Nuovo Modello di Erogazione Servizi
Abbiamo evidenziato le criticità legate alla mancanza di dotazioni informatiche necessarie ai
lavoratori per lo svolgimento del servizio, la necessità di una regolamentazione di questa
nuova modalità di lavoro, anche dal punto di vista delle indennità, alla onerosità del carico di lavoro
aggiuntivo che si è venuto a creare, alla responsabilità di chi svolge il servizio verso il
contribuente, spesso senza neppure un adeguato inquadramento e alla totale mancanza di
supporto da parte dell’Agenzia.
La riunione di oggi è stata la prosecuzione della precedente del 21-07-2021, sulle
nuove modalità di erogazione dei servizi (Cup, Richiamate, ecc.).
La dott.ssa Caggegi ha introdotto informandoci che a breve verrà attivata una
ulteriore nuova modalità di erogazione dei servizi tramite videochiamata (già
sperimentata in alcune regioni). Questo nuovo sportello virtuale sarà reso
esclusivamente con presenza in ufficio, ha affermato.
Le altre modalità di assistenza potranno essere rese sia in presenza sia in remoto,
secondo la capacità organizzativa dei singoli uffici. Come avevamo segnalato da
tempo, la DC ha preso coscienza del problema formazione (con ritardo) e per
settembre sta programmando diverse sessioni di formazione e-learning per tutto il
personale dei FO, orientata alla gestione della comunicazione telefonico/remoto
con gli utenti. Per quanto riguarda gli strumenti di lavoro, i PC attualmente in fase di
distribuzione individuale nelle DP sono 11.500, sui quali è attivabile il sistema di soft
phone (collegamento del PC al telefono dell’ufficio) che consentirebbe di superare il
problema della scarsa distribuzione dei telefoni.
Presa la parola, come FP-CGIL abbiamo ricordato come da più di un anno
abbiamo chiesto di attivare la contrattazione sui riflessi che questo nuovo
modello produce sul personale; su tutto il personale, non solo quello impiegato
all’erogazione dei servizi.
E questo perché le ricadute sono plurime: sui carichi di lavoro di back office, sulla
sicurezza e la privacy nel lavoro, sulla vaghezza nello svolgimento del servizio e
l’assoluta mancanza di formazione, che può mettere in difficoltà i lavoratori di fronte
alla enorme e variegata quantità di richieste che i nuovi canali di contatto con
l’agenzia stanno generando, esponendo per altro in modo negativo l’immagine
dell’Amministrazione e quindi quella di chi ci lavora. Il tutto avviene poi senza una
effettiva e capillare distribuzione degli strumenti informatici (ad Agosto 2021 non
siamo neanche lontanamente vicini a questo obiettivo), senza regole quadro che
diano una linea comune ed omogenea a tutti gli uffici e quindi a tutti i colleghi e le
colleghe. Degne di nota, a questo proposito, sono le segnalazioni provenienti dai
colleghi che denunciano il fatto che i nuovi portatili, invece di essere consegnati a
coloro che dall’inizio della pandemia utilizzano strumenti personali, sono destinati a
sostituire i vecchi pc aziendali lasciando a questi colleghi l’onere di continuare ad
utilizzare le dotazioni informatiche personali.
L’Amministrazione ha colto l’urgenza della nostra posizione ed ha aperto ad
una contrattazione complessiva che riguardi anche gli aspetti indennitari, ma che
si concentri su tutti gli aspetti evidenziati. Per far questo, dopo aver preso atto che
la realtà dipinta dagli interventi di parte sindacale è assai variegata sui territori e
diversa da quella prevista a livello teorico dal nuovo modello, si è riservata di
operare un approfondimento su quanto realmente implementato sui singoli territori
come base per proseguire la contrattazione. Inoltre ha concordato sulla necessità di
operare una formazione più complessa ed interattiva che vada al di là di quella già
programmata via e-learning.
Abbiamo colto con favore tali prospettive e fissato un prossimo incontro per valutare
i risultati di tale ricognizione e i nuovi modelli di formazione da implementare.
FP CGIL
Agenzia delle entrate
PROBLEMATICA CRAL: IL LUNGO LETARGO DELL’AMMINISTRAZIONE
Le scriventi organizzazioni sindacali sono già intervenute nel recente passato sul tema dei CRAL e della pretesa dell’INPS di esigere dai circoli ricreativi aziendali dei lavoratori, associazioni costituite con il fine di promuovere il benessere dei lavoratori dell’Istituto, iscritti e non iscritti alle medesime associazioni, canoni per l’occupazione degli spazi fisici all’interno dell’Ente ed utilizzati per promuovere attività ricreativo-culturali oppure come punti di ristoro sempre al servizio del personale.
In occasione dell’ultimo incontro svoltosi su tale argomento, parliamo del 27 settembre 2018, l’Amministrazione, alla presenza del Direttore Generale, dei direttori centrali all’epoca preposti alla D.C. Risorse Umane, alla D.C. Patrimonio e Archivi, alla D.C. Segreteria Unica Tecnica-Normativa e dell’allora Coordinatore Generale Tecnico-Edilizio, presentò un prospetto con l’indicazione della posizione debitoria di tutti i CRAL impegnandosi non solo a rivedere gli importi allora quantificati secondo valori di mercato esorbitanti rispetto alle potenzialità economiche degli spazi interni alle sedi INPS, ma anche ad individuare soluzioni condivise tali da valorizzare risorse presenti nel bilancio dell’Istituto e preordinate a fini assistenziali pertinenti con gli obiettivi ricreativi e culturali perseguiti per statuto dai CRAL.
Dopo tre anni di silenzio, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni nei confronti dei Vertici dell’Istituto a riprendere il confronto sul tema, in queste ultime settimane l’Amministrazione si è “svegliata” e, prescindendo da qualsivoglia forma di interlocuzione con le organizzazioni sindacali, ha proceduto a notificare ai colleghi, già Presidenti dei CRAL, atti di citazione con i quali si esige, in termini perentori, il pagamento di importi, non irrilevanti nel loro ammontare, a titolo di canoni per l’occupazione di aree ed a titolo di oneri per utenze e consumi. Il tutto è unilateralmente quantificato dall’INPS senza alcun confronto preventivo con i destinatari di tali pretese.
Sull’argomento rinnoviamo la richiesta di fissare un incontro, come da impegni assunti a suo tempo dall’Amministrazione, impegni presi, ma mai onorati!
Roma, 05 agosto 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
Continuano le anomalie sulla composizione degli equipaggi di volo per svolgere attività di soccorso, pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione in merito la richiesta di chiarimenti al riguardo.
Pubblichiamo l’avviso di graduatoria del concorso interno per Capo Squadra decorrenza 2020
Pubblichiamo la graduatoria stilata dalla Direzione Centrale per le Risorse umane in merito la mobilità per i ruolo Vigile del Fuoco non specialisti
CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO delle INFRASTRUTTURE E della MOBILITA’ SOSTENIBILI
Lo scorso 28 Luglio si è riunito il Consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza con la presenza del vice presidente Dott.ssa Fiorani, in attesa della nomina del nuovo Direttore Generale del Personale.
I lavori sono iniziati con alcune comunicazioni, in particolare quelle riguardanti lo stato di affidamento del servizio di tesoreria, a seguito di manifestazione di interesse. Si è presentato un unico operatore economico, la Banca Popolare di Milano, e si sta procedendo alla verifica dei requisiti di legge. Uno degli aspetti positivi è il tasso attivo sulle giacenze di conto corrente (contrariamente a quanto applicato attualmente da Banca Intesa) e sugli eventuali investimenti. Abbiamo ribadito comunque la priorità all’acquisto di titoli di stato o investimenti garantiti. Dopo le verifiche di rito si dovrà procedere all’approvazione dell’affidamento diretto alla Banca Popolare di Milano.
Si è proceduto all’approvazione del verbale del consiglio del 22 giugno.
Dopo un articolato confronto si è deliberato di definire, nella circolare assistenza anno 2022, una interpretazione univoca sull’asse ereditario in caso di decesso del titolare ed è stata evidenziata la necessità di un automatismo tra la domanda di pensionamento e la richiesta di una tantum alla CPA. Questo aspetto sarà comunque approfondito nel tavolo tecnico parallelo CPA-Comitato Sussidi. Inoltre si è deliberato che, nel caso richiesta per i figli fino a 26 anni di età si intende ventiseiesimo anno da compiere.
Per i pagamenti delle una tantum e delle anticipazioni si sta procedendo, considerando sia i ritardi dovuti alle problematiche avute con Banca Intesa per il servizio di tesoreria (la CPA ha dovuto prevedere a giugno circa 8 mila euro per consentire i bonifici) che la presenza di soli due colleghi per l’evasione delle pratiche e per gli ordinativi di pagamento. Le richieste una tantum pervenute a marzo ed aprile 2021 saranno pagate i primi di agosto.
Si è proceduto poi all’approvazione dei casi particolari, all’accertamento dell`avanzo di bilancio pari a 60 milioni di euro, deliberando l`investimento di 15 milioni di euro in PCT (pronti contro termine) e 20 milioni in investimenti a lungo termine che saranno approvati nelle prossime riunioni del consiglio. Si è proceduto ad una variazione di bilancio di 1 milione di euro, dal fondo di riserva all’assistenza, per il secondo semestre 2020. Ricordiamo che le fatture mediche presentate sono liquidate al 50% per i titolari e al 30% per il coniuge e figli a carico.
Sono state approvate le richieste di anticipazioni pervenute entro il 31/03/2021 ed i piccoli prestiti.
Il prossimo 27 Ottobre 2021 scade il Consiglio in carica della Cassa di Previdenza ed Assistenza. Il consiglio ha proceduto pertanto all’approvazione del regolamento elettorale. Le elezioni si svolgeranno con modalità informatica e come FP CGIL abbiamo chiesto di prevedere il maggior numero
possibile di seggi elettorali almeno nelle sedi dirigenziali dei Provveditorati, di consentire ai colleghi dei nuclei operativi dei Provveditorati di poter votare presso le UMC e di verificare prima che non ci siano difficoltà di collegamento per i colleghi delle Capitanerie di Porto.
Ancora non conosciamo la data delle elezioni, ma il bilancio preventivo deve essere approvato entro il 31 ottobre 2021, quindi è auspicabile che approvato dal nuovo consiglio. I tempi sono molto brevi e il lavoro da fare per la campagna elettorale sarà impegnativo e ci vedrà impegnati come sempre nel confronto con le lavoratrici e i lavoratori del Ministero.
I Consiglieri Fp Cgil della CPA
Deborah Pompili
Massimo Bassani
“Servono con estrema urgenza assunzioni ad hoc di medici non obiettori per garantire in tutto il Paese l’applicazione delle legge 194 sull’ interruzione volontaria di gravidanza”. Questo il commento della Fp Cgil dopo aver appreso che in Molise operano solo un medico non obiettore, in via di pensionamento, ed una dottoressa pronta a garantire il servizio ma finora da sola.
“Una situazione inammissibile – aggiunge la categoria – sia per la professionista che deve essere sostenuta dal sistema e non può essere lasciata sola a coprire un servizio che deve essere garantito per legge, sia per le donne che devono essere tutelate nei propri diritti. Il fatto che in tutto il Paese sia molto consistente il ricorso all’obiezione di coscienza è un dato da anni molto preoccupante per cui Governo e Regioni hanno il dovere di intervenire con specifici provvedimenti. In moltissime aree del Paese le donne sono costrette, con non poche difficoltà, a cambiare provincia, se non addirittura regione, per accedere al servizio. Per questo è urgente pensare a nuove assunzioni di medici ginecologi attraverso dei concorsi pubblici rivolti esclusivamente a medici non obiettori. Non possono pochi professionisti garantire, da soli, un servizio ed un diritto”, conclude la Fp Cgil.
– Comunicato incontro Ministro Speranza –
Si è finalmente tenuta ieri la tanto attesa, e da noi più volte richiesta, riunione con il Ministro della Salute Roberto Speranza.
Dopo una breve introduzione ai lavori compiuta dal Direttore generale del personale, è iniziato il giro degli interventi di parte sindacale. Il primo dei quali è stato richiesto alla delegazione della FP CGIL, per l’occasione rappresentata dal Segretario nazionale con delega alle funzioni centrali – Florindo Oliverio -, e dal responsabile nazionale del Coordinamento del Ministero della salute – Francesco Quinti -.
Nella prima parte del suo intervento il Segretario nazionale della FP CGIL ha illustrato al Ministro Speranza le annose problematiche che da troppo tempo a questa parte condizionano pesantemente l’accesso ai diritti contrattuali da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle aree funzionali, soffermandosi inizialmente sulle relazioni sindacali, di fatto compromesse sia nel comparto che nella dirigenza.
Da questo punto di vista, è stata in particolare stigmatizzata l’indisponibilità della dirigenza del Ministero a confrontarsi realmente con il sindacato, la quale continua ad abusare di quella modalità di contatto che risponde al canonico “sentite le organizzazioni sindacali” per giustificare un rapporto tra le parti che semplicemente non esiste, che di fatto esclude la partecipazione delle rappresentanze sindacali del personale e della dirigenza dai processi decisionali, organizzativi e lavorativi del Ministero della salute.
Nello specifico, è stata poi messa in evidenza l’attuale precaria condizione vissuta dalle lavoratrici e dai lavoratori delle aree funzionali – sempre più demotivati e ridotti nel numero degli addetti, rispetto ad uno smisurato aumento della platea dei dirigenti – i quali, a parità di ruolo e funzione, continuano a percepire circa la metà dell’indennità di amministrazione garantita da tutte le altre amministrazioni pubbliche ai propri dipendenti, anche per effetto dei considerevoli stanziamenti ottenuti con le leggi di bilancio annuali e, con ogni probabilità, attraverso il diretto coinvolgimento della responsabilità politica dei ministeri a cui sono stati elargiti.
In tal senso, si è avuto modo di sottolineare la necessità di dar finalmente corso alla stabilizzazione di quei circa 100 lavoratori precari non medici a convenzione impiegati in prima linea da almeno un ventennio negli USMAF – SASN, e di affrontare la questione del salario accessorio delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero della salute.
La cui quota annuale pro capite, per effetto dell’attuale – e da noi più volte invano segnalata – incapienza del relativo Fondo, non è affatto dignitosa, e non premia la competenza, l’impegno e il lavoro assicurato con grande senso di responsabilità soprattutto in questo lungo e drammatico momento storico connotato da un’emergenza sanitaria che non accenna a recedere. Condizione che, allo stesso modo, impedisce di garantire il legittimo pagamento delle spettanze dovute per le progressioni economiche fatte dal personale negli anni 2017/2018/2019, o individuare le posizioni organizzative previste dal CCNL, unico caso in tutta la P.A. in cui non sono presenti.
In ultimo, non certo per importanza, è stata segnalata al Ministro la pessima condizione vissuta dai pochi lavoratori rimasti ad operare negli ambulatori e negli uffici degli USMAF – SASN, come pure lo strano caso dell’Accordo Collettivo Nazionale del personale sanitario a convenzione che opera in quelle strutture sanitarie, il cui protocollo è stato firmato una prima volta nel novembre 2019, dopo una lunghissima trattativa durata oltre due anni, e successivamente, a seguito delle osservazioni trasmesse dal MEF, nuovamente sottoscritto ad aprile del 2020, che non si capisce che fine abbia fatto.
Al termine del giro di interventi ci è stato comunicato che l’ACN è stato firmato dal Ministro lo scorso 27 luglio, e che le somme dovute per l’art. 7 saranno corrisposte entro il mese di settembre.
Ha poi preso la parola il Ministro Speranza, il quale, partendo dall’analisi dello stato dell’arte ante pandemia, dall’impatto e dalle conseguenze generate dall’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del virus SARS – CoV – 2 sul S.S.N. e sul Ministero della salute, ha sottolineato come l’avvento dell’emergenza tuttora in atto e la risposta ottenuta dal Servizio sanitario nazionale e dal Ministero della salute attraverso l’impegno costantemente profuso dalle lavoratrici e dai lavoratori, fortemente ridotti nel numero per effetto delle politiche sbagliate condotte nel passato sulla P.A., costituisca per lui motivo di orgoglio, e abbia fatto maturare oggi in ambito politico e sociale una diversa considerazione dell’importanza degli stessi per la collettività.
Alla luce di questa nuova consapevolezza, ritiene sia possibile ragionare con il governo sulla necessità di investire sul S.S.N. e sul Ministero della salute anche ben oltre i fondi che verranno stanziati dal PNNR, per raccogliere la sfida di rendere sempre migliore il servizio pubblico, l’attività e i servizi assicurati dal Ministero della salute, anche in ambito territoriale, e dare soluzione alle problematiche che le OO.SS. nell’occasione hanno inteso consegnare alla sua attenzione.
Il che per il Ministro starebbe a significare: impegnarsi a migliorare sensibilmente il sistema delle relazioni sindacali tra le parti, assumere tutto il personale ritenuto necessario a praticare l’indirizzo politico affermato nell’occasione, stabilizzare quello ancora attualmente precario, e valorizzare le lavoratrici e i lavoratori attualmente presenti, sia dal punto di vista lavorativo che da quello economico, anche attraverso gli interventi che al tal fine saranno ritenuti necessari in funzione dell’avvio della discussione sulla prossima legge di bilancio.
Per quanto ci riguarda, come abbiamo avuto modo di comunicare nell’ambito del nostro intervento, saremo lieti di offrire il nostro contributo affinché tali obiettivi vengano perseguiti e raggiunti nei prossimi mesi, nella consapevolezza di essere comunque obbligati a giudicare il Ministro non dagli impegni che assume formalmente di fronte alle organizzazioni sindacali, ma dai risultati che saprà eventualmente garantire a sostegno delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero e delle sue articolazioni territoriali.
Il Responsabile nazionale FP CGIL Il Segretario nazionale FP CGIL
Francesco Quinti Florindo Oliverio
Ulteriori risorse per rispondere alle richieste retributive e previdenziali, insieme all’introduzione di maggiori tutele e diritti. Nel corso del primo tavolo tecnico relativo al rinnovo contrattuale 2019-2021 dei Vigili del Fuoco riunitosi oggi, Fp Cgil, Fns Cisl e Confsal Vvf hanno ribadito la centralità dei temi contenuti dalle piattaforme unitarie dei due comparti rappresentati: il personale non dirigente e direttivo e dirigente del comparto dei Vigili del Fuoco e del soccorso pubblico.
“È stato ribadito con forza – affermano le tre sigle sindacali – che occorrono ulteriori e dedicate risorse economiche per le legittime istanze di ordine retributivo e previdenziale e, soprattutto, per non svilire o vanificare l’avvio del processo di armonizzazione in atto. In particolare, per il personale non direttivo e non dirigente, realizzare immediatamente la previdenza complementare e istituire i sei scatti stipendiali necessari all’allineamento alle altre amministrazioni rispetto alla previdenza obbligatoria”.
Inoltre, proseguono, “tutela legale e sanitaria, riconoscimento malattie professionali attraverso l’assicurazione Inail anche per gli infortuni, senza venir meno ad alcun beneficio attuale. Riconoscimento economico al personale dai 7 ai 14 anni, ripristino della maggiorazione dell’indennità di rischio a 22 e 28 anni, adeguamento delle quote legate alle indennità accessorie (notturno, festivo, superfestivo) disciplina dello smart working, defiscalizzazione degli straordinari dovranno essere in degna considerazione dalla Controparte. In particolare, non accetteremo di affrontare alcun accordo se questo prevederà delle disparità di trattamento con il comparto della Sicurezza e Difesa. Sulla parte normativa, non secondaria rispetto a quella economico, abbiamo manifestato la necessità inderogabile di individuare un testo unico a partire dagli Istituti di partecipazione sindacale”, concludono Fp Cgil, Fns Cisl e Confsal Vvf.
Al Ministro delle Infrastrutture e della
Mobilità Sostenibili
Dott. Enrico Giovannini
Al Capo di Gabinetto
Dott.Alberto Stancanelli
Al Capo della Segreteria del Ministro
Dott. Andrea Tardiola
Al Capo Dipartimento delle Opere Pubbliche e
Risorse Umane e Strumentali
Dott.ssa Ilaria Bramezza
Oggetto: Per quanto ci riguarda, contano solo i fatti.
A nessuno sfugge la necessità di considerare, in questa particolare fase storica del nostro Paese, laddove
il MIMS è chiamato a gestire risorse ingenti del PNRR, che la formazione debba assumere un rilievo
strategico circa gli obiettivi da raggiungere.
Detto altrimenti: investire sulla qualità del personale del MIMS non può essere operazione residuale,
men che meno esercizio di stile. Al di là del dettato normativo e delle disposizioni contrattuali che prevedono la necessità e l’obbligatorietà della formazione, sappiamo bene come essa sia stata quasi sempre più un problema da evadere in termini formali che un’opportunità da cogliere. Abbiamo già denunciato lo stato assolutamente carente di formazione iniziale e di aggiornamento continuo e ricorrente relativo ai lavoratori del MIMS (con particolare riguardo ai RUP chiamati a svolgere compiti da un’Amministrazione che, nella maggior parte dei casi, si limita semplicemente ad affidare gli incarichi scaricando in toto le responsabilità).
Pensiamo che si debba passare dalle parole ai fatti: non basta declamare un’intenzione (Obiettivo Stazione Appaltante Qualificata), bisogna investire in termini economici e professionali.
Per dirla ancora più in esplicito, c’è la necessità che quanto l’Amministrazione afferma sia sostanziato
in termini economici. Senza risorse e senza investimenti sul personale, si corre il rischio che questa sia
l’ennesima occasione persa per il MIMS, per i lavoratori, per il Paese tutto.
La Coordinatrice nazionale MIMS per la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
Pubblichiamo la circolare emanata dal Dipartimento in merito le candidature per l’assegnazione delle benemerenze per il personale dell’Amministrazione Civile
Pubblichiamo la nota del Dipartimento in merito l” utilizzo del vaccino spikevax (moderna) in soggetti d’età pari o superiore ai 12 anni.