Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto
Con riferimento allo schema di DM su misure organizzative e di coordinamento relative all’attività
della Direzione Generale delle risorse materiali e delle tecnologie nonché su misure concernenti
l’assegnazione ed i compiti del personale tecnico destinati all’amministrazione centrale ed agli uffici
giudiziari, le scriventi organizzazioni sindacali preliminarmente osservano che non hanno avuto
alcuna notizia del regolamento relativo agli incentivi di cui all’art. 113 del d.lgs. n. 50 del 18.4.2016
come modificato dal d.lgs. n. 56 del 19.4.2017 ossia l’atto che disciplina i criteri di ripartizione degli
incentivi spettanti al personale amministrativo e tecnico impegnato in attività di “programmazione
della spesa, di predisposizione, di controllo e espletamento delle procedure di affidamento e
aggiudicazione, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione
dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore
statico”. Lo schema di regolamento da codesto superiore ufficio fu inviato per osservazioni alle
organizzazioni sindacali il 30 marzo 2018 e poi se ne sono perse le tracce. CGIL CISL e UIL pertanto
chiedono di essere notiziate sull’argomento attesa la rilevanza della materia disciplinata dal
provvedimento ed i benefici che lo stesso, se approvato, potrebbe apportare nella gestione degli
appalti anche al personale che collabora a vario titolo nelle procedure.
Nel merito dello schema di decreto de quo, CGIL CISL e UIL censurano il contenuto dell’art.4 comma
2. Tale norma, infatti, con riferimento al personale tecnico assegnato agli uffici giudiziari nazionali e
distrettuali, affermando che i criteri e le modalità di impiego di tale personale
“… nel rispetto delle direttive della Direzione generale, sono determinati dal capo dell’ufficio
sentito il dirigente amministrativo” pone in essere un grave violazione dell’attuale quadro normativo
così come definito dalla legge n.240/2006 che depotenzia il ruolo della dirigenza amministrativa
privando la stessa di una concreta e reale autonomia gestionale e della possibilità di effettivo esercizio delle funzioni riconosciute al dirigente dello Stato dal decreto legislativo n. 165/2001. Non è pletorico
riportare sul punto il testo dell’art. 2 comma 1 della legge 240/2006: “il dirigente amministrativo
preposto all’ufficio giudiziario è responsabile della gestione del personale amministrativo, da attuare
in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio e con il programma annuale delle attività
di cui all’articolo 4”.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL chiedono la cancellazione del comma 2 dell’art. 4 dello schema
di DM di cui in premessa. Inoltre, considerato il brevissimo lasso di tempo concesso per l’inoltro
delle osservazioni e la rilevanza della materia trattata, le stesse chiedono la fissazione di un incontro
per discutere ed approfondire l’argomento.
Distinti saluti
Roma, 24 luglio 2019
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Tutto è perfettibile
Si è tenuto ieri il previsto incontro con l’amministrazione avente come ordine del giorno il Fondo Risorse Decentrate del 2018. La riunione era stata aggiornata di una settimana visto che la proposta
dell’amministrazione era stata consegnata solo all’ultimo momento e necessitava di una seria valutazione, considerando che si trattava per la prima volta il tema delicatissimo della valutazione individuale.
All’incontro, dopo un’attenta valutazione, abbiamo richiesto all’amministrazione che fosse applicato
il dettato contrattuale in modo concreto nei suoi vari istituti.
Abbiamo chiesto, quindi, di riattivare il percorso delle progressioni economiche, ferme da due anni
in modo da poter chiudere il discorso iniziato nel 2016 e garantire a tutti i dipendenti del MEF una
progressione economica.
Abbiamo chiesto di attivare in modo “concreto e fattivo” il confronto sul tema di attribuzione e revoca
delle posizioni organizzative. Riteniamo infatti che come sindacato dobbiamo contribuire in modo fattivo alla determinazione dei criteri e non garantire solo il finanziamento di dette posizioni.
Abbiamo inoltre chiesto un coinvolgimento maggiore delle RSU e delle OO.SS. territoriali in tema di contrattazione e individuazione dei colleghi ai quali attribuire la quota aggiuntiva per le performance
migliori, ma l’amministrazione su questo, al momento, è irremovibile e si è spinta solo ad allargare la platea dei più meritevoli dal 10 al 15%.
Ricapitolando ci saranno 24 milioni di euro che saranno distribuiti in base alla performance organizzativa, mentre 2 milioni di euro saranno accantonati in vista della definizione del nuovo sistema di valutazione che sarà oggetto di confronto a partire dal mese di settembre.
Infine permetteteci una nota a margine. Si è trattato di una vicenda che fino all’ultimo momento ci ha visto essere fortemente dubbiosi sul da farsi. Firmare o non firmare, mai come in questo caso è stata una scelta sofferta, siamo sicuri che tutti i partecipanti al tavolo avessero le loro ragioni e mai come in questo caso non ci sentiamo di attaccare questa o quella sigla. Siamo convinti che alla fine il pagamento di questo salario accessorio, fatto con nuove regole, applicate in modo meno invasivo possibile, anche se ex post, sia la cosa che rappresenta la priorità e ci siamo regolati di conseguenza.
FP CGIL Nazionale
Americo Fimiani
CAM
RIORGANIZZAZIONE O CAOS?
Lo scorso anno il direttore dell’Agenzia delle Entrate, come ultimo atto ufficiale prima di essere sostituito , decise una riorganizzazione che avrebbe dovuto rivoluzionare i metodi di lavoro, organigramma e struttura degli uffici.
È noto che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.37 del 2015 che ha dichiarato illegittimi i funzionari incaricati di ruoli dirigenziali, con la legge 27 dicembre 201 N°205 sono state istituite le POER, figure quanto meno ibride, senza lo status di dirigenti ma con attribuzioni di competenze assai elevate.
Tralasciando l’iter farraginoso che ha portato alla selezione di questi nuovi soggetti, la loro presenza nelle nuove articolazioni dell’Agenzia al posto dei precedenti dirigenti che, di fatto, vanno a sostituire, ha comportato situazioni che, se non corrette, porteranno in qualche ufficio al blocco di lavorazioni finora espletate in maniera efficace e semplice.
In particolare, per i CAM (o SAM, secondo la nuova vulgata) non essendo più uffici dirigenziali ma attribuiti appunto a POER, è necessario ci sia un dirigente centrale di coordinamento.
Non ancora nominato.
La modifica delle attribuzioni comporta lo stravolgimento di metodi di lavoro consolidati e che hanno costituito una delle prerogative principali di questi uffici, nella prospettiva voluta dall’Agenzia di un rapporto semplificato ed immediato con i cittadini o con i professionisti loro intermediari.
Ai consulenti dei CAM, sia a quelli storici provenienti da vari uffici e appartenenti alle più diverse Aree e profili, sia a quelli assunti con concorso apposito e inquadrati nella seconda Area funzionale, è stata attribuita una “delega di firma”, per quanto virtuale e limitata, che ha consentito a tutti di operare in maniera snella ed immediata, direttamente al telefono e con tempistiche ridotte, su comunicazioni di irregolarità da 36-bis, correzioni di dichiarazioni IVA (54-bis), sgravi su cartelle esattoriali.
In quasi vent’anni di attività, ogni volta che l’Agenzia ha emanato raffiche di controlli automatizzati, tutti i consulenti impiegati nei CAM, senza alcuna distinzione, hanno interloquito con gli interessati e soprattutto con gli studi professionali, correggendo errori, confermando o modificando gli esiti dei controlli, fornendo assistenza immediata, informazioni e inviando immediatamente ai contribuenti i nuovi esiti della lavorazione. Semplicemente con una telefonata e, come si è sempre vantata l’Agenzia, in tempo reale.
Ora, nonostante la legge 205/2017 indichi esplicitamente che : “I titolari delle predette posizioni adottano atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’Agenzia verso l’esterno (…) ed esercitano autonomi poteri delle risorse umane” è stato loro imposto –si parla di una nota riservata non consegnata alle OO.SS.- di eliminare totalmente, azzerata, qualsiasi delega di firma e vietata qualsiasi sub delega a tutti i consulenti, lasciando l’onere di sottoscrizione di qualsiasi atto esclusivamente ai Capo team ed alla POER a capo delle Sezioni dei CAM.
Considerando la mole di lavoro di circa 250/400 pratiche quotidiane, ciò significa che la sola POER e tra 7 o 10 capo team dovranno verificare tutti i giorni dalle 25 alle 50 pratiche che prima venivano suddivise fra i consulenti.
Inoltre, per ogni pratica dovrà essere predisposto un fascicolo: anche per la conferma di un credito di 25 €, o per un banalissimo abbinamento di un versamento effettuato con un codice errato o con un anno digitato male. Ciò vuol dire che un intervento risolutivo che finora richiedeva circa 7 minuti (con i risultati trionfalisticamente sbandierati dall’Agenzia con le ultime statistiche ufficiali) ora comporterà un tempo medio di 25 minuti e una risposta al contribuente data entro 3 o 4 giorni. E questo significherà un numero molto inferiore di contribuenti “serviti” se la media di risposte per consulente dovesse scendere dalle attuali 20/25 telefonate a meno di 10.
Un gran bel risultato davvero.
A questo punto paiono però inevitabili un paio di considerazioni.
Un gran numero di cittadini che sono stati abituati ad un rapporto immediatamente risolutivo con i consulenti dei CAM si rivolgeranno agli sportelli degli Uffici territoriali che, notoriamente e in particolare in questo periodo in cui si è falcidiati dai pensionamenti, saranno ancor più in difficoltà nell’affrontare il numero crescente di richieste da parte dei cittadini: non crediamo sia questo l’obiettivo che l’Agenzia voglia perseguire nei confronti dei cittadini.
Se questo trend si allargherà anche agli studi professionali, la situazione potrebbe divenire insostenibile in tempi brevi e le proteste e gli attacchi sui media sono facilmente immaginabili.
La seconda è più prettamente sindacale.
Con questi provvedimenti si delegittima completamente il lavoro di lavoratori che l’Agenzia utilizza quotidianamente senza mai porsi il problema dell’Area di appartenenza e sfruttandone, nel senso migliore del termine, le capacità per poter fronteggiare “gli obiettivi sfidanti” che le vengono affidati.
È appena il caso di ricordare solo le campagne Cambia Verso, in cui si è chiesto ai medesimi soggetti di entrare nel merito (almeno per dare assistenza e informazione sulle lettere inviate ai contribuenti) in ambiti che normalmente riguardano l’accertamento, e l’assistenza fornita per la Fatturazione Elettronica che, per ammissione di molti, è servita a far superare i timori terroristici che molti hanno diffuso per farla fallire.
Ora, pare che venga richiesto a questi lavoratori un non meglio definito “quid minus”…
Come se anni di lavoro sul campo dimostrando capacità e competenza riconosciute fossero nulla
Le evoluzioni normative e contrattuali, la trasformazione da Ministero ad Agenzia, vengono citate sempre ad uso e consumo dell’Agenzia e mai per riconoscere ai lavoratori quelle conoscenze, quell’autonomia, quella correttezza amministrativa che sono nei fatti.
Non comprendere, poi, che demotivare gli ultimi assunti, anche quelli che non sono stati inquadrati nella Terza Area, è segno di miopia gestionale.
Oppure bisogna pensare che anche al suo interno l’Agenzia non sa o non ha interesse a tutelare e a difendere il proprio ruolo essenziale per il Paese.
FP CGIL NAZIONALE FP CGIL NAZIONALE
Carmine Ruocco Elena Ciola
Le lavoratrici e i lavoratori che hanno disabilità tra i propri cari non possono aspettare. Nella nota unitaria inviata alle cariche del Corpo dalle Organizzazioni Sindacali Confederali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF chiedono il rispetto verso chi soffre, l’Amministrazione per quanto ci riguarda deve procedere con la massima urgenza al trasferimento di quei lavoratori che ne hanno diritto.
Al via il bando per le PEO
Abbiamo firmato nella riunione di oggi a via Caraci l’accordo definitivo PEO 2019, già sottoscritto in ipotesi il 27 febbraio scorso. Il Mef e la Funzione Pubblica hanno trasmesso all’Amministrazione alcune osservazioni che sono state recepite nella proposta sottoscritta oggi.
Abbiamo firmato perché, pur non condividendo l’intrusione degli organi di controllo su quanto il CCNL Funzioni Centrali vigente rimette alla Contrattazione Integrativa Nazionale, non potevamo permetterci di bloccare l’accordo PEO e le progressioni di carriera dei lavoratori del MIT che da tanti anni attendono sfiduciati.
L’art.40 bis del D.Lgs 165/2001 affida agli organi di controllo solo l’accertamento della compatibilità economico finanziaria, invece questi sono andati di gran lunga oltre affermando che i criteri adottati non erano in linea con le disposizioni vigenti che prevedono una selettività fondata sul merito e sulle competenze professionali.
Abbiamo firmato ma chiarito la nostra posizione nella nota unitaria a verbale allegata.
Cosa cambia per i lavoratori del MIT? In sintesi l’accordo precedente sottoscritto il 27/2 attribuiva un punteggio massimo ai quiz di 10 punti, all’anzianità di servizio di 15 punti e ai titoli di studio di 5 punti. Oggi l’Amministrazione ci ha proposto un’ inversione: nell’accordo definitivo ai quiz vengono attribuiti 15 punti e all’anzianità 10 punti, fermo restando i punti per i titoli di studio. Ci sentiamo di dire che, per fortuna, abbiamo optato per i quiz e non per i punteggi relativi alla valutazione del triennio. Oggi, con l’attribuzione di 15 punti, la valutazione sarebbe stata penalizzante per molti lavoratori perché sappiamo benissimo che le schede di valutazione molte volte non rispecchiano la situazione reale ma sono influenzate dai rapporti con la dirigenza.
Un accordo ritoccato, quindi, ma che consente ai lavoratori del MIT finalmente di uscire da un blocco durato dieci anni, periodo in cui non si è avuto alcun riconoscimento della professionalità acquisita. Saranno, lo ricordiamo, 1525 i lavoratori che usufruiranno della progressioni di cui 25 di prima area, 1000 di seconda e 500 di terza con l’impegno di proseguire le attività finalizzate alle progressioni anche negli anni successivi. Il bando sarà pubblicato a breve, presumibilmente tra il 10 agosto e i primi di settembre. La procedura sarà interamente informatizzata: dalla compilazione della domanda alla pubblicazione dei quiz alla prova. Alla procedura informatizzata si accederà con la password della posta elettronica.
Abbiamo nuovamente chiesto all’Amministrazione notizie relative al regolamento dell’incentivo e sollecitato la trasmissione della copia revisionata. L’Amministratore ci ha assicurato che farà un sollecito scritto all’ufficio legislativo e che ci trasmetterà una copia appena sarà in possesso del testo definitivo.
Ci siamo soffermati sull’urgenza di avviare, in tempi brevi, le procedure per i passaggi di area previsti dal Piano dei Fabbisogni e dal DPCM del 20/6/2019. L’Amministrazione ci ha garantito che a settembre ci convocherà per definire la procedura e che comunque la stessa sarà avviata entro l’ anno corrente.
In coda abbiamo chiesto di ricevere informativa sulle assegnazioni dei nuovi assunti dalle graduatorie RIPAM ribadendo, ancora una volta, la situazione di grave carenza del personale nelle sedi periferiche.
Per quanto riguarda il pagamento del Fua 2018 si prevede che il compenso sia inserito nel cedolino di settembre, la quota individuale dovrebbe aggirarsi intorno alle 500 euro nette.
la coordinatrice Fp Cgil Mit p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
Pubblichiamo la risposta alla nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione sull’ informazione/formazione dell’utilizzo dei mezzi fuoristrada Ford Ranger di ultima generazione, ancora una volta apprendiamo delle scelte fatte dall’Amministrazione a giochi fatti, ci faremo carico di approfondire l’argomento presso il Tavolo Tecnico per la Formazione.
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Fp VVF, nella quale si richiede un’incontro con l’Amministrazione a seguito dell’informativa sulla gestione degli straordinari e della logistica della struttura della DCF
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali Fp Cgil VF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale esprimono tutto il disappunto sull’atteggiamento della Politica e della nostra Amministrazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Sull’isola vi è carenza di personale, le sedi VF sono inadeguate, tutto questo si traduce su una carente sicurezza per il personale e sulla scarsa salvaguardia dei cittadini
Polizia in piazza domani (25 luglio) a Roma per il rinnovo del contratto e il riordino delle carriere. A promuovere il presidio in piazza Montecitorio a partire dalle ore 10 sono Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil. “Stretti nella propaganda permanente, con esponenti di governo che speculano indossando le nostre divise, le vere questioni che investono i corpi di Polizia non vengono affrontate”, rileva il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini.
Secondo il dirigente sindacale, infatti, “non si parla di risorse vere per la sicurezza, a partire dal rinnovo di un contratto per le lavoratrici e i lavoratori in divisa scaduto da oltre 200 giorni, senza che al momento si veda all’orizzonte né l’avvio di una discussione né lo stanziamento necessario di risorse. Così come sui correttivi al riordino interno delle carriere, il governo non ha investito le risorse adeguate, disattendendo le aspettative e le esigenze dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previste dai recenti bandi non garantiranno il turnover”. Tra le altre cose, infatti, la Polizia Penitenziaria lamenta, su un corpo che conta 37 mila addetti, una carenza di organico di circa 4 mila unità.
Per queste ragioni, dietro gli slogan #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì, i sindacati della Cgil della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria scenderanno in piazza domani a Roma davanti al Parlamento, “per rivendicare risposte concrete per chi veste una divisa e ogni giorno rischia la vita”, conclude Prestini.
Pubblichiamo la circolare riguardante il diritto allo studio – 150 di permesso retribuito -personale comparto Funzioni centrali , che mira a fare chiarezza considerate le diverse discrezionali interpretazioni della norma da parte di alcuni PRAP che naturalmente risultavano sfavorevoli ai lavoratori come il mancato riconoscimento del tempo di percorrenza conteggiando come permesso studio soltanto l’arco temporale di partecipazione al corso. La FpCgil sulla questione ha da tempo richiesto chiarezza e in ultimo lo scorso febbraio con nota della FpCgil Roma e Lazio che alleghiamo.
ABBIAMO CONTESTATO LA LIBERA DISCREZIONALITA’ NELL’APPLICAZIONE DI UN ISTITUTO CONTRATTUALE NONCHE’ DELLA NORMA DI RIFERIEMNTO LEGGE 300/1970 E ABBIAMO AVUTO RAGIONE !
I DIRITTI NON VANNO IGNORATI O CALPESTATI !!
Avviare un confronto sul disegno di legge delega di riforma della Polizia Locale approvato dal Consiglio dei ministri. A richiederlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera inviata al sottosegretario del Ministero dell’Interno, Carlo Sibilia.
INCLUSIVI A PAROLE
Nella giornata di ieri si è avuto un incontro con diversi argomenti in discussione. In apertura, il Presidente, ci ha dichiarato di voler realizzare un modello – che ci verrà illustrato oggi pomeriggio che abbia a cuore il benessere organizzativo dei dipendenti dell’Istituto.
Non si può, ovviamente, non essere d’accordo con questo intendimento, ma il presupposto da cui partire è la condivisione di un percorso tra le parti, cosa che ci sembra sia mancata, ad esempio, nell’emanazione della circolare n. 103 sul front-end, laddove abbiamo assistito a un inaspettato “strappo” dell’Amministrazione, mentre era in corso un confronto sindacale. E’ necessario, quindi, un cambio di metodo, che non consideri i rappresentanti dei lavoratori semplicemente come coloro che intendono frapporre ostacoli o rinviare decisioni. Le nostre richieste, i nostri suggerimenti, le nostre critiche derivano dal dialogo costante coi colleghi e dal rapporto con il territorio, che abbiamo rappresentato agli incontri e rimaste inascoltate da chi guida l’Istituto.
Noi siamo con le lavoratrici e i lavoratori, sicuri che le loro richieste sono funzionali a servizi migliori all’utenza. Non ci fermeremo a contestare solo con comunicati, se i vertici dell’istituto non recuperano la frattura creata con questa circolare.
In questa stessa prospettiva, abbiamo nuovamente sollecitato l’Amministrazione a rivedere l’accordo sullo smart-working, partendo dal superamento dell’attuale scelta discrezionale della platea dei destinatari.
L’unica disponibilità di parte datoriale ha riguardato l’eliminazione del tetto del 10% del personale destinatario, partendo dal dogma dell’intangibilità dell’accordo. Continuiamo a non comprendere questo irrigidimento e in fase di monitoraggio interverremo per proporre correttivi. Nel frattempo, abbiamo ritenuto di non sottoscrivere l’integrazione dell’accordo sullo SW, come invece è valso per la maggioranza delle altre sigle, nonostante le precedenti prese di posizione unitarie sul punto.
Quanto al benessere dei dipendenti, abbiamo proposto al Presidente di partire dalla messa in sicurezza delle sedi; per questa ragione, bisogna riappropriarsi delle sedi di proprietà dell’Istituto, razionalizzando l’attuale spesa sostenuta dall’Istituto e rendendola più efficiente.
La discussione è poi proseguita sulle osservazioni del MEF e del DFP al contratto integrativo 2018. Su questo punto, registriamo, per la prima volta, che l’Amministrazione ha ufficialmente fornito al tavolo nazionale le note ricevute. E’ un precedente di trasparenza che chiediamo non resti isolato.
Mercoledì prossimo, ci sarà un nuovo incontro con gli organi di controllo; nel pomeriggio avremo riunione in cui l’Amministrazione ci riferirà gli esiti di tale incontro e riprenderà la discussione sulle progressioni verticali.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano