Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF di Messina nella quale chiede chiarimenti in merito alla composizione delle squadre operative nelle Isole Eolie

#figlidiundiominore

Ad oltre 4 mesi dall’ultimo incontro sindacale, 6 giugno,u.s., l’amministrazione del MIUR ha finalmente fissato la data del prossimo 11 ottobre per discutere il Fondo Risorse Decentrate 2018.
Un piccolo segnale alle nostre richieste, ma assolutamente non sufficiente. Fin dall’inizio di quest’anno
abbiamo chiarito che vogliamo una interlocuzione a tutto tondo, rispettosa degli istituti delle relazioni
sindacali contenuti nel CCNL 2016-2018.
Auspichiamo, quindi, che l’incontro previsto per il prossimo 11 ottobre rappresenti solo l’inizio di una
serie di riunioni con tempistiche serrate che, nel rispetto di quanto previsto dal CCNL 2016-2018 sul
sistema di relazioni sindacali, affrontino totalmente le questioni, ancora in sospeso, previa attivazione di tutti gli strumenti di informazione, confronto e contrattazione, nonché con la effettiva valorizzazione del Comitato Paritetico per l’Innovazione.
Ricordiamo che la situazione di stallo conseguente al ritardo nelle nomine dei dirigenti, a seguito
dell’emanazione del nuovo regolamento di organizzazione (poi sospeso), ha determinato dal punto di
vista delle relazioni sindacali un inaccettabile arresto nella definizione anche solo degli accordi relativi
all’utilizzo dei Fondi Risorse Decentrate e dell’ apertura della discussione sul Contratto Integrativo di
Ministero previsto dal CCNL.
I lavoratori del MIUR, che sono da tempo costretti a condizioni di lavoro estremamente difficoltose a
causa di un organico di fatto corrispondente al 50% circa del fabbisogno, non meritano questo
trattamento.
Abbiamo chiesto sia al Ministro on.le Fioramonti che al Capo di Gabinetto Cons. Fiorentino, all’atto del
loro insediamento, di incontrare le Organizzazioni Sindacali per rappresentare loro le grandi criticità dei lavoratori del MIUR senza aver ricevuto alcuna risposta sino ad oggi.
Forse il Ministro, che ha incontrato già da tempo i sindacati della scuola, non ha abbastanza chiaro che
affinché scuola, università e ricerca funzionino e ai docenti siano regolarmente assegnate le cattedre o
a ruoli dirigenziali, la funzione dei lavoratori del Ministero è indispensabile e che questi non possono
essere trattati come figli di un dio minore.
Contiamo di avere presto l’occasione di rappresentargli direttamente le nostre considerazioni e
solleciteremo l’incontro già richiesto.
L’11 ottobre proveremo a rappresentare tutto questo e a verificare se le intenzioni dell’Amministrazione siano positive. Il tempo ormai è scaduto, e in mancanza di segnali concreti non ci resterà che prepararci alla mobilitazione.

FP CGIL                                  CISL FP                                          UILPA
Anna Andreoli /Roberta Sorace                 Michele Cavo                             Alessandra Prece

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF Puglia, nella quale chiede un chiarimento in merito alle scelte adoperate dall’ Amministrazione nell’individuazione delle provincie della regione per la partecipazione al corso

‘Valorizzata funzione e ruolo dirigenza pubblica, partecipazione dei lavoratori al centro’

Firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale dei dirigenti e dei professionisti delle Funzioni Centrali dello Stato. L’intesa, relativa al triennio 2016-2018, è stata sottoscritta oggi all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e riguarda una platea di circa 6.700 dirigenti e professionisti dello Stato, 400 dei quali di prima fascia.

Dopo 17 mesi di trattativa si chiude così questa partita, rimangono adesso da chiudere, per la vigenza contrattuale 2016/2018, i contratti della dirigenza delle Funzioni Locali e quelli di comparto e dirigenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’accordo prevede aumenti retributivi, tra tabellare e fondo integrativo, che vanno dai 426 euro per i dirigenti di prima fascia degli Enti pubblici non economici (Epne) ai 350 dei Ministeri, dai 275 euro per i dirigenti di seconda fascia degli Epne ai 209 dei Ministeri, per arrivare poi a medici e professionisti.

Florindo Oliverio, segretario nazionale Fp Cgil

L’intesa, osserva il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, “afferma e valorizza la funzione e il ruolo della dirigenza pubblica, riconoscendone, proprio con lo strumento contrattuale, la necessaria autonomia e responsabilità nei confronti del decisore politico, rimarcando il valore della dirigenza pubblica, utile all’ammodernamento delle amministrazioni pubbliche, a partire da quelle centrali”. Tra i punti del contratto da sottolineare, la ridefinizione di un sistema di relazioni sindacali in grado di far ripartire la contrattazione e improntato alla massima partecipazione delle organizzazioni sindacali.

Delegazione trattante

Previste poi norme che introducono maggiori tutele delle condizioni di salute come per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; l’istituzione di un organismo paritetico, nel campo delle relazioni sindacali, per l’innovazione anche per le lavoratrici e i lavoratori di questo contratto con l’obiettivo di migliorare il funzionamento delle amministrazioni e la qualità dei servizi offerti; misure sui congedi per le donne vittime di violenza, unioni civili, tutele per assenze in caso di gravi patologie e ferie solidali.

Rimane però il netto dissenso della Fp Cgil sulla parte relativa ai dirigenti sanitari del Ministero della Salute e Aifa, dove l’azione dei sindacati autonomi e corporativi hanno voluto a tutti i costi una parificazione al trattamento del Servizio sanitario nazionale. Parificazione avvenuta peraltro solo parzialmente e con il grave vulnus dell’aver introdotto l’orario di lavoro per dirigenti declassati in tal modo a meri prestatori d’opera.

L’intesa raggiunta verrà ora sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori in vista della stipula definitiva del contratto, con l’impegno di lavorare da subito al rinnovo per la vigenza 2019-2021.

 

“Non ha firmato, non può partecipare a Commissioni da questo istituite”

Il sindacato di categoria Nursind, che non ha sottoscritto il contratto nazionale della Sanità Pubblica, non ha diritto a partecipare alla commissione paritetica, prevista dallo stesso contratto, per la revisione del sistema di classificazione del personale. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, che ha così respinto il ricorso del sindacato Nursind contro Aran e le Federazioni di Categoria di Cgil Cisl Uil, unitamente a tutte le sigle firmatarie del contratto nazionale 16/18 del Comparto Sanità Pubblica, per essere stato escluso dai lavori della commissione paritetica.

Il Giudice, fa sapere la Funzione Pubblica Cgil, “ha ribadito che in base alle disposizioni del Testo unico sul pubblico impiego, che regola il rapporto tra contrattazione nazionale e integrativa, la contrattazione di secondo livello è stata qualificata come integrativa e non più decentrata”. Il tutto, prosegue il sindacato, “con l’evidente finalità, nella evoluzione del sistema contrattuale nel settore pubblico, di identificarne l’oggetto nelle materie non trattate nel contratto nazionale, salvo un espresso divieto, affermando che è il contratto collettivo nazionale e non il legislatore che stabilisce gli spazi attribuiti alla competenza ed alla regolazione della contrattazione integrativa”.

Il Tribunale di Roma, “confermando così l’orientamento della giurisprudenza italiana, ha chiaramente inteso ribadire che l’applicazione di un Contratto collettivo spetta solo alle sigle sindacali che lo hanno sottoscritto. Una volta sancito il diritto a partecipare alla contrattazione nazionale in base ai principi della rappresentanza e della rappresentatività, il Giudice ha sottolineato che se il risultato di quella specifica contrattazione, cioè il contratto nazionale, non è condiviso, non si può chiedere di partecipare ai passaggi necessari alla sua applicazione. La consapevole scelta di non sottoscrivere un testo contrattuale comporta, pertanto, anche la conseguenza di sopportare la esclusione ad eventuali commissioni istituite nella medesima sede”.

Commissione paritetica sulla classificazione del personale, prevista dal passato contratto, che – aggiunge la Fp Cgil – “ha già peraltro iniziato i suoi lavori per elaborare un’ipotesi di nuova classificazione del personale del comparto sanità pubblica, come noto ferma da circa vent’anni, più rispondente alle esigenze, alle professionalità, all’organizzazione del lavoro di un Servizio Sanitario moderno e all’altezza delle sfide che lo attendono”. Una battaglia nella quale abbiamo creduto da subito, per questo rivendichiamo come frutto della nostra azione unitaria l’istituzione nel contratto della commissione paritetica che sancisce il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto sanità pubblica ad ottenere la definizione di nuovi strumenti utili a riconoscerne la crescita professionale. Una conquista, questa, di cui i sindacati corporativi non possono appropriarsi”.

RIACQUISTIAMO IL CONTROLLO DELLE SEDI

Accanto ai tanti episodi di aggressione ai danni di dipendenti dell’Istituto, iniziano ora ad aumentare anche i casi di degrado delle sedi dell’Inps.
Quest’estate denunciammo il caso di una dipendente finita in ospedale perché le cadde la finestra addosso.
Ora è il turno di una intera sede del Nord Italia, chiusa da giorni e non si capisce ancora bene il motivo, mentre sono in corso indagini della magistratura.
Non è forse un caso che la sede in questione sia tra quelle “cartolarizzate”, per le quali l’allora Governo Berlusconi pensò di fare una sorta di gioco delle 3 carte: 1) Inps era proprietaria delle sedi; 2) viene costretta a venderle; 3) riprende le stesse sedi in affitto.
Risultato? I tempi per la manutenzione delle sedi si allungano, con buona pace di salute e sicurezza sul lavoro.
È questo un ottimo motivo per superare la cartolarizzazione e tornare a sedi di proprietà, così da evitare lungaggini burocratiche sulla pelle dei lavoratori, ma anche possibili operazioni speculative su beni pubblici.
Presidente Tridico, visto che lei ha già preso un impegno in tal senso, le chiediamo di accelerare: riportiamo le sedi dell’Inps sotto il totale controllo dell’Istituto.

FP CGIL                                 FP CGIL
Antonella Trevisani                    Matteo Ariano

Comunicato

Nella giornata di ieri è ripreso il confronto per il rinnovo del contratto nazionale della sanità
privata.
Dopo aver concluso la verifica, iniziata venerdì 4 ottobre, sugli articoli che prima
dell’interruzione delle trattative erano stati definiti, il confronto è ripartito da uno degli articoli
più delicati della parte normativa, quello relativo all’orario di lavoro.
Mentre abbiamo registrato che, finalmente, la controparte ha accettato di fare chiarezza nel
testo contrattuale, distinguendo nettamente l’orario a turni dall’orario plurisettimanale,
rimangono ancora aperti i temi della deroga alle 11 ore di riposo e della durata della prestazione
complessiva giornaliera.
Le richieste di Aiop ed Aris sono infatti di prevedere la possibile deroga, a livello aziendale, delle
11 ore di riposo e di scrivere che “salvo casi eccezionali, la durata complessiva della prestazione
non può superare le 12 ore a qualsiasi titolo prestate”.
Nel corso della trattativa, che ha in alcuni momenti ha assunto toni molto duri, abbiamo ribadito
che non siamo disponibili a derogare alle 11 ore di riposo se non nelle due situazioni già
individuate (riunioni di reparto e formazione) e che rispetto alla formulazione proposta sulla
durata complessiva della prestazione, questa di fatto apre a prestazioni complessive di 13 ore.
Ci siamo lasciati con l’impegno a scambiarci proposte sugli altri articoli discussi, al fine di
chiuderne ulteriormente, e proseguire il confronto martedì 15 ottobre.
Vi chiediamo di segnalarci tempestivamente tutte le situazioni in cui sono stati fatti accordi che
deroghino alle 11 ore di riposo al fine di completare la mappatura a livello nazionale.
Continueremo a tenervi informati rispetto al proseguo del confronto.

 

 

          FP CGIL                             CISL FP                          UIL FPL
Barbara Francavilla            Marianna Ferruzzi            Mariavittoria Gobbo

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione, riguardo l’inizio della formazione per  aspiranti Formatori Aeroportuali

Comunicato

Si è svolta ieri la prevista riunione avente ad oggetto l’informativa sull’assiduita’ partecipativa
utile ai fini della corresponsione del FRD 2018. L’amministrazione ha presentato alle
OO.SS un elenco di giustificativi di assenza, alcuni equiparabili a presenza e altri no, fra
questi le assenze a tutela della salute le assenze per la legge 104 e altre. Nel nostro intervento
abbiamo innanzitutto dichiarato che consideravano sbagliato l’uso della mera informativa,
poiché consideriamo la materia, così come previsto dal CCNL, assolutamente contestabile.
L’assiduità partecipativa è un criterio di erogazione del salario accessorio e in
quanto tale deve essere contrattato. Abbiamo poi chiarito che tali assenze non dovevano
in nessun modo rientrare nel computo della performance organizzativa, poiché l’apporto
individuale al raggiungimento degli obiettivi non può essere misurato esclusivamente in
base alla semplice presenza. Entrando poi nel merito ci siamo dichiarati assolutamente
contrari all’inserimento, tra le assenze, di quelle giornate previste da norme a tutela della
salute propria, dei figli, dei familiari ivi compresi quei giorni concessi dalla legge 104.
L’amministrazione ha ascoltato tutti gli interventi e al termine ha dichiarato che il tema sarà
oggetto di riflessione ma che concordava con la nostra tesi in proposito. Ha quindi rinviato
l’emanazione della circolare che una volta corretta sarà oggetto di ulteriore informativa alle
OO.SS.
Considerando il punto di partenza consideriamo quanto ottenuto un ottimo risultato. Ovviamente
terremo monitorati tutti gli sviluppi della situazione, sperando di riuscire a chiudere
la faccenda nel più breve tempo possibile e poter arrivare al pagamentodelle spettanze
a tutti i lavoratori del MEF entro dicembre.

 

Fp Cgil Nazionale
Americo Fimiani

La legge va rispettata. L’assistenza non è un diritto del lavoratore ma del malato. 

Una sede diversa da quelle richiesta aveva lo scopo di migliorare la qualità resa per l’assistenza, non peggiorarla. Bene la fase ricognitiva e la proposta dell’Amministrazione ma non può essere negato il trasferimento e leso il diritto dell’assistito. Ribadiamo la nostra posizione espressa nella nota del 5 settembre u.s.

Questa è la posizione della Fp Cgil VVF, l’accordo del 19 aprile va applicato.

PROGRESSIONI ECONOMICHE 2019
Parte la seconda selezione

Come preannunciato, oggi è stata emanata la circolare in cui l’amministrazione comunica che con decreto ministeriale del 7 ottobre 2019 sono state indette le procedure selettive per le progressioni economiche all’interno delle Aree per l’anno 2019, individuando il contingente complessivo di n. 4290 posti ed i criteri per la loro attribuzione, che rispecchia i criteri già individuati per la procedura di progressione dell’anno 2018.
Il bando sarà pubblicato dal giorno 9 ottobre 2019 sul sito intranet del Ministero dell’interno e le domande di partecipazione dovranno essere presentate in via telematica a partire dal 10 ottobre 2019 ed entro il termine del 29 ottobre 2019, secondo le istruzioni impartite con la circolare n. 26/RU del 7 ottobre 2019 che si allega in copia.
Con questo seconda fase di progressione continuiamo in un processo avviato lo scorso anno con un passaggio per circa 10.000 unità di personale, con uno sforzo notevole viste le risorse disponibili sul Fondo risorse decentrate di Amministrazione, che abbiamo cercato di incrementare proprio in vista del processo di progressione.
Come già affermato e’ nostro fermo impegno continuare in questo sforzo per garantire anche nel 2020 le risorse necessarie ad un nuovo processo di progressioni economiche, pur riconoscendo le difficoltà ad oggi presenti ma che stiamo cercando di superare.
Per evitare le difficoltà ed i quesiti sorti nelle precedenti progressioni, la circolare cerca di chiarire tutti gli eventuali problemi al fine di agevolare l’invio delle domande e le successive fasi di controllo.
Buon lavoro a tutti

Adelaide Benvenuto
     Fp Cgil Ministero Interno

Da vicenda Mise a riordino carriere Forze di polizia, i rilievi della categoria in audizione

“Diversi punti critici, con possibili ricadute negative sul personale dipendete, nonché sull’efficacia dell’azione amministrativa”. Questo in estrema sintesi il giudizio della Fp Cgil espresso oggi in audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge 1493 relativo al riordino dei ministeri, delle carriere delle Forze di Polizia e Armate e delle funzioni dell’Autorità delle Comunicazioni.

Tra i vari rilievi, relativi ai numerosi elementi contenuti nel Ddl, ovvero le disposizioni  per  il  trasferimento  di  funzioni e  per  la  riorganizzazione  di Mibac, Mipaaf, Mise, Maeci, Mit, Mattm, nonché per  la  rimodulazione  degli  stanziamenti  per la  revisione  dei  ruoli  e  delle  carriere  e  per  i compensi  per  lavoro  straordinario  delle Forze  di  Polizia  e  delle  Forze  Armate  e  per la  continuità  delle  funzioni  dell’Autorità  per le  garanzie  nelle  comunicazioni, da sottolineare l’attribuzione al  Ministero  degli  affari  esteri  e  della  cooperazione  internazionale  delle  competenze  in  materia  di  commercio  internazionale  e  di internazionalizzazione  del  sistema  Paese.

Su questo punto, osserva la Fp Cgil, “ci preme sottolineare la inopportunità, a nostro avviso, dello spostamento delle competenze in materia di commercio internazionale ed internazionalizzazione dal Mise al Maeci. Siamo infatti convinti che all’interno del Mise siano presenti competenze trasversali capaci di offrire supporto alle imprese, in particolare le Pmi, dalla nascita alla penetrazione nei mercati esteri, accompagnandole lungo l’intera filiera. Il Mise possiede inoltre il know-how specifico su assistenza e promozione commerciale all’estero. Riteniamo – prosegue – che l’assegnazione di queste competenze al corpo diplomatico rischi di frammentare il quadro di riferimento generale e rendere meno efficaci le politiche commerciali e imprenditoriali per l’export”.

Quanto invece al tema del riordino delle carriere delle Forze di Polizia, osserva la Fp Cgil, “la possibilità di apportare adeguati correttivi al Riordino delle carriere delle Forze di Polizia è stata fortemente limitata da due fattori: la carenza di risorse economiche e la scarsa capacità di ascolto delle proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali da parte delle amministrazioni coinvolte”. Per questo, conclude la Fp Cgil, “confermiamo il nostro giudizio negativo sui correttivi apportati al riordino delle carriere delle Forze di Polizia e chiediamo di reperire nuove risorse e riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali”.

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