Funzioni locali – settore educativo scolastico – Childcare network
Nel dicembre 2017 Richard Pond e Luca Scarpiello di Epsu hanno presentato (11 Paesi e rappresentante Commissione Europea) una ricerca dell’Università di Leuven “Comprendere la qualità dell’occupazione nei servizi all’infanzia” (presentata da Monique Ramioul) per definire un progetto con il quale affermare i princìpi di base dell’Europa sui servizi all’infanzia.
Con l’importanza di rilanciare:
rilanciare la missione sindacale attraverso la tutela dei lavoratori
Progetto implementato dagli interventi dei Paesi intervenuti:
paga bassa (in alcuni Paesi al di sotto di qualsiasi salario minino);
status e sottovalutazione del lavoro;
intensificazione dei compiti e pressione ;
problemi salute e sicurezza (muscolo scheletrici e stress);
carenza di personale, invecchiamento forza lavoro, difficoltà di reclutamento e/o mancanza di turnover;
sviluppo limitato della carriera, formazione e qualificazione del personale inconsistente;
finanziamenti ed investimenti pubblici inconsistenti
Presentato a giugno viene definito a settembre 2018, sottolineando tra l’altro l’importanza del dialogo sociale anche per capire gli attori principali nei diversi Paesi che hanno il loro focus sempre su handicap e anziani e molto poco sui servizi all’infanzia.
Per continuare il lavoro si decide la costituzione di una rete informale sulla salute e cura della prima infanzia per uno scambio di idee, best practices e sviluppo delle politiche nel settore, con riunioni in videoconferenza monotematiche per essere di supporto, tra l’altro, al gruppo di lavoro ECEC (Early Childhood Education and Care) istituito dalla Commissione Europea.
Primo incontro in videoconferenza il 12 dicembre 2018.
A seguire sono stati trattati diversi temi quali:
– Videosorveglianza e digitalizzazione (come difendere la privacy negli ECEC)
– Qualifiche acquisite e professionalizzazioni di lavoratori ECEC e politiche CPD (Continuing Professional Development)
– Come migliorare l’attrattiva, l’assunzione e il mantenimento degli operatori della custodia dei bambini
– Rischi psicosociali e disturbi muscolo scheletrici tra le insegnati e le operatrici del settore
– Come garantire l’accessibilità e l’inclusione sociale nell’ECEC.
Negli ultimi mesi ci sono stati incontri soprattutto per scambiare informazioni su come la pandemia viene gestita e sui problemi che ogni Stato ha dovuto e deve affrontare in merito ai servizi educativi nel suo complesso per la salute e sicurezza dei bambini, degli insegnanti e degli operatori tutti.
Negli anni i nostri interventi con Lucilla Pirovano, di supporto anche per il settore educativo, poi da marzo 2019, anche con Paola Grieco, coordinatrice nazionale del settore sono stati diversi e su diversi temi: dalla videosorveglianza alla professionalizzazione, dalla formazione continua alla salute e sicurezza, tanto da avere, tra l’altro, conquistato il diritto alla traduzione attiva e passiva, in molte occasioni.
Ottobre 2020 inizia progetto “Child guarantee”
Vengono annunciate le linee guida politiche dal presidente Ursula von der Leyen per l’adozione di una Garanzia per i bambini al fine di aiutare a garantire che ogni bambino in Europa, a rischio di povertà o esclusione sociale, abbia accesso ai “diritti più elementari come l’assistenza sanitaria e l’istruzione”.
L’iniziativa contribuirà all’attuazione del principio 11 del pilastro europeo dei diritti sociali sulla cura e il sostegno ai bambini e sarà uno dei risultati del piano d’azione per attuare il Pilastro.
L’iniziativa Child Guarantee si concentrerà sui bambini bisognosi:
I bambini provenienti da famiglie precarie, precarietà dovuta alla fragilità economica – in particolare povertà di reddito o deprivazione materiale – composizione familiare o altri fattori di rischio sociale;
i bambini provenienti da un contesto migratorio;
i bambini in istituti,
i bambini con disabilità,
sono identificati come particolarmente soggetti ad accesso limitato a questi servizi essenziali.
Accesso a servizi di qualità per avere pari opportunità.
Il problema generale che la Garanzia per l’infanzia intende affrontare è che non tutti i bambini nell’UE hanno accesso ai servizi di cui hanno bisogno per il loro benessere e il loro sviluppo: 1 su 4 sono a rischio povertà ed esclusione sociale.
La Garanzia per l’infanzia sarà anche un importante strumento della prossima strategia globale dell’UE sui diritti dell’infanzia, che sarà adottata anch’essa durante il primo trimestre del 2021. Questa strategia si propone di mettere in comune tutte le iniziative e le azioni dell’UE esistenti e future che proteggono e sostengono i bambini poveri in un quadro politico coerente e coordinato; particolarmente rilevante nel contesto delle conseguenze socio economiche del COVID-19.
Proposte del Sindacato Europeo (dopo incontro dei sindacati degli Stati dell’Unione) all’Audizione con la Commissione Europea Lavoro Affari sociali Inclusione e le parti sociali che si è tenuta il 16 ottobre 2020:
1. La Raccomandazione potrebbe non essere sufficiente per raggiungere l’obiettivo, quali altri strumenti si possono utilizzare?
2. Necessità di affrontare il problema della digitalizzazione ai tempi del Covid per colmare le differenze
3. La povertà infantile come risultato della disoccupazione e delle condizioni familiari difficili (si rileva la concomitanza tra povertà sociale ed educativa e cibo di scarsa qualità provocando ricadute sulla salute dei bambini)
4. Collegamento tra la garanzia del bambino e il diritto all’istruzione permanente, come diritto individuale universale; diritto all’edu-care: quindi diritto all’educazione e alla cura da considerare non come merce ma come un diritto dei bambini per lo sviluppo della loro crescita personale ed educativa.
5. L’importanza della professionalizzazione del personale e della formazione continua. L’importanza che i servizi siano pubblici (Le disuguaglianze nell’accesso ai servizi di custodia dei bambini sono più elevate nei paesi in cui vi è una forte commercializzazione di questi servizi.)
A cura di Susanna Giuliani – Funzione pubblica CGIL
Pubblichiamo il piano triennale dei fabbisogni del personale dell’amministrazione civile per il triennio 2020/2022 e la nota unitaria con una prima valutazione di quanto elaborato.
Il documento prodotto ci offre uno spaccato drammatico delle carenze di personale dell’amministrazione civile, ma non fornisce una visione strategica dell’amministrazione che dovremo costruire nei prossimi anni,
chiediamo immediati correttivi legislativi.
Fp Cgil Ministero Interno
Adelaide Benvenuto
Download Link 1/2: nota unitaria piano_triennale_fabbisogni_.pdf (254 kB)
Download Link 2/2: piano_triennale_2020_2022_fimato-signed.pdf (5.67 MB)
Download All (ZIP): 2020-11-16_1143.zip (5.92 MB)
Al Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa
Sen. Nicola Latorre
Egregio Senatore e Direttore,
nel porgerle un cordiale cenno di benvenuto e offrirle i migliori auguri di buon
lavoro per l’importante incarico ricevuto, le scriventi organizzazioni sindacali
confederali Le manifestano il bisogno di incontrarla quanto prima Le sarà possibile
in funzione dell’esercizio di tutela degli interessi dei lavoratori rappresentati che
operano negli stabilimenti dell’Agenzia, e nell‘ambito di una modalità di relazione
tra le parti che auspichiamo fin d’ora possa essere proficua e foriera di ottimi
risultati per entrambe le parti.
Grati per l’attenzione ricevuta, restiamo in attesa di un Suo cortese cenno di
riscontro.
Con viva cordialità
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
p.c. Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, firmatarie dell’accordo sull’applicazione dello Smart Working emergenziale negli uffici centrali e periferici dell’amministrazione giudiziaria, lamentano la circostanza che la predetta modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, diretta per ragioni di sicurezza a ridurre la presenza in ufficio dei lavoratori, sia applicata di fatto solo in pochissimi uffici. Infatti in tanti uffici, anche nelle regioni ad alto rischio di contagio (regioni cd rosse), il lavoro agile è applicato in maniera estremamente residuale e/o fittizia (un giorno a settimana una volta al mese o a settimane alterne), in altri addirittura non si è proceduto nemmeno ad effettuare la contrattazione prescritta dall’accordo e dalle norme contrattali. I capi degli uffici, ignorando le personali responsabilità (anche penali) in tema di sicurezza, si trincerano dietro la carenza delle attrezzature informatiche e la non fruibilità da remoto degli applicativi con il risultato che, tranne poche eccezioni, neanche i lavoratori cd fragili vengono ammessi allo Smart Working.
Alla situazione sopra descritta, che mette a rischio la esigibilità stessa dell’accordo, si contrappone una importante novità ossia la circostanza che, dopo la firma dell’articolato, sono state introdotte dalla legislazione emergenziale nuove e più pregnanti norme sulla materia. Il riferimento è agli articoli 23 e 24 del Decreto Legge n. 137 del 28 ottobre 2020, pubblicato sulla G.U. n. 269 del 28 ottobre 2020. Tali norme, al fine di agevolare la tutela della salute di tutti gli operatori del diritto, personale giudiziario compreso, dal rischio di contagio, hanno previsto, tra l’altro:
– la possibilità per il pubblico ministero e la polizia giudiziaria di avvalersi di collegamenti da remoto per compiere atti che richiedono la partecipazione della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa, del difensore, di consulenti, di esperti o di altre persone;
– la possibilità di assicurare la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate, in stato di custodia cautelare, fermate o arrestate, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto;
– la possibilità di effettuare mediante collegamenti da remoto le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pubblico ministero, dalle parti private, dai rispettivi difensori e dagli ausiliari del giudice;
– la possibilità di assumere mediante collegamenti da remoto le deliberazioni collegiali in camera di consiglio nei procedimenti civili e penali;
– il deposito di memorie, documenti, richieste ed istanze indicate dall’articolo 415-bis, comma 3, del codice di procedura penale presso gli uffici delle procure della repubblica e presso i tribunali in via esclusiva attraverso l’utilizzo del portale del processo penale telematico nonché il deposito con valore legale degli altri atti, documenti ed istanze comunque denominate mediante posta elettronica
certificata.
Le predette norme, rese esigibili dai provvedimenti attuativi già emanati dalla Direzione Generale per i servizi informativi automatizzati, ad avviso delle scriventi Organizzazioni Sindacali devono essere applicate da subito negli uffici, giusta direttive che codesto dipartimento vorrà tempestivamente adottare, perché ampliano di molto la smartabilità delle attività giudiziarie e quindi la possibilità per i lavoratori anche in futuro, nell’ottica dell’applicazione dello Smart Working ordinario, di poter lavorare da remoto in modalità agile. Sul punto giova però sin d’ora evidenziare che, secondo le menzionate previsioni normative, nelle udienze in videoconferenza o con collegamento da remoto l’unico soggetto ad operare on site è il verbalizzante. Tale circostanza, in tempo di pandemia da Covid-19, appare oltremodo ingiustificata, discriminatoria e vessatoria in quanto espone al rischio di contagio solo tale soggetto il quale, come è noto, è un lavoratore dotato del medesimo diritto alla salubrità e alla sicurezza nello svolgimento delle sue mansioni di tutti gli altri soggetti che partecipano all’udienza. Per tale motivo CGIL CISL e UIL chiedono sin d’ora che, in sede di conversione in legge del DL 137/2020, l’art. 23 sia emendato nel senso di consentire anche al verbalizzante di svolgere la sua attività da remoto.
Inoltre, l’aggravarsi della pandemia assume caratteri allarmanti e preoccupanti soprattutto negli UNEP perché in tale settore si sono sviluppati focolai di contagio a causa di gravi inadempienze ed intollerabili ritardi da parte dell’amministrazione nonostante gli impegni assunti personalmente dal Ministro in carica. Occorre pertanto attivare da subito i collegamenti telematici indispensabili per rendere smartabili le attività degli uffici NEP così come chiesto da CGIL CISL e UIL: ricezione e restituzione telematica delle notifiche e degli atti di esecuzione, pagamenti degli emolumenti UNEP, deposito degli atti presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione, contabilità, ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492 bis cpc.
Tenuto conto di quanto sopra evidenziato e delle altre novità introdotte dalla normativa emergenziale, specie in tema di difesa dei lavoratori fragili ed in tema di tutela della genitorialità, e considerato il contenuto dell’art. 18 nn. 2 e 3 dell’accordo (“le parti procederanno a verificare l’applicazione negli uffici delle disposizioni che precedono, anche in considerazione dell’eventuale sopravvenienza di fatti e normative tali da incidere significativamente sul contenuto dell’accordo o sulla sua interpretazione… le amministrazioni e ciascuna delle organizzazioni firmatarie hanno la facoltà di richiedere una nuova sessione di incontri tra la parte datoriale e la parte sindacale, decorsi almeno due mesi dalla sottoscrizione del presente accordo al fine di verificarne la persistente adeguatezza e valutare se del caso l’opportunità di eventuali modifiche”) CGIL CISL e UIL chiedono la convocazione con urgenza di un incontro e la trasmissione delle informazioni statistiche disponibili sulla materia (art. 18 n. 2 accordo: “l’amministrazione si impegna a fornire nell’ambito dell’ordinaria attività di relazioni sindacali le informazioni statistiche disponibili in merito”).
Distinti saluti
Roma, 13 novembre 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota n. 0405233.U del 12.11.2020 di cui all’oggetto
“Su assunzioni e rinnovo dei contratti nella Pa in legge di bilancio non ci sono risposte adeguate”. Così Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in merito a quanto emerge dalla lettura della bozza della legge di Bilancio, dalla quale: “Rispetto alle dichiarazioni del Governo delle scorse settimane – osservano -, non si intravede quella svolta necessaria per i settori pubblici, né sul fronte rinnovamento della Pa né su quello del cambiamento”.
Sull’occupazione, spiegano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, “da anni chiediamo di mettere a fuoco la grave emergenza occupazione nelle pubbliche amministrazioni, che anche il Covid ha dimostrato essere una priorità, se vogliamo dare risposte adeguate ai cittadini e non solo nel settore sanitario. Così come siamo costretti a registrare che neanche sul fronte contrattuale il governo ha scelto di investire sulla contrattazione per rilanciare una riforma urgente e necessaria del sistema di classificazione, un grande piano di riqualificazione del personale e i salari dei dipendenti che rimangono tra i più bassi d’Europa”.
Per queste ragioni, osservano i dirigenti sindacali, “avevamo già espletato le procedure relative allo stato di agitazione del personale dei comparti sanità, funzioni locali e funzioni centrali. Dal testo della manovra sul quale oggi ci sarà il confronto tra governo e sindacati, non ci sono ragioni che fanno venir meno la mobilitazione e quindi andremo avanti con proclamazione dello sciopero dei settori pubblici. Avevamo chiesto un tavolo con il Governo su assunzioni, contratti e interventi urgenti ed emergenziali sul fronte della sicurezza. Ad oggi questo confronto non è partito”.
La situazione nel paese, continuano, “desta forte preoccupazione e i lavoratori pubblici hanno agito con grande responsabilità: settore educativo, assistenti sociali, polizia locali, dipendenti degli enti che si occupano di previdenza e assistenza, medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e sociosanitari, lavoratori della sicurezza, a tutti questi lavoratori che sono parte del funzionamento meritano un rinnovo dignitoso del loro Contratto di Lavoro. Con il Recovery Fund il paese dovrà correre più veloce e fare bene sia dal punto di vista della progettazione che della spesa dei Fondi Europei. Non solo dobbiamo usarli per investimenti nel settore pubblico per dare più servizi e protezione ai cittadini ma dobbiamo anche qualificare e valorizzare chi lavora nel sistema pubblica. Le risorse sono uno strumento, il lavoro delle persone è quelle che rende gli investimenti cambiamento reale. Oggi è il sindacato confederale ad essere determinato sulla necessità di un cambiamento radicale del settore pubblico investendo su innovazione, competenze, riforma delle carriere mentre la politica continua con il dibattito ormai anacronistico sul fatto che il solo tenere le persone in un ufficio di per sé determina produttività”.
Nel contratto 16/18, ricordano, “le risorse del fondo previsto dal governo (85 euro medi), insieme all’indennità di vacanza contrattuale (20 euro), furono una prima risposta ad un blocco salariale imposto dal 2009. Sono ferme indennità da oltre 10 anni, non si sbloccano le risorse per la contrattazione decentrata e incentivare cosi la produttività (queste non sarebbero risorse aggiuntive ma nella disponibilità dei fondi e che norme e pareri della ragioneria generale dello stato bloccano). Insomma dal Governo si ripropone una ricetta vecchia come il cucco e che ad oggi ha fallito: burocrazia difensiva, nessun cambiamento, provvedimenti di legge che bloccano qualsiasi dinamismo organizzativo. Sono le stesse amministrazioni che stanno chiedendo in queste ore di avere maggiore flessibilità contrattuale, più personale, più strumenti per favorire l’innovazione”.
“Sono poche le risorse per il salario, poche e non per tutte le aree professionali le risorse per specifiche indennità, non c’è attenzione alla necessità di innovazione, vorremmo ad esempio poter superare inquadramenti professionali desueti e inserire le nuove figure professionali. In tale contesto, è prioritario che in sede di rinnovo dei contratti si affronti seriamente il capitolo delle relazioni sindacali al fine di restituire ruolo e valore alla contrattazione, in particolare attraverso la riappropriazione di materie utili alla gestione della transizione verso l’innovazione dei servizi a partire dall’organizzazione del lavoro e dalla salute e sicurezza che nel settore pubblico sono prerogativa del datore di lavoro mentre nel privato della contrattazione. Le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico dicono basta a questa opera di svalorizzazione e si preparano alla mobilitazione generale: è ora di cambiare la Pa e di farlo con chi rappresenta il lavoro. O ci sarà il tavolo del Governo con le Categorie per recuperare le risorse necessarie al cambiamento o continueremo nella nostra azione di lotta”, concludono Sorrentino, Petriccioli, Librandi e Turco.
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF in merito ai criteri di riduzione delle squadre per emergenza sanitaria in atto
“Esprimiamo profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai cari e ai colleghi dell’operatore sanitario dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, unendoci al lutto per la sua morte. Gli operatori sanitari tutti sono da mesi, e lo saranno ancora a lungo, esposti a stress intensi, sul piano fisico così come su quello psicologico. Vivono l’emergenza in prima linea mentre sono alle prese con condizioni di lavoro radicalmente mutate. Una combinazione che può generare disorientamento e angoscia, tali da incidere sul benessere psicologico. Tutelare le lavoratrici e i lavoratori che fanno vivere il nostro Servizio socio sanitario nazionale, sotto tutti gli aspetti, è fondamentale per la tenuta dello stesso. La ricerca di sempre maggiore sicurezza che ovunque rivendichiamo deve contemplare il prendersi cura del totale benessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Curare chi ci cura è la sola arma disponibile per traguardare l’emergenza da Covid-19 nella quale ci troviamo”. Lo afferma la Funzione Pubblica Cgil.
Pubblichiamo l’informativa dell’ ONA in merito alla circolare 10 che proroga la copertura sanitaria Unisalute per il periodo 30 novembre 2020- 30 novembre 2021
Pubblichiamo l’informativa con la quale l’Amministrazione dopo i solleciti da parte della Fp Cgil VVF, ha autorizzato su segnalazione dei Dirigenti la rimodulazione dell’orario di lavoro per le squadre operative nei territori denominati “Zone Rosse”