Al Ministro della Salute
On.le Roberto Speranza
Signor Ministro,
mentre prosegue senza soluzione di continuità la lotta al virus e al contenimento del contagio da SARS-CoV-2/COVID-19 con l’obiettivo di salvaguardare la salute e la sicurezza della collettività e liberare il paese dalla morsa devastante della pandemia, un nuovo passo nelle relazioni tra governo e parti sociali sembra ormai avviato significativamente anche nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, grazie al “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” sottoscritto il 10 marzo scorso dal presidente Draghi e i segretari generali di CGIL CISL UIL.
Il Patto riconosce l’importanza di funzione e ruolo delle organizzazioni di rappresentanza proprio per favorire quel processo di miglioramento della qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche verso la cittadinanza e il sistema delle imprese, utile a traguardare gli obiettivi che dovranno trovare realizzazione attraverso il prossimo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
In tale ottica e contesto richiamiamo la Sua attenzione sulla necessità di favorire, per il ruolo politico che ricopre da Ministro e per l’attenzione verso le prerogative delle organizzazioni sindacali che le riconosciamo, l’affermazione presso il Ministero della Salute di un modello di relazioni sindacali utile a consentire l’avvio di un confronto reale, e promuovere la partecipazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi decisionali dell’amministrazione, nel rispetto delle reciproche prerogative ma anche in applicazione precisa e puntuale delle norme contrattuali che disciplinano i rapporti tra le parti.
Da troppi anni, infatti, continuiamo a registrare nella condotta dalla dirigenza politica incaricata, una intollerabile modalità di gestione del ministero che non prevede il reale coinvolgimento delle rappresentanze sindacali dei lavoratori e della dirigenza, che non ammette discussione e tanto meno dissenso, e che risulta totalmente irrispettosa delle prerogative sindacali, dei diritti e dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, anche della dirigenza amministrativa.
Seppure in costanza di un comprensibile aumento delle attività e delle funzioni garantite dal Ministero della Salute per effetto della pandemia, va in ogni caso riconosciuto e tenuto in debita considerazione il grande senso di responsabilità e forte spirito di appartenenza dimostrato dalle lavoratrici e dai lavoratori in presenza o in lavoro agile. Anche per questo riteniamo ingiustificabile che la governance del ministero continui ormai da anni a distinguersi per la pressoché totale assenza di attenzione e di politiche rivolte al personale in servizio negli uffici e sedi del dicastero.
Che dovrebbero riguardare l’assunzione di professionalità tecniche amministrative delle aree funzionali, alle quali trasmettere per tempo il prezioso know how acquisito dalle lavoratrici e dai lavoratori nel corso della propria carriera, che rischia invece di andare disperso per effetto dell’alto numero di pensionamenti raggiunti soprattutto in questi ultimi anni; ma anche la valorizzazione del personale dipendente, lo sviluppo giuridico ed economico delle alte professionalità presenti, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi organizzativi e lavorativi, oltre a molto altro ancora.
Questioni per noi irrinunciabili, da affrontare prima possibile, che invero quasi mai hanno trovato spazio nell’agenda di una dirigenza politica che nell’ultimo ventennio ha sempre mostrato di essere concentrata esclusivamente su attività e dinamiche politiche e organizzative finalizzate a raggiungere altri scopi, ritenuti evidentemente più attrattivi.
Sulla dirigenza del ministero, in particolare, occorrerà avviare una discussione sulle richieste da tempo rappresentate e non ancora affrontate, con riferimento al superamento delle sperequazioni in atto tra le varie figure professionali, ottenibile, se del caso, anche attraverso l’adozione di corretti strumenti normativi, ovvero anche con il rifinanziamento dell’articolo 7 e la sua concreta stabilizzazione, alla luce dello squilibrio provocato tra i dirigenti sanitari medici di struttura complessa e i dirigenti amministrativi di II^ fascia; come pure ridefinire il fondo di risultato, in considerazione del suo sdoppiamento previsto a far data dall’anno 2019.
Ma servirà anche ridefinire le posizioni cosiddette variabili della dirigenza medica, per eliminare le differenze che allo stato intercorrono tra dirigenti medici/veterinari e dirigenti chimici/farmacisti/biologi e psicologi, e tra i dirigenti sanitari entrati nei ruoli del Ministero in anni diversi, causa tecnicismi e interpretazioni che hanno prodotto guasti e alimentato il contenzioso amministrativo, e riaprire il tavolo di confronto sull’orario dei dirigenti sanitari, e la sospensione della applicazione della circolare emessa dall’amministrazione per la definizione del vincolo dell’orario stabilito per i servizi che prevedono turnazioni.
La forzata equiparazione della dirigenza ministeriale con quella operante nelle aziende del Servizio Sanitario Nazionale, introdotta con l’ultimo rinnovo contrattuale della dirigenza delle Funzioni Centrali per inseguire illusoriamente una equiparazione dei trattamenti economici nella loro composizione formale (era infatti evidente agli scriventi che l’equiparazione non avrebbe potuto spingersi fino al riconoscimento dell’indennità di esclusività sbandierata dai sindacati autonomi dei medici), ha messo in discussione le caratteristiche proprie della dirigenza ministeriale costringendoci ora, in prossimità
dell’avvio di una nuova stagione di rinnovi contrattuali, a chiederle la disponibilità a un confronto di merito per comprendere se davvero si ritiene che l’organizzazione ministeriale debba essere assimilata a quella di un’azienda ospedaliera.
Per fare ciò, signor Ministro, occorre un approccio dinamico, costruttivo e realmente partecipativo alle relazioni sindacali. Oggi più che mai serve al Ministero della Salute mettere in pratica i principi e le direttive contenute nel “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, che impone il raggiungimento di obiettivi precisi nell’ambito di un disegno riformatore della P.A. che non può essere eluso o, peggio, disatteso.
Per questo Le chiediamo una disponibilità ad incontrarci nei tempi e nei modi che riterrà necessario adottare.
Con viva cordialità
FP CGIL CISL FP UIL PA
F. Oliverio A. Marinelli A. Silvestri
A tutte le lavoratrici ed i lavoratori
del Ministero della Cultura
Cara/o collega,
si è svolta oggi una riunione in videoconferenza tra Amministrazione e OO.SS sui seguenti
temi.
VERIFICA DEL PIANO DI VALORIZZAZIONE 2020
È stato definito il protocollo di verifica sul Piano di valorizzazione 2020. A fronte di un
impegno di spesa di € 5 milioni, sono stati utilizzati € 2.838.000 circa che corrispondono al
57% dell’importo stanziato. Risultato importante nonostante il periodo limitato di tempo nel
quale si sono potute organizzare le iniziative di valorizzazione, in presenza e in remoto;
purtroppo la chiusura dei luoghi della cultura a causa dell’emergenza Covid-19 ha inciso in
maniera determinate sull’utilizzo delle risorse. Motivo per cui per il 2021 abbiamo proceduto
già da diversi mesi alla sottoscrizione del Piano di valorizzazione, così da dare massimo
spazio temporale per l’utilizzo delle risorse nei prossimi mesi.
Dovremo però lavorare, sia con la DG Bilancio che con la parte politica per poter continuare
ad utilizzare le economie di quanto stanziato anche per le annualità successive, operazione
che per ora non è possibile fare per meccanismi di carattere contabile.
Rimane sempre il problema del ritardo con cui gli istituti rispondono al monitoraggio, ritardo
che impatta poi sui tempi di erogazione dei pagamenti. Alla luce dell’accordo sottoscritto
comunque, la DG Bilancio provvederà ai decreti di riparto per il relativo pagamento che,
verosimilmente, potrebbe arrivare nei prossimi mesi.
STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE IN DISTACCO
Nelle prossime ore sarà firmato in presenza il protocollo d’intesa relativo alla stabilizzazione
del personale in distacco che prevede che il personale assegnato organicamente presso un
Istituto del Ministero (“sede di organica assegnazione”), che si trovi in posizione di
assegnazione temporanea presso un diverso Istituto del Ministero (“sede di effettivo
servizio”) ovvero distacco, può essere trasferito a domanda in via definitiva presso
quest’ultimo, nel limite della dotazione organica ad esso riferita relativa al profilo rivestito
nell’ambito della medesima area di appartenenza. Alla procedura non può partecipare il
personale di nuova assunzione con vincolo triennale di permanenza nella prima sede, ivi
incluso il personale coinvolto nelle procedure per i passaggi di Area A-B1 e B-C1. In
previsione della futura revisione degli organici sarà possibile procedere a nuove eventuali
stabilizzazioni.
La procedura sarà attivata a breve con apposita circolare da parte della DG-OR.
Domani, nel primo pomeriggio, è previsto l’incontro con il Ministro Franceschini di cui vi
daremo conto con un apposito comunicato.
Cordiali saluti.
Roma, 22 aprile 2021.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Claudio Meloni Giuseppe Nolè-Valentina Di Stefano Federico Trastulli
A seguito delle numerose richieste da parte della struttura regionali e territoriale di Fp Cgil e Fp Cgil VVF, pubblichiamo la nota dell’Amministrazione, con la quale si procede all’avvio alle procedure di progettazione per la realizzazione della nuova sede
pubblichiamo la nota in merito ai lavori di manutenzione che interesseranno lo stabile di via Cavour
Pubblichiamo la nota di convocazione per l’affidamento del servizio di ristorazione e stipula contratti
Pubblichiamo le note di convocazione inviate dal Dipartimento della Funzione Pubblica in merito le riunioni per la prosecuzione delle procedure negoziali per il triennio 2019-2021, relative al personale non Direttivo non Dirigente e Direttivi e Dirigenti
In basso il comunicato stampa congiunto Nonna Roma e Fp Cgil
Nonna Roma e Fp Cgil, al tuo tampone ci penso io
Il diritto alla salute è un diritto universale, ed è per questo che abbiamo lanciato un’iniziativa per consentire di fare un tampone a chi altrimenti non potrebbe permettersi di pagarlo.
A più di un anno dall’inizio della pandemia, anche l’OMS continua a puntare sui test come strumento essenziale per rilevare la positività al Covid-19, ma nonostante il grande sforzo del nostro Sistema Sanitario nell’effettuare tamponi, spesso resta esclusa dal tracciamento la fetta più vulnerabile della nostra popolazione.
La pandemia ha infatti dato vita a nuove disuguaglianze: chi è più svantaggiato dal punto di vista economico e sociale incontra più barriere di accesso alle cure e ai servizi sanitari di base e difficilmente raggiunge le attività di tracciamento, di isolamento e di trattamento, rischiando così di diventare un veicolo di infezione anche per gli altri. Si tratta di tanti cittadini, famiglie in condizione di disagio, pensionati, migranti, senza fissa dimora, lavoratori in cassa integrazione e disoccupati che, provati dalla crisi economica, non possono permettersi un tampone.
Abbiamo deciso di fare la nostra parte per tutelare il diritto alla salute di tutti ed aiutare il tracciamento dei casi attraverso la somministrazione di tamponi rapidi gratuiti alle persone che supportiamo.
L’iniziativa “Al tuo tampone ci penso io” nasce con l’idea che la solidarietà, in tempi di pandemia, si fa con la prevenzione, dando la possibilità alle persone in difficoltà di avere accesso al tampone rapido gratuitamente. Vogliamo che la sanità pubblica arrivi a tutte e tutti, e se c’è chi rimane escluso dai servizi sanitari essenziali, è dovere di tutti noi mettere a disposizione ciò che abbiamo per loro.
I tamponi saranno eseguiti presso Nonna Roma grazie alla collaborazione della Funzione Pubblica della Cgil Nazionale che supporta questo progetto anche con medici e infermieri abilitati.
Dove e quando?
– Via Palmiro Togliatti 979 ogni domenica dal 25 aprile al 30 maggio;
– quartiere Tor Bella Monaca il 9 e 23 maggio;
– Via Silvano 15 a Pietralata il 16 e 30 maggio;
– rione Testaccio, il 2 maggio;
– quartiere Prati il 16 maggio;
– quartiere Primavalle il 16 maggio;
Chi ne avesse bisogno, può prenotare l’appuntamento per sottoporsi gratuitamente al test, telefonando al 327 3533781, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.
Si può inoltre sostenere l’associazione e, se necessario usufruire del servizio e sottoporsi a tampone presso le nostre sedi, con un contributo economico a partire da 10 euro.
Se invece vuoi sostenerci nella realizzazione di questa iniziativa, dona qui.
Appunti a margine dell’incontro 20 Aprile 2021 – Artt 17 e 18 CCNI
Martedì 20 aprile siamo tornati a parlare di artt. 17 e 18.
Questa storia infinita quindi si arricchisce di una nuova puntata sollecitata evidentemente dalla ormai prossima scadenza di giugno. L’Agenzia ha fatto una nuova proposta confidando di poter arrivare ad un accordo entro i prossimi 30 giorni.
Dopo aver letto la proposta, pur non sottraendoci al confronto, noi siamo meno fiduciosi. In effetti la proposta ricevuta è sostanzialmente sempre quella: art. 17 per gli 80 conservatori, art. 18 per tutti gli altri. Di questi ultimi alcune posizioni attribuite indipendentemente dal numero di lavoratori coordinati e connesse a funzioni specifiche soprattutto di staff ed altre, riferite a processi operativi, basate su un numero minimo di lavoratori di 12 unità.
Questo requisito dimensionale implica che rispetto alle posizioni odierne ci saranno meno team, giacché nelle strutture operative con meno di 24 persone non verranno costituiti.
La controparte ha specificato che cambia il compito del capoteam che avrà solo competenze organizzative e non dovrà più occuparsi direttamente dei processi. Oggi, afferma la controparte, ci sono le poer e con meno di 25 unità secondo l’Amministrazione una poer può benissimo agire senza la necessità di disporre di capiteam.
La procedura di selezione proposta ricalca quella prevista per le poer con qualche semplificazione.
Gli importi delle indennità sono sostanzialmente le attuali ma differenziate per grandezza della DP il che suona del tutto incongruo con il ruolo di coordinamento, non si capisce infatti quale difficoltà in più derivi dal coordinamento di 12 persone a seconda che siano in una dp di piccole medie o grandi dimensioni, sempre 12 restano.
Il nostro giudizio è sfavorevole.
Chiedevamo ruoli certi che sviluppassero le professionalità dei colleghi, retribuiti degnamente in relazione alle responsabilità e selezionati con criteri di trasparenza e contendibilità.
Ci propongono, al contrario, ruoli nebulosissimi e comunque deprofessionalizzanti rispetto agli attuali, graduati sulla base dei requisiti dimensionali delle DP e non in relazione alle attività e responsabilità e selezionati in modo totalmente discrezionale.
Così non comprendiamo come parte delle oo.ss. presenti al tavolo abbiano valutato positivamente la proposta dell’amministrazione. Qualcuno ha messo in evidenza che la riduzione delle posizioni ha l’indubbio vantaggio di ridurre l’incidenza sul fondo di sviluppo del personale delle indennità, il che è vero ma ci pare un po’ poco in quanto, visto il livello delle indennità previste, si riduce in modo ben più che proporzionale l’onere di finanziamento a carico dell’Agenzia.
Ci risulta chiaro però che l’idea di professionalizzazione dei colleghi che ha l’Agenzia sia perfettamente coerente con quanto previsto per le POER: margini di discrezionalità nella selezione e ricreare un cuscinetto tra chi fa e chi dirige, perpetuando tale categoria ad libitum in funzione del placet del direttore di turno.
Francamente questo principio non lo condividiamo, né lo abbiamo mai condiviso nel passato.
Riteniamo anzi che si tratti di una scelta organizzativa divisiva e di una declinazione del principio della meritocrazia che in questi termini non possiamo accettare.
Per noi la meritocrazia si basa su valori trasparenti ed oggettivamente valutabili, su risultati e su una organizzazione condivisa, ma non vediamo niente di tutto questo. Continueremo la discussione sperando che anche le altre ooss comprendano il punto realmente in discussione al di là dei singoli dettagli.
FP CGIL Nazionale
Agenzia delle entrate
Daniele Gamberini
Dott. Raffaele Tangorra
Segretario Generale del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali
segretariatoGenerale@lavoro.gov.it
segretariatogenerale@pec.lavoro.gov.it
Dott.ssa Stefania Cresti
Direzione Generale per le politiche del
personale, l’innovazione organizzativa, il
bilancio – UPD – Divisione II
dgpersonale@lavoro.gov.it
DGPersonaleDiv2@lavoro.gov.it
Oggetto: mancata pubblicazione graduatoria progressioni economiche 2020
In riferimento alla comunicazione intranet del 20 aprile 2021 della DG PIOB in cui viene annunciato che l’esito delle procedure per le progressioni economiche sarà comunicato “direttamente a ciascun interessato” queste OO.SS, nello stigmatizzare il comportamento dell’amministrazione, chiedono che venga disposta l’immediata pubblicazione delle graduatorie.
Si rappresenta, al riguardo, che gli obblighi di pubblicazione concernenti le progressioni di carriera previsti dalla normativa vigente e dalle Linee Guida del Garante Privacy, oltre al mantenimento di corrette relazioni sindacali, garantiscono e tutelano anche gli interessi dei lavoratori eventualmente esclusi.
Si resta in attesa di un urgente riscontro.
Roma, 21 aprile 2021
FP CGIL
Giuseppe Palumbo
Francesca Valentini
CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi
UIL PA
Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi
Al Ministro della Giustizia
Prof.ssa Marta CARTABIA
gabinetto.ministro@giustiziacert.it
Sig.ra Ministra,
Abbiamo più volte sollecitato un incontro con la S.V. per rappresentare le problematiche che affliggono il Ministero della Giustizia e che coinvolgono in particolare il personale del Comparto Funzioni Centrali.
Questi lavoratori operano da tempo in condizioni di estrema difficoltà.
Proprio perché la Giustizia è una attività strategica per lo Stato, contemplata come tale dalla stessa Carta Costituzionale, ed in conseguenza del gravissimo ritardo accumulato nella digitalizzazione delle procedure, nonostante gli ingenti investimenti in tecnologie, i nostri colleghi, malgrado la pandemia, hanno dovuto e debbono espletare la propria prestazione lavorativa quasi esclusivamente in presenza, soprattutto nell’organizzazione giudiziaria e nell’amministrazione Penitenziaria, e sopportano carichi di lavoro cresciuti a dismisura in conseguenza delle gravissime scoperture di organico. Purtroppo questo ha comportato una ridotta applicazione delle misure di sicurezza previste per la prevenzione della pandemia esponendo i lavoratori a maggiori rischi e pesanti conseguenze nei livelli di diffusione del contagio.
A questa situazione, obbiettivamente grave, si aggiunge la pessima gestione del personale e delle relazioni sindacali Per quel che riguarda l’amministrazione giudiziaria: la mancata attuazione dell’accordo del 26.04.2017 ha negato ai lavoratori degli uffici giudiziari le progressioni giuridiche tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda, passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici in area terza nonché lo scorrimento integrale delle graduatorie formate ex art. 21 quater L. 132/15 per funzionari giudiziari e per funzionari NEP) e nelle aree (cambio di profilo: da conducente di automezzi ad operatore giudiziario; da operatore giudiziario ad assistente giudiziario; da assistente giudiziario a cancelliere esperto; da funzionario giudiziario a direttore); la mancata attuazione dell’accordo di mobilità, sottoscritto dopo mesi di trattative nello scorso mese di luglio, ha privato i medesimi della possibilità di trasferirsi nelle sedi più ambite, nel frattempo assegnate ai neo assunti; la mancata attuazione dell’art. 492 bis cpc (ricerca telematica dei beni da pignorare) ha privato i cittadini della possibilità di fruire di un servizio di recupero crediti veramente efficiente. A ciò si aggiunge la gravissima situazione degli altri settori della Giustizia (amministrazione penitenziaria, giustizia minorile e di comunità, archivi notarili), settori in cui le
progressioni economiche sono oggettivamente marginali, le procedure previste dall’articolo 21 quater L 135/15 hanno escluso il personale che poteva essere interessato con una evidente discriminazione rispetto agli altri dipartimenti, gli accordi sulla mobilità faticano ad essere attuati in tutti i dipartimenti, l’aumento dei carichi di lavoro costringe il personale a prestazioni di lavoro insostenibili che nel penitenziario le amministrazioni continuano a pretendere in presenza, osteggiando l’utilizzo del lavoro agile, come precedentemente descritto, per un pregiudizio ideologico neanche tanto celato. Settori nei quali, tra l’altro, in conseguenza dei massicci pensionamenti al conclamato sottodimensionamento degli organici, si aggiunge la gravissima carenza di personale.
Incomprensibile e fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori è l’inerzia del Ministero in merito al FRD 2019 ossia al salario accessorio dei lavoratori per le prestazioni rese nell’anno 2019. Circa dieci mesi fa, e comunque già in grave ritardo, è stata sottoscritta la ipotesi di accordo per il pagamento delle relative somme e per l’attuazione di una ulteriore procedura di progressione economica. Ebbene da allora nulla è stato fatto, neppure per ovviare ai rilievi che pare siano stati mossi sul contenuto del documento sottoscritto da parte degli organi di controllo. Ancora più grave è la vicenda del salario accessorio per prestazioni rese nell’anno 2018 che non risulta pagato negli Archivi Notarili ed ai lavoratori di via Arenula. Presso quest’ultima sede si è ancora in attesa della convocazione del tavolo negoziale per la definizione dei criteri di pagamento delle somme. Nulla si sa ancora del FRD relativo al salario accessorio per l’anno 2020 e per il corrente anno. Nulla si sa in merito ad eventuali ulteriori progressioni economiche. A tale noncuranza del Ministero si aggiunge la esiguità dei salario accessorio dei lavoratori della Giustizia il quale, nonostante l’incremento disposto dall’ultima legge di bilancio (che però non ha riguardato gli archivi notarili), è ridotto ai minimi termini ed è comunque di molto inferiore a quello medio pagato ai lavoratori delle altre pubbliche amministrazioni.
La situazione sopra descritta richiede che la Ministra della Giustizia incontri senza ulteriori ritardi le rappresentanze sindacali anche dei lavoratori delle funzioni centrali così come già avvenuto per le OO. SS. del Corpo di Polizia Penitenziaria e della Dirigenza Penitenziaria. Per tale motivo Le chiediamo di calendarizzare nel più breve tempo possibile un incontro con le OO. SS. del Comparto Funzioni Centrali per la definizione delle tante, troppe problematiche che, unitamente alla pandemia, gravano sulle già troppo provate spalle dei lavoratori.
Distinti saluti
Roma, 21 aprile 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Oliverio Marinelli Bordini
Pubblichiamo il decreto relativo al mese applicativo degli AA.VV.P. del 89° corso, emanato dalla Direzione Centrale per la Formazione