Pubblichiamo lo stato di agitazione proclamato dalla strutture regionali Fp Cgil VVF e Uil Pa VVF
COMUNICATO
Funzioni Centrali Dap: incontro con il Sottosegretario di Stato alla Giustizia.
In data odierna una delegazione della FP CGIL Dap Funzioni Centrali ha incontrato il Sottosegretario Di Stato alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e le ha presentato i punti salienti del suo progetto per il rilancio del sistema giustizia, evidenziando le maggiori criticità che il personale deve affrontare sui posti di lavoro.
Abbiamo ribadito al Sottosegretario che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza individua nella giustizia un punto nevralgico per il rilancio del Paese, ma si rischierebbe di perdere un’occasione importante se i progetti di riforma dovessero riguardare solo parte del sistema complesso che è la Giustizia e non il tutto. Infatti, fino ad oggi, molto si è fatto sulla riforma dei codici, ma poco si è fatto sulla capacità di produrre innovazione sul piano organizzativo e questo è uno dei punti da attenzionare nella predisposizione del PNRR. La Giustizia è un sistema complesso dove c’è ancora molto da fare per il personale delle funzioni centrali, soprattutto nell’amministrazione penitenziaria.
Innanzitutto c’è la necessità di affermare con un processo riformatore, quindi con un intervento legislativo, pari dignità tra tutte le componenti che sono all’interno del sistema. Per questo dobbiamo avviare un processo di revisione di funzioni, compiti e competenze nella direzione di tutte le componenti in questione, immaginando una specializzazione delle diverse dirigenze. Considerando che ogni componente ha bisogno di una sua dirigenza dedicata, dobbiamo individuare nell’architettura del Ministero delle dirigenze tecniche, per competenze professionali specifiche, che riguardino l’insieme e l’unitarietà delle varie attività lavorative. Quindi si auspica un progetto di riforma delle carriere che possa assicurare al personale delle funzioni centrali una possibilità di progressione fino alla dirigenza e che riguardi tutte le figure, il ruolo amministrativo, il ruolo di servizio sociale, il ruolo pedagogico e il ruolo della sicurezza. Al di sopra delle dirigenze delle varie aree dovrà esserci una competenza di tipo gestionale e manageriale che, come la FP CGIL ha più volte affermato, dovrà essere assunta dalla Dirigenza Penitenziaria.
Esiste la necessità di restituire coerenza ai percorsi di carriera, rendendo compatibili gli inquadramenti formali con le attività effettivamente svolte. Anche per questo dobbiamo estendere anche al personale delle Funzioni Centrali del Dap gli scorrimenti ex articolo 21 quater del decreto legge 27 giugno 2015 n.83, convertito dalla Legge 6 agosto 2015 n. 132, per quanto riguarda i passaggi dalla seconda alla terza area.
Il DPCM n.84 del 15 giugno 2015, riguardante il “regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche”, nonché i successivi decreti attuativi che hanno ridefinito l’organizzazione dei dipartimenti in cui è articolato il Ministero, si proponevano di elevare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa attraverso la riqualificazione delle risorse e l’eliminazione di duplicazione di funzioni e gestioni. La Fp Cgil ha partecipato al confronto evidenziando le forti criticità determinate non solo da fattori riguardanti il contenimento della spesa, ma anche organizzative, ritenendo che la riorganizzazione del sistema penitenziario e dell’esecuzione penale esterna che si stava delineando, non poteva definirsi solo riducendo posti di funzione e direzioni generali, ma che fosse necessario intervenire con urgenza anche sugli aspetti logistico strutturali. Una buona riorganizzazione si definisce soprattutto attraverso un’attenta razionalizzazione delle risorse logico-strutturali ed umane, componenti indispensabili del sistema organizzativo, attraverso la valorizzazione delle competenze, il riconoscimento delle peculiarità professionali, nonché una equa e razionale assegnazione delle stesse sul territorio. Tutti fattori che contribuiscono a rendere l’organizzazione più efficiente. Abbiamo ribadito più volte che una buona riforma organizzativa del sistema dell’esecuzione della pena non poteva essere attivata a costo zero, ma oggi, purtroppo, la riorganizzazione ancora fatica a decollare. Evidenziamo, ancora oggi, una situazione di evidente confusione, che genera stallo e determina disorientamento e malessere operativo e professionale tra tutto il personale, che è impegnato a svolgere un mandato istituzionale complesso quanto delicato.
Si ritiene indispensabile ridefinire con urgenza la dotazione organica del personale delle funzioni centrali del DAP, che risulta inadeguata rispetto ai carichi di lavoro che diventano sempre più gravosi. Ad oggi, la dotazione organica del personale delle funzioni centrali, afferenti alle diverse professionalità che agiscono nel sistema dell’esecuzione penale interna, comprensive della dirigenza penitenziaria e contrattualizzata, é di 4020 unità a fronte delle 5027 previste. A tale mancanza viene spesso posto rimedio ricorrendo ai lavoratori della Polizia Penitenziaria distogliendoli della propria “mission istituzionale” per cui sono stati assunti e formati.
La formazione del personale delle Funzioni centrali è un altro tema centrale nel quadro generale dell’intera Funzione Pubblica. Il periodo di pandemia che stiamo trascorrendo ed il conseguente ricorso al lavoro agile, ha evidenziato la mancanza di adeguata formazione tecnica da parte di tutto il personale sia di Area 3 che di Area 2, che sommato ad una non adeguata e sufficiente dotazione informatica fornita dall’Amministrazione, ha provocato stati di disagio e a volte di impossibilità a svolgere le proprie mansioni professionali a distanza. La FPCGIL auspica che ci sia a breve una risoluzione delle roblematiche esposte anche in prospettiva di una regolamentazione normativa per la messa a regime dello smart working come strumento di lavoro.
Inoltre, il personale appare spesso vessato anche nei diritti primari, come la decurtazione dell’indennità penitenziaria a seguito di assenza per malattia in virtù dell’art. 71 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, da cui sono esclusi i Dirigenti penitenziari ed il personale della polizia penitenziaria, per non parlare dell’accorpamento della maggior parte dei profili tecnici di Area 3 (Statistici, Ingegneri, Architetti, Comunicatori, Bibliotecari con il contratto integrativo del 2010 art.17) che ha generato una situazione parossistica secondo cui nessun concorso per il turnover è possibile e vengono penalizzate figure importantissime per l’Amministrazione Penitenziaria e presenti negli altri Dipartimenti del Ministero. Fp Cgil chiede quindi l’immediato ripristino di tutti i citati profili di funzionari, operazione che non comporta nessuna spesa aggiuntiva per l’Amministrazione.
Infine, la scarsa volontà dimostrata nel costruire un corretto sistema di relazioni sindacali porta a gravi lesioni dei diritti dei lavoratori, come sta accadendo ad esempio sul fondo risorse decentrate 2019, ossia il salario accessorio dei lavoratori per le prestazioni rese nell’anno 2019, per cui circa dieci mesi fa è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo, ma ancora oggi, malgrado le nostre ripetute sollecitazioni, non è arrivata la convocazione per la firma ufficiale dello stesso.
Fp Cgil Nazionale Fp Cgil Nazionale
Delegazione trattante Dap Funzioni Centrali
Roberto Mascagni Massimiliano Prestini
10.352 Progressioni, circa 1.000 euro alla Prima area e incremento delle delle indennità anche per le Posizioni organizzative della terza area.
Si è svolto quest’oggi l’incontro a Persociv sulla distribuzione delle risorse economiche del FRD 2021 che, oltre alle risorse economiche derivanti dai risparmi conseguiti sul lavoro straordinario (754 mila euro) e sui buoni pasto non erogati nel 2020 (circa 887 mila euro), dispone già dei 20 milioni di euro aggiuntivi previsti dalla legge di bilancio, come noto conquistati da FP CGIL CISL FP e UIL PA, ma non ancora della quota del FESI.
In riferimento all’accordo, sul quale c’è un intesa di massima pur non essendo stato ancora interamente definito, possiamo affermare che accoglie quasi tutte le proposte del sindacato confederale, in particolare:
– Sviluppi economici
Sono previste 10.352 progressioni economiche da realizzare con i criteri delle precedenti progressioni, anche per non alterare equilibri già consolidati;
– 1.000 Euro circa ai lavoratori della prima area
La proposta delle OO.SS. FP CGIL CISL FP e UIL PA di attribuire un riconoscimento economico per i lavoratori della prima area è stata inizialmente delineata dall’amministrazione con un aumento di circa € 570 pro capite. Peraltro, in ragione della nota impossibilità di pianificare progressioni anche per il personale della 1^ area, abbiamo chiesto di aumentare l’importo a circa € 1.000 pro capite, rendendolo equivalente ad uno sviluppo professionale,
– Incremento delle Posizioni Organizzative
Come FP CGIL CISL FP e UIL PA abbiamo, ancora una volta, ribadito la necessità di valorizzare i lavoratori della terza area, essenziali nelle strategie di continuità e di rilancio del Ministero.
In verità la proposta avanzata dall’amministrazione, che accoglieva l’istanza di aumento di FP CGIL CISL FP e UIL PA, era apparsa incomprensibile nella sua formulazione iniziale, perché aumentava lo stanziamento complessivo, ma i valori pro capite non risultavano incrementati, visto che a fronte dei circa 1.800 effettivi destinatari l’amministrazione li aveva distribuiti tra 2.264 teorici, abbassando le quote individuali.
Abbiamo chiesto in tal senso di modificare il testo indicando gli importi effettivi pro capite, che risultano, in realtà, incrementati di 720 euro per la I categoria (totale € 3.120,00) e 425 euro per la II (totale € 1.884);
– Aumento del 15% delle Particolari Posiziono di lavoro e dell’indennità di rischio
E’ stata accolta la proposta di FP CGIL CISL FP e UIL PA di incremento del 15% delle Particolari Posizioni di lavoro e del rischio.
Quest’ultima rivalutazione assume, poi, un particolare valore sociale nella settimana in cui CGIL CISL e UIL Nazionali sono mobilitate sui temi della sicurezza sul lavoro
– Indennità di 50 euro per gruisti e estensione dell’indennità di imbarco
Accolta anche la nostra proposta di remunerare i gruisti con 50 euro al giorno e di estendere le indennità orarie, previste per il personale imbarcato, anche alle attività assimilate, come quelle svolte su passetti, bettoline e boe.
– Aumento dell’Indennità di amministrazione
Per quanto attiene i 30 milioni di euro destinati dalla legge di Bilancio 2021 all’incremento dell’indennità di amministrazione, stante il ritardo causato, a nostro giudizio, da una controversa interpretazione della norma da parte dell’amministrazione e sulla quale siamo già intervenuti sul Ministro, abbiamo sollecitato la Direzione Generale a definire la problematica nei termini indicati nella recente nota del Capo di Gabinetto entro il mese di maggio.
È evidente che, in assenza di risposte nei termini stabiliti, assumeremo le iniziative di mobilitazione che si renderanno necessarie.
– Agenzia Industria Difesa
Abbiamo richiesto di verificare la sussistenza delle risorse necessarie agli sviluppi economici anche per i lavoratori di Agenzia Industria Difesa, ricevendo rassicurazioni da parte dell’amministrazione secondo cui sarebbero incluse nello stanziamento complessivo richiesto da AID.
– Performance Organizzativa
In riferimento alle assenze tutelate, abbiamo richiesto di estenderle anche alle altre fattispecie proposte da FP CGIL CISL FP e UILPA, previste dalla normativa vigente e meritevoli di tutela.
FP CGIL, CISL FP e UIL PA hanno, infine, sollecitato l’amministrazione a calendarizzare ulteriori incontri settimanali per definire le tante questioni attese dai dipendenti, non ultima una nuova disciplina della mobilità che tanti risvolti ha in particolare per i colleghi transitati, ancora in cerca di soluzioni per conciliare le esigenze del lavoro con quelle familiari.
Il percorso continua, e vi terremo come sempre tempestivamente informati
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblichiamo l’informativa del lavoro presentato dal gruppo di lavoro del Dipartimento, in merito al regolamento recante modifiche al decreto del Ministro dell’Interno 18 settembre 2008, n. 163, disciplinante il concorso pubblico per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo dei vigili del fuoco. Articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217.
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
p.c. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Le scriventi organizzazioni sindacali hanno definito in data 10.12.2020 un nuovo accordo di mobilità che prevede, tra l’altro, la stabilizzazione di un congruo numero di lavoratori assegnati temporaneamente in sedi diverse da quelle di appartenenza. La finalità dell’accordo è stata quella di liberare i posti nelle strutture di appartenenza al fine di coprire gli stessi mediante procedure di mobilità e/o mediante nuove assunzioni.
Purtroppo spiace rilevare che, all’esito dell’avvio delle procedure di stabilizzazione avvenuto con avviso del 25 febbraio us, il numero dei lavoratori stabilizzati in prima applicazione dell’accordo, diversamente da quanto prospettato, è irrisorio per una serie di motivazioni non tutte note alle scriventi organizzazioni sindacali. Tale situazione, unita alla carenza di una apposita convocazione sulla materia, ad onta delle assicurazioni verbali fornite, sta vanificando le finalità dell’accodo che all’atto della sottoscrizione furono ampiamente condivise da tutti.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL chiedono la convocazione con urgenza di un tavolo di confronto.
CGIL CISL e UIL si riservano l’adozione di ulteriori iniziative in caso di negativo riscontro.
Distinti saluti
Roma, 18 maggio 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Prestini Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale definisce la mobilità del personale del ruolo Capo Squadra e Capo Reparto, successivamente verrà comunicata la data del trasferimento
Dotazioni Informatiche – Rientri in sicurezza
La FP CGIL, dopo aver reso noto ai vertici dell’Amministrazione quanto emerso dal Monitoraggio nazionale sullo stato delle dotazioni informatiche, ha sollecitato il Dipartimento delle Finanze (DF) per avere risposte su tempi e modalità di accesso ai nuovi dispositivi in ordinazione. Il DF ha risposto che la nuova fornitura di PC portatili dovrebbe avere inizio a partire da giugno ed essere portata a compimento per settembre/ottobre.
Ad oggi, a seguito di un’ulteriore interlocuzione della FP CGIL con i vertici del DAG, si iniziano a registrare i primi segnali di risposta da parte dell’Amministrazione. Mentre, dalle informazioni in nostro possesso, risulta che RGS abbia completato le consegne, al DAG hanno inviato al personale una nuova ricognizione del fabbisogno di dotazioni informatiche. Alcune colleghe e alcuni colleghi del DF hanno ricevuto PC portatili per il lavoro agile e l’Amministrazione ha espresso la volontà di pervenire quanto prima alla piena accessibilità delle attrezzature informatiche per tutte le lavoratrici e i lavoratori in lavoro agile.
Ancora una volta la FP CGIL ribadisce il diritto di tutti i dipendenti in lavoro agile ad avere pieno accesso ad attrezzature informatiche adeguate allo svolgimento delle attività lavorative e si impegna affinché ciò avvenga in tempi rapidi e certi.
Continueremo a raccogliere segnalazioni e sollecitare l’Amministrazione affinché adempia ai propri compiti nel minor tempo possibile. A seguito della emanazione della nuova normativa in materia di lavoro agile, alla quale è seguita la determinazione datata 11 maggio indirizzata a tutti i Dipartimenti, alle Strutture centrali e territoriali, siamo in attesa della convocazione del Capodipartimento per le eventuali nuove determinazioni, come chiesto dalla segreteria nazionale. La situazione pandemica non consente rientri massicci di personale in presenza, il DL 52 non li prescrive e la citata determinazione non li incentiva: segnalateci se vi arrivano richieste formali o informali di rientro in ufficio utilizzando l’indirizzo e-mail mef@fpcgil.net Continuiamo a vigilare affinchè la salute e la sicurezza dei lavoratori restino al primo posto.
18 Maggio 2021
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Roma, 14 maggio 2020
Alla c.a.
Direttore Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Sara Conversano
A tutti gli uffici centrali e periferici del MiC
E, p.c.
Consigliere del Ministro
Prof. Giampaolo D’Andrea
Capo di Gabinetto del MiC
Prof. Lorenzo Casini
Segretario Generale del MiC
Dott. Salvatore Nastasi
OGGGETTO: Assemblea sindacale nazionale unitaria – Mobilitazione nazionale “Ministero
della Cultura. Ripartire in sicurezza”
Gli scriventi coordinamenti nazionali comunicano che è indetta l’assemblea sindacalenazionale unitaria per delegati sindacali di posto di lavoro, RSU e RLS del Ministero della Cultura per il giorno:
20 maggio 2021
dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Ordine del giorno:
Mobilitazione nazionale “Ministero della Cultura. Ripartire in sicurezza”
L’assemblea, in ragione della pandemia in corso, si svolgerà attraverso piattaforma digitale il cui link verrà successivamente trasmesso ai partecipanti. Con la presente si chiede altresì di autorizzare lo svolgimento dell’assemblea sull’intero territorio nazionale oltre che di favorire la partecipazione dei dipendenti.
In attesa di un cortese riscontro si porgono cordiali saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL CONFINTESA FP
Meloni Nolè-Di Stefano Trastulli UNSA- Urbino Zicarelli
Roma, 17/05/2021
Al Direttore di Agenzia Industrie Difesa
Sen. Nicola Latorre
e.p.c.
Al Capo di gabinetto del Ministro
Gen. Mauro D’Ubaldi
OGGETTO: Pirotecnico di Capua – lavoratore civile aggredito.
Egregio Direttore,
riteniamo gravissima la violenta aggressione verbale denunciata dalle segreterie
provinciali delle scriventi OO.SS. e subita dal lavoratore e dirigente sindacale in servizio
allo stabilimento di Capua ad opera di un capo lavorazioni militare. Il cui
comportamento, stando a quanto appreso, ha rischiato di provocare una tragedia per le
conseguenze generate sulla salute del dipendente coinvolto, soccorso dai sanitari del 118
e in seguito dimesso dal pronto soccorso con una prognosi da valutare nell’arco delle
successive 24 ore.
Eppure, il grido di allarme che avevamo inteso lanciare fin dal primo incontro tra
le parti sulla gravità della situazione riscontrata in quello stabilimento dalle nostre
strutture territoriali, anche con specifico riferimento al delegato sindacale coinvolto, e
sulle forti criticità rilevate nell’ambito di un sistema di relazioni sindacali reso
evidentemente sterile, non è stato evidentemente raccolto o, peggio, drammaticamente
sottovalutato.
Ad alcuno può e deve essere mai consentito di assumere simili violenti
atteggiamenti nei confronti di lavoratrici e lavoratori impegnati nella propria attività
lavorativa, a prescindere dal luogo di lavoro pubblico o privato nel quale vengono
consumati e, a maggior ragione, quando questi sono diretti a colpire anche un dirigente
sindacale che rappresenta per la propria organizzazione sindacale le istanze dei colleghi e
ne tutela i diritti.
Pratiche odiose e spesso trascurate, che impattano pesantemente tanto sulla
dignità e sullo stato psicofisico di chi le subisce quanto sulla qualità dell’ambiente di
lavoro, soprattutto quando sono trasversali, profonde e di lungo periodo, ovvero anche
quando – come emerge nel caso di specie – vengono adottate nei confronti di chi
nell’ambito del proprio luogo di lavoro rappresenta il sindacato, e reca un delicato
servizio al paese, assumendo quotidianamente rilevanti rischi per la propria incolumità
personale.
Alla luce di quanto denunciato, e in ragione di quanto testé espresso, chiediamo
che vengano accertati i fatti e celermente assunti i provvedimenti ritenuti necessari a
rimuovere gli ostacoli che allo stato impediscono la ripresa di un corretto esercizio delle
relazioni sindacali e delle attività lavorative in un clima di serenità e reciproco rispetto.
Nel caso in cui, invece, non venga colta l’importanza dell’invito rivolto a codesta
direzione, le scriventi organizzazioni sindacali si riterranno libere di ricorrere a tutti gli
strumenti di protesta e mobilitazione che riterranno utili agire ai fini del raggiungimento
di quegli scopi.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito le Benemerenze eventi meteo Piemonte luglio 2019, precipitazioni nevose nella Provincia autonoma di Trento dicembre 2020 e quelle nella regione Friuli Venezia Giulia del gennaio 2021
I Vigili del Fuoco di Fp Cgil, Fns Cisl e Confsal di Roma e del Lazio scendono in piazza a Montecitorio giovedì 20 maggio dalle ore 15 alle ore 18. Al centro della loro protesta, riportano Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf, “il bisogno di determinare migliori e proficue relazioni sindacali e l’investire sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro, così come sulle condizioni: dalla mensa di servizio agli automezzi, dalle sedi alle questioni che investono i sommozzatori, per arrivare alla vicenda del reparto volo di Rieti”. Un insieme di questioni che, “parallelamente alla vicenda che riguarda la necessità di arrivare al rinnovo di un contratto che preveda le giuste risorse”, che hanno indotto Fp Cgil, Fns Cisl e Confsal di Roma e del Lazio a promuovere quindi per giovedì 20 maggio a Montecitorio una giornata di protesta.
COMUNICATO
Si è appena concluso l’incontro tra una delegazione della FP CGIL, composta dalla Coordinatrice Nazionale Dirigenza Penitenziaria Carla Ciavarella e dal Coordinatore Nazionale Funzioni Centrali Massimiliano Prestini, e il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.
La FP CGIL ha da subito evidenziato al sottosegretario che in un sistema organizzativo complesso quale è il carcere, la figura del Dirigente Penitenziario dovrebbe essere strategica e invece è ancora indefinita.
Presso le sedi degli istituti penitenziari e presso le sedi degli Uffici dei Provveditorati sono presenti, a fronte del fabbisogno di risorse stimato di 345 unità, 282 dirigenti con una carenza di organico pari a 63 unità. Il 30% degli istituti penitenziari del territorio nazionale è sprovvisto di un direttore titolare. Gli incarichi per i dirigenti quali direttori degli uffici dipartimentali sono stati significativamente ridotti a seguito della riforma organizzativa del Dipartimento introdotta con il DPCM n.84 del 15 giugno 2015. Ad oggi al DAP risultano in servizio, quali titolari di Uffici, 21 dirigenti penitenziari a fronte di 26 posti di funzione, decisamente insufficienti per assolvere tutti i compiti che in ragione di una “fusione a freddo” di competenze amministrative sono stati cumulati in capo ai singoli direttori degli uffici. L’attuale consistenza degli organici è il risultato di 20 anni di assenza di concorsi dedicati (l’ultima immissione in ruolo risale al 1997).
I dirigenti penitenziari, responsabili per legge della sicurezza dell’istituto, della gestione amministrativa contabile (sono anche funzionari delegati), della sicurezza dei luoghi di lavoro (a norma della legge 81/2008), rappresentanti di parte pubblica nelle contrattazioni sindacali decentrate e responsabili della gestione del personale, sono i presidenti dell’equipe di osservazione e trattamento, responsabili delle linee d’indirizzo delle azioni trattamentali e rieducative da realizzare nei confronti della popolazione detenuta, di cui sono responsabili per tutto quello che ai ristretti possa accadere. Tutto questo senza tutela legale né assicurativa per l’esposizione a rischio legato alle responsabilità professionali che la legge attribuisce.
Il direttore risponde anche per le conseguenze di decisioni a lui non imputabili, in una posizione di responsabilità oggettiva trasversale, che non vede analogia con altre figure dirigenziali pubbliche, e non esistono strumenti di tutela contrattuale che possano essere invocati.
La disciplina contrattuale deve essere realizzata come prima azione nel programma di riordino dell’amministrazione ed in parallelo con una riorganizzazione degli istituti penitenziari finalizzata ad istituire e disciplinare la figura e le competenze dei direttori di area.
Le politiche assunzionali degli ultimi anni hanno visto l’ingresso di funzionari del Corpo di Polizia Penitenziaria qualificati, ai quali è stata riconosciuta doverosamente la progressione in carriera sino al ruolo di dirigente, ingenerando legittime aspettative ma anche una grande confusione rispetto al ruolo ed alle funzioni che invece la legge attribuisce alla dirigenza penitenziaria.
È recente la querelle scaturita dalla proposta di riforma, poi respinta, che voleva sottrarre i dirigenti del Corpo di Polizia Penitenziaria dal vincolo gerarchico che per legge sussiste con il dirigente penitenziario direttore di istituto penitenziario. Non è difficile prevedere che in mancanza di una riforma organica e coerente, che tenga conto della complessità e dell’articolata specificità delle funzioni che devono essere assolte da ciascuno degli attori dell’organizzazione penitenziaria, i conflitti sopra descritti possano riproporsi ad ogni intervento di riforma settoriale, perché percepito sempre come dicotomico tra sicurezza e trattamento.
Occorre affrontare con coraggio e determinazione una riforma organica e strutturale, un progetto che preveda la valorizzazione del personale che già opera in carcere e che ha una grande esposizione gestionale, ma non ha ricevuto alcun riconoscimento professionale. Ci riferiamo ai responsabili delle aree della sicurezza, del trattamento e dell’amministrazione contabile. Questi responsabili di area dal 1990 ad oggi hanno solo visto aumentare il loro carico di lavoro, ma non certamente l’ambito della propria autonomia di gestione e di scelte operative. I responsabili di area devono diventare direttori di area, devono cioè poter gestire i propri compiti con un ambito di autonomia di risultato indispensabile per poter alleggerire molti dei procedimenti che ancora oggi prevedono autorizzazioni del Direttore d’istituto assolutamente ultronee. Al Dirigente capo dell’Istituto spetterebbe di conseguenza il compito di agire realmente la funzione dirigenziale di programmazione della gestione della struttura penitenziaria, del coordinamento e supervisione, della individuazione degli obiettivi e della responsabilità di risultato.
L’assenza di contratto ha posto il ruolo e le funzioni del direttore capo dell’istituto in una situazione di
vulnerabilità. La disciplina contrattuale deve essere realizzata come prima azione nel programma di
riordino dell’amministrazione ed in parallelo vanno riorganizzati gli istituti penitenziari per istituire e disciplinare la figura e le competenze dei direttori di area.
Queste azioni nella road map di rivisitazione ed ammodernamento degli istituti penitenziari e delle articolazioni territoriali sono da ritenersi propedeutiche a quella che noi consideriamo l’obiettivo principale del cambiamento: la Dirigenza Unica Penitenziaria.
Una dirigenza in grado di accogliere al suo interno tutte le competenze e le caratteristiche dei profili professionali apicali, che connotano trasversalmente le azioni della gestione dell’esecuzione penale in
carcere, con progressioni di carriera trasversali lasciati alla legittima aspirazione dei singoli nel rispetto del quadro costituzionale e delle raccomandazioni europee. Un ruolo unico per ampliare visione ed azione, per dare a questa dirigenza quella ricchezza professionale che la complessità della gestione dell’esecuzione della pena giustifica.
Una dirigenza penitenziaria che possa finalmente, a oltre quindici anni dalla legge, realizzare il suo primo contratto collettivo nazionale di lavoro e che possa diventare l’aspirazione legittima e unificante di approdo a una carriera di tipo manageriale, disponibile a quanti hanno già dato prova di direzione e
coordinamento nelle rispettive aree di specializzazione tecnico – professionale oltre che a quanti guardano all’amministrazione penitenziaria dall’esterno come a una realtà per cui investire il proprio sapere.
Fp Cgil Nazionale Fp Cgil Nazionale
Dirigenza Penitenziaria Funzioni Centrali
Carla Ciavarella Massimiliano Prestini