Al Capo D.A.P.
pres. dott. Bernardo PETRALIA
Roma
Al Vice Capo D.A.P.
cons. Roberto TARTAGLIA
Roma
Al D.G.P.R. – D.A.P.
dott. Massimo PARISI
Roma
E, per conoscenza Al P.R.A.P. Lazio, Abruzzo e Molise
dott. Carmelo CANTONE
Roma
Oggetto: Istituti Penitenziari del Lazio. Stato di agitazione del personale di Polizia Penitenziaria.
Egregi,
in considerazione della decisione sull’apertura di nuove sezioni detentive, destinate ad accogliere detenuti arrestati dalla libertà e da sottoporre a regime di isolamento precauzionale, presso alcuni II.PP. della Regione Lazio, la FP CGIL non può che esprimere viva ed inevitabile preoccupazione per gli aggravati discutibili carichi di lavoro in capo al personale che, già da tempo e forse fin troppo , soffre di una carenza cronica.
Nell’evidenziare, inoltre, il mancato coinvolgimento preliminare delle Organizzazioni Sindacali, seppur non essendo materia negoziale ma sicuramente un momento di utile confronto, la FP CGIL rammenta la sua piena volontà di aderire ad una serie di iniziative che saranno poste in essere, a sostegno del cartello sindacale unitario datato 29/10/2020, ove è stato indetto lo stato indicato in oggetto.
Comprendiamo responsabilmente la situazione generale di tutte le carceri, anche interdistrettuali, nonché la pandemia che, giorno dopo giorno, evolve con i suoi effetti oggettivi, ma rammentiamo che quanto sopra merita una particolare e scrupolosa attenzione.
La Regione Lazio, nella sua articolata complessità penitenziaria, non può e non deve in nessun modo essere minimizzata rispetto alla questione. Pertanto, chiediamo a tutti gli attori istituzionali ogni ulteriore rivisitazione ed opportune attività al riguardo.
Distinti saluti.
f.to Maria CAMPANELLA f.to Stefano BRANCHI
Coord. Reg. FP CGIL Roma Lazio Coord. Naz. FP CGIL
Polizia Penitenziaria Polizia Penitenziaria
Pubblichiamo le presentazioni di sintesi delle principali informazioni sulle direttive del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco in merito all’emergenza epidemiologica in atto
Pubblichiamo le informative della Direzione Centrale per la Formazione in merito alla formazione e re-training interni per il personale in servizio, della didattica dei corsi in ingresso 89° per Allievi Vigili del Fuoco e XXXII Primi Dirigenti
Pubblichiamo la nota della struttura territoriale Fp Cgil VVF con la quale chiede chiarimenti in merito all’organizzazione e la ripartizione dell’attività di prevenzione incendi svolta dal personale
La Direzione Centrale per la Formazione sospende le attività che si sarebbero dovute svolgere presso la Scuola di Formazione Operativa riguardo i sistemi di spegnimento e il soccorso su incidenti stradali con l’utilizzo di tecniche innovative
Pubblichiamo lo schema di regolamento per le modalità di concorso pubblico per l’accesso alla qualifica di Vigile del Fuoco per i settori di specialità Aeronavigante, Nautico e Sommozzatore , così come previsto dal D.Lgs 217/2005
Si è svolta ieri la prevista riunione avente ad oggetto il FRD 2019, proseguimento dell’incontro avvenuto
in data 29 luglio scorso. L’Amministrazione ha riproposto al tavolo lo stesso accordo con
l’aggiunta di due clausole programmatiche che riguardano I criteri per le posizioni organizzative e
le progressioni economiche orizzontali. Riguardo la prima questione si trattava di un rinvio al 2021
per I criteri da adottare nel 2022, mentre per le PEO si rinviava al 2021 il semplice stanziamento di
somme, senza entrare nel dettaglio di partecipanti, criteri e soprattutto tempi certi di stipula.
In sostanza si è trattato di un uleriore rinvio delle cleusole programmatiche già insertite nell’accordo
dell’anno scorso. Pertanto, vista l’assenza di quanto richiesto nella precedente riunione, abbiamo
deciso di non firmare l’accordo.
Abbiamo ritenuto irricevibile una proposta che di fatto procrastinava l’impegno preso l’anno scorso
dall’Amministrazione, che non trovava applicazione nell’accordo in questione.
A margine della riunione abbiamo chiesto la tempistica della procedura di stabilizzazione del personale
comandato e ci è stato detto che, in terza area, ci sono meno domande dei posti disponibili,
mentre in seconda area, c’è un numero leggermente superiore ai posti disponibili. In ogni caso si
prevede di chiudere la procedura entro fine anno.
Per quanto riguarda il pagamento del CUT ci è stato solamente detto che sono in corso le lavorazioni
propedeutiche al pagamento.
Fp Cgil nazionale
Americo Fimiani – Daniele Gamberini
Maggiori risorse, un nuovo sistema di relazioni sindacali, l’elezione delle Rsu, l’introduzione dell’Inail e della previdenza complementare. Sono queste alcune delle rivendicazioni avanzate dalla Funzione Pubblica Cgil in occasione dell’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto nazionale dei Vigili del Fuoco per il triennio 2019/2021, alla presenza della ministra della Pa, Fabiana Dadone. La Funzione Pubblica Cgil, rappresentata dal segretario nazionale, Florindo Oliverio, e dal coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, “ha avanzato una serie di questioni tra cui la necessità di stanziare maggiori risorse economiche per il rinnovo del contratto per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, così come per tutti i contratti pubblici”.
Inoltre, ha osservato la categoria, “serve perfezionare il sistema delle relazioni sindacali immaginando che per tutte le materie considerate riserva di legge, attualmente non oggetto di contrattazione tra le parti, possano diventare oggetto di istituti di partecipazione, informazione e confronto. Quanto accaduto con la distribuzione delle risorse dell’ultima legge di bilancio al personale del corpo dei Vigili del Fuoco, avvenuta in maniera unilaterale con il decreto legge n. 76 del 2020 non dovrà più avvenire e l’occasione del rinnovo del contratto ci vedrà protagonisti nel rivendicare una preminenza della contrattazione fino a richiedere la modifica di quanto distribuito unilateralmente”.
Tra gli obiettivi che la Fp Cgil si pone con il rinnovo del contratto 2019/2021, “oltre a dare seguito a tutte le materie citate nell’addendum 2016/2018: le elezioni democratiche delle Rsu, il riconoscimento di una adeguata assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali (Inail) e avviare immediatamente la previdenza complementare per il personale accedendo al fondo del pubblico impiego Perseo Sirio, un riordino del sistema di classificazione del personale e l’aumento in termini economici di tutte le indennità oggi esistenti con una rivisitazione e snellimento delle procedure emergenziali. Punti che fanno del contratto – conclude la Fp Cgil – non un costo ma un investimento per il paese, rimanendo in attesa di una prossima convocazione”.
A seguito del primo incontro con il Ministro della Pubblica Amministrazione in merito alla convocazione per le procedure negoziali trienni 2019-21, pubblichiamo il resoconto dell’ incontro
“Ribadiamo la nostra contrarietà all’accordo siglato per l’affidamento dei tamponi negli studi privati dei medici di medicina generale. Il problema non è la disponibilità di tutti i professionisti, compresi quindi anche i medici di medicina generale, ma la loro sicurezza e quella dei cittadini”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, in merito all’accordo siglato perché medici di famiglia e pediatri possano fare tamponi rapidi nei loro studi.
“Chiediamo garanzie – osserva il dirigente sindacale – per un servizio sicuro, efficace ed efficiente. Serve un accordo chiaro che coinvolga tutti gli operatori e non solo una categoria, peraltro di libero professionisti troppo isolati e abbandonati dal sistema. Non possiamo rischiare di frammentare i percorsi di tracciamento, che al contrario hanno bisogno di un sistema coordinato e governato. Proponiamo di usare le risorse per potenziare l’assistenza territoriale invece di distribuirle a pioggia sulle decine di migliaia degli studi di medici che chiedono solo di assistere i propri pazienti in luoghi sicuri”.
Per queste ragioni, continua Filippi, “contestiamo la sottoscrizione di Intesa Sindacale dell’accordo. Non capiamo perché il delegato presidente di Intesa Sindacale, Biagio Papotto, abbia deciso di firmare un accordo nonostante non avesse avuto mandato, né da noi né da Simet, soci fondatori di Intesa, alla sottoscrizione. Si tratta di una grave mancanza di rispetto dei processi democratici decisionali di coinvolgimento della base e degli iscritti, che fino ad oggi aveva contraddistinto i rapporti all’interno della nostra aggregazione sindacale”.
Per la Fp Cgil Medici, “che al contrario è coerente con le decisioni prese nelle assemblee degli iscritti, il problema dell’accordo rimane la sicurezza dei medici e dei cittadini, che viene minata dalla prospettiva dei tamponi in studi privati non idonei. Siamo fermamente convinti che i test e il tracciamento siano fondamentali per contenere la pandemia ma vanno affrontati potenziando quei servizi che sono in grado di organizzare percorsi sicuri ed efficienti”, conclude Filippi.
Roma, 28 ottobre 2020
Al Capo del D.A.P.
Pres. Bernardo PETRALIA
Roma
Al Vice Capo D.A.P.
Dott. Roberto TARTAGLIA
Roma
Al D.G.P.R. – D.A.P.
Dott. Massimo PARISI
Roma
E, p.c. Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria verso la Casa Circon-dariale Campobasso.
Egregi,
di recente nella Casa Circondariale Campobasso si è verificato l’ennesimo episodio di ag-gressione. Nello specifico, un detenuto, con problemi psichiatrici, ha aggredito alcuni poli-ziotti durante il turno di servizio. A uno avrebbe staccato un orecchio a morsi.
Dopo l’accaduto il Sovrintendente è stato portato in ospedale. In aggiunta, ci risulterebbe che il ristretto in passato avesse già aggredito altri Poliziotti con le medesime modalità.
Oltre ad esprimere la nostra solidarietà per quanto accaduto, ribadiamo che i detenuti por-tatori di disturbi mentali costituiscono ormai una percentuale altamente significativa all’interno degli istituti penitenziari, tanto da diventare un’emergenza che non possiamo gestire in quanto privi di mezzi e formazione idonei a disposizione. I ristretti con tali problematiche dovrebbero essere detenuti in strutture idonee con personale specializzato al trattamento di tale patologia.
Per quanto sopra esposto, al fine di tutelare la sicurezza dei lavoratori e contemporanea-mente garantire a persone con patologie psichiche un trattamento ed una cura specifica e mirata, non possibile da assicurare in carcere, la FP CGIL chiede autorevoli ed impellenti interventi per porre fine a tali criticità anche costituendo accordi, tramite il servizio sanita-rio, con delle strutture specializzate per tali trattamenti.
Certi di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il coordinatore nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI