Buttare fango sulle Organizzazioni Sindacali Confederali sta diventando il giochetto di molti, Amministrazione compresa.

L’incapacità dimostrata dalla politica e dalle scelte scellerate dell’Amministrazione è sotto gli occhi di tutti.

E’ arrivato il momento di scendere in piazza, uniti contro coloro i quali per farsi un po di propaganda elettorale sono pronti a scattarsi selfie tra i Vigili del Fuoco, indossano i loro abiti da lavoro.

Siamo stanchi 

Al Capo Dipartimento per la programmazione e la
gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
Dott.ssa Daniela BELTRAME

Al Direttore delle Risorse Umane, Finanziarie e
Strumentali
Dott. Jacopo GRECO

Al Dirigente dell’Ufficio I della DGRUF
Dott. Vito ABBADESSA

Al Dirigente dell’Ufficio IV della DGRUF
Dott. Francesco Magno

e p.c. Al Capo di Gabinetto
Cons. Giuseppe CHINE’

OGGETTO: Trattativa su FRD 2018

Facendo seguito a precedente nota pari oggetto in data 27 giugno le scriventi OO.SS. sollecitano
nuovamente codesta amministrazione a fissare la data per il proseguimento della trattativa finalizzata
all’accordo relativo al FRD 2018 il cui ultimo incontro si è tenuto lo scorso 6 giugno.
Analoga richiesta ė inoltre stata avanzata anche durante l’incontro delle rappresentanze sindacali dei
dirigenti relativa al “Conferimento incarichi dirigenziali” dello scorso 15 luglio con il capo di Gabinetto Cons.Giuseppe Chinè.
Siamo certi comprendiate l’urgenza di chiudere una trattativa che si riferisce a risorse relative allo
scorso anno, per poter poi procedere, come concordato, all’apertura del tavolo per la predisposizione del CCNI triennale previsto dal CCNL 2016-2018 e ad affrontare le ulteriori materie demandate dal CCNL alla contrattazione integrativa.
Riteniamo inoltre che Le tempistiche legate alle conseguenze della riorganizzazione degli uffici centrali e al nuovo conferimento di incarichi dirigenziali non possano avere ricadute sui diritti dei lavoratori delle aree.
Rinnoviamo quindi la richiesta di riprendere la trattativa, eventualmente anche in sede tecnica nel
più breve tempo possibile e comunque entro la prima settimana di agosto. In mancanza di sollecito
positivo riscontro in tal senso ci troveremo costretti a riconsiderare l’avvio di uno stato di agitazione
dei dipendenti del MIUR.

FP CGIL                                  CISL FP                                   UIL PA
Anna Andreoli Roberta Sorace           Michele Cavo                        Alessandra Prece

Niente sul rinnovo dei contratti, ancor meno sul riordino delle carriere. Per queste ragioni oggi Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil hanno manifestato a Roma in piazza Montecitorio dietro le parole: #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì. “Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria unite contro un governo bravo nella propaganda meno nel mantenere le promesse fatte”, denunciano le due sigle sindacali.

A riassumere le ragioni della protesta, il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini: “Siamo scesi in piazza oggi per ricordare al Governo le promesse fatte e non rispettate alle forze di Polizia. Sul contratto non solo non c’è convocazione per definire la coda normativa del vecchio contratto ma non c’è traccia di risorse per il rinnovo, né tantomeno di convocazione, benché sia scaduto da oltre 200 giorni”.

Quanto invece ai correttivi rispetto al riordino delle carriere, delega che scade il prossimo 30 settembre, fanno sapere i sindacati, “ad oggi lo stanziamento previsto è di appena 23 milioni per la Polizia di Stato e meno di 10 per la Polizia Penitenziaria: risorse insufficienti in modo assoluto per correggere una riforma costata 1 miliardo di euro”. Nello specifico per la Polizia Penitenziaria, aggiunge Prestini, “non c’è nulla per agenti assistenti, sovrintendenti e ispettori, ovvero il 98% del personale che manda avanti le carceri del nostro paese”. Da qui le ragioni della protesta oggi in piazza Montecitorio: “Contro la propaganda, contro le speculazioni elettorali fatte sulle nostre divise, per il riconoscimento dei nostri diritti”, conclude Prestini.

Guarda il video del presidio

Contratto e Riordino, Polizia in piazza a Roma

Niente per il contratto e niente per il riordino delle carriere.Il governo non mantiene le promesse.📹 Le ragioni del nostro presidio #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì oggi in piazza Montecitorio a Roma ⤵️#CiSiamo#dentroametà

Pubblicato da Fp-Cgil Polizia Penitenziaria su Giovedì 25 luglio 2019

Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto

Con riferimento allo schema di DM su misure organizzative e di coordinamento relative all’attività
della Direzione Generale delle risorse materiali e delle tecnologie nonché su misure concernenti
l’assegnazione ed i compiti del personale tecnico destinati all’amministrazione centrale ed agli uffici
giudiziari, le scriventi organizzazioni sindacali preliminarmente osservano che non hanno avuto
alcuna notizia del regolamento relativo agli incentivi di cui all’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 18.4.2016
come modificato dal d.lgs. n. 56 del 19.4.2017 ossia l’atto che disciplina i criteri di ripartizione degli
incentivi spettanti al personale amministrativo e tecnico impegnato in attività di “programmazione
della spesa, di predisposizione, di controllo e espletamento delle procedure di affidamento e
aggiudicazione, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione
dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore
statico”. Lo schema di regolamento da codesto superiore ufficio fu inviato per osservazioni alle
organizzazioni sindacali il 30 marzo 2018 e poi se ne sono perse le tracce. CGIL CISL e UIL pertanto
chiedono di essere notiziate sull’argomento attesa la rilevanza della materia disciplinata dal
provvedimento ed i benefici che lo stesso, se approvato, potrebbe apportare nella gestione degli
appalti anche al personale che collabora a vario titolo nelle procedure.
Nel merito dello schema di decreto de quo, CGIL CISL e UIL censurano il contenuto dell’art.4 comma
2. Tale norma, infatti, con riferimento al personale tecnico assegnato agli uffici giudiziari nazionali e
distrettuali, affermando che i criteri e le modalità di impiego di tale personale
“… nel rispetto delle direttive della Direzione generale, sono determinati dal capo dell’ufficio
sentito il dirigente amministrativo” pone in essere un grave violazione dell’attuale quadro normativo
così come definito dalla legge n.240/2006 che depotenzia il ruolo della dirigenza amministrativa
privando la stessa di una concreta e reale autonomia gestionale e della possibilità di effettivo esercizio delle funzioni riconosciute al dirigente dello Stato dal decreto legislativo n. 165/2001. Non è pletorico
riportare sul punto il testo dell’art. 2 comma 1 della legge 240/2006: “il dirigente amministrativo
preposto all’ufficio giudiziario è responsabile della gestione del personale amministrativo, da attuare
in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio e con il programma annuale delle attività
di cui all’articolo 4”.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL chiedono la cancellazione del comma 2 dell’art. 4 dello schema
di DM di cui in premessa. Inoltre, considerato il brevissimo lasso di tempo concesso per l’inoltro
delle osservazioni e la rilevanza della materia trattata, le stesse chiedono la fissazione di un incontro
per discutere ed approfondire l’argomento.
Distinti saluti

Roma, 24 luglio 2019

FP CGIL                      CISL FP                              UIL PA
Russo                          Marra                                  Amoroso

Tutto è perfettibile

Si è tenuto ieri il previsto incontro con l’amministrazione avente come ordine del giorno il Fondo Risorse Decentrate del 2018. La riunione era stata aggiornata di una settimana visto che la proposta
dell’amministrazione era stata consegnata solo all’ultimo momento e necessitava di una seria valutazione, considerando che si trattava per la prima volta il tema delicatissimo della valutazione individuale.
All’incontro, dopo un’attenta valutazione, abbiamo richiesto all’amministrazione che fosse applicato
il dettato contrattuale in modo concreto nei suoi vari istituti.
Abbiamo chiesto, quindi, di riattivare il percorso delle progressioni economiche, ferme da due anni
in modo da poter chiudere il discorso iniziato nel 2016 e garantire a tutti i dipendenti del MEF una
progressione economica.
Abbiamo chiesto di attivare in modo “concreto e fattivo” il confronto sul tema di attribuzione e revoca
delle posizioni organizzative. Riteniamo infatti che come sindacato dobbiamo contribuire in modo fattivo alla determinazione dei criteri e non garantire solo il finanziamento di dette posizioni.
Abbiamo inoltre chiesto un coinvolgimento maggiore delle RSU e delle OO.SS. territoriali in tema di contrattazione e individuazione dei colleghi ai quali attribuire la quota aggiuntiva per le performance
migliori, ma l’amministrazione su questo, al momento, è irremovibile e si è spinta solo ad allargare la platea dei più meritevoli dal 10 al 15%.
Ricapitolando ci saranno 24 milioni di euro che saranno distribuiti in base alla performance organizzativa, mentre 2 milioni di euro saranno accantonati in vista della definizione del nuovo sistema di valutazione che sarà oggetto di confronto a partire dal mese di settembre.
Infine permetteteci una nota a margine. Si è trattato di una vicenda che fino all’ultimo momento ci ha visto essere fortemente dubbiosi sul da farsi. Firmare o non firmare, mai come in questo caso è stata una scelta sofferta, siamo sicuri che tutti i partecipanti al tavolo avessero le loro ragioni e mai come in questo caso non ci sentiamo di attaccare questa o quella sigla. Siamo convinti che alla fine il pagamento di questo salario accessorio, fatto con nuove regole, applicate in modo meno invasivo possibile, anche se ex post, sia la cosa che rappresenta la priorità e ci siamo regolati di conseguenza.

FP CGIL Nazionale
Americo Fimiani

CAM
RIORGANIZZAZIONE O CAOS?

Lo scorso anno il direttore dell’Agenzia delle Entrate, come ultimo atto ufficiale prima di essere sostituito , decise una riorganizzazione che avrebbe dovuto rivoluzionare i metodi di lavoro, organigramma e struttura degli uffici.
È noto che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.37 del 2015 che ha dichiarato illegittimi i funzionari incaricati di ruoli dirigenziali, con la legge 27 dicembre 201 N°205 sono state istituite le POER, figure quanto meno ibride, senza lo status di dirigenti ma con attribuzioni di competenze assai elevate.
Tralasciando l’iter farraginoso che ha portato alla selezione di questi nuovi soggetti, la loro presenza nelle nuove articolazioni dell’Agenzia al posto dei precedenti dirigenti che, di fatto, vanno a sostituire, ha comportato situazioni che, se non corrette, porteranno in qualche ufficio al blocco di lavorazioni finora espletate in maniera efficace e semplice.
In particolare, per i CAM (o SAM, secondo la nuova vulgata) non essendo più uffici dirigenziali ma attribuiti appunto a POER, è necessario ci sia un dirigente centrale di coordinamento.
Non ancora nominato.
La modifica delle attribuzioni comporta lo stravolgimento di metodi di lavoro consolidati e che hanno costituito una delle prerogative principali di questi uffici, nella prospettiva voluta dall’Agenzia di un rapporto semplificato ed immediato con i cittadini o con i professionisti loro intermediari.
Ai consulenti dei CAM, sia a quelli storici provenienti da vari uffici e appartenenti alle più diverse Aree e profili, sia a quelli assunti con concorso apposito e inquadrati nella seconda Area funzionale, è stata attribuita una “delega di firma”, per quanto virtuale e limitata, che ha consentito a tutti di operare in maniera snella ed immediata, direttamente al telefono e con tempistiche ridotte, su comunicazioni di irregolarità da 36-bis, correzioni di dichiarazioni IVA (54-bis), sgravi su cartelle esattoriali.
In quasi vent’anni di attività, ogni volta che l’Agenzia ha emanato raffiche di controlli automatizzati, tutti i consulenti impiegati nei CAM, senza alcuna distinzione, hanno interloquito con gli interessati e soprattutto con gli studi professionali, correggendo errori, confermando o modificando gli esiti dei controlli, fornendo assistenza immediata, informazioni e inviando immediatamente ai contribuenti i nuovi esiti della lavorazione. Semplicemente con una telefonata e, come si è sempre vantata l’Agenzia, in tempo reale.
Ora, nonostante la legge 205/2017 indichi esplicitamente che : “I titolari delle predette posizioni adottano atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’Agenzia verso l’esterno (…) ed esercitano autonomi poteri delle risorse umane” è stato loro imposto –si parla di una nota riservata non consegnata alle OO.SS.- di eliminare totalmente, azzerata, qualsiasi delega di firma e vietata qualsiasi sub delega a tutti i consulenti, lasciando l’onere di sottoscrizione di qualsiasi atto esclusivamente ai Capo team ed alla POER a capo delle Sezioni dei CAM.
Considerando la mole di lavoro di circa 250/400 pratiche quotidiane, ciò significa che la sola POER e tra 7 o 10 capo team dovranno verificare tutti i giorni dalle 25 alle 50 pratiche che prima venivano suddivise fra i consulenti.
Inoltre, per ogni pratica dovrà essere predisposto un fascicolo: anche per la conferma di un credito di 25 €, o per un banalissimo abbinamento di un versamento effettuato con un codice errato o con un anno digitato male. Ciò vuol dire che un intervento risolutivo che finora richiedeva circa 7 minuti (con i risultati trionfalisticamente sbandierati dall’Agenzia con le ultime statistiche ufficiali) ora comporterà un tempo medio di 25 minuti e una risposta al contribuente data entro 3 o 4 giorni. E questo significherà un numero molto inferiore di contribuenti “serviti” se la media di risposte per consulente dovesse scendere dalle attuali 20/25 telefonate a meno di 10.
Un gran bel risultato davvero.
A questo punto paiono però inevitabili un paio di considerazioni.
Un gran numero di cittadini che sono stati abituati ad un rapporto immediatamente risolutivo con i consulenti dei CAM si rivolgeranno agli sportelli degli Uffici territoriali che, notoriamente e in particolare in questo periodo in cui si è falcidiati dai pensionamenti, saranno ancor più in difficoltà nell’affrontare il numero crescente di richieste da parte dei cittadini: non crediamo sia questo l’obiettivo che l’Agenzia voglia perseguire nei confronti dei cittadini.
Se questo trend si allargherà anche agli studi professionali, la situazione potrebbe divenire insostenibile in tempi brevi e le proteste e gli attacchi sui media sono facilmente immaginabili.
La seconda è più prettamente sindacale.
Con questi provvedimenti si delegittima completamente il lavoro di lavoratori che l’Agenzia utilizza quotidianamente senza mai porsi il problema dell’Area di appartenenza e sfruttandone, nel senso migliore del termine, le capacità per poter fronteggiare “gli obiettivi sfidanti” che le vengono affidati.
È appena il caso di ricordare solo le campagne Cambia Verso, in cui si è chiesto ai medesimi soggetti di entrare nel merito (almeno per dare assistenza e informazione sulle lettere inviate ai contribuenti) in ambiti che normalmente riguardano l’accertamento, e l’assistenza fornita per la Fatturazione Elettronica che, per ammissione di molti, è servita a far superare i timori terroristici che molti hanno diffuso per farla fallire.
Ora, pare che venga richiesto a questi lavoratori un non meglio definito “quid minus”…
Come se anni di lavoro sul campo dimostrando capacità e competenza riconosciute fossero nulla
Le evoluzioni normative e contrattuali, la trasformazione da Ministero ad Agenzia, vengono citate sempre ad uso e consumo dell’Agenzia e mai per riconoscere ai lavoratori quelle conoscenze, quell’autonomia, quella correttezza amministrativa che sono nei fatti.
Non comprendere, poi, che demotivare gli ultimi assunti, anche quelli che non sono stati inquadrati nella Terza Area, è segno di miopia gestionale.
Oppure bisogna pensare che anche al suo interno l’Agenzia non sa o non ha interesse a tutelare e a difendere il proprio ruolo essenziale per il Paese.

 

FP CGIL NAZIONALE FP                                     CGIL NAZIONALE
Carmine Ruocco                                                           Elena Ciola

Le lavoratrici e i lavoratori che hanno disabilità tra i propri cari non possono aspettare. Nella nota unitaria inviata alle cariche del Corpo dalle Organizzazioni Sindacali Confederali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e  Uil Pa VVF  chiedono il rispetto verso chi soffre, l’Amministrazione per quanto ci riguarda deve procedere con la massima urgenza al trasferimento di quei lavoratori che ne hanno diritto.

Al via il bando per le PEO

Abbiamo firmato nella riunione di oggi a via Caraci l’accordo definitivo PEO 2019, già sottoscritto in ipotesi il 27 febbraio scorso. Il Mef e la Funzione Pubblica hanno trasmesso all’Amministrazione alcune osservazioni che sono state recepite nella proposta sottoscritta oggi.
Abbiamo firmato perché, pur non condividendo l’intrusione degli organi di controllo su quanto il CCNL Funzioni Centrali vigente rimette alla Contrattazione Integrativa Nazionale, non potevamo permetterci di bloccare l’accordo PEO e le progressioni di carriera dei lavoratori del MIT che da tanti anni attendono sfiduciati.
L’art.40 bis del D.Lgs 165/2001 affida agli organi di controllo solo l’accertamento della compatibilità economico finanziaria, invece questi sono andati di gran lunga oltre affermando che i criteri adottati non erano in linea con le disposizioni vigenti che prevedono una selettività fondata sul merito e sulle competenze professionali.
Abbiamo firmato ma chiarito la nostra posizione nella nota unitaria a verbale allegata.
Cosa cambia per i lavoratori del MIT? In sintesi l’accordo precedente sottoscritto il 27/2 attribuiva un punteggio massimo ai quiz di 10 punti, all’anzianità di servizio di 15 punti e ai titoli di studio di 5 punti. Oggi l’Amministrazione ci ha proposto un’ inversione: nell’accordo definitivo ai quiz vengono attribuiti 15 punti e all’anzianità 10 punti, fermo restando i punti per i titoli di studio. Ci sentiamo di dire che, per fortuna, abbiamo optato per i quiz e non per i punteggi relativi alla valutazione del triennio. Oggi, con l’attribuzione di 15 punti, la valutazione sarebbe stata penalizzante per molti lavoratori perché sappiamo benissimo che le schede di valutazione molte volte non rispecchiano la situazione reale ma sono influenzate dai rapporti con la dirigenza.
Un accordo ritoccato, quindi, ma che consente ai lavoratori del MIT finalmente di uscire da un blocco durato dieci anni, periodo in cui non si è avuto alcun riconoscimento della professionalità acquisita. Saranno, lo ricordiamo, 1525 i lavoratori che usufruiranno della progressioni di cui 25 di prima area, 1000 di seconda e 500 di terza con l’impegno di proseguire le attività finalizzate alle progressioni anche negli anni successivi. Il bando sarà pubblicato a breve, presumibilmente tra il 10 agosto e i primi di settembre. La procedura sarà interamente informatizzata: dalla compilazione della domanda alla pubblicazione dei quiz alla prova. Alla procedura informatizzata si accederà con la password della posta elettronica.
Abbiamo nuovamente chiesto all’Amministrazione notizie relative al regolamento dell’incentivo e sollecitato la trasmissione della copia revisionata. L’Amministratore ci ha assicurato che farà un sollecito scritto all’ufficio legislativo e che ci trasmetterà una copia appena sarà in possesso del testo definitivo.
Ci siamo soffermati sull’urgenza di avviare, in tempi brevi, le procedure per i passaggi di area previsti dal Piano dei Fabbisogni e dal DPCM del 20/6/2019. L’Amministrazione ci ha garantito che a settembre ci convocherà per definire la procedura e che comunque la stessa sarà avviata entro l’ anno corrente.
In coda abbiamo chiesto di ricevere informativa sulle assegnazioni dei nuovi assunti dalle graduatorie RIPAM ribadendo, ancora una volta, la situazione di grave carenza del personale nelle sedi periferiche.
Per quanto riguarda il pagamento del Fua 2018 si prevede che il compenso sia inserito nel cedolino di settembre, la quota individuale dovrebbe aggirarsi intorno alle 500 euro nette.

 

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                        p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                        Paolo Camardella

Pubblichiamo la risposta alla nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione sull’ informazione/formazione dell’utilizzo dei mezzi fuoristrada Ford Ranger di ultima generazione, ancora una volta apprendiamo delle scelte fatte dall’Amministrazione a giochi fatti, ci faremo carico di approfondire l’argomento presso il Tavolo Tecnico per la Formazione.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Fp VVF, nella quale si richiede un’incontro con l’Amministrazione a seguito dell’informativa sulla gestione degli straordinari e della logistica della struttura della DCF

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali  Fp Cgil VF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale esprimono tutto il disappunto sull’atteggiamento della Politica e della nostra Amministrazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Sull’isola vi è carenza di personale,  le sedi VF sono inadeguate, tutto questo si traduce su una carente sicurezza per il personale e sulla scarsa salvaguardia dei cittadini

Appuntamento a Montecitorio alle 10, ora risposte concrete a esigenze lavoratori

Polizia in piazza domani (25 luglio) a Roma per il rinnovo del contratto e il riordino delle carriere. A promuovere il presidio in piazza Montecitorio a partire dalle ore 10 sono Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil. “Stretti nella propaganda permanente, con esponenti di governo che speculano indossando le nostre divise, le vere questioni che investono i corpi di Polizia non vengono affrontate”, rileva il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini.

Secondo il dirigente sindacale, infatti, “non si parla di risorse vere per la sicurezza, a partire dal rinnovo di un contratto per le lavoratrici e i lavoratori in divisa scaduto da oltre 200 giorni, senza che al momento si veda all’orizzonte né l’avvio di una discussione né lo stanziamento necessario di risorse. Così come sui correttivi al riordino interno delle carriere, il governo non ha investito le risorse adeguate, disattendendo le aspettative e le esigenze dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previste dai recenti bandi non garantiranno il turnover”. Tra le altre cose, infatti, la Polizia Penitenziaria lamenta, su un corpo che conta 37 mila addetti, una carenza di organico di circa 4 mila unità.

Per queste ragioni, dietro gli slogan #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì, i sindacati della Cgil della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria scenderanno in piazza domani a Roma davanti al Parlamento, “per rivendicare risposte concrete per chi veste una divisa e ogni giorno rischia la vita”, conclude Prestini.

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