GLI EMULI DI “TAFAZZI” ED I “GUFI” IN SALSA INPS
Che il personaggio di “Tafazzi”, reso celebre da un famoso trio comico negli anni Novanta, avesse degli emuli non avevamo alcun dubbio (in INPS sul fronte sindacale abbondano e lo abbiamo visto anche negli ultimi anni in occasione della discussione sulla sottoscrizione dei nostri contratti integrativi), ma che addirittura “gufassero” perché fosse bloccato l’iter di certificazione dell’Ipotesi di CCNI 2020/2021 supera la più fervida fantasia.
Andiamo per gradi.
Il 6 luglio scorso abbiamo sottoscritto, unitamente alla CONSAL/UNSA, l’Ipotesi di CCNI 2020/2021, certificata successivamente dall’organo di controllo interno, ossia il Collegio dei Sindaci, ed inoltrata ai Ministeri vigilanti, Dipartimento della Funzione Pubblica e MEF per la definitiva certificazione prevista dal Testo Unico del Pubblico Impiego.
Ebbene, mentre la Ragioneria Generale dello Stato, ossia il MEF, non ha formulato alcun rilievo sul testo dell’ipotesi contrattuale, formalizzando, al contrario, non solo un giudizio di corretta determinazione del fondo di Ente nel rispetto delle previsioni del CCNL e della normativa di legge vigente, ma valutando come coerenti con la vigente disciplina contrattuale anche l’impianto delle progressioni economiche orizzontali contemplato nell’ipotesi di accordo, abbiamo appreso da fonti ministeriali che il Dipartimento della Funzione Pubblica avrebbe espresso delle riserve in ordine al “titolo giuridico” di erogazione dei risparmi (circa 10 milioni di euro) derivanti dall’applicazione dell’articolo 1, comma 870, della Legge n.170/2020 (Legge di Bilancio 2021 che prevede la possibilità di valorizzare ai fini del trattamento accessorio del personale i risparmi derivanti dalla mancata erogazione dei buoni pasto e dalla mancata remunerazione del lavoro straordinario). In sostanza sembrerebbe che Palazzo Vidoni, in assenza di una disciplina contrattuale del lavoro agile, oggetto di negoziazione presso l’ARAN nell’ambito della discussione sul rinnovo del CCNL Funzioni Centrali per il triennio 2019/2021, avrebbe chiesto, senza contestare la quantificazione dell’importo “bollinato” anche dal MEF/RGS, che quell’erogazione non sia agganciata all’esecuzione della prestazione lavorativa in modalità agile, senza con ciò precludere altre giustificazioni con titolo giuridico differente. Non viene messa in discussione la biennalità dell’Ipotesi di CCNI, con buona pace di chi ne contesta ancora oggi la legittimità e continua a chiedere la scissione dei contratti integrativi, che al contrario permette di valorizzare ai fini della contrattazione integrativa i risparmi di cui alla Legge di Bilancio 2021 e di far partire dal 2021 le progressioni economiche orizzontali non ipotizzabili con un semplice CCNI 2020. Gli altri rilievi sembrerebbero essere la replica e la riedizione di quelli che, fisiologicamente, il Dipartimento della Funzione Pubblica formula ogni anno in prima battuta nell’ambito dell’iter di certificazione dell’Ipotesi di CCNI e rispetto ai quali l’INPS ha sempre presentato le proprie controdeduzioni chieste dallo stesso Dipartimento sotto forma di chiarimenti.
Auspichiamo che in tempi brevi l’Amministrazione convochi le OO.SS. per avere formale contezza dello stato dell’arte dell’interlocuzione con il Dipartimento della Funzione pubblica e si attivi perché l’Ipotesi di CCNI 2020/2021 sia certificata a dispetto dei “gufi”!
Roma, 13 settembre 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
Pubblichiamo la nota unitaria territoriale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF con la quale ancora una volta evidenziano la mancanza dei mezzi di soccorso in particolare le APS
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF con la quale chiedono l’accelerazione nell’assegnazione del personale data l’evidente carenza degli organici e la difficoltosa ubicazione presso le Isole Minori Pantelleria, Lipari e Lampedusa
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la scelta sede di servizio degli AA.VV.F. in prova del 90° corso
Pubblichiamo lo schema di decreto Ministero Interno recante modalità di separazione delle funzioni di formazione svolte dal CNVVF da quelle di attestazione di idoneità a norma dell’articolo 26 bis comma 5 del dl 8 marzo 2006 n. 139
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
e per conoscenza
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Il vigente accordo sui criteri di mobilità del personale dell’organizzazione giudiziaria, sottoscritto il 15 luglio 2020, prevede all’art. 26 (“Monitoraggio ed eventuale revisione dell’Accordo”) la facoltà per le organizzazioni sindacali (e per l’Amministrazione) di richiedere una nuova sessione di incontri sulla mobilità, decorsi almeno dodici mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, al fine di verificare l’adeguatezza dell’articolato e valutare l’opportunità di concordare eventuali correttivi: “l’Amministrazione e ciascuna delle Organizzazioni firmatarie hanno la facoltà di richiedere una nuova sessione di incontri tra la parte datoriale e la parte sindacale, decorsi almeno dodici mesi dalla sottoscrizione del presente Accordo, al fine di verificarne la persistente adeguatezza e valutare se del caso l’opportunità di eventuali modifiche”.
Orbene, il predetto accordo, come a tutti noto, è stato completamente disatteso da codesta Direzione Generale: non tutti gli interpelli di assestamento sono stati pubblicati e quelli pubblicati, in ogni caso con grave ed ingiustificato ritardo rispetto alle scadenze concordate, hanno riguardato un numero di posti irrisorio, di gran lunga inferiore a quello convenuto; gli interpelli ordinari, nazionale e di sede, non sono stati ancora pubblicati; l’interpello relativo alla stabilizzazione dei distaccati non è stato pubblicato.
Non solo, alle organizzazioni sindacali non è stata fornita dall’amministrazione alcuna informazione utile a verificare il rispetto nel concreto delle norme specie in tema di mobilità endodistrettuale ad onta delle richieste inoltrate anche ai vertici del Ministero, rimaste tutte inevase (allegati 1 e 2). Il sindacato è ancora in attesa di conoscere i dati sugli organici degli uffici giudiziari e sui nulla osta
rilasciati da codesta Direzione Generale in tema di applicazione distrettuale per esigenze dell’amministrazione, alcuni dei quali, secondo quanto risulta, hanno avallato l’adozione di provvedimenti da parte dei Capi di Corte in palese violazione delle norme dell’accordo.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL reiterano la richiesta delle informazioni in premessa specificate, da acquisire anche mediante accesso agli atti relativi ai provvedimenti di mobilità endodistrettuale autorizzati da codesta Amministrazione Centrale, e chiedono l’attivazione della procedura di monitoraggio prevista dall’art. 26 del vigente accordo sulla mobilità.
Con riserva di ogni ulteriore azione in caso di negativo riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma, 9 settembre 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota di riferimento della Direzione Centrale per la Formazione riguardo il XXIX° Corso basico per sommozzatori
Nell’incontro di oggi per la prosecuzione delle trattative per il rinnovo del CCNL 2019/2021 del Comparto Funzioni Centrali si è affrontato il tema del nuovo sistema di classificazione del personale sulla base di una traccia di lavoro presentata dall’Aran.
In apertura dell’incontro il presidente dell’Aran ha voluto però lamentare la “fuga di notizie” relativamente alla pubblicazione sulle pagine del Sole 24Ore, in anticipo rispetto all’incontro con le organizzazioni sindacali, del testo inviato alle stesse.
Come da comunicato unitario, abbiamo anche noi stigmatizzato tale comportamento irresponsabile che può avere il solo scopo di rendere più complicata una trattativa già difficile, su un tema delicato come quello dell’ordinamento del personale, che richiederà ulteriori approfondimenti e avanzamenti per trovare giusti e complessi equilibri, al fine di rendere le amministrazioni centrali più riconoscenti nei confronti del personale già in servizio e più attrattive nei confronti dei giovani che vogliono in essa investire il proprio futuro lavorativo.
Sul merito della proposta Aran abbiamo già condiviso il giudizio nel comunicato unitario. In particolare, abbiamo apprezzato lo spirito di realizzare un modello unico per tutto il comparto (va salvaguardato però, a nostro giudizio, sia il maturato giuridico ed economico dei singoli lavoratori sia l’esperienza contrattuale consolidata negli enti). Pur evidenziando una serie di criticità e, quindi, richiedendo ulteriori approfondimenti e disponibilità a valutare ipotesi diverse, in particolare su alcuni aspetti.
Innanzitutto, abbiamo ribadito la necessità di costruire un sistema di valorizzazioni economiche all’interno delle nuove aree che impedisca la discrezionalità delle amministrazioni con meccanismi e procedure poco trasparenti. Abbiamo perciò riaffermato l’idea di un meccanismo di valorizzazione che sappia riconoscere concretamente, oltre la valutazione meritocratica imposta dalla legge, la maggiore esperienza professionale acquisita nel tempo dai lavoratori, soprattutto dopo tanti anni di blocco del turn over e di trasformazione delle attività lavorative.
Abbiamo poi ribadito la necessità di confrontarci sul quadro contrattuale complessivo anziché su singoli aspetti del sistema di classificazione, perché solo avendo esatta conoscenza di tutti i meccanismi di inquadramento (per esempio: l’effettiva esigibilità a regime delle progressioni tra le aree; la disponibilità a riconvertire voci di retribuzione accessoria nel nuovo sistema di classificazione; il rapporto tra contrattazione di comparto e contrattazione integrativa, sia nella determinazione delle risorse da mettere a disposizione delle progressioni economiche sia nella definizione dei criteri e delle procedure dei sistemi di valutazione) e di riconoscimento anche economico (il sistema indennitario; la natura e gli effetti delle voci retributive sul trattamento previdenziale) è possibile capire se il sistema funziona e realizza gli obiettivi che ci siamo dati.
Non è poi indifferente quale norma di prima applicazione, soprattutto dopo le innovazioni legislative della legge 113/2021 (ripristino progressioni tra le aree, riconoscimento dell’anzianità a compensazione della mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno), si definirà per portare tutto il personale dal vecchio al nuovo sistema di classificazione.
Sono questi solo alcuni dei temi che abbiamo evidenziato e su cui abbiamo chiesto di continuare il confronto anche serrato nei prossimi giorni, ottenendo la disponibilità del presidente di Aran in tal senso.
Il prossimo incontro è ora calendarizzato per il prossimo 15 settembre, quando si entrerà nel merito del confronto sulla disciplina del lavoro agile.
Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio
Roma, 9 settembre 2021
Al Ministro della Salute
On. Roberto Speranza
Al Presidente della Conferenza delle Regioni e
delle province autonome di Trento e Bolzano
Dott. Massimiliano Fedriga
Alla Presidente di AIOP Dott.ssa Barbara Cittadini
Via Lucrezio Caro, 67
00193 Roma
Al Presidente di ARIS Padre Virginio Bebber
Largo Sanità Militare, 60
00184 Roma
Oggetto: Sollecito incontro apertura trattativa CCNL RSA
Egregi Presidenti, On.le Ministro
Siamo a rappresentare, ancora una volta, la situazione del personale delle RSA in attesa del contratto scaduto con un ritardo ormai intollerabile che diventa un vero e proprio affronto nei confronti di lavoratori e lavoratrici che continuano ogni giorno a prodigarsi in attività indispensabili e delicate.
Piu di un anno fa Aris e Aiop avevano affermato la volontà di procedere in tempi brevi alla chiusura del contratto ma è trascorso un altro anno senza che siano state neanche avviate le trattative, né abbiamo avuto piu riscontro alle richieste di interessamento ed intervento da noi rivolte alle rappresentanze di Governo e delle Regioni. Con questa nota dichiariamo lo stato di agitazione dell’ intero settore e rivolgiamo un ultimo appello alle SS.LL. perché., ciascuno per la parte di propria competenza, mettano in campo tutte le iniziative necessarie a sbloccare la situazione e ad avviare subito il tavolo negoziale.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Serena Sorrentino Maurizio Petriccioli Michelangelo Librandi
IL LAVORO AGILE E I SUOI DETRATTORI
In questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo attacco contro il lavoro pubblico portata avanti dal Ministro Brunetta, il quale ha affermato in più sedi – da ultimo anche ieri in Parlamento – di voler ridurre drasticamente le percentuali dello smart-working, proposta motivata dal fatto che il lavoro agile, secondo lui, abbia prodotto “lungaggini ed inefficienze”, invece che una spinta alla digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione.
Quali sono le cifre e i dati a sostegno di questa tesi? Non si sa: il Ministro si è “limitato” a dire che “il lavoro agile non ha garantito i servizi pubblici essenziali. Quelli li hanno garantiti i lavoratori della sanità, medici e infermieri, i lavoratori della sicurezza, carabinieri e poliziotti, in progress i lavoratori della scuola. I lavoratori in smart-working non hanno affatto garantito questi servizi”.
Un bel tacer non fu mai scritto…
Il Ministro Brunetta non sa che gli ispettori del lavoro sono stati chiamati per legge a svolgere, in pieno periodo pandemico, verifiche sul rispetto delle misure di sicurezza da parte delle aziende per garantire che l’attività lavorativa si svolgesse nel rispetto della tutela dei lavoratori. Il Ministro Brunetta non sa che molti dipendenti dell’INL sono stati adibiti a svolgere altre mansioni, eseguibili da remoto, come ad esempio lo smaltimento di pratiche arretrate degli uffici legali delle varie ITL. Il Ministro Brunetta non sa che nei mesi scorsi l’INL ha dotato il proprio personale di personal computer per poter lavorare da remoto.
Tutto questo, sia chiaro, è avvenuto grazie alle continue pressioni di parte sindacale, e non per gentile concessione datoriale. Il dubbio che non si voglia far evolvere l’organizzazione del lavoro pubblico traghettandola nella modernità è molto forte, anche perché se non si può più attaccare presunti furbetti del divano, cos’altro resta da fare al reazionario Ministro?
Roma, 9 settembre 2021
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
La Cgil promuove una campagna a favore della vaccinazione contro il Covid-19 che vedrà lo svolgimento di numerosissime assemblee nei luoghi di lavoro sul valore e sull’utilità dei vaccini e dei Protocolli Covid.
Per la Cgil, come si legge nel materiale predisposto per la campagna, il vaccino è uno strumento che salva se stessi e gli altri; una responsabilità sociale e collettiva e un diritto che deve essere garantito ai cittadini e alle cittadine di tutto il mondo.
Per queste ragioni, per sconfiggere la pandemia è necessaria una legge sull’obbligo vaccinale; la piena applicazione dei protocolli Covid nei luoghi di lavoro e il potenziamento delle misure di tracciamento, gratuità dei tamponi se obbligatori, contenimento e sorveglianza sanitaria.
Leggi anche: Cgil: l’odg approvato dal Comitato Direttivo Cgil Nazionale
Pubblichiamo la nota territoriale della Segreteria Fp Cgil e del Coordinamento Fp Cgil VVF, con la quale vengono chiesti chiarimenti in merito al rientro in servizio del personale dopo una malattia