BUONI PASTO: IL CORAGGIO DI OSARE
Questa mattina sul quotidiano “La Repubblica” è apparso un interessante articolo dal titolo significativo: ”La babele dei buoni pasto. Negli uffici pubblici c’è chi li toglie e chi no”. Nel pezzo, la giornalista fa il punto della situazione sulle varie Amministrazioni che stanno erogando i buoni pasto in questo periodo e il quadro è di totale confusione tra Amministrazioni che li erogano, come l’Agenzia delle Dogane e Monopoli e Amministrazioni che non li erogano più, come l’INPS.
Questa confusione nasce da un parere del Dipartimento della Funzione Pubblica che, in data 28 agosto scorso, risponde espressamente, a una Amministrazione ce chiedeva lumi sul riconoscimento dei buoni pasto che: ”Il riconoscimento dei buoni pasto, in assenza di specifiche previsioni ostative rinvenibili nella disciplina normativa e contrattuale vigente, rappresenta una decisione rimessa esclusivamente alle autonome scelte organizzative e gestionali di ciascuna amministrazione ed alle conseguenti misure intraprese per garantirne l’osservanza”.
In sostanza, il Dipartimento della Funzione Pubblica lascia all’autonomia delle singole Amministrazioni la scelta se riconoscere o meno i buoni pasto ai propri dipendenti. Proprio alla luce di questo, torniamo a chiedere all’Amministrazione di valersi di questa autonomia, facendosi forza di questo autorevole parere, e tornare a riconoscere i buoni pasto ai propri dipendenti, in un momento in cui i lavoratori sono sostanzialmente costretti a lavorare da remoto per ragioni di salute pubblica.
Roma, 26 novembre 2020
FP CGIL
Matteo ARIANO
Antonella TREVISANI
CISL FP
Paolo SCILINGUO
CONFSAL-UNSA
Franco VIOLA
Pubblichiamo la nota del Capo del Corpo con la quale definisce la percentuale spettante per il limite massimo del personale da assegnare ai Comandi/Direzioni in extra, organico come accordo integrativo 2016 Art 3
Pubblichiamo le informative della Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso tecnico e l’Antincendio Boschivo, in merito alla ricerca a persona
OPI AREA MEDICO-LEGALE: LUCI E OMBRE
Lunedì 23 novembre u.s. siamo stati convocati per discutere l’ennesima riorganizzazione dell’Area
Medico Legale dell’Istituto. Rispetto alla precedente, piccoli aggiustamenti, alcuni condivisibili, altri
meno. Per quanto ci riguarda, avevamo chiesto nel precedente tavolo l’istituzione di almeno un
responsabile UOC coadiuvato da un responsabile UOS per ogni provincia (salvaguardando
ovviamente le grandi città, dove il carico di lavoro è decisamente elevato). Riteniamo ancora
insufficiente il numero (97) di UOC previste dall’attuale pianta organica in considerazione
dell’enorme mole di lavoro incombente sui Centri Medico Legali.
Siamo invece soddisfatti, e di questo diamo atto al Presidente Tridico (rispetto ai suoi “illustri ed
inconcludenti” predecessori), della proposta presentata nella legge di stabilità, relativa al concorso
per medici di I livello, ritenendo da sempre l’assunzione di nuovi colleghi dipendenti l’unica strada
percorribile per ridare forza e slancio al corpo sanitario.
Ci sono state date, poi, rassicurazioni circa l’effettuazione a breve termine del concorso per medici
di II livello, ma non sulla modalità di espletamento. Sull’argomento riteniamo che non si possa
trascinare una procedura concorsuale all’infinito, non chiarendone i motivi del ritardo.
Rimanendo in tema di personale, sembra finalmente in via di definizione la Convenzione per ridare
dignità e giusto riconoscimento ai numerosi medici convenzionati. Anche su questo, riteniamo che
l’Istituto debba agire con urgenza, non potendosi più in alcun modo accettare forme contrattuali
prive di qualsiasi garanzia.
Ci è stato poi fatto cenno a un possibile nuovo regolamento sui criteri di selezione per l’attribuzione
delle funzioni di Coordinamento alla luce del nuovo CCNL; sul punto, crediamo che i nuovi
regolamenti debbano valere per i nuovi incarichi.
L’emergenza sanitaria che ha coinvolto anche il nostro Paese ha dimostrato che, un oculato
investimento nella sanità pubblica – sia in termini di uomini che di mezzi – permette di dare risposte
pronte e valide alle giuste aspettative della popolazione e che, anche l’INPS come le Regioni,
dotato da decenni di una valida struttura sanitaria, deve essere messo nelle condizioni di operare
al meglio. Per questo, ribadiamo l’urgenza di dar seguito a tutte le possibili azioni di arruolamento
di personale medico e al conferimento degli incarichi vacanti ancora disponibili.
FP CGIL
Francesco Reali Antonella Trevisani
Matteo Ariano
“Una richiesta più che legittima ma si può fare di più. Gli enti locali, e tra questi Province e Città metropolitane, hanno subito negli anni una profonda emorragia occupazionale: quasi 100 mila addetti scomparsi negli ultimi dieci anni. E tanti andranno via nei prossimi, anche in ragione di un’età media molto molto alta”. Così la Fp Cgil commenta la proposta avanzata dall’Upi in audizione sulla manovra relativa al bisogno di un piano straordinario per la rapida immissione di almeno 500 unita’ di personale specializzato nelle Province e Città metropolitane.
La proposta del presidente De Pascale, prosegue la categoria della Cgil, “è giusta ma non basta. Province e Città Metropolitane, martoriate negli anni tra tagli e prelievi, versano in condizioni gravissime, che vanno tamponate in fretta perché ci sia continuità nell’offerta di servizi ai cittadini. Garantire assunzioni nelle pubbliche amministrazione, rivendicazione base dello sciopero proclamato per il prossimo 9 dicembre, in numero adeguato, anche in ragione delle sfide che avremo di fronte con gli investimenti nazionali ed europei, diventa cruciale per cogliere le opportunità che abbiamo davanti e per determinare quella necessaria innovazione nelle pubbliche amministrazioni. Per questo sosteniamo la proposta dell’Upi ma rilanciamo sostenendo il bisogno di un maggior incremento occupazionale nelle Provincie e nelle Città metropolitane per garantire la continuità e il miglioramento dei servizi offerti”, conclude.
Pubblichiamo la nota di chiarimento dell’Ufficio di Coordinamento delle Attività Sanitarie e di Medicina Legale in merito all’albo dei medici certificatori
Al Capo D.A.P.
pres. Bernardo PETRALIA
Roma
Al Vice Capo D.A.P.
cons. Roberto TARTAGLIA Roma
Al D.G.P.R. – D.A.P.
dott. Massimo PARISI
Roma
E, p.c. Alla Direttrice U.R.S. – D.A.P.
dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: emergenza sanitaria COVID-19 – Attivazione dall’art. 26 del D.P.R. 395/95 (commissioni regionali per la salubrità delle mense e degli spacci).
Egregi,
ai fini della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da Sars Cov2 si chiede di sensibilizzare i Provveditorati affinchè a livello territoriale venga attivata la commissione in oggetto al fine di garantire ogni procedura necessaria a garantire la fruizione del pasto nel rispetto dei comportamenti atti a limitare quanto più possibile il contaggio da Covid-19.
In aggiunta, si rende necessario, per lo stesso fine, di interloquire con le ditte appaltatrici che prestano servizio nelle mense ordinarie di servizio al fine di aggiornare il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza) in relazione all’attuale emergenza sanitaria, uniformandolo alle previsioni normative in materia di ristorazione.
Certi di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il Coordinatore nazionale
Fp CGIL Polizia penitenziaria
Stefano Branchi
Al Ministro della Difesa
On.le Lorenzo Guerini
Al Sottosegretario alla Difesa
On.le Angelo Tofalo
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Gen. Pietro Serino
Alla Direzione Generale del Personale Civile
Dott.ssa G. Montemagno
Allo Stato Maggiore Difesa
A Stato Maggiore Aereonautica
Oggetto: Mancata stabilizzazione personale precario del Campalgenio. Sollecito intervento.
Le scriventi OO.SS. rilevano che la previsione di cui dall’art 36 del Dl 14 agosto n 104,
volta a stabilizzare il personale precario dei reparti del Genio Campale dell’A.M. risulta
completamente disattesa a causa della individuazione da parte dell’A.D. di una pluralità di sedi
di assegnazione, di tutte le FF.AA. e in tutto il paese, che non rende possibile raggiungere gli
obiettivi che la norma si proponeva di conseguire.
In proposito, si reputa utile evidenziare che la relazione illustrativa di accompagnamento
del provvedimento normativo che ne ha giustificato l’adozione sottolineava che:
“La disposizione è volta ad assicurare la prosecuzione degli interventi edili, elettrici e
meccanici attraverso l’inquadramento, a esaurimento, di personale qualificato negli specifici profili
professionali della seconda Area funzionale, fascia retributiva F1, con decorrenza dal 1°gennaio
2021, allo scopo di garantire il conseguimento dell’efficienza della Forza armata presso cui lo
stesso è impiegato. Tale personale è risultato di particolare pregio per le sue connaturate
attitudini professionali durante il periodo emergenziale, avendo assicurato la piena funzionalità
delle strutture operative della Forza armata impegnate nell’attività di contrasto alla pandemia da
COVID 19, specialmente durante l’approntamento delle piste dedicate ai voli per il trasporto in
biocontenimento.”
L’aver invece individuato come sedi di assegnazione di quel personale non la Forza
Armata (SMA) ove è attualmente impiegato, ma una pluralità di sedi in tutto il paese, significa
vanificare ovvero non rendere possibile il processo di stabilizzazione previsto dalla norma,
snaturandola, a meno che non si voglia credere che le famiglie di quei lavoratori intendano
spostarsi anche a mille chilometri di distanza, circostanza che integrerebbe non una
stabilizzazione ma una vera e propria deportazione.
Tanto permesso le scriventi organizzazioni sindacali confederali Le chiedono di
intervenire, sig. Ministro, anche considerata la determinazione con la quale si è prodigato per
realizzare la norma volta a superare il precariato alla Difesa, affinché con la medesima
ragionevolezza conferisca agli organismi tecnici e amministrativi delle FF.AA. e alla Direzione
generale del personale civile le disposizioni necessarie a determinare il rispetto dei contenuti
della norma in argomento, individuando come sedi di assegnazione gli enti ove quei lavoratori
sono attualmente impiegati, o quelli comunque più vicini alle loro attuali residenze.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
Con viva cordialità
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblicate le graduatorie preliminari per il concorso a 1000 operatori a tempo determinato
Sono state pubblicate, in tempi rapidi, le graduatorie preliminari relative ai candidati ammessi alla
prova di idoneità e l’elenco in ordine alfabetico degli stessi con la data di convocazione per lo svolgimento degli esami che partirà dal 15 dicembre e terminerà il 2 febbraio 2021.
Le informazioni necessarie le trovate al seguente link della pagina istituzionale del Ministero della
Giustizia:
https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.page?contentId=SCE291744&previsiousPage=homepage
pagina all’interno della quale è possibile rintracciare i contenuti previsti per la prova di esame.
Vi invitiamo pertanto a dare ogni supporto ai lavoratori interessati.
Ci sono ulteriori novità in arrivo nel disegno di legge Stabilità per il 2021 sulle quali ci riserviamo
una valutazione specifica alla vertenza tirocinanti, per quel che riguarda le ulteriori assunzioni a
tempo determinato previste dal Decreto Sicurezza, nell’ambito della valutazione più generale delle
misure straordinarie previste per il Ministero.
Noi restiamo a disposizione per ogni utile chiarimento.
Coordinamento Nazionale FP CGIL Giustizia FP CGIL Nazionale
Felicia Russo Claudio Meloni
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito alla graduatoria ricognitiva di mobilità per il personale del ruolo Capo Reparto e Capo Squadra AIB
“È una assoluta vergogna. Una scelta scellerata che tende a dividere le lavoratrici e i lavoratori. Non resteremo fermi: andremo avanti nella lotta, ancora più forte, passando allo stesso tempo alle vie legali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’associazione, nel rispetto dei loro diritti”. Così le segretarie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Barbara Francavilla, Marianna Ferruzzi e Rossella Buccarello, commentano la scelta dell’Associazione La Nostra Famiglia che ha confermato, riportano, “la proposta di modifica unilaterale del contratto nazionale, tesa a dividere il personale che opera negli Ircss, al quale si applicherà il Ccnl sanità privata rinnovato (non avendo però chiarito con quali modalità e tempi si pensi di farlo), dal restante personale al quale si applicherà il Ccnl Aris Rsa e CdR”.
Per le dirigenti sindacali si tratta di “una vergogna senza precedenti nei confronti di lavoratrici e lavoratori che garantiscono con abnegazione e dedizione prestazioni essenziali per la collettività, per famiglie, bambini e persone con fragilità e che, da sempre, sono state classificate e attribuite all’ambito sanitario, con la conseguente applicazione del Ccnl Aris-Aiop. Dopo 14 anni in attesa del rinnovo, La Nostra Famiglia cambia contratto per una parte dei lavoratori adducendo le più inverosimili motivazioni. Non resteremo di certo inermi a subire scelte unilaterali che privano i lavoratori dei loro diritti continueremo il percorso di lotta sindacale chiedendo prima di tutto incontri in tutte le regioni dove insiste l’associazione e nel frattempo passeremo immediatamente ad azioni legali tese a tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’Associazione”, concludono.
Lo scorso 9 novembre, facendo seguito all’informativa inviataci dall’Ufficio per le Politiche di Tutela della Sicurezza sul Lavoro, la Fp Cgil chiedeva i dati del monitoraggio degli infortuni sul lavoro.
Alleghiamo la risposta dell’Amministrazione come al solito inadeguata e approssimativa.
La tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, il monitoraggio dei dati sugli infortuni sula lavoro, è legato ad una pubblicazione futura di una apposita pagina web sul portale intranet.
Inaccettabile, sbalorditivo, inadeguato.