“È giunto il momento che il Ministero della Giustizia e i vertici dell’Amministrazione prendano coscienza che il sistema penitenziario necessita di una profonda rivisitazione”. Così la Fp Cgil in merito all’operazione di polizia giudiziaria di oggi in relazione agli eventi avvenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile dello scorso anno.
“Le rivolte – prosegue – sono state la chiara dimostrazione di una gestione organizzativa inadeguata, e in strutture fatiscenti, nel sistema penitenziario. Da tempo abbiamo chiesto ai vertici un incontro finalizzato ad una riorganizzazione, resa ancor più necessaria nella pandemia, per garantire agli agenti di polizia penitenziaria carichi di lavoro sostenibili e un nuovo modello custodiale, insieme ad interventi di ristrutturazione e di implementazione delle tecnologie. Ferma restando la fiducia nella magistratura nell’accertamento delle responsabilità individuali, il nostro obiettivo deve essere quello di ridurre le situazioni di disagio ridando da subito dignità a tutti gli agenti di Polizia penitenziaria, anche a tutela degli stessi detenuti e della qualità del sistema penitenziario”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo il decreto in merito l’inquadramento del personale elisoccorritore
“Il ministro Garavaglia e il Governo devono assumersi le loro responsabilità: il Ministero del Turismo non si costituisce per decreto, servono investimenti organizzativi che ne garantiscano la funzionalità”. Così la Fp Cgil replica a quanto registrato in questi giorni, ovvero: “Il virulento battage mediatico aizzato su alcuni media del circuito Mediaset, con accuse personali nei confronti di funzionari pubblici, colpevoli di presunti boicottaggi che impedirebbero il pagamento dei sostegni alle imprese turistiche, avrebbe il sapore di una boutade se non fosse per la gravità delle accuse che mettono in discussione l’integrità etico-professionale degli stessi, sulla base di non meglio precisate contestazioni, in particolare rivolte ad una funzionaria che non risulta essere più in servizio presso quel Ministero”.
Secondo questi media, spiega ancora la Fp Cgil, “la dipendente pubblica, citata per nome e cognome, sarebbe ‘fuggita’ con la password necessaria ad autorizzare i pagamenti. Una contestazione che appare ridicola per chiunque ha una minima conoscenza delle prassi burocratiche interne agli uffici e che con ogni probabilità viene utilizzata per additare cinicamente un colpevole a chi in questi giorni è sceso in piazza per protestare contro i ritardi nei pagamenti legati ai sostegni”.
In realtà, precisa il sindacato, “le cose stanno diversamente e non basteranno questi tentativi di criminalizzazione per nascondere uno stato dell’arte che vede un ministero costituito solo sulla carta, senza personale e senza una sede, ancora in attesa di vedere approvato il Dpcm di organizzazione e tutti i successivi atti regolatori. Con una situazione di stallo destinata ancora a durare per molto tempo: solo a fine anno sarà forse possibile disporre di una sede funzionale e per quel che riguarda le integrazioni necessarie di personale siamo all’anno zero, così come ci ha dichiarato lo stesso Segretario Generale Quinzi in un recente incontro. Per quanto concerne lo stato dei pagamenti a noi risultano erogati 700 milioni di euro fino al 31 dicembre scorso, i restanti 300 milioni a cui si aggiungono i 150 milioni ulteriori sono fermi unicamente per le lungaggini burocratiche conseguenti appunto alla costituzione del nuovo ministero”.
“Il Ministro Garavaglia e il Governo si assumessero le loro responsabilità: un ministero non si costituisce solo per decreto ma deve essere accompagnato da investimenti organizzativi conseguenti che garantiscano la sua funzionalità, in particolare in un contesto nel quale si deve garantire rilancio di un settore che incide per il 14% sul prodotto interno lordo. Invece di cercare e additare, con metodi che non esitiamo a definire assolutamente discutibili, comodi capri espiatori”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamola nota unitaria territoriale Fp Cgil Fns Cisl Uil Pa VVF, Confsal VVF e Usb VVF in merito alla mancata attivazione delle squadre VVF per operazioni di soccorso
“E’ sempre colpa della CGIL!“
Che fine hanno fatto i risparmi da Smart Working?
Dopo aver consentito all’Agenzia di ridurre i diritti e maturare cospicui risparmi attraverso lo Smart Working emergenziale FLP ha ritenuto opportuno scaricare (anche) su questa Organizzazione le responsabilità della mancata sottoscrizione dell’accordo in merito ai criteri di erogazione al personale in Smart Working delle somme definite dal c.d. comma 870 (risparmi Agenzia da Buoni pasto e mancate prestazioni straordinarie).
Tra l’altro, è perfino ridicola e tanto incredibile la millanteria per cui FLP sia in grado di influenzare la stesura della legge di Bilancio dello Stato. Infatti, il comma 870 “fortemente voluto da FLP…” ricorda le sparate di qualche personaggio che rivendica che per suo merito il sole sorga ad Est.
E’ quindi importante fare una premessa: se siamo obbligati a discutere di “risparmi“ è perché a settembre del 2020, agevolata dalla rottura del fronte sindacale facilitata da chi è abituato a scrivere comunicati altisonanti, l’Agenzia ha potuto non riconoscere i buoni pasto al personale in Smart Working diversamente da quanto fatto in altre amministrazioni.
Le risorse individuate dal c.d. comma 870 rappresentano un “ritorno” di risorse economiche (parziale, purtroppo, perché sarebbe stato meglio mantenere il fronte sindacale unitario a settembre 2020 e obbligare l’Agenzia a riconoscerli) a favore di quei lavoratori che – coerentemente al principio di tutela della salute previsto dalle norme- hanno lavorato in Smart Working.
Avremmo firmato i criteri di liquidazione di queste somme già nella scorsa riunione se non si fosse preferito congelarli al fine di riconoscere contestualmente -non è chiaro da dove prenderle- indennità aggiuntive a chi è stato costretto a lavorare in presenza.
Come FP CGIL abbiamo tenuto il punto: i risparmi vadano ai lavoratori che hanno “subìto” quel minor costo per l’Agenzia (tutti i lavoratori, in sostanza) e, attraverso accordi stralcio a valere sul Fondo 2020, riconoscere anche l’impegno di chi ha dovuto garantire servizi e la funzionalità delle sedi e le infrastrutture informatiche durante la pandemia.
Abbiamo però evidenziato una criticità: fare accordi stralcio “senza ragionare” (utili a fare propaganda e non a valorizzare l’impegno dei colleghi) può avere come effetto una eccessiva frammentazione del Fondo Risorse Decentrate tale da impedire, quando sarà il momento, un ragionamento compiuto su quelle che sono state le reali attività svolte dai colleghi.
Bene gli accordi stralcio a valere sul Fondo del 2020 quindi, senza però perdere di vista l’intero impianto di distribuzione del Fondo al fine di agevolarne la distribuzione secondo criteri di equità e massima valorizzazione delle attività svolte.
L’Unità sindacale per noi è un valore e tutte le posizioni al tavolo hanno una loro legittimità e vanno rispettate, diverso però è quando siamo costretti a leggere distorsioni paradossali e tragicomiche della riunione, per grattare qualche “tessera”. I problemi si affrontano nella loro complessità e non alimentandoli per poi fare comunicati di attacco ad altre Organizzazioni sindacali.
Cosa vieta di discutere del Fondo 2019 e, al tempo stesso, ragionare del nuovo impianto per il 2020? Chi ha deciso di rendere contemporanea la liquidazione dei fondi “ex comma 870” con incentivi per i quali è necessaria una discussione per concretizzarli?
Un conto è chiedere, come ha fatto la FP CGIL, di sottoscrivere parallelamente alla liquidazione delle somme destinate alle giornate di smart working a tutti i colleghi una dichiarazione congiunta per avviare entro breve l’approfondimento rispetto ad uno o più accordi stralcio relativi al Fondo 2020, con i quali concretizzare indennità per coloro che hanno assicurato l’apertura e la funzionalità degli uffici per tutto il periodo della pandemia e, come la FP CGIL ha chiesto ad Aprile, valutare come ricomprendere nel Fondo le nuove modalità di erogazione dei servizi e il conseguente nuovo modello di organizzazione del lavoro in Agenzia delle entrate; altra cosa, come invece ha fatto FLP, pretendere di sottoscrivere fin da subito altri ristori -non quantificati e non quantificabili in quella riunione- rallentando ulteriormente la liquidazione di quanto doveva, anche solo parzialmente, compensare i maggiori costi sostenuti da tutti i lavoratori in smart working.
Questa rigidità di FLP ha consentito all’Agenzia di rinviare la riunione determinando il congelamento di un accordo da 29 milioni di euro che poteva già essere trasmesso agli Organi di controllo e liquidato ai lavoratori.
“E’ sempre colpa della FP CGIL!”, dicono, e sembrerebbe sempre tutto merito della FLP. Lo diciamo una volta per tutte: siamo abituati ad essere incolpati dei limiti dei Tavoli contrattuali, era colpa nostra anche quando da soli contrastavamo il Brunetta di prima generazione. FLP non inventa nulla di nuovo, scopiazza un format dal sapore antico e retrò. Alla domanda retorica “Contenti, lavoratrici e lavoratori?” ne aggiungiamo una seconda: “Vi state abituando alla infallibilità della FLP, del suo prode lanciere e del suo reboante ufficio stampa?”
Roma, 28.06.2021
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF, nella quale evidenzia la mancata attivazione del CNVVF per le operazioni di soccorso in zona impervia
Pubblichiamo la nota emanata dalla Direzione Centrale per l’Emergenza, riguardo l’attivazione del dispositivo di mobilitazione immediata per calamità, sistema denominato “Bottone Rosso”.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per gli Affari Generali in merito le commissioni per concorsi interni per 574 Capo Squadra e 313 Ispettori Antincendi
INCONTRO CON L’AMMINISTRAZIONE DEL 23 GIUGNO 2021
(Dopo più di 2 mesi di silenzio)
In data 23/6/2021, dopo più di 2 mesi di silenzio da parte datoriale, si è svolto l’incontro con l’Amministrazione con all’ordine del giorno il Fondo Risorse Decentrate anno 2020 e informativa in merito all’assunzione di nuovo personale.
Per quanto riguarda il Fondo CGIL CISL e UIL hanno chiesto che venga messa a disposizione tutta la documentazione necessaria alla comprensione delle varie indennità, che l’Amministrazione non ha fornito nel dettaglio.
Per quanto riguarda il piano di assunzioni queste OO.SS. hanno chiesto, così come previsto dalle norme vigenti, di prevedere al più presto anche i passaggi verticali- passaggi di area – per il personale già in servizio presso il Ministero del Lavoro.
Considerato il notevole lasso di tempo trascorso, senza nessuna comunicazione da parte dell’Amministrazione, le scriventi OO.SS. hanno posto con forza molti temi importanti per la vita dei lavoratori che necessitano di indicazioni e risposte chiare.
Prima di tutto è stata chiesta chiarezza, soprattutto alla rappresentanza politica presente- Cons. Fabia D’Andrea – sulla riorganizzazione del Ministero, sulla quale le uniche vaghe notizie sono state apprese attraverso gli organi d’informazione. Riteniamo sia stata una grave mancanza che a tutt’oggi non ci sia stata nessuna informativa ufficiale.
Altro tema rilevante sul quale non c’è ancora chiarezza, è quello della previsione del possibile rientro in sede alla scadenza del decreto del Segretario Generale che fissava al 31/7/2021 il limite allo smart-working massivo, legato allo stato di emergenza. A tale riguardo le rappresentanze dei lavoratori hanno chiesto un incontro specifico in tempi rapidi sulla questione e hanno anche sottolineato con forza che non ci dovranno essere comportamenti difformi tra i vari CDR.
Si evidenziato inoltre il forte disagio, sia degli operatori che dei fruitori, generato dall’avvio del nuovo sistema di rilevazione delle presenze della Zucchetti in sostituzione del sistema operativo GLPers. A tal proposito, considerati gli enormi problemi irrisolti generati dal nuovo sistema e dopo due anni di rinvii e sperimentazione, evidentemente inutili, si è chiesta la sospensione dell’applicativo Zucchetti, finché la società non sarà in grado di garantire un prodotto che sia in linea con le esigenze della nostra Amministrazione.
E’ stata sollecitata per l’ennesima volta, nel corso di due anni, l’effettiva e soprattutto concreta risoluzione del problema dell’armonizzazione dell’indennità di Amministrazione. Infatti, come è noto a tutti, il Ministero del Lavoro è una delle Amministrazioni con l’indennità tra le più basse. Ci era stato assicurato dal vertice politico-amministrativo, nel passato, che tutto si sarebbe fatto per eliminare questa evidente ingiustizia ma ad oggi nulla è cambiato. Sempre in tema di scarse risorse, è stato chiesto di porre rimedio anche all’incremento delle risorse del Fondo, ormai ridotto ai minimi termini. Abbiamo evidenziato che questa condizione di scarsità di risorse, oltre ad impoverire i lavoratori, oltre a non consentire nuove progressioni economiche, produce il tentativo, molte volte la riuscita, di “fuga” verso amministrazioni più “ricche” causando il depauperamento delle risorse umane e delle competenze acquisite all’interno del nostro Ministero, lasciando di fatto ai pochi che rimangono carichi di lavoro sempre più pesanti.
Inoltre è stata chiesta chiarezza e anche certezza per quanto riguarda le sedi del nostro Ministero. Infatti, come è noto via Fornovo è sotto sfratto esecutivo, via San Nicola da Tolentino, che dovrebbe essere la sede sostitutiva, ancora non è disponibile e non è chiaro né da chi né da quante unità sarà occupata. Per quanto riguarda via Flavia a distanza di più di un anno dall’incendio, non sono ancora iniziati i lavori di ristrutturazione del quinto piano e di conseguenza è evidente che non si sanno i tempi di un eventuale rientro del personale coinvolto.
Infine per quanto riguarda le graduatorie definitive relative alle progressioni economiche, l’Amministrazione ha assicurato l’imminenza della pubblicazione molto probabilmente entro la prossima settimana
Roma, 25 giugno 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Giuseppe Palumbo Michele Cavo Bruno Di Cuia
Francesca Valentini Marco Sozzi Orlando Grimaldi
A TUTTO IL PERSONALE
SMART WORKING: NO FUGHE IN AVANTI
Ci giungono notizie dal territorio che qualche direttore troppo zelante, avrebbe intenzione di ridurre la fruizione delle giornate di smart working in modo rigido e drastico già a partire dal mese di luglio prossimo. Non si può e non si deve fare!
Ricordiamo a tutti che, in coerenza con il permanere dello stato di Emergenza Sanitaria a livello nazionale, la Legge n.87 dello scorso 17 giugno, nel prorogare il ricorso allo smart working con modalità semplificata fino alla definizione di una specifica disciplina in materia da parte del prossimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, ha confermato che tutte le Amministrazioni Pubbliche organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi applicando il lavoro agile a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, confermando altresì la modalità di interlocuzione programmata con l’utenza, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza.
In particolare, perfino il POLA, da noi contestato e ribattezzato POLAR per la sua rigidità, approvato dal Consiglio di Amministrazione con deliberazione del 24 marzo scorso come Allegato al Piano della Performance 2021\2023, risulta addirittura meno rigido delle iniziative di qualche Direttore più realista del re, andando oltre le previsioni del Msg. Hermes 1847/2021 che consente di continuare ad avvalersi dello smart working, che resta su base volontaria, a condizione che sia comunque garantita la regolare erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese nel rispetto della normativa vigente. Pertanto per tutte le strutture dell’Istituto, “configurandosi lo smart working come una scelta organizzativa che, nella situazione di emergenza sanitaria – tuttora in corso – ha consentito il regolare svolgimento delle attività lavorative, l’organizzazione del lavoro agile negli uffici dell’Istituto potrà proseguire con le modalità attuali”, in quanto rispettose delle condizioni previste dalla normativa vigente, ferma restando la garanzia del rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza adottati per il contenimento del rischio di contagio da Covid 19.
Richiamiamo quindi ogni direttore al rispetto della normativa vigente e ad astenersi dall’intraprendere iniziative non coerenti con le disposizioni fornite a livello nazionale.
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
CONFSAL/UNSA
Francesco Viola
On.le Andrea Orlando
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Sig. Ministro,
il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rappresenta in questo paese la più alta
istituzione per il mondo del lavoro, per lo sviluppo dell’occupazione, per le politiche del lavoro, per la
previdenza e per il sociale. La pandemia ne ha evidenziato ancor più la sua centralità mettendo in
luce l’ottimo lavoro svolto da tutto il personale che ne fa parte. Un personale che negli ultimi anni
non ha avuto però alcun riconoscimento, né dal punto di vista della carriera, né dal punto di vista
economico.
CGIL CISL e UIL ritengono indispensabile l’avvio di un confronto, con Lei Sig. Ministro, al fine
di discutere tra l’altro della annunciata Riorganizzazione del Ministero; di integrazione del Fondo per
le risorse decentrate (ex FUA) stante la scarsa consistenza di quello attuale che non consente
nemmeno di pagare dignitosamente il salario accessorio; di adeguamento dell’indennità di
amministrazione e di smart working.
Così come riteniamo centrale il ruolo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riteniamo
altrettanto centrale il ruolo del personale amministrativo e per tale motivo vogliamo avviare un
percorso di valorizzazione delle competenze e delle professionalità acquisite dal personale in
servizio.
CGIL CISL e UIL per i motivi sopra esposti chiedono la urgente fissazione di un incontro.
Distinti saluti.
FP CGIL
Giuseppe Palumbo
Matteo Ariano
CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi
UIL PA
Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi
Sciopero generale nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore dei servizi ambientali mercoledì 30 giugno per chiedere una correzione immediata dell’articolo 177 del codice degli appalti che mette a rischio migliaia di posti di lavoro nel comparto. A proclamarlo sono Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Al centro della protesta la richiesta, a Governo e Parlamento, di intervenire “con urgenza sull’articolo 177 del codice appalti che mette a rischio posti di lavoro e, in attesa della revisione annunciata nel Pnrr delle norme sulla concorrenza, avvia la stagione del disfacimento del comparto dei servizi ambientali”.
I sindacati spiegano che l’articolo in questione, “le cui proroghe applicative scadranno a fine anno, obbliga le aziende concessionarie ad esternalizzare l’80% di tutte le attività, anche nei casi in cui le stesse vengano svolte direttamente dal proprio personale, azzerando di fatto un servizio essenziale per le comunità locali. La norma impatta pesantemente sui costi economici, obbligando le aziende a spezzettare rapidamente il servizio con gare al ribasso, e costi sociali, anche in previsione della perdita dei posti di lavoro e dell’applicazione contrattuale non di settore che ne deriverebbe”.
Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti osservano inoltre: “Non possiamo assistere alla destrutturazione del settore che ha visto crescere soggetti industriali capaci con l’apporto fondamentale di professionalità importanti aumentate negli anni. Vogliamo ricordare a tutti che il comparto dei servizi ambientali è stato fondamentale durante il lockdown e ha permesso al Paese, nel momento più duro, di continuare a conferire rifiuti senza nessun rallentamento del servizio di raccolta e di pulizia delle città. Chiediamo alla politica di intervenire immediatamente per evitare il disastro in un settore che faticosamente, nonostante la crisi, sta provando a risollevare il proprio indirizzo”.
Per queste ragioni, aggiungono i sindacati, “chiediamo responsabilità a chi quotidianamente promette ai cittadini qualità nel servizio e tutele per i lavoratori. Chiediamo che si sviluppi l’economia circolare, così come previsto nel Pnrr, affinché il settore implementi la sua capacità impiantistica e diventi sempre più industrializzato. Come sindacati non siamo contrari al mercato, ma è necessario che esso sia regolamentato in modo da favorire l’aggregazione aziendale e quindi impedire l’eccessiva frammentazione, come l’articolo 177 impone. È il tempo di garantire ai lavoratori, alle aziende dei servizi pubblici e a tutte le comunità locali, azioni incisive per lo sviluppo di un settore fondamentale e smettere di inseguire lo sciagurato progetto di ‘privatizzazione spezzatino’, senza nessuna regola e senza nessuna tutela per i lavoratori. Per tutte queste ragioni il prossimo 30 giugno 2021 sarà sciopero, con presidi unitari nei territori davanti alle prefetture, per garantire la difesa del comparto dei servizi ambientali contro una politica sorda che risponde solo alle logiche di pochi”, concludono.
Lettera sciopero 30 giugno 2021e comunicato Segreterie Segreterie Nazionali