Apprendiamo la tragica notizia della scomparsa prematura del collega Tonello Scanu, Vigile del Fuoco di 55 anni in servizio presso il Comando provinciale di Sassari.
L’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta durante le operazioni di soccorso che rappresenta in maniera inconfutabile la difficoltà, il pericolo e le ricadute a volte irreversibili che il nostro lavoro cela.
Ci stringiamo al dolore della moglie, dei figli, dei familiari, degli amici e dei colleghi,
ciao Tonello

Pubblichiamo la procedura per la selezione di pilota elicottero emanata dalla Direzione Centrale per la Formazione
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali Fp Cgil VVF e Uil Pa VVF, in merito alla gestione del personale di soccorso in servizio nelle sedi, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria in atto
Pubblichiamo l’aggiornamento unitario delle struture Nazionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, sull’iter parlamentare di conversione in legge del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriannale in merito al triennio 2021-2023
Pubblichiamo la nota unitaria delle struture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl eUil Pa VVF, con la quale invitano il Direttore Regionale a ripristinare le corrette relazioni sindacali e a farsi carico delle problematiche che attanagliano le lavoratrici, il lavoratori e le intere strurre di sua pertinenza
Pubblichiamo la nota unitaria delle Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF e Uil Pa VVF, nella quale richiamano l’attenzione alle corrette relazioni sindacali da parte dell’Amministrazione
Pubblichiamo il comunicato della strutture regionale Fp Cgil VVF Toscana che denuncia gli errori commessi dall’Amministrazione rispetto ad un licenziamento ingiusto, a nostro avviso, dell’atleta plurimedagliata fino a ieri appartenente alle Fiamme Rosse, Paola Piazzolla.
Il Coordinamento Nazionale Fp CGIL VVF augura alle lavoratrici e ai lavoratori serene feste
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF con la quale si richiede un incontro a seguito della nota della DCRU, per definire un accordo negoziale
“Il “Vaccine day” del 27 dicembre, in Italia come nel resto d’Europa, segna sicuramente un punto di svolta nella gestione dell’emergenza pandemica che ha sconvolto paesi ed economie in questi mesi. Uno strumento di prevenzione essenziale, che consentirà di tenere sotto controllo l’espansione del virus e lo sviluppo di complicanze, consentendo di ridurre il livello di emergenza sanitaria e la pressione complessiva sulla rete di assistenza in tutto il paese. E di certo uno strumento in più a disposizione di tutti gli operatori sanitari che finora hanno garantito cure ed assistenza a tutti i cittadini, con una capacità di risposta che spesso ha anticipato le riorganizzazioni di servizi e reparti, le carenze di dispositivi, la rimodulazione delle attività, dando il massimo sempre, sostenendo ritmi elevatissimi ed alto stress, pagando un prezzo altissimo in termini di contagi e decessi”, così la Fp Cgil Nazionale e la Fp Cgil di Roma e Lazio.
“Che sia un’infermiera dell’Istituto Spallanzani, da subito hub centrale per la gestione della pandemia, dove arriveranno le prime dosi per l’intero paese, e che gli altri primi quattro vaccini vengano somministrati a medici, oss e ricercatori, è una buona notizia: un importante segnale di attenzione e riconoscimento per il grande sacrificio e l’alta professionalità mostrata da ogni operatore sanitario di questo paese”, prosegue il sindacato.
“Gli infermieri continuano ad essere la categoria più esposta e più colpita dai contagi, che continuano a verificarsi a ritmo elevato tra tutti gli operatori sanitari. Continuiamo a lottare ogni giorno per garantire maggiore sicurezza e un piano straordinario di assunzioni, che consenta all’intero sistema sanitario di recuperare il gap decennale, le tantissime uscite e il progressivo e costante depauperamento del sistema pubblico. Che ha tuttavia dimostrato, in modo plastico, di essere essenziale nel garantire, nonostante le difficoltà e partendo dalle capacità e dalle professionalità di lavoratrici e lavoratori, servizi universali a tutti i cittadini”.
“Non è con la creazione di un nuovo esercito di precari – come sta accadendo con il reclutamento di medici e infermieri attraverso agenzie interinali per la campagna vaccinazioni – che si risponde alla domanda di cure e assistenza dell’intera popolazione. Spazi assunzionali, graduatorie aperte, nuove risorse: ogni sforzo di governo e regioni deve andare nella direzione del potenziamento e della valorizzazione del sistema sanitario pubblico, partendo, innanzitutto, da nuovi contratti, assunzioni stabili e riconoscimento delle professionalità”, concludono la Fp Cgil nazionale e la federazione regionale di Roma e Lazio.
COORDINAMENTO NAZIONALE INPS
OPI: SPERIMENTAZIONE REASSESSMENT
ORGANIZZATIVO E DATI PRODUTTIVI 3° TRIMESTE
Alla riunione dell’OPI dei giorni scorsi in merito alla sperimentazione in corso abbiamo
innanzitutto sottolineato il mancato invio della documentazione annunciata con la
convocazione dalla stessa amministrazione, quindi vi è stato solo un’illustrazione
orale del percorso attivato dall’amministrazione e degli aspetti informatici, che hanno
evidenziato il tendere a team interfunzionali per rispondere ai bisogni complessi
dell’utente con applicativi che dovranno aiutare a socializzare le lavorazioni e
condividere le informazioni sullo stesso utente.
Come CGIL abbiamo ribadito ancora una volta e con forza la non condivisione
di avviare una sperimentazione in questo momento storico caratterizzato
dall’emergenza pandemica e con l’Istituto impegnato sulle erogazioni dei prodotti
covid che si sono aggiunte alle altre attività istituzionali di competenza INPS. Inoltre
questa sperimentazione, che trattasi una vera e propria riorganizzazione,
ancora una volta parte senza il coinvolgimento delle lavoratrici e dei
lavoratori, il patrimonio più prezioso dell’Istituto, che sono smarriti e mortificati da
assegnazioni nei diversi nuclei avulsi da competenze e professionalità, ma segnati da
arbitrarietà generando conflittualità nelle realtà lavorative.
Ci chiediamo:
-se le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto non sono stati messi nelle condizioni di
comprendere la direzione di questa rivisitazione organizzativa, in più si calpesta la
loro competenza e professionalità,
-se l’Istituto non parte dalla valorizzazione del proprio personale che
rappresenta il vero motore della macchina INPS,
come si può raggiungere l’obiettivo tanto sbandierato dell’UTENTECENTRO?
Quindi abbiamo chiesto un tavolo permanente in merito alla sperimentazione con
la partecipazione delle OO.SS del territorio delle sedi interessate per determinare un
coinvolgimento attivo delle lavoratrici e dei lavoratori delle sedi nei processi di
cambiamento ed affinchè l’amministrazione valorizzi ed investa sull’importante
patrimonio umano dell’Ente, le lavoratrici e i lavoratori.
In merito alla produttività l’Amministrazione ha comunicato che i dati di settembre
2020 sono decisamente migliori rispetto al medesimo periodo del 2019.
In sintesi a settembre si registravano:
– n. 35 sedi tra parametro 90 e 100
-n. 10 sedi a parametro 80
Inoltre ci è stato illustrato che già nel solo mese di ottobre la situazione è
ulteriormente migliorata con altre n. 9 sedi che hanno raggiunto parametro tra 90 e
100 e solo n. 5 Sedi ancora a parametro 80. Questo trend positivo a parere
dell’amministrazione rileva miglioramenti generali in corso.
Come CGIL abbiamo ribadito, che l’eccezionalità del 2020 caratterizzata dallo
sforzo enorme profuso dal personale dell’Istituto per garantire alla cittadinanza
l’erogazione dei prodotti covid, che si sono aggiunti ai tanti servizi già in carico
all’Inps, nessuna sede deve essere penalizzata, ricordando le rassicurazioni dei
vertici dell’Istituto in merito.
Particolare attenzione poi meritano anche le sedi oggetto di sperimentazione, a cui si
è aggiunta anche Rovigo, e non solo per il 2020, ma anche per l’anno prossimo.
Roma, 22 dicembre 2020
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
“Un passo nella direzione giusta”. Così la Fp Cgil commenta l’emendamento approvato alla manovra che stanzia 100 milioni di euro per istituire un’indennità di tutela e promozione della salute a favore di una larga platea di professionisti della sanità pubblica, aggiungendo che: “Va dato atto ai proponenti dell’emendamento di aver colto un punto reale, quello del rischio della determinazione di un conflitto interno al mondo del lavoro in sanità che la misura promossa dal Governo a favore della sola professione infermieristica e della dirigenza, peraltro non tutta, rischiava di ingenerare”.
“Nessuno, ovviamente, – prosegue il sindacato – discute dell’opportunità di dare risposte economiche a infermieri, medici e dirigenti. Esigenza che esisteva prima della pandemia e che il dramma che sta vivendo il paese ha solo ulteriormente evidenziato. Assieme a occupazione e sicurezza, la questione economica è una delle tre rivendicazioni che stanno alla base della mobilitazione che insieme a Cisl e Uil di categoria stiamo portando avanti. Quello che non convinceva di quella soluzione era il meccanismo escludente nei confronti di lavoratrici e lavoratori che, per la parte di loro responsabilità, hanno partecipato e partecipano alla battaglia contro il virus e, più in generale, al funzionamento del servizio sociosanitario nazionale”.
Inoltre, prosegue la Funzione Pubblica Cgil, “nell’apprezzamento del lavoro svolto, e nella consapevolezza che uno stanziamento superiore non era nella disponibilità di chi si è fatto carico di proporre e difendere l’emendamento, fra tutti l’onorevole Elena Carnevali, va detto con chiarezza che le risorse sono sufficienti a dare un segnale ma non a esaurire le necessità di risposte, esattamente come inadeguate sono quelle previste fin dall’inizio a favore degli infermieri. Manca alla maggioranza della rappresentanza politica una visione complessiva nel costruire le risposte che le lavoratrici e i lavoratori della sanità stanno aspettando da troppo tempo. Risposte che si possono costruire solo indirizzando risorse adeguate verso lo strumento che è deputato a questo scopo, che è il contratto nazionale, stanziandone anche una parte alla costruzione di un nuovo sistema di classificazione e delle carriere. Una scelta che, com’è noto, il Governo ha deciso di non adottare”, conclude.