Roma, 27 Novembre 2019
RIORGANIZZAZIONE/SOPPRESSIONE CENTRI DOCUMENTALI
In data odierna si è tenuto l’incontro sollecitato da FP CGIL CISL FP e UIL PA, con
Stato Maggiore Esercito con all’ordine del giorno i provvedimenti di riorganizzazione/
soppressione dei Centri Documentali (CEDOC), dei relativi Comandi Militari Esercito
(CME) e l’Ospedale Militare Lungodegenti di Anzio.
CENTRI DOCUMENTALI
Nel corso della riunione l’Amministrazione ci ha fornito le informazioni sulla riorganizzazione
in corso che, come anticipato nel comunicato del 1 agosto 2019, prevede:
– Sedi in cui verranno costituiti gli Uffici Documentali all’interno dei CME (laddove
i CEDOC si trovano nella stessa sede del CME).
– Sedi in cui verranno costituite strutture organizzative, per il tempo necessario
alla digitalizzazione degli archivi, dipendenti dall’ Ufficio documentale
principale (es. l’Ufficio documentale presso il COMFOP Napoli avrà alle sue dipendenze
le articolazioni costituite su Salerno e Caserta). In merito alla digitalizzazione
degli archivi, per il suo completamento, è prevista una tempistica sul
lungo termine (oltre dieci anni).
– Nell’ eventualità che i CEDOC soppressi fossero situati in città dove non sia presente
il CME, le attività saranno svolte da CME regionale tramite la sede distaccata,
con dotazione organica ridotta e ricollocazione di parte del personale (es.
Catania).
Saranno costituiti gli Uffici documentali (UDOC) all’interno dei CME o in sedi distaccate
nelle seguenti regioni:
– Marche con sede Ancona
– Sardegna con sede Cagliari
– Lombardia con sede Milano
– Sicilia con sede Palermo
– Friuli V.G. con sede Udine
– Abruzzo – Molise (in quanto il CME Abruzzo assumerà le competenze del Molise)
con sede Chieti.
Poiché il provvedimento ordinativo avrà efficacia dal 31 dicembre 2019, mentre le procedure
per il reimpiego saranno attuate successivamente, in un primo momento tutto
il personale in servizio presso i CEDOC sarà ricollocato nei relativi Uffici Documentali.
Di seguito il reimpiego dei dipendenti civili in servizio presso i CEDOC sarà attuato tramite:
– Procedura ordinaria per le sedi di Caserta, Salerno, Catania, Verona, Roma (in
quanto l’UDOC sarà costituito presso la caserma Slataper e non nella caserma
“Manara” attuale sede del CEDOC);
– Procedura semplificata per le sedi di Como, Brescia, Cagliari, Milano, Palermo,
Chieti, Udine, Lecce, Ancona.
Per quanto attiene le TT.OO. dei costituendi Uffici Documentali e le procedure di reimpiego
l’Amministrazione, recependo le nostre osservazioni fatte nella riunione del 31 luglio
scorso, ha assicurato che a breve saranno aperti tavoli di confronto con le RSU ed
OO.SS. territoriali, concordando altresì che:
a) Sarà valorizzato il ruolo del personale civile, il cui reimpiego dovrà essere coerente
alla Direttiva SMD sulle funzioni del personale civile e che saranno salvaguardate
tutte le posizioni organizzative, riservando ai Funzionari civili gli incarichi di
Capo Sezione e non di Capo Nucleo, così come inizialmente proposto;
b) Il personale sarà reimpiegato presso Enti insistenti nella stessa provincia;
c) Saranno valorizzate le richieste di transito presso altre Amministrazioni, anche
fuori regione;
d) Laddove si evidenzieranno criticità nel reimpiego il personale sarà mantenuto in
sovrannumero presso il costituito Ufficio Documentale;
e) Il confronto proseguirà per la definizione delle tabelle organiche anche a seguito
dei dati aggiornati sui pensionamenti.
OSPEDALE MILITARE LUNGODEGENTI
L’Amministrazione ha riferito che non ha intenzione di perdere/modificare la capacità
operativa dell’Ente (intesa anche come organici) e che il bando di gara non vincolava la
Forza armata alla cessione ma aveva esclusivamente carattere esplorativo per l’eventuale
concessione in gestione di una parte della struttura.
Fuori ordine del giorno è stato consegnato il documento inviatoci dalla RSU dell’Istituto
Geografico Militare di Firenze e dalle OO.SS. Territoriali, con la richiesta di urgente convocazione
di un tavolo specifico per il confronto sulla problematica rappresentata.
Infine, allo scopo di evitare inutili incomprensioni nei territori interessati, è stata sollecitata
la riattivazione delle periodiche sessioni informative sui provvedimenti di riorganizzazione
e di soppressione.
L’Amministrazione recependo le nostre osservazioni ha assicurato che ne valuterà le
possibilità di attuazione.
Vi terremo informati.
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Ministero Difesa
Roberto De Cesaris
“La discussione in atto tra Ministero della Salute e Regioni mantiene un’impostazione che non condividiamo sulle risorse aggiuntive regionali (Rar), pur segnando significativi passi in avanti soprattutto nel tentativo, da noi fortemente voluto e condiviso dalle regioni, di contrastare le obiezioni del Mef sul superamento dei tetti di spesa sul personale, così come sanciti dal decreto Calabria”. È quanto affermano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito alla discussione sul Patto per la salute.
La possibilità, proseguono, “affidata alle Regioni in equilibrio economico e rispettose dei Lea, se da un lato apre spazi importanti per la contrattazione integrativa regionale e aziendale, dall’altro, anche nella formulazione auspicata da Ministero e Regioni, si caratterizza per un’intrusione senza precedenti nelle prerogative affidate alla contrattazione nazionale. Non solo se ne fissano le quantità ma si individuano modalità di distribuzione e ulteriori istituti contrattuali che non sono previsti dai contratti nazionali. La proposta, inoltre, rischia di moltiplicare ulteriormente le differenze sui trattamenti stipendiali dei lavoratori e delle lavoratrici del Servizio sanitario nazionale”.
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “si tratta di un’ingerenza promossa principalmente dal Mef a cui non pare corrispondere un’opposizione da parte della Regioni. A questo punto, quindi, diventa indispensabile che il Governo e più in generale le istituzioni chiariscano se la reale intenzione è quella di favorire il confronto e il rapporto fra le parti sociali, sia a livello nazionale che sui territori, o, al contrario, se dobbiamo aspettarci una nuova fase di interventi a gamba tesa nei confronti della contrattazione, concludono.
ISPETTORI E SMART-WORKING: UN TABÙ’ SUPERABILE
Nei mesi scorsi, com’è noto, si è chiuso un accordo sullo smart-working, da noi
non sottoscritto.
Uno dei tanti motivi per cui abbiamo ritenuto di non sottoscriverlo riguarda il
personale coinvolto. Sin dal primo incontro avevamo proposto
all’Amministrazione di considerare i colleghi ispettori di vigilanza come
personale automaticamente in smart-working, per le caratteristiche stesse
dell’attività svolta. Si tratta, difatti, di un tipo di attività chiaramente eseguita
in modo agile: l’ispettore riceve la sua programmazione e poi si organizza
autonomamente, tornando in ufficio quando serve e comunque coordinandosi
col proprio ufficio.
Riconoscere automaticamente lo smart-working agli ispettori avrebbe almeno
due effetti importanti: sarebbe un riconoscimento ufficiale di quello che già
accade e toglierebbe, dalla base di calcolo del 10%, più di un migliaio di
colleghi, dando così modo ad altri lavoratori di presentare domanda.
L’incomprensibile chiusura dell’Amministrazione alla nostra proposta continua a
lasciarci perplessi. Su questo, come su altri punti, torneremo a batterci non
appena si attiverà il tavolo di monitoraggio.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
RISTABILIAMO LA VERITA’ DEI FATTI
Non molto tempo fa abbiamo risposto a un comunicato della FLP, infarcito di falsità nei
nostri confronti ed ora ci risiamo.
Del resto, lo stile di questa sigla è fondato esclusivamente sull’attacco al sindacato
confederale: potremmo dire che senza di noi la FLP non saprebbe come altro giustificare
la propria esistenza.
Così, nei giorni scorsi si è dovuta letteralmente inventare che, presso la Itl di Mantova, la
Cgil e la Cisl, pur presenti a livello di RSU, sarebbero rimaste totalmente inermi e inerti di
fronte a un dirigente che distoglie personale ispettivo dalla sua attività per adibirlo a
mansioni amministrative.
Ci preme quindi ristabilire la verità dei fatti, peraltro già nota ai colleghi dell’Itl di Mantova,
compresi gli iscritti alla FLP.
L’ispettore adibito a mansioni di funzionario informatico contro la sua volontà, cui fa
riferimento la FLP nel suo comunicato, non è iscritto alla FLP ma a una delle due sigle
scriventi. Per tutelarlo, una di queste due sigle si è prontamente attivata, con esiti vittoriosi.
La FLP, dunque, non c’entra, non c’era e se c’era dormiva o guardava altrove.
La rappresentante di una delle due sigle confederali scriventi è, invece, una ispettrice già
parzialmente adibita ad altre attività, che potrebbe essere direttamente interessata da una
totale adibizione ad altre mansioni e su cui siamo pronti a intervenire, qualora ciò dovesse
accadere.
Ciò detto, aggiungiamo che quando abbiamo incontrato la Ministra del Lavoro abbiamo
fatto presente che, ad oggi, a causa della carenza di personale amministrativo centinaia di
ispettori in tutta Italia sono usati per compiti amministrativi, per cui urge un intervento
immediato. Queste cose la FLP le sa, perché erano presenti all’incontro e concordavano
con noi, ma si guarda bene dal dirle nei suoi comunicati.
Del resto in Abruzzo, Regione in cui la FLP ha i suoi riferimenti nazionali, un vecchio
proverbio recita: “La gallìne fà l’ove e a lu galle ‘je ‘ngenne lu cule”, “la gallina ha fatto
l’uovo, ma al gallo fa male il sedere”.
Alla FLP diamo un consiglio: invece di denigrare le altre sigle per nascondere il vuoto, lavori
per costruire condizioni migliori per i lavoratori e maggiori tutele per i cittadini.
FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Michele Cavo
Pubblichiamo la nota unitaria inviata ai Consiglieri Comunali di Bari dalle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal nella quale lamentano la grave carenza di personale a discapito del soccorso dei cittadini della metropoli e l’ O di G presentato dal Consiglio comunale
Pubblichiamo la circolare 7/a emanata dall’ONA riguardo la proroga assicurativa UNISALUTE
Pubblichiamo le bozze di DM relative al :
Regolamento Modalità di svolgimento dei concorsi straordinari accesso qualifiche di direttore, direttore logistico-gestionale e direttore informatico del CNVVF art. 259 DLgs 217/2005.
Regolamento Modalità di svolgimento dei concorsi straordinari per accesso alle qualifiche di primo dirigente logistico-gestionale, primo dirigente informatico e primo dirigente preposto alla comunicazione in emergenza del CNVVF art. 260 DLgs 217/2005
DM Individuazione dei titoli di studio per l’accesso alle qualifiche iniziali dei ruoli del personale direttivo del CNVVF di cui al Titolo II DLgs 217/2005.
Pubblichiamo l’ informativa e il relativo decreto del Capo Dipartimento Direzione inviato dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo la valutazione annuale in carriera per il personale non dirigente Decreto n° 4704 del 26.11.2019
Pubblichiamo la bozza di modifica al decreto del Capo Dipartimento del 22 ottobre 2015 n° 53 sulla regolamentazione dei titoli aeronautici
COMUNICATO SULL’INCONTRO DEL 25 NOVEMBRE 2019
CON IL MINISTRO DELLA SALUTE ROBERTO SPERANZA
Nella mattinata del 25 novembre 2019, alle ore 9.30, nella sede di via G. Ribotta 5, si è tenuto
l’incontro con il Ministro della Salute On. Roberto Speranza, dove sono state affrontate le
problematiche riguardanti le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della Salute.
La parte pubblica era composta oltre al Ministro Speranza, dal Presidente Zaccardi, Capo di
Gabinetto, dal Dott. Iachino, Vice Capo di Gabinetto, dal Dott. Celotto, dalla D.ssa Ugenti, dal Dott.
Milonis e dalla Dott.ssa Salbitani, mentre le OO.SS. presenti erano la FP CGIL, rappresentata da
Francesco Quinti, da Valeria Di Giorgi Gerevini e da Fabio Lupi, la FPCISL, la UILPA, la USB, la FLP,
la UNADIS, la DIRSTAT, e l’ASSOMED .
L’incontro è stato introdotto dal Dr. Celotto che ha pregato i rappresentanti sindacali di fare un
primo giro di interventi brevi per dare modo al Ministro di ascoltare le istanze di tutte le OO.SS. in
quanto avrebbe dovuto lasciare l’incontro per degli impegni istituzionali .
Francesco Quinti a nome della FPCGIL ha ribadito la necessità di implementare il Fondo Unico
di Amministrazione del personale delle aree funzionali del Ministero, in una misura pari a 3.500.000
se del caso utilizzando analogo strumento normativo già utilizzato dal Ministero dell’Interno con la
legge di bilancio 2018, in quanto sono stati utilizzati 2.700.000 per consentire al personale delle aree
funzionali di poter accedere – come già per i colleghi di tutte le altre amministrazioni pubbliche – alle
progressioni economiche 2017, 2018 e 2019, mentre la restante somma servirebbe a livellare le
nuove posizioni assunte dai lavoratori, che sono rimasti da anni al palo sia per quanto attiene
all’assenza di gratificazioni economiche che per effetto del blocco imposto alle carriere.
La seconda richiesta formulata al Ministro è stata quella di avviare l’urgente assunzione di un
congruo contingente di personale tecnico e amministrativo delle aree funzionali del Ministero.
Considerando l’attuale ridotto organico determinato dal blocco del turn over, l’età media dei lavoratori
in servizio – che si attesta attorno ai 56 anni, con una prospettiva di pensionamento nel triennio che
complessivamente sfiora il 30% del personale -, e il possibile accesso alla pensione anticipata per
effetto di quota 100, la conseguenza che si prefigura nei prossimi tre anni in assenza di adeguati
interventi di sostegno è la totale fuoriuscita di quei dipendenti e il sostanziale blocco delle rilevanti
attività istituzionali affidate al dicastero, come peraltro sta già accadendo oggi negli Uffici periferici, in
perenne stato di sofferenza per la grave carenza di personale, mezzi e strutture. Segnalazioni che ci
giungono continuamente dai singoli Uffici operativi (Genova, Bologna, Taranto su tutti), e che ci
consegnano una realtà inquietante: la mancanza del personale causa l’impossibilità di rispettare le
percentuali di campionamento minime stabilite dalla Comunità Europea per le merci sotto controllo
accresciuto. Esiste un piano straordinario di assunzioni per le aree funzionali messo a punto
dall’amministrazione e presentato al Dip. Funzione Pubblica lo scorso anno, che sollec
ita l’indispensabile reclutamento di almeno 350 persone, 100 per la II^ area e 250 per la III^. Da
questo bisogna ripartire subito.
Collegata alla necessità di avviare i concorsi esterni riteniamo siano ormai maturi i tempi per
avviare le selezioni per le progressioni verticali per tutte le aree funzionali, al fine di conferire dignità e
il riconoscimento del lavoro sempre garantito da quei dipendenti che pur appartenendo alla seconda
area funzionale, svolgono da anni compiti di responsabilità per l’Amministrazione con importanti profili
di rilevanza esterna.
E’ stata segnalata come indispensabile, sollecitare la pratica di una modalità di relazione
sindacale più consona e partecipata tra le parti al Ministero, orientata all’ascolto delle istanze dei
lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali piuttosto che all’assunzione di decisioni unilaterali che
troppo spesso ormai denotano ferma imposizione da parte del vertice dell’amministrazione.
Altro tema di rilevante attualità è quello della stabilizzazione del personale non medico operante
negli ambulatori direttamente gestiti dal Ministero della salute per l’assistenza sanitaria e medico
legale al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile (trattasi di circa 89 precari tecnici ed
infermieri impegnati sul territorio nazionale), rimasti ancora vincolati ad un rapporto di lavoro di tipo
convenzionale che non gli consente di avere pieno accesso ai diritti stabiliti dalla normativa vigente e
ai Contratti collettivi di lavoro.
Lavoratori a cui andrebbe finalmente riconosciuto ed integrato nel personale del Ministero della
Salute.
Infine, è stata portata all’attenzione del Ministro l’urgente bisogno di affrontare e risolvere
definitivamente la situazione afferente l’organizzazione dell’Ufficio X della DG Prevenzione. Segnalata
all’Amministrazione in numerose occasioni a partire dalla bozza di Regolamento del Ministero del
2015 e a seguire il decreto del 2016, senza che la paradossale situazione nella quale versa tutta
l’organizzazione del lavoro e del servizio reso, abbia avuto il benché minimo cambiamento. Sono anni
che mettiamo in luce un sistema logistico organizzativo senza capo né coda, con un Ufficio che solo
sulla carta è centrale ma che in effetti ha sedi sparse su tutto il territorio nazionale che convivono
negli Uffici USMAF, generando disagio e problemi sia ai lavoratori del SASN – che solo
funzionalmente dipendono da quella DIREZIONE GENERALE, ma che gerarchicamente devono
rispondere al direttore dell’USMAF – sia all’espletamento del servizio.
Per quanto riguarda la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Dirigenza, è intervenuta
Valeria Di Giorgi Gerevini che ha rilevato come la presenza di una dirigenza sanitaria professionale al
Ministero delle salute che è stata mal rappresentata nel CCNL dirigenza funzioni centrali
recentemente sottoscritto. Le criticità del CCNL sono state evidenziate in una nota a verbale firmata
da CGIL, CISL, UIL e UNADIS.
In particolare ha sottolineato la necessità di risolvere in sede di contrattazione decentrata le
principali problematiche del CCNL e cioè l’introduzione dell’orario di lavoro che non è compatibile con
l’attività dirigenziale che si basa sulla definizione di obiettivi e risultati raggiunti e non sul tempo. Ha
precisato che la legge Lorenzin è stata interpretata senza tenere conto delle specificità del Ministero
ed è stata applicata a spot nel CCNL. Oltre alla problematica dell’orario, infatti, il CCNL ha creato una
disparità di trattamento economico tra i diversi profili sanitari a parità di incarico, disparità che
ovviamente non è accettabile e va affrontata e superata. Infine, lo stesso CCNL ha appiattito gli
incarichi conferibili ai dirigenti sanitari eliminando le differenziazioni tra gli incarichi professionali
diversamente tra l’altro da quanto presente nel CCNL sanità sottoscritto di recente.
Questa OS ha chiesto al sig. Ministro di intervenire perché nella contrattazione vengano
superate queste anomalie.
Al termine delle istanze delle OO.SS., il Ministro Speranza ha replicato ponendo come
essenziale il ripensamento dell’intero comparto salute e collocarlo al centro delle politiche di sviluppo
del Paese . Del comparto salute deve essere una parte fondamentale il Ministero che nel corso degli
anni ha subito un taglio pesante del personale. Ha poi osservato come nella legge di Bilancio in
discussione in Parlamento in questi giorni il Fondo sanitario nazionale sia stato incrementato e come
sia stato eliminato il superticket .
Lo sviluppo del SSN non può non passare per la valorizzazione del capitale umano e anche nel
Ministero andranno attuate politiche di potenziamento del personale per poter dare delle valide
risposte alla tenuta del SSN .
Infatti, sarà fondamentale fare in modo che lo Stato si attrezzi al meglio per affrontare le enormi
sfide che si prospettano e non può che farlo con l’implementazione del personale e la sua
valorizzazione .
E’ stato registrato nel corso degli anni come quando la presenza dello Stato è stata
ridimensionata si sono creati degli scompensi importanti che sono sotto gli occhi di tutti .
Di conseguenza non si può più tollerare una riduzione indiscriminata della macchina pubblica in
quanto è proprio l’impostazione di fondo che è sbagliata .
Dunque bisogna investire nell’efficienza della struttura pubblica, prendendo l’impegno a
rifinanziare il FUA delle aree funzionali .
Pertanto, va impostata una spesa produttiva che sostenga lo sviluppo dell’Italia, sapendo di
essere all’altezza delle sfide che vengono proposte allo Stato .
Dopo che il Ministro Speranza ha lasciato l’incontro si è svolto un secondo giro di interventi Il
Dr. Celotto ha illustrato le iniziative dell’Amministrazione in materia di personale .
E’ stato avviato il concorso per Medici, Veterinari e altre professionalità sanitarie, verrà emanato
prima della fine dell’anno il concorso per Tecnico della prevenzione, dell’Ambiente e dei luoghi di
lavoro da destinare esclusivamente agli Uffici periferici, verrà messo a punto un concorso per
Ingegneri biomedici.
Inoltre, ha sollecitato il Dr. Iachino a portare all’attenzione del Ministro il D.M. che consentirà
anche ai dirigenti sanitari di dirigere gli Uffici periferici del Ministero .
Successivamente, per FP CGIL è intervenuto Fabio Lupi che ha preso atto della volontà
dell’Amministrazione di voler implementare il FUA delle aree funzionali ma da notizie assunte risulta
che la cifra prospettata sia assolutamente insufficiente a riportare il Fondo ai livelli pre progressioni
economiche .
Dunque, è stato richiesto all’Amministrazione di incrementare il prospetto economico tenendo
conto che in altre occasioni le risorse economiche sono state trovate.
Inoltre, è stato preso atto che di quattro iniziative prese dall’Amministrazione in materia di
personale ben tre siano rivolte alla Dirigenza sanitaria .
Pertanto è stato richiesto di sostenere e sollecitare il piano assunzionale delle aree funzionali
presso il Dipartimento della Funzione Pubblica in modo convinto anche se non dipende direttamente
dal Ministero .
E’ stato ribadito che le progressioni verticali devono essere organizzate contemporaneamente
per tutte le aree del personale e non solo per quella della prevenzione.
Per quanto attiene alla problematica dell’Ufficio X della DGPRE, il Dr. Celotto ha assunto
l’impegno a concordare con il Dr. D’Amario un incontro congiunto per risolvere definitivamente una
situazione che oggettivamente non è più sostenibile.
Infine, anche implementando il ragionamento esplicitato dalla D.ssa Ugenti, abbiamo chiesto
l’impegno del Ministero a rilasciare al più presto il nulla osta necessario per l’iscrizione agli elenchi
speciali ad esaurimento e a prendere gli opportuni contatti con il MIUR per stabilire una convenzione
far conseguire alle lavoratrici ed ai lavoratori del Ministero della Salute la laurea abilitante in Tecnico
della prevenzione, dell’Ambiente e dei luoghi di lavoro .
Vi terremo informati sugli sviluppi
Roma, 26 novembre 2019
La delegazione FP CGIL
Francesco Quinti
Valeria Di Giorgi Gerevini
Fabio Lupi
“Il contratto nazionale delle Funzioni Centrali realizza la conciliazione vita lavoro e tutela la genitorialità. Lo afferma il Tribunale del Lavoro di Firenze con l’ordinanza del 22 ottobre 2019, nel sostenere l’esigenza di rispettare e applicare le norme in materia di orario di lavoro, su orario flessibile, e banca delle ore, che istituiscono permessi personali e congedi”. A farlo sapere è la Funzione Pubblica Cgil Nazionale riportando la condanna inflitta dal Giudice di Firenze al locale Ispettorato territoriale del lavoro che, riporta il sindacato, “aveva disposto un procedimento disciplinare contro una delegata Cgil, genitore di una bimba piccola, in applicazione di due ordini di servizio sull’orario di lavoro, dallo stesso emanati, che avevano fortemente ristretto la fruibilità di vari istituti posti a tutela della conciliazione vita-lavoro, previsti dal Ccnl delle Funzioni Centrali 2016/2018”.
Tali ordini di servizio prevedono, infatti, riporta la Fp Cgil, “la violazione degli obblighi sul rispetto dell’orario di lavoro quando non si giustificano eventuali ritardi entro le 24 ore, arrivando a sanzionare l’utilizzo del permesso a recupero o con riduzione del trattamento economico, anziché dare applicazione all’ulteriore flessibilità stabilita dal contratto. Parimenti tali ordini di servizio prevedono il diniego dell’utilizzo dell’istituto della banca delle ore per motivi economici, arrivando, dunque, a limitarla preventivamente rispetto alla valutazione di esigenze organizzative ostative effettive e concrete”.
La Consigliera regionale di parità Toscana, sostiene ancora il sindacato, “aveva impugnato gli ordini in servizio per ‘discriminazione di genere indiretta collettiva’, ottenendo un’ordinanza di condanna che costituisce, attualmente, un precedente giurisprudenziale molto importante da più punti di vista. Anzitutto, l’ordinanza afferma l’irrilevanza dell’intento discriminatorio: la discriminazione si valuta, sostiene il Giudice, per gli effetti anche solo potenzialmente lesivi nei confronti dei lavoratori protetti dal codice delle pari opportunità”. Il Giudice afferma, inoltre, “che i diritti previsti dal Ccnl non possono essere immotivatamente ristretti, ma che è onere del datore di lavoro dimostrare per quali fini abbia limitato il Ccnl producendo delle discriminazioni, nonché l’impossibilità di altre scelte organizzative rispetto ad una deroga in peius al Ccnl. Afferma, altresì, che gli istituti del Contratto nazionale delle Funzioni Centrali, come la banca delle ore o le flessibilità ulteriori, sono direttamente applicabili senza la necessità di ulteriori interventi da parte della contrattazione integrativa”.
Il Tribunale del Lavoro di Firenze ha quindi “condannato l’ispettorato Territoriale del Lavoro a rimuovere le discriminazioni rilevate negli ordini di servizio in questione, rimozione attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali e la consigliera di parità che dovranno, quindi, essere convocate al fine di ripristinare gli istituti lesi del Ccnl in funzione del principio di parità di genere”. Per la Funzione Pubblica Cgil, infine, “la sentenza del Giudice di Firenze è il miglior riconoscimento al Ccnl delle Funzioni Centrali 2016/2018, che si pone all’avanguardia nella tutela della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e attribuisce al sindacato un importante ruolo di garanzia in caso di violazioni lesive della parità di genere. Una vittoria e un riconoscimento del sindacato nel suo ruolo di rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche un riconoscimento delle conquiste ottenute con il nuovo Ccnl delle Funzioni Centrali, che intendiamo portare avanti anche con il prossimo Ccnl 2019/2021”, conclude.
#Respect! Rivedi il video integrale e la galleria fotografica dell’iniziativa che abbiamo promosso – all’indomani della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – sull’importanza dei linguaggi e dei comportamenti nel contrasto alla violenza di genere.
Guarda il video
Guarda la galleria fotografica
📸 Guarda la galleria fotografica dell'iniziativa #Respect promossa, all'indomani della giornata internazionale per…
Pubblicato da Funzione Pubblica Fp-Cgil Politiche di Genere su Mercoledì 27 novembre 2019
Donne: Fp Cgil, 26 novembre iniziativa Respect su importanza parola