l’occasione di un grande momento di coesione del sentimento democratico e antifascista che permea la stragrande maggioranza dei lavoratori.

Vi aspettiamo tutti in piazza per manifestare pacificamente, insieme a CGIL, CISL e UIL e a tutti i cittadini antifascisti, la nostra ferma opposizione a qualunque tentativo di rigurgito fascista, alla violenza ed all’aggressione antidemocratica di chi tenta di far ripiombare il nostro Paese nel buio profondo dell’oscurantismo totalitario.

La manifestazione si terrà a Piazza San Giovanni in Laterano a Roma con concentramento a partire dalle ore 14.00.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC

Alla Direzione Centrale Risorse
Umane Alla Direttrice Centrale
Dott.ssa Laura Caggegi

Oggetto: Bando passaggi dalla seconda alla terza area Dipendenti in carico alle SAM e COSF
Richiesta di ulteriore precisazione.

A seguito della risposta fornita per le vie brevi in data 8 ottobre u.s., le Scriventi chiedono
un ulteriore chiarimento circa la partecipazione dei dipendenti in carico alle SAM e COSF per
i quali è stata data indicazione di selezionare l’ambito di partecipazione “ processi di missione
Direzioni Centrali e Regionali.

Si ritiene, infatti, che l’ambito selettivo indicato non sciolga l’incertezza afferente
per tinenza della prova concorsuale rispetto alla peculiarità delle attività istituzionali svolte
quotidianamente dai candidati. In sostanza non è immediatamente evidente il nesso tra le
conoscenze degli addetti alle SAM e ai COSF quelle che, dalla lettura del bando esclusivo per le
Direzioni Centrali e Regionali, fanno riferimento alle “ conoscenze tecnico tributarie
tipicamente utilizzate dai funzionari in servizio presso gli uffici centrali e regionali ” che non
hanno particolare attinenza con le attività svolte quotidianamente dai consulenti.

Le attività lavorative dei consulenti delle SAM ma analogo ragionamento è coerente
anche per i colleghi nei COSF –, infatti, sono molto più assimilabili a quelle delle Aree Servizi
degli Uffici Territoriali che costi tuiscono, di fatto, la normale quotidianità degli argomenti
trattati.

L’equivoco dell’attribuzione funzionale delle Sezioni di Assistenza agli Uffici Centrali può
generare confusione e, si aggiunge, nessuna rassicurazione è stata data in merito alla prossima
definizione di un ambito specifico ” riferibile alle attività svolte e alle conoscenze tecnico
tributarie richieste nelle SAM e COSF.

Si chiede, pertanto, di valutare la specificità delle conoscenze lavorative delle suddette
strutture per forni re un’indicazione univoca che consenta a questi colleghi di partecipare alla
selezione, certi di essere esaminati in base alle effettive capacità espresse nel proprio ambito
lavorativo e di non dover affrontare una prova avulsa dalle loro competenze.

Parallelamente e per tutti gli ambiti selettivi sarà importante ufficializzare la messa a Parallelamente e per tutti gli ambiti selettivi sarà importante ufficializzare la messa a disposizione dei colleghi interessati al passaggio di area la pubblicazione di dispense specifiche disposizione dei colleghi interessati al passaggio di area la pubblicazione di dispense specifiche anche per le descritte attività.anche per le descritte attività.

Un’indicazione errata o confusa  finirebbe per danneggiare in modo irreversibile questo gruppo di lavoratori.

Roma, 14 ottobre 2021

FP CGIL             CISL FP                           UILPA
Gamberini       De Caro- De Rosa          Cavallaro

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione riguardo le nuove ammissioni dl personale al  corso di formazione alla qualifica di Capo Squadra decorrenza 2020

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, E IL SUO LATO NASCOSTO 

Chi legittimamente si aspettava che il ricco medagliere conquistato dall’Italia ai giochi olimpici e paraolimpici di recente avrebbe portato con sé anche il nuovo e meritato contratto di lavoro per i dipendenti, e con esso l’impegno a riconoscere e valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle/dei dirigenti di Sport e Salute Spa e delle Federazioni Sportive Nazionali che hanno sostenuto e reso possibile il perfetto funzionamento dell’apparato organizzativo complessivo, necessario a garantire agli atleti italiani la partecipazione alle gare olimpiche, è rimasto purtroppo ancora una volta deluso. Difatti, non solo dopo la pausa estiva la ripresa dei negoziati per il rinnovo dei contratti del personale delle aree professionali e di quello con qualifica dirigenziale non hanno fatto registrare alcun passo in avanti, ma addirittura nel corso dei due ultimi infruttuosi incontri svolti oggi è apparsa finalmente evidente la volontà della delegazione di parte datoriale di voler continuare a prendere tempo, sottraendosi al confronto di merito e sfuggendo da qualsivoglia ragionamento che attiene alla quantificazione delle risorse economiche da destinare al rinnovo dei contratti scaduti rispettivamente, il 31/12/2017 quello del personale delle aree, e il 31/12/2009 e 31/12/2012 quelli di parte normativa ed economica della dirigenza. Per giunta, tentando anche di ascrivere alla corresponsabilità delle scriventi OO.SS. il mancato rinnovo dei contratti relativi ai trienni precedenti, come pure di non aver sinora indicato in modo chiaro gli interventi di manutenzione della parte normativa dei contratti per assicurare adeguata risposta alle legittime aspettative di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dello Sport. Proposte che in realtà sono state da noi puntualmente illustrate e discusse per il personale delle aree, anche in sede tecnica, come pure evidenziati in apertura del tavolo negoziale per la dirigenza.
Le scriventi organizzazioni sindacali comprendono che in una fase come quella attuale, caratterizzata da rilevanti mutamenti di natura organizzativa ed istituzionale vi sia, da parte della delegazione datoriale, l’esigenza di sciogliere internamente i nodi politici che allo stato si frappongono ad una rapida accelerazione dei due negoziati. Ma ciò non significa, e non abbiamo mancato di evidenziarlo stamani con tutta la determinazione del caso, che debbano essere le lavoratrici, i lavoratori, e le/i dirigenti di Sport e Salute Spa e delle Federazioni Sportive Nazionali a pagarne le conseguenze. Ora basta, dopo un così lungo periodo di blocco dei rinnovi, quei dirigenti e quei lavoratori hanno diritto di vedersi finalmente rinnovati i propri contratti di lavoro, perché lo straordinario impegno profuso da questi negli anni e, come spesso abbiamo fatto rilevare, anche durante la fase più difficile e critica della pandemia, merita rispetto, oltre che essere debitamente riconosciuto. Non possiamo accettare, come peraltro già accaduto in occasione degli ultimi tavoli negoziali, di continuare a vedere messa in discussione la disponibilità delle risorse economiche necessarie a rinnovarli – risorse che tutti i datori di lavoro avrebbero dovuto accantonare, malgrado la recente cancellazione, da sempre duramente criticata dalle scriventi, del vincolo di destinazione di parte dei contributi al finanziamento delle spese per il personale -. Perché c’è il rischio che in assenza di investimenti sulle persone e sulla loro professionalità, i processi riformatori che più di recente hanno interessato e tuttora coinvolgono il mondo dello Sport, restino su carta. Per questo, misureremo presto la reale volontà di Sport e Salute e delle FSN di realizzare per via contrattuale adeguati investimenti sulla concreta valorizzazione professionale di quanti operano alle loro dipendenze, e ricoprono anche ruoli manageriali. È giunto il momento di scrivere una parola di chiarezza definitiva sulla questione. Ma se così non fosse, come puntualmente fatto rilevare dalle scriventi alla delegazione dei datori di lavoro nel corso degli odierni incontri, allora verrebbero davvero a mancare le condizioni di base per conferire allo sviluppo dei negoziati aperti la necessaria continuità, e di conseguenza si aprirebbe inevitabilmente una stagione di conflitto. Siamo convinti che le lavoratrici, i lavoratori, le/i dirigenti dello Sport meritano ben altra considerazione! Vi terremo come sempre tempestivamente informati

 

FP CGIL                              CISL FP                  UILPA                         CISAL FIALP
Francesco Quinti            Alessandro Bruni      Paolo Liberati               Dino Carola

Circolare 53/21 del Segretario Generale sul rientro da smart working– Istruzioni per l’uso

Pubblichiamo la Circolare del Segretario Generale, che disciplina transitoriamente l’entrata in vigore del Decreto Brunetta del 8 ottobre scorso, per l’opportuno utilizzo a fronte delle numerose segnalazioni che stanno pervenendo e che stanno producendo disposizioni che impongono il rientro di tutti i lavoratori in presenza a partire dal 15 ottobre. Al riguardo ci preme segnalare che la Circolare sostanzialmente lascia immutata la situazione attuale, fatte salve le attività connesse al rapporto diretto con l’utenza , che peraltro già risultano tra quelle non smartabili, in attesa delle linee guida nonché della regolamentazione dello smart working per via contrattuale. Di conseguenza invitiamo le nostre delegate ed i nostri delegati, unitamente alle Segreterie Territoriali FP CGIL in indirizzo, alla massima vigilanza onde prevenire, tramite richieste di convocazione sui tavoli locali volte ad aggiornare i protocolli di sicurezza e ad organizzare il lavoro agile nelle percentuali indicate dalla Circolare, atti unilaterali dei Dirigenti che devono essere oggetto di impugnazione immediata con segnalazioni a noi ed allo stesso Segretariato Generale. Verificando, in caso di perdurante inadempienza anche la possibilità di segnalazione di questi comportamenti alle Autorità competenti in materia di tutela della salute pubblica ed all’Ispettorato di Funzione Pubblica. Vale la pena di aggiungere che lo stato di emergenza è in vigore fino al 31 dicembre prossimo e che pertanto permane lo stato di tutela dei lavoratori fragili.

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Saluti fraterni

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale MIC

Al Segretario Generale della Presidenza del
Consiglio dei ministri – Pres. Roberto Chieppa –
Palazzo Chigi
usg@mailbox.governo.it

Al Capo Dipartimento per il Personale – Dott.ssa
Francesca Gagliarducci
f.gagliarducci@palazzochigi.it

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Presidenza
del Consiglio dei ministri

Oggetto: Richiesta convocazione incontro urgente.

Il Dpcm del 23 settembre 2021 ha stabilito che a decorrere dal 15 ottobre la modalità ordinaria
di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni è quella svolta in presenza.
Questa previsione però non esclude di poter continuare a svolgere le attività lavorative anche
in modalità agile, ma solamente che quest’ultima cessa di essere la modalità ordinaria di svolgimento
della prestazione lavorativa.
In più, il Decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione indica nei quindici giorni successivi
al 15 ottobre l’adozione da parte delle amministrazioni delle misure organizzative applicative
del DPCM.
Lo stesso DM fa riferimento a linee guida che saranno sentite le organizzazioni sindacali nei
prossimi giorni e abbiamo motivo di ritenere che le linee guida non si discosteranno, nel merito, da
quanto si sta discutendo, tra Aran e Organizzazioni Sindacali, nel corso delle trattative per i rinnovi
contrattuali e, in ogni caso, dovranno tener conto che la situazione di emergenza rimane confermata
fino al 31 dicembre 2021.
Pertanto, vogliamo qui ribadire quanto da tempo sosteniamo come Funzione Pubblica CGIL:
– Lo smart working va regolato contrattualmente e non per legge. In tal senso c’è un accordo
interconfederale che il Presidente del Consiglio e il Ministro della Pubblica Amministrazione
hanno sottoscritto con i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, e che pretendiamo si
rispetti, perché la contrattazione dovrebbe decidere anche le percentuali e i criteri di chi
ha priorità nell’accesso al lavoro da remoto, (non solo fragili ma anche conciliazione, responsabilità
familiari, care givers, pendolari, ecc.).
– Non si può pensare che senza piani di organizzazione del lavoro con aumento delle presenze,
senza aver fatto il tagliando alle misure previste dai protocolli sulla sicurezza, senza
garanzie di tutela della salute per i lavoratori e per i cittadini utenti dei servizi, tutto il
personale rientri nel giro di ventiquattr’ore.
– La città di Roma ha un sovraccarico della mobilità che richiede una adeguata programmazione
dell’utilizzo del trasporto pubblico e una corretta relazione tra il mobility manager cittadino
e quello delle singole amministrazioni al fine di favorire un accesso ai luoghi di lavoro
nel rispetto anche delle disposizioni normative, nell’emergenza sanitaria e oltre.
– Sono stati introdotti i Pola, le amministrazioni rispondono quindi dell’efficacia e dell’efficienza
delle attività con la programmazione del lavoro da remoto. La Presidenza del Consiglio
dei ministri rappresenta nel panorama delle amministrazioni pubbliche un’esperienza
avanzata e positiva, frutto della capacità di programmazione dell’amministrazione e degli
accordi sindacali ben prima della crisi pandemica dello scorso anno. A meno che non si
chieda all’amministrazione di smentire sé stessa, bisogna saper distinguere tra ciò che
può essere confermato nella disponibilità del lavoro da remoto e ciò che va garantito in
presenza. Altrimenti è come la storia dei tagli lineari: piuttosto che confrontarsi per operare
scelte, si decide la strada più semplice e più sbagliata.
Alla luce di quanto sopra Le chiediamo quindi di voler convocare con urgenza tutte le organizzazioni
sindacali, del comparto e della dirigenza, e di non procedere con modifiche degli attuali
assetti organizzativi del lavoro relativamente alla modalità agile o da remoto e comunque non prima
del previsto confronto tra Ministero della PA e Organizzazioni Sindacali sulle linee guida previste
dal Decreto Ministeriale.
Certo del Suo favorevole riscontro, colgo l’occasione per porgerle distinti saluti

Il Segretario Nazionale
Florindo Oliverio

CCNI 2020 Professionisti in stand-by

Brutta sorpresa, purtroppo, all’incontro fissato per la sottoscrizione definitiva del CCNI 2020 per i professionisti.

Il MEF – Ragioneria Generale dello Stato ha fatto pervenire all’Istituto osservazioni sul computo degli incrementi contrattuali derivanti dal CCNL 2016/2018 rilevando che erroneamente sarebbero stati considerati nella base di riferimento per la determinazione degli incrementi anche i compensi professionali degli avvocati (onorari).

Per effetto di tale rilievo il fondo per la retribuzione accessoria per l’anno 2020 si ridurrebbe di circa un milione di euro rispetto a quanto previsto nell’ipotesi sottoposta a luglio.

L’amministrazione, a richiesta delle OO.SS., riscontrerà la nota pervenuta argomentando a favore della correttezza del computo effettuato.

In attesa che si concluda tale interlocuzione, la firma del CCNI è stata ovviamente rinviata.

* * * * *

Nessuna sorpresa, purtroppo, quanto al testo della dichiarazione congiunta sulla quale l’amministrazione pretende la firma delle OO.SS. in uno a quella del CCNI.

Dichiarazione congiunta, lo ricordiamo, con cui l’amministrazione e le OO.SS. si impegnano a concordare, per il 2021, le indennità da corrispondere ai professionisti cui vengano conferiti incarichi di coordinamento “ad interim”, laddove, come chiarito dall’amministrazione, per interim si intende il conferimento di veri e propri incarichi di coordinamento provvisori, in assenza di alcun criterio, nelle more dell’approvazione del nuovo regolamento per il conferimento di tali incarichi.

Riconoscendo che il CCNI 2020 recepisce contiene alcune nostre storiche richieste, quale ad esempio un consistente aumento della indennità di funzione per tutti i professionisti, abbiamo dato la nostra disponibilità alla sottoscrizione del contratto a condizione che fosse eliminata tale dichiarazione congiunta, ma l’amministrazione non ha inteso rinunciarvi.

Si tratta di un contegno estremamente grave.

Il CCNL sottoscritto il 9/3/2020 ha ribadito una volta per tutte la perdurante vigenza delle pregresse previsioni contrattuali, secondo le quali tali incarichi devono essere attribuiti attraverso procedure selettive e sulla base di criteri oggettivi.

A fronte di tali disposizioni l’amministrazione doveva avviare immediatamente il confronto con le OO.SS. sui nuovi criteri per il conferimento di detti incarichi. Cosa che ha fatto invece solo lo scorso mese di luglio, con un anno e mezzo di ritardo. Non solo, ma esauriti i tavoli tecnici programmati per i primi di settembre, siamo ancora in attesa della nuova bozza di regolamento preannunciata dall’amministrazione.

In tale contesto, l’intenzione dichiarata di voler procedere a conferire incarichi provvisori appare chiaramente una forzatura, mirata solo a riaffermare la volontà dell’amministrazione di sottrarsi, come ha fatto da molti anni a questa parte, alle norme vigenti, conferendo incarichi di coordinamento senza l’osservanza di alcuna procedura né criterio, quindi in totale discrezionalità.

Né è accettabile che un simile contegno venga giustificato con la mancanza di professionisti nei territori. Ciò che serve nei territori sono i professionisti, appunto, ossia gli avvocati, i tecnici, non i coordinatori. Si assumano avvocati, tecnici, attuari; nell’attesa, si creino veri incentivi alla mobilità, si affini l’attuale sistema di sussidiarietà, anche attraverso una vera perequazione dei carichi di lavoro.

Se e dove davvero occorrano coordinatori, si proceda con proroghe ed interim veri e propri, non con nuovi incarichi conferiti arbitrariamente. E nel frattempo si acceleri e si concluda l’iter per il nuovo regolamento in conformità alle disposizioni contrattuali.

Che sia questa l’intenzione dell’amministrazione lo dimostra il fatto che lo scorso 8 ottobre veniva pubblicato l’interpello per l’incarico di Coordinatore Generale Tecnico-Edilizio sulla base della determinazione 33/2018.

Anche in questo caso si tratta di un atto grave ed inopportuno.

Fermo restando che la determinazione n. 33/2018 non prevede affatto lo svolgimento di una vera procedura selettiva come prescritto dalla norma contrattuale, non vi è alcuna ragione di necessità o urgenza che giustifichi il fatto che, tuttora pendente (e per ragioni imputabili esclusivamente all’amministrazione) il confronto, contrattualmente previsto, sui criteri per il conferimento degli incarichi di coordinamento, anche generale, venga bandita una procedura per il conferimento di detto incarico.

C’è un vicario, peraltro ampiamente compensato per tale incarico, e non si vede perché, come per ogni altra vacanza di coordinatori o dirigenti generali, non sia possibile attendere l’esito del confronto e bandire una vera procedura selettiva sulla base dell’emanando nuovo regolamento.

A fronte di tale contegno dell’amministrazione confermiamo che non firmeremo il CCNI 2020.

Riteniamo inoltre necessario che anche le altre OO.SS. firmatarie del CCNL si sottraggano a tale imposizione, evitando di offrire copertura ad atti che, come già avvenuto per l’attribuzione del secondo livello di professionalità, comportino l’elusione delle disposizioni contrattuali.

FP CGIL/INPS

Matteo ARIANO
Antonella TREVISANI
Maria ASSUMMA
Giuseppe CIPRIANI

Corona virus

Pubblichiamo il decreto del Consiglio dei Ministri in merito la certificazione verde COVID 19 al contrasto emergenza sanitaria in atto e  la Circolare e la modulistica VVF di riferimento

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