Auspicabili maggiori risorse e assunzioni nella prossima legge di Bilancio

“Siamo allarmati e preoccupati per la condizione in cui versa il nostro Servizio Sanitario nazionale: sottofinanziato, svuotato di personale e non più in grado di garantire un’assistenza di qualità ai cittadini. Per questo riteniamo necessario e non più rinviabile un incontro con il governo, in vista della prossima legge di Bilancio che potrebbe avviare un’inversione di tendenza auspicabile”. Queste le parole di Cgil Cisl e Uil, insieme alle categorie dei servizi pubblici, in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Giulia Grillo.

Tanti gli aspetti da rivedere, secondo i sindacati. Per cominciare, “in questi anni la sanità ha subito processi di contenimento della spesa. Occorre non solo rifinanziare il Fondo Sanitario Nazionale, che deve assolutamente essere dimensionato ai reali fabbisogni di salute della cittadinanza, ma anche superare il blocco di spesa per le assunzioni del personale, che rappresenta una vera emergenza per il Paese” – spiegano i sindacati -. Le recenti riformulazioni (incremento del 5% calcolato sulle maggiori risorse del FSN 2018) non rispondo alla reale esigenza in corso. Tutte queste carenze, strutturali e ormai croniche, hanno determinato negli anni una crescita del ricorso al sistema privato, lo stesso che non rinnova da oltre 12 anni il contratto nazionale di lavoro, creando disparità e discriminazioni intollerabili verso coloro che si prendono cura dei cittadini”.

“Il diritto alla Salute non può essere negato né parziale, la Sanità è un grande settore che garantisce diritti e cura e produce ricchezza e occupazione. Chiediamo a Conte e Grillo questo confronto durante il quale non faremo mancare un contributo di proposte operative da parte nostra, nel primario interesse di garantire la promozione della Salute come bene pubblico”, concludono Cgil, Cisl e Uil.

Coordinamenti Nazionali Agenzie Entrate

PASSAGGI DI FASCIA 2019 Certificato l’accordo…ora è finalmente possibile l’inquadramento della restante parte del personale

In data 5 agosto u.s. il Dipartimento della Funzione Pubblica ha rilasciato il nulla osta sull’Ipotesi di Accordo sulla procedura di sviluppo economico 2019, sottoscritto il 16 aprile scorso.
Dopo circa quattro mesi finalmente gli Organi di vigilanza e controllo sono riusciti a “licenziare” un atto negoziale strategico per le scriventi OO.SS. e tanto importante per circa 9000 colleghi dell’Agenzia che si aggiungono finalmente ai precedenti 27000 colleghi già passati nel 2018.
Un importante risultato che ha visto impegnati tutti, nonostante le difficoltà legate al nuovo quadro normativo, con l’evidente obiettivo di “risarcire” i colleghi per l’impegno esercitato in questi anni non sempre adeguatamente remunerato, soprattutto per i vincoli generali di finanza pubblica che hanno impedito il pieno “dispiegarsi” dello schema prestazioni lavorative e controprestazioni retributive.
Nel più breve tempo possibile, la certificazione dell’accordo – quindi – permetterà la definizione delle graduatorie nonchè l’inquadramento degli aventi diritto con decorrenza 1.1.2019.
Si apre adesso una nuova fase che ci dovrà consentire di chiudere quanto prima buoni accordi per tutto il personale nonché le intese relative agli anticipi dei “front office”, il nuovo accordo per il telelavoro e nuovi criteri per il conferimento, la pesatura e la revoca per le posizioni organizzative e di responsabilità.
Ma la vera sfida la giocheremo fin dai primi giorni di settembre quando dovremo incalzare l’autorità politica e il vertice dell’Agenzia per ottenere l’immediata sottoscrizione del decreto ministeriale relativo al comma 165 anno 2018 e il confronto sulle Convenzioni 2019 al fine di definire le nuove modalità di erogazione della quota incentivante.
Problematiche che dovranno essere affrontate al fine di “accendere i riflettori” sulle Agenzie Fiscali, per ribadire la centralità delle strutture ed il loro strategico ruolo a supporto della crescita economica e sociale del Paese.

Roma 6 agosto 2019

FP CGIL  – CISL FP – UIL PA  – CONFSALUNSA – FLP
Boldorini Ciola /  Silveri / Cavallaro / Sempreboni Vitiello / Cefalo Patricelli

Pubblichiamo la nota del  Coordinamento provinciale, dove si evidenzia la continua mancanza  organizzazione e progettazione del settore della formazione a discapito del personale e della sicurezza

Napoli, un territorio difficile dove i servizi sociali svolgono un ruolo primario e piuttosto delicato. O almeno dovrebbero. Sì, perché nella realtà del Comune di Napoli il numero di assistenti sociali a disposizione dei cittadini è drasticamente ridotto e distribuito male nel territorio, tra centro e periferie dove il bisogno è alto e la povertà consistente. Per questo la Funzione Pubblica Cgil di Napoli ha indetto uno sciopero, per martedì 27 agosto, per lanciare un segnale chiaro sull’urgenza di risollevare la drammatica situazione in cui versano i servizi sociali della città: pochi e prossimi al pensionamento, con carichi di lavoro al di fuori delle loro possibilità, non valorizzati e mal distribuiti nel territorio, a scapito di lavoratori e cittadini che usufruiscono dei servizi.

 

Quanti sono gli assistenti sociali?

Per comprendere a pieno di cosa stiamo parlando, entriamo nel vivo dei numeri. La popolazione residente nella città di Napoli è attualmente composta da 972.973 persone, a fronte delle quali sono in servizio appena 126 operatori, ovvero un assistente sociale ogni 7.722 persone. Il rapporto previsto dovrebbe, al contrario, essere di 1 a 5 mila. A mancare all’appello sono 69 operatori, praticamente il 55% del personale in servizio.

 

La situazione dei quartieri di Napoli.

Ciò che emerge dalla distribuzione degli assistenti sociali in servizio sui territori è una forte penalizzazione delle periferie a vantaggio del centro città. Ma è proprio nelle periferie che si registra esserci un più forte bisogno: più casi di violenza, di dispersione scolastica e di allontanamento di minori. Ci sono realtà come quella di Secondigliano che prevedono la presenza di 2 assistenti sociali, laddove il fabbisogno è di 12 unità: ben 10 operatori in meno degli standard previsti. Stesso discorso vale per Scampia, dove ci sono attualmente 5 operatori in servizio, a fronte dei 13 previsti (8 in meno). Infine Piscinola dove ci sono 2 operatori a fronte di un’esigenza di 9 (7 in meno). Questi i casi più eclatanti di un territorio interamente problematico.

 

Conclusioni.

Una situazione drammatica che sembra considerare come unica possibilità di soluzione quella del gioco dei quattro cantoni: non assumere nuovi assistenti sociali, ma redistribuire sul territorio quelli già in servizio, trasferendoli da un quartiere all’altro. Ma una realtà già in grave carenza di organico – destinato inoltre a dimezzarsi a causa dei prossimi pensionamenti – non può risollevare la situazione esclusivamente redistribuendo gli operatori sul territorio. Né possono essere sufficienti le 40 assunzioni previste dall’Amministrazione per il 2021/22. Serve personale e serve ora. “Per queste ragioni e per dare il legittimo riconoscimento professionale ed economico ad una categoria fino ad oggi invisibile, abbiamo proclamato lo sciopero, per garantire diritti e tutele agli assistenti sociali e migliori servizi ai cittadini”, fa sapere la Fp Cgil di Napoli. Uno sciopero in una città che non è altro che lo specchio di una realtà che coinvolge tutto il Paese.

Pubblichiamo la nota del Coordinatore provinciale nella quale chiede chiarimenti sullo stato dei lavori dell’unità navale da tempo ferma e un incontro per discutere l’organizzazione del settore

Finalmente lo Stato maggiore difesa, in esito al lunghissimo e complesso confronto avviato con le rappresentanze sindacali del personale civile, che era partito dall’iniziale inclusione di sole 54 unità nel progetto iniziale, ha trasmesso al Gabinetto del Ministro la allegata relazione finale con la proposta normativa di stabilizzazione ed assunzione a tempo indeterminato di complessivi 176 lavoratori del Genio campale dell’A.M., finanziata nell’ambito delle risorse di cui al budget assunzionale 2018.

Si tratta, ora, di attendere i tempi tecnici necessari al Ministero della Difesa per avviare e concludere l’iter procedurale stabilito.

Pur essendo ovviamente soddisfatti dell’importante risultato raggiunto, preferiamo rimanere concentrati e seguire ancora più da vicino la situazione per giungere quanto prima possibile alla chiusura definitiva e positiva della vicenda.

Fraterni saluti

Francesco Quinti

Coordinamento nazionale INPS

SALUTE E BENESSERE:

VOLERE È POTERE

La scorsa settimana il Presidente ci ha illustrato la sua volontà di introdurre forme di benessere organizzativo per il personale dell’Istituto.

Figurarsi se siamo contrari, ma riteniamo che quell’obiettivo debba essere raggiunto un passo alla volta, partendo dalla situazione attuale, altrimenti si corre il rischio di illudere i lavoratori o di fare il passo più lungo della gamba.


Partiamo dall’attuazione di misure di sicurezza delle sedi e dei lavoratori.


Due esempi concreti per chiarire quel che intendiamo:


1- Non più tardi di due settimane fa, in una sede del profondo Nord, si è verificato l’ennesimo grave episodio di aggressione ai danni di una lavoratrice e di una guardia giurata, intervenuta in suo soccorso. In sede di incontro a livello territoriale, i nostri rappresentanti hanno richiesto una serie di misure: – che il personale di vigilanza sia effettivamente impiegato con funzione deterrente; – che vi sia una reception per accogliere gli utenti e indirizzarli; – che siano esposti cartelli plurilingue con avvertimento che si procederà a denuncia in caso di insulti, violenze verbali e fisiche; – che si valuti installazione di bottoni di allarme sotto le scrivanie e anche l’acquisto di nuove scrivanie più larghe, per aumentare la distanza rispetto all’utenza, senza però annullarla.

Quando abbiamo proposto l’inserimento dell’art. 19 nell’ipotesi di CCNI, con cui l’Amministrazione si impegna a adottare tutte le misure organizzative e logistiche per tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti – con particolare riferimento agli addetti al front-office – facevamo riferimento proprio a questo.

Quando abbiamo contestato la circolare n. 103, sul front-end dell’Istituto, evidenziando anche i pericoli per la sicurezza dei lavoratori derivanti dalle aperture pomeridiane, facevamo riferimento anche a situazioni simili.


Ci auguriamo che l’Amministrazione non intenda aspettare ulteriori episodi di aggressione e introduca simili misure, a livello nazionale.


2- Circa un mese fa, in una sede del profondo Sud, una finestra è caduta addosso a una collega, facendole parecchio male. Ne è seguita – giustamente, a nostro avviso – una denuncia alla procura della Repubblica e all’Asl competente da parte della Rsu e dell’RLS, al fine di verificare la situazione della sicurezza della sede.

Ribadiamo la necessità e l’urgenza di mettere in sicurezza le sedi dell’Istituto, avviando al più presto un piano che porti a riacquistare le sedi e a riammodernare le sedi di proprietà.

Su questi temi, Presidente, l’Amministrazione è già in grado di dare delle prime risposte concrete in termini di sicurezza e, quindi, di benessere organizzativo per il personale. Noi ci siamo. E lei?

Roma, 5 agosto 2019

 

FP CGIL

FP CGIL

Antonella Trevisani

Matteo Ariano

 

Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale riguardo la richiesta di un organizzazione idonea per fronteggiare il soccorso nella provincia e nelle isole della Provincia

COMUNICATO AL PERSONALE

Da oggi, 5 agosto, sono stati posizionati, presso le due sedi centrali della Corte, a disposizione di tutto il personale, gli erogatori di acqua potabile naturale e frizzante. Saranno titolo gratuito e permetteranno di minimizzare l’utilizzo della plastica.

I due erogatori sono installati presso: Edificio Baiamonti 25 al piano terra di fronte l’Aula Bonadonna Edificio Montezemolo al piano terra lato porticato a destra dei tornelli
Ringraziamo l’Amministrazione per la manifestata sensibilità ai problemi ambientali, auspichiamo l’istallazione anche presso le altre sedi dell’Istituto e sollecitiamo un intervento dei vertici anche per i bar delle sedi romane ai fini della raccolta differenziata per vetro, plastica e umido, virtuosa e corretta abitudine ormai consolidata.
Roma, 5 agosto 2019

La Coordinatrice Fp Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco

Pubblichiamo il comunicato stampa della Fp Cgil di Salerno  condividendone appieno i contenuti. Il Segretario Generale Fp Cgil di Salerno Antonio Capezzuto encomia il lavoro svolto dai Vigili del Fuoco, ma rivendica per le lavoratrici e i lavoratori del Corpo una maggiore attenzione e rispetto.

Rogo rifiuti Battipaglia, plauso della Fp Cgil Salerno 

 Un intervento rischioso non solo per l’incendio scatenatosi ma soprattutto per i fumi cancerogeni derivanti dal materiale stoccato nel sito battipagliese.

Un corpo quello dei Vigili del fuoco che versa in uno stato di grave disagio, privo di risorse adeguate per riconoscere economicamente l’elevata professionalità, il rischio e la specificità di una professione unica nel suo genere.

Da qui l’esigenza di rinnovare il loro contratto, prevedendo un’assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali, la previdenza complementare, nuove assunzioni e interventi su mezzi e attrezzature. Un corpo che merita rispetto e attenzione e che ancora una volta è risultato fondamentale nella gestione di un’emergenza.

Al Capo Dipartimento A. P. Dott. Francesco BASENTINI Roma

Direttore Generale del Personale e delle Risorse del D.A.P. Dott. Massimo PARISI Roma

E, p.c. Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali Dott.ssa Ida DEL GROSSO Roma

Oggetto: pagamento spettanze FESI 2018.

Egregio Presidente, non avendo ricevuto notizie da codesta amministrazione su quando saranno pagate le suddette spettanze al personale di Polizia Penitenziaria, nonostante siano state richieste in precedenza con la nota prot. 101/2019 del 7 giugno scorso, la FP CGIL Le chiede di comunicare quanto prima al personale quando avverrà la corresponsione di quanto dovuto e a cosa sono dovuti tali ritardi. Si chiede inoltre di attivarsi al più presto per evitare ulteriori ritardi nei pagamenti. Si resta in attesa di un cortese riscontro. Distinti saluti.

Il coordinatore nazionale

Fp Cgil Pol.Pen. Stefano BRANCHI

Il D.Lgs 127 ancora una volta rappresenta tutte le sue inadeguatezze. La Dirigenza continua a scaricare le responsabilità sull’anello più “debole”, dimenticando la tutela e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo.

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