Fare luce sul fallimento in Europa della gestione del Coronavirus nelle case di cura e nelle residenze per anziani o persone con disabilità. È la richiesta di Epsu, la Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici, insieme ad Age Platform Europe e al Forum Ue per la disabilità (Edf), avanzata in una lettera al Presidente del Parlamento Ue, David Sassoli.
Questi tre soggetti chiedono, infatti, al Parlamento Europeo “di indagare in tutta l’Ue sul fallimento nella gestione dell’impatto del coronavirus nelle case di cura e residenze per anziani o persone con disabilità”, entrando nel dettaglio delle mancanze che hanno fatto registrare, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, circa la metà dei decessi nelle residenze per anziani e nelle case di cura.
Dura la denuncia: “Gli Stati – scrivono – si sono rifiutati di considerare prioritaria la situazione nelle case di riposo e residenze per anziani provocando significativi ritardi nella risposta a questa crisi e mostrando indifferenza alle richieste dei lavoratori e degli utenti in termini di dispositivi di protezione e protocolli di sicurezza”. Un atteggiamento, aggiungono, “che ha contribuito a migliaia di morti e al diffondersi del contagio che si sarebbe potuto evitare”.
Un esempio citato è il caso Lombardia dove, riportano, “sono mancate misure e dispositivi di protezione per il personale e in alcuni casi, anche in presenza di questi ultimi, il personale non era autorizzato ad utilizzarli perché i residenti non mostravano sintomi”. La denuncia continua ribadendo che “i lavoratori e gli utenti dei servizi di assistenza non sono cittadini di seconda classe ed è imperativo che venga avviata un’indagine ufficiale europea” e conclude che ciò è dovuto ” a coloro che ricevono cure e ai lavoratori infetti, così come alle vittime, ai loro alle famiglie e a tutti in Europa”.
La lettera è stata immediatamente appoggiata e rilanciata da alcuni membri del Parlamento Europeo, tra gli italiani Pierfrancesco Majorino e Fabio Massimo Castaldo, che in una nota si impegnano “a garantire che il Parlamento europeo abbia la volontà e la forza di scoprire e ricostruire ciò che è successo, rafforzare l’attenzione su queste strutture, trovare alternative ed evitare altri errori e tragedie”.
Come Fp Cgil riteniamo che si tratti di una iniziativa importante che scaturisce anche dalle numerose denunce effettuate dalle nostre strutture e prese in carico dal sindacato Europeo. Bisogna andare a fondo alla questione che ha coinvolto lavoratori ed utenti a causa di una gestione scorretta e superficiale, ciò che è accaduto non deve ripetersi e noi saremo in prima linea per evitarlo e denunciare altre storture.
“Abbiamo chiesto con forza la convocazione di un confronto per modificare l’attuale sistema custodiale adottato nelle carceri del nostro paese e per questo accogliamo con favore l’iniziativa assunta dal Capo del Dap, Bernardo Petralia, di aprire un confronto sul tema con le organizzazioni sindacali”. Questo il commento della Fp Cgil alla notizia della convocazione giunta dal vertice del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
“Dopo tante inutili passerelle di politici che quando sono all’opposizione si fanno fotografare al fianco dei poliziotti penitenziari – prosegue la Fp Cgil -, mentre quando sono al governo non fanno nulla per migliorare le loro condizioni di lavoro, finalmente un atto concreto che potrebbe portare ad un reale cambiamento tale da far uscire il sistema carcere dalla profonda crisi in cui versa da tempo”.
Per il sindacato si tratta, inoltre, di “un atto che assume maggior rilievo per la decisione assunta dai vertici del Dap di confrontarsi con le rappresentanze di tutti i lavoratori che operano nel sistema carcere, poiché da questa crisi si esce solo con un progetto forte e ampiamente condiviso che punti ad unire il mondo del lavoro e non a mettere gli uni contro gli altri come qualcuno sta tentando di fare. Noi abbiamo pronte le nostre proposte e siamo determinati a fare la nostra parte. Non è più il momento degli spot elettorali, servono interventi urgenti e qualificati”, conclude la Fp Cgil.
Il 7 luglio si è svolta l’audizione con la I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle Proposte di Legge C. 242, C. 255, C. 318, C. 451, C. 705, C. 837, C. 1121 e C. 1859, recanti disposizioni per il coordinamento in materia di politiche integrate per la sicurezza e di polizia locale.
Nel corso dell’audizione abbiamo evidenziato la necessità di portare, concretamente, a compimento una legge di riforma per la Polizia Locale, che risolva i punti nodali del nuovo ordinamento, delle funzioni, dell’ accesso alle banche dati, della concreta esigibilità delle tutele, delle risorse a sostegno della sezione dedicata nel CCNL.
In basso la memoria unitaria consegnata alla Commissione, con l’impegno ad attenzionare l’iter dei lavori per provare ad impedire che, anche questa volta, la nuova legge quadro per la Polizia Locale non veda la luce come, purtroppo, già successo negli ultimi anni.
Pubblichiamo la nota di convocazione concernente la distribuzione economica per il personale specialistico riguardo le risorse stanziate di cui art 15 comma 5 del Dl 19 agosto 2016 n 177 e art 10 comma 5 del Dl 06 ottobre 2018 n.127.
Pubblichiamo la nota emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Finanziarie in merito alla nuova modalità per la liquidazione dell’indennità per i settori specialistici sommozzatori e nautici
“Puntare allo sviluppo del settore dell’igiene ambientale, per proiettarlo in termini di sostenibilità nel futuro, garantendo un efficace ed efficiente servizio ai cittadini e diritti e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti”. Così la Fp Cgil commenta il memorandum avviso comune condiviso congiuntamente tra sindacati e controparti per invitare la politica ad affrontare insieme le attuali criticità del sistema di raccolta, trattamento e valorizzazione dei rifiuti, anche per restare in linea con i nuovi obiettivi proposti dalle quattro direttive europee sull’economia circolare.
Gli assi individuati dal memorandum, spiega la Funzione Pubblica Cgil, “che vanno da un nuovo quadro normativo per il settore ad adeguati investimenti, specie nel Mezzogiorno, insieme a politiche del lavoro che abbiano al centro il tema della tutela della salute e della sicurezza degli addetti, sono gli elementi imprescindibili per traghettare nel futuro il settore, intercettando crescita e sviluppo. Le lavoratrici e i lavoratori interessati, come ampiamente dimostrato nel corso dei mesi dell’emergenza pandemica, sono un pilastro del settore. Valorizzare il servizio offerto e tutelare la loro salute e sicurezza, devono e dovranno essere, in linea con il memorandum, elementi centrali all’interno del prossimo contratto. Quest’ultimo dovrà essere unificato tra pubblico e privato, anche e soprattutto per evitare il ricorso a contratti spuri e forme di dumping contrattuale. È il lavoro, insieme agli investimenti e al nuovo quadro normativo, che può e deve contribuire a intercettare sviluppo e crescita per il settore dell’igiene ambientale”, conclude.
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Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito alle benemerenze per gli eventi atmosferici che hanno colpito la regione Emilia Romagna nel periodo Febbraio-Marzo 2018
La FP CGIL si cura di TE
La Fp Cgil ha attivato per i suoi iscritti, una polizza assicurativa gratuita, che ci assicura e ci tutela per i rischi da colpa grave durante il servizio.
“Siamo assolutamente contrari all’ipotesi di provincializzazione delle funzioni e degli uffici della Corte dei Conti e della rispettiva Procura in Trentino Alto Adige. L’ennesimo tentativo di introdurre tasselli per l’autonomia integrale, in un ambito rilevante come quello dei controlli sulla legittimità finanziaria dell’operato delle Pubbliche Amministrazioni. Saremo in campo con iniziative e mobilitazioni per impedire che questo progetto si realizzi”. Questa la ferma posizione della Funzione Pubblica Cgil.
“Comporterebbe rilevanti criticità nel rapporto tra controllori e controllati, minando l’indipendenza di giudizio e di iniziativa dei controllori, subordinata a dotazioni di mezzi e risorse di pertinenza provinciale – puntualizza la Fp Cgil -. Sul piano contrattuale poi, è già stata dimostrata scarsa attenzione verso i lavoratori interessati, con rischio di pesanti sconvolgimenti sia di tipo contrattuale che professionale. La mancanza di politiche assunzionali tempestive per colmare i vuoti di organico (nel determinare l’aumento dei disagi dei cittadini e delle cittadine oltre che degli stessi addetti) può innescare inevitabilmente un consenso a prescindere rispetto a questo tipo di operazioni”. Fin qui inoltre, fa sapere il sindacato, “tutti i processi di delega avviati si sono caratterizzati per una scarsa attitudine al recupero di efficienza e per complicazioni a scapito della regolare attività degli Uffici, dell’adeguamento di mezzi e risorse e del regolare esercizio delle funzioni. Infine – prosegue -, in relazione al rapporto tra autonomie differenziate e autonomie speciali, è da sottolineare il rischio di un gioco al rialzo che polverizzi la pubblica amministrazione sostituendola con localismi inefficienti, non comunicanti, o addirittura discriminanti tra cittadini stessi di un medesimo Stato”.
“Si ripete una storia ampiamente praticata negli ultimi anni, anche per la Giustizia e le Agenzie Fiscali, e che ha dimostrato il suo essere fallimentare. Per questo affermiamo la nostra assoluta contrarietà a tale ipotesi e ci mobiliteremo per impedirne la realizzazione”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.
Pubblichiamo la nota unitaria delle Organizzazioni Sindacali territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF, con la quale chiedono all’Amministrazione Comunale e a quella del Corpo, un interessamento per l’annosa situazione della sede VF di Mostra, che con la sua ipotetica chiusura rischia di mettere a repentaglio la sicurezza della cittadinanza
A seguito della Circolare operativa del settore Cinofilo emanata dalla Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo, questa Organizzazione Sindacale ha chiesto la sospensione provvisoria della stessa e l’istituzione di un tavolo tecnico per delineare le linee guida del settore