Pubblichiamo la circolare riguardante il diritto allo studio – 150 di permesso retribuito -personale comparto Funzioni centrali , che mira a fare chiarezza considerate le diverse discrezionali interpretazioni della norma da parte di alcuni PRAP che naturalmente risultavano sfavorevoli ai lavoratori come il mancato riconoscimento del tempo di percorrenza conteggiando come permesso studio soltanto l’arco temporale di partecipazione al corso. La FpCgil sulla questione ha da tempo richiesto chiarezza e in ultimo lo scorso febbraio con nota della FpCgil Roma e Lazio che alleghiamo.
ABBIAMO CONTESTATO LA LIBERA DISCREZIONALITA’ NELL’APPLICAZIONE DI UN ISTITUTO CONTRATTUALE NONCHE’ DELLA NORMA DI RIFERIEMNTO LEGGE 300/1970 E ABBIAMO AVUTO RAGIONE !
I DIRITTI NON VANNO IGNORATI O CALPESTATI !!
Avviare un confronto sul disegno di legge delega di riforma della Polizia Locale approvato dal Consiglio dei ministri. A richiederlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera inviata al sottosegretario del Ministero dell’Interno, Carlo Sibilia.
INCLUSIVI A PAROLE
Nella giornata di ieri si è avuto un incontro con diversi argomenti in discussione. In apertura, il Presidente, ci ha dichiarato di voler realizzare un modello – che ci verrà illustrato oggi pomeriggio che abbia a cuore il benessere organizzativo dei dipendenti dell’Istituto.
Non si può, ovviamente, non essere d’accordo con questo intendimento, ma il presupposto da cui partire è la condivisione di un percorso tra le parti, cosa che ci sembra sia mancata, ad esempio, nell’emanazione della circolare n. 103 sul front-end, laddove abbiamo assistito a un inaspettato “strappo” dell’Amministrazione, mentre era in corso un confronto sindacale. E’ necessario, quindi, un cambio di metodo, che non consideri i rappresentanti dei lavoratori semplicemente come coloro che intendono frapporre ostacoli o rinviare decisioni. Le nostre richieste, i nostri suggerimenti, le nostre critiche derivano dal dialogo costante coi colleghi e dal rapporto con il territorio, che abbiamo rappresentato agli incontri e rimaste inascoltate da chi guida l’Istituto.
Noi siamo con le lavoratrici e i lavoratori, sicuri che le loro richieste sono funzionali a servizi migliori all’utenza. Non ci fermeremo a contestare solo con comunicati, se i vertici dell’istituto non recuperano la frattura creata con questa circolare.
In questa stessa prospettiva, abbiamo nuovamente sollecitato l’Amministrazione a rivedere l’accordo sullo smart-working, partendo dal superamento dell’attuale scelta discrezionale della platea dei destinatari.
L’unica disponibilità di parte datoriale ha riguardato l’eliminazione del tetto del 10% del personale destinatario, partendo dal dogma dell’intangibilità dell’accordo. Continuiamo a non comprendere questo irrigidimento e in fase di monitoraggio interverremo per proporre correttivi. Nel frattempo, abbiamo ritenuto di non sottoscrivere l’integrazione dell’accordo sullo SW, come invece è valso per la maggioranza delle altre sigle, nonostante le precedenti prese di posizione unitarie sul punto.
Quanto al benessere dei dipendenti, abbiamo proposto al Presidente di partire dalla messa in sicurezza delle sedi; per questa ragione, bisogna riappropriarsi delle sedi di proprietà dell’Istituto, razionalizzando l’attuale spesa sostenuta dall’Istituto e rendendola più efficiente.
La discussione è poi proseguita sulle osservazioni del MEF e del DFP al contratto integrativo 2018. Su questo punto, registriamo, per la prima volta, che l’Amministrazione ha ufficialmente fornito al tavolo nazionale le note ricevute. E’ un precedente di trasparenza che chiediamo non resti isolato.
Mercoledì prossimo, ci sarà un nuovo incontro con gli organi di controllo; nel pomeriggio avremo riunione in cui l’Amministrazione ci riferirà gli esiti di tale incontro e riprenderà la discussione sulle progressioni verticali.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Chiarimenti relativi al FPSRUP 2016 e 2017.
In data odierna abbiamo inviato una nota al Direttore Centrale del Personale, dell’Agenzia delle
Entrate, relativa al FPSRUP del 2016 e 2017 al fine di chiarire alcune problematiche emerse nella
contrattazione decentrata.
Nello specifico evidenziamo che per quanto riguarda l’accordo relativo al FPSRUP 2017, è stato
erroneamente firmata e allegata la tabella G dell’anno 2016. Infatti, in detta tabella, sono previste
le indennità per capi reparto e conservatori, indennità venute meno con l’incarico di art. 18 CCNI
dal 1 luglio 2016.
Inoltre è emerso il problema relativo all’assegnazione della produttività individuale per i colleghi, ex
territorio, confluiti nelle aree di staff delle DP dal 2016.
Abbiamo chiesto di chiarire che le indennità per capi reparto e conservatori devono essere calcolate
fino al 30 giugno 2016 e che al personale confluito nell’area di staff, la produttività individuale
deve essere erogata come individuata dai sistemi gestionali in cui sono confluiti.
Invitiamo tutte le delegazioni trattanti e le RSU a vigilare sulla firma degli accordi locali al fine di
evitare il pagamento di una doppia indennità e di produttività individuali che non rispecchiano
l’accordo nazionale.
Il coordinatore Nazionale
Agenzie delle Entrate
Elena Ciola
Firmato il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Finita un’attesa lunga oltre 10 anni con un risultato importante per i circa 130 mila professionisti della sanità interessati. Un’ipotesi di rinnovo, quella siglata nella notte, relativa al triennio 2016-2018 e che prevede un aumento medio procapite di 200 euro al mese.
Positivo il commento del segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi: “Premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.
Inoltre, aggiunge Il dirigente sindacale, “fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, infine, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”, conclude Filippi.
Scarica il volantino coi punti principali dell’intesa
Filippi, firmata intesa rinnovo contratto medici
Firmata l’intesa per il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale.📹 La nostra dichiarazione all’Aran ⤵️ #CiSiamo#PuntoContratti#ContrattoSubito
Pubblicato da Fp Cgil Medici Nazionale su Martedì 23 luglio 2019
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN: commento tecnico rinnovo ccnl 2016/2018
Pubblichiamo la nota unitaria dei Coordinatori delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF sulla carente situazione organizzativa, dovuta alla carenza del personale SMZT in regione, tale situazione non assicura un adeguato soccorso alla popolazione e compromette la sicurezza del personale.
Quando si parla di salario, pensioni e salute del personale appartenente al Corpo, delle grandi difficoltà vissute dalle lavoratrici e dai lavoratori nei Comandi provinciali, l’aria cambia.
Non permettiamo a nessuno di giocare a rimpiattino
Cgil Cisl e Uil VVF nel corso degli anni anni hanno saputo dimostrare correttezza, coerenza e disponibilità; tuttavia a tutto c’è un limite e probabilmente, anzi certamente, siamo arrivati al capolinea.
Il Capo Dipartimento, visto il poco tempo trascorso nei Vigili del Fuoco, non conosce ancora le dinamiche del Corpo, non sa ancora apprezzare le sue tante particolarità, i suoi equilibri.
La nota a Sua firma inviata alle Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF esprime tutta la scarsa conoscenza del nostro ambiente suggellata dalla recente comunicazione di rinvio incontro per indisponibilità della stessa Amministrazione dell’incontro sugli schemi di decreti per i concorsi Capo Squadra 2019 (vedi allegato).
Dopo le infelici parole pronunciate dal Capo del Corpo in Toscana e in Sicilia, sul quale ahi noi riponevamo grandi aspettative, arriva un’altro scivolone, questa volta da parte di un prefetto.
Siamo circondati
Audizione Commissione Difesa Senato Affare n 257
Stato e funzioni degli enti dell’area industriale della Difesa
Premessa:
Nel ringraziare per l’opportunità offertaci oggi di rappresentare direttamente il punto di vista del
personale civile della difesa, FP CGIL CISL FP e UIL PA ritengono necessario mettere in rilievo
quanto gli enti dell’area industriale della Difesa – Arsenali, Poli di Mantenimento, Centri Tecnici,
Enti dell’Agenzia Industria Difesa, ecc. – abbiano sempre avuto modo di condizionare positivamente,
sia dal punto di vista economico che sociale, i territori ove da decenni sono insediati e, al contempo,
evidenziare quanto le forti criticità che ora li attraversano riverberano i loro pesanti effetti non solo
sulla qualità e quantità delle attività prestate o, peggio, sull’occupazione sempre più ridotta, ma sulle
intere comunità locali, i cui rappresentanti istituzionali sono inquieti e in subbuglio e stanno
richiamando l’attenzione e la responsabilità della politica nazionale per sollecitare un piano di
sviluppo alternativo.
Analisi
Le audizioni dei Comandanti Logistici dell’Esercito e della Marina hanno illustrato, con dovizia di
numeri e particolari, le criticità degli enti e degli stabilimenti industriali, riassumibili in 2 macro
aree:
– Mancanza di investimenti in impianti e infrastrutture, con relativo decadimento di quelli
esistenti;
– Contrazione degli organici, associata ad elevata età degli attuali occupati, non più compatibile
con lo svolgimento di attività tecniche –manuali, e impossibilità di trasmettere conoscenze
uniche che andranno, così, drammaticamente perdute.
La conseguenza è che entro il 2024, data entro la quale produrrà i suoi effetti definitivi la legge
244/12 con la previsione, in chiave fortemente riduttiva, degli organici (nella fattispecie di
professionalità civili), si determinerà il crollo della capacità produttiva/operativa e la paralisi degli
enti dell’area industriale (e non solo) in assenza di provvedimenti correttivi.
Gli scenari descritti sono stati ampiamente anticipati dalle scriventi organizzazioni sindacali nel
corso degli anni alle varie responsabilità politiche del dicastero della difesa, eppure sin qui non hanno
mai trovato la dovuta e necessaria attenzione.
La valutazione della situazione degli enti dell’area industriale non può essere disgiunta da quanto
contenuto nel Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2019-2021, che ha
impietosamente fotografato la Funzione Difesa come di seguito riportata:
Totale generale 13.982,5
Se, inoltre, si ha poi riguardo all’E.F. 2011, i cui dati hanno indotto la politica ad approvare nel 2012
la legge 244, nel tentativo di raggiungere – entro il 2024 – la tripartizione ottimale di bilancio, con il
50% di spese per il personale ed il 25% rispettivamente all’esercizio e all’investimento, si osserva che
la spesa del personale è passata dal 65,60% al 74,1%.
E.F. 2011 IMPORTO % del totale Variazione
PERSONALE 9. 462,3 65,90 %
ESERCIZIO 1. 444,2 10,05 %
INVESTIMENTO 3. 453,7 24,05 %
Totale generale 14.360,20
Non rimane, dunque, che prendere obiettivamente atto che la legge di revisione dello strumento
militare n.244/2012 non ha raggiunto nessuno degli obiettivi per la quale è stata introdotta, tali da
giustificare la cancellazione di 10.000 posti di lavoro di dipendenti civili e la messa in ginocchio del
sistema industriale della difesa.
Peraltro, l’aumento di quasi un miliardo di euro, in termini assoluti di spesa per il personale, non è
ascrivibile a quella sostenuta per i dipendenti civili, ma unicamente a quella del personale militare
ottenuta attraverso il combinato disposto del rinnovo contrattuale prima, ovvero del «Recepimento
del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze armate», Decreto del
Presidente della Repubblica 40/2018, e del provvedimento di riordino dei ruoli e delle carriere poi,
recante «Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze
armate», Decreto Legislativo 94/2017, oltre al consolidamento degli 80 euro del Bonus “Renzi”.
Provvedimenti che peraltro hanno ulteriormente acuito il forte divario di trattamento economico con
i dipendenti civili a parità di ruolo e mansioni, costituendo motivo di tensione, disagio e
demotivazione.
Il totale degli organici del personale civile, nel corso dell’anno 2019 sarà di 25.665, compresi circa
4.200 ex militari, transitati per motivi di salute. Dunque è alle porte il traguardo della “cura”
(riduzione a 20.000) applicata, però, solo al personale civile ma non troverà in vita il “paziente”
inteso come attività produttiva.
Anche gli Enti dell’Agenzia Industria Difesa soffrono dei medesimo malessere. In tal senso, di
particolare rilievo, come elemento di distonia, assume l’Atto di indirizzo 2020 allegato al Documento
Programmatico, in cui si richiede di “Continuare a perseguire la messa in efficienza del Comparto
al fine di raggiungere un elevato livello di sostenibilità, assicurare una maggiore continuità dei
flussi energetici … mediante l’incremento della produzione e dell’approvvigionamento da fonti
rinnovabili…”, quando solo 2 mesi fa è stata interrotta la produzione e chiusa la Centrale
Idroelettrica di Fontana Liri per mancanza di personale addetto alla manutenzione (denunciata
pubblicamente da queste rappresentanze sindacali nel silenzio assordante del vertice politico del
Ministero).
Il transito degli ex militari
Il transito continuo degli ex militari non più idonei sta alterando, aggravandolo, il quadro
complessivo della forza lavoro del Ministero della Difesa, in particolare negli enti dell’area
industriale.
Gli ex militari che transitano per motivi di salute non sono, infatti, pienamente impiegabili in
mansioni tecniche e manuali, ma solo in quelle logistiche/amministrative. Spesso, inoltre, vengono
destinati lontani dal luogo di residenza e dalle famiglie aggravando la propria condizione fisica e
psicologica. Quel che è certo, è che non possono essere coloro che ereditano le conoscenze
professionali dei lavoratori/operai più anziani. In effetti, la loro collocazione nelle tabelle organiche
degli enti, malgrado l’ambigua definizione fornita definisca la loro assegnazione come extra tabella,
è una concausa dell’attuale ridotta capacità operativa dell’area industriale.
Sintesi
La legge 244/12 e la progressiva riduzione dei dipendenti civili del Ministero della Difesa, sta
provocando la perdita del know how e il crollo delle attività tecniche dell’area industriale, senza
beneficio alcuno.
Nel documento programmatico pluriennale del Ministero della Difesa per il triennio 2019/21 si
prende atto che il Piano triennale di fabbisogno del personale civile non può che avvenire all’interno
della programmata riduzione a 20.000 unità. E, dunque, a fronte di un esodo continuo ulteriormente
condizionato dall’accesso alla c.d. quota “100”, nei prossimi tre anni potranno realizzarsi solo 561
assunzioni ordinarie e 294 straordinarie di cui, purtroppo, non si accorgerà pressoché nessuno, se si
considera che il reale fabbisogno del sistema industriale si attesta attorno alle 5000 unità.
Gli Enti dell’area industriale hanno necessità di mantenere la capacità operativa, conservando
attività ed indotto che non è conveniente esternalizzare, sia dal punto di vista economico che
strategico, ma non possono farlo perché manca la manodopera qualificata e non ci sono i lavoratori
cui affidarla, i quali non possono essere assunti per i vincoli imposti da una legge che ha ampiamente
dimostrato di non aver raggiunto nessuno degli obiettivi fissati.
Conclusioni e suggerimenti operativi
– Recepire le indicazioni dell’Atto di indirizzo 2020, PP3 personale civile, in cui si invita a
“valutare se sia ancora corrispondente al processo di riforma del modello di Difesa
l’obiettivo di n. 20.000 unità da conseguire entro il 2024, come disposto dalla legge 31 dic
2012, n 244”, prendendo atto che è necessario sospenderne gli effetti ed i vincoli e procedere
ad un programma straordinario di assunzioni di personale civile, in particolare di figure
tecniche (operai) negli Enti dell’area industriale;
– garantire a quelle potenziali giovani professionalità la necessaria formazione/istruzione
utilizzando le ex Scuole allievi operai – oggi centri per la formazione – di cui è dotata
l’amministrazione della difesa proprio in ognuno di quei centri tecnici e arsenali
praticamente a costo zero, considerato che parte della docenza dei corsi di formazione
professionale potrebbe essere affidata proprio ai lavoratori esperti e specializzati del settore,
tuttora impiegati in quelle realtà;
– Realizzare il massiccio transito degli ex militari nei ruoli civili anche presso altre pubbliche
amministrazioni, assecondando l’esigenza di avvicinarsi alle proprie famiglie conservando
l’assegno ad personam, così come previsto dalla legge 244/12, superandone le ambiguità
interpretative;
– Un piano adeguato di investimenti infrastrutturali nell’area industriale;
– Recuperare il divario economico, divenuto enorme e insostenibile e che continua a
rappresentare causa di divisione e demotivazione tra il personale civili e militare, in
particolare nell’area industriale, tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili
della Difesa e quella percepita a parità di mansioni, dai colleghi militari e da quelli impiegati
nelle altre amministrazioni dello stato.
Auspicando che il contributo offerto nell’occasione dalle scriventi oo.ss. possa essere valorizzato per
le decisioni che il Parlamento, il Governo e il Ministero coinvolto saranno chiamati ad assumere nei
prossimi anni per l’operatività della Difesa del Paese, salutiamo cordialmente.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Pa
Francesco Quinti Massimo Ferri/Franco Volpi Sandro Colombi
FIRMATO IL DECRETO ATTUATIVO: COMPIUTO UN ALTRO IMPORTANTE PASSO IN AVANTI
Con la sottoscrizione, in data 18 luglio u.s., da parte del Presidente della Corte dei conti, dell’allegato Decreto di cui ai commi 2 e 4 dell’art. 2 bis della deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 82/2019 recante modifiche al Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità (pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 93 del 19 aprile 2019) entra finalmente nel vivo la fase attuativa della procedura rivolta a riconoscere e valorizzare economicamente la professionalità del personale dell’Istituto.
È stato compiuto, ad avviso delle scriventi, un ulteriore importantissimo passo avanti ai fini della realizzazione di obiettivi perseguiti unitariamente da queste OO.SS. per dare concretezza alle legittime aspettative del personale, da troppo tempo disattese.
Nel riconoscere l’impegno e la determinazione con cui il Presidente della Corte dei conti, il Segretario generale e il Vice Segretario generale si sono adoperati in questi mesi per sostenere un percorso da cui deriveranno importanti opportunità di miglioramento economico e professionale per tutti i lavoratori e far sì che si riduca il gap in termini retributivi nei confronti del personale di analoghi Organi di rilevanza costituzionale, le scriventi seguiranno con la massima attenzione tutti i momenti della fase attuativa e saranno garanti affinché si attivino, quanto prima, tutte le procedure previste.
In particolare, per evitare il rischio che vadano perse importanti risorse già stanziate per dette finalità nel bilancio 2019 dell’Istituto, le scriventi, così come già rappresentato e richiesto nel corso dell’ultima riunione di contrattazione, confermano che si adopereranno unitariamente nel sollecitare la pubblicazione di una circolare che dia il via, quanto prima, e se possibile già a partire dalle prossime settimane, alle attività preliminari all’attivazione, da parte degli uffici, dei progetti a cui sarà legata l’erogazione, in favore di tutto il personale in essi impiegato, dell’indennità incentivante.
Si rammenta, che queste OO.SS., con nota unitaria del 15 luglio u.s., hanno chiesto una calendarizzazione (v. allegato) di incontri al fine proseguire verso la definizione di nuovi accordi urgenti e non più differibili per la realizzazione di altri importanti obiettivi, e hanno chiesto di verificare la possibilità, in riferimento alle sollecitazioni dei lavoratori, di incrementare, a partire dall’anno in corso, le somme già attualmente destinate alle Progressioni economiche (PEO). In attesa della programmazione degli incontri, le scriventi ribadiscono l’urgenza, in considerazione dell’approssimarsi di importanti scadenze, della pronta liquidazione, se possibile già nelle prossime settimane, degli importi afferenti ai sussidi, ai progetti finalizzati 2016 e, a seguito della certificazione da parte del Collegio dei revisori interno, alle somme relative al premio per la performance organizzativa (ex produttività collettiva) e al premio individuale di base del Fondo 2018. A tale fine, si coglie l’occasione per ringraziare tutto il personale impiegato negli uffici deputati all’esecuzione delle procedure inerenti alle liquidazioni degli emolumenti ancora spettanti.
Sarà cura delle scriventi OO.SS. tenervi costantemente informati circa i futuri sviluppi e sulle decisioni che saranno adottate nella sequenza di incontri programmati.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
Pubblichiamo la nota territoriale Unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal sulla richiesta valutazione di rischio del compendio
FUA 2018 – NOTIZIE DALLA RIUNIONE DEL 22.7.2019
A margine della riunione che si è svolta ieri in merito alla definizione dei criteri di pagamento del FUA 2018, il Direttore Generale del personale DOG ha informato le organizzazioni sindacali che sono in via di pubblicazione le graduatorie relative all’interpello per Bari. Inoltre il Direttore Generale del bilancio ha precisato che le somme pagate per lo straordinario nel corso del 2018 saranno adeguate agli importi previsti dal nuovo CCNL con i fondi stanziati per l’anno 2019 ove non ci fosse capienza con i fondi relativo all’anno 2018.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
“Siamo alle battute finali per il raggiungimento di un intesa sul rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Oggi è infatti una giornata determinante per portare a casa un contratto atteso da oltre 10 e che interessa una platea di circa 130 mila addetti”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Abbiamo fatto un lavoro molto duro, impervio e pieno di ostacoli, punto per punto. Tutto per provare ad ottenere un buon contratto per i professionisti che tutelano la salute dei cittadini”.
Nel merito della costruzione dell’intesa, prosegue Filippi: “Stiamo lavorando ad un aumento parametrato uguale a tutti i lavoratori pubblici, stiamo intervenendo sul disagio per tutelare chi lavora in situazioni critiche, di notte e nei festivi, e sulle carriere per valorizzare le professionalità e consolidare le posizioni gestionali. Un’operazione difficile viste le poche risorse e le leggi vigenti sulle relazioni sindacali. Oggi è fondamentale la compattezza sindacale per completare nel rush finale quel percorso che per ora non possiamo non definire positivo. Ci aspetta una lunga giornata, noi ci siamo”, conclude.