NOTA
La nostra contestazione alla circolare n.103 è partita immediatamente dopo la sua pubblicazione, con motivazioni chiare, costruttive e propositive frutto dell’ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori delle Sedi del territorio, ma anche per il metodo, avendo interrotto la discussione ed il confronto dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione.
Ora dopo mesi di contestazione che ha visto la CGIL arrivare alla mobilitazione del personale dell’istituto con il Presidio a Roma del 24 settembre davanti alla Direzione Generale seguita poi dal sostegno dei territori espresso nei comunicati delle OOSS regionali che fino ad ieri si sono susseguiti, consideriamo la dichiarazione dell’Amministrazione di sospensione dell’applicazione della circolare un importante segnale di aperura.
Inoltre, la disponibilità comunicata dall’Amministrazione a riaprire il confronto con le OOSS per costruire un percorso partendo dalla riduzione dei canali di comunicazione, come avevamo chiesto subito, rappresenta, a nostro avviso, un segnale positivo che se praticato fino in fondo potrà produrre quei miglioramenti delle condizioni di lavoro tanto auspicato dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’istituto.
Confidiamo quindi che le dichiarazioni della DG di ieri in tal senso vivano concretamente nella riapertura del confronto con le OOSS.
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
e per conoscenza
On. Vittorio Ferraresi
Sottosegretario alla Giustizia
On.le Andrea Giorgis
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
Il bando per l’assunzione di 616 operatori giudiziari, della cui pubblicazione le scriventi
organizzazioni sindacali hanno avuto notizia solo attraverso la lettura della Gazzetta Ufficiale,
dovrebbe costituire di per sé un fatto positivo perché delinea un procedura che condurrà alla
immissione nei ruoli dell’organizzazione giudiziaria di nuova forza lavoro. Purtroppo i criteri
utilizzati sembrano penalizzare fortemente i disoccupati e/o lavoratori in mobilità che hanno operato
per circa un decennio negli uffici giudiziari praticamente senza tutele, ossia proprio i soggetti ai quali
il bando avrebbe dovuto garantire un processo di stabilizzazione occupazionale.
Senza entrare nel merito del suo contenuto, che sarà oggetto di distinti interventi, il predetto bando
pone però ulteriori problematiche serie e sentite rispetto alle quali CGIL CISL e UIL, impegnate da
tempo in una delicata vertenza a tutela dei lavoratori della giustizia, culminata nello proclamazione
dello sciopero il 28 giugno scorso, non possono rimanere in silenzio e inerti. La necessità di
contemperare le esigenze di tutti i lavoratori non appare evidentemente una priorità per
l’Amministrazione, anche a fronte di impegni formalmente assunti sui tavoli di confronto, alla
presenza della Direzione politica. Ci riferiamo alla necessità di dare risposte concrete ai lavoratori
ausiliari che da oltre dieci anni attendono la loro strameritata “riqualificazione” ossia il transito
in area seconda; la sorte degli operatori giudiziari i quali attendono il transito nella figura
dell’assistente giudiziario, giusta accordo del 26 aprile 2017 e successivo DM 9.11.2017, nonché il
trasferimento nelle sedi più ambite, con precedenza rispetto ai nuovi assunti, attraverso la
pubblicazione dell’interpello straordinario previsto dal vigente accordo sulla mobilità in caso di
nuove assunzioni.
Ancora una volta CGIL CISL e UIL devono ribadire che una corretta politica di gestione del personale
non può prescindere dal rispetto degli accordi stipulati, degli impegni assunti formalmente e delle
relazioni sindacali. Si deve purtroppo assistere alla politica del continuo rinvio dei confronti sui temi
esposti ed al disimpegno sistematico rispetto alla necessità di risolvere in tempi rapidi problemi che
incidono sulla carne viva dei lavoratori.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL chiedono che codesta amministrazione comunichi sollecitamente
la tempistica della pubblicazione: del bando per il passaggio di (almeno) 616 ausiliari in area
seconda, figura professionale dell’operatore giudiziario, in attuazione degli accordi sottoscritti il
29.7.2010 ed il 26.4.2017 e del DM 9.11.2017; del bando per il transito degli operatori giudiziari
nella figura dell’assistente giudiziario ex art. 20 CCNI 29.7.2010 in applicazione dell’accordo
sottoscritto il 26.4.2017 e del DM 9.11.2017; dell’interpello straordinario per la figura
dell’operatore giudiziario ex art. 15 accordo mobilità 27.3.2007. Tale interpello, se allargato a tutte
le altre figure professionali, sarebbe cosa buona e giusta.
Ferme restando le azioni a tutela di tutti gli altri lavoratori della Giustizia, CGIL CISL e UIL in caso
di negativo riscontro si riservano l’adozione di ulteriori iniziative anche giudiziarie.
Distinti saluti
Roma, 10 ottobre 2019
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Pubblichiamo l’informativa inviata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo l’aggiornamento del fascicolo personale I° Dirigenti, Dirigenti Operativi, Dirigenti Medici, e Ginnico Sportivi
RIORGANIZZAZIONE, CIRCOLARE 103, ASSUNZIONI E CCNI 2018
Nella giornata odierna si è finalmente tenuto incontro dell’organismo paritetico innovazione sulla
riorganizzazione.
Considerato che ulteriore documentazione ci è stata fornita poco prima dell’incontro e che comunque questo processo avrà un impatto sull’Istituto, abbiamo chiesto all’Amministrazione di non procedere con fretta, ma prendendo il tempo necessario, così da porre le basi per una riorganizzazione condivisa e non “calata dall’alto”.
Nel corso dell’incontro, abbiamo unitariamente posto con forza la necessità di sospendere l’iter della
Circolare 103, richiesta proveniente in modo pressoché unanime dai territori, come evidenziano i comunicati di questi giorni. L’Amministrazione ha ritenuto di accogliere questa nostra richiesta, dichiarando che rinvierà l’entrata in vigore della Circolare, al fine di trovare assieme – nell’ambito del confronto sindacale – risposte ai bisogni dell’utenza.
Ulteriori novità sono emerse per quanto riguarda il fronte delle assunzioni: l’Istituto ha intenzione di avviare nei prossimi mesi bandi per assumere informatici, medici, tecnici, legali e personale amministrativo. Abbiamo altresì sollecitato la Determina sulle progressioni verticali, considerato il troppo tempo trascorso.
Da ultimo, ci è stato comunicato che l’iter di certificazione del CCNI 2018 sembra essersi concluso, il che potrà permettere con ogni probabilità il pagamento delle relative spettanze nel mese di novembre.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Antonella TREVISANI
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse A.P. Dott. Massimo PARISI Roma
e, p.c.: Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: Concorso straordinario per titoli a compressivi n. 2851 posti ruolo maschile e femminile dei sovrintendenti del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Signor Direttore,
con nota n. 280093.U, del 19 settembre 2019, sono state diffuse le modalità con cui ai sovrintendenti vincitori del concorso de quo verranno conferite le decorrenze giuridiche ed economiche. Decorrenze che, è bene rammentarlo, corrisponderanno al primo gennaio dell’anno successivo a quella dell’annualità di cui il candidato risulta vincitore, per quella giuridica, identica, invece, per tutte le annualità e correlata al giorno successivo alla data di conclusione del primo corso di formazione, per quella economica.
La Fp Cgil, preso atto che le procedure per l’avanzamento degli assistenti capo, rientranti nel 60 per cento, sono state avviate mentre quelle per il personale rientrante nel restante 40 per cento, riservato al personale del ruolo degli agenti ed assistenti, non è ancora dato sapere, chiede, cortesemente, di conoscere quale sia l’intendimento dell’Amministrazione per le future assegnazione di quest’ultimi.
In particolare, questo Coordinamento crede che al termine del corso di formazione del ruolo maschile e femminile dei sovrintendenti riservato al personale del ruolo degli agenti ed assistenti, le assegnazioni vengano effettuate tenendo in considerazione le vacanze organiche nel ruolo al momento della pubblicazione della graduatoria e non quelle presenti al termine del corso di formazione, in quanto le attuali vacanze nel ruolo, anche nelle sedi di appartenenza, potrebbero essere colmate nell’attesa della loro ammissione al corso di formazione. In attesa di cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Il coordinatore nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI
FIRMATO L’ACCORDO SUL TELELAVORO DOMICILIARE
Nella giornata di ieri si è svolto l’incontro alla presenza del Direttore Centrale del Personale per sottoscrivere l’accodo sul telelavoro domiciliare comprensivo di disciplinare allegato in cui sono stati stabiliti i criteri di selezione e accesso alla procedura. L’esito della trattativa ha condotto ad un aumento delle postazione di telelavoro (da 400 a 700), che saranno attivate da gennaio 2020, e ad un riequilibrio della procedura di valutazione e dei criteri di selezione per l’accesso a questa modalità flessibile di prestazione lavorativa.
Particolare attenzione è stata prestata alla natura delle attività telelavorabili ed alla valutazione dei progetti che il lavoratore redigerà in coordinamento coi responsabili degli uffici, al fine di individuare dei criteri in grado di garantire al dipendente il più ampio accesso possibile all’istituto, nella prospettiva di una valutazione dei progetti di telelavoro, più omogenea a livello nazionale. A tal proposito è stato previsto l’inoltro dei progetti alla struttura centrale anche in caso di progetto con parere negativo da parte delle strutture regionali.
Tuttavia, poiché il telelavoro rappresenta soltanto una delle forme di “lavoro agile”, la più risalente a dire il vero, le OO.SS. hanno anche sottoscritto un accordo programmatico per l’avvio di nuovi istituti di conciliazione vita-lavoro, quali ad esempio sono lo Smart Working ed il Co-Working. Si tratta di modalità di lavoro flessibili che permettono di eseguire la propria prestazione lavorativa non necessariamente all’interno della propria sede di lavoro, anche tramite l’ausilio della tecnologia; l’obiettivo è garantire una maggiore flessibilità e autonomia al lavoratore subordinato nel solco dell’ammodernamento della Pubblica Amministrazione. A questo scopo, ed in via sperimentale, l’Agenzia ha già attivato in alcune regioni le modalità del Co-Working.
Queste esperienze saranno valutate entro il 31.12.2019 ed il risultato di queste valutazioni verrà sottoposto ad un tavolo tecnico di confronto sindacale per giungere, entro il 2020, all’avvio della sperimentazione del lavoro agile in tutti gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate.
C’è ancora parecchia strada da percorrere, ma le scriventi OO.SS. continueranno certamente a dare il loro contributo migliorativo per favorire una visione del lavoro nelle Agenzie Fiscali più moderna e confacente alle esigenze di vita di tutti i colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
Roma, 10 ottobre 2019
Al Ministero della Giustizia
Sig. Ministro
On.le Alfonso Bonafede
Sig. Sottosegretario
On.le Vittorio Ferraresi
Sig. Capo di Gabinetto
Fulvio Baldi
Sig. Capo Dipartimento DOG
Dr.ssa Barbara Fabbrini
Sig. Direttore Generale del Personale
Dr. Alessandro Leopizzi
Loro Sedi
Oggetto: Bando per 616 operatori giudiziari – Gazzetta Ufficiale n. 80 del 8/10/2019
La scrivente O.S. prende atto, con sconcerto e dispiacere, dell’emanazione del bando di cui all’oggetto
senza che al riguardo vi sia stata formale informazione preventiva alle OO.SS., malgrado la stessa sia stata richiesta esplicitamente dalla FP CGIL, da ultimo con nota del 17 settembre u.s., indirizzata alle SS.LL., con la quale si chiedeva la visione preliminare del bando al fine di produrre eventuali osservazioni, nello spirito costruttivo volto alla risoluzione di problematiche che potevano emergere dalla sua lettura.
Spiace constatare che nulla di questo è avvenuto: la FP CGIL, come pure le altre OO.SS. rappresentative
del Ministero, è stata tenuta letteralmente all’oscuro delle decisioni prese e, ancora una volta, si è registrata la singolare prassi che vige nel Ministero della Giustizia, secondo la quale le relazioni sindacali su questa vicenda si sono svolti, da parte della direzione politica, con soggetti diversi da quelli legittimati dalla legge come formali rappresentati dei lavoratori. È appena il caso di aggiungere che, sulla tematica in oggetto, è stato disdetto un incontro concordato dalla scrivente O.S. con il Sottosegretario Ferraresi con la motivazione della mancata assegnazione delle deleghe di competenza. Al riguardo si sottolinea che le più volte assunte responsabilità politiche, tramite annunci ingiustificatamente trionfalistici sui social, su una vicenda triste e dolorosa come quella che riguarda i lavoratori tirocinanti non hanno bisogno di passaggi burocratici per potersi esercitare. Anche questo è un evidente segnale tramite il quale ci si è voluti sottrarre da un confronto costruttivo con le parti sociali, ed il risultato conseguente è un bando i cui contenuti non sono affatto rassicuranti per i lavoratori coinvolti.
Nelle nostre reiterate note di richieste di chiarimenti si erano puntigliosamente elencati i punti necessari di approfondimento specifico, in particolare i criteri di ripartizione territoriale dei posti messi a concorso, la quantificazione dell’incidenza del punteggio aggiuntivo attribuibile alle due fattispecie considerate dalla legge, la possibile previsione di mantenimento di una graduatoria di idonei all’esito della selezione, gli ambiti territoriali presi a riferimento.
Dalla lettura del bando emerge l’assenza di territori significativi ove si registra la presenza di bacini di
tirocinanti, una incidenza del punteggio aggiuntivo a nostro avviso molto scarsa per i tirocinanti ex UDP e addirittura irrilevante per gli ex art.37, la mancata previsione di idonei da inserire in una graduatoria integrata specifica. Di conseguenza, dal nostro punto di vista, la procedura prevista non garantisce ragionevoli certezze ai concorrenti in possesso dei requisiti, mentre altri tirocinanti, pur in possesso dei requisiti previsti dalla legge, non potranno partecipare in quanto non sono previsti posti messi a bando nella Regione di appartenenza e inoltre non sarà possibile procedere ad ulteriori assunzioni di idonei, pur in presenza di un bacino complessivamente molto più vasto dei numeri messi a concorso.
Tutto questo a nostro avviso appare inaccettabile e ci costringe a chiedere al sig. Ministro di procedere ad una sospensione del bando, avviando un confronto specifico sulle criticità sopra evidenziate. In caso
contrario la FP CGIL valuterà ogni possibile azione di protesta e rivalsa verso il Ministero.
Da ultimo, non si può non ribadire, a fronte della gestione complessiva di questa vicenda, che sono venuti meno gli impegni politici assunti verso questi lavoratori utilizzati per anni nelle strutture del Ministero in condizione di autentico sfruttamento; è mancato in particolare il coraggio politico di definire con un passaggio normativo la finalizzazione specifica dei tirocini all’inserimento lavorativo, preferendo una procedura che già a monte presentava criticità applicative derivante dalla natura del reclutamento ex legge 56/87. Criticità purtroppo aggravate dalla scelta specifica dei criteri adottata per il bando in questione. Per quella che è la nostra visione, nessuno si può sottrarre alle responsabilità quando queste riguardano diritti fondamentali dei cittadini e dei lavoratori: noi non ci sottrarremo certamente e valuteremo, insieme ai lavoratori coinvolti, le dovute risposte.
Distinti saluti
Fp Cgil Nazionale
Claudio Meloni
Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Fp Cgil VVF Nuoro, sul “mancato” diritto all’assistenza al malato
Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia sono circa 6 milioni le persone con disturbi psichiatrici o a rischio di disturbi ansiosi e depressivi. Di questi ne vengono seguiti appena 800 mila. Si registra inoltre che stia calando di anno in anno il numero di prestazioni sanitarie erogate: ben 400 mila prestazioni in meno in un anno, dal 2016 al 2017 (passando da 11 milioni e 800 mila a 11 e 400 mila circa), secondi i dati diffusi pochi giorni fa dalla Società italiana di Psichiatria, in occasione della Giornata mondiale della Salute Mentale.
D’altro canto sono sempre meno i professionisti che possono occuparsene. Subiamo infatti una carenza di personale nella salute mentale di circa 9 mila operatori.
La causa di tutto questo è da ricercarsi nelle risorse che lo Stato mette a disposizione. Per i servizi di salute mentale, infatti, è prevista una spesa pari al 5% della spesa totale del Servizio Sanitario Nazionale. In Italia, però, riserviamo alla salute mentale appena il 3,5% della spesa complessiva.
Ciò che deve cambiare, infatti, è prima di tutto la cultura che ruota intorno al tema della salute mentale, ancora stigmatizzata e poco conosciuta nel nostro Paese nonostante i tempi in cui viviamo. Tre dunque i grandi obiettivi della Funzione Pubblica Cgil in merito: potenziare i servizi per diminuire i casi di cronicità, più psicoterapia nei servizi pubblici e soprattutto prevenzione. “La malattia mentale non è una vergogna, è una malattia come tutte le altre. Recuperare l’idea di una cura possibile consente di abbattere quelle mura che lo stigma nei confronti della malattia ha creato”, commenta così Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e prosegue: “Dobbiamo rilanciare la promozione della salute e rilanciare la prevenzione”.
La nota fornisce spiegazioni al ritardo per l’insediamento del CUG – che, a questo punto, riteniamo imminente – mentre non fornisce alcuna risposta alla nostra richiesta di apertura di un confronto sulla Convenzione tra INL e Ministero, richiesta che ribadiamo”.
“Il merito è della tenacia delle organizzazioni sindacali, lungo una trattativa durata oltre 17 mesi, attraversando ben tre governi“. Ad affermarlo è il segretario generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito alle affermazioni del Ministro della Pa, Fabiana Dadone, relative al rinnovo del contratto dei dirigenti e professionisti delle Funzioni Centrali, siglato oggi.
“Ora ministro – prosegue Sorrentino – ci rassicuri sul rinnovo dei contratti pubblici. A differenza di quanto da lei sostenuto, infatti, le risorse per il triennio 19/21 non ci sono. Serve l’avvio di un confronto con Cgil, Cisl e Uil sulle risorse da individuare in legge di Bilancio per i rinnovi e per i nuovi sistemi di classificazione del personale. Ci sono oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori pubblici che attendono qualificazione professionale e salari adeguati”, conclude.
Oggi abbiamo avuto un primo incontro sulla definizione dell’accordo per le posizioni organizzative
2019 e per porre le basi del possibile accordo che dovrà definire a regime i criteri di attribuzione di
questo istituto. Una materia complessa che in questi giorni sta animando il dibattito interno ai
luoghi di lavoro in conseguenza dell’applicazione dell’accordo 2018, a seguito dell’ampliamento del
numero dei possibili destinatari e dell’interessamento, ai fini applicativi, di strutture fino al 2017
escluse da questo processo.
In premessa è del tutto opportuno sottolineare che gli accordi sinora sottoscritti, compreso quello
prossimo del 2019, hanno avuto carattere prevalente di sanatoria, e ancora risentono di una
carenza nella puntuale definizione dei criteri di attribuzione che possano limitare prassi
discrezionali come quelle che stiamo spesso e purtroppo verificando in questi giorni, con decisioni
di dirigenti a dir poco fantasiose e con continue richieste di incremento del numero di posizioni
assegnate come se il fondo stanziato che, ricordiamolo, è passato in tre anni dai 700mila euro ai 3
milioni di euro attuali, fosse il pozzo di San Patrizio.
L’Amministrazione ha inoltrato da tempo, per il 2020, una proposta di articolazione delle P.O. che
si basa essenzialmente su criteri specifici di individuazione della caratteristiche organizzative che
presuppongono il riconoscimento dell’indennità, su una differenziazione delle tariffe applicate e
sulla individuazione di un meccanismo di assegnazione di budget e non di posizioni organizzative
agli Uffici, lasciando agli stessi la decisione di applicare le tariffe differenziate.
Una proposta certamente seria ed in parte condivisibile nella costruzione dei criteri, ma che
impatta a nostro avviso su una questione che non è superabile dalla contrattazione integrativa,
ovvero il limite dei 2500 euro massimi annui previsti dall’attuale CCNL. Più volte ci è stata
segnalata, da ultimo con un articolato documento che ci hanno inviato i Direttori degli Archivi di
Stato non dirigenziali, la necessità, del tutto giustificata, di differenziare, tramite una elevazione
dell’importo, , l’indennità per particolari posizioni lavorativi che comportano, tra l’altro, assunzioni di
responsabilità come datori di lavoro. Necessità che però si scontrano con una norma.
Proprio per superare l’impasse dettato da questa situazione abbiamo avanzato al tavolo la
proposta di prevedere, a partire dal 2020, una specifica indennità di direzione che integri le
posizioni organizzative, in particolare riferite alla effettiva sostituzione del dirigente nelle sue
prerogative gestionali, la cui quantificazione deve avere parametri economici più congrui ed
adeguati. In tal modo si supererebbe la previsione normativa definendo una indennità specifica
ampiamente motivata dalle funzioni esercitate e contrastando in modo concreto una tendenza
all’appiattimento retributivo che trova poche giustificazioni nell’esercizio concreto dell’attività
lavorativa. Questo naturalmente comporterà l’accantonamento di una ulteriore somma nell’accordo
di ripartizione delle quote ex FUA per il 2020.
Per quanto riguarda invece la distribuzione delle posizioni organizzative noi non siamo
pregiudizialmente contrari alla proposta dell’amministrazione, che va certamente semplificata e
ridotta alla differenziazione in massimo due fasce. In particolare ci convince la definizione di un
processo che determini, a livello nazionale, la necessità di un accordo che individui in maniera
circostanziata i criteri ed il budget assegnabile agli Uffici, partendo naturalmente dal budget
assegnato negli accordi precedenti, lasciando poi agli Uffici stessi l’applicazione dei criteri
predeterminati e la relativa assegnazione del quantum economico a ciascuna posizione
organizzativa individuata.
Non abbiamo registrato, se non nella parte relativa alla proposta dell’indennità di direzione, una
posizione comune delle sigle sindacali, lavoreremo nei prossimi giorni alla composizione di una
proposta unitaria al fine di addivenire ad un accordo trasparente nei criteri e migliorativo in alcuni
aspetti economici. Proprio per tale motivo ci è parso utile rendere pubblica la nostra proposta.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale